Unioni civili a San Marino, depositata la proposta di legge di iniziativa popolare



La Repubblica di San Marino si sta apprestando a compiere il primo passo per il riconoscimento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.
Nelle scorse settimane erano state presentate due mozioni, una di maggioranza e una di minoranza, al Consiglio grande e generale (il parlamento sammarinese, ndr) per impegnare il governo ad approvare una legge che riconoscesse la stessa dignità anche alle famiglie composte da persone dello stesso sesso. Ad esse si è aggiunta la legge di iniziativa popolare depositata oggi, con la professoressa Valentina Rossi quale prima firmataria al fianco di quasi 300 cittadini e cittadine (su circa trentamila abitanti).

«Sono ormai molte le voci sammarinesi che riconoscono valore alle istanze delle famiglie omosessuali, a partire anche dal sostegno dato dalla Commissione pari opportunità al Rimini Summer Pride dello scorso 28 luglio. Pare quindi che i tempi siano maturi per questo passo di civiltà», afferma Marco Toni, presidente di Arcigay Rimini. «Il gruppo promotore non ha ancora reso pubblico il testo della proposta di legge, che a quanto si apprende dovrebbe riguardare anche coppie eterosessuali, ma ci auguriamo che garantisca pari dignità e diritti a tutti i cittadini e le cittadine sammarinesi che vivono sul monte Titano ma anche all'estero, soprattutto in Italia. Sono numerose infatti le comunità di sammarinesi che vivono in altri Paesi del mondo dove esistono le unioni civili o il matrimonio egualitario, e che oggi potrebbero vedere riconosciuta una parità di diritti e di cittadinanza che finora gli è stata preclusa. È un passo fondamentale di civiltà e ci auguriamo che la legge risultante, ora in mano alla politica e alle istituzioni sammarinesi, garantirà i diritti delle persone nella tradizione di modernità degli Stati europei».
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