Così il Vaticano spalleggia il crociato che vorrebbe distruggere l'unità d'Italia



Per anni Gianfranco Amato ha frequentato chiese, eventi religiosi di massa e comuni leghisti cercando di fomentare odio contro un intero gruppo sociale. Dal prossimo aprile annuncia che girerà l'Italia con Povia cercando di inneggiare alla secessione e alla distruzione dell'unità d'Italia.
Nulla di nuovo a fronte di un individuo che fa leva sull'egoismo delle persone, sostenendo che la Madonna gli sia apparsa su un convoglio di Trenitalia per nominarlo "generale" di un esercito incaricato di ridefinire il messaggio di Gesù e di incitare i cattolica ritenere che i propri capricci debbano venire prima delle esigenze del prossimo. Scappi dalle guerre? Io, cattolico, non ti voglio perché tu, lurido infedele, faresti bene a morirtene a casa tua senza disturbare il mio status quo.
Amato è dunque l'uomo che dice che ogni pregiudizio è lecito. È quello che racconta che se lui è eterosessuale, allora significa che gli altri sbagliano a non essere fatti a sua immagine e somiglianza. È il tizio che nomina Dio come giustificazione al suo sostenere che se una persona transessuale ha un'identità di genere a lui sgradita, allora lui ha il pieno diritto di guardare nelle sue mutande per interferire con la sua vita e chiedere sia costretta con la forza ad uniformarsi a lui.
Siamo dinnanzi ad un tizio che sostiene che l'omosessualità sia «un vizio» mentre si fa affiancare sul palco da quel Luca di Tolve che va in giro a sostenere che l'omosessualità possa essere "curata" con quelle screditatissime teorie di Nicolosi che hanno spinto alla morte innumerevoli adolescenti. Ed opinabile è anche come cerchi consensi raccontando assurdità, come il suo sostenere che "qualcuno" voglia andare nelle suole a raccontare che si può cambiare sesso più volte nel corso di una giornata giornata. Ma la mistificazione delle tesi altrui è una forma per creare paura e cieco odio, ossia due sentimenti facilmente trasmutabili in potere personale per chi prometterà ai bigotti una "protezione" da inesistenti minacce.
Ed è sempre ambendo al potere che si spiegherebbe perché ora voglia andare in giro con Povia a cavalcare l'ondata di separatismo che ha investito l'Italia, ambendo alla creazione di gruppi sempre più risibili che guardino con disprezzo i propri vicini. Un modo per mettere a frutto quelle regioni leghiste che vogliono l'indipendenza o quella Catalonia che ha deciso che non vuole più essere parte della Spagna. E e poco importa se in realtà pare che il vero problema catalano sia l'accordo firmato da Madrid che dal 1° gennaio 2018 permetterebbe al governo di poter accedere ai conti segreti depositati nei paradisi fiscali dai secessionisti, indipendentemente da tutto c'è sempre chi si unirà a qualunque battaglia volga a proporre la costruzione di confini e di muri. E di spazio d'azione c'è n'è molto, dato che il campanilismo potrà tranquillamente essere cavalcato sino a quando non si arriverà a pretendere l'indipendenza del proprio pianerottolo.
Spesso di è portati a ritenere che Gianfranco Amato sia una sorta di cane sciolto che riceve appoggi da parte di un qualche sprovveduto prete di periferia. Ma così non è, come si evince dalla chiamata ricevuta da parte delle conferenze episcopali del Messico e del Cile per l'organizzazione di conferenze contro il riconoscimento del matrimonio egualitario, identificando il loro uomo nell'allied attorney di quella Alliance Defending Freedom che viene classificata come gruppo d'odio dal Southern Poverty Law Center's.
Quindi è tutta colpa dei vescovi se è nel  nome di Dio che si chiede la distruzione dell'unità d'Italia e la legalizzazione della discriminazione? Forse no, dato che i legami politici di Amato paiono legarlo anche con cariche che siedono in Vaticano.

