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Intervista a Max Bosso

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In libreria dallo scorso 2 maggio, "È semplicemente amore" racconta la storia di un ventenne che si ritrova a vivere un prepotente desiderio sessuale, dapprima temuto e poi affrontato, verso un giovane tunisino accolto in casa. Romanzo d'esordio di Max Bosso, è risultato fra i finalisti al Premio Calvino (dov'era in concorso con il vecchio titolo di "La qualità del dono"). Abbiamo incontrato l'autore.

Ci racconti qualcosa di te?
Di me ti racconto che ho trent'anni, che sono sardo e che mi sono trasferito in Piemonte circa otto anni fa, per frequentare il master della Scuola Holden di Alessandro Baricco.
A Torino mi occupo di produzione teatrale e musicale: è un lavoro che svolgo con discrezione, sforzandomi di rimanere il più possibile nell'ombra, perché credo nell'importanza di far emergere le opere e gli artisti, svelando il meno possibile della macchinosità burocratica che si cela dietro ogni produzione artistica e che spesso finisce per annientare la poesia che anima ogni atto creativo.
Sono single e vivo da solo. A volte penso che probabilmente sarebbe il caso di dare una scossetta a quest'aspetto della mia vita, ma poi mi ricordo che se davvero voglio continuare a scrivere e a farlo bene, una definitiva rinuncia alla singletudine potrebbe rivelarsi fatale.

Com'è nata l'idea per il tuo romanzo d'esordio?
È nata dal desiderio di raccontare quelli che considero i luoghi della mia vita: Torino e la Sardegna. È semplicemente amore, prima ancora di essere la storia di Tommy e Said, è la storia dei luoghi che ne hanno ispirato le scelte e i caratteri.
Volevo raccontare la solitudine e il senso di smarrimento che una persona non del luogo può provare vivendo in una città come Torino. E come spesso la chiave per uscire da questo stato si debba andare a cercarla nella propria capacità di mettersi, disinteressatamente e incondizionatamente, a disposizione degli altri, anche di chi si è reso capace di farci molto male.


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Intervista ai Pellicans

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Dopo esserci occupati del loro secondo album, li abbiamo intervistati per conoscerli meglio. Loro sono i Pellicans, una band del pinerolese che propone un queer-reggae influenzato dalle musicalità anni '70/'80 e contaminato da sonorità che spaziano dal rock all'elettronica.

Ci raccontate qualcosa di voi e della vostra storia?
Non esiste una vera e propria data a cui far risalire la nascita del gruppo, ad ogni modo si può dire che alcuni musicisti della Val Pellice decidono di incontrarsi per suonare reggae agli inizi del 2000, anche sull'onda del grande interesse per questa musica dimostrato nel territorio – si pensi alla realtà degli Africa Unite. Come per tutti i gruppi, in particolare non professionisti si registrano grandi cambiamenti di formazione e di conseguenza anche dello stile che via via si va strutturando. Sono apparizioni estemporanee e anche le scalette proposte riflettono i mutamenti all'interno del gruppo. Sicuramente con l'entrata dell'attuale cantante (Roberto Pretto) si inizia a ricerca una maggior coerenza e ad investire su un repertorio originale, alternando sia i testi in italiano sia in inglese. Nel 2005 i Pellicans sono scossi da un lutto, in quanto Andrea, chitarrista nonché anima del gruppo, si toglie la vita. È chiaramente un momento molto difficile e sarà abbracciando gli strumenti e continuando il percorso intrapreso il modo per affrontare la perdita dell'amato amico e collega. Vi è quindi un nuovo inserimento nell'organico e si decide di rendere il progetto dei Pellicans più visibile, autoproducendo un disco. Saranno anni molto intensi, quelli tra il 2006 e il 2010, che vedono il gruppo impegnato su due fronti, i live e le registrazioni in studio. Grazie al supporto di Ruggero Catania (chitarrista degli Africa Unite), si da vita al primo disco intitolato "Lunapark Underground", che vede anche la collaborazione di molti amici nonché artisti quali Livia Siciliano per quanto riguarda le foto del disco e delle locandine, Kai Samuel Paone che si è occupato oltre ad alcune composizioni anche agli arrangiamenti e a Luciano Kovacs, caro amico italianissimo ma residente a NYC quale scrittore dei testi. Collaborazioni di cui il gruppo si è avvalso anche per il secondo disco "Dancing Boy".


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Intervista a Francesco Mastinu

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Francesco Mastinu è l'autore di "Eclissi" (edizioni Lettere Animate), un romanzo di cui ci siamo già occupati e che racconta la storia d'amore fra Riccardo e Alessandro, affrontando al contempo il tema dell'assenza di riconoscimenti giuridici delle unioni fra persone dello stesso sesso.

Ci racconti qualcosa di te?
Ecco una di quelle domande che possono mettere in serie difficoltà. Insomma, non saprei cosa dire, di solito preferisco che siano gli altri a chiedere. Comunque: sardo doc, classe 1980 e lavoro in un ente locale.
Convivo, ho 4 gatti che mi fanno da padroni, adoro i viaggi e leggere, sì, leggere tanto. Ho la passione per la scrittura da moltissimo tempo, che ho coltivato a fasi alterne. Scrivere, per me, significa vivere, respirare. Mi rilassa, mi diverte e mi far stare bene. Ma mi affatica parecchio.

Com'è nata l'idea per il tuo romanzo d'esordio?
In modo piuttosto buffo: da una canzone, sentita di sera in un pub, che mi ha fatto venire in mente una scena per un racconto.
Poi, il passo dal racconto al romanzo è avvenuto in tempo record, ma mi ha consentito di poter mettere su carta le idee che mi porto dentro da anni. Se penso a una genesi del romanzo, di certo non posso trascurare due intenzioni: parlare di un amore simile a di tanti altri ma con la differenza che i due della coppia dovessero attraversare delle ben note difficoltà nello stare insieme. Mi riferisco a delle difficoltà anche istituzionali, non soltanto personali e soggettive.
Un sentimento che, purtroppo, mi ha guidato, è anche la rabbia. Sì, per come ancora oggi essere gay e amarsi non sia solo tabù, ma soprattutto non riconosciuti da chi dovrebbe tutelare i diritti delle persone.


