Nel nome di Charlie, l'integralismo indica Forza Nuova come alternativa alla Chiesa di Roma



Pare che nemmeno la morte proteggerà il povero Chalie Gard dallo sciacallaggio delle destre, interessatissime nel cercare di mettere a frutto quella vicenda come strumento di promozione della loro agenda politica. Ne è un esempio l'articolo intitolato "Charlie e la legge naturale" pubblicato dal sito di estrema destra Radio Spada.
Il redattore cerca sin da subito di suscitare compassione per il bambino, da lui descritto come qualcuno che sarebbe potuto tranquillamente guarire e che magari sarebbe pure potuto andare a giocare sulle altalene insieme ai ragazzini della sua età. Togliendo il significato alle parole, l'articolo parla di «morte violente» e sostiene sia stato «strappato a questa vita e all'affetto dei suoi genitori da una banda di assassini in toga e camice bianco, i quali hanno deciso, del tutto arbitrariamente, che la sua non era una esistenza degna di essere vissuta».
Qui il bigotto medio inizia  sbraitare contro quei medici pediatrici che salvano vite ogni giorno, credendo alla storiella di medici che andrebbero in giro ad ammazzare bambini sani. Nella realtà nessuno al mondo ha mai detto che quella vita non meritasse di essere vissuta, ma tentare di tenere in vita con mezzi respiratori artificiali un neonato affetto da una malattia incurabile al solo fine di permettere che il sistema nervoso finisse di corrodersi sino a far collassare gli organi interni era una tortura, non certo vita.
Dinnanzi a genitori che avrebbero voluto far soffrire il figlio più del necessario solo perché poco disposti ad accettare la realtà dei fatti, Radio Spada spergiura che l'ospedale e l'Alta Corte di Londra «di fatto tenevano in ostaggio il loro figliolo». Sostengono persino esistesse una «concreta possibilità che il piccolo Charlie potesse essere trasferito all'estero» anche se nella realtà quella non era certo una possibilità dato che il bambino non poteva essere sposato senza procurargli ulteriori danni celebrali.
Visito l'epilogo, qualcuno potrebbe anche pensare che sarebbe stato meglio assecondare le sadiche pretese dei genitori e lasciare che ammazzassero loro figlio nel modo più doloroso ed inumano possibile: in quel modo ci saremmo risparmiati tutto quest'uso politico e propagandistico del bambino. Ma dato che i medici erano interessati più alla salute del piccolo che alla politica e in considerazione di come le corti fossero orientate a tutelare il supremo interesse del minore, si è convenuto che quello fosse un inutile accanimento terapeutico che sarebbe stato inflitto a danno del neonato.
Giocando con le parole, l'articolo nega pure che l'ospedale «tenesse in vita» il bambino, sostenendo che loro preferiscono parlare di «lasciarlo in vita». Sarà, ma la somministrazione di farmaci e un tubo infilato i gola per pompare aria in maniera artificiale in una totale assenza di qualunque speranza di vita hanno tutta l'aria di un accanimento terapeutico, checché ne dicano loro. Ma l'evidenza pare essere sfuggita di mano a chi prosegue l'articolo asserendo pure che «vi fosse una piccola speranza di poter sottoporre con successo il piccolo Charlie ad una cura sperimentale». Certo, la fantomatica "cura" che tutti promettevano ma che nessuno sapeva concretizzare in una proposta reale.

A quel punto si arriva all'immancabile strumentalizzazione religiosa, ovviamente volta a sostenere che la loro opinione debba essere considerata l'opinione di Dio. Affermano:

Certo, direte voi, un tale modo di procedere sarebbe stato senz’altro perdente in partenza. In una società immersa nel relativismo etico e morale, che ha legalizzato l’omicidio dell’innocente nel grembo materno nel nome di un inesistente diritto della donna all’autodeterminazione, porre questioni di principio, soprattutto in ambito giuridico, pare una mossa del tutto fuori luogo.
Eppure, i nostri avversari, i nemici di Dio e dell’umanità, combattono proprio sulle questioni di principio: il loro obiettivo non è semplicemente quello di far fuori un innocente bensì distruggere alla radice i fondamenti del vivere civile, quel complesso di norme non scritte, universali e necessarie, preesistenti alla stessa società umana, cui il diritto positivo dovrebbe sempre ispirarsi.

Alla strumentalizzazione religiosa segue poi l'immancabile rivendicazione politica:

A tutto ciò si aggiunge il dato di fatto, estremamente doloroso, per cui chi è maggiormente deputato a porre le questioni di principio e a sostenere i fedeli nelle battaglie etiche e morali, ovverosia la Chiesa Cattolica, risulta del tutto latitante: imbarazzante il silenzio di Papa Francesco su Charlie, a cui ha dedicato solo due miseri e ambigui tweet …
Addirittura rivoltante invece l’Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, che, oltre a mantenere una posizione ambigua e non definita nel corso di tutta la vicenda, ha addirittura chiosato, a firma del suo direttore Tarquinio, a favore degli assassini di Charlie …
Concludo, con un segnale di speranza: ogni anno, ormai da quasi un decennio, una folla determinata e pronta a dare battaglia, si raduna a Roma per partecipare alla Marcia per la Vita, al fine di denunciare senza ambiguità o compromessi l’intrinseca malvagità delle leggi che pretendono di legittimare l’aborto e tutti gli attacchi alla vita umana innocente.

Il riferimento è alla manifestazione organizzata da Forza Nuova, indicata da Radio Spada come l'alternativa alla Chiesa di Roma. Forse spaventati da un Papa che sta modificando gli equilibri politici delle lobby ecclesiastiche al punto da rendere sempre più marginale l'ingerenza dell'integralismo, è nel nome di Charlie si sta proponendo si sostituire il Papa con persone come Fiore o Brandi. Personaggi assai discutibili ma utili alla politica dato che non avrebbero remore nel citare Dio come giustificazione ad ogni discriminazione, persecuzione o ingiustizia.
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