Corsico. Niente cori con lesbiche: «applicano la teoria gender per mezzo del canto»



È un dato di fatto: la vita di un intero gruppo siciale viene limitata, perseguitata e denigrata nel nome di un'ideologia inventata a tavolino da personaggi come Adinolfi, Brandi o Amato. Ormai qualunque pretesto è buono per citare l'inesistente «teoria gender» quale giustificazione alla più bieca discriminazione.
Capita così che a Corsico, nel milanese, il coro The Good News Female Gospel Choir è stato invitato a cantare all’interno della chiesa di Sant’Antonio da parte del comitato genitori e dal preside dell’Istituto Copernico di Corsico. Ma dato che il coro ha la "colpa" di combattere le discriminazioni e la violenza contro le donne, nonché in virtù di come sia composto da «donne lesbiche, eterosessuali e bisessuali unite nel canto», ecco che l'integralismo si è fatto sentire, lamentando come la loro esistenza sia una minaccia alla loro ideologia sulla supremazia dei loro pruriti sessuali.
Antonio Saccinto del Movimento Nazionale per la Sovranità, ha schiumato rabbia nello sbraitare: «Sono state vendute come coro gospel, in realtà sono famosissime per altro: fanno parte del mondo LGBT, quindi con il mezzo del canto temo che si applichi la teoria gender e sarebbe scandaloso. Allo spettacolo ci sono anche bambini». Bambini a cui l'integralismo vorrebbe insegnare che devono necessariamente concupire una femmina aloro sottomessa mentre rifiutano aiuto e carità al prossimo. Perché, nella chiesa secondo Adinolfi, Dio non è altro che una giustificazione all'odio, alla misoginia, alla xenofobia e all'omofobia. Il fantomatico «gender» non è altro che la truffa culturale con cui si vende un nuovo nazismo che rinnega il principio costituzionale della pari dignità. Ed è così che una donna non può cantare perché Adinolfi promuove odio contro di lei, nel silenzio complice di uno stato che non difende neppure i bambini da quella barbara aggressione integralista.
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