Il Secolo d'Italia diffama Claudio e Manlio: sono gay e quindi hanno danneggiato lo sviluppo dei loro figli



Con una ferocia senza precedenti, Il Secolo d'Italia ha deciso di attaccare e diffamare pubblicamente la vita privata di due onesti cittadini pur di compiacere la linea politica omofoba del loro partito. Nonostante Giorgia Meloni sia stata per anni una cortigiana di quel Berlusconi che ha collezionato svariate moglie e fidanzate, è ergendosi a paladini della famiglia unica e indivisibile basata sulle relazioni eterosessuali che il quotidiano di estrema destra esordisce con una velata derisione del divorzio di due gay. In un articolo da denuncia, scrivono:

Sono stati a lungo il simbolo delle unioni civili e dell’amore gay, Claudio Rossi Marcelli e il “marito” Manlio. Ma ora, sulla loro love story (vent’anni insieme e tre figli avuti grazie alla pratica dell’utero in affitto) è calato, improvviso, il sipario. L’annuncio del fine corsa sul profilo Facebook di Claudio: «Io e Manlio ci siamo separati. Dopo un lento ma inesorabile cambiamento del nostro rapporto, abbiamo deciso di continuare da amici. E da co-genitori. Anche se io e lui non siamo più una coppia noi cinque restiamo a tutti gli effetti una famiglia».

Cercato di promuovere la terminologia propagandistica dell'integralismo cattolico, l'articolo pare violare qualunque norma deontologia, etica e professionale con un attacco nominale basato sul mero pregiudizio con cui si accusano i due genitori di aver danneggiato lo sviluppo dei loro figli perché non eterosessuali. Scrivono:

L’intento è lodevole e suona come lezione a tante coppie etero che in caso di separazione i figli li prendono in ostaggio per ritorsione contro il partner col risultato di disorientarli e infelicitarli. Ma è più facile a dirsi che a farsi. Non foss’altro perché – a dispetto di tante elucubrazioni pseudoscientifiche dettate solo dalla preoccupazioni di far trionfare l’ideologia del politically correct – la omogenitorialità rischia moltiplicare gli ostacoli in ordine all’obiettivo di uno sviluppo armonico della personalità di un minore.

La fonte di tale propagandistica infamia sarebbe lo screditato studio di Regnerus, da loro citato come se si trattasse di un qualcosa di veritiero e di degno di nota. Nonostante la scienza ufficiale dica ben altro, l'organo propagandistico di Fratelli d'Italia scrive:

Questo, almeno, è quanto sostenga il rapporto curato nel 2012 da Mark Regnerus, sociologo dell'università del Texas, che ha lavorato sul più imponente campione mai indagato e che secondo la demografia Cynthia Osborne rappresenta «la più rigorosa studio scientifica» in questo settore. Secondo questa analisi, contestatissima dall'Apa ( associazione psicologica americana ), i figli di coppie gay si discostano molto dai figli delle coppie etere rispetto ai quali accumulano in età adulta maggiore criticità. E questo a prescindere dalla qualità delle relazioni familiari.

Curioso è come l'organo di propaganda possa parlare della screditata ricerca di Regnerus sostenendo si tratti de «la più rigorosa studio scientifica». Un'asserzione che peraltro mostra una evidente discordanza di genere tra le parole, quasi come se si trattasse di un qualche taglia-incolla maldestramente modificato.
Inaccettabile è anche come l'organo ufficiale di Fratelli d'Italia non si faccia problemi a diffamare dei bambini, raccontano in giro che sarebbero dei "malati di mente" o dei "disagiati" solo perché loro odiano i loro genitori. Sarebbe come se qualcuno potesse dire pubblicamente ciò che si pensa della madre della Meloni o di quel sedicente giornalista che ha scritto tale rantolo d'odio.

A dispetto delle falsità diffuse da Il Secolo d'Italia (con tanto di esplicite e pubbliche accuse alla vita privata di due persone messe alla gogna  in virtù del loro orientamento sessuale per meri scopi politici), va ricordato che la ricerca Regnerus del 2012 non viene manco presa in esame dalla scienza ufficiale dato che non risulta non soddisfare i più basilari criteri scientifici. Di contro la Columbia University osservi come la totalità delle ricerche condotte secondo ragione porti a sconfessare quei dati.
In altre parole, l'approccio del quotidiano non sarebbe dissimile a chi dovesse citare i documenti della Flat Earth Society per insultare e diffamare chiunque osi sostenere che la Terra sia sferica.

L'articolo risulta firmato da tale Valerio Falerni, un nome che non risulta comparire in alcun albo dell'Ordine dei giornalisti. Ed è nel nome di Giorgia Meloni che potrete star certi che qualunque cosa farete, verrete insultati, denigrati e accusati di ogni male in virtù del vostro orientamento sessuale, in una palese violazione della Costituzione ma nella più totale impunità di chi vi danneggerà nella speranza di potersi accaparrare i voti degli intolleranti e dei nuovi neofascisti.
Insulti e inaccettabili commenti d'odio erano già stati espressi nei giorni scorsi dai lettori de Il Giornale, in quel clima di costante aggressione che tanto piace alle destre e che non trova alcuna contromisura da parte di uno stato che pare incapace di garantire il diritto costituzionale alla pari dignità delle minoranze.
1 commento