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Intervista a Fabio Segala

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Ci siamo già occupati di "Tranquillitudine", il libro d'esordio di Fabio Segala. Nato a Mantova il 24 luglio 1978, inizia a scrivere i suoi primi racconti nel '93. Dieci anni più tardi dichiarerà la sua omosessualità alla famiglia. Si definisce un sognatore, timido e romantico.

Com'è nata la passione della scrittura?
È iniziato tutto per gioco. Alle scuole medie ci veniva assegnato il classico libro da leggere in vacanza, sul quale al rientro ci sarebbe stato un compito. Nell'estate del 1991 il libro fu "Avventura a Katmandu" di Stefano Di Marino. Finito di leggere il libro, lo riposi in libreria e nel 1993, riassettandola, lo ripresi in mano e sfogliando le ultime pagine dove vi erano delle schede didattiche, trovai una nota che chiedeva di costruire una nuova avventura per i protagonisti. Ci provai decidendo di cambiare i nomi dei personaggi per inventare una storia tutta mia. Scritta con le capacità di un ragazzino di quattordici anni comparve automaticamente un personaggio gay. Perché a quattordici anni sapevo già che mi piacevano i maschietti.

Secondo te, perché vale la pena leggere il tuo libro?
Vale la pena leggerlo per la sua semplicità di scrittura e per la sua brevità, non voglio sminuirlo né tanto meno faccio il modesto. È scritto con l'intento di scorrevolezza, non ci sono le arguzie di uno scrittore di successo o le descrizioni chilometriche di luoghi ed azioni. Dal quel lontano 1993 ad oggi la mia tecnica è sicuramente migliorata. Forse perché leggendo molto ho osservato la tecnica altrui. Per chi vorrebbe iniziare a scrivere la lettura è un buon apprendimento.


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Intervista ad Antonio Prisco, l'autore di "Icontroversy"

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Antonio Prisco è un giovane cineasta napoletano che presto vedremo protagonista nei principali festival cinematografici internazionali con il suo shortmovie "Icontroversy". L'opera mostra una panoramica cruda e violenta dello stato dell'omofobia in Italia, sia dal punto vista sociale, che politico e religioso. Un'accusa impersonificata da Lia Zeta, la transgender protagonista del cortometraggio, che attraverso una trasfigurazione simile a quella di Gesù apparirà come un vero e proprio martire delle persecuzioni omofobe e transomofobe.

Com'è nata l'idea del film?
Ultimamente, in un'atmosfera di rabbia, difficoltà sociali ed economiche del paese, ho visto alimentare negli animi della gente comune, come nei media, un'insofferenza nei confronti delle minoranze ingiustificata. Ieri, per esempio, leggevo sul profilo Facebook di Nichi Vendola, commenti imbarazzanti sulle priorità del paese e che dovremmo preoccuparci di sfamare le famiglie piuttosto che fare leggi contro l'omofobia o per il rispetto delle minoranze. Questo genere di cose mi lasciano molto perplesso, così come le continue dichiarazioni della Bindi, di questo politico o di quel personaggio... Mi irrita l'idea di sentire cose del genere nel 2012. Così ho preso in mano un iPhone, ho cominciato a dire la mia anche io. È nato tutto per un desiderio di libertà, di esprimere un'opinione, di dire che non sono d'accordo.


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Intervista a Doni Corrado

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In occasione dell'uscita del settimo ed ultimo episodio di "Tris" (che è possibile seguire a partire da stasera sul canale YouTube della serie) incontriamo la sua regista, Doni Corrado.

Ci racconti qualcosa di te?
Sono una regista ed autrice, principalmente per la TV (ma anche cinema, pubblicità, videoarte, web). Lavoro nell'ambito audiovisivo ormai da parecchi anni e ho cercato sempre di seguire i progetti che più mi appassionavano. Ecco, se dovessi descrivermi con poche parole, direi che sono una persona appassionata, gioviale, curiosa e... amante della cucina! :)

Com'è nata la tua partecipazione in Tris?
Circa un anno fa, ho conosciuto Antonio Back, proprio nel periodo in cui lui stava mettendo su il progetto di TRIS. Mi sono subito interessata a questa serie web, alla sua freschezza, al fatto che era un progetto a costo zero ma dai contenuti molto interessanti, fuori dagli schemi, difficili da veicolare in un Paese come il nostro... una vera e propria sfida! Come piacciono a me. All'inizio, ho cercato di dare una mano come potevo, soprattutto in ambito organizzativo. Ma poi, quando Antonio mi ha chiesto se volevo occuparmi della regia, ho pensato «Perché no?»: il cast è eccezionale, le figure professionali anche. Mettere a disposizione il mio lavoro, mi sembrava davvero il minimo, visto il grande impegno e dedizione che ognuno ha profuso nel progetto.


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Intervista a SuperSoaker

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Si chiama Michael, è nato il 4 dicembre 1983 a Taylor (Wisconsin, Stati Uniti) ed attualmente vive a Minneapolis. Su Internet, però, è maggiormente conosciuto sotto lo pseudonimo di SuperSoaker (un nick ispirato al nome della marca di una potente pistola ad acqua) ed è seguito in tutto il mondo da migliaia di fan. Il motivo della sua popolarità sono i video amatoriali che ha pubblicato negli ultimi sei anni su alcuni siti come XTube. Video che lui definisce arte ed auto-espressione sessuale, paragonando le caratteristiche specifiche di ogni performance ad un dj che remixa la musica in base al sentimento del momento.
Steward di una compagnia aerea nel corso delle sue prima apparizioni, Michael ha attraversato negli ultimi anni un periodo difficile dopo che gli è stato diagnosticato il virus dell'HIV. La sua reazione alla notizia lo ha portato a perdere il suo impiego e ad avvicinarsi pericolosamente ad un baratro. Poi, grazie ad un'attività di introspezione, è riuscito a riprendere in mano le redini della propria vita, a trovarsi un nuovo lavoro e a rimettersi in salute.

Perché hai deciso di iniziare a pubblicare quei video?
Ho iniziato a pubblicare i miei video on-line dopo averne realizzato uno in webcam per un ragazzo che mi riteneva carino. Non ne avevo idea, ma tutto ad un tratto ha diffuso quel filmato su Internet!

