I lettori di Libero plaudono a Predolin: «Lì dentro sei l'unico normale. 'Sti froci ti odiano perché sei bianco»



Pare proprio che l'omofobia non sia un problema per gli autori del Grande Fratello Vip. Si tace dinnanzi a quella De Lellis che dice di aver paura di prendere malattie da gay e drogati, così come si nomina capitano (dotato di immunità dalle nominatio) quel Marco Predolin che vuole bruciare Malgioglio sul rogo.
Applausi allo sterminio giungono dai lettori dei quotidiani di estrema destra, affrettatesi a lodare l'omofobia predicata dal loro nuovo eroe: il tizio che pare convinto di essere superiore agli altri perché si porta a letto delle donne così come piace ad Adinolfi, Ganfdolfini e quel Savarase che pare mancare all'appello solo perché troppo occupato a guidare il suo pulmino di promozione omotransofobica.

Tutto ha avuto inizio con l'articolo in cui Libero racconta che quelle esternazioni sarebbero semplici «battute sui gay», quasi come se Hitler stesse divertendosi con gli ebrei mentre gettava le basi per l'apertura dei suoi centri di sterminio. Spiega che «il popolare conduttore in questi giorni di convivenza ha preso di mira Cristiano Malgioglio: Qui se il Grande Fratello ci regala del rum facciamo casino, smontiamo tutto, finiamo sui giornali davvero. Prendiamo Malgioglio, lo mettiamo sul rogo come Giovanna d'Arco con il suo pigiamino rosso mentre canta Sbucciami».
Una volta che Predolin sarebbe «popolare», aggiungono che «martedì sera aveva ironizzato con Lorenzo Flaherty: "Basta, etero! Vatti a mettere il rossetto e il turbante in testa, sei troppo macho, dove vuoi andare? Non ti fai schifo?"». Ed ancora, citano la frase: «Non tutti i gay vogliono fare le donne, alcuni sono normali». Ed ancora: «La Malgioglia, la Malgioglia... Scusate ma se parlo al femminile di lui, ma è perché lui si propone come donna. Ma quanto se la mena Malgioglio con questa storia che è gay. Parla al femminile di sé. Io ho paura, come si comporta lui. Poi basta deridere e dire "divento etero", "divento etero", ieri lo ripeteva. Certo che i gay possono prendere in giro noi etero e il contrario però no, ma perché?».
Il tutto per arrivare sostenere che quei cattivoni dei gay non tacciono dinnanzi a chi li insulta e li deride. Secondo Libero, infatti, sarebbero solo i gay a lamentarsi della discriminazione e scrivono: «Ovviamente ogni parola di Predolin ha scatenato l'ira della comunità omosex sui social».

Tra i commenti troviamo chi scrive: «Grande Predolin... lì dentro sei l'unico normale. 'Sti froci». Una tizia aggiunge: che aggiunge: «Il problema che Predolin non è un uomo di colore o un immigrato mussulmano. Perche' l'ipocrisia e la contraddizione dei gay e' questa : per la maggioranza votano sinistra e quindi vogliono gli immigrati ma mettono la coda tra le gambe se questi li insultano, li deridono e sono muti se nei loro paesi li uccidono. Se invece a fare allusioni è un bianco allora diventano paladini della pluralità di opinioni, di uguaglianza, di parità di genere. Ma andate a prenderlo nel culo che... vi piace!!!».
Un terzo soggetto afferma: «Ha ragione! Sempre razzismo a senso unici, sempre che devono fare le prime donne (quali si sentono), guai a dire qualcosa fuori posto che fanno le vittime. Hanno rotto i coglioni se ne ritornino nell'ombra, a nessuno interessa se uno è gay, quello che da fastidio è che lo sbandierano e si sentano in diritto e dovere di sbandierarlo». Insomma, andrebbe bene che Predolin sbandieri quanto gli piacciano le donne ma un gay dovrebbe nascondersi perché altrimenti quelli di destra si sentono offesi dalla sua esistenza. E questo in base al giudizio morale elargito da chi legge un giornale che non si pè mai fatto problemi a sbattere le tette in prima pagina.

Non è andata meglio con le esternazioni omofobe di Giulia De Lellis, prontamente declassate a semplice «gaffe» dalla redazione di Libero. Tra i commenti troviamo frasi come: «Brava Giulia sei una ragazza educata e ci tieni alla tua salute... anch'io faccio come te... sono omofobo anch'io?». «La libertà di pensiero, in relazione agli omosessuali, in Italia vale zero». «Adesso diranno che è razzista, nazista e omofoba, ba andate a ca...re». «E saranno pure cazzi suoi, o devo stare attento al politicamente corretto anche quando mi pulisco il culo?». «Beh, in fin dei conti ha espresso lo stesso pensiero di tutti noi! O no? Non è un'ipocrita». «Non fumo ma lo farei anche io... sarò omofobo chissà ma lo farei lo stesso....non me ne frega proprio un cazzo se i soliti sinistri si scandalizzano». «Io non capisco una cosa ma perché non può dire qualcosa che non gli va di fare subito deve essere preso di mira. Non devono pensarla per forza come voi. Pienamente d'accordo con lei».

E se l'odio viene percepire come opinione dallo spettatore di estrema destra, la totale impunità verso simili esternazioni da parte degli autori del Grande Fratello Vip pare renderli complici di una promozione dell'omofobia in cui pare sia lecito sostenere che i gay portino malattie o che sarebbe divertente picchiarli come proponeva Predolin.
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