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Una web-series affronterà il tema della discriminazione dei gay nei Boy Scouts of America

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Si intitola "Camp Abercorn" ed è una web-series drammatica che intende affrontare il tema della discriminazione dei gay all'interno dei Boy Scouts of America. Come noto, la recente fine della messa al bando dei gay all'interno dei gruppi riguarda solo i ragazzi ed è tutt'ora in vigore per gli adulti. Ed è così che in una delle storie incontreremo un capo gay che farà di tutto per nascondere il suo orientamento sessuale con la paura di poter perdere il proprio ruolo.
La storia è stata scritta da Jeffrey Simon sulla base della sua esperienza passata all'interno dello scoutismo. «Nel raccontare la nostra storia -ha dichiarato- ci auguriamo di offrire il nostro sostegno ad una delle maggiori esigenze dell'America: che il potenziale dello scoutismo e la sua capacita di trasformare i ragazzi in uomini che ci condurranno nel futuro sia aperto a tutti nello stesso modo, indipendentemente dal sesso o dall'orientamento sessuale».
Al momento è in corso un crowdfunding per reperire i fondi necessari all'inizio delle riprese.

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I ragazzi gay hanno tre volte più probabilità di scontrarsi con il bullismo online

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Uno studio condotto dal Gay, Lesbian and Straight Education Network inglese ha denunciato come il tasso di giovani lgbt che si trovano a scontrarsi con il bullismo online sia tre volte maggiore ai loro coetanei eterosessuali, con percentuali del 42% a fronte del 15%.
Fra gli alunni delle scuole medie e superiori ciò comporta spesso una bassa autostima, una maggiore probabilità di sviluppare la depressione e voti dei scolastici inferiori.
Va segnalato, però, come Internet non rappresenti il male assoluto e come una parte del campione abbia segnalato di aver trovato in rete il supporto e le informazioni che cercavano e che non riuscivano a trovare nella sola interazione con i coetanei. I giovani lgbt cercano consulenza medica on-line con frequenza doppia rispetto ai coetanei eterosessuali, con percentuali che salgono vertiginosamente fra i giovani transessuali.
La dottoressa Eliza Byard, a capo del progetto, ha commentato: «I ragazzi lgbt continuano ad affrontare incredibili ostacoli quotidiani sia nella vita scolastica che online, ma Internet può anche essere una fonte preziosa di informazioni e di sostegno quando non si ha nessuno a cui rivolgersi. Come i social media si evolvono, così devono nostri sforzi per servire i giovani lgbt per garantire la loro sicurezza, la salute e il benessere».


Quando i ragazzi di Oxford si danno a Shakira

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Gli Out of the Blue sono un gruppo a cappella composto da alcuni studenti dell'Università di Oxford e della Oxford Brookes University. Fondato nell'ottobre del 2000 da Derek Smith, il gruppo ha tenuto concerti regolari e si è esibito anche in alcuni spettacoli televisivi (fra cui anche Britain's Got Talent nell'aprile del 2011, conquistando la semifinale).
Ora pare siano riusciti a conquistare il mondo di Internet attraverso un video immediatamente divenuto virale, all'interno del quale quindici studenti in perfetta uniforme oxfordiana si cimentano in una rivisitazione di Shakira (attraverso successi come "Whenever", "Wherever" e il "Waka Waka"). Il tutto accompagnati dalle immagini che ce li mostrano ballare per i prati e le strade lastricate di Oxford.
Ad apparire determinante per il loro successo è stata la stessa Shakira che, attraverso Twitter, si è pubblicamente complimentata con loro dinnanzi ai ai suoi 26,2 milioni di followers.
Il brano è già stato retweettato più di 1.200 volte e è stato inserito fra i preferiti da 1.800 utenti. Su Facebook, invece, ha collezionato più di 88.000 like e 10.000 condivisioni.

Clicca qui per guardare il video.