Secondo te, nonostante la presenza di numerosi altri video amatoriali, perché hai avuto così tanta attenzione da parte del pubblico?
Ho ricevuto più attenzioni di quante me ne aspettassi. Agli inizi avevo ricevuto una mail di un amico che mi diceva che i miei video risultavano fra quelli in evidenza sul sito DudeTubeOnline. Non ci potevo credere! Io avevo semplicemente realizzato un paio di video per un ragazzo che mi piaceva... non avevo idea che li stesse pubblicando tutti si Internet!


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Intervista ad Armando Pizzuti

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In occasione dell'uscita del sesto episodio di "Tris" (che è possibile seguire a partire da stasera sul canale YouTube della serie) abbiamo intervistato il suo terzo protagonista, Armando Pizzuti.
Armando nasce a Carpinone, in Molise. Inizia a studiare recitazione nel 2002. Tre anni più tardi debutta al Teatro India di Roma con lo spettacolo "Proust", diretto da Giuliano Vasilicò. Nel 2006 approda sul grande schermo nelle vesti del secchione Santilli in "Notte prima degli esami" (ruolo che ricoprirà anche l'anno successivo nel sequel "Notte prima degli esami - Oggi"). Sempre nel 2006 prende parte alla miniserie televisiva "La freccia nera" trasmessa su Canale 5. Attualmente presta il suo volto a Martino, lo gnomo Postino, nel programma per bambini "Melevisione" in onda su Rai Yoyo.

Ci racconti qualcosa di te?
Che dire!!! Mi piace tantissimo viaggiare, che sia per lavoro o per piacere sono sempre in giro. I miei amici mi chiamano il ragazzo con la valigia. Penso di non riuscire a stare in un posto troppo a lungo. Ho bisogno di vedere sempre posti nuovi, conoscere nuova gente. E poi ti posso dire che mi piace molto parlare in inglese. Lo parlo molto bene, credo di essere stato americano in un'altra vita.


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Intervista ad Alessandro Ananasso

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In occasione dell'uscita del quinto episodio di "Tris" (che è possibile seguire a partire da stasera sul canale YouTube della serie) abbiamo incontrato uno dei suoi protagonisti, Alessandro Ananasso.
Nato a Roma il 18 Dicembre 1987, Alessandro incentra il suo percorso formativo sulla recitazione. Nel 1999 esordisce a teatro nello spettacolo "Gli uccelli" (regia di Paolo Paoloni), nel 2006 prende parte al suo primo cortometraggio ("Cogito ergo… sum!" per la regia di Andrea Blarzino), scritto da lui e vincitore del Premio per il Miglior Cortometraggio al Sergio Leone Day; mentre nel 2007 è protagonista del videoclip musicale "Perduto", degli Spleen Caress. Tra le sue ultime fatiche a teatro è possibile segnalare il noir "Chi ha paura di Virginia Woolf?" (2011, regia di Danilo Canzanella) e "Stop. In the name of Love: L'Orso" (2011, regia di Francesca Viscardi Leonetti). Sarà a breve di nuovo in scena con l'inedito tragicomico "Al Diavolo l'amore!" (regia di Mauro Scarpa).

Ci racconti qualcosa di te?
Per tutti i paperi, questa è la domanda più difficile! Cominciamo bene! Bè, sono una persona che non si ferma mai, infatti sono sempre segnato da occhiaie e capelli bianchi a sorpresa, e guai a chi me li tocca. Sì. Credo che questo riassuma molte cose. Per il resto mi sveglio una mattina su dieci (quando va bene) scoprendo qualcosa in più su di me, per cui probabilmente non vale la pena che qualcuno si sforzi di starmi dietro. Ah, e sto egregiamente fingendo di essere una persona modesta.


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Intervista ad Andrea Riso

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Andrea Riso nasce a Reggio Calabria il 9 febbraio 1988. Diplomatosi in lingue nel 2006, si trasferisce a Roma dove inizia a studiare recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Il 2007 lo vede recitare nel suo primo cortometraggio ("Ogni 48 ore"), nel 2008 è una voce corista nel singolo "Give peace a chance" dei Neri per Caso, mentre nel 2010 esordisce come attore teatrale nello spettacolo "Sotterraneo" di Eleonora Pippo.
Tra le sue ultime fatiche il cortometraggio "Il sosia" di Enrico Maria Artale (uno dei registi vincitore degli ultimi Nastri d'argento) e il ruolo di protagonista nella webserie "Tris" (di cui stasera esce il terzo episodio).

Ci racconti qualcosa di te?
Che dire... sono un ragazzo che come tanti sta cercando, tra mille difficoltà, di farsi spazio nel mondo del lavoro. Non è per niente facile aspettare "la grande occasione" ed è per questo che mi ritengo molto fortunato nell'avere tanti interessi diversi che aiutano a guadagnare qualche spicciolo e, soprattutto, consentono alla mia creatività di tenersi allenata. Mi piace tanto fotografare, suonare il pianoforte, cantare (qui è possibile ascoltare alcuni suoi brani, ndr), faccio parte di una band e di un coro gospel (All Over Gospel Choir). La mia priorità però rimane la recitazione.


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Intervista a Valerio Pino

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Negli ultimi giorni si è molto parlato di Valerio Pino per alcune affermazioni, video ed immagini (l'ultima solo poche ore fa, con uno scatto che mostra un suo schizzo di sperma) che il ballerino ha deciso di pubblicare sul proprio account Twitter. Indubbio è il grande interesse suscitato dai quel materiale (come dimostrato dall'impennata degli iscritti al suo profilo o dall'alto numero di visite raggiunto dai post che lo riguardano) e le reazioni sono state varie e variegate: da una parte ce chi ha apprezzato la sua spontaneità e lo difende a spada tratta, dall'altro chi lo condanna accusando di cercare facile popolarità.
In un'intervista ci sipega la sua posizione e ci parla del suo nuovo esordio anche nell'insolita veste di un attore di telenovela.

Perché hai deciso di pubblicare foto e video provocanti sul tuo profilo Twitter?
Perche mi andava. Ero felice in quel momento e volevo condividere questa mia felicità con chi mi segue sul mio profilo, le foto non le trovo affato sconvolgenti e tanto meno credo siano volgari...

