Torino. La parrocchia ortodossa sostiene che i gay siano affetti dalla «malattia dell'omosessualità»



Padre Ambrogio Cassinasco, parroco della chiesa ortodossa russa di Torino, ha pubblicato sul sito della sua parrocchia la traduzione in italiano di un articolo scritto da padre Andrew Phillips. Nel quattro temi toccati del prelato ortodosso non poteva mancare l'omosessualità, ovviamente condannata con inaudita ferocia.
Peccato che qui non si sia solo dinnanzi ai soliti insulti, si è dinnanzi ad un prete che spergiura nel nome di Dio che i gay debbano essere ritenuti dei «malati».

Dopo la solita litania del «noi condanniamo il peccato, non il peccatore» (che ormai suona come la versione clericale del «ho tanti amici gay»), il sacerdote inizia a raccontare quelli che si spiegherà siano i sintomi e i disturbi di quella che poi si sosterrà sarebbe la «malattia omosessuale»:

Molti, ma non tutti, gli omosessuali sembrano essere di due tipi, anche se con una molteplicità di varianti: c'è chi per repressione è diventato narcisista (il narcisismo viene sempre da un complesso della personalità), ostile, aggressivo, geloso, traditore, calunniatore e vendicativo. D'altra parte, c'è chi, ovviamente omosessuale, può essere gentile, affascinante, fanciullesco e molto popolare tra le femmine, perché, privo di repressioni, non ha alcuna aggressività e non presenta per loro alcun pericolo.

Si sentenza così che l'ordinazione di gay sarebbe un male, dato che l'eterosessualità creerebbe di per sé uomini migliori, più ariani:

Così, gli omosessuali evidenti del secondo tipo non sarebbero ordinati (anche se ho incontrato eccezioni tra coloro che sono stati ordinati da vescovi omosessuali). Tuttavia, quelli del primo genere ostile e narcisista, se ordinati – come, tristemente, ce ne sono, sono catastrofi, specialmente quando diventano vescovi, come tanti sono tristemente divenuti.

Ma è nel finale che si arriva ad asserzioni inaccettabili:

Tuttavia, ci sono eccezioni. Anche se ci sono due tipi principali di omosessuali, ci sono anche quelli che hanno un controllo sia sulla loro malattia (e la malattia dell'omosessualità è una croce pesante da sopportare) sia sulla loro aggressività. Per tali persone i vescovi farebbero eccezioni.

Tutto questo è stato pubblicato il 28 luglio 2017, anche se sembra di essere tornati nel Medioevo.
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