Lista di Nozze, la webserie comica che affronta il tema dei matrimoni negati ai gay

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Per la nostra società non tutte le coppie sono uguali e godono degli stessi diritti: alcune sono meno uguali di altre. È da questo presupposto da cui trae ispirazione "Lista di nozze", una webserie comica che ci permetterà di seguire le storie di Arnaldo e Leo. Compagni nella vita e titolari di un negozio specializzato in liste di nozze, si amano ma a loro non è concesso di poter convolare a nozze così come possono fare tutti i loro clienti... motivo che porterà molti spettatori a domandarsi se la famiglia che desiderano e che potrebbero costruire sia davvero meno "vera" delle altre famiglie.
La domanda troverà forse risposta attraverso le varie coppie prossime alle nozze che appariranno nella serie, spesso ancor più strampalate di quella protagonista. Il tutto verrà poi approfondito con interviste a coppie gay ed etero sui temi dell'episodio.
Tra le persone coinvolte nel progetto ci saranno alcuni affermati professionisti del settore: dagli autori Paola Ducci e Francesco Calella agli attori Alessandro Bergallo e Michele Di Giacomo. La regia sarà curata da Gaetano Maffia.
La sceneggiatura dei dodici episodi è pressoché terminata a la troupe è pronta a girare ma, come spesso accade in questi casi, l'ultimo punto che rimane da smarcare è il finanziamento. È per questo che la produzione ha lanciato un crowdfunding suddiviso in 1400 quote, attraverso il quale gli stessi spettatori potranno divenire produttori della serie. Per conoscere tutti i dettagli al riguardo è possibile visitare l'apposita pagina dedicata al progetto.

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1] [2]


Reddit: negli ultimi due anni è drasticamente diminuito l'uso di insulti omofobici

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Finalmente una buona notizia che arriva da Internet e dai social network. Secondo uno studio condotto da
Reddit Alerts, l'uso di termini omofobici su Reddit è drasticamente calato nel corso degli ultimi anni. Ad esempio l'uso del termine dispregiativo "fr*ocio" è passato dall'1,85‰ del 2012 allo 0,3‰ del 2014.
Il sistema di Reddit non prevede alcun tipo di moderazione e delega ad algoritmi automatici il compito di determinare il successo delle notizie in base ai voti espressi da altri utenti. Gli autori difendono la loro scelta in nome della libertà di parola, ma ciò non ha impedito al social network di finire più volte nell'occhio del ciclone a causa del proliferare di sessismo, omofobia e razzismo. Lo scorso anno fu l'attore William Shatner (noto per il suo ruolo in Star Trek) a commentare sconsolato: «Sono inorridito dal contenuto di alcuni post che ho letto. Reddit sta permettendo ai razzisti e ad altri mercanti dell'odio di riunirsi. Il fatto che qualcuno possa venire qui, svilire e degradare le persone in base a razza, religione, etnia o orientamento sessuale, perché "ha il diritto" di farlo senza doversi preoccupare di alcun tipo di moderazione, invia un messaggio sbagliato».
In merito allo studio va sottolineato come il dato si basi su una statistica di alcuni thread scelti casualmente e come non siano stati inclusi tutti i subreddits (una sorta di categorie tematiche che raccolgono articoli dedicati a specifici argomenti).


Il profilo più seguito su Vine è un sedicenne omofobo pronto a sostenere che l'hiv colpisce solo i gay

