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In rete spuntano le immagini di Davey Wavey nudo. Lui replica: «Non ne sono rammaricato»

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Davey Wavey è un modello e un appassionato di fitness, ma il mondo lo conosce principalmente come youtuber grazie ai divertenti video riguardanti il mondo gay che è solito pubblicare sul proprio canale.
Da circa un anno su Internet circolano una serie di immagini private che lo ritraggono nudo e in posizioni sessualmente esplicite. Ed è proprio riguardo a quel materiale che il ragazzo ha deciso ora di rompere il suo silenzio e di rispondere a quanti hanno immediatamente parlato di uno "scandalo". Attraverso un video pubblicato su YouTube, Davey ha chiarito che non gli dispiace affatto che qual materiale sia divenuto di dominio pubblico.
«Tutti abbiamo un pene (o una vagina) -ha sostenuto- Il nostro corpo è troppo bello per lasciarlo coperto. È opera di Dio, dell'universo o di chiunque vogliate. Le fotografie non mi imbarazzano, le ho fatte da giovane. E se qualcuno mi dice che dovrei vergognarmi e che sono inappropriate, io rispondo: non guardarle!».
Viene da sé, infatti, che lo scandalo stia negli occhi di chi guarda, a fronte di immagini che non sono parte della sua sfera pubblica ma di quella privata, specchio di una sessualità che tutti noi abbiamo. Certo, un po' di curiosità è naturale, forse anche un po' di chiacchiericcio da bar, ma la condanna morale è tutt'altra cosa. Raggiunta l'età adulta, infatti, bisognerebbe sapere che i veri scandali sono altri e che forse non c'è nulla di così strano in un un ragazzo che si è fotografato nudo in un'epoca dove la fotografia digitale è talmente diffusa da poter quasi ritenere assurdo che qualcuno possa non averla utilizzata per giocare con il sesso. Tant'è che lo stesso Davey ha aggiunto: «Davvero c'è qualcuno che è sorpreso dal fatto che su Internet ci siano alcune mie fotografie nudo? Intendo dire, davvero...».

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Boyfriend Twin, il sito dedicato ai fidanzati così simili tra loro da sembrare gemelli

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Tutti noi conosciamo la figura di Narciso, il personaggio mitologico innamoratosi della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d'acqua. Ben meno noto è come ad alcuni sia davvero capitato di innamorarsi della propria immagine, o quantomeno a persone che paiono incredibilmente somiglianti ad essa.
Di questo si occupa un sito chiamato Boyfriend Twin, creato con lo scopo di raccogliere un'ampia collezione di fotografie ritraenti alcuni coppie di fidanzati così simili a sé da apparire quasi dei fratelli gemelli. Insomma, la vera antitesi della teoria secondo cui gli opposti si attraggono.

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Gli studenti dell'Uva celebrano il valore della diversità

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È con l'obiettivo di rendere sempre più inclusiva la cultura dominante dell'ateneo che l'università Uva della Virginia (Stati Uniti) ha chiesto ai propri studenti di realizzare degli scatti in grado di celebrare il valore diversità.
Una diversità che non può che apparire familiare a molti in una struttura nata con lo scopo di accogliere ragazzi provenienti dai quattro angoli del pianeta, indipendentemente da razza, etnia, religione ed orientamento sessuale. Ma nonostante l'ambiente appaia "protetto", nei messaggi si legge come molti di loro abbiano vissuto sulla propria pelle la piaga della discriminazione e come l'atteggiamento di altri possa far sperare in un futuro migliore per tutti.
C'è ad esempio la foto della squadra di nuovo, nella quale i ragazzi mostrano il messaggio: «Due di noi sono gay. Agli altri tre non interessa». C'è una ragazza di colore che assicura che l'ultima volta che ha controllato come si chiamasse era certa che non fosse «neg**a» e c'è un'altra ragazza che non ha dubbi che l'amore sia amore, indipendentemente dai sessi
Le immagini realizzate sono poi state raccolte sul sito #We Are All UVa ed hanno iniziato da subito a divenire virali in tutta la rete.

