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L'immaginario di Andrew Christian: così i poliziotti lavano la volante

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L'impressione è quella di un ritorno al passato. Nell'immaginario di Andrew Christian il lavaggio auto da parte di ragazzi muscolosi e disinibiti ha sempre avuto un posto d'onore (si va dall'originale "Car wash" del 2012 al remake in versione Miami del 2013) ed ora lo stilista ha pensato bene di coniugare quell'ambientazione con un'altro elemento ai vertici dell'immaginario erotico collettivo: gli uomini in uniforme.
L'occasione si è presentata con la realizzazione del suo nuovo video promozionale, dal titolo "Police car wash". Come intuibile, le immagini ci catapultano in un lavaggio aiuto in cui una serie di poliziotti si cimentano del lavaggio di una volta del pronto intervento. Il tutto, ovviamente, senza alcuna inibizione.
Tra i modelli coinvolti incontriamo Topher DiMaggio, Brian Prince Roman, Rocky Santos, Murray Swanby, Cory Zwierzynski, Prince Roman e Peter Le And Jonny Manzanares (vincitore del campionato di pole dance organizzato dallo stilista). Come consuetudine la regia è stata curata da Jeff White.

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Il nuovo spot anti-omofobia di Buenos Aires

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In Argentina l'omofobia è un problema reale e tangibile, ma è difficile non notare come ci sia volontà nel cercare di cambiare le cose. Le nozze gay sono legali, le coppie gay possono partecipare ai mondiali di tango e la Costituzione tutela identità di genere ed orientamento sessuale.
Di contro c'è la propaganda lanciata dai gruppi evangelici, spesso pronti a ricorrere a biechi stereotipi pur di alimentare la discriminazione. Ed è forse per sfatare alcuni di quel falsi miti che in una nuova compagna pubblicitaria si sottolinea come l'omosessualità sia parte di una persona e non possa essere appresa o trasmessa. Nel video, realizzato dal sottosegretariato per i diritti umani e il pluralismo culturale di Buenos Aires, si affrontano tanti altri temi per spiegare l'assurdità del voler ridurre la sessualità umana a due soli stereotipi, ancor più quando si utilizza quel pretesto come forma di odio verso gli altri. Il tutto per sottolineare come lo stato esiga la piena uguaglianza di ogni cittadino, tutti diversi fra loro ma uguali dinanzi alla legge.

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La tigre della Kellogg's sostiene i diritti lgbt

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È l'American Family Association ad aver portato l'attenzione sulla sponsorizzazione che la Kellogg's avrebbe offerto alla recente marcia dell'Atlanta Pride. nell'annuncio è visibile la nota mascotte dell'azienda e una la scritta: «Alla Kellogg's abbiamo una cultura in evoluzione che rispetta ed accetta l'orientamento sessuale, l'identità di genere e l'espressione di genere dei dipendenti, in modo che tutti possono essere autentici e pienamente occupati».
Il messaggio è inequivocabile, anche l'associazione omofoba non ha mancato di travisare il tutto per sostenere che l'uso della mascotte fosse indirizzata al tentativo di "convertire" in gay i bambini (poi finendo per proporre il solito boicottaggio con cui gli omofobi tentano di imporre il proprio pensiero unico di esclusione). Ma si sa che solo menti perverse e malate potrebbero trovare simili argomentazioni dinnanzi ad un semplice uso di una mascotte da parte dell'azienda proprietaria, motivo per cui quelle polemiche appaiono facilmente fini a sé stesse. E ciò non deve distogliere toglie l'importanza dell'ennesimo esempio di un'azienda che ha deciso di schierarsi apertamente a favore dei diritti gay.
Il tutto anche con una certa ironia, soprattutto se si considera come il fondatore della kellogg's -John Harvey Kellogg- si dichiarasse così fortemente ispirato dalla sua fede religiosa da sostenere l'astinenza sessuale (si rifiutò sempre anche di consumare rapporti con la moglie) e da finanziare campagne contro la masturbazione e altre forme di «eccessi». Insomma, la storia racconta come tutto possa cambiare e come possa esserci la speranza per un futuro in cui le persone verranno giudicati per le proprie gesta e non per ciò che fanno nel loro letto.


