Dopo l'omofobia, Adinolfi benedice pure la xenofobia: «È un dato di fatto che gli immigrati sono criminali»



Mario Adinolfi non si limita più a sostenere che «l'omofobia non esiste», ora cerca voti spergiurando che pure «la xenifibia non esiste» dato che sarebbe un dato appurato il suo far parte di una "razza" superiore. L'uomo che si proclama in più cristiano tra i cristiani nel nome dell'extracomunitario Gesù (che stando alle sue tesi sarebbe un poco di buono perché straniero) non pare far mistero di come i sondaggi parlino della «paura» degli italiani contro gli immigrati... e da buon giocatore di poker, lui sa che la paura può essere tramutata in reddito se la si cavalca e la si promuove a danno della vita altrui. Nulla di nuovo per quel tizio che dovrà rispondere a Dio (e si spera anche a qualche giudice) della promozione di quelle fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità che hanno spinto al suicidio numerosi coetanei delle sue figlie.
Dalla sua pagina Facebook, scrive:

Repubblica apre su un sondaggio che mostra come ad aver paura degli immigrati siano il 46% degli italiani "mai così tanti negli ultimi dieci anni". Ovviamente questi "xenofobi" sono scemi ("con un grado di istruzione più basso"), vecchi e di destra. Non sarà che gli italiani guardano la realtà? Non sarà che hanno scoperto che i 650mila nostri figli che ancora vanno a scuola e regolarmente si drogano comprano il "marocchino" da un marocchino, ecstasy e spice e MDMA e eroina e cocaina dal pusher algerino o tunisino al locale o al parchetto sotto casa? Che i nove milioni di italiani che usano i servizi offerti dal racket della prostituzione vanno a nigeriane, a slave, a trans sudamericani in stragrande prevalenza? Che rispetto alla popolazione residente gli immigrati sono meno di uno su dieci, ma quando una donna viene stuprata quattro volte su dieci è stato uno di loro? Più immigrati uguale più criminali in uno Stato che non difende i suoi cittadini, è un dato di fatto, non un delirio di una popolazione razzista, che razzista non è mai stata. Bisogna guardare i dati e trovare soluzioni. Che ci sono. Non gridare alla xenofobia

Insomma, sbaglia la Costituzione a sostenere che un uomo non possa essere giudicato in base all'etnia ed evidentemente aveva ragione Hitler a sostenere le sue teorie sulla "difesa della razza".
Ovviamente pare inutile osservare che la ricostruzione dell'integralista Adinolfi pare dimenticare un dato di fatto: sono forse stranieri quelli che vanno a prostitute permettendo alla malavita di ridurre in schiavitù delle povere donne? Sono stranieri quelli che acquistano la droga o quelli che reclutano gli spacciatori? Il solo fatto che Adinolfi voglia far credere che basterebbe sterminare gli stranieri per eliminare la malavita è un'asserzione che nega la realtà e promuove l'odio sulla base del pregiudizio.
E non meno preoccupante è come voglia propinare il pregiudizio popolare come una verità rivelata che debba essere istituzionalizzata, mostrando come non si faccia alcun problema a fare soldi nel costruire una società malata per le sue figlie. Una società in cui bisogna aver paura a denunciare lo stupro da parte di due carabinieri dato che i membri del suo partito si affretteranno ad etichettare come «zoccole» le vittime o in cui quotidianamente assistiamo a fake news create a tavolino per alimentare quell'odio e quel pregiudizio che lui vorrebbe tramutare in reddito. Tanto basterà raccontare che sia stato un immigrato a delinquere e l'integralismo farà quadrato  chi racconta quella storia, assentandosi solo per insultare e denigrare chiunque osi denunciare un reato commesso da italiani. La gente si dirà poi spaventa dall'immigrazione? Ovvio. Ma Adinolfi dovrebbe porsi qualche domanda su quale sia stato il suo contributo a quella paura, così come dovrebbe interrogarsi su quale società riserverà ad una figlia che lui vorrebbe fosse rinchiusa tra alte mura che le impediscano qualunque contatto con chi non ha la sua presunta religione, il suo colore della pelle o l'orientamento sessuale che suo padre sbandiera come un vanto e che vorrebbe imporle indipendentemente da quanto avrà deciso la natura.
Complici di questa aggressione alla società risultano anche tutti quei prelati che hanno abbattuto i crocefissi per accogliere sull'altare le conferenze di promozione dell'intolleranza dell'integralista Adinolfi, un tizio che si promuove come "cristiano" mentre racconta che l'extracomunitario Gesù sbagliava con il suo «ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato».

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