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Il ragazzo con tre testicoli accende l'interesse di Reddit

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Dopo l'uomo con due peni, è un ragazzo con tre testicoli ad aver riacceso la curiosità degli utenti di Reddit.
Anche la modalità appare la stessa, con la pubblicazione di un'immancabile fotografia con cui dimostrare le proprie parole e una serie di lunghi botta e risposta fra i commenti. L'unica differenza è che in questo caso il ragazzo afferma di aver dovuto attendere con ansia il compimento dei diciotto anni d'età prima di poter finalmente pubblicare sul popolare social network l'immagine di quella curiosa anomalia.
Ed è proprio di curiosità che bisogna parlare, perlomeno stando al tenore dei commenti che si leggono, tutti caratterizzati da un forte interessamento verso un qualcosa che non si era mai visto dal vivo e da domande legate alle implicazioni fisiche che ne sarebbero potute derivare.

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Il nuovo ceo di Firefox si scusa aver finanziato la campagna californiana contro i matrimoni gay

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Il programmatore statunitense Brendan Eich (noto anche come il creatore del linguaggio JavaScript) è il nuovo ceo di Mozilla, una fondazione nota soprattutto per la realizzazione del browser web Firefox. Ai loro progetti contribuiscono su base gratuita e volontaria milioni di programmatori sparsi per il mondo, tutti entusiasti di far parte della filosofia open source.
Ed è proprio questo il motivo per cui in molti hanno storto il naso nell'apprendere che nel 2012 Brendan Eich contribuì alla campagna californiana per mantenere in vigore il divieto dei matrimoni fra persone dello stesso sesso. In una comunità ispirata alla libertà e alla condivisione, quella posizione di chiusura ai diritti altrui è subito apparsa come una negazione della filosofia stessa del progetto.
Dal canto suo la Mozilla Foundation ha subito preso le difese della nomina, sostenendo che «Eich è sempre stato particolarmente impegnato a rispettare la diversità nell'orientamento sessuale e delle credenze all'interno della comunità e in tutte le attività legate ai progetti».
Lo stesso neo-ceo si è trovato a dover rompere il suo silenzio, affermando che «È un mio personale impegno quello di lavorare ad nuove iniziative che possano raggiungere quanti si sentono esclusi o che sono stati emarginati con modalità che rendono difficile il loro contributo all'open source. So che alcuni saranno scettici e che le parole da sole non cambierà nulla, ma posso solo chiedere il vostro sostegno per avere il tempo di mostrarlo con i fatti. E nel frattempo esprimo il mio dispiacere nell'aver causato dolore [attraverso il mio sostegno alla compagna contro i diritti dei gay]».


Combattere il tumore ai testicoli con un calzino: ecco #cockinasock

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Il cancro ai testicoli è il tumore più comune nei maschi americani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. Un controllo di routine è spesso un sistema sufficiente per per intervenire tempestivamente in caso di problemi, ma troppo spesso è la vergogna o il pudore a disincentivare il parlare con i medici di certe parti del proprio corpo.
Proprio per dimostrare che non c'è nulla di cui vergognarsi (e per lanciare una campagna di raccolta fondi a favore della ricerca) che su Instagram è nata una campagna chiamata #cockinasock.
Così come il nome stesso suggerisce, chiunque vi prenda parte si fa fotografare nudo mentre copre le sue parti basse con un semplice calzino. L'iniziativa è presto approdata anche su Twitter e fra le prime adesioni non mancano anche nomi celebri (come Ben Vivian-Jones, Lloyd Daniels, le star di Towie e l'ex concorrente di X-Factor Uk Marlon McKenzie).

