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Nikon sceglie una coppia omogenitoriale per la sua nuova campagna pubblicitaria

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Kordale e Kaleb sono due papà divenuti celebri grazie all'attenzione suscitata da una fotografia pubblicata su Instagram. Lo scatto, realizzato esattamente 12 mesi fa, ritraeva un normalissimo momento di vita familiare che mostrava i due genitori intenti ad aiutando le loro figlie a sistemarsi dopo il risveglio.
Ora la famiglia di Kordale e Kaleb è stata scelta come testimonial di "I Am Generation immagine", la nuova campagna pubblicitaria della Nikon. «Più di ogni altra, questa generazione parla attraverso le proprie fotografie -fa sapere l'azienda- Così abbiamo deciso di iniziare un viaggio ed inviare una fotocamera Nikon a sette persone che avessero qualcosa da dire per lasciare il segno».
La coppia ha raccontato come la loro vita sia cambiata data l'inaspettata popolarità acquisita, nonostante siano anche stati vittima di violenti attacchi omofobici da parte di alcuni gruppi estremisti. «Ci sono un sacco di persone che non ci conoscono- raccontano Kordale e Kaleb all'Huffington Post- così presumono che noi siamo pessimi genitori. Alcune persone pensano che i nostri figli siano confusi perché la loro madre non è coinvolta nella loro vita, ma non è vero. Ad esempio molte persone non sanno nulla della madre dei nostri figli e il rapporto che abbiamo con lei. Recentemente si è trasferita ad Atlanta e vede i bambini più di due volte al mese».
La coppia ha poi voluto precisare che «Le nostre figlie sono pronte per un nostro matrimonio, ma non riescono a capire le ragioni del perché non ci sia permesso di sposarci qui in Georgia. Questa è la vera ingiustizia. Tuttavia potremo insegnare grandi cose ai nostri figli, contribuendo a rendere questo mondo un posto migliore ed imparziale».

Clicca qui per guardare lo spot.


Kurt Hanger per Marcuse Swim

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Kurt Hanger è il volto scelto da Marcuse per la promozione della sua nuova collezione di costumi da bagno. I modelli in questione sono caratterizzati da un'ampia apertura laterale che possa renderli più confortevoli una volta entrati in acqua, evidenziando i muscoli delle gambe una volta tornati sulla terra ferma.
Il compito di sottolineare questo aspetto è stato affidato al fotografo Russell Fleming, pronto ad immortalare il modello Kurt Hanger mentre sfoggia alcuni modelli sulle coste australiane. Ed è forse il fisico atletico di quest'ultimo, unito ad aderenze e forme che offrono spunti all'immaginazione, a fare il resto del gioco e a creare una certa attenzione.

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Una famiglia omogenitoriale nella pubblicità di Granoro

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Mentre il sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari (Ncd) ha intrapreso una crociata contro la coppia gay mostrata in una pubblicità statunitense di Tiffany (arrivando addirittura a minacciare possibili azioni legali se oseranno portare in Italia investimenti legati a quella campagna), è una famiglia omogenitoriale quella scelta da Granoro per la promozione della propria pasta. Nella propria comunicazione l'azienda pugliese invita a dedicare il proprio tempo a chi si ama, mostrandoci l'immagine di quelli che appaiono due papà in compagnia del proprio figlio.
Da notare è come i commenti giunti sulla pagina Facebook di Granoro siano in maggioranza positivi, anche se non manca chi non ha perso occasione per ostentare posizioni integraliste.
Ignoti, invece, sono i motivi che hanno spinto l'azienda a scegliere quell'immagine: c'è chi sostiene possa essere una risposta a Barilla, chi non esclude possa trattarsi di una presa di pozione dinnanzi al modello esclusivista che la Regione Lombardia sostiene di voler imporre ai propri cittadini.
Fatto sta che ci troviamo dinnanzi all'estrema testimonianza di un Paese in cui la società civile chiede un cambiamento e dove la politica è il maggior freno al futuro.


