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Entro tre mesi Putin controllerà il web russo

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Celebrato da Salvini, da Buonanno e dall'estrema destra, è attraverso l'intolleranza che Putin ha conquistato la simpatia dei fronti più omofobi occidentali. È dalle pagine de Il Giornale che Marcello Veneziani si è spinto sino a sostenere che grazie a lui la Russia sia diventata «la patria della religione e della famiglia», così come sono numerosi i manifestanti della varie Manif Pour Tous che gli attribuiscono il merito "cristiano" di aver costretto all'infelicità migliaia di giovani (che in virtù della legge contro la cosiddetta «propaganda omosessuale» non avranno modo di sapere che non sono gli unici al mondo a provare quelle pulsioni) e per aver condannato miglia di orfani ad una vita in orfanotrofio (dato non potranno più essere adottati da famiglie che vivono in paesi in cui il matrimonio egualitario è legale).
Ma è sin dal primo momento che è risultato chiaro a molti come quella politica non fosse altro che uno specchietto per le allodole finalizzato a distrarre l'opinione pubblica dai reali problemi del Paese, come la mancanza di libertà o la crescente corruzione. In pratica si è creato un nemico e lo si è consegnato in pasto all'opinione pubblica, permettendo alla politica di poter perseguire più comodamente i propri scopi.

In queste ore giunge la notizia di quello che appare proprio come uno dei piani di Putin per il controllo della società: attraverso la Roscomnadzor (l'ente preposto al controllo dei mass media) il leader russo intendere rendere obbligatoria una registrazione in Russia per tutte le società di comunicazione online straniere sin dal 1° gennaio 2015. Anche i server dovranno essere collocati fisicamente sul territorio, in modo tale che siano soggetti alla legge russa e a qualsiasi richiesta di censura o di verifica dovesse giungere dallo stato. In altre parole, la Russia avrà il pieno controllo delle informazioni Internet accessibili dai propri cittadini.
Anche in questo caso si è ricorsi ad un preteso: secondo Putin, infatti, la legge è stata resa urgente dalla «minaccia islamica». Ma appare difficile credere che il vero obiettivo non sia il controllo, con la richiesta di avere fisicamente i server di siti come Facebook, Google o Twitter fisicamente a propria disposizione per evitare dissidi interni o opposizioni al governo.
Il disegno di legge è stato approvato mercoledì scorso in seconda lettura dalla Duma. Nonostante sia necessario un altro voto prima che la norma possa passare alla Camera alta e infine al Cremlino, l'iter legislativo appare come una mera formalità a fronte di una decisione che appare sia stata già presa con scadenze già fissate da qui a tre mesi.


C'è chi viene pagato per scrivere commenti omofobi su Facebok?

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Quando si parla di illazioni, è bene riproporre nel dettaglio l'intero percorso che ha portato a formularle dato che le varie tessere del mosaico sono gli unici elementi oggettivi. Ed è così che si parte da un messaggio inviatomi da Facebook in cui mi si informava che un contenuto segnalato era stato rimosso prima di poter essere analizzato. Come molti, anche a me capita di segnare eventuali contenuti con un'eccessivo odio omofobico nonostante Facebook sia solito soprassedere sostenendo che tali parole «non violano i nostri standard della comunità».
Pur non avendo traccia e memoria del commento specifico, la data della segnalazione mi fa pensare che si potesse trattare di un legato al post in cui TV Sorrisi e Canzoni ha invitato i lettori ad esprimersi in merito al bacio gay de "I Cesaroni", all'interno del quale si è riscontrato un elevato numero di commenti omofobi.
Visitando il profilo dell'autore del commento eliminato, i contenuti in cui mi sono imbattuto sono apparsi decisamente curiosi, con post al limite della pornografia ripetuti più e più volte secondo uno schema spesso utilizzato da chi fa spam. E che dire del fatto che una ragazza che odia i gay (e che quindi che presumibilmente non è lesbica) si metta a pubblicare presunti video porno di Miley Cyrus che poi rimandano a pagine promozionali? Il dubbio che quel profilo sia utilizzato per vendere servizi e condivisioni, così come appare confermato dal fatto che sia bastato segnalare uno qualunque dei suoi contenuti per ottenerne l'immediata cancellazione e la chiusura (o sospensione) dell'account.
Per chi non lo sapesse, la condivisione di link e commenti su Facebook è uno mercato fiorente, con siti specializzati che vendono link atti ad ottenere traffico verso i propri siti o per orientare l'opinione di chi legge i commenti inseriti in una pagina. Ad esempio ad un politico basterà  allungare qualche centinaio di euro per ottenere una pagina ricchi di commenti in cui lo si loda per l'operato, così come l'impegno di Facebook nel cercare di arginare tali fenomeno è spiegato anche da come risulti lesivo della sua economia (offrendosi come alternativa all'acquisto di visibilità attraverso gli spazi promozionali venduti direttamente dal social network).