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Twitter dedica una settimana ai più bei musei d’Europa

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Dal 24 al 30 marzo 2014 Twitter proporrà la prima #MuseumWeek, un'iniziativa che si ripropone di coinvolgere e riunire tutti gli appassionati d'arte d'Europa. La settimana si articolerà in diverse giornate a tema che sarà possibile seguire attraverso l'hashtag #MuseumWeek
«La #MuseumWeek -fanno sapere dal social network- connetterà direttamente le persone con le strutture museali, con le opere d’arte, con la storia e le scienze, in un modo nuovo e interattivo, consentendo un accesso diretto ad alcuni fra i principali musei d’Europa e alle persone dietro a queste realtà. Oltre a interagire e coinvolgere i follower, la #MuseumWeek fornirà alle istituzioni partecipanti tutti gli strumenti necessari per raggiungere un nuovo pubblico e prendere parte a una conversazione ben più ampia».
Tra i musei coinvolti figurano la Tate Modern Gallery, la Leeds Cultural Institutions, il Museo del Louvre, il Museo d'Orsay, il Chateau de Verasailles, il Museo del Prado, la Fundación Dalí, il Museo Picasso e il Reina Sofía. All'appello non mancheranno anche realtà italiane, come il Sistema Museale di Roma Capitale, il Museo del Novecento, il Museo delle Scienze di Trento e il Palazzo Madama di Torino.


Marry me, un nuovo video australiano per il riconoscimento dei matrimoni gay

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Si intitola "
Marry Me" ed è un video realizzato da Elvis Di Fazio in occasione del Mardi Gras australiano di quest'anno. Inserito all'interno della campagna a favore del riconoscimento dei matrimoni fra persone dello stesso sesso, il filmato si presta ad innumerevoli interpretazioni.
La storia parte dal suo epilogo, ossia dal matrimonio fra due ragazzi, prima di esplorare i fatti che hanno portato a quel lieto fine. Ed è così che incontriamo il protagonista, un ragazzo invidioso delle coppie etero e alla spasmodica ricerca dell'amore che irrimediabilmente si imbatte sempre e solo in storie di puro sesso (forse anche a causa delle modalità con cui le ha cercate). La situazione lo porterà a stare male, a litigare con la famiglia e a divenire quasi apatico rispetto a ciò che gli accade attorno.
Il tutto fino a quando non incontrerà per puro caso l'uomo che sarà essere ciò che lui ha sempre cercato, un compagno di vita capace di donargli l'equilibro e di fargli abbandonare la rabbia che si era impadronita di lui. Immancabile c'è anche la ripresa di un rapporto con i genitori e con gli amici, sino a quando non giungerà una proposta di matrimonio, simbolo della voglia di assumersi un impegno di coppia duraturo.
Ad interpretare il tutto incontriamo Mathew Clarke (il protagonista), Adam George (il suo futuro marito), Lorraine Young (la madre), Frank Stead (il padre), Hayley Maher (la sorella), Anthony Berezansky e Bianca Reass (la coppia etero), Darren Moss (il ragazzo al bar) e Dale Greenwood, Jean Paul Jr, Johnnie Junior, Andreas Arvanitis, Jeremy Yong (gli amanti per una notte). La musica di sottofondo è "Same Love" di Macklemore e Ryan Lewis. L'idea è di Gary Leeson.

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Valerio Pino nudo frontale su Instagram

