La stampa nazionale e le bufale per accrescere l'odio contro le vittime di stupro



Se mai vi capiterà di essere vittima di stupro, sperate che a compiere tale atto sia uno straniero sgradito a Salvini o rischierete di essere vittime due volte. È questa la triste morale del caso di Firenze, dove le due ragazze violentate vengono insultate e denigrate in rete per il solo fatto di aver osato raccontare la violenza subita da due carabinieri.
Si fosse trattato di un immigrato, si sarebbero fatti nomi, si sarebbero pubblicate fotografie e qualche leghista avrebbe preteso punizioni anche contro chi non aveva alcun legame con i fatti. Ma nel caso di due militari le cose sono assai diverse: sono le due vittime ad essere additate con i peggiori epiteti, mentre c'è chi ricorda che il ruolo della femmina italica dovrebbe essere quella dell'oggetto sessuale al servizio del maschio e che quindi è ovvio che quelle due poco di buono che avevano osato bere alcolici (sia mai!) intendessero dire «sì» anche mentre dicevano «no».
Si nega che qualcosa non torni persino dinnanzi ad un carabiniere che ammette di aver fatto sesso con le vittime mentre era in servizio o di quell'altro che dichiara di non essersi accorto che erano ubriache quando si è offerto di accompagnarle a casa (quasi come se l'Arma fosse un'alternativa ai taxi quando si vuole rincasare da sobri). Ma sono italiani, quindi la loro identità viene tutelata e non spiattellata sulle prima pagine. Quotidiani come Libero non hanno manco ritenuto di dover dare spazio in prima pagina ai fatti di Firenze, contrariamente a quelli di Rimini in cui si sono spinti a ledere i diritti delle vittime pur di alimentare odio contro i presunti aggressori e contro la loro intera etnia.

In questa vicenda c'è da rabbrividire anche dinnanzi a quei quotidiani nazionali che hanno diffuso e alimentato vere e proprie bufale volte ad incolpare le due vittime dello stupro subito. Si è iniziato a raccontare che le due studentesse avessero una fantomatica "polizza antistupro" che si sarebbero inventate tutto pur di intascare dei soldi a danno di quei poveri carabinieri che, tra il plauso dei cristiani di estrema destra, caricano ragazze sulla loro macchina di servizio o che se le portano a letto mentre sono pagati dalla cittadinanza per fare altro. Ed ovviamente la notizia era falsa, dato che le due studentesse avevano una semplice polizza contro furti e rapina, una normale assicurazione che tanti stranieri stipulano prima dei loro viaggi.
Non meno grave è come La Stampa asserisca che «ogni anno, solo a Firenze, vengono presentate da ragazze americane dalle 150 alle 200 denunce per stupro. di queste il 90% risulta completamente inventate». Peccato che la Questura di Firenze abbia smentito i fatti notando come «nel 2016 in provincia di Firenze ci sono state 51 denunce per violenza sessuale. Non possiamo al momento fare una casistica delle vittime, italiane, straniere, americane. Per noi sono tutte violenze in ugual modo». Pare dunque evidente che la bufala delle duecento denunce false, ma pare che non ci sia limite allo spergiuro contro quelle due ragazze che hanno denunciato al posto di tacere.

Se queste sono le conseguenze, dovremmo forse stupirci se c'è chi non denuncia? Pare infatti che in Italia is possa essere vittime solo quando a delinquere sono persone sgradite all'integralismo, altrimenti bisogna tacere come Adinolfi sosteneva dovessero tacere i bambini stuprati nel coro di Ratisbona.
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