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Nash Grier è un sedicenne della Carolina del Nord. Con i suoi 8,3 milioni di follower risulta la persona più seguita su Vine, superando di gran lunga celebrità come Ariana Grande (2,4 milioni), Ellen DeGeneres (2 milioni) e Wiz Khalifa (1,7 milioni). Peccato che i numeri generati dall'esibizionismo personale non sempre vadano di pari passo con l'intelligenza.
L'adolescente, infatti, è finito nella bufera dopo aver registrato un video omofobico che mostra alcune immagini tratta da uno spot televisivo che ricordava come il test dell'HIV non sia una cosa da gay. Ed è a quel punto che si è inserito nel video per affermare «Certo che lo è» prima di urlare a squarciagola: «Fro**ci!». In chiusura lo so vedere con uno sguardo compiaciuto per quando appena pronunciato.
Non è la prima volta che l'adolescente viene accusato di lanciare messaggi omofobi, ma la sua prassi è sempre stata quella di cancellare ogni prova non appena scoppiata la polemica. Questa volta, però, il youtuber Tyler Oakley ha salvato il video prima che il giovane potesse occultarlo (così come puntualmente ha fatto) ed ha commentato: «Il propagandare il falso e dire ai suoi milioni di follower adolescenti che l'HIV colpisce solo i gay è estremamente pericoloso».
Grier è ricorso alla carta del vittimismo, registrando su YouTube un video in cui si mostra con fare strafottente mentre critica quelli che lui bolla come «commenti d'odio». Evidentemente senza il benché minimo pudore, si è lanciato anche nell'affermare: «Per favore, non ascoltate quei commenti. A chi li scrive dico di pensare prima di parlare. Se non avete qualcosa di utile o di significativo da dire, allora non dirlo».
Ma al di là della dimostrazione pratica di come i bulli siano solo dei codardi che cercano di ottenere ragione attraverso la violenza (verbale o fisica), il caso solleva anche il problema di una nuova modalità di comunicazione che porta dei ragazzini brufolosi a poter esercitare una forte influenza su milioni di coetanei. Il tutto grazie a criteri che spaziano dall'esibizionismo alla strafottenza, ma quasi mai la competenza o all'intelligenza. Non a caso i suoi "fan" non hanno remore a dire che son lì per i suoi occhi azzurri, peccato che poi lo prendano ad esempio...


Facebook introduce anche in Italia la personalizzazione del genere

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Facebook ha deciso di introdurre anche in Italia la possibilità di poter personalizzare il proprio genere. La funzione era attiva negli Stati Uniti già dallo scorso febbraio.
Da oggi la propria identità non dovrà più rientrare nel binomio uomo/donna, ma si potrà scegliere tra ben 58 definizioni quella in cui ci si ritrova maggiormente. La privacy sarà garantita anche attraverso filtri più evoluti che permetteranno di decidere con chi condividere tali informazioni. Sarà anche possibile scegliere se il social network dovrà parlare di noi al maschile, al femminile o con termini neutri.
«È un'innovazione importante -ha dichiarato Flavio Romani, presidente di Arcigay- che permette a tante persone che non si riconoscevano nell'aut aut del maschile e del femminile di sentirsi incluse nel più grande social network mondiale. L'iniziativa ci dà l’occasione di riportare la questione dell’identità di genere nell'ambito delle scelte individuali ed autodeterminate, sgretolando quel binarismo uomo/donna che in molti casi è un vero e proprio muro che esclude chi, rispetto alla propria identità, non si adegua a quel modello. Non solo: scorrere una lista che comprende termini come cisgender o transgender vuol dire fare cultura, iniettare conoscenza in un ambito nel quale l’Italia fa ancora fatica ad aprire un dibattito serio».