Ab-stract, il nuovo video di Andrew Christian

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Che si tratti di una roulette o del gioco della bottiglia, la regola è sempre la stessa: si da una spinta ed è la fortuna a determinare le sorti del gioco. È proprio su questo meccanismo che si basa anche il nuovo nuovo video promozionale realizzato da Andrew Christian, dal titolo "Ab-stract".
Le immagini ci conducono all'interno di un locale locale (dove incontriamo lo stesso Christian nel ruolo di un improbabile addetto al guardaroba) dove i modelli della sua scuderia si dedicano ad un curioso gioco di società: una volta collocata una tela sul pavimento, una ruota elegge il nome di un ragazzo e la parte anatomica del corpo con cui dovrà lasciare un'impronta di vernice. Naturalmente non mancano anche gli impoveristi (forse auspicabili nel caso in questione, ndr) come il bere un chupito dal corpo di un altro ragazzo o lo scambiarsi un appassionato bacio.
Una volta finita l'opera, il tutto viene puntualmente autografato dai suoi autori. Magari qualcuno potrà anche nutrire dubbi sul valore artistico del risultato finale, ma è presumibile che nessuno oserà mettere in discussione la qualità del materiale utilizzato per la sua realizzazione.
Tra i modelli coinvolti nel video è possibile riconoscere i volti di Topher DiMaggio, Pablo Hernandez, Murray Swanby, Cory Zwierzynski, Peter Le, Rocky Santos, Brian Prince Roman e Jonny Manzanares. La regia è come sempre di Jeff White mentre la canzone in sottofondo è "I Like It I Like It" di Twirl.

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Anche una coppia gay nella nuova pubblicità di Tiffany

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«Prometti che non smetterai mai di completare le mie frasi o di cantare stonato, cosa che spesso mi inquieta? E che questa sarà la prima frase di una lunga storia che mai, mai avrà fine? Lo vuoi?». È questa la frase che accompagna l'immagine di una coppia gay in una delle nuove pubblicità di Tiffany.
Lo scatto è stato realizzato dal fotografo tedesco Peter Lindberg ed è parte di sette immagini che ritraggono svariati momenti d'amore di varie coppie. «Le foto sono una celebrazione dell'amore moderno mentre creano scene che mostrano come l'amore si presenta in una varietà di forme -ha dichiarato la portavoce dell'azienda Linda Buckley- Al giorno d'oggi, la strada per il matrimonio non è più lineare, e il vero amore può accadere più di una volta e in forme diverse».
L'azienda ha anche sottolineato come i due modelli ritratti non siano modelli professionisti ma una normalissima coppia incontrata per le strade di New York.


Justin Bieber è il nuovo volto di Calvin Klein

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La notizie era nell'area da tempo ma è stata ufficializzata solo ora con l'uscita dei primi scatti: Justin Bieber è il nuovo volto di Calvin Klein. Nel materiale diffuso il cantante canadese appare in alcuni scatti e in due video promozionali (uno dei quali lo vede in versione batterista in compagnia della modella olandese Lara Stone).
La nuova campagna pubblicitaria interesserà 20 paesi nei canali digital, outdoor e stampa. Gli organizzatori preannunciano anche che sarà molto incentrata sul digital e già da qualche mese è attiva l'iniziativa #mycalvins, un'iniziativa virale volta a raccogliere i selfie dei fan con addosso un capo firmato dal brand.
«Calvin Klein è un brand iconico e sono emozionato e onorato di poter entrare a far parte della storia di Calvin Klein con questa campagna. Sono un fan di lunga data del brand e indosso i loro jeans e il loro intimo da sempre, insomma è un sogno che diventa realtà -ha dichiarato Justin Bieber- È l'inizio di un nuovo emozionante anno per me, personale e professionale, e far parte di questa campagna è stata un'opportunità e un'esperienza fantastica».