Le tue affermazioni sul programma "Amici" hanno suscitato meno reazioni "forti" rispetto alle tue fotografie. Secondo te, perché?
Guarda credimi quando scrivo qualcosa su Twitter in generale oppure rispondo semplicemente a delle domande o publico delle foto, l'ultima cosa che penso è cosa possano suscitare o non se di piu o di meno ma chi sene frega... lo faccio e basta sono spontaneo.


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Intervista ad Antonio Back, sceneggiatore di Tris

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Pochi giorni fa ci siamo occupati di "Tris, Tre tipi travolgenti", una divertente web serie che racconta le vicende di tre amici gay. A poche ore dall'uscita del secondo episodio (che è possibile gustarsi qui) abbiamo intervistato il suo sceneggiatore ed ideatore, Antonio Back.

Ci racconti qualcosa di te?
Vengo da Roma, ed è la prima volta che mi cimento nella sceneggiatura e nella produzione. Naturalmente non mi reputo uno sceneggiatore, o un produttore o chissà cosa, se non un semplice ragazzo con una vena creativa che si è rimboccato le maniche e l'ha messa in pratica.

Com'è nata l'idea di "Tris"?
Avevo sempre desiderato scrivere, ma volevo fare qualcosa anche di socialmente utile. Per cui ho pensato che sarebbe stato bene raccontare la vita di tre personaggi giovani, positivi, nonostante/grazie a tutti i loro difetti, che fossero anche gay. Questo per trasmettere un messaggio di uguaglianza, di cui secondo me c'è molto bisogno in Italia.

Quanto tempo hai impiegato per realizzarla e per trovare i fondi necessari alla sua produzione?
#Tris è tutto a budget zero. Nessuno è retribuito, dagli attori, alla truccatrice, passando per la regista e il fonico. Avevamo provato a cercare pecunia tramite una raccolta fondi online ma non ebbe successo (ebbe però un riscontro di pubblico positivo). Speriamo magari che questa prima stagione porti a qualcosa.


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Intervista a Ferdinando Neri

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Ferdinando Neri è l'autore di due romanzi: "I quattro re" (la storia di un soldato francese in epoca napoleonica) e "Ispettore Ferraris. Punto e a capo" (un giallo che ruota attorno alla scomparsa del ricchissimo industriale torinese Enea Burzio). Le sue storie e i suoi personaggi si intrecciano spesso con un aspetto erotico gay che li rende di particolare interesse per la comunità lgbt. L'autore ha anche pubblicato sul suo sito web alcuni brevi racconti che offrono un'altra via di accesso per potersi avvicinare al suo stile narrativo.
Ferdinando ha gentilmente accettato di raccontare il suo lavoro e il suo pensiero in una breve intervista:

Puoi raccontarci qualcosa di te?
Sono molto riservato di natura, perciò mi limito a qualche informazione. Vivo a Torino. Abito, da molti anni, con il mio compagno. Lavoro (se dovessi vivere dei proventi dei due libri pubblicati, sarei già morto di fame da tempo). Amo molto viaggiare e fotografare, leggere e scrivere, l'opera e la montagna.

Come sei giunto alla decisione di scrivere racconti a tematica gay?
Non direi che sia stata una decisione cosciente. Ho sempre amato immaginare storie, prendendo spunto da romanzi letti o film visti. Dato che sono gay, i personaggi che mi inventavo erano anche loro gay. Quando ho incominciato a scrivere, ho dato vita a queste fantasie. Ho scritto anche alcuni racconti con personaggi eterosessuali ed altri in cui l'orientamento sessuale non ha importanza, perché avevo voglia di scrivere quelle storie. Ma nella maggioranza dei casi, i protagonisti sono gay, anche quando la vicenda narrata ha poco o nulla a che fare con la sessualità.
Direi che se in questo c'è stata in parte una decisione cosciente, dipende da una considerazione: nella stragrande maggioranza di storie che si possono leggere o vedere al cinema, i personaggi sono eterosessuali. Se ci sono personaggi gay, questo è un elemento anomalo, che serve per lo sviluppo della storia se non addirittura come elemento comico o "di colore". Ho sempre avuto voglia di leggere storie in cui i protagonisti sono gay e non passano tutto il tempo a tormentarsi sulla loro identità sessuale, ma vivono la loro vita, magari lottano, si impegnano in imprese pericolose, amano, soffrono, si divertono, esattamente come tutti gli esseri umani. Ad un certo punto ho incominciato a scriverle io, queste storie.


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Intervista a Francesco Mariottini

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Francesco Mariottini nasce a Jesi il 6 novembre 1985. E' stato uno dei concorrenti della settima edizione del talent show "Amici di Maria De Filippi". Giunto all'ultima puntata come unico ballerino ancora in gara, è stato sconfitto in finale dal cantante Pasqualino Maione. Nelle edizioni successive, è rimasto nel cast del programma come ballerino professionista.
Di seguito proponiamo una sua intervista che ci è stata girata dall'ufficio stampa de "Il cigno nero" in occasione dell'uscita del film.

Hai fatto danza classica per anni prima di specializzarti nella danza moderna. Quali sono gli aspetti che preferisci sia dell'uno che dell'altro?
La danza classica è senza dubbio la base di tutto, è quella che ti dà la percezione prima e l'autocontrollo poi, di ogni più piccola parte del corpo, ti insegna come gestire ogni singolo muscolo, come dosare la forza, come riuscire a sostenerla per il tempo necessario, senza che trapeli alcuno sforzo. La danza classica è quello che per una casa sono le fondamenta. L'aspetto che amo di più del classico è il rigore e la professionalità che ti inculca fin da adolescente, ed inoltre la possibilità che ti offre di acquisire quella tecnica necessaria ad eseguire bene ogni tipo di performance. Ma la tecnica da sola nella danza, secondo me, non basta, anzi credo che il puro e semplice virtuosismo sia più vicino alla ginnastica o al circo. La danza è di più; quando ho sperimentato lo stile neoclassico e poi il contemporaneo ho scoperto che mi piacevano molto e il motivo è che entrambi riescono, molto più della danza classica, a narrare sensazioni ed emozioni che sono da sempre dentro all'essere umano. Ecco, per me la "Danza" è unione di capacità tecniche indiscutibili e di espressività energia, intensità emotiva.