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Da Boston a New York City in bicicletta per aiutare i senzatetto affetti da HIV

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Dal 12 al 14 settembre Jack Mackenroth prenderà parte alla Braking AIDS Ride e percorrerà 300 miglia in bicicletta (circa 482 km) da Boston a New York City. L'obiettivo è quello di raccogliere fondi per Housing Works, un'associazione che si occupa di senzatetto affetti da HIV.
Lo stilista (intervistato da Gayburg nel marzo del 2009) ha contratto in prima persona il virus all'età di 24 anni e da allora è fra i più ferventi attivisti di quella causa. Mackenroth fa sapere che nelle ultime cinque settimane è riuscito a raccogliere circa 20mila dollari, ma il suo obiettivo è di riuscire raggiungere i 50mila. Per questo motivo ha deciso di lanciare una nuova raccolta basata sui social network, giocandosi in prima persona con alcuni incentivi alla donazione: chi donerà più di 100 dollari parteciperà ad una lotteria per vincere la sua bicicletta (nella foto) mentre chi supererà la soglia di 250 dollari verrà ringraziato attraverso un selfie in cui Mackenroth scriverà il nome del donatore sul proprio corpo (qui, qui e qui alcuni esempi).


Facebook: le pagine omofobe hanno effetti negativi sulla salute dei gay

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L'esposizione a contenuti omofobici pubblicati su Facebook ha impatti negativi sulla salute delle persone. È quanto emerge da una ricerca condotta dall'Università La Sapienza di Roma e dall'Institut National de la Statistique et des Études économiques lussemburghese.
Lo studio ha preso in esame l'esperienza di navigazione sui di 50mila italiani, notando come gli utilizzatori di social network siano più esposti a «comportamenti offensivi e discorsi d'odio» e come i commenti omofobi abbiano un effetto negativo sulla felicità e sulla salute delle persone.
Lo studio afferma anche che «Le reti online sono un terreno fertile per la diffusione di contenuti dannosi, offensivi o controversi, spesso sdraiati in bilico tra libertà di parola e il discorso di odio.L'interazione online comporta un elevato rischio di essere bersagliati da comportamenti offensivi e di incitamento all'odio, con percentuali particolarmente significative per le donne e gli appartenenti alle minoranze. L'uso di Facebook espone gli utenti al rischio di un peggioramento della fiducia verso gli altri e ad un abbassamento della propria soddisfazione di vita. Tale scoperta suggerisce la necessità di aggiornare le politiche dei social network contro le espressioni di odio e comportamenti aggressivi, così come già richiesto da un numero sempre crescente di persone».