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Arrivano i nuovi Chilli Boys

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Nell'aprile del 2013 la ChilliPie Made in Italy lanciò una campagna pubblicitaria decisamente insolita per il mercato pubblicitario italiano, caratterizzata da alcuni ragazzi aitanti e disinibiti che potessero ironicamente comunicare come gli accessori della collezione uomo non fossero stati concepiti con lo scopo di coprirsi, ma con quello di esprimersi.
Con l'arrivo della campagna 2014/15, l'azienda ha deciso di rilanciare quella linea comunicativa attraverso quattro nuovi ChilliBoys. Anche in questo caso gli scatti giocano sul contrasto fra immagini in bianco e nero contrapposte alla vivacità dei colori dei capi indossati, senza preoccuparsi troppo di mostrare anche qualche nudità. Non a caso, ricalcando le modalità a cui ci ha già abituato qualche stilista internazionale, sul loro sito è presente una sezione riservata in cui verranno progressivamente pubblicate, da qui a fine febbraio, tutte le nuove immagini della campagna.
Immancabili è anche il video di backstage pubblicato sulle varie piattaforme sociali, al quale presto si aggiungeranno anche dei veri e propri spot.
Da notare è anche come tutti i ChilliBoys siano modelli non professionisti, una scelta dettata dalla volontà di mostrare persone "vere" che non rappresentino mete inarrivabili ma persone comuni che potremmo tranquillamente incontrare nella nostra quotidianità.

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La squadra di hockey dell'università di Nottingham si spoglia contro l'omofobia

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È in continuo aumento il numero delle squadre sportive che decidono di alzare la voce contro l'omofobia nello sport. Anche i ragazzi della squadra di hockey dell'Università di Nottingham (in Inghilterra) hanno deciso di dare il proprio contributo attraverso un video realizzato in collaborazione con il sindacato studentesco e con il progetto Voice Your Rights.
«Ci mettiamo nudi per uno scopo -dicono- per combattere l'omofobia nello sport».
L'abitudine di partecipare senza veli a simili iniziative pare sia stata lanciata dai canottieri dell'università di Warwick, annualmente protagonisti dell'ormai celebre calendario finalizzato alla raccolta di fondi per la lotta all'omofobia. E se qualcuno non ha mancato di etichettare quell'iniziativa come puro esibizionismo o goliardia, è difficile non riflettere su come lo spogliarsi per un pubblico del proprio sesso presupponga una piena accettazione delle diversità e una serenità sul fatto che gli apprezzamenti ricevuto dal pubblico gay non siano altro che un complimento. Insomma, è il primo passo per chiedere di lottare contro l'omofobia dopo aver dato l'esempio in prima persona.

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Un sirenetto è il protagonista del nuovo spot della Ford

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Secondo gli stereotipi di genere, è l'uomo ad interessarsi alle automobili mentre la donna deve occuparsi della casa. Forse è questo il motivo per cui gli spot l'industria automobilistica ci hanno spesso e volentieri abituato a vedere ragazze prominenti che inducessero i maschietti all'acquisto o immagini di supermercati e seggiolini per bimbi che testimoniassero la praticità del veicolo alle femminucce.
Pare, però, che la sezione europea della Ford abbia deciso di infrangere gli stereotipi ed abbia scelto un sirenetto come protagonista del suo nuovo spot. Il giovane viene mostrato in tutta la sua prestanza fisica mentre esce dall'acqua ed attraversa la spiaggia fra gli sguardi concupiscenti dei presenti. Il tutto mentre l'interesse viene manifestato anche da alcuni uomini, seppur l'allusione non permetta di poter sapere con certezza se il motivo della loro curiosità sia il lato b del ragazzo (peraltro mostrato in un notevole primo piano) o l'autovettura che gli sta di fronte. Ma in fondo è proprio sul doppio senso che si gioca l'intero spot, pronto a chiudersi con un irriverente «Tieni le chiavi dove vuoi».