Google finanzia l'omofobia

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«L'omosessualità è per sua natura pornografica. È distruttiva e crea confusione nelle menti dei giovani, proprio in quel periodo in cui l'identità sessuale è ancora in via di definizione». A scriverlo è un utente del sito internet Exhomovox, praticamente pronto a sostenere l'esistenza di una fantomatica «propaganda omosessuale» di stampo russo dall'alto del suo status di presunto gay "guarito" dall'omosessualità (termine decisamente fuori luogo dato che è lui stesso a raccontare di aver rinunciato ad avere una sessualità dopo che gli è «stato insegnato» che Dio considera l'omosessualità una «lussuria» e che quindi lui debba reprimere attraverso la preghiera gli intinti che ha tuttora).
Il messaggio pubblicato il 2 giugno 2014, però, non è così recente ed originale come l'impostazione lascierebbe pensare: l'intero testo appare un copia-incolla di un vecchio articolo del 2012 pubblicato dal Gruppo Lot (un gruppo cristiano che vuol "curare" l'omosessualità) che a sua volta aveva ripreso un articolo pubblicato da WND nel luglio del 2007 che parlava di Michael Glatze, un attivista gay convertitosi al cristianesimo dopo un attacco di cuore (un caso talmente peculiare che vi dedicherà un film).
Le reazioni possibilità sono svariate: ci si può appuntare la data per celebrare la pubblicazione storia che non è stata inventata di sana pianta o si può osservare che da anni ci si ritrova a veder enfatizzati sempre i soliti casi a cui vengono poi affiancate anche altre presunte storie che ne traggono ispirazione. Ci potrebbe anche soffermare sulla drammaticità di un uomo che racconta come «gli sia stato insegnato» ad odiare sé stesso e a cercare di reprimere la propria sessualità... vera e propria testimonianza dell'esistenza di una «propaganda anti-gay» volta all'annientamento delle persone.


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#ProudToPlay, il video che celebra i gay nello sport

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Giugno è il mese dell'orgoglio gay e YouTube ha deciso di celebrarlo attraverso un video dedicato all'uguaglianza nello sport. Tra poco, infatti, l'attenzione mondiale sarà catturata dalla Coppa del Mondo di calcio e l'occasione dev'essere parsa propizia per celebrare tutti quegli atleti che hanno deciso di mettersi in gioco in prima persona dichiarando apertamente la propria omosessualità.
Spesso gli omofobi sostengono che l'orientamento sessuale sia «un fatto privato» che non andrebbe sbandierato ai quattro venti... ciò potrebbe avere un senso se vivessimo in un mondo privo di pregiudizi, ma nella società odierna sappiamo tutti che il vivere nell'ombra ha l'unico effetto di alimentare l'ignoranza e il pregiudizio. Se il proprio campione si dichiara gay, i suoi tifosi non potranno fare a meno di porsi delle domande, così come l'aumento del numero non potrà che sottolineare tutta la normalità dell'essere gay. Da qui la necessità di essere grati a quanti hanno contribuito in prima persona nel rendere il mondo un posto migliore, per tutti.

Clicca qui per guardare il video.


Se i gay dicessero le str***te che dicono gli etero

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A tutti sarà prima o poi capitato di imbattersi in un qualche etero che -forse più per ignoranza e disinformazione che per cattiveria- ha iniziato a imbattersi in domande assurde sulla nostra sessualità.
Ed è così che il comico europeo Cue-Daniel Ryan Spaulding ha deciso di provare ad invertire i ruoli ed ha dato vita ad un video in cui cui sono i gay a porre quel genere di domande agli etero. Si passerà così dal «Non è un problema che tu sia etero, ma devi farlo vedere così tanto?» al «Non ho problemi con de donne, ma sono gay ed è meglio che per loro non ci provino con me».
Insomma, un viaggio fra gli stereotipi più comuni, tutti rivisti in una chiave che dovrebbe far riflettere quella parte del mondo etero che non si accorge di quanto certe frasi possano sembrare stupide ed insensate.

Clicca qui per guardare il video sottotitolato in italiano.


Gente della palestra

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«La palestra è un luogo veramente fuori dal mondo e puoi trovarci persone di ogni tipo e estrazione sociale. A me piace osservare tutti e guardare i loro comportamenti». È con queste parole che l'autore spiega com'è nata l'idea di "Gente della palestra", un blog che raccoglie alcune divertenti vignette che rappresentano in modo divertente ed ironico il mondo di chi ha deciso di dedicarsi alla cura del proprio fisico.
Nonostante si tratti di un sito nato da una manciata di mesi, il riscontro è stato tale da portarlo a vincere nella categoria "comics" agli Italian Gay Blogger Awards 2014. «Il successo del Tumblr -spiegal'autore- credo stia nel fatto che in qualunque palestra tu vada, si trovano sempre le stesse tipologie di persone. È questa la cosa più divertente, che tutti possono ritrovarsi in quelle vignette e non solo chi frequenta la mia palestra».
Per leggere tutte le vignette è sufficiente visitare il sito gentedellapalestra.tumblr.com.