Vodafone lancia il primo spot omogenitoriale italiano

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«Bisogna avere pazienza. Ci vuole tempo. Dobbiamo fare un passo alla volta. Ma magari invece no. Magari invece è arrivata l'ora di avere coraggio». È attraverso la voce di Fabio Volo che la Vodadone lancia un messaggio coraggioso ed inequivocabile, accompagnate dalle immagini che mostrano due donne in attesa di una bambina. È la prima famiglia omogenitoriale mai apparsa in uno spot televisivo italiano.
Inutile a dirsi, l'azienda pare lanciare un messaggio chiaro anche alla politica italiana, troppo spesso pronta a trincerarsi dietro la necessità di compromessi e la scusa della necessità di non azzardare troppo per non scontentare nessuno. Ma di certo non è così che si potrà arrivare ad una svolta, come testimoniano i vari Paesi che hanno compiuto scelte più coraggiose nel preferire i diritti per tutti a chi chiedeva dei privilegi per alcuni. È arrivata l'ora di avere coraggio.

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Due drag queen sono le protagoniste del nuovo spot di Starbucks

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La nota catena di caffetterie Starbucks ha scelto due drag queen come protagoniste della sua nuova campagna pubblicitaria. La scelta è caduta su Adore Delano e Bianca Del Rio, due volti noti della televisione statunitense grazie ad American Idol e RuPaul's Drag Race.
Il video è stato prodotto in collaborazione con Out Tv e raffoza l'impegno pro-lgbt della catena, già finita nel mirino del boicottaggio da parte del National Organisation for Marriage a causa del suo appoggio all'approvazione del matrimonio egualitario a Washington nel 2012. L'amministratore delegato Howard Schultz, però, si rifiutò di interrompere il suo impegno e dichiarò come «Non tutte le decisioni devono per forza avere una ragione economica». Agli azionisti che lamentarono come il boicottaggio avesse portato ad un rallentamento dell'espansione della catena, Schultz si limitò a dire che nessuno gli impediva di vendere le proprie quote azionarie.
Puntuale come un orologio svizzero, l'associazione omofoba non ha mancato di lanciare un contrattacco anche alla nuova campagna gay-friendly. In particolare è il pastore James David Manning ad aver realizzato un video in cui sostiene che «I negozi Starbucks sono una fonte di diffusione di ebola e di altre malattie a causa della clientela che li frequenta. In particolare i sodomiti che frequentano Starbucks, che siedono lì con i loro computer in quello che è anche un luogo di incontro... e si scambiano un sacco di fluidi corporei, scuotono le mani e se le stringono». Sono ad oggi solo i leader religiosi liberiani avevano osato spingersi a sostenere l'esistenza di una correlazione fra l'omosessualità e la diffusione dell'ebola... ma al peggio e all'indecenza non c'è mai fine.

