Napoli revoca l'autorizzazione al passaggio del'autobus transofobico di Savarese



L'autobus della vergogna con cui Filippo Savarese sta promuovendo l'odio transofobico ha registrato tante contestazioni e pochissimi consensi. Quanto basta per osservare come simili estremismi siano veri e propri autogol, forse utili a compattare gli integralisti ma non certo utili per far breccia nella società civile. Ma dinnanzi ad una simile iniziativa, il dato più imbarazzante è stato il silenzio complice delle istituzioni.
A reagire è stato solo il Sindaco di Napoli che, dinnanzi alle denunce rilanciate dai giornali, ha revocato il permesso che era stato concesso all'organizzazione integralista. Attraverso un comunicato, spiegano:

la richiesta della CitizenGo pervenuta presso questo ufficio poteva essere soggetta a più interpretazioni e trarre in inganno sulla natura dell'evento, non facendo esplicito riferimento alla campagna transfobica del cosidetto "bus della 1ibertà" per tanto, letto il comunicato stampa della delegata del sindaco di Napoli alle Pari Opportunità, Simonetta Marino, di seguito riportato, si revoca il parere favorevole per la sosta precedentemente espresso.

E se Sarese si è lanciato in un patetico vittimismo, sostenendo che non ci sia nulla di transofobico nel dichiarare che le persone trans non debbano avere diritti perché a lui sgraditi, era ora che una qualche istituzione si ricordasse di come la Costituzione imponga la difesa di ogni gruppo sociale venga perseguitato per fini politici e di profitto. Ed infatti sulle pagine dei fondamentalisti osserviamo come tutto quest'odio paia servire solo a promuovere un qualche partito, magari spergiurando che Berlusconi sia il leader perfetto perché «ci ha difeso dal gender per vent'anni».
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