L'integralismo, le calunnie e l'indottrinamento nelle scuole



Povero Adinolfi. Il mondo è un posto proprio brutto se c'è persino chi osa esprimere una qualche opinione che possa contrastare il suo business basato sul vendere pregiudizi e odio. Quei cattivoni dei gay farebbero bene smetterla di opporsi alla sua crociata orientata a distruggere le loro famiglie, così come i migranti potrebbero andarsene a morire a casa loro dato che lui va in giro a raccontare pubblicamente che siano tutti dei criminali. In un mondo perfetto tutti dovrebbero riconoscere che è assolutamente ovvio che Dio lo abbia preferito a tutti gli altri, dato che il suo essere nato a Roma sarebbe un merito e il suo essersi portato a letto molteplici mogli appare come chiaro sintomo della sua superiorità. E poi durante i suoi convegni ostenta madonnine e crocefissi, quindi è ovvio che sia davvero cristiano mentre rinnega la quasi totalità dei valori espressi dai Vangeli. Stupidi noi a non capirlo.
Questo, perlomeno, è quanto ripetono ossessivamente i siti dell'integralismo cattolico, inclini a fare facile vittimismo contro chiunque non accetti il loro pensiero unico come un dogma di fede.

Capita così che sul sito di Federico Cavalli (un ragazzetto poco più che maggiorenne che si presenta come «aiuto capo scout cattolico FSE» appassionato di politiche anti-gay) troviamo frasi che cercano di sostenere l'insostenibile. In riferimento alle minacce di morte ricevute qualche tempo fa da Laura Boldrini, scrive:

Se ad esser offesa e minacciata di morte è Laura Boldrini, allora tutta la grande élite culturale si muove ed esprime la propria indignazione all’unisono (a partire proprio dalle testate giornalistiche nazionali); se ad esser offeso e minacciato di morte è, invece, qualcuno che appartiene allo schieramento opposto, allora tutto tace. Non mi sembra di aver letto articoli di sdegno quando, dal sito di gayburg.com, si augurava la morte alla figlia di Mario Adinolfi; non ricordo di aver visto mobilitazioni popolari durante i ripetuti attacchi dei cosiddetti portatori d’odio che hanno intasato le pagine di alcuni blog contenutisticamente a noi affini (come quello di Alessandro Benigni o di Enzo Pennetta);

Anche se superfluo, vale la pena sottolineare che Gayburg non ha mai augurato la morte alla figlia di Adinolfi. Probabilmente il riferimento è una totale distorsione in perfetta malafede di un semplice ragionamento che presentammo qualche tempo fa, notando come Adinolfi non possa ancora sapere quale sessualità svilupperà sua figlia e non possa sapere con certezza che la sua politica non si ritorcerà mai contro la sua stessa famiglia. Ed è buffo che l'unico esempio proposto sia una falsità, buttata lì nel tentativo equiparare e mettere sullo stesso piano un onorevole che si spende per garantire i diritti agli altri e un integralista ossessionato dalla volontà di sostenere che lui debba essere considerato superiore agli altri in virtù dei suoi pruriti sessuali.

E se il ragazzetto piagnucola che lui si senta vittima di brutte parole perché c'è chi non si genuflette all'ideologia del suo Adinolfi, interessante è osservare quanta violenza sia capace di riservare contro il prossimo. In una lode a Silvana De Mari, afferma:

I post-comunisti, ed in particolare le varie associazioni LGBT, si sono trovati in netta difficoltà nel momento in cui i loro comportamenti sono stati messi in discussione e criticati da Silvana De Mari, laureata in medicina all’Università di Torino, specializzata in chirurgia generale ed endoscopia dell’apparato digerente ed in psicologia cognitiva, poichè grazie al percorso di studi che ha conseguito, la sua opinione pesa come un macigno.