Nel film, la protagonista sogna da sempre di ballare Il lago dei cigni. Tu hai un "balletto nel cassetto", un pezzo o una parte che sogni di interpretare?
Una notte d'estate, non riuscivo a prendere sonno e mi sono messo ad ascoltare musica, ascolto sempre musica quando ne ho il tempo, e sempre, inevitabilmente, la musica finisce per trasformarsi in coreografie nella mia testa. Quella notte ascoltavo le colonne sonore di film famosi. Ed una mi ha profondamente colpito per la sua struggente bellezza: la colonna sonora di "Schindler's List", film che narra il tema della "Shoah". Quella sarà la musica di un passo a due che sicuramente coreograferò e ballerò, prima o poi, con una brava partner.


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Intervista al fotografo Valentino Valente

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Valentino Valente è un artista toscano noto per le sue fotografie di nudo artistico. I suoi scatti si rifanno alle opere dei grandi pittori del passato, con particolare attenzione ai giochi di luci e ombre. I soggetti non sono i classici modelli da copertina patinata, ma persone comuni che posano nudi mostrando la loro essenza. E' anche per questo che Valentino ha deciso di non ritoccare mai con Photoshop le sue immagini, lasciando eventuali imperfezioni così come appaiono nella realtà e come sono state catturate dall'obiettivo della sua macchina fotografica.
Per altre informazioni o per vedere alcuni dei suoi scatti (come quello di apertura o quelli pubblicati in fondo al post) è possibile visitare il suo sito ufficiale o il suo blog.

Puoi raccontarci qualcosa di te?
Raccontare di me sarebbe una lunga storia e forse un giorno la scriverò... sintetizzando la prima cosa che mi viene in mente da dire è la mia formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze ed il mio impatto con i musei e le chiese, poi il vasto curriculum di varie esposizioni artistiche e mostre personali di miei dipinti foto e spesso con performance musicali e video.
L'arte ha sempre avuto un posto principale nella mia vita e sempre con l'occhio, lo spirito e l'emozione verso il corpo umano e la forza della sua bellezza e i suoi segreti.
Sono affamato di immagini e di sensazioni e ne sono un divoratore instancabile e la macchina fotografica è complice di questa mia ossessione.
Sono Toscano e vivo circondato da pietre antiche che raccontano la storia e la loro magia mi avvolge in una capsula del tempo.

Com'è nata la tua passione per il nudo artistico?
La passione per il nudo artistico è nata in me da sempre e con la pittura e osservando i grandi artisti del rinascimento e i manieristi e tutta la cultura dell'umanesimo.Ho amato da sempre il corpo maschile e così cominciai ad amare a dipingerlo e fotografarlo, una ricerca continua che mi arricchisce interiormente e mi da continui stimoli.

Quali messaggi desideri passare attraverso i tuoi scatti?
Il messaggio che cerco di tramettere è l'amore per il corpo in tutti i suoi aspetti e cerco di far capire che il corpo specialmente giovane non ha bisogno di mostrasi con muscoli artificiali, depilazioni orrende, pose stereotipate da perfetti bambolotti di plastica!
Quando poi si mostra nudo integralmente diventa così un essere alieno e sopratutto innocuo anche se sfoggia enormi falli assurdi e così ha cancellato l'eros primordiale che risiede normalmente in ognuno di noi.
Perciò cerco con i miei modelli che sono ragazzi qualsiasi e che non conoscono questi orrendi artifici e che se li vedi per la strada nemmeno ti volti ma da nudi esprimono ed emanano naturalmente il loro potere segreto e la loro alchimia sessuale.

Quali caratteristiche deve avere una foto di nudo per essere artistica e non pornografica?
Una foto per essere considerata pornografica deve essere senza amore ne Eros (che significa amore per il corpo non libidine solamente) e quindi essere solo una foto preparata per essere venduta per essere consumata, mentre una foto non pornografica al di la della posa o di quello che mostra o anche di un erezione (che non è affatto pornografica perché è la potenza e il vigore del corpo anzi ne amplia ancor di più la sua bellezza) deve trasmettere bellezza, amore e segreti e forse per questo diventa sicuramente più eccitante dell'altra senza essere un oggetto.

Principalmente privilegi i corpi maschili. Credi che anche nel campo del nudo artistico sia importante provare attrazione verso ciò che si fotografa?
Si credo sia importante provare attrazione verso ciò che si fotografa perché l'artista diventandone partecipe trasmette questo al modello.


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Intervista a Lorenzo Ridolfi

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Lorenzo Ridolfi è un artista romano che dipinge, fra gli altri soggetti, anche soggetti omoerotici che sempre più di frequente stanno circolando per la rete.
I suoi tratti sono molto particolari e il suo stile originale è facilmente distinguibile. Ecco come si racconta ai lettori di Gayburg:

Puoi raccontarci qualcosa di te?
Ho 42 anni vivo a Roma mi piace disegnare e dipingere, ho fatto l'istituto d'arte ma nella sezione per oreficeria e sono da sempre interessato il mondo delle arti visive, dell'architettura e dell'arredamento.

La tua popolarità è legata principalmente a disegni erotici, ma la tua arte non si ferma a quelli. Quali altri soggetti sei solito rappresentare?
Ho rappresentato i più svariati soggetti dalle forme astratte, all'architettura, la natura, lo spazio, il mio ultimo soggetto di ricerca però è il nudo specialmente maschile.

Com'è nato il tuo interesse per l'arte erotica?
Tempo fa vidi in libreria un libro di Tom of Finland e ho scoperto questa forma d'arte poi attraverso internet sono venuto a conoscenza di molti altri artisti che la praticavano sia in passato che oggi giorno, poi uno dei fattori determinanti è sicuramente il fatto che sia gay in quanto non credo che un artista possa fare un buon lavoro con un soggetto che non lo coinvolga anche emotivamente.

I tuoi disegni hanno uno stile particolare: linee nere e ben marcate, occhi privi di pupilla, ambientazioni spesso storiche... Puoi raccontarci perché hai scelto di usare questo stile?
Non avendo fatto studi accademici trovo a volte difficile disegnare una figura umana dal vero cosi come è, quindi ho cercato di trovare una sintesi della figura e perfezionandomi man mano, poi con il tempo questa sintesi è diventato uno stile proprio come un graffito su di un muro e il fatto di disegnare solo le cose essenziali da ai disegni un certo gusto senza tempo. In genere disegno dei nudi, le ambientazioni storiche fanno parte di una serie di disegni che rappresentano il "sesso tra maschi nella storia" che sto facendo per il blog bisex-gay.blogspot.com.