Gayburg è in nomination per i Macchianera Italian Awards 2014

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I Macchianera Italian Awards rappresentano forse il più importante premio internet italiano. Tra le novità di quest'anno vi è l'inserimento di una specifica categoria dedicata ai siti lgbt (la numero 33), all'interno della quale Gayburg risulta fra i dieci finalisti selezionati attraverso i ben 170mila voti espressi nei giorni scorsi dagli utenti.
Sino a giovedì 11 settembre 2014 sarà possibile votare i propri siti preferiti, determinando i vincitori che il 13 settembre saranno premiati presso il Teatro Ermete Novelli di Rimini nel corso della Festa della Rete (precedentemente nota come BlogFest).
Se appare doveroso un ringraziamento a quanti hanno permesso a Gayburg di conquistare l'ambita candidatura, non può mancare un invito a votare i vostri siti preferiti anche in questa seconda fase (naturalmente ringraziando sin da ora quanti vorranno riconfermare la propria preferenza).
Da segnalare è anche la presenza di Carlo Gabardini fra i finalisti della categoria "Miglior personaggio". Dopo il coming out dello scorso anno, l'artista milanese si è contraddistinto anche per una serie di filmati che hanno sicuramente contribuito a sfatare una serie di falsi miti propagandati dal fronte anti-gay.

Clicca qui per accedere alla pagina di votazione.


Una web-series affronterà il tema della discriminazione dei gay nei Boy Scouts of America

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Si intitola "Camp Abercorn" ed è una web-series drammatica che intende affrontare il tema della discriminazione dei gay all'interno dei Boy Scouts of America. Come noto, la recente fine della messa al bando dei gay all'interno dei gruppi riguarda solo i ragazzi ed è tutt'ora in vigore per gli adulti. Ed è così che in una delle storie incontreremo un capo gay che farà di tutto per nascondere il suo orientamento sessuale con la paura di poter perdere il proprio ruolo.
La storia è stata scritta da Jeffrey Simon sulla base della sua esperienza passata all'interno dello scoutismo. «Nel raccontare la nostra storia -ha dichiarato- ci auguriamo di offrire il nostro sostegno ad una delle maggiori esigenze dell'America: che il potenziale dello scoutismo e la sua capacita di trasformare i ragazzi in uomini che ci condurranno nel futuro sia aperto a tutti nello stesso modo, indipendentemente dal sesso o dall'orientamento sessuale».
Al momento è in corso un crowdfunding per reperire i fondi necessari all'inizio delle riprese.

Video: [1] [2] [3] [4] [5]


I ragazzi gay hanno tre volte più probabilità di scontrarsi con il bullismo online

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Uno studio condotto dal Gay, Lesbian and Straight Education Network inglese ha denunciato come il tasso di giovani lgbt che si trovano a scontrarsi con il bullismo online sia tre volte maggiore ai loro coetanei eterosessuali, con percentuali del 42% a fronte del 15%.
Fra gli alunni delle scuole medie e superiori ciò comporta spesso una bassa autostima, una maggiore probabilità di sviluppare la depressione e voti dei scolastici inferiori.
Va segnalato, però, come Internet non rappresenti il male assoluto e come una parte del campione abbia segnalato di aver trovato in rete il supporto e le informazioni che cercavano e che non riuscivano a trovare nella sola interazione con i coetanei. I giovani lgbt cercano consulenza medica on-line con frequenza doppia rispetto ai coetanei eterosessuali, con percentuali che salgono vertiginosamente fra i giovani transessuali.
La dottoressa Eliza Byard, a capo del progetto, ha commentato: «I ragazzi lgbt continuano ad affrontare incredibili ostacoli quotidiani sia nella vita scolastica che online, ma Internet può anche essere una fonte preziosa di informazioni e di sostegno quando non si ha nessuno a cui rivolgersi. Come i social media si evolvono, così devono nostri sforzi per servire i giovani lgbt per garantire la loro sicurezza, la salute e il benessere».


