Pornostar accusa un collega di abusi sessuali: «Mi ero quasi autoconvinto che mi fosse piaciuto»



Scoppiato ad Hollywood, lo scandalo degli abusi sessuali sta toccando ambienti che nessuno si sarebbe aspettato. Ad esempio quello della cinematografia porno.
È Tegan Zayne ad aver lanciato pesanti accuse al collega Topher DiMaggio, raccontando di essere stato abusato la notte prima dell'inizio delle riprese di un film che li avrebbe visti coinvolti entrambi. È l'attore di origini siriane a raccontare la sua versione dei fatti:

È successo due estati fa. Stavo lavorando per la Cockyboys ed ero pronto per le riprese del giorno successivo. Io e il mio partner nel film dovevamo condividere l'alloggio per le poche notti delle riprese. Quello che vi racconto è successo la prima notte. Io ho provato a stare sveglio per incontrarlo e salutarlo perché non volevo ritrovarmi il giorno dopo sul set senza averlo conosciuto. Lui non arrivava, io mi stavo addormentando con la tv in sottofondo, poi lui è arrivato alle 2 di notte e voleva farlo. Nel nostro settore c’è la regola del non venire la sera prima, per ovvie ragioni. Io ho sempre seguito questa regola per dare la miglior performance possibile agli spettatori.
Per questo io gli ho detto «no», ho ripetuto «no, non voglio farlo». Lui mi ha risposto che non gli importava. Alla fine è successo, io però gli ho detto di non venirmi dentro. Ho cercato di fingermi cordiale anche se lui mi umiliava. Mi dava della donnicciola, mi ripeteva che ero insicuro e pazzo. Si è anche lamentato di come succhiavo. Ad ogni modo ho cercato di scordarmi quella notte e di perdonarlo.

Il racconto passa così a spiegare come il suo principale problema sia stato il mancato supporto da parte degli altri, in quel clima di omertà in cui c'è chi è riuscito a farlo sentire in colpa per ciò che aveva subito:

Ne ho parlato con alcune persone, il produttore si è scusato per quel comportamento, ma poi ho visto che ha continuato a lavorare con lui. Quando l’ho detto ad un mio amico, lui mi ha risposto: «Probabilmente ti è anche piaciuto». Non l’ho più detto a nessuno perché mi ero quasi autoconvinto che mi fosse piaciuto e che non fosse stato uno stupro. Mi dicevo che forse per uno come me che lavora in questo mondo non è un grosso problema se uno ti viene dentro anche se tu gli dici che non vuoi fare nulla.
Quindi perché adesso racconto questa storia? Perché potrebbe capitare ad altri. Altri che potrebbero essere manipolati e pensare di essere nel torto. Questo succede ai maschi gay che lavorano nell’industria del cinema a luci rosse.
Ho visto molte storie uscire nel movimento #metoo, ma sento come se a nessuno interessasse delle vittime maschili, soprattutto se lavorano nel mio ambiente. Mi è stato detto che in questo settore non esiste lo stupro.
La persona che mi ha violentato è stato Topher DiMaggio, non voglio iniziare una caccia alle streghe, ma farvi capire che queste cose accadono anche ai maschi di questa industria.

Dai suoi profili social, Topher DiMaggio ha replicato alle accuse asserendo: «Era così felice di girare con me anche il giorno dopo. È triste. Non ho intenzione di dargli alcuna attenzione». Dalle pagine di QueerMeNow, ha poi aggiunto che Tegan Zayne «è pazzo e travisa i fatti».

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