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Forgive Me, Father

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Alla fine hanno vinto loro. I vari gruppi estremisti che hanno cercato in ogni modo di diffondere l'idea che omosessualità e religione non possano coesistere sono riusciti nel loro intento. E se i Vangeli traboccano di brani che sottolineano come ogni persona debba guardare a sé (si pensi anche solo alla parabola della trave e della pagliuzza o a quella del figliol prodigo), grande successo hanno ottenuto quanto hanno suggerito una "scorciatoia" per il regno dei cieli, non più da conquistare con un impegno personale ma promesso sulla base dell'odio che si riversa verso i propri fratelli. Il tutto con un gran risparmio di tempo e fatiche (vuoi andare a prostitute? Fallo, basta che poi tu dica che un gay non deve sposare il compagno con cui ha condiviso quarant'anni di vita e siamo a posto).
Ed è così qualcuno parla di guerra aperta, anche a fronte di un silenzio assordante da parte della Chiesa. Il tutto quasi come se la figura di riferimento fosse quella Caino, artefice della sorte del fratello ma pronto a far finta di non saperne nulla (un po' come chi alimenta l'odio omofobico per poi negare qualsiasi responsabilità quando si verificano dei suicidi o dei gesti violenti).
All'interno della comunità gay c'è chi ha ancora speranza e chiede rispetto per la religione, altri hanno perso la pazienza e puntano il dito verso tutti quei personaggi che non hanno certo il medesimo riguardo nei confronti delle minoranze. Tra quest'ultimi parrebbe rientrare anche lo stilista Andrew Christian che, attraverso uno dei suoi celebri video, ha voluto accostare l'ambiente ecclesiastico alla festa di Halloween. Il tutto con bibbie usate come armi e testi sacri che vengono ricoperti del sangue che qualcuno versa appellandosi al loro contenuto.
Senza ombra di dubbio si tratta di uno dei video più controversi mai firmati dallo stilista che, sfiorando la blasfemia, pare voler lanciare un urlo contro l'ipocrisia di un certo ambiente ecclesiastico.
Tra i modelli coinvolti incontriamo Rocky Santos, Murray Swanby, Cheddy Oakafor, Cory Zwierzynski, Pablo Hernandez, Steven Andrade, Kevin Benoit, Luis Gonzalez e Jonny Manzanares.

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Anche un matrimonio gay nel nuovo spot di Android

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Si sa che a livello comunicativo Google è particolarmente attento alle coppie gay e in uno spot dedicato all'inclusività (forse proprio in opposizione all'immagine di esclusività dei clienti Apple) non poteva mancare anche una coppia gay.
L'occasione è giunta con il video promozionale di Android (il sistema operativo per smartphone sviluppato da Mountain View), pronto a mostrare varie forme di famiglie e di persone. Fra loro anche un giovane che, circondato dagli amici, ha chiesto la mano al suo compagno.
Il momento scelto, inoltre, appare anche come un chiaro riferimento alla situazione degli Stati Uniti, nei quali il matrimonio fra persone dello stesso sesso sta diventando una realtà in quasi tutti gli stati, motivo per cui è bene che si inizi a familiarizzare con quella realtà.

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La pubblicità di Athea che celebra Bologna e le prime trascrizioni di matrimoni gay contratti all'estero

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«Tra marito e marito mettici il trito». È questo lo slogan scelto da Althea per una nuova pubblicità volta a celebrare le prime trascrizioni bolognesi di matrimoni fra persone dello stesso contratti all'estero (il riferimento, infatti, al loro sugo alla bolognese).
L'azienda non è certo nuova a simili prese di posizione: nel dicembre del 2012 fecero scalpore i suoi spot televisivi in cui erano inclusi anche gli amori fra due uomini e due donne. Quelle immagini vennero trasmesse per due settimane anche sui canali generalisti, seppur fece discutere come fossero stati relegati all'esterno della fascia protetta (quasi ci potesse essere qualcosa di scandaloso dinnanzi ad un semplice bacio).
Nel settembre del 2013, in seguito alle polemiche scoppiate attorno alle dichiarazioni rilasciate ai tempi da Giudo Barilla, Althea tornò a prendere una pozione netta attraverso una nuova campagna pubblicitaria volta a sottolineare come due uomini che si amano formino a tutti gli effetti una «famiglia». Ed oggi, ancora una volta, l'azienda è tornata a mettere l'accento sulle parole, ribadendo come due uomini sposati all'estero siano «marito e marito».

Clicca qui per vedere la pubblicità di Althea.