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Nudi per combattere lo stigma dell'HIV

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Lo stigma non colpisce solo le persone che vivono con l'HIV, danneggia tutti noi. È quanto afferma la campagna "HIV Stripped Bare" lanciata in Inghilterra dal GMFA's FS Magazine.
In un mondo sempre più caratterizzato dall'individualismo e dall'egoismo, il messaggio pare voler affrontare l'argomento da un lato meramente egoistico e si domanda come si possa sperare di ottenere onestà e trasparenza quando l'opinione pubblica ritiene che una persona con l'HIV abbia perso il loro proprio diritto ad una vita sentimentale felice o appagante. Oppure come si possa sperare che le persone si sottopongano ai tesi di prevenzione se la paura del risultato è bloccante?
Insomma, fino a quando rimarrà in vita lo stigma nel confronti delle persone con HIV, sarà veramente difficile riuscire ad ottenere risultati importanti nella prevenzione. Ed è bene notare come quella chiusura sia immotivata, dato che vivere con l'HIV non significa essere condannati, non significa essere "impuri" e non significa rappresentare un pericolo. L'HIV non è una questione di igiene personale o un giudizio morale, l'HIV è solo un virus e come tale dovrebbe essere trattato: serve informazione e trasparenza, non certo inutile paura e assurdi pregiudizi.
Ed è per comunicare questo messaggio che dodici ragazzi che vivono realmente con l'HIV hanno deciso di mettersi a nudo, fisicamente e figurativamente, nel raccontare le proprie storie. Le immagini sono state realizzate dal fotografo Chris Jepson.

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La provocazione del nuovo spot austriaco per la prevenzione dall'HIV

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L'Austria si è spaccata dinnanzi al nuovo video per prevenzione contro l'Aids diffuso dalle autorità. Realizzato in stile fumetto, il filmato è volutamente provocatorio in modo da attirare l'attenzione dei giovanni.
Se qualcuno spera di poter combattere le malattie sessualmente trasmissibili attraverso spot in cui il termine "preservativo" viene censurato per non infastidire i vescovi, il capo dell'agenzia pubblicitaria che ha curato la realizzazione del video non ha dubbi nel sostenere che «Solo così si riesce a dare una sveglia ai giovani».
Le immagini mostrano due gatti che hanno rapporti espliciti in un parco, ricordando al termine come ogni tipo di incontro vada bene purché lo si faccia con il cervello e con l'uso del preservativo. Inevitabile è notare anche come si sia scelto di seguire la strada già intrapresa dall'Ufficio della Sanità svizzera nello scegliere di suggerire le precauzioni in in clima che non rappresenti una forma di giudizio versi chi sceglie una sessualità libera ed incontri occasionali.

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Loveyourself, la campagna di sensibilizzazione per la prevenzione dell'Aids

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Il 1° dicembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale per la Lotta contro l'Aids. La ricorrenza è stata scelta perché primo caso di Aids è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981 e si è scelto quell'anniversario come occasione importante per denunciare, diffondere informazioni e accrescere la coscienza dell'epidemia mondiale di Aids dovuta alla diffusione del virus HIV.
Circomassimo-Arcigay e Arcilesbica Ferrara è da sempre in prima linea per sostenere questa importante causa attraverso iniziative di forte richiamo come le cartolina di sensibilizzazione realizzate da giovani artisti della grafica, della pittura o della fotografia.
La campagna "Loveyourself" si è arricchita quest'anno della collaborazione di decine di sostenitori dell'associazione che hanno deciso di prestare il proprio volto dopo aver realizzato un selfie indossando qualcosa di rosso: le immagini realizzate sono state selezionate dalla fotografa Matilde Morselli e sono stati utilizzati per vestire i corpi nudi di due modelli immortalati durante un abbraccio complice e spontaneo.
Sono nate così quattro nuove cartoline che saranno distribuite gratuitamente a Ferrara assieme ad altro materiale informativo dai volontari e dalle volontarie di Arcigay e Arcilesbica.

