Nonostante lo stop al ritiro spirituale deciso dal vescovo, i gay cattolici si incontreranno lo stesso



Dopo che le isteriche polemiche e le strumentalizzazioni messe in campo dall'integralismo organizzato hanno portato il vescovo di Torino ad annullare un ritiro spirituale sul tema della fedeltà dedicato ad un gruppo di credenti gay, quei cattolici hanno deciso che l'incontro si terrà ugualmente anche in assenza della diocesi.
«Nel giorno in cui era previsto il ritiro, sabato 24, saremo a un incontro a Pinerolo con la teologa Selene Zorzi», annuncia Massimo Battaglio dell’associazione Cammini di speranza. «In questo momento, dopo la batosta, sentiamo il bisogno di incontrarci. La diocesi ha forse avuto paura del clamore mediatico, ma il tavolo di lavoro che ha creato per incontrare i gay si chiama “Alla luce del sole”. Non si può pretendere che le nostre ragioni restino in cantina, al buio». Erano già una trentina gli iscritti al ritiro: gay single e fidanzati, coppie di lesbiche e genitori di ragazzi omosessuali.
A fronte della ferocie offensiva dell'integralismo cattolico, c'è chi teme che i gay dovranno essere costretti a nascondersi in un clima in cui saranno come i cristiani nelle catacombe che devono proteggersi dall'inumana ferocia di un Mario Adinolfi che se ne va in giro a ostentare le sue molteplici mogli: «Forse c’è stata troppa ingenuità nel pensare di poter parlare pubblicamente dell’iniziativa -osservano- Dobbiamo stare attenti a maneggiare la polvere da sparo. Il rischio, se si affossa l’esperienza torinese della pastorale per i gay, è che resti il deserto».
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