Andò in tv a raccontare che l'omosessualità fosse una "malattia". Il centrodestra lo candida in Parlamento



È nel seggio di Crotone che il centrodestra ha candida Giancarlo Cerrelli, presidente dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani, con l'appoggio di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi con l’Italia.
L'uomo è noto soprattutto per essersi presentato in diretta sulla Rai a dichiarare che «l’omosessualità è una malattia», ma i suoi proclami omofobi spaziano dal sostenere che i gay siano «contro natura» o che l'omosessualità sia stata rimossa dal manuale diagnostico dei disturbi mentali stilato dall'Oms per motivi politici e non scientifici.
Parla di una fantomatica «dittatura omosessualista alla base dell’omosessualizzazione della società», di «lobby gay» e persino di «ideologia e il totalitarismo gender». Crede nelle fantomatiche "terapie riparative" che hanno causato morte in tutto il mondo e nega l'esistenza stessa dell'omofobia.
I suoi articoli sono apparsi su realtà integraliste come Cristianità, La Nuova Bussola Quotidiana, La Croce di Mario Adinolfi, La Roccia e Sì alla Vita. Tra gli organizzatori dei Family Day di Crotone del 15 marzo e 11 maggio 2007, è nel 2017 che ha pubblicato un libro dal titolo "La famiglia in Italia dal divorzio al gender".

«Non si può, pertanto, non lanciare un segnale di allarme per chi vuole una Calabria che abbia come baluardo i valori democratici ed europei cercando di salvare Crotone dal bieco oscurantismo», osservano Alessia Bausone dell'Unione Forense per i Diritti Umani, Marco Marchese di Certi Diritti, Riccardo Cristiano dell'associazione Liberi.tv e Salvatore Belfiore del Comitato Diversi Uguali.
Cerelli venne condannato persino dall'allora presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi Giuseppe Luigi Palma, pronto ad osservare come fosse «gravissimo che i detrattori della legge antiomofobia ripropongano l'idea che l’omosessualità sia una malattia da curare». Ora punta al Parlamento grazie a Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi con l’Italia.

Via: Gay.it
1 commento