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Era il maggio del 2012 quando Valerio Pino si mostrò senza veli per la prima volta su Twitter. Quella nudità non integrale, però, si rivelò ben presto l'inizio di una vera e propria escalation: di volta in volta il ballerino continuò a rilanciare immagini sempre più esplicite, dai filmati delle sue docce, al suo risveglio e dalle fotografie del suo pene ricoperto con una buccia di banana a quelle ritraenti parte di esso. Nel luglio 2012 arrivò anche mostrarsi quasi in modo integrale, ma il passo successivo (una foto totalmente priva di impedimenti visivi) non arrivò mai: Pino raccontò di aver perso la memoria e minacciò di non cinguettare più in italiano su consiglio dei suoi legali.
Per quanti fossero rimasti delusi da quel brusco stop, a sorpresa oggi arriva quello scatto tanto atteso. Senza motivazioni particolari, infatti, è attraverso Instagram che Valerio Pino ha pubblicato un set di cinque fotografie notturne che lo ritraggono completamente nudo (tra cui una che lo mostra frontalmente). Il tutto condito con hashtag particolarmente espliciti (#baciamiTutto, #dimmiKmiVuoi, #ValerioPinoHaVoglia, #TuSeiMio...).
L'immagine più esplicita risulta ora essere stata rimossa dal social network per violazione delle condizioni d'uso, ma la sua permanenza è durata a sufficienza perché iniziasse a diffondersi a macchia d'olio su tutta la rete.

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Gaylands, un nuovo social network dedicato alla comunità gay

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Si chiama Gaylands ed è un social network dedicato ai gay nato nel luglio del 2013. L'idea è di replicare la struttura, la grafica e le funzioni di Facebook, pur assicurando a tutti una maggiore discrezione: se sul social network di Zuckerberg è facile ritrovarsi a condividere notizie anche con parenti o colleghi di lavoro, Gaylands si vuol porre come un ambiente "protetto" in cui poter essere sé stessi anche se magari non si è dichiarati o se non ci si vuol mettere troppo in gioco su canali pubblici.
Tra gli strumenti offerti non mancano la chat, la videochat, le pagine, i forum, le bacheche e le immancabili gallerie fotografiche. C'è anche uno spazio pubblico in cui socializzare con gli altri utenti e uno staff particolarmente presente ed entusiasta (l'impressione è che difficilmente ci si sentirà abbandonati a sé stessi, così come sottolineato anche da un servizio di assistenza che prevede un numero di centralino, il servizio di assistenza e supporto anche su Skype ed un numero di cellulare diretto per Whatsapp).
L'iscrizione è gratuita (basta visitare l'indirizzo www.gaylands.it) e l'accesso è garantito sia tramite computer desktop, sia con un'interfaccia ottimizzata per la navigazione mobile ed un'applicazione per i dispositivi Android.

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Italian Gay Blogger Awards 2014: ecco i vincitori

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Dopo 15 giorni esatti di votazione, la seconda edizione dell'Italian Gay Blogger Awards è giunta alla sua fase finale con la proclamazione dei vincitori. Ed è così che i votanti hanno voluto premiare Gayburg nella categoria attualità (grazie! ndr), Jimi Hendrix in paradise per il gossip, Il mondo espanso dei romanzi gay nella sezione libri, Italian queer moovies per cinema e TV, Cento chili di caos per i suoi racconti, Mouse Trip per la fotografia, Gente della palestra per i suoi disegni, M on Stage per la moda, TrashItaliano per l'umorismo e The Gay Drawer come miglior blog dedicato ai soli adulti.
Tra i premi speciali, invece, la notizia che ha riscosso il maggior successo è l'approvazione dei matrimoni gay in Francia, così come è Osvaldo Supino ad esserci aggiudicato il titolo di "self made gay". Ma il vero trionfatore è probabilmente Carlo Giuseppe Gabardini, eletto personaggio gay dell'anno quasi un terzo delle preferenze.


Facebook difende i gruppi omofobi?