Quando i ragazzi di Oxford si danno a Shakira

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Gli Out of the Blue sono un gruppo a cappella composto da alcuni studenti dell'Università di Oxford e della Oxford Brookes University. Fondato nell'ottobre del 2000 da Derek Smith, il gruppo ha tenuto concerti regolari e si è esibito anche in alcuni spettacoli televisivi (fra cui anche Britain's Got Talent nell'aprile del 2011, conquistando la semifinale).
Ora pare siano riusciti a conquistare il mondo di Internet attraverso un video immediatamente divenuto virale, all'interno del quale quindici studenti in perfetta uniforme oxfordiana si cimentano in una rivisitazione di Shakira (attraverso successi come "Whenever", "Wherever" e il "Waka Waka"). Il tutto accompagnati dalle immagini che ce li mostrano ballare per i prati e le strade lastricate di Oxford.
Ad apparire determinante per il loro successo è stata la stessa Shakira che, attraverso Twitter, si è pubblicamente complimentata con loro dinnanzi ai ai suoi 26,2 milioni di followers.
Il brano è già stato retweettato più di 1.200 volte e è stato inserito fra i preferiti da 1.800 utenti. Su Facebook, invece, ha collezionato più di 88.000 like e 10.000 condivisioni.

Clicca qui per guardare il video.


Lista di Nozze, la webserie comica che affronta il tema dei matrimoni negati ai gay

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Per la nostra società non tutte le coppie sono uguali e godono degli stessi diritti: alcune sono meno uguali di altre. È da questo presupposto da cui trae ispirazione "Lista di nozze", una webserie comica che ci permetterà di seguire le storie di Arnaldo e Leo. Compagni nella vita e titolari di un negozio specializzato in liste di nozze, si amano ma a loro non è concesso di poter convolare a nozze così come possono fare tutti i loro clienti... motivo che porterà molti spettatori a domandarsi se la famiglia che desiderano e che potrebbero costruire sia davvero meno "vera" delle altre famiglie.
La domanda troverà forse risposta attraverso le varie coppie prossime alle nozze che appariranno nella serie, spesso ancor più strampalate di quella protagonista. Il tutto verrà poi approfondito con interviste a coppie gay ed etero sui temi dell'episodio.
Tra le persone coinvolte nel progetto ci saranno alcuni affermati professionisti del settore: dagli autori Paola Ducci e Francesco Calella agli attori Alessandro Bergallo e Michele Di Giacomo. La regia sarà curata da Gaetano Maffia.
La sceneggiatura dei dodici episodi è pressoché terminata a la troupe è pronta a girare ma, come spesso accade in questi casi, l'ultimo punto che rimane da smarcare è il finanziamento. È per questo che la produzione ha lanciato un crowdfunding suddiviso in 1400 quote, attraverso il quale gli stessi spettatori potranno divenire produttori della serie. Per conoscere tutti i dettagli al riguardo è possibile visitare l'apposita pagina dedicata al progetto.

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1] [2]


Reddit: negli ultimi due anni è drasticamente diminuito l'uso di insulti omofobici

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Finalmente una buona notizia che arriva da Internet e dai social network. Secondo uno studio condotto da
Reddit Alerts, l'uso di termini omofobici su Reddit è drasticamente calato nel corso degli ultimi anni. Ad esempio l'uso del termine dispregiativo "fr*ocio" è passato dall'1,85‰ del 2012 allo 0,3‰ del 2014.
Il sistema di Reddit non prevede alcun tipo di moderazione e delega ad algoritmi automatici il compito di determinare il successo delle notizie in base ai voti espressi da altri utenti. Gli autori difendono la loro scelta in nome della libertà di parola, ma ciò non ha impedito al social network di finire più volte nell'occhio del ciclone a causa del proliferare di sessismo, omofobia e razzismo. Lo scorso anno fu l'attore William Shatner (noto per il suo ruolo in Star Trek) a commentare sconsolato: «Sono inorridito dal contenuto di alcuni post che ho letto. Reddit sta permettendo ai razzisti e ad altri mercanti dell'odio di riunirsi. Il fatto che qualcuno possa venire qui, svilire e degradare le persone in base a razza, religione, etnia o orientamento sessuale, perché "ha il diritto" di farlo senza doversi preoccupare di alcun tipo di moderazione, invia un messaggio sbagliato».
In merito allo studio va sottolineato come il dato si basi su una statistica di alcuni thread scelti casualmente e come non siano stati inclusi tutti i subreddits (una sorta di categorie tematiche che raccolgono articoli dedicati a specifici argomenti).


