Il Giornale cita il giornalista di Belpietro come "prova" dell'esistenza di una fantomatica lobby gay



«La lobby gay sta mettendo in crisi Papa Bergoglio». Lo afferma Gianluigi Nuzzi nel suo ultimo libro. E se ormai è moda della destra quello di raccimolare soldi vendendo pregiudizi, Il Giornale pubblica una promozione di quelle pagine sostenendo si sia dinnanzi ad una «rivelazione».
Il tentativo di promuovere il pregiudizio passa da un articolo di Francesco Boezi dal titolo "Lobby gay, Ior e abusi sui chierichetti. Il Papa si è arreso?".
Sostenendo abbastanza ostentatamente che il rispetto verso i gay sarebbe paragonabile al silenzio dinnanzi agli abusi sessuali, Il Giornale afferma: «L'articolo pubblicato sul quotidiano diretto da Belpietro parla di un "orco", il quale poi sarebbe stato ordinato sacerdote, che "si dirigeva verso una stanzetta con due ospiti e abusava di uno di loro". Un uomo "potente", in grado di poter indicare chi "doveva andare a servire le messe del Santo Padre" e di mettere "a tacere i monsignori"». Ed ancora, il giornalista di estrema destra sostiene di abbia la sensazione che «Jorge Bergoglio si sia arreso, esattamente come Joseph Ratzinger».

L'articolo torna ad attaccare i gay dichiarando che:

Nuzzi, ancora, - specifica Gandola - si sofferma sulla lobby gay, sui droga party "organizzati da monsignor Luigi Capozzi nel palazzo del Sant' Uffizio", sulla "presenza fissa di porporati nelle discoteche omosex di Roma". La lobby gay, quindi, esisterebbe ed avrebbe il proprio specifico peso all'interno delle stanze vaticane. Un consesso di prelati in grado di indebolire e di la "spinta riformista di papa Francesco".

E al di là delle parole, per comprendere come l'attacco delle destre pare soprattutto rivolto a quel pontefice che minaccia le lobby integraliste basterebbe leggere i commenti dei lettori: «I demoni hanno finalmente preso possesso della Chiesa e assieme ai loro seguaci musulmani si apprestano a dannare il mondo che a loro non ha saputo prestare resistenza e che merita probabilmente il futuro castigo di Dio». Oppure: «Il Vaticano va sempre piú a fondo ed i sottanoni, porporati o meno, quando arriverá il loro momento, finiranno tutti all'inferno senza passare dal via».
Sempre contro Francesco, qualcuno afferma: «Non ha certo la statura morale di Benedetto XVI. Accetterà (lo ha già fatto) ed ingoierà tutto come un sorso di mate».
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