Isteria gender, arrivano le minacce di morte: «Uccideremo gli insegnanti del gender»



A sostenere l'esistenza del fantomatico "gender" sono solo personaggi politicizzati come Toni Brandi, Mario Adinolfi o quell'avvocato che si proclama "generale". A convalidarlo sono poi quelle lobby internazionali con cui loro collaborano, intenzionate a dar vita ad una dittatura in cui ogni forma libertà personale o religiosa possano essere vietata nel nome di presunti dogmi religiosi. E se la bufala appare evidente, la legittimazione dell'odio che stagna dietro quella truffa culturale è ciò che deve maggiormente preoccuparci.
Capita così che ignoti abbiano affisso cartelli dinnanzi alle scuole del comune di Lerici (La Spezia) in cui si declama: "Uccideremo gli insegnanti del gender che vanno nelle scuole ad imbastardire i nostri figli".
A denunciare l'accaduto è la Raot, un'associazione contro l'omofobia e la transfobia che ha provveduto a segnalare l'accaduto alle forze dell'ordine e ad osservare: «L'episodio è un grave sintomo del clima di intolleranza, violenza e ignoranza fomentato da movimenti conservatori e di ispirazione religiosa e avvallato da alcuni media nazionali. La "teoria del gender" è un’invenzione secondo la quale esisterebbe un complotto orchestrato da una non ben identificata lobby gay colpevole di strumentalizzare i bambini istigandoli all’omosessualità».
Anche il sindaco Leonardo Paoletti ha deciso di presentare un esposto ai carabinieri: «Potrebbe trattarsi dell’atto di un esaltato, ma essendo minacce non le abbiamo prese sotto gamba», osserva.
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