Israele, la Corte Suprema sentenzia che il matrimonio egualitario non è un diritto



Brutte notizie giungono da Israele, dove la Corte Suprema ha appena sentenziato che il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è da considerarsi un diritto. I giudici del tribunale hanno infatti rigettato all'unanimità la causa presentata dell'Associazione israeliana lgbt.
Il gruppo sperava che il principio di pari dignità dovesse giocare contro chi sostiene che l'eterosessualità debba conferire privilegi giuridici esclusivi o che, quantomeno, che la Corte misconoscesse l'incostituzionalità della norma che cerca di vietare il matrimonio egualitario. Ma così non è stato.
Il 64% della popolazione israeliana è favorevole all'introduzione del matrimonio egualitario ma, come prassi, sono i gruppi religiosi a battersi perché lo stato pretenda che i gay paghino tasse che andranno a sovvenzionare i privilegi di chi va a letto un una donna, indipendentemente dal fatto che ci siano di mezzo dei bambini o che a dettare quei privilegi sia solo il sesso di chi si ha nel proprio letto.
Anche se Israele è considerato uno dei paesi più progressisti del Medio Oriente, la tolleranza per le persone LGBT si è perlopiù ridotta ad una piccola area che circonda Tel Aviv.
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