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L'immaginario di Andrew Christian: così i poliziotti lavano la volante

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L'impressione è quella di un ritorno al passato. Nell'immaginario di Andrew Christian il lavaggio auto da parte di ragazzi muscolosi e disinibiti ha sempre avuto un posto d'onore (si va dall'originale "Car wash" del 2012 al remake in versione Miami del 2013) ed ora lo stilista ha pensato bene di coniugare quell'ambientazione con un'altro elemento ai vertici dell'immaginario erotico collettivo: gli uomini in uniforme.
L'occasione si è presentata con la realizzazione del suo nuovo video promozionale, dal titolo "Police car wash". Come intuibile, le immagini ci catapultano in un lavaggio aiuto in cui una serie di poliziotti si cimentano del lavaggio di una volta del pronto intervento. Il tutto, ovviamente, senza alcuna inibizione.
Tra i modelli coinvolti incontriamo Topher DiMaggio, Brian Prince Roman, Rocky Santos, Murray Swanby, Cory Zwierzynski, Prince Roman e Peter Le And Jonny Manzanares (vincitore del campionato di pole dance organizzato dallo stilista). Come consuetudine la regia è stata curata da Jeff White.

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Il nuovo spot anti-omofobia di Buenos Aires

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In Argentina l'omofobia è un problema reale e tangibile, ma è difficile non notare come ci sia volontà nel cercare di cambiare le cose. Le nozze gay sono legali, le coppie gay possono partecipare ai mondiali di tango e la Costituzione tutela identità di genere ed orientamento sessuale.
Di contro c'è la propaganda lanciata dai gruppi evangelici, spesso pronti a ricorrere a biechi stereotipi pur di alimentare la discriminazione. Ed è forse per sfatare alcuni di quel falsi miti che in una nuova compagna pubblicitaria si sottolinea come l'omosessualità sia parte di una persona e non possa essere appresa o trasmessa. Nel video, realizzato dal sottosegretariato per i diritti umani e il pluralismo culturale di Buenos Aires, si affrontano tanti altri temi per spiegare l'assurdità del voler ridurre la sessualità umana a due soli stereotipi, ancor più quando si utilizza quel pretesto come forma di odio verso gli altri. Il tutto per sottolineare come lo stato esiga la piena uguaglianza di ogni cittadino, tutti diversi fra loro ma uguali dinanzi alla legge.

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La tigre della Kellogg's sostiene i diritti lgbt

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È l'American Family Association ad aver portato l'attenzione sulla sponsorizzazione che la Kellogg's avrebbe offerto alla recente marcia dell'Atlanta Pride. nell'annuncio è visibile la nota mascotte dell'azienda e una la scritta: «Alla Kellogg's abbiamo una cultura in evoluzione che rispetta ed accetta l'orientamento sessuale, l'identità di genere e l'espressione di genere dei dipendenti, in modo che tutti possono essere autentici e pienamente occupati».
Il messaggio è inequivocabile, anche l'associazione omofoba non ha mancato di travisare il tutto per sostenere che l'uso della mascotte fosse indirizzata al tentativo di "convertire" in gay i bambini (poi finendo per proporre il solito boicottaggio con cui gli omofobi tentano di imporre il proprio pensiero unico di esclusione). Ma si sa che solo menti perverse e malate potrebbero trovare simili argomentazioni dinnanzi ad un semplice uso di una mascotte da parte dell'azienda proprietaria, motivo per cui quelle polemiche appaiono facilmente fini a sé stesse. E ciò non deve distogliere toglie l'importanza dell'ennesimo esempio di un'azienda che ha deciso di schierarsi apertamente a favore dei diritti gay.
Il tutto anche con una certa ironia, soprattutto se si considera come il fondatore della kellogg's -John Harvey Kellogg- si dichiarasse così fortemente ispirato dalla sua fede religiosa da sostenere l'astinenza sessuale (si rifiutò sempre anche di consumare rapporti con la moglie) e da finanziare campagne contro la masturbazione e altre forme di «eccessi». Insomma, la storia racconta come tutto possa cambiare e come possa esserci la speranza per un futuro in cui le persone verranno giudicati per le proprie gesta e non per ciò che fanno nel loro letto.