L'omofobia vissuta sulla propria pelle

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Vari gruppi concordano nel sostenere che l'omofobia non esiste. Spesso lo dicono mentre condannano moralmente le persone «contro-natura», lo urlano sulle pagine Facebook in cui si alimentano l'odio verso i «sodomiti», lo dice il ministro mentre insulta la capacità genitoriale degli «invertiti»... insomma, lo si dice mentre ce ne si rende artefici.
Quelle parole lasciano il segno, forgiano l'odio ed alimentano la convinzione che sia necessari discriminare gli altri se non si vuole essere presi per diversi. Nelle scuole non se ne deve parlare perché a qualcuno piace che i giovani si sentano nel dovere di dover deridere chi non è come loro. Tanto poi arriva un qualche monsignore pronto a ricordare che picchiare un gay non è un gran peccato... in fondo la colpa è loro. Sono loro che si ostinano ad esistere anche se tu gli hai fatto capire che non ti piacciono. Però l'omofobia non esiste.
Non esiste neppure quando un'intera comunità afferma di sentirsi discriminata. Ma in qual caso si risponde che il loro scopo è solo quello di avere dei privilegi. Certo, qualcuno obietta come la legge sia la stessa che tutela anche il loro credo religioso, ma si vorrà mica che la loro tutela possa essere messa in discussione dai diritti altrui... altrimenti come si potrebbe continuare a dire che l'omofobia è un'opinione?
Eppoi quella legge è anticostituzionale perché prevede diritti riservati ai soli gay. Certo, da decenni li prevede anche per cristiani e neri, ma quelli sono più simpatici. Eppoi è normale che uno si possa lamentare l'uso di termini che lui stesso ha imposto pur di non veder riconosciuto il genere in una legge dello stato (altrimenti come si sarebbe potuto continuare a sostenere che sia solo una «teoria» e che non vi sia alcuna differenze tra la mascolinità di Malgioglio e quella di Rocco Siffredi?).
Peccato però che l'omofobia esiste. C'è, si percepisce e crea malessere. È per questo che sarebbe necessario tornare a dare il proprio significato alle parole, senza mascherare dietro «un'opinione» ciò che in realtà è un vero e proprio crimine.
Ed è proprio l'omofobia ad essere stata rappresentata in un cortometraggio realizzato dal gruppo Agape in collaborazione con Arcigay Modena. Le immagini mostrano con estremo realismo quali possano essere gli effetti dell'omofobia sugli adolescenti. Il sentirsi soli, incompresi e diversi è un sentimento comune alle vite di molti gay, anche se spesso possono essere superate nonostante ci sia chi rema contro. Ed è un messaggio di speranza anche quello che vuole essere lanciato dal video: «Siamo nati per cambiare le cose -dicono gli autori- per aiutare le persone che ancora oggi non riescono a dire chi sono per paura della gente e della loro risposta. Siamo stanchi di aspettare. Perché "anche una strada di mille metri comincia con un passo", e noi: noi siamo quel passo».

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Un bacio gay nel nuovo spot di Desigual

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Gli spettatori che ieri sera hanno seguito il film di prima serata trasmesso da Italia 1 avranno forse notato il passaggio del nuovo spot televisivo di Desigual, all'interno del quale venivano esplorate varie forme di felicità. Tra queste la voce narrante illustrava come «la felicità è baciare chi ami di più davanti a tutti» mentre le immagini mostravano un appassionato bacio fra due uomini nel bel mezzo di una festa fra amici.
L'attenzione non veniva dunque posata solo sulla normalità di un amore, ma l'accento era posizionato a condannare quanti non lo vuole permettere e vogliono impedire la felicità altrui.
Nonostante il «monito» lanciato dall'associazione Provita nei confronti di chiunque avesse seguito l'esempio della Findus nella realizzazione di uno spot gay-friendly, un altro marchio ha deciso di unirsi ad una battaglia di civiltà per l'abbattimento dei pregiudizi. Ed è così che, a fronte di una politica immobile ed indifferente, è la società civile che si sta mobilitando per chiedere che non sia Alfano a poter decidere chi debba essere incluso o escluso dal principio di uguaglianza sancita dalla Costituzione, con un numero sempre crescente di sindaci che si sta adoperando per il riconoscimento di tutte le unioni e con un numero sempre maggiore di aziende che scelgono di metterci il volto nello sdoganamento ci ciò che dovrebbe essere la normalità.

