I pentecostali: «Dio mi ha parlato e mi ha detto di cercare su YouTube come guarire dall'omosessualità»



«Mi chiamo Alessio e ho 29 anni e oggi vi racconto come il Signore mi ha salvato». Esordisce così l'ennesimo video pubblicato dalla propaganda egli evangelico-pentecostale a firma di quello stesso fratello Salvatore che ha già diramato una lunga serie di video propagandistici volti a sostenere che i gay siano "il male"e che Dio li possa "guarire" dalla loro sessualità in modo da renderli uniformi a lui.

La cosa che più stupisce di questi video è come il costrutto narrativo sia sempre identico, basato su toni che fanno leva sempre sui medesimi sensazionalismi in un uso costantemente scorretto delle terminologie al punto che pare improbabile che i narratori sappiano di che cosa stanno parlando. Fatto sta che il ragazzo del video esordisce dicendo:

Vivevo da anni come omosessuale. Pensavo di essere nato così e avevo delle relazioni sessuali, ero fidanzato. Tutti lo sapevano. Tutti mi approvavano. Tutti mi incoraggiavano. La televisione mi incoraggiava. Eppure io feci questa preghiera senza nemmeno conoscere la Bibbia. Poi ho letto la Bibbia è c'è scritto che il piano di Dio è tra uomo e donna e che gli omosessuali non erediteranno il regno dei cieli.
Iniziai a frequentare la chiesa però il mondo mi attirava. le relazioni omosessuali pure e questa identità mi allontanava dal Signore. Così lasciai la chiesa e frequentai vari gruppi religiosi dove si dice che l'omosessualità non sia un peccato. Leggevo la Bibbia, pregavo, ma la mia vita non cambiava. Avevo tanto odio dentro, tanto rancore, avevo un grande senso di inferiorità perché non mi sentivo come gli altri uomini e cercavo gli uomini perché non mi sentivo un uomo. Sin da quando ero piccolo avevo paura delle donne e non mi sentivo uomo. E per questo cercavo approvazione e sesso coi maschi.

Tanto basterebbe a osservare che non era gay. Un gay è uomo e si sente uomo, punto. Nel caso in cui intendesse dire che si percepiva come transessuale, pare assai strano possa dichiarare che si sentiva in competizione con gli altri uomini, dato che la sua natura lo avrebbe dovuto portare a confrontarsi con quelle donne che lui sostiene di odiare. La premessa è dunque un discorso che non sta in piedi e che pare scritto da qualcuno che non abbia alcuna idea di che cosa significhi essere gay. Eppure il presunto "ex-gay" prosegue con l'asserire:

Un giorno, circa quattro anni fa, tutti i giorni pregavo Dio a modo mio e dicevo: "Signore, uccidimi, Signore, non voglio più vivere". Facevo quello che volevo ma mi sentivo triste e vuoto. Mi dicevo che c'è qualcosa che non va. Il mondo mi dice che sono nato così. La società ti dice che tu sei nato gay e sei così, sei nato così. Ma io sentivo che non ero così. Io sentivo che era una ferita.

Curioso, cita esattamente i termini coniati da Nicolosi nella sua formazione di quelle fantomatiche "terapie riparative" che tanto piacciono ad Adinolfi e che tanta morte hanno causato nel loro basarsi sull'incutere ulteriori sensi di colpa in chi non riesce ad accertatesi per ciò che è. Ed è citando un copione già visto che aggiunge:

Io ho tentato il suicidio. Il Signore mi ha salvato, per grazia sua. E ho cominciato a reindirizzarmi per grazia verso la sua vita. Mi sono trasferito all'estero ed ero sull'autobus e ho sentito una voce che nel mio cuore che mi diceva: Alessio, cerca su YouTube come guarire dall'omosessualità.