Qual è per te la differenza fra pornografia ed erotismo?
La pornografia chiede a chi la guarda solo l'eccitazione del corpo l'erotismo anche una certa preparazione culturale.

Ho letto dei tuoi interventi in numerosi blog: qual è il tuo rapporto con internet e con i blog?
Internet lo uso per ricercare, per trovare ispirazione per miei disegni, mi piace commentare i post dei blog che mi interessano e ho stretto amicizia con alcuni blogger, poi mi serve per conoscere il lavoro di altri artisti sia nel campo dell'arte omoerotica e non.

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Intervista ad Adam Champ

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Adam Champ è un attore pornografico che lavora per la Colt Studio. Alto 1,78 m per 99 chili di peso, Adam nasce a Buenos Aires, dove studia per laurearsi in fisiologia dello sport. Nel 2006 ricieve la sua prima offerta per entrare a far parte dell'industria pornografica: dopo il primo rifiuto so farà convincere dall'insistenza dei reclutatori. Attualmente vive a Roma insieme al compagno Carlo Masi.

Puoi raccontarci qualcosa di te?
Sono nato a Buenos Aires 33 anni fa. Dieci anni fa, finita l'università, ho conseguito una laurea in fisiologia dello sport e mi sono trasferito a Miami; da quel momento non ho più smesso di viaggiare.
Ho vissuto a New York City, San Francisco, i Caraibi e Città del Messico. Alla fine mi sono stabilito a Roma.

Perché hai scelto di entrare nel settore della pornografia?
In realtà non ho scelto. Credo sia stato il settore a scegliere me. Ero molto distante dall'industria del porno e per dir la verità non ero per nulla coinvolto dalla pornografia. La Colt Studio mi ha avvicinato sei anni fa e allora ho respinto con decisione la proposta. Il reclutatore della Colt, però, ha continuato ad insistere e alal fine mi ha convinto.

Cosa ti ricordi della tua prima volta davanti ad una macchina da presa?
E' stata una situazione divertente. A quei tempi vevevo a Città del Messico. Credevo che saremmo stati io, l'altro modello, il regista e il cameramen. ma non è stato così. Sul set c'erano circa venti persone attorno a me e all'altro modello e per di più il cameraman era una donna!
Sono rimasto un po' scioccato ma poi tutto è accaduto in modo molto naturale.

Qual è il tup film preverito a cui hai preso parte?
Lo sto ancora aspennando. LOL. Credo sia "Naked muscles": la scena in cui recitavo con Carlo Masi nei panni di un motociclista.

Se tu fossi il regista di un film, che scena scriveresti per te stesso?
Penso che scriverei una scena dove sono solo o una scena in cui mi esercito in palestra o sono sotto ad una doccia. Sarei solo. Amo le scene solitarie.
Amo anche le scene prive di sesso dove seduco altri uomini ma senza fare sesso.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo corpo?
Mmm. Sono molto soddisfatto del mio corpo. Mi piacciono i miei occhi azzurri. Una patrimonio della mia famiglia libanese: nella mia famiglia tutti i maschi hanno gli occhi azzurri.
Mi piacerebbe essere un po' più alto, ma credo che 1.78 sia abbastanza alto. Credo che vada bene, no?

Che cosa guardi in un uomo?
Ogni cosa! Mi piace osservare le persone da ogni lato. Mi piacciono gli uomini che mi fanno ridere, ma non sono alla ricerca di clown. Mi riferisco agli uomini che prendono la vita in un modo molto semplice e sono e sempre sorridenti.
Per quanto riguarda l'aspetto fisico, ho un'attenzione particolare per il sedere. Muoio dietro ai sederi tondi e muscolosi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
In questo momento sono legato al mio lavoro con la Colt Studio. Ho firmato un contratto pluriannuale quest'anno. Inoltre sono impegnato anche a fare apparizioni live in Europa, Stati Uniti d'America e Messico.
Vorrei ringraziare a tutti i miei fans italiani, che sempre mi ha trattato in un modo molto bello, quando mi hanno riconosciuto per strada o in palestra.
Inoltre, vorrei invitarvi a visitare i miei siti www.adamchamp.com e www.adam-champ.blogspot.com.

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Intervista a Carlo Masi

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Carlo Masi nasce a Roma il 6 ottobre 1976. Poco più che quattordicenne, inizia a frequentare le palestre e a praticare assiduamente il bodybuilding. Laureatosi in ingegneria informatica ed inizia a praticare il lavori più disparati: dal rappresentante all'insegnante di matematica e dal personal trainer al modello. Nel 1994 partecipa al concorso Mister Gay Italia, aggiudicandosi il titolo di Mister Alibi. Nel 2004, in un modo singolare che lui stesso ci racconterà, entra nel mondo della pornografia all'interno degli studios americani della Colt.

Ho letto che prima di diventare attore hai fatto numerosi lavori, compreso l'insegnante. Cosa puoi raccontarci di questo periodo?
A dire la verità la mia principale occupazione prima di diventare COLT Man era quella di studiare. Appena mi sono laureato in Ingegneria Informatica sono stato contattato dalla COLTstudio – dopodiché, a parte un periodo iniziale in cui facevo sia il porno attore che il sistemista in un società, ho sempre e solo fatto “Carlo Masi”.
Come qualunque altro studente che non proviene da una famiglia agiata ho dovuto lavorare per contribuire a pagare i miei studi, ho vinto diverse borse di studio ma non erano certo sufficienti a mantenermi. Così ho provato a fare diversi lavori, per lo più insoddisfacenti.

Perché hai deciso di entrare nel settore del cinema hard?
Io sono sempre stato un grande fan della compagnia per la quale lavoro, la COLTstudio. In special modo per le sue fotografie e per la bellezza dei ragazzi che venivano contrattati. Devo essere onesto, per il mio primo film ho chiesto di poter fare una scena soft-core (no sesso). Pensavo che essere nudo davanti le telecamere, con tutte quelle persone con aspettative molto alte mi avrebbe messo in enorme difficoltà, invece ho scoperto che per me era la cosa più naturale del mondo.