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Storia di un coming out

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Ben Hobs ha oggi 25 anni, una moglie e due bambini. Poco più che ventenne perse la madre e decise di sposarsi immediatamente con al sua ragazza, dando vita a quella che appariva una famiglia perfetta. Però le cose cambiarono quando il ragazzo iniziò ad avere dei seri problemi di alcolismo.
Dopo quattro anni, durante la notte di Capodanno, decise di dire definitivamente addio alla bottiglia e, dopo essere rimasto sobrio per trenta giorni consecutivi, iniziò a capire: il bere non era un passatempo, era un modo con cui cercava di ridursi ad uno stato in cui non era più sé stesso. Ben capisce di essere gay e che quel sentimento che lo tormentava era dovuto al non riuscire ad accettarsi per quello che era davvero.
Da qui la decisione di fare coming out con la sua famiglia e di registrare un video con cui raccontare al mondo la sua storia, forse nella speranza di poter aiutare altre persone come lui a capirsi e smetterla di annullarsi per sentirsi in pace con ciò che la società vuole imporci di essere.

Clicca qui per guardare il video.


Facebook ci ricarica e censura un altro bacio gay prima delle immancabili scuse

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Durante i festeggiamenti per la vittoria dell'Europa League, il bacio fra due giocatori del Siviglia (Ivan Rakitic e Daniel Carriço dopo) ha fatto il giro del web. Ed è proprio quella l'immagine che una ragazza di Torino ha deciso di pubblicare su Facebook in occasione della Giornata internazionale contro la transomofobia.
Il tutto stato caricato il 15 maggio, ma non è passato molto tempo prima che la ragazza ricevesse un messaggio di Facebook in cui le veniva chiesto di rimuovere lo scatto perché «ha violato le norme comunitarie sulla nudità e pornografia». Molti erano i commenti, tra i quali non mancavano insulti omofobi o personaggi pronti a sostenere che quell'immagine dovesse essere cancellata per «difendere i bambini». Poi l'epilogo: dato il suo rifiuto nel cancellare il bacio -evidentemente non ritenendolo un "pericolo" per la figlia di 6 anni o per la propria eterosessualità- il social network ha cancellato il suo intero profilo.
Solo tre giorni dopo Facebook è tornato sui propri passi, ha ripristinato l'account ed ha spiegato: «Nel tentativo di elaborare rapidamente ed efficientemente le segnalazioni che riceviamo, il nostro team operativo riceve molti avvisi ogni settimana e come ci si potrebbe aspettare, di tanto in tanto, facciamo un errore e blocchiamo un contenuto che non dovremmo».
Il continuo ripetersi di episodi simili, però, non evidenzia solo l'inefficacia dei processi adottati dal social network, ma anche quella che appare come una rete organizzata pronta ad approfittare di quelle falle per cercare di disturbare chiunque provi a sostenere i diritti dei gay. Poco incoraggiante, inoltre, è anche come la stessa solerzia spesso non venga applicata ai messaggi omofobi, ritenendo lecito che gruppi omofobi prendano in giro un ragazzo morto a causa loro o che gruppi anonimi possano utilizzare quel mezzo per cercare di convincere i più sprovveduti a non rivolgersi a dei professionisti ma di affidarsi a dei ciarlatani pronti a promettergli una formula di riconversione all'eterosessualità di sé stessi o dei propri figli (non va dimenticato che il giro di affari stimato attorno alle presunte terapie di conversione dei gay si aggira intorno ai 2 miliardi di dollari all'anno... tutt'altro che noccioline!).
Certo, in un Paese civile forse non sarebbe necessario rivolgersi a Google per chiedere che la smetta di finanziare quai gruppi o pretendere che Facebook non si offra come veicolo per la diffusione di odio e pregiudizi, ma al momento sappiamo che le istituzioni italiane purtroppo non appaiono particolarmente intenzionate a garantire pari diritti e dignità a tutti, nonostante un'accusa di procurato allarme nei confronti di chi cerca di scatenare il panico e l'odio sostenendo che gli studi dell'OMS siano falsi parrebbe quasi dovuta.


