L'imbarazzante ipocrisia dell'integralismo: meglio in orfanotrofio che con due gay perché li renderemmo vittima di bullismo



LemonTube è un sito gestito da quel Ugo Maggengo che per contro dell'Esercito di Maria si spinse a sostenere che tutte le ragazze cresciute senza un padre siano inevitabilmente zoccole dato che il compito del maschio sarebbe quello di impedire che la figlia possa manifestare quella che lui sostiene sia «la sua fame innata ad attrarre l’attenzione maschile». Di certo una curiosa concezione della donna a fronte di chi sta cercano di far soldi gestendo un network al femminile fatto di articoli sul sesso e consigli su come perdere lo stipendio con il gioco d'azzardo e i casinò online da loro selezionati.
Tra gli articoli pubblicati, troviamo anche testi in cui si cerca di sostenere che l'odio omofobico sia un pensiero condiviso e che il matrimonio obbligherebbe alla procreazione. Un obbligo che non risulta in nessuna legge, ma che viene spergiurato da chi scrive con assoluta certezza che «un matrimonio vuol dire coinvolgere una terza persona in quell'amore che non rientra di certo nella sua naturalezza. Per essere ancora più precisi, coinvolgiamo un bambino, e su questo bisogna davvero pensarci bene. La figura materna non può essere sostituita in alcun modo da un uomo, né tanto meno, la figura paterna, sostituita da una donna».

Sostenuto che l'amore dei gay non sarebbe naturale e spergiurato che non possa esserci matrimonio senza un bambino, l'articolo pare voler suggerire ai suoi lettori delle certezze omofobe a quesiti non certo così semplici come vorrebbero farli percepire. Riguardo a chi sostiene che sia meglio crescere con due genitori gay piuttosto che in un orfanotrofio, scrivono:

Assolutamente no! Un bambino non crescerà mai normalmente, se cresciuto in un ambito familiare senza un padre e una madre. Ciò che spinge l’adozione di un bambino in un contesto del genere diventa puro egoismo. La figura paterna e materna non sono messe a caso, ognuno ha un ruolo naturale ben preciso e non può assolutamente essere sostituito. Rispondo quindi: "Meglio un bambino che cresce in un orfanotrofio con la speranza che un giorno sarà adottato da una coppia naturale, anzichè un bambino adottato da una coppia gay"

Chissà se l'autore dell'articolo ha mai visto un orfanotrofio in Ucraina, camerate intere in cui i neonati stanno completamente in silenzio perché hanno già capito che potranno piangere quanto vorranno ma nessuno se ne occuperà. Per loro non ci staranno genitori che si sveglieranno in piena notte al primo lamento e per loro mancheranno gli stimoli necessari ad una corretta crescita. Si stima che il danno arrecato sia quantificabile in un 30% di intelligenza in meno rispetto alla norma.
Dato che l'autore dell'articolo ama fornire risposte virgolettate da poter ripetere a pappagallo, forse avrebbe dovuto specificare che invita ad arrecare danni psicologici ai bambini pur di non saperli con due genitori dello stesso sesso che potrebbero offrire loro tutte le attenzioni di cui necessitano.

In quell'insopportabile abitudine che spinge i fondamentalisti a parlare in prima persona alle vittime delle loro aggressioni, l'autore aggiunge:

Pensateci bene cari amici, come potete capire non disapprovo il vostro amore ma un matrimonio coppie gay, si! Noi siamo fatti per amare e per amore, e come ho già detto siamo liberi di provare dei sentimenti anche verso lo stesso sesso, ma mentre un bambino in una coppia formata tra uomo e donna, nasce da un gesto d’amore, quello tra due individui dello stesso sesso, nasce da puro egoismo di sentirsi coppia effettiva. Come vedete, le differenze sono davvero tante.

Non è dato di sapere in che modo un bambino adottato da una coppia eterosessuale nascerebbe da un «gesto d'amore» dato che anche loro vanno in un ufficio adozioni, così come non è chiaro in virtù di quale principio sostengano che le due manciate di figli adottati da Gandolfini sarebbero frutto del suo amore derivante da un matrimonio infecondo con una donna mentre nel caso di due gay si tratterebbe di egoismo. A voler usare un minimo di razionalità, forse ci sarebbe da dirsi più preoccupati di quale sorte potrebbe toccare ai bambini affidati a Gandolfini qualora uno di loro non dovesse essere sfacciatamente eterosessuale così come lui esige siano...
La spiegazione fornita dall'articolo pare contraddittoria e pateticamente semplicistica nell'affermare:

Un bambino cresciuto da una coppia gay, riceverà dei forti traumi, si chiederà come mai non ha una vera mamma oppure, come mai non ha un vero padre. Sarà oggetto di bullismo, e proverà il desiderio di scoprire cosa si provi ad amare una vera mamma o un vero papà, ma a quel punto dovrà rassegnarsi a non saperlo mai. Ma una cosa è certa; una volta cresciuto, si metterà alla ricerca dei veri genitori, e quando questo accadrà, cari amici, soffrirete davvero tanto.

Buffo, dato che si parlava di orfani e dato che le problematiche sarebbero identiche anche in una famiglia eterosessuale. Ma è premettendo che i gay sarebbero "anormali" che l'articolo si spinge ad aggiungere:

La differenza invece di un bambino adottato da una coppia normale è che anche in questo caso una volta cresciuto cercherà i suoi genitori, ma non proverà mai il rammarico di cosa vuol dire amare una vera madre e un vero padre. Non soffrirà il bullismo, non si sentirà un diverso.

Insomma, praticamente dice che due gay non dovrebbero avere figli perché altrimenti loro si occuperanno di renderli vittima di bullismo e violenze.
Ed è tornando a quell'insopportabile uso del "tu" che l'articolo cerca di fare confusione tra i bambini che si trovano in orfanotrofio e quelli nati mediante la gpa. Ovviamente si tratta di tematiche molto diverse ed ovviamente le problematiche sarebbero identiche anche per le coppie eterosessuale, ma è bel tentativo di fomentare idio che l'articolo cerca di fare confusione asserendo:

Se volete amarvi, amatevi, ma non coinvolgete i bambini, il matrimonio non è una carta, ma vuol dire creare una famiglia nata dal frutto dell’amore, non affittando l’utero di una donna. Un matrimonio coppie gay, credo sia il fallimento del vostro stesso amore che si trasforma in un gesto egoista.

Siamo dunque dinnanzi a frasi in cui il soggetto non ha nulla a che vedere con il complemento oggetto, in una confusione in cui si dice tutto e il contrario di tutto in una sistematica offesa dalla ragione finalizzata alla promozione dell'odio. Ovviamente il matrimonio non obbliga nessuno ad avere figli, così come i figli non obbligano i genitori a sposarsi. Ma, si sa, questa gente sarebbe pronta a qualunque cosa pur di sostenere che sia necessario riconoscere un valore giuridico ed economico alle loro scopate. E tutto questo a danno dei loro stessi figli qualora siano diversi da come il loro egoismo li spinge a volerli.

Ma dato che al peggio non c'è mai fine, è nel tentativo di beccarsi qualche like che questa stessa gente pubblica su Facebook messaggi sui gay spinti al suicidio dall'omofobia. Accanto all'immagine rigorosamente stereotipata di un gay effeminato, scrivono: «Quel ragazzo che chiami frocio e che hai picchiato ieri si è suicidato pochi minuti fa». Non male per gente che poi va in giro a raccontare che gli affetti e la vita di quel «frocio» debbano essere considerati di minor valore rispetto ai loro.
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