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Anche la pioggia diventa sexy con Andrew Christan

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L'estate 2014 sarà da molti ricordata per le incessanti piogge che hanno colpito il Norditalia per tutto luglio ed agosto. Se è difficile pensare che Andrew Chrstian possa essersi ispirato al meteo italiano, non v'è dubbio che in pochi si sarebbero lamentati del tempo meteorologico se le piogge fossero minimamente assomigliate a quelle da lui mostrate in "Rain".
Il video, ideato da Jeff White, vede la partecipazione dei modelli Jake Houser, Topher DiMaggio, Rocky Santos, Noah Wright, Murray Swanby, Cheddy Oakafor, Cory Zwierzynski, Kevin Benoit, Timmy Thok, Evan Michaels, Shawn Stolz e Rhea Litre.
A non passare inosservate sono anche alcune scelte particolari, come il far condurre l'edizione meteo ad un ragazzo completamente nudo con una giacca e cravatta dipinti direttamente sul corpo. Poi, come consuetudine, a farla da padrone è la sensualità e la bellezza dei suoi modelli.

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La nuova campagna Malebasics

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I modelli brasiliani Jorge Villaveces e Adrian Barretto sono i volti scelti da Malebasics per la loro nuova campagna promozionale.
L'oggetto del servizio è la collezione Basic, caratterizzata da tre diverse tipologie di intimo (briefs, trunks e boxer briefs) declinate in cinque colorazioni. Il tutto evidenziato attraverso paesaggi estivi, spiagge incontaminate e soprattutto corpi muscolosi in grado di catturare l'attenzione del pubblico. Interessante appare anche la scelta di far indossare dell'intimo in in contesti solitamente più adatti all'uso di costumi da bagno, nonostante a prima vista appaia difficile notare l'incongruenza.
Gli statti sono stati realizzati dal fotografo Anibal Velasquez, già autore di alcune campagne realizzate in passato dal brand.

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Jocks in jocks, il nuovo video di Andrew Christian

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Una palestra piena di bolle di sapone e ragazzi in jockstraps. È questa l'ambientazione scelta per il nuovo video promozionale di Andrew Christian.
Così come nello stile dell'artista, il resto della magia viene compiuta dai corpi perfetti e scolpiti dei suoi modelli, impegnati in allenamenti ginnici ed in sensuali lotte greco-romane. Il tutto condito da qualche bacio, tanta sensualità e da un clima di diffusa goliardia.
Il video è stato diretto da Jeff White e vede fra i suoi protagonisti i modelli Jake Houser, Rocky Santos, Noah Wright, Murray Swanby, Cheddy Oakafor, Cory Zwierzynski, Pablo Hernandez, Jose Gael Maltos, Robbie Carroll, Kevin Benoit, Timmy Thok ed Evan Michaels.

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Wille Gomez torna a posare per Teamm8

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Wille Gomez è il volto scelto da Teamm8 anche per la promozione della sua linea basic di intimo maschile. Nelle immagini incontriamo il modello che posa su uno sfondo ligneo volto a sottolineare la solidità e la robustezza del suo fisico. Così come abitudine del brand, infatti, la scelta è caduta su un ragazzo che vanta un corpo particolarmente muscoloso e lineamenti duri.
Difficile è non notare anche come lo sfondo si sposi alla perfezione con la pelle abbronzata di Wille, permettendo agli slip bianchi di brillare e risaltare in un contesto di colori caldi.
Il sodalizio con la casa di moda non è certo nuovo e Wille è stato il protagonista anche di altre campagne. Proprio recentemente ha omaggiato il mondo del football americano in un servizio fotografico anch'esso caratterizzato da sfondi quasi neutri in grado di esaltare il suo corpo e i suoi muscoli scolpiti.