L'Eurovision visto da Twitter

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Con ben 5.384.678 messaggi postati durante la diretta, Twitter si afferma come un valido strumento per poter tastare il polso dell'opinione pubblica durante la finale dell'Eurovision 2014.
L'apice dell'attività sul social network si è toccato nel momento in cui è stata annunciata la vittoria della cantante austriaca Conchita Wurst, con un picco di 47.136 tweet per minuto. Il secondo picco è stato registrato proprio durante la sua esibizione (con un volume di 42.660 tweet per minuto), seguito dalla "Moustache" dei francesi Twin Twin Oh Yeah (39.353 tweet per minuto). Da notare che la loro esibizione che, pur essendo stato il terzo momento più twittato della serata, ha totalizzato solo due voti durante la finale, facendoli precipitare al 26° posto. Dal punto di vista della distribuzione, l'attività maggiore è stata registrata nell'ovest dell'Europa (qui è possibile visualizzare una mappa interattiva dell'attività nel corso della serata).
Se in Italia i messaggi hanno principalmente tifato per la nostra Emma Marrone, la vera la vera regina dell'Eurovision 2014 è stata senza ombra di dubbio Conchita Wurst, la quale ha visto un incremento di follower di 495 volte superiore alla norma, passando dai 9.800 folloser dell'8 maggio ai 44.100 dell'11 maggio.


Spot to stop homophobia, l'evento anti-omofobia del Sism di Campobasso

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Si chiama "Spot to stop homophobia" ed è una evento organizzato dalla sede locale di Campobasso del SISM (il Segretariato Italiano Studenti in Medicina) in occasione della Giornata Mondiale contro l'omofobia che si celebrerà il prossimo 17 maggio.
L'idea prevede la pubblicazione sulla pagina Facebook dell'iniziativa di un certo numero di post (spot, video, articoli...) volti a far conoscere il mondo lgbt e combattere l'omofobia. Ogni utente avrà la la facoltà di scegliere quale materiale pubblicare sulla pagina, ma l'idea base è di condividere il materiale già presente in modo tale da riempire le bacheche dei propri amici e creare un flusso "a macchia d'olio" tra i contatti dei propri contatti.
In un mondo dove l'omofobia è alimentata dall'ignoranza e dai pregiudizi, c'è da augurarsi che il far conoscere tutta la normalità dell'omosessualità possa essere una chiave per smuovere le acque e per spronare ad una riflessione personale su quei siano i reali motivi che portano alcune persone a chiudere le porte alla comunità gay, spesso adducendo la necessità di "difendersi" da qualcosa pur di non ammettere che in realtà si teme solo ciò che non si conosce. Non dimentichiamoci, infatti, di come agguerriti personaggi anti-gay si siano dovuti ricredere non appena entrati in contatto con familiari o persone care che gli abbiano permesso di conoscere l'irrazionalità della propria posizione.


A far l'Europa comincia tu, l'iniziativa di Arcigay per conoscere i candidati alle europee più gay-friendly