Il profilo più seguito su Vine è un sedicenne omofobo pronto a sostenere che l'hiv colpisce solo i gay

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Nash Grier è un sedicenne della Carolina del Nord. Con i suoi 8,3 milioni di follower risulta la persona più seguita su Vine, superando di gran lunga celebrità come Ariana Grande (2,4 milioni), Ellen DeGeneres (2 milioni) e Wiz Khalifa (1,7 milioni). Peccato che i numeri generati dall'esibizionismo personale non sempre vadano di pari passo con l'intelligenza.
L'adolescente, infatti, è finito nella bufera dopo aver registrato un video omofobico che mostra alcune immagini tratta da uno spot televisivo che ricordava come il test dell'HIV non sia una cosa da gay. Ed è a quel punto che si è inserito nel video per affermare «Certo che lo è» prima di urlare a squarciagola: «Fro**ci!». In chiusura lo so vedere con uno sguardo compiaciuto per quando appena pronunciato.
Non è la prima volta che l'adolescente viene accusato di lanciare messaggi omofobi, ma la sua prassi è sempre stata quella di cancellare ogni prova non appena scoppiata la polemica. Questa volta, però, il youtuber Tyler Oakley ha salvato il video prima che il giovane potesse occultarlo (così come puntualmente ha fatto) ed ha commentato: «Il propagandare il falso e dire ai suoi milioni di follower adolescenti che l'HIV colpisce solo i gay è estremamente pericoloso».
Grier è ricorso alla carta del vittimismo, registrando su YouTube un video in cui si mostra con fare strafottente mentre critica quelli che lui bolla come «commenti d'odio». Evidentemente senza il benché minimo pudore, si è lanciato anche nell'affermare: «Per favore, non ascoltate quei commenti. A chi li scrive dico di pensare prima di parlare. Se non avete qualcosa di utile o di significativo da dire, allora non dirlo».
Ma al di là della dimostrazione pratica di come i bulli siano solo dei codardi che cercano di ottenere ragione attraverso la violenza (verbale o fisica), il caso solleva anche il problema di una nuova modalità di comunicazione che porta dei ragazzini brufolosi a poter esercitare una forte influenza su milioni di coetanei. Il tutto grazie a criteri che spaziano dall'esibizionismo alla strafottenza, ma quasi mai la competenza o all'intelligenza. Non a caso i suoi "fan" non hanno remore a dire che son lì per i suoi occhi azzurri, peccato che poi lo prendano ad esempio...


Facebook introduce anche in Italia la personalizzazione del genere

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Facebook ha deciso di introdurre anche in Italia la possibilità di poter personalizzare il proprio genere. La funzione era attiva negli Stati Uniti già dallo scorso febbraio.
Da oggi la propria identità non dovrà più rientrare nel binomio uomo/donna, ma si potrà scegliere tra ben 58 definizioni quella in cui ci si ritrova maggiormente. La privacy sarà garantita anche attraverso filtri più evoluti che permetteranno di decidere con chi condividere tali informazioni. Sarà anche possibile scegliere se il social network dovrà parlare di noi al maschile, al femminile o con termini neutri.
«È un'innovazione importante -ha dichiarato Flavio Romani, presidente di Arcigay- che permette a tante persone che non si riconoscevano nell'aut aut del maschile e del femminile di sentirsi incluse nel più grande social network mondiale. L'iniziativa ci dà l’occasione di riportare la questione dell’identità di genere nell'ambito delle scelte individuali ed autodeterminate, sgretolando quel binarismo uomo/donna che in molti casi è un vero e proprio muro che esclude chi, rispetto alla propria identità, non si adegua a quel modello. Non solo: scorrere una lista che comprende termini come cisgender o transgender vuol dire fare cultura, iniettare conoscenza in un ambito nel quale l’Italia fa ancora fatica ad aprire un dibattito serio».