Vodafone lancia il primo spot omogenitoriale italiano

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«Bisogna avere pazienza. Ci vuole tempo. Dobbiamo fare un passo alla volta. Ma magari invece no. Magari invece è arrivata l'ora di avere coraggio». È attraverso la voce di Fabio Volo che la Vodadone lancia un messaggio coraggioso ed inequivocabile, accompagnate dalle immagini che mostrano due donne in attesa di una bambina. È la prima famiglia omogenitoriale mai apparsa in uno spot televisivo italiano.
Inutile a dirsi, l'azienda pare lanciare un messaggio chiaro anche alla politica italiana, troppo spesso pronta a trincerarsi dietro la necessità di compromessi e la scusa della necessità di non azzardare troppo per non scontentare nessuno. Ma di certo non è così che si potrà arrivare ad una svolta, come testimoniano i vari Paesi che hanno compiuto scelte più coraggiose nel preferire i diritti per tutti a chi chiedeva dei privilegi per alcuni. È arrivata l'ora di avere coraggio.

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Due drag queen sono le protagoniste del nuovo spot di Starbucks

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La nota catena di caffetterie Starbucks ha scelto due drag queen come protagoniste della sua nuova campagna pubblicitaria. La scelta è caduta su Adore Delano e Bianca Del Rio, due volti noti della televisione statunitense grazie ad American Idol e RuPaul's Drag Race.
Il video è stato prodotto in collaborazione con Out Tv e raffoza l'impegno pro-lgbt della catena, già finita nel mirino del boicottaggio da parte del National Organisation for Marriage a causa del suo appoggio all'approvazione del matrimonio egualitario a Washington nel 2012. L'amministratore delegato Howard Schultz, però, si rifiutò di interrompere il suo impegno e dichiarò come «Non tutte le decisioni devono per forza avere una ragione economica». Agli azionisti che lamentarono come il boicottaggio avesse portato ad un rallentamento dell'espansione della catena, Schultz si limitò a dire che nessuno gli impediva di vendere le proprie quote azionarie.
Puntuale come un orologio svizzero, l'associazione omofoba non ha mancato di lanciare un contrattacco anche alla nuova campagna gay-friendly. In particolare è il pastore James David Manning ad aver realizzato un video in cui sostiene che «I negozi Starbucks sono una fonte di diffusione di ebola e di altre malattie a causa della clientela che li frequenta. In particolare i sodomiti che frequentano Starbucks, che siedono lì con i loro computer in quello che è anche un luogo di incontro... e si scambiano un sacco di fluidi corporei, scuotono le mani e se le stringono». Sono ad oggi solo i leader religiosi liberiani avevano osato spingersi a sostenere l'esistenza di una correlazione fra l'omosessualità e la diffusione dell'ebola... ma al peggio e all'indecenza non c'è mai fine.

