Provita Onlus sostiene che alterare l'opinione pubblica mediante notizie false sia "libertà d'espressione".



L'organizzazione omofobica Provita Onlus ama cavalcare l'isteria come strumento di propaganda politica. Parlando di «censura sul web» e sostenendo che «la libertà di parola ha i giorni contati», il gruppo di estrema destra scrive:

Enzo Pennetta, sul suo blog, spiega efficacemente l’aria di censura che minaccia la libertà di parola e di pensiero ai nostri giorni, proprio in quei Paesi che si fregiano del titolo di democratici e liberali, come il nostro o come la Francia di Macron, di cui abbiamo detto qui . E oltre Oceano non va tanto meglio. Il bello è che si stanno attrezzando non solo per propinarci la censura, ma cercano di farla passare per un favore che ci fanno…
La “par condicio” diventa la “bulgarian condicio”, la condizione bulgara di sapore totalitario e sovietico, in cui l’opposizione e le voci dissenzienti non esistevano affatto, non erano neanche concepibili.

Curioso è come i fondamentalisti si citino sempre tra loro come "attendibilissime" fonti, casualmente identificando come come i "nemici" ogni partito polito non sponsorizzi la loro crociata contro l'esistenza di interi gruppi sociali.
Disarmante è anche come il loro primo problema sia un'obiezione al contrasto delle fake-news. Sostenendo che chi menta debba avere la stessa visibilità di chi racconta la verità, dicono:

La prima novità arriva da Facebook che ha deciso di tutelarci contro le “fake news” (leggi notizie non allineate al politicamente corretto) riducendo con un apposito algoritmo il flusso di notizie provenienti da profili di informazione verso la nostra bacheca e privilegiando invece quelle che riguardano i nostri rapporti personali: più gattini meno politica.

Negata l'esistenza delle fake-news (anche anche gli Usa del loro amato Trump indicano come fonte di rischio per infiltrazioni russe nella creazione di bufale finalizzate ad alterare il risultato elettorale italiano), difendono l'odio scrivendo:

Quindi bisogna stare lì a cliccare sui gattini. Basta diffondere notizie false e spargere odio online. Cercate la ex fidanzatina delle medie, che è meglio.

Ed ancora, lamentando che a fare informazione saranno i giornalisti e non chi diffonde bufale sul web, è frignando su come Il Corriere della Sera avrà più visibilità dei gruppi d'odio a loro vicini che pontificano:

Adesso Giovanna Botteri potrà asciugare le sue lacrime: i giornalisti potranno nuovamente condizionare indisturbati il voto degli elettori.

Ed ancora, è sempre puntando il dito contro chiunque voglia tutelare gli utenti dalle bufale che attaccano Pure Twitter:

Negli stessi giorni una reporter del sito di informazione alternativa Project Veritas (del tipo di quella che verrebbe nascosta su Facebook per privilegiare le immagini di gattini) portava alla luce la politica fraudolenta di Twitter per ridurre la libertà di espressione e orientare l’opinione pubblica dei suoi iscritti, in questo caso la notizia è stata riportata in “Contro Trump Twitter gioca sporco” pubblicato su L’Occidentale.

Anche qui la "attendibilissima" fonte è sempre una realtà politica allineata alla loro ideologia. Ed anche qui è fomentando isteria e cavalcando merocomplottismo che scrivono:

“Machine learning”, questa la parola magica usata da uno degli ingegneri informatici che hanno lavorato per Twitter. Stiamo parlando dell’intelligenza artificiale che permette ai padroni di Internet di monitorare in modo globale cinguettii e comportamenti sulla piattaforma e di isolare, ‘oscurare’ o bannare foto profili e contenuti che vanno contro il mainstream antitrumpista.

Preoccupati all'idea che qualcuno possa limitare la disinformazione su cui loro hanno costruiti il loro movimento, è parlando delle bugie quali massima manifestazione della "libertà di espressione" che sentenziano:

Ecco che dunque mentre Facebook fa dichiaratamente sparire dalla vista le pagine di informazione (per il nostro bene) Twitter ha messo in piedi un algoritmo che fa sparire dalla vista i tweet sgraditi (leggi pro Trump), la differenza in questo caso è che l’operazione liberticida e manipolatoria non è stata dichiarata ed è quindi doppiamente grave rispetto a quella di Facebook che invece la dichiara anche se facendo finta che si tratti di altro.

Data la matrice anti-europesista dell'organizzazione che sogna una dittatura di Putin, immancabile è un attacco all'Unione Europea:

Nel frattempo nuovi e più istituzionali bavagli saranno studiati e quindi messi a punto dal “Gruppo di alto livello” messo in piedi dalla UE per bloccare definitivamente le voci dissonanti sotto il pretesto delle fake news (agenzia ANSA): «La Commissione Ue ha nominato un Gruppo di alto livello di 39 esperti per la lotta alle notizie false e alla disinformazione online.
Del contingente italiano fanno parte la dirigente di Mediaset Gina Nieri, i giornalisti Federico Fubini e Gianni Riotta, e il docente dell’università Bocconi Oreste Pollicino. Lo si legge in una nota della Commissione europea.
Il gruppo contribuirà allo sviluppo di una strategia Ue per combattere il fenomeno delle fake news, che sarà presentata nell’aprile 2018».
[...]Negli anni della Guerra Fredda fu coniata l’espressione “maggioranza bulgara“ per indicare una maggioranza parlamentare ottenuta da elezioni con un dibattito politico inesistente, le prossime potrebbero essere così.

La loro tesi? Chiunque deve poter raccontare notizie false se ciò può accrescere l'odio contro i gruppi sociali a loro sgraditi. Peccato che personaggi così preoccupato da un contrasto alle fake-news sembrino voler ostentare una coscienza che potrebbe non essere così pulita come vogliono farci credere...
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