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Willie Gomez per Teamm8

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Willie Gomez è il volto scelto da Teamm8 per il lancio della sua nuova collezione di intimo maschile chiamata Touchdown Briefs. Pensata per i fanatici del calcio e per chi ama il tempo libero, la linea viene mostrata attraverso immagini in cui il modello è il fulcro indiscusso dell'immagine, collocato a fronte di un muro visivamente finto e un prato di erba sintetica.
L'assenza di distrazioni porta necessariamente l'attenzione al fisico scolpito di Gomez e ai colori vivaci della collezione da lui indossata. Incuriosisce anche il visibile tributo al football americano, considerato atipico dato che la Teamm8 è una società australiana.

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Angels vs Demons, il nuovo video di Andrew Christan

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È un'epico scontro fra il bene e il male a caratterizzare "Angels vs Demons", il nuovo video di Andrew Christan. Questa volta lo stilista pare aver scelto di ricorrere all'allegoria, mostrandoci un amore interrotto e uno scontro fra forze contrapposte che condurranno ad un finale che si presta a molteplici interpretazioni.
La fotografia scelta, le musiche e le immagini potranno appare un po' atipiche rispetto ai video a cui la sua comunicazione ci ha abituato, al punto che l'intimo indossato dai protagonisti della vicenda (nonché l'oggetto della sponsirizzazione) passa necessariamente in secondo piano.
Tra gli attori coinvolti incontriamo lo stesso Andrew Christian nelle vesti di una sorta di dio greco, a cui si affiancano i volti di Jake Houser, Topher DiMaggio, Rocky Santos, Noah Wright, Murray Swanby, Cheddy Oakafor, Cory Zwierzynski e Pablo Hernandez. Nel casi incontriamo anche il coreografo Michael Silas Along con Robbie Carroll, Kevin Benoit, Timmy Thok e Evan Busby. La regia e la sceneggiatura è come sempre curata da Jeff White.

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Il video di backstage con André Ziehe per 2(X)IST

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Il modello brasiliano André Ziehe è il volto scelto dalla 2(X)IST per la sua campagna promozionale primavera/estate. Gli scatti, realizzati sulla spiaggia di Malibù, sono stati affidati al fotografo Yu Tsai.
Sfogliando i cataloghi, però, pare quasi impossibile sospettare che quelle immagini siano state realizzate in una giornata grigia e nuvolosa, motivo per cui alcune curiosità della fase di shooting ci vengono svelate in un nuovo video di backstage prodotto dall'azienda. Il tutto attraverso un montaggio curioso che alterna le immagini sexy del modello ad una musica malinconica, creando un'atmosfera decisamente diversa da quelle a cui i band di intimo maschile ci hanno abituati.
Qualcuno osserverà le immagini anche per scoprire alcuni trucchi del mestiere (come le interessanti strutture in plexiglas trasparente), altri apprenderanno che esiste un lavoro che fra le proprie mansioni prevede l'allacciamento e la sistemazione dei costumi mentre indossati dai modelli (per il quale è facile immaginare una lunga lista di candidature). A seguire il video e le immagini di alcuni fotogrammi.