Nel 2016 Gianfranco Amato è stato nominato delegato di Grosseto dell’ordine equestre del Santo Sepolcro, un'antica istituzione vaticana risalente al 1099. L'avvocato che si professa "generale" è stato proposto per quell'onorificenza dal il luogotenente per l’Italia centrale appenninica, Giovanni Ricasoli Firidolfi, d’intesa con il gran priore il vescovo Fausto Tardelli.
L'ordine venne fondato da Goffredo di Buglione ai tempi della prima crociata mentre il Patriarcato latino di Gerusalemme fu ripristinato nel 1847 per opera di Pio IX, il quale promulgò un nuovo statuto dell’ordine ponendolo sotto la diretta protezione della Santa Sede, conferendo alla persona stessa del Pontefice la carica di Gran Maestro. Oggi quel ruolo è ricoperto dal cardinale Edwin Frederick O'Brien, ma resta la collocazione degli uffici all'interno delle mura vaticane.
Nonostante si tratti di un'onorificenza principalmente basata sui contributi economici che i cavalieri e le dame si impegnano a versare al Patriarcato latino di Gerusalemme in Terra Santa (il codice si dilunga molto nel raccomandarsi che i versamenti siano essere effettuati «con discrezione» e nel sancire che il titolo decada automaticamente se non si paga), di fatto è un'istituzione vaticana che garantisce ai suoi aderenti l'acquisto del diritto di passo durante le funzioni religiose nelle chiese cattoliche e il saluto d'onore da parte della guardia svizzera.
Il 5 dicembre 2008, l'ordine venne incaricato da Benedetto XVI di «ricomporre una comunità di fede cattolica in Terra Santa, affidando la custodia della tomba di Cristo non più alla forza delle armi, ma al valore di una costante testimonianza di fede e di carità verso i cristiani residenti in quelle terre». Insomma, si sta parlando di una nuova crociata che sostituisca all'uso della violenza una più discreta azione politica di colonizzazione sociale.

A confermare quell'intento è lo stesso Gianfranco Amato che, ai tempi della sua nomina, dichiarò: «Il nostro compito è e continuerà ad essere quello di portare i cristiani di Terra Santa ad un livello culturale e professionale tali da consentire loro un inserimento attivo nella vita sociale del proprio Paese. Purtroppo i cristiani in Terra Santa rappresentano una percentuale che varia dal 2 al 4% della popolazione; sono per lo più piccoli artigiani, commercianti ed operatori turistici impegnati prevalentemente nelle attività legate ai pellegrinaggi». Una tesi assai curiosa per un uomo che va in giro a dire che i gay non dovrebbero avere pari dignità perché parte di una una minoranza, così come le sue parole parrebbero in contrasto con la sua abitudine a cercare di fomentare isteria parlando di fantomatiche «lobby gay» o di «colonizzazione ideologica» non appena qualcuno osa dire qualcosa che non sia conforme al suo volere. Evidentemente i cristiani vengono da lui reputati una minoranza che deve essere portata al dominio, al contrario di quelle minoranze che lui non gradisce e alle quali vorrebbe fosse imposto un totale silenzio.
Amato dichiarò anche che i soldi raccolti servono a coprire «i costi di gestione del Patriarcato e delle sue 68 Parrocchie, i salari dei circa 1500 insegnanti ed impiegati delle strutture scolastiche, i costi del Seminario Patriarcale e degli orfanotrofi e dispensari, nonché delle nuove iniziative e degli altri progetti del Patriarcato, inclusa la costruzione di alloggi per le giovani famiglie cristiane».
Esatto. Si punta ai bambini, cercando di accoglierli in orfanotrofi o a strutture scolastiche in cui insegnare loro la religione con cui vorrebbe colonizzare quelle terre, spiegando candidamente che solo chi si dichiarerà cristiano otterrà aiuti attraverso la creazione di distinguo e la separazione tra poveri di serie a e poveri di serie b.

A tempo perso, i cavalieri sfilano per le città con lunghe tuniche. I maschi vestono di bianco mentre le donne devono necessariamente indossare capi neri e un velo che ricordi loro che san paolo sosteneva che solo l'uomo potesse presentarsi a capo scoperto al cospetto di Dio. Insomma, siamo dinnanzi ad una divisione sessista che ben spiega perché Amato odi chiunque provi a sostenere che la donna varrebbe quanto l'uomo o, per usare le parole da lui scelte a Radio Padania, che chi «ha il pisellino» valga quanto chi «ha la farfallina» in una quella divisione di ruoli che lui sostiene sia voluta da Dio sulla base dei genitali.
E comunque fa sorridere che il tizio del Vaticano che va in giro a sostenere che i pride siano «una carnevalata» sia poi lo stesso che va in giro per le strade conciato così:



Ma ciò che più dovrebbe preoccuparci è come il vaticano taccia mentre i suoi uomini vengono incaricati di attaccare non solo il principio costituzionale della pari dignità di tutti gli uomini, ma persino l'identità e i confini di una nazione. Il tutto attraverso una colonizzazione ideologica basata sull'isteria e sui soldi che tanto ricorda una nuova crociata combattuta più per riaffermare la propria supremazia politica che altro.
E se non è difficile immaginare perché Amato ottenga patrocini e promozione da parte di un partito filo-russo che dalla frammentazione d'Italia potrebbe trarne quel potere che non pare riesca ad ottenere a Roma, più difficile è comprendere quali possano essere gli interessi di un Vaticano. Di certo pare difficile pensare che non si siano doppi fini dinnanzi al cieco appoggio del "generale gender".
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