Ovviamente anche qui si è devianti ad un'altra bugia. Innanzi tutto va osservato la signora De Mari non ha alcuna competenza specifica riguardo all'orientamento sessuale, motivo per cui già le premesse paiono prettamente ideologiche. E non va meglio con il suo sostenere che ogni fondamentalista debba poter usare un titolo accademico per sostenere tesi completamente anti-scientifiche. Magari a Federico Cavalli farà piacere credere che l'opinione possa essere spacciata per scienza, ma a quel punto dovrebbe accettare che chiunque possa alzarsi in piedi una mattina e decidere di dichiarare pubblicamente che sia "scientificamente provato" che lui è un mentecatto (insulto che sarebbe praticamente nulla a fonte delle parole che l'integralista De Mari ha riservato ai gay al fine di promuovere il patito di Adinolfi e persino quelle fantomatiche "terapie riparative" che hanno causato la morte di numerosi adolescenti).

La difesa arriva al tragicomico quando il capo scout spergiura che un titolo accademico debba permettere qualunque forma d'odio, forse ignorando che i nazisti giustificarono "scientificamente" il loro sterminio di gay ed ebrei. Aggiunge::

Appare surreale che da pochi giorni a questa parte, la de Mari sia indagata dalla procura di Torino per diffamazione aggravata dalla finalità della discriminazione e dell’istigazione all’odio razziale. Odio razziale. Diffamazione aggravata. Parole che mi risulta impossibile attribuire ad una dottoressa che offre il suo parere da specialista riguardo ad un tema molto inerente al giorno d’oggi.
È come se i fumatori denunciassero chi fa campagna mediatica per esporre i danni causati dal fumo. È come se i I giocatori professionisti di football americano denunciassero chi dice che per loro il rischio di riscontrare Alzheimer, Sla ed altre malattie neurodegenerative sia più alto rispetto alla norma. E’ come se alcune istituzioni preferissero nascondere la realtà dei fatti, quando va controcorrente rispetto all’ideologia predominante della nostra epoca storica. I ragionamenti della De Mari, per chi volesse capirli, sono limpidi e privi di qualsiasi tipo di odio. Lei prende in considerazione la condizione omosessuale maschile ed espone dal punto di vista scientifico la differenza fra una vagina ed un ano, e spiega la gay bowel syndrome.

Sostenuto che l'omosessualità sia un qualcosa di sbagliato che può essere paragonata a chi fuma sigarette, Federico Cavalli pare ostentare la sua ossessione nei nostri confronti citandoci a sproposito persino in fotografie decontestualizzate dal contesto che vengono accompagnate dalla didascalia: «Gayburg, sito dove spesso vengono attaccati violentemente personaggi come Costanza Miriana, Mario Adinolfi ecc».
Sarà, ma pare che il violento pronto a legittima una falsa scienza pur di giustificare l'odio contro un intero gruppo sociale sia proprio lui, non certo chi fornisce una sana controinformazione alla propaganda di un manipolo di integralisti che da anni perseguita un intero gruppo sociale a fini politici.
Ci sarebbe anche da domandarsi perché mai un ragazzetto passi il suo tempo a rimuginare quanto odia i gay al posto di uscire con gli amici o cercarsi una ragazza, la risposta parrebbe giungerci nell'osservare chi siano i suoi amici. Nella lista pubblicata su Facebook troviamo i nomi di Gianluca Marletta, Renzo Puccetti, Enzo Pennetta, Alessandro Benigni, Filippo Savarese, Nicola Pasqualato, Giovanni Marcotullio, Filippo Fiani, Massimiliano Esposito, Davide Sarti, Mirko De Carli, Raffaele Adinolfi, Benedetta Frigerio, Danilo Leonardi, Giusy D'Amico, Silvia Pardolesi, Stefano Buda e Attilio Negrini. Insomma, tutto il manipolo di integralisti che gestisce la propaganda omofoba in Italia.

Un aspetto pare degno di particolare nota. Enzo Pennetta è insegnare presso Liceo Classico Cristo Re, ossia lo stesso in cui Federico Cavalli dichiara di essersi diplomato. Osservando come i suoi studenti risultino così ossessionati dall'odio omofobico, doveroso sarebbe domandarsi che cosa venga insegnato in quelle aule. Una domanda che ci si augura possa essere affrontata anche dagli ispettori del Miur.
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