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È al grido di «10 100 1000 Putin» che su Facebook ha riaperto i battenti la pagina "No ai matrimoni gay". Era stata chiusa qualche tempo fa per intimidazione e incitamento all'odio ma, nel pomeriggio di oggi, chiunque l'ha segnalata si è visto recapitare un messaggio in cui il social network informava di aver rivisto la propria decisione e di aver scelto di ripristinato la pagina dato che «abbiamo stabilito che non viola i nostri Standard della comunità».
I contenuti trattati sono i classici temi da propaganda omofoba: si va dagli insulti gratuiti alle volgarità e dai finti studi scientifici agli inneggiamenti verso l'estrema destra. Anche gli apprezzamenti risultano un classico e nell'elenco figurano gruppi a sostegno del razzismo e della xenofolia, gruppi neofasicisti, partiti politici di destra (da Forza Nuova a Forza Italia), Povia, Savini e vari gruppi cattolici.
Ma quel che più stupisce è come Facebook abbia ritenuto di dover tornare sule proprie scelte per riaprire una pagina che pare creata con l'unico scopo di offendere i gay, ancor più considerato come quella non sia non stata una scelta unica e isolata: lo stesso trattamento, infatti, si è visto nei confronti di numerose altre pagine omofobe (come, ad esempio, quella della sedicente psicologa che voleva organizzare ronde di pestaggio dei gay: il suo profilo è stato più volte chiuso e poi sempre puntualmente riaperto contrariamente a quanto accaduto a chi ha contestato le sue tesi).
Non appare dunque un caso se uno dei personaggi più omofobi del social network, onnipresente in ogni gruppo in cui si possa insultare un gay, ha salutato la riapertura della pagina vantandosi di come le segnalazioni fatte a Facebook non servano a nulla: «Guarda me -scrive- sono mesi che organizzano segnalazioni e non hanno concluso nulla». E si consideri che si sta parlando di una donna che ha tranquillamente inneggiato all'uccisione dei gay e che, fra un'immagine sacra e la condivisione di una fotto di Radio Maria, non esita a definire «eroina del terzo millennio» Ekaterina Zigunova (la donna che torturava i gay russi insieme a Maxim Martsinkevich, arrestato lo scorso gennaio per quei crimini).
E allora c'è da chiedersi che senso abbia che Mark Zuckerberg vada a sfilare al Gay Pride di San Francisco quando la sua creatura è la culla in cui coltivare l'omofobia? Basta qualche ora di analisi della situazione per accorgersi che tutto il materiale di istigazione all'odio omofobico è prodotto da pochi (pochissimi!) personaggi che hanno creato una rete di pagine e gruppi, spesso molto interconnessi far di loro: fermarli non sarebbe un'impresa titanica... ma nel momento in cui si sceglie di non farlo e si legittima la loro esistenza, una responsabilità delle conseguenze qualcuno se la deve pur prendere!


Milano Gay Life, l'app per scoprire la movida milanese

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Si chiama Milano Gay Life ed è un'applicazione per smartphone ideata da quattro giovani startuppers milanesi. L'idea è di fornire uno strumento con cui conoscere e selezionare gli eventi gay in programma nella città meneghina, con descrizioni, immagini e quant'altro possa servire per scegliere l'evento più adatto a sé.
«Nonostante oggi città come Milano e Roma abbiano molto da offrire in termini di intrattenimento lgbt -ci raccontano i suoi creatori- è sempre molto difficile monitorare tutte le serate ed eventi in programma ed organizzarli in modo tale da offrire ai clienti un modo semplice e veloce per accedervi. Inoltre, molti locali aperti un tempo possono essere oggi chiusi o, al contrario, possono essersi rinnovati ed offrire quindi diverse serate che non vengono però adeguatamente pubblicizzate. Gay Life ha come obiettivo quello di porre fine a questo divario informativo aggiornando istantaneamente tutto ciò che riguarda l'intrattenimento gay friendly di Milano e, successivamente, di altre città in Italia e nel mondo».
L'applicazione è già disponibile su Google Play ed Apple Store. Per installarla o per maggiori informazioni è possibile visitare il sito ufficiale.