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La Ilga Europe ha elaborato una lista di dieci punti, intitolata "Come out", che passa in rassegna tutte le azioni che il Parlamento europeo può mettere in campo per ottenere il pieno riconoscimento dei diritti delle persone lgbti. Ed è proprio quel documento il punto cardine della campagna "A far l'Europa comincia tu" lanciata da Arcigay ed Anddos (associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale) per chiedere un impegno concreto ai candidati italiani per il Parlamento Europeo.
Tra le proposte c'è l'adozione di una tabella di marcia per il riconoscimento di uguali diritti alle persone lgbt, la stretta sorveglianza sul rispetto dei diritti umani negli Stati membri, il completamento di una legislazione globale contro le discriminazioni e un impegno legislativo contro la violenza omotransfobica. Si chiedono inoltre la promozione di una definizione inclusiva di famiglia, che comprenda anche famiglie monogenitoriali e omogenitoriali, nonché la tutela dei diritti delle persone trans anche attraverso la revisione dei requisiti per il riconoscimento giuridico di genere.
Sono 82 i candidati italiani che hanno sottoscritto immediatamente sottoscritto la piattaforma "Come out": 36 della Lista L'Altra Europa per Tsipras, 21 del Movimento 5 stelle, 15 del Pd, 7 di Scelta Europea, 2 dei Verdi ed 1 di Forza Italia.
Attraverso il sito internet www.cominciatu.eu si potranno anche approfondire le posizioni dei singoli candidati, in modo che omosessuali, lesbiche e transessuali possano individuare i politici che intendono sostenere i loro diritti (il tutto attraverso un meccanismo interessante volto anche ad individuare i nomi più favorevoli all'interno dei partiti meno gay-friendly).


Nasce il sito dei gay italiani "guariti" dal cattolicesimo: «Ero lesbica perché me lo dicava la TV»

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Dopo aver importato in Italia La Manif Pour Tous, il mondo cattolico è tornato ad alimentare la sua campagna di disinformazione contro l'omosessualità attingendo ancora ancora una volta dal fronte omofobo francese e dai loro Homovox (un gruppo esiguo di gay cattolici che si dicono contrari ad avere diritti). Ma dato che il mondo cattolico italiano vuole puntare in alto, la declinazione scelta è quella degli ExHomoVox (ossia di gay cattolici che sostengono di essere "guariti" dalla loro omosessualità e di volersi impegnare per far sapere a tutti che l'omosessualità è una "malattia curabile" con la fede).
«Siamo persone che sanno di aver sbagliato» dicono sul loro sito «uomini e donne che hanno imparato che il Vero Bene per sé e per gli altri non lo si può modellare sulle proprie ferite o sulle conquiste». E in quel «per gli altri» preannuncia molto chiaramente che l'intento è di voler imporre qualcosa agli altri (naturalmente dietro l'abusata scusa di volerlo fare per il loro bene).
Palesata è anche l'intenzione di opporsi all'introduzione di leggi anti-omofobie, ancora una volta attaraverso discorsi palesemnente strumentalizzati: «Passerà in Italia la legge che vuole chiudere la bocca a chiunque non appoggi la teoria di genere, i matrimoni e le adozioni gay, la quale per assurdo non permetterà agli ex omosessuali di potersi raccontare? Non potranno dare giudizi sul loro passato perché risulterebbero omofobi o istigatori di omofobia? Sostieni la lotta contro questa legge!».
Sul sito (e nell'immancabile pagina Facebook) vengono così raccolte le testimonianze di chi dice di essere diventato etero grazie a Santa Romana Chiesa. Tutte storie curiosamente simili, in cui l'omosessualità viene associata a qualsiasi altro tipo di condotta di vita disordinata e da imposizioni della società: «Ho vissuto per 24 anni di vita lontano dalla fede, cresciuto in una famiglia dove mi hanno insegnato a essere sessualmente libero, comunista, che la felicità si otteneva facendo più esperienze possibili, frequentavo rave, discoteche, ho fatto uso di molti tipi diversi di droghe, abuso di alcool» sostiene Simone. «Eravamo convinte di essere "nate omosessuali" e vivevamo nella certezza d'essere nel giusto perché era la nostra natura. O almeno così ci ripeteva la tv» è la versione di Anna. «Fino a tre anni fa pensavo che la vera felicità la potevo vivere solo così: con gli amici a fumare canne tutti i giorni, andare in discoteca ad ubriacarmi o peggio, e nello sfruttare sessualmente gli altri», sostiene Marco.
In un Paese dove la televisione non parla di omosessualità se non in presenza di un contraddittorio, in cui non si possono leggere libri con storie gay senza essere denunciati, in cui l'insulto è all'ordine del giorno e i diritti del tutto assenti, è assurdo sostenere che si possa pensare che la gente sia omosessuale perché ammaliata da quella situazione. Eppure questo è quello che viene spacciato.