Google finanzia l'omofobia

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«L'omosessualità è per sua natura pornografica. È distruttiva e crea confusione nelle menti dei giovani, proprio in quel periodo in cui l'identità sessuale è ancora in via di definizione». A scriverlo è un utente del sito internet Exhomovox, praticamente pronto a sostenere l'esistenza di una fantomatica «propaganda omosessuale» di stampo russo dall'alto del suo status di presunto gay "guarito" dall'omosessualità (termine decisamente fuori luogo dato che è lui stesso a raccontare di aver rinunciato ad avere una sessualità dopo che gli è «stato insegnato» che Dio considera l'omosessualità una «lussuria» e che quindi lui debba reprimere attraverso la preghiera gli intinti che ha tuttora).
Il messaggio pubblicato il 2 giugno 2014, però, non è così recente ed originale come l'impostazione lascierebbe pensare: l'intero testo appare un copia-incolla di un vecchio articolo del 2012 pubblicato dal Gruppo Lot (un gruppo cristiano che vuol "curare" l'omosessualità) che a sua volta aveva ripreso un articolo pubblicato da WND nel luglio del 2007 che parlava di Michael Glatze, un attivista gay convertitosi al cristianesimo dopo un attacco di cuore (un caso talmente peculiare che vi dedicherà un film).
Le reazioni possibilità sono svariate: ci si può appuntare la data per celebrare la pubblicazione storia che non è stata inventata di sana pianta o si può osservare che da anni ci si ritrova a veder enfatizzati sempre i soliti casi a cui vengono poi affiancate anche altre presunte storie che ne traggono ispirazione. Ci potrebbe anche soffermare sulla drammaticità di un uomo che racconta come «gli sia stato insegnato» ad odiare sé stesso e a cercare di reprimere la propria sessualità... vera e propria testimonianza dell'esistenza di una «propaganda anti-gay» volta all'annientamento delle persone.


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#ProudToPlay, il video che celebra i gay nello sport

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Giugno è il mese dell'orgoglio gay e YouTube ha deciso di celebrarlo attraverso un video dedicato all'uguaglianza nello sport. Tra poco, infatti, l'attenzione mondiale sarà catturata dalla Coppa del Mondo di calcio e l'occasione dev'essere parsa propizia per celebrare tutti quegli atleti che hanno deciso di mettersi in gioco in prima persona dichiarando apertamente la propria omosessualità.
Spesso gli omofobi sostengono che l'orientamento sessuale sia «un fatto privato» che non andrebbe sbandierato ai quattro venti... ciò potrebbe avere un senso se vivessimo in un mondo privo di pregiudizi, ma nella società odierna sappiamo tutti che il vivere nell'ombra ha l'unico effetto di alimentare l'ignoranza e il pregiudizio. Se il proprio campione si dichiara gay, i suoi tifosi non potranno fare a meno di porsi delle domande, così come l'aumento del numero non potrà che sottolineare tutta la normalità dell'essere gay. Da qui la necessità di essere grati a quanti hanno contribuito in prima persona nel rendere il mondo un posto migliore, per tutti.

Clicca qui per guardare il video.


Se i gay dicessero le str***te che dicono gli etero

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A tutti sarà prima o poi capitato di imbattersi in un qualche etero che -forse più per ignoranza e disinformazione che per cattiveria- ha iniziato a imbattersi in domande assurde sulla nostra sessualità.
Ed è così che il comico europeo Cue-Daniel Ryan Spaulding ha deciso di provare ad invertire i ruoli ed ha dato vita ad un video in cui cui sono i gay a porre quel genere di domande agli etero. Si passerà così dal «Non è un problema che tu sia etero, ma devi farlo vedere così tanto?» al «Non ho problemi con de donne, ma sono gay ed è meglio che per loro non ci provino con me».
Insomma, un viaggio fra gli stereotipi più comuni, tutti rivisti in una chiave che dovrebbe far riflettere quella parte del mondo etero che non si accorge di quanto certe frasi possano sembrare stupide ed insensate.

Clicca qui per guardare il video sottotitolato in italiano.