Se scopriamo così che Dio userebbe YouTube, l'evangelico-pentecostale prosegue imperterrito:

Forse la parola "guarire" fa impressione, però noi sappiamo che non esistono solo le malattie fisiche, esistono pure le malattie spirituali. E oggi ne vediamo tante, soprattutto in Occidente. la depressione, la bulimia, l'anoressia. Sono malattie spirituali. E ho trovato la testimonianza di un cristiano, che oggi è pastore ed ha dei figli. E lui raccontava la sua vita. Grazie a Dio non abbiamo vissuto le stesse cose ma poi ho visto che tanti amici miei che erano omosessuali, anche loro sono stati abusati quando erano piccoli. E lui raccontava proprio questo: che lui già da piccolo si sentiva un oggetto sessuale degli uomini e quindi ha adottato questa identità.

Inutile a dirsi, al massimo l'identità è quella di genere dato che l'omosessualità è un orientamento e non è certo una "scelta" così come l'evangelico tenta si spacciarla. E da voltastomaco è il proseguo:

Il Signore mi ha fatto grazia e io mi sentivo molto in lui perché parlava anche lui di questo complesso di inferiorità, di questo non sentirsi come gli altri. Ho incominciato a piangere e il Signore mi ha detto: "Vedi Alessio, io non ti ho creato omosessuale. Satana è penetrato in una tua ferita e tu credi di essere così, ma io non ti ho fatto così".
Appena sono tornato a casa mi sono messo in ginocchio. Dopo anni di chiesa, leggevo la Bibbia ed ero anche battezzato ma non ero salvato perché non mi ero ravveduto. Non avevo mai chiesto perdono a Dio per questo peccato. Mi sono messo in ginocchio e ho detto: "Signore, perdonami, perdona i miei peccati. Perdona anche questo peccato". E ho sentito qualcosa che usciva da me. Da quel momento ho ricevuto lo Spirito Santo.

Si inizia così a raccontare che Dio si diverte sadicamente a vedere delle persone che rinunciano all'amore e si costringono ad imporsi una sessualità contro la propria natura per conformarsi ai desideri degli altri.
Capitava che ero tentato, perché la mia carne serbava dei ricordi, delle abitudini. Dopo 10 anni che si fa una cosa. Ma lì ho capito che esiste il corpo, esiste l'anima ed esiste lo spirito. Non tutto quello che provo, che sento e che voglio fare significa che è giusto fare. E lì ho capito la lotta, che l'uomo non è fatto solo per l'istinto perché l'istinto deve essere dominato dallo Spirito Santo.
E lì ho iniziato a lottare. Quando ero tentato, pregavo. Mi mettevo in ginocchio e scacciavo questo spirito nel nome di Gesù. E giorno dopo giorno il Signore mi lavava e mi purificava. Mi ha reso un uomo nuovo, perché mi ha fatto un regalo, una proposta. Mi ha detto: "Alessio, io ti voglio salvare però la condizione è che tu ti umilii davanti a me". Io mi sono umiliato davanti al Signore e lui mi ha liberato dall'omosessualità.

Se fa rabbrividire l'idea  che credano in un Dio che chiederebbe umiliazioni ai propri figli, il discorso arriva al solito appello propagandistico, rivolto a ipotetici gay e ai loro genitori:

Io ti voglio dire questo. magari anche tu tu trovi in questa condizione. O magari tuo figlio, tua figlia, un amico che tu conosci. Parlagli dell'amore di Dio. L'omosessualità è un peccato come tutti gli altri,m però Dio libera. E ogni omosessuale sa che non è così, ma che è satana che è entrato nella sua vita. Questa è la mia testimonianza per la gloria di Dio. Dio sia lodato.

E se qualunque gay può citare l'ultima frase per dichiarare una assoluta certezza e in verità di dio che le tesi sostenute sono false, doveroso sarebbe precisare che l'omosessualità è una naturale variante dall'orientamento sessuale e non certo un "peccato". E di che amore di Dio vuole parlare un tizio che dipinge la sua divinità come un sadico che si compiace nell'umiliare i propri fili?
Nei titolo di coda c'è poi il riferimento al gruppo evangelico-pentecostale che commercia in fantomatiche "!terapie" dell'omosessualità.
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