Come sei stato contattato dalla Colt studio?
La storia è divertente, come ho detto ero laureato da pochi giorni e andavo spesso all'internet caffè sotto casa per mandare dei resumè a ditte varie e cercare lavoro. Anche se in quel momento della mia vita ero veramente senza un soldo trovavo sempre il modo di comprare i calendari e le riviste COLT, ero così innamorato di quei bellissimi ragazzi!
Un giorno ricevo un email da una persona che dice di aver visto il mio profilo su un sito gay, di essere il rappresentante della COLTstudio e che vorrebbe propormi di lavorare con loro. Sulle prime penso a qualche scemo che gioca scherzi del genere per avere qualche foto in più dei ragazzi che gli piacciono in internet. Io non sono mai stato avaro di foto quindi per un po di tempo sto al gioco. Fino a che le mie aspettative cominciano a crescere e un poco spaventato che in effetti possa essere tutto uno scherzo contatto la COLTstudio tramite il loro sito personale. Il presidente in persona mi risponde divertito e mi dice che posso avere piena fiducia della persona con la quale sono in contatto perché è il loro miglior talent scout. Da li a pochi mesi ero a San Francisco e proprio durante le riprese del mio primo film il presidente della COLT mi ha offerto il mio primo contratto in esclusiva.

Cosa ricordi della tua prima volta davanti ad una macchina da presa?
Ricordo il mio partner, Karim, uno degli uomini più belli e straordinari che abbia mai conosciuto. Io ero veramente nervoso e impacciato, avevo paura di sbagliare e di far arrabbiare qualcuno. Karim era già un veterano e aveva vissuto in Italia per diversi anni, così quando mi vedeva in difficoltà mi parlava e mi rassicurava in Italiano. È stato veramente speciale in America avere una persona che parlava la mia lingua, quasi come avere una lingua segreta.

Perché hai scelto di lavorare negli Stati Uniti? Che differenza c'è fra le produzioni italiane e quelle statunitensi?
A dire il vero la mia non è stata una scelta consapevole, semplicemente non avrei considerato di lavorare per nessun altra compagnia al di fuori della COLTstudio. Ero già un ingegnere e avevo un lavoro stabile, non mi sarebbe mai venuto in mente di accettare un offerta di questo tipo se non fosse venuta dalla compagnia che io veneravo.
Nel tempo ho scoperto che il porno di elite è quello in America, che in Italia le produzioni sono per lo più caserecce. Quello che in America chiamiamo euro-trash.

Se tu fossi il regista di un film, che scena scriveresti per te stesso?
Ce ne sono molte che mi piacerebbe interpretare. È veramente difficile dirlo. Ultimamente ho realizzato uno dei miei feticci sul set, ho girato un intera scena in giacca e cravatta senza togliermele mai. Devo dire che mi ha dato una bella sensazione di potere avere un uomo nudo che si dava da fare per divertirmi mentre io ero per lo più vestito. Il film si chiamerà "Muscle Heads" e verrà messo in commercio tra pochi mesi.

Recentemente è stato messo sul mercato il tuo dildo, diventando il primo porno attore italiano con un dildo commercializzato. Cosa puoi dirci in merito? E, per i più curiosi, puoi raccontarci come viene realizzato un dildo ad immagine e somiglianza dell'originale?
Sono molto fiero di questo ennesimo gadget firmato Carlo Masi, nato grazie alla collaborazione mia, di ColtStudio e Calaexotic. Sono contento che il produttore del dildo è stata la Calaexotic in quanto è la migliore azienda nel campo e produce i giocattoli di migliore qualità.
Realizzarlo è stato divertente, io e il mio ragazzo Adam Champ, siamo andati assieme a Los Angeles a fare i nostri calchi (il Dildo di Adam Champ sarà sul mercato tra pochi mesi). La realizzazione e messa in commercio del dildo ha preso più di un anno ma per fare il calco ci sono voluto solo 5 minuti.
Basta spogliarsi, avere la miglior erezione possibile e infilare il proprio arnese dentro a un tubo di plastica che verrà convenientemente riempito di una pasta simile a quella che usano i dentisti per il calco dei denti. Dopo 4 minuti si estrae e il gioco è fatto. O almeno il gioco è fatto per i modelli, per avere un dildo che si possa commercializzare, quindi eseguire in migliaia di copie sono necessarie molte ore di tedioso lavoro.

Che cosa guardi in un uomo?
Fisicamente i pettorali, ma ti assicuro che serve molto più di quello per avere un secondo appuntamento.

Boxer o slip?
Boxer, li trovo più pratici in palestra.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Di progetti ne ho tanti, probabilmente troppi per realizzarli tutti. Staremo a vedere, per adesso sono in partenza per l'Egitto e la Giordania (vado in aeroporto tra un ora) per 15 giorni e al ritorno il tempo di cambiare le valigie e di nuovo a San Francisco per un film e in Messico per un tour promozionale. Potrete vedere tutte le foto dei miei viaggi, e non solo, sul mio blog www.CarloMasiBLOG.com o sul mio sito www.CarloMasi.com.

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Intervista ad Alex Baresi

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Alex Baresi nasce a Genova il 5 febbraio 1979. Studia economia e commercio e si laurea con una tesi in economia internazionale. Inizia quindi a lavorare per un gruppo assicurativo, ma come lui stesso ci spiegherà, lascerò quel lavoro per entrare a far parte del mondo della pornografia.
Recatosi a San Francisco, gira tre film per la Raging Stallion Studios sotto lo pseudonimo di Alex Corsi. Dopo un altro film realizzato a Londra, nel 2006 firma un contratto di esclusiva con la Titan Media. Cambiato il suo nome d'arte in Alex Baresi, prende parte a film come "Folsom Filth", "Breathless", "Folsom Leather" e "Fear".
Nel 2007 si è aggiudicato il titolo di "International Gay Porn Star for 2007". Sempre in quell'anno inizia una nuova esperienza professionale aprendo a Monaco di Bavira un negozio online di oggettistica erotica.