Gente della palestra

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«La palestra è un luogo veramente fuori dal mondo e puoi trovarci persone di ogni tipo e estrazione sociale. A me piace osservare tutti e guardare i loro comportamenti». È con queste parole che l'autore spiega com'è nata l'idea di "Gente della palestra", un blog che raccoglie alcune divertenti vignette che rappresentano in modo divertente ed ironico il mondo di chi ha deciso di dedicarsi alla cura del proprio fisico.
Nonostante si tratti di un sito nato da una manciata di mesi, il riscontro è stato tale da portarlo a vincere nella categoria "comics" agli Italian Gay Blogger Awards 2014. «Il successo del Tumblr -spiegal'autore- credo stia nel fatto che in qualunque palestra tu vada, si trovano sempre le stesse tipologie di persone. È questa la cosa più divertente, che tutti possono ritrovarsi in quelle vignette e non solo chi frequenta la mia palestra».
Per leggere tutte le vignette è sufficiente visitare il sito gentedellapalestra.tumblr.com.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6]


Storia di un coming out

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Ben Hobs ha oggi 25 anni, una moglie e due bambini. Poco più che ventenne perse la madre e decise di sposarsi immediatamente con al sua ragazza, dando vita a quella che appariva una famiglia perfetta. Però le cose cambiarono quando il ragazzo iniziò ad avere dei seri problemi di alcolismo.
Dopo quattro anni, durante la notte di Capodanno, decise di dire definitivamente addio alla bottiglia e, dopo essere rimasto sobrio per trenta giorni consecutivi, iniziò a capire: il bere non era un passatempo, era un modo con cui cercava di ridursi ad uno stato in cui non era più sé stesso. Ben capisce di essere gay e che quel sentimento che lo tormentava era dovuto al non riuscire ad accettarsi per quello che era davvero.
Da qui la decisione di fare coming out con la sua famiglia e di registrare un video con cui raccontare al mondo la sua storia, forse nella speranza di poter aiutare altre persone come lui a capirsi e smetterla di annullarsi per sentirsi in pace con ciò che la società vuole imporci di essere.

Clicca qui per guardare il video.


Facebook ci ricarica e censura un altro bacio gay prima delle immancabili scuse

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Durante i festeggiamenti per la vittoria dell'Europa League, il bacio fra due giocatori del Siviglia (Ivan Rakitic e Daniel Carriço dopo) ha fatto il giro del web. Ed è proprio quella l'immagine che una ragazza di Torino ha deciso di pubblicare su Facebook in occasione della Giornata internazionale contro la transomofobia.
Il tutto stato caricato il 15 maggio, ma non è passato molto tempo prima che la ragazza ricevesse un messaggio di Facebook in cui le veniva chiesto di rimuovere lo scatto perché «ha violato le norme comunitarie sulla nudità e pornografia». Molti erano i commenti, tra i quali non mancavano insulti omofobi o personaggi pronti a sostenere che quell'immagine dovesse essere cancellata per «difendere i bambini». Poi l'epilogo: dato il suo rifiuto nel cancellare il bacio -evidentemente non ritenendolo un "pericolo" per la figlia di 6 anni o per la propria eterosessualità- il social network ha cancellato il suo intero profilo.
Solo tre giorni dopo Facebook è tornato sui propri passi, ha ripristinato l'account ed ha spiegato: «Nel tentativo di elaborare rapidamente ed efficientemente le segnalazioni che riceviamo, il nostro team operativo riceve molti avvisi ogni settimana e come ci si potrebbe aspettare, di tanto in tanto, facciamo un errore e blocchiamo un contenuto che non dovremmo».
Il continuo ripetersi di episodi simili, però, non evidenzia solo l'inefficacia dei processi adottati dal social network, ma anche quella che appare come una rete organizzata pronta ad approfittare di quelle falle per cercare di disturbare chiunque provi a sostenere i diritti dei gay. Poco incoraggiante, inoltre, è anche come la stessa solerzia spesso non venga applicata ai messaggi omofobi, ritenendo lecito che gruppi omofobi prendano in giro un ragazzo morto a causa loro o che gruppi anonimi possano utilizzare quel mezzo per cercare di convincere i più sprovveduti a non rivolgersi a dei professionisti ma di affidarsi a dei ciarlatani pronti a promettergli una formula di riconversione all'eterosessualità di sé stessi o dei propri figli (non va dimenticato che il giro di affari stimato attorno alle presunte terapie di conversione dei gay si aggira intorno ai 2 miliardi di dollari all'anno... tutt'altro che noccioline!).
Certo, in un Paese civile forse non sarebbe necessario rivolgersi a Google per chiedere che la smetta di finanziare quai gruppi o pretendere che Facebook non si offra come veicolo per la diffusione di odio e pregiudizi, ma al momento sappiamo che le istituzioni italiane purtroppo non appaiono particolarmente intenzionate a garantire pari diritti e dignità a tutti, nonostante un'accusa di procurato allarme nei confronti di chi cerca di scatenare il panico e l'odio sostenendo che gli studi dell'OMS siano falsi parrebbe quasi dovuta.