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I pronostici di Ebuzzing per la notte degli Oscar

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Le buste con i nomi dei vincitori verranno aperte solo nel corso della cerimonia di domani, ma qualcuno ha già cercato di conoscere in anticipo chi si aggiudicherà gli Oscar 2014.
L'idea è venuta ad Ebuzzing, una tra le più importanti tech company europee nel mercato del video online, che ha sfruttato un proprio software per monitorare tutti i tweet degli utenti europei che parlavano di nomination agli Oscar. Incrociando i dati con il numero di condivisioni effettuate a partire dal 16 gennaio scorso (date in cui sono state annunciate le nomination) si è tentato di identificare quali siano gli attori, le attrici e i film preferiti dagli utenti Internet. Come già constatato lo scorso anno, si presume che ci sia una forte correlazione tra le "chiacchiere online" nei social media e i vincitori ufficiali decisi dai 6.000 votanti dell'Academy Awards.
Secondo i dati generati dall'algoritmo, il premio come migliore attore andrà Leonardo Dicaprio per "Wolf of Wall Street", la miglior attrice protagonista sarà Meryl Streep per "August Osage County", il miglior regista sarà Steve Mcqueen con "Twelve Years a Slave" e il miglior film sarà "Gravity" con Sandra Bullock e George Clooney
Andrea Febbraio, co-fondatore e CEO di Ebuzzing Italia, ha dichiarato: «L'Ebuzzing Labs è utilizzato ogni giorno per studiare -durante le campagne di video advertising online- qual è il sentimento o opinione degli utenti rispetto a un brand. Spesso è anche sfruttato per studiare cosa pensa l'opinione pubblica di argomenti di rilevanza politica, economia e/o sociale così com'è avvenuto durante elezioni politiche o altre cerimonie di premiazione. Oggi siamo felici di annunciare che Leonardo DiCaprio, Meryl Streep, Steve McQueen e Gravity sono i vincitori degli Oscar prima di tutto nei social media. Loro i veri protagonisti delle conversazioni online. A loro affidiamo il premio pre-buzz su Twitter e Facebook. Per questo ci auguriamo che le nostre previsioni non siano poi così distanti dai vincitori effettivi che saranno annunciati il 2 di marzo».


La rete scommette su Steve Grand

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Come modello avrebbe potuto raggiungere mete invidiabili, ma la grande passione di Steve Grand era la musica country e il suo sogno era quello di poter cantare le normali storie d'amore di un ragazzo gay. Ed è così che -grazie ad una tenacia tenacia tipica solo di chi ha ben chiari i propri obiettivi- il giovane 23enne di Chicago ha usato Internet per far conoscere il suo brano d'esordio. Il suo talento non è passato inosservato e pubblico e critica gli hanno riservato un'accoglienza trionfale, degna degli artisti più affermati.
In un simile contesto sarebbe stato facile aspettarsi che le etichette discografiche avrebbero fatto la fila per scommettere su un giovane dato ormai per vincitore, ma così non è stato. Nessuno gli ha proposto un contratto.
Steve non si è certo perso d'animo ed è tornato a collegarsi a quella rete che gli ha garantito il successo, questa volta per lanciare un crowdfunding (un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni) con cui finanziare il suo primo album. La risposta non si è fatta attendere ed in meno di ventiquattr'ore ha raccolto più di quanto aveva chiesto, raggiungendo la ragguardevole cifra di 115.000 dollari.
La sua prima reazione è stata affidata alla sua pagina Facebook, sulla quale ha scritto: «L'avete fatto! Io non so cosa dire in questo momento. Voi, ragazzi, siete incredibili Sono incredulo e grato per il vostro slancio di amore e di sostegno! Avete davvero dimostrato quanto credete in me e io non vi deluderò! Mi avete permesso di farlo! Vi amo tutti!».