Come mai dopo esserti laureato in economia e commercio hai deciso di iniziare a lavorare nel mondo della pornografia?
Devo dire che è successo tutto un po' per caso. All'epoca, lavoravo per una società di assicurazioni, e un giorno, aprendo il mio profilo su Gaydar, trovai un messaggio da una persona che conoscevo, che mi chiedeva se volevo girare una scena con lui, per un nuovo film. Tuttavia sapevo che si trattava di una casa cinematografica che produceva solo film bareback, e dissi no. Intendiamoci, fare bareback o no, è una scelta personale, e come tutte le scelte personali e private, va rispettata, si tratta pur sempre di uomini adulti e maggiorenni. Semplicemente non fa per me.
Dissi di no.
Ma in quel periodo, data anche l'insoddisfazione del lavoro, l'idea di provare a fare un film porno, girava per la mia testa, allora compilai un modulo on line per alcuni studi, tra i miei preferiti, e dopo pochi giorni, nella mia mailbox, c'era un biglietto aereo per San Francisco.
Così, per caso, è iniziata la mia carriera.

Quali ricordi hai della tua prima esibizione davanti alla macchina da presa?
La mia prima scena, del mio primo film è stata, come dire, particolare. Chiunque, quando guarda un film porno, dedica la sua fantasia, i suoi desideri a ciò che vede.
Ma si da il caso che ciò che vede, non è ciò che è in realtà.
Nel mio primo film ovviamente ero imbarazzato, due bei ragazzi, e cameramen, truccatori, registi. Bisogna farci l'abitudine

Hai praticamente sempre lavorato all'estero. E' un caso o l'Italia non offre le stesse opportunità di altri stati esteri nel settore?
No, non è un caso, negli Stati Uniti, l'industria del porno, viene considerata alla pari di tanti altri business, l'unica differenza consiste nell'ottenimento di prestiti, solo una banca di L.A. concede prestiti alle aziende operanti nel settore.
A parte questo ci sono premiazioni, oscar, tappeti rossi, e tutto ciò che possiamo vedere nella serata dei golden globe o degli oscar.
Sono imprese che producono ricchezza, e come tali, vengono premiate, non importa se gay, etero o lesbo.

In alcuni film hai preso parte a scene di sesso molto spinto con anche sessioni di piss e fist. Sono pratiche che rispecchiano i tuoi gusti sessuali personali?
Sinceramente si, tutto fa parte del mio "carrello" personale. Niente viene imposto, tutto viene domandato. Se ti va si fa, altrimenti no

Queste tue fantasie sono compatibili con la campagna per il sesso sicuro che hai portato avanti per anni?
Allora, siamo chiari una volta per tutte fare sesso sicuro o no, è una scelta privata. Io promuovo il sesso sicuro, e lo pratico, ma se due, o più, uomini maggiorenni, decidono, in scienza e coscienza, di fare altre pratiche, questo sta alla loro individualità e alle loro scelte private, e chi siamo noi per giudicare?

Se tu fossi lo sceneggiatore di un film e avessi carta bianca, che scena che ti veda coinvolto scriveresti? Che attori sceglieresti per le altre parti?
Questa è una domanda che mi hanno posto molte volte. Sicuramente non andrei a scegliere nella categoria degli attori, ma sicuramente in quella dei miei amici (e non sono moltissimi). Loro sanno esattamente cosa piace a me, cosa non piace, cosa faccio e cosa non faccio, e si prendono veramente cura di me.
Purtroppo i veri amici non sono poi così tanti. Conosco moltissime persone, alcune veramente molto altolocate, ma se si parla di amici, è un'altra cosa.
Comunque la scena sarebbe una mega orgia…

Cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo corpo?
Mi piacciono molto i pettorali, che crescono molto velocemente, mentre non mi piacciono molto le gambe, anche se le ho sempre avute enormi. E' semplicemente un fattore psicologico.
Non riesco esattamente a capire e comprendere la mia forma fisica , guardandomi nello specchio. Se non sbaglio è un disturbo che si chiama vigoressia.

Cosa guardi in un uomo?
Lo sguardo

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sicuramente far crescere la mia società di shopping on line, www.alexbaresi-shop.eu. Il feed back che stiamo ottenendo è veramente ottimo, speriamo solo che vada avanti così, anche in questo periodo di recessione; poi sicuramente qualche nuovo film, nuovi parties che organizzerò in Europa o di cui sarò sponsor... eehh ragazzi... divertiamoci...

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Intervista a Vinnie D'Angelo

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Vinnie D'Angelo nasce il 10 dicembre 1977 a Lansing, Michigan (Stati Uniti). Di professione porno attore, ha come hobby la computergrafica, l'illustratzione, la programmazione e la spiaggia. Ha due gatti e ha gisti musicali molto vari: i suoi artisti preferiti sono i Depeche Mode, Whitney Houston, Everything But The Girl, Motorhead, Madonna, Nirvana, Nelly Furtado, Garbage e Gwen Stephanie.

Puoi raccontarci qualcosa su di te?
Sono un italo-americano lontano dall'Italia da tre generazioni.

Cosa ricordi della tua prima volta davanti ad una macchina da presa in un film per adulti?
Ero molto nervoso... ma ancora in erezione (voglioso some solo gli italiani sanno essere) e quando è venuta l'azione ho fatto sesso anale duro con il mio partner di quella scena e quando hanno visto come faccio sesso è stato un successo immediato.

Se tu fossi il regista di un film, che scena scriveresti per te stesso?
Vorrei scrivere una scena con il maggior numero possibile di italiani (molto dotati)... forse con una sessione di glory hole (sesso orale attraverso un buco nella parete o in una superficie, n.d.r)... in pratica una grande sessione di gruppo.

Che cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?
Sono molto romantico... mi piace andare al cinema e flirtare con il mio uomo. Le spiagge e l'aqua sono una fonte di ispirazione per me... specialmente quelle nudiste :)

Ho letto che ti piace l'Europa. Puoi spiegarci perché?
La gente in America cresce senza rendersi conto che in questo Paese tutto ruota attorno al fare soldi e al sopraffare gli altri per fare soldi. Il mio primo viaggio in Europa mi ha aperto gli occhi. Le persone sono state molto amichevoli e non c'era alcuna gara per ottenere di più degli altri, esattamente così come dovrebbe essere. Questo è il motivo per cui mi piace l'Europa.... oltre al fatto che è la radice di tutte le genti e di tuttte le culture...

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ce ne sono troppi per poterli dire. Molti film, numerose manifestazioni in giro per il mondo, ecc.


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