Il wrester Mike Parrow ha fatto coming out



«Io non ho mai avuto dubbi, ho sempre saputo di essere gay. Però ho fatto delle scuole cattoliche, sono cresciuto in un paesino nello stato di New York, non avevo grandi riferimenti a cui guardare. Vedevo Will&Grace e mi dicevo "Io non sono come Jack". Pensavo, magari essere gay è una scelta».
È passato per la depressione, tentativi di suicidio e persino una di quelle fantomatiche "terapie riparative" promosse dell'integralismo cattolico.
Poi è giunto l'amore. Mike Parrow ha conosciuto Morgan, un ragazzo che gli ha chiesto di sposarlo. Lo ha aiutato ad accettarsi e a fare coming out con gli amici, i famigliari e gli altri wrestler.
Poi, passati due anni, Parrow ha deciso di dichiararsi anche pubblicamente. Trasferitosi ad Orlando per diventare un wrestler professionista, ha vissuto da vicino la strage del Pulse: «Alcune delle vittime erano le persone che mi hanno aiutato quando avevo paura di me stesso. Sono loro che mi hanno detto che potevo aiutare altri ragazzi là fuori a capire che essere gay va bene».
Da qui la decisione di fare coming out: «Tutti coloro con cui ho fatto coming out pensavano che scherzassi. La percezione dei gay che ha la gente è lontanissima dalla mia persona. Dobbiamo dichiararci con gli altri, devono capire che ognuno di noi è diverso. Ognuno di noi ha la sua strada».
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