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È tornato l'Italian Gay Blogger Awards

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È partita la seconda edizione dell'Italian Gay Blog Awards, un concorso creato da un gruppo di blogger con lo scopo di promuovere e premiare il lavoro di chi dedica il proprio tempo e le proprie energie alla creazione di una blogosfera lgbt italiana.
La principale novità di quest'anno è stata la creazione di una giuria di qualità, incaricata di identificare i blog da inserire in nomination al fine di permettere al grande pubblico di potersi immediatamente addentrare nel vivo della sfida attraverso la fase della votazione. Sino al 12 marzo, infatti, sarà possibile esprimere le proprie preferenze visitando il sito dell'iniziativa. L'occasione potrà essere sfruttata anche per conoscere anche realtà meno conosciute (ma non per questo meno meritevoli) o per premiare chi giorno dopo giorno ci tiene compagnia con le proprie pubblicazioni.
Oltre alle consuete categorie tematiche saranno presenti anche aree speciali dedicate ai personaggi lgbtq che con le loro azioni hanno aiutato a sdoganare l'omosessualità, a chi è stato in grado di farsi da solo o alle notizie che maggiormente ci hanno colpito.
Da segnalare, infine, è come alcune associazioni abbiano offerto la propria disponibilità nella diffusione e promozione dell'iniziativa. Tra queste figurano Arcigay Palermo, I mondi Diversi No Profit, Arcigay Napoli, Arcigay Salerno e il programma radiofonico Gayday2.

Clicca qui per visitare il sito dell'iniziativa.


Ecco cosa vedremmo se la storia della comunità lgbt russa fosse un film di Facebook

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Per celebrare il suo decimo compleanno Facebook ha introdotto la possibilità di creare dei brevi filmati con cui rivivere i fatti più importanti condivisi negli anni all'interno del social network. Ed è così che qualcuno ha pensato di provare ad adottare quel modello anche alla storia dei diritti lgbt in Russia.
Nel video viene citata la decriminalizzazione dell'omosessualità del 1993, la sua eliminazione dall'elenco delle malattie mentali nel 1999 e l'equiparazione tra gay ed etero per l'età del sesso consensuale (avvenuta 2003). Ma è nel 2013 che l'introduzione di una normativa contro la cosiddetta «propaganda omosessuale» ha invertito quel trend, motivo per cui i filmati condivisi sui social network russi da quel momento in poi non hanno fanno altro che sottolineare un'escalation di violenza omofoba. Arresti, pestaggi, umiliazioni, torture ed uccisioni sono solo alcuni degli esempi racchiusi in immagine dall'indicibile violenza.
Da pelle d'oca sono anche i dati che mostrano come l'omofobia della popolazione sia cresciuta del 60% rispetto al 2002, non certo senza la complicità delle autorità politiche e religiose. Il tutto tanto di timore sul fatto che la fine delle Olimpiadi di Sochi possa spegnere i riflettori su una discriminazione che rimarrà una realtà quotidiana per tutta la comunità lgbt che vive nella terra degli zar.

Clicca qui per guardare il video.


Il "selfie" sbarca al Festival di Sanremo

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Tra le mode del momento c'è sicuramente il selfie (ossia quelle fotografia che vengono scattate a sé stessi attraverso uno smartphone per poi condividerle sui social network), motivo per cui il Festival di Saremo pare non aver voluto astenersi dal farla propria.
Così come già avvenuto ai Grammy Awards o alla Notte degli Oscar, anche il teatro Ariston ospiterà un "Twitter Mirror", un vero e proprio "specchio" dell'evento realizzato attraverso un dispositivo fisso che consentirà al pubblico e agli artisti di realizzare dei selfie speciali da condividere in tempo reale su Twitter.
Un dispositivo sarà collocato nel backstage e permetterà ai cantanti appena scesi dal palco di poter realizzare un autoscatto condiviso tramite l'hashtag #fotoacaldo sull'account ufficiale del Festival. Ci sarà poi un Twitter Mirror mobile che circolerà per le strade della città, immortalando i volti, i colori e le atmosfere dell'evento. In questo caso le immagini verranno poi condivise sull'account Twitter di Rai Uno.


