La Corte Suprema degli Stati Uniti non si occuperà della legge anti-lgbt approvata in Mississippi



La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di occuparsi della legge anti-lgbt approvata in Mississippi, di fatto permettendone la sussistenza.
La norma HB 1523, fortemente voluta dai conservatori, permette il ricorso ad una cosiddetta «libertà religiosa» per consentire la discriminazione delle persone lgbtq in merito all'occupazione, all'alloggio, all'adozione, alle licenze di matrimonio, all'accesso alla sanità e all'accesso ai servizi commerciali.
Nonostante le proteste, il progetto di legge è stato firmato dal Governatore Phil Bryant ed è entrato in vigore nel mese di ottobre.
La Corte Suprema degli Stati Uniti esamina solo una frazione dei casi sottoposti alla sua attenzione, eppure la decisione di evitare di intervenire sul caso ha suscitato preoccupazione. La norma, infatti, limita tangibilmente la vita stessa di un intero gruppo di persone: si dovrà temere di incontrare sedicenti "cristiani" quando si prenoterà un albergo, quando si avrà la necessità di cure mediche o persino quando si cercherà un pediatra per i propri figli. Chiunque nominerà il nome di Dio invano potrà discriminare a proprio piacimento nella più totale garanzia di non poter subire un trattamento simile: per legge, ai discriminatori sarà garantita l'applicazione delle leggi anti-discriminazione, alle loro vittime verrà negata.
Come prima conseguenza, California, Connecticut, Minnesota, New York, Vermont e Washington, insieme al Distretto di Columbia, hanno lanciato divieti per i dipendenti pubblici di vedersi finanziato un viaggio nel Mississippi.
Dal canto suo, il preside Donald Trump ha già firmato un impegno a sostenere il cosiddetto "First Amendment Defence Act", una legge federale che vieta al governo di intraprendere qualsiasi azione legale nei confronti di persone che professano «una credenza religiosa o morale» volta a sostenere che il matrimonio sia solo tra uomo o donna o che si debba impedire il sesso prematrimoniale.
Tra gli applausi degli integralisti, pare proprio che Dio sia tornato a poter essere usato come strumento di odio e discriminazione come lo fu sotto il nazismo.
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