Estate 2017: un caso di omofobia ogni tre giorni



L'estate 2017 verrà probabilmente ricordata per l'ondata di odio contro gay e migranti. Se Belpietro propone titoli come "Gli italiani odiano più gli autovelox o gli immigrati" durante la sua trasmissione quotidiana di promozione del razzismo, personaggi violenti come Mario Adinolfi o come l'avvocato che si proclama "generale" hanno contribuito a legittimare svariate forme di discriminazione, spesso difendendo apertamente chi delinque a danno dei gay. Secondo i conti de Il Sole 24 Ore, siamo dinnanzi ad un caso di omofobia ogni tre giorni.
Nel frattempo si assiste anche al teatrino di un integralismo cattolico che nega l'esistenza stessa dell'omofobia, mentre tenta di riportare in auge la credenza che i gay debbano essere visti come "malati", magari piagnucolando pure che quella debba essere intesa come "un'opinione" lecita anche se palesemente falsa e una vera e propria minaccia alla vita di numerosi adolescenti (tutti ragazzi che evidentemente Adinolfi reputa sacrificabili per il suo profitto, al punto da promuovere nel nome di Dio delle vergognose pratiche che possano spingerli verso l'abuso di droghe se non direttamente al suicidio).
Il mondo che Adinolfi sta creando per le sue figlie (quelle che agita dai palchi dei suoi convegni manco fossero oggetti) è un mondo in cui non si affittano camere ai gay, in cui si viene insultati o aggrediti per strada, in cui si viene richiamati in spiaggia se ci si abbraccia o in cui ci sono esercizi pubblici che rivendicano il "diritto" di discriminare clientela omosessuale. Nel suo attacco alla Chiesa Cattolica, Adinolfi dice che tutto quell'odio sarebbe "cristianesimo" anche se non serve particolare intelligenza per osservare come tutto ciò sembri più simile all'Inferno. Un Inferno in cui il grande assente è uno stato che non sa tutelare i propri cittadini dall'aggressione di un piccolo manipolo di integralisti che in ferocia e violenza non hanno nulla di così diverso dall'Isis o dai Talebani.
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