L'Eurovision visto da Twitter

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Con ben 5.384.678 messaggi postati durante la diretta, Twitter si afferma come un valido strumento per poter tastare il polso dell'opinione pubblica durante la finale dell'Eurovision 2014.
L'apice dell'attività sul social network si è toccato nel momento in cui è stata annunciata la vittoria della cantante austriaca Conchita Wurst, con un picco di 47.136 tweet per minuto. Il secondo picco è stato registrato proprio durante la sua esibizione (con un volume di 42.660 tweet per minuto), seguito dalla "Moustache" dei francesi Twin Twin Oh Yeah (39.353 tweet per minuto). Da notare che la loro esibizione che, pur essendo stato il terzo momento più twittato della serata, ha totalizzato solo due voti durante la finale, facendoli precipitare al 26° posto. Dal punto di vista della distribuzione, l'attività maggiore è stata registrata nell'ovest dell'Europa (qui è possibile visualizzare una mappa interattiva dell'attività nel corso della serata).
Se in Italia i messaggi hanno principalmente tifato per la nostra Emma Marrone, la vera la vera regina dell'Eurovision 2014 è stata senza ombra di dubbio Conchita Wurst, la quale ha visto un incremento di follower di 495 volte superiore alla norma, passando dai 9.800 folloser dell'8 maggio ai 44.100 dell'11 maggio.


Spot to stop homophobia, l'evento anti-omofobia del Sism di Campobasso

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Si chiama "Spot to stop homophobia" ed è una evento organizzato dalla sede locale di Campobasso del SISM (il Segretariato Italiano Studenti in Medicina) in occasione della Giornata Mondiale contro l'omofobia che si celebrerà il prossimo 17 maggio.
L'idea prevede la pubblicazione sulla pagina Facebook dell'iniziativa di un certo numero di post (spot, video, articoli...) volti a far conoscere il mondo lgbt e combattere l'omofobia. Ogni utente avrà la la facoltà di scegliere quale materiale pubblicare sulla pagina, ma l'idea base è di condividere il materiale già presente in modo tale da riempire le bacheche dei propri amici e creare un flusso "a macchia d'olio" tra i contatti dei propri contatti.
In un mondo dove l'omofobia è alimentata dall'ignoranza e dai pregiudizi, c'è da augurarsi che il far conoscere tutta la normalità dell'omosessualità possa essere una chiave per smuovere le acque e per spronare ad una riflessione personale su quei siano i reali motivi che portano alcune persone a chiudere le porte alla comunità gay, spesso adducendo la necessità di "difendersi" da qualcosa pur di non ammettere che in realtà si teme solo ciò che non si conosce. Non dimentichiamoci, infatti, di come agguerriti personaggi anti-gay si siano dovuti ricredere non appena entrati in contatto con familiari o persone care che gli abbiano permesso di conoscere l'irrazionalità della propria posizione.