Luxuria arrestata: a gara di omofobia su Facebook

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La notizia dell'arresto di Vladimur Luxuria battuta dall'Ansa ha raccolto centinaia di commenti connotati da un tenore omofobo da pelle d'oca.
Felici di mostrare al mondo la propria ignoranza, la larga maggioranza di quei commenti rientra nell'insulto gratuito. La parola "froc*o" ricorre in continuazione, così come in tanti han voluto colpire il suo essere transessuale («piscia in piedi» scrive Pab, «andava a pisciare nei cessi delle atlete» rincara Italo). C'è chi sostiene che una legge ingiusta vada rispettata senza osare rispondere (così come il resto del mondo sta facendo): «Han fatto bene, sei in un paese straniero... adeguati alle loro leggi!!!» dice Willy,«Credo che si rispettano anche le tradizioni e le regole degli altri paesi» aggiunge Mia (ipotizzando che la cancellazione dei diritti umani delle minoranze possa essere una "tradizione").
Ed ancora: «Lasciatela li caz*o adesso hanno rotto i coglio*i», «Stà frocia», «Putin mandalo a spalare mer*da di renna in un gulag», «Ma vai a fanc*lo frocio», «La perversione in prima pagina. Che schifo! Pensiamo per i diritti di quelli che sono senza lavoro. I culat*ni e i depravati devono essere aiutati da apposite strutture. Essere pedofili non è un'orientamento sessuale è solo un crimine!», «E non vi scordate Che i froci sono i primi pedofili», «comuncque sarebbe ora che anche qui addottassero la stessa legge vedi che porteranno più. rispetto e i gay pride li vannp a fare su un' isola abbandonata tra loro senza nessuno che veda delle oscenita»...
L'elenco sarebbe lungo lungo, ma leggere tanto odio e tanta violenza non può che far venire solo disgusto verso un Paese in cui ancor oggi molte (troppe) persone credono che l'omofobia possa essere un vanto. Anche il voler parlare al maschile di una persona transessuale appare finalizzato solo al voler offendere, per non parlare di chi nel 2014 pensa che l'omosessualità sia una "malattia"... ma a questo tipo di considerazione c'è chi trova divertente rispondere con un «Che ignoranza c'è ancora nel 2014, sento persone chiamarla ancora froc*o, gay e culat*ne! Che massa di ignoranti... Si dice ricchi*ne!!! Ahahahahahah».
Passi il problema della vicinanza con il Vaticano o il fatto che nell'ultimo ventennio l'Italia sia dall'essere il quarto Paese più industrializzato al mondo al contendersi una posizione paragonabile con le nazioni in via di sviluppo... ma qui si supera il limite.

Via: Spetteguless


Facebook introduce il genere neutro

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Così come già avviene su Google+, anche Facebook ha deciso di introdurre la possibilità di specificare un genere diverso dal classico binomio maschio/femmina. La modifica risulta attualmente attiva solo per gli utenti statunitensi, i quali troveranno ad attenderli nel proprio profilo una nuova tendina che prevede l'opzione "custom" attraverso cui poter digitare il genere con cui ci si identifica.
Nel post con cui il social network ha annunciato la novità si spiega: «Vogliamo farvi sentire a vostro agio nell'essere autenticamente sé stessi. Un aspetto importante di questo è l'espressione del proprio genere, soprattutto quando va al di là delle sole definizioni di "maschio" o "femmina". Oggi siamo orgogliosi di offrire una nuova opzione di genere che possa risultare su misura per aiutare ad esprimere al meglio la propria identità su Facebook».
Contestualmente alla formula indicata, sarà anche possibile scegliere la modalità con cui i messaggi automatici parleranno di sé stessi (il pronome potrà così essere maschile, femminile o neutro) così come una nuova opzione della privacy permetterà di scegliere con chi condividere l'identità di genere specificata.