Provita torna a raccontare la bufala dei gemelli omozigoti, poi sentenzia: «La transessualità è un problema che si risolve da solo»



Toni Brandi sta investendo il 5 per mille concessogli dallo stato italiano in una campagna denigratoria e diffamatoria delle persone transgender. Ossessionato da ciò che le persone hanno fra le gambe, chiede sia universalmente riconosciuto quale verità divina il suo sostenere che la sua sessualità sia tale e quale con quella di Luxuria, ovviamente dicendo poi che sarebbe lei a non aver capito come vivere che dato che lui si proclama come il modello "ariano" a cui tutti dovrebbero essere uniformati con la forza: chi non è omofobo, xenofobo e amante della penetrazione vaginale bareback quanto lo è lui deve essere perseguitato, denigrato o spinto al suicidio perché così si potrà sfruttare l'odio quale mezzo di promozione dell'estrema destra di cui lui fa parte. Tutto questo sottraendo denaro pubblico a cause assai più nobili come la ricerca contro i tumori, il contrasto alla fame nel mondo e così via.
In una propaganda basata su un progressivo intensificazione della violenza verbale secondo un piano inclinato che sfrutta l'assuefazione alla violenza come mezzo per continuare ad alzare l'asticella di ciò che viene percepito come lecito (in fondo anche il nazismo non iniziò con le camere a gas), l'organizzazione politica "Provita onlus" ha pubblicato un inaccettabile articolo intitolato "Bambini transgender, sessualmente confusi, dalla pediatra".

L'articolo parte sostenendo che i bambini transgender siano dei malati mentali e che quindi sarebbe buona cosa non accettarli per ciò che sono. E chi si ne frega se l'atteggiamento di non accettazione da lui proposto aumenta il rischio di spingere al suicidio i propri figli, evidentemente in Italia le "onlus" possono dev'essere finanziate anche per produrre morte se falsamente di proclamano "pro-vita" anche mentre le loro mani grondano sangue. Usando le solite virgolette che servono a negare l'esistenza di quelle persone a cui Brandi vorrebbe fosse negato il diritto all'esistenza, l'organizzazione scrive:

Pediatra da quasi 20 anni, Michelle Cretella, presidentessa dell’American College of Pediatricians, ha scritto una lettera a The Daily Signal in cui racconta della sua esperienza con i bambini “transgender”, affetti da disforia di genere, “nati in un corpo sbagliato” .
«Il sesso biologico non è “assegnato” – scrive la dottoressa – Il sesso è determinato al momento del concepimento dal nostro DNA ed è impresso in ogni cellula del nostro corpo. La sessualità umana è binaria. O hai un cromosoma Y e sei un maschio o non lo hai e sei una femmina. Ci sono almeno 6.500 differenze genetiche tra uomini e donne. Ormoni e chirurgia non possono cambiarle».
L’identità, invece, non è biologica, è psicologica. Ha a che fare con il pensiero e il sentimento. Pensieri e sentimenti non sono biologicamente cablati. Il nostro modo di pensare e sentire può essere giusto o sbagliato.

Dinnanzi ad un ragione di semplice buonsenso, l'organizzazione politica si affretta a tirare in ballo esempi a dir poco assurdi:

Se uno chiedesse al dottore di amputargli una gamba perché si sente un amputato intrappolato in un corpo normale, gli viene diagnosticato un “disturbo di integrità dell’identità corporea”. Ma se va a chiedere di amputarsi i seni o il pene perché non sono in linea col sesso che “si sente” viene diagnosticato transgender e viene accontentato.
Nessuno nasce transgender. Se l’identità di genere fosse cablata nel cervello prima della nascita, i gemelli identici avrebbero la stessa identità di genere il 100% delle volte. Ma non è così.