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Forgive Me, Father

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Alla fine hanno vinto loro. I vari gruppi estremisti che hanno cercato in ogni modo di diffondere l'idea che omosessualità e religione non possano coesistere sono riusciti nel loro intento. E se i Vangeli traboccano di brani che sottolineano come ogni persona debba guardare a sé (si pensi anche solo alla parabola della trave e della pagliuzza o a quella del figliol prodigo), grande successo hanno ottenuto quanto hanno suggerito una "scorciatoia" per il regno dei cieli, non più da conquistare con un impegno personale ma promesso sulla base dell'odio che si riversa verso i propri fratelli. Il tutto con un gran risparmio di tempo e fatiche (vuoi andare a prostitute? Fallo, basta che poi tu dica che un gay non deve sposare il compagno con cui ha condiviso quarant'anni di vita e siamo a posto).
Ed è così qualcuno parla di guerra aperta, anche a fronte di un silenzio assordante da parte della Chiesa. Il tutto quasi come se la figura di riferimento fosse quella Caino, artefice della sorte del fratello ma pronto a far finta di non saperne nulla (un po' come chi alimenta l'odio omofobico per poi negare qualsiasi responsabilità quando si verificano dei suicidi o dei gesti violenti).
All'interno della comunità gay c'è chi ha ancora speranza e chiede rispetto per la religione, altri hanno perso la pazienza e puntano il dito verso tutti quei personaggi che non hanno certo il medesimo riguardo nei confronti delle minoranze. Tra quest'ultimi parrebbe rientrare anche lo stilista Andrew Christian che, attraverso uno dei suoi celebri video, ha voluto accostare l'ambiente ecclesiastico alla festa di Halloween. Il tutto con bibbie usate come armi e testi sacri che vengono ricoperti del sangue che qualcuno versa appellandosi al loro contenuto.
Senza ombra di dubbio si tratta di uno dei video più controversi mai firmati dallo stilista che, sfiorando la blasfemia, pare voler lanciare un urlo contro l'ipocrisia di un certo ambiente ecclesiastico.
Tra i modelli coinvolti incontriamo Rocky Santos, Murray Swanby, Cheddy Oakafor, Cory Zwierzynski, Pablo Hernandez, Steven Andrade, Kevin Benoit, Luis Gonzalez e Jonny Manzanares.

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Anche un matrimonio gay nel nuovo spot di Android

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Si sa che a livello comunicativo Google è particolarmente attento alle coppie gay e in uno spot dedicato all'inclusività (forse proprio in opposizione all'immagine di esclusività dei clienti Apple) non poteva mancare anche una coppia gay.
L'occasione è giunta con il video promozionale di Android (il sistema operativo per smartphone sviluppato da Mountain View), pronto a mostrare varie forme di famiglie e di persone. Fra loro anche un giovane che, circondato dagli amici, ha chiesto la mano al suo compagno.
Il momento scelto, inoltre, appare anche come un chiaro riferimento alla situazione degli Stati Uniti, nei quali il matrimonio fra persone dello stesso sesso sta diventando una realtà in quasi tutti gli stati, motivo per cui è bene che si inizi a familiarizzare con quella realtà.

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La pubblicità di Athea che celebra Bologna e le prime trascrizioni di matrimoni gay contratti all'estero

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«Tra marito e marito mettici il trito». È questo lo slogan scelto da Althea per una nuova pubblicità volta a celebrare le prime trascrizioni bolognesi di matrimoni fra persone dello stesso contratti all'estero (il riferimento, infatti, al loro sugo alla bolognese).
L'azienda non è certo nuova a simili prese di posizione: nel dicembre del 2012 fecero scalpore i suoi spot televisivi in cui erano inclusi anche gli amori fra due uomini e due donne. Quelle immagini vennero trasmesse per due settimane anche sui canali generalisti, seppur fece discutere come fossero stati relegati all'esterno della fascia protetta (quasi ci potesse essere qualcosa di scandaloso dinnanzi ad un semplice bacio).
Nel settembre del 2013, in seguito alle polemiche scoppiate attorno alle dichiarazioni rilasciate ai tempi da Giudo Barilla, Althea tornò a prendere una pozione netta attraverso una nuova campagna pubblicitaria volta a sottolineare come due uomini che si amano formino a tutti gli effetti una «famiglia». Ed oggi, ancora una volta, l'azienda è tornata a mettere l'accento sulle parole, ribadendo come due uomini sposati all'estero siano «marito e marito».

Clicca qui per vedere la pubblicità di Althea.