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Initiation, il nuovo video di Andrew Christian

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Il nuovo video di Andrew Christian appare un salto nel passato, quando lo stilista era solito osare e rilasciare anche versioni uncensored destinate ai soli adulti. In questo caso si viene catapultati nel bel mezzo di un rito di iniziazione fra universitari, tra alcool che scorre a fiumi e giochi goliardici. Non mancano poi riferimenti sessuali espliciti, fra nudi più o meno velati, baci focosi e pure un po' di spanking.
Come filo conduttore ormai di tutte le nuove campagne promozionali dello stilista troviamo la goliardia e ragazzi disinibiti caratterizzati da una gran voglia di divertirsi. Un contento in cui il sesso e la sessualità non appaiono tabù, ma sono parte integrante della movida.
Qualcuno troverà interessante anche l'idea di girare alcune scene in cui i ragazzi si rivestono utilizzando solo dei semplici cartoni della pizza, simbolo di come lo stilista ne sappia una più del diavolo per trovare pretesti atti a svestire i propri ragazzi.
La regia è come sempre di Jeff White, mentre fra i modelli incontriamo Jake Houser, Topher DiMaggio, Cory Zwierzynski e Pablo Hernandez. A loro si sommano poi i ragazzi di CockyBoys: Max Carter, Levi Karter, Levi Michaels, Duncan Black, Ricky Roman e Tayte Hanson.

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Che fine ha fatto lo spot gay-friendly della Findus?

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Ha fatto scalpore lo spot gay-friendly della Findus in cui un ragazzo faceva coming out con la madre. «Gianni non è solo il mio coinquilino, è il mio compagno», diceva lui. «Tesoro mio, l'avevo capito», rispondeva lei.
Una storia che mostrava tutta la semplicità di un rapporto fra due uomini, al punto da essere stata citata nel documento presentato dalla Lega Nord per l'introduzione in LOmbardia di una mozione volta a non riconoscere le famiglie formate da persone dello stesso sesso.
Peccato che ieri sera (perlomeno su Canale 5) ne sia stata trasmessa un'altra versione. In quella si vedeva una madre che assaggiava il piatto preparatole dal figlio, e commentava: «Farai un figurone con il tuo coinquilino». Lui, con il tono di chi ha ripetuto la stessa cosa per mille volte, le rispondeva: «Non è il mio coinquilino, è il mio compagno».
Insomma, l'intera vicenda pare aver preso una piega diversa: non c'è più una madre che non ha problemi con l'omosessualità del figlio, ma una che pare voler negare la realtà dei fatti e raccontarsi che il compagno del figlio non sia altro che il suo coinquilino. Certo, se non altro almeno il figlio è rimasto gay e fiero della sua relazione, ma l'intrea vicenda pare aver assunto contorni meno meno chiari e meno coraggiosi che in passato.

Update 15/7: L'ufficio stampa Findus ci comunica la propria volontà di «sgomberare il campo dai dubbi che sembrano essere sorti da questa nuova versione dello spot. Perché si tratta solo di un riadattamento dello spot integrale da 30'' al format da 15'', format spesso utilizzato da Findus nelle proprie campagne pubblicitarie. Ci rendiamo conto che a volte le sintesi possono risultare meno efficaci sotto il profilo dei messaggi che si vogliono comunicare. Ma non c’è alcun "cambio di direzione" da parte di Findus, che continua a voler rappresentare la vita normale di tutti i giorni nei suoi spot, senza discriminazioni o pregiudizi.

Clicca qui per guardare il nuovo spot.


San Francisco: Burger King celebra il pride con il Proud Whopper

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In occasione del 44° gay prode cittadino, un negozio Burger King di San Francisco ha introdotto nel proprio menu il Prod Whopper. Il panino si presentava avvolto in una carta arcobaleno e agli avventori non veniva svelato il suo contenuto. Aprendo l'involucro si poteva trovare il tradizionale Whopper accompagnato dalla scritta «Dentro siamo tutti uguali».
L'azienda ha anche realizzato un video che ha immortalato alcune reazioni dei clienti. «Penso che questo involucro indichi che tutti noi abbiamo gli stessi diritti» spiega un bambino. «Non mi era mai capitato di commuovermi davanti ad un hamburger» aggiunge una ragazza. Non sono mancate reazioni negative, tra cui un uomo pronto ad affermare che la catena non avrà più il suo supporto.

Clicca qui per guardare il video diffuso da Burger King.