L'affermazione fa leva su un falso della propaganda integralista, ossia il sostenere che se tra gemelli omozigoti ci possano essere un eterosessuale e un omosessuale, ciò indicherebbe che l'omosessualità debba essere ritenuta una "malattia". In realtà qui pare si sia voluto riportare il medesimo esempio contro i transessuali, ma ciò non cambia che la scienza ha ampiamente screditato quelle teorie dato che la genetica ha osservato che tanti elementi possono avere incidenze diverse tra i singoli gemelli omozigoti, come nel caso dell'omosessualità. Eppure, nonostante la provata falsità, è dal 2015 che Provita continua a ripetere quella bugia nella più totale impunità.

Usando il termine "normale" come sinonimo di "eterosessuale", l'organizzazione descrive malamente il caso di una bambina transenger e pontifica:

Oggi, ai genitori di Andy sarebbe stato detto che Andy è veramente una femmina “dentro” e che tutti lo devono trattare da femmina altrimenti si suiciderà, e gli bloccherebbero gli ormoni della pubertà.
Non importa che questi bloccanti della pubertà nei bambini biologicamente normali non siano sufficientemente testati. Non importa che quando si usano per trattare il cancro alla prostata negli uomini e i problemi ginecologici nelle donne, essi causino problemi con la memoria…
I dati reali dimostrano che, quando sono supportati nel loro sesso biologico, attraverso la pubertà naturale, la maggior parte dei bambini confusi nel genere risolve il problema. E invece li castriamo chimicamente e li mettiamo a rischio di malattie cardiache, ictus, diabete, tumori e persino di problemi emotivi gravi.

Anche qui l'asserzione è palesemente falsa e basata sul sostenere che tutti i transessuali siamo persone deficienti che non hanno ancora capito che nel regime di Toni Brandi è fatto obbligo di imporre ad ogni pene di essere inserito all'interno di una vagina. Naturalmente il blocco della pubertà serve solo a rendere meno pericolose eventuali interventi (ma pare che a Brandi non interessi molto se una persona transessuale muore) e di certo la transessualità non è «un problema che si risolve da solo».

Eppure è nella ferocia tipica di un gruppo che fattura promettendo che loro perseguiteranno i bambini e saranno i loro peggiori nemici nel tentare di raccontare ai loro genitori che basta ignorare la loro identità per volerli come loro esigono siano. I bambini sono dunque visti come oggetti privi di diritti, da poter manipolare e abusare a proprio piacimento. Scrivono così:

D’altro canto, l’American Academy of Pediatrics ha recentemente pubblicato un rapporto che invita i pediatri a mettere in guardia gli adolescenti sui tatuaggi perché sono permanenti e possono provocare cicatrici. Ma è la stessa American Academy of Pediatrics che – se una ragazza insiste di essere un maschio – sostiene che vada bombardata con testosterone ogni giorno per un anno, e autorizzata ad ottenere una mastectomia bilaterale all’età di 16 anni, anche senza il consenso dei genitori.
Indottrinare tutti i bambini fin dalla scuola materna con la menzogna che potrebbero essere intrappolati nel corpo sbagliato interrompe le fondamenta del test di realtà dei bambini.
Se non possono fidarsi della realtà dei loro corpi fisici, di chi o di cosa possono fidarsi?
L’ideologia transgender nelle scuole è una forma di abuso psicologico che spesso porta alla castrazione chimica, alla sterilizzazione e alla mutilazione chirurgica

Altre bugie, utili per un gruppo d'odio che usa denaro pubblico al fine di raccontare che un genitore debba poter decidere l'identità e la natura dei figli sulla base dei propri desideri. Raccontano che i bambinisarebbero come oggetti privi di diritti, motivo per cui Adinolfi avrebbe ogni ragione di agitare la figlioletta dal palco dei suoi comizi mentre promette ai presenti che lui la vuole sottomessa ad un maschio che se la scopi senza preservativo (e chissenefrega di cosa vuole la piccola, suo padre si è già immaginato la sua intera vita sessuale e, quale suo padrone, ogni sua più perversa fantasia sul copro della prole dev'essere considerata legge).
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