Gli uteri delle italiane affittati a 360.000 euro, così Mario Adinolfi vuole pagare la produzione di figli



Sarebbe tutta colpa della legalizzazione dell'aborto se gli italiani non producono figli. Lo sostiene Mario Adinolfi in uno dei suoi soliti proclami pubblicati su Facebook. Se fa un po' sorridere che a sbraitare contro il tasso di natalità sia un uomo che con le sue due mogli ha prodotto solo due figlie (di fatto determinando un tasso di crescita in negativo a fronte di due persone che dovranno pagare la pensione a tre genitori), assai più grave è come proponga di acquistare l'utero delle italiane in modo da poter produrre italici figli per la Patria, esattamente come avveniva in epoca fascista.
La sua proposta è un contratto d'affitto dell'utero che preveda il pagamento di mille euro al mese per trent'anni purché quelle femmine stiano a casa e non lavorino:



Interessante è il suo spergiurare che l'aborto abbia fatto diminuire la crescita di 0,73 punti, anche se pare assai più verosimile che la flessione riguardi un Paese che pare incapace di offrire prospettive di futuro ai giovani e sicurezza di impiego. Pare invece tratto dalla propaganda leghista il suo parlare di "invasione" a fronte di quei migranti che lui sostiene debbano essere ritenuti meno validi di chi viene prodotto all'interno dell'italica patria.
Ovviamente la premessa è che lui non smetterà mai di cercare di togliere figli ai gay o di impedire il riconoscimento alla cittadinanza di chi è nato in italia da genitori che potrebbero non professarsi cattolici, lui pretende una selezione che stabilisca quale modello di bambino debba essere prodotto e quale debba essere scartato.
Non male per un integralista che cercava visibilità sventolando un ideologico e decontestualizzato slogan de "i figli non si pagano", anche se oggi è proprio lui a propone di pagare i bambini, fissandone il prezzo a 360.000 euro.

Dal palcoscenici dei suoi comizi, Gianfranco Amato amava sbraitare che i gay avrebbero sfruttato la povertà delle donne indiane per avere figli (cosa peraltro impossibile, dato che la legge indiana permette la gpa solo dietro garanzia che il bambino verrà affidato alle cure di una coppia eterosessuale), ora chissà cosa dirà dinnanzi al suo compare di partito che promette di sfruttare la povertà delle donne italiane dietro la promessa di un pagamento in contanti in cambio di una gestazione e della promessa di lasciare i posti di lavoro ai soli maschi.

Qualcuno osserva anche come la proposta di Adinolfi non sia certo una novità, ricordando il fascismo come matrice ideologica e ricalcando una proposta di legge che venne avanzata ben 17 anni fa da Buttiglione. In quel caso il prezzo era stato fissato ad un milione di lire al mese.


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