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Zachary Quinto nudo su Instagram

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«Private pool is golden rule». Sono queste le parole con cui Zachary Quinto ha commentato su Instagram un'immagine si mostra senza veli in una piscina. La fotografia è parte di una serie di immagini con cui l'attore sta condividendo con i propri follower la sua vacanza in Asia, motivo per cui in pochi si sarebbero attesi una simile posa fra i tanti scatti che mostrano alcuni fra i più bei monumenti e paesaggi del Paese.
Dopo aver fatto coming out nel 2011, Quinto ha avuto una relazione con l'attore Jonathan Groff sino al luglio del 2013. Ed è anche questo il motivo per cui anche il mondo del gossip si è immediatamente interessato alla fotografia, chiedendosi chi l'abbia scattata.
Dal punto di vista prettamente tecnico, è da notare come Quinto pare sia stato attendo a posizionarsi in modo tale da non lasciar intravedere nulla di più che la semplice assenza di un costume, ottenendo l'effetto di poter provocare senza correre il rischio di risultare volgare.

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In rete spuntano le immagini di Davey Wavey nudo. Lui replica: «Non ne sono rammaricato»

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Davey Wavey è un modello e un appassionato di fitness, ma il mondo lo conosce principalmente come youtuber grazie ai divertenti video riguardanti il mondo gay che è solito pubblicare sul proprio canale.
Da circa un anno su Internet circolano una serie di immagini private che lo ritraggono nudo e in posizioni sessualmente esplicite. Ed è proprio riguardo a quel materiale che il ragazzo ha deciso ora di rompere il suo silenzio e di rispondere a quanti hanno immediatamente parlato di uno "scandalo". Attraverso un video pubblicato su YouTube, Davey ha chiarito che non gli dispiace affatto che qual materiale sia divenuto di dominio pubblico.
«Tutti abbiamo un pene (o una vagina) -ha sostenuto- Il nostro corpo è troppo bello per lasciarlo coperto. È opera di Dio, dell'universo o di chiunque vogliate. Le fotografie non mi imbarazzano, le ho fatte da giovane. E se qualcuno mi dice che dovrei vergognarmi e che sono inappropriate, io rispondo: non guardarle!».
Viene da sé, infatti, che lo scandalo stia negli occhi di chi guarda, a fronte di immagini che non sono parte della sua sfera pubblica ma di quella privata, specchio di una sessualità che tutti noi abbiamo. Certo, un po' di curiosità è naturale, forse anche un po' di chiacchiericcio da bar, ma la condanna morale è tutt'altra cosa. Raggiunta l'età adulta, infatti, bisognerebbe sapere che i veri scandali sono altri e che forse non c'è nulla di così strano in un un ragazzo che si è fotografato nudo in un'epoca dove la fotografia digitale è talmente diffusa da poter quasi ritenere assurdo che qualcuno possa non averla utilizzata per giocare con il sesso. Tant'è che lo stesso Davey ha aggiunto: «Davvero c'è qualcuno che è sorpreso dal fatto che su Internet ci siano alcune mie fotografie nudo? Intendo dire, davvero...».

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Boyfriend Twin, il sito dedicato ai fidanzati così simili tra loro da sembrare gemelli

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Tutti noi conosciamo la figura di Narciso, il personaggio mitologico innamoratosi della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d'acqua. Ben meno noto è come ad alcuni sia davvero capitato di innamorarsi della propria immagine, o quantomeno a persone che paiono incredibilmente somiglianti ad essa.
Di questo si occupa un sito chiamato Boyfriend Twin, creato con lo scopo di raccogliere un'ampia collezione di fotografie ritraenti alcuni coppie di fidanzati così simili a sé da apparire quasi dei fratelli gemelli. Insomma, la vera antitesi della teoria secondo cui gli opposti si attraggono.

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