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Il XIII Municipio di Roma ha approvato il registro delle unioni civili

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Pur di tentare di bloccare il progetto, i consiglieri del Nuovo Centrodestra, di Fratelli d'Italia e di Forza Italia si spinsero sino ad occupare la sala consigliare del municipio per impedire un voto democratico. Ma ora, archiviata quella bruttissima pagina di cronaca, il XIII Municipio di Roma ha potuto procedere con l'approvazione dell'istituzione di un registro delle unioni civili.
«Questa è la Roma che ci piace -ha commentato il Circolo Mario Mieli- ed è doveroso il nostro ringraziamento e il nostro plauso ai Consiglieri della maggioranza che portano avanti con impegno e passione politica questa battaglia di civiltà, un piccolo ma significativo passo che ci avvicina all'Europa dei diritti, dell'inclusione e della piena uguaglianza».
Nel XIII Municipio rientrano le aree Aurelio Sud, Val Cannuta, Fogaccia, Aurelio Nord, Casalotti di Boccea e Boccea, per un totale di quasi 140mila abitanti.


Attore porno arrestato per contrabbando: aveva 226 grammi di crystal meth nascosti nel retto

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L'attore pornografico Bruno Knight (all'anagrafe Phillip Gizzie) è stato arrestato all'aeroporto di Los Angeles dopo aver tentato di imbarcarsi su un volo della Virgin Atlantic diretto in Inghilterra trasportando 226 grammi di crystal meth all'interno del proprio retto.
I fatti risalgono al 16 giugno scorso, quando l'attore di origine britannica è stato fermato dai funzionari della dogana su segnalazione della Drug Enforcement Administration. Gli agenti riportano come i sospetti siano cresciuti durante l'interrogatorio dato che Knight continuava a «muoversi in maniera irregolare», appariva «sudato» e non aveva con sé alcun bagaglio per quel volo transatlantico.
Alla fine ha ceduto alla pressione, dapprima raccontando di aver passato qualche giorno a West Hollywood con alcuni amici e di aver assunto varie sostanze stupefacenti (metamfetamina, cocaina, marijuana e GHB), poi confessando di avere tre pacchetti di crystal meth all'interno del proprio corpo.
Ad un tratto Knight ha detto agli ufficiali che non riusciva più a controllare i suoi movimenti intestinali e, così come riferito dal rapporto della polizia, «ha espulso nei pantaloni due grossi contenitori fuoriusciti dal suo ano». Per recuperare il terzo è stato necessario un ricovero al Centinela Hospital di Inglewood, dove l'uomo è stato sottoposto ad un clistere.
Una volta arrestato, Knight ha rinunciato al diritto di un'udienza preliminare, un gesto che potrebbe indicare la volontà nel cercare un patteggiamento. La corte federale, infatti, potrebbe accusarlo della detenzione di oltre 50 grammi di metanfetamine finalizzata alla vendita, un crimine che negli Stati Uniti è punito con pene detentive che vanno dai dieci anni all'ergastolo.


Bologna: dal 15 settembre sarà possibile trascrivere i matrimoni gay contratti all'estero

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Lo aveva annunciato durante il Gay Pride ed ora è arrivato l'atto ufficiale: il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha dato il via libera alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero a partire dal prossimo 15 settembre.
I primi che promettono di recarsi a registrare la propria unione saranno Matteo Cavalieri e Matteo Giorgi, la prima coppia gay sposatasi a New York nonché attivisti del Cassero. «Il 15 settembre porteremo [il nostro certificato di matrimonio] in Comune per chiedere che venga trascritto anche qui -dicono i due- sappiamo che quell'atto non ci garantirà la possibilità di avere quei diritti che restano prerogative del matrimonio tradizionale, ma il fatto di poter registrare anche qui la nostra unione è un atto simbolico molto forte».
«Bravo sindaco, ha mantenuto la promessa -ha commentato il circolo Arcigay cittadino- seppure l'urgenza di una legge nazionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso resti in primo piano, questo riconoscimento apre nuove possibilità di relazione tra l'amministrazione e quelle coppie, a tutti gli effetti parte della comunità bolognese».


Russia: un tribunale impone limiti alla libertà delle associazioni gay perché «violano i diritti delle persone con orientamento sessuale tradizionale»

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Il 21 novembre 2012 la Russia approvò una «legge sugli agenti stranieri» applicabile ai gruppi sospettati di svolgere attività per conto di Paesi terzi, limitandone la possibilità di azione e di comunicazione. Nel primo anno furono più di un migliaio le ong "ispezionate" da rappresentanti del pubblico ministero, ispettori del fisco ed altre agenzie governative: decine ricevettero ammonimenti, altre vennero costrette alla chiusura.
Ora un tribunale russo ha deciso che anche Coming Out, una tra le maggiori associazioni lgbt del Paese, dovrà rientrare sotto tale definizione. Il giudice ha sostenuto che il gruppo viola i diritti delle «persone con orientamento sessuale tradizionale» e pertanto lo stato si trova costretto a limitare materiale e volantini che l'associazione potrà d'ora in poi distribuire.
Dal canto suo l'associazione Coming Out denuncia come la sua difesa non sia stata neppure presa in considerazione dalla corte, dopo una battaglia legale durata più di un anno.


I lettori del Corriere difendono le scuole cattoliche che vogliono licenziare gli insegnanti gay

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Un articolo pubblicato da il Corriere della Sera denuncia come il caso dell'insegnante di Trento non sia isolata e come molti docenti gay che lavorano in istituti privati si trovino a mentire pur di non perdere il proprio posto di lavoro.
Nel caso specifico viene riportata la testimonianza di Luca, un 34enne che da sette anni insegna tecnologia in una scuola paritaria cattolica di Roma e che da più di tre anni convive il suo compagno. Ma questo la scuola non deve saperlo. «Quando mi hanno assunto -racconta- oltre al contratto a tempo indeterminato mi hanno fatto firmare un foglio in cui mi chiedevano di condividere il loro progetto educativo basato su valori cattolici. Non si scendeva nel particolare ovvio, ma il riferimento era chiaro».
Un messaggio che pare sia stato ribadito anche agli studenti, dato che «ogni anno i miei studenti fanno degli incontri con le autorità ecclesiastiche in alcune giornate dedicate alla catechesi e io resto sbigottito di fronte a quello che le mie orecchie sono costrette a sentire. Puntualmente in queste occasioni, quando l'argomento di dibattito vira sull'orientamento sessuale, sento parlare di omosessualità come una malattia. "I gay devono provare a curarsi o praticare l’astinenza" ha detto un alto prelato a questi ragazzi più di una volta».
Luca ha precisato come la sua situazione sia un po' diversa da quella di Trento: «I miei colleghi sanno di me, conoscono il mio compagno, andiamo a cena insieme, si scherza e si ride ma con le suore vige una regola molto precisa: occhio non vede e cuore non duole. Loro non sanno o se sanno fanno finta di niente. Io da parte mia non provo neanche rancore o mortificazione. Solo rabbia per questa maschera che sono costretto a portare tutti i giorni e che non mi fa essere me stesso al cento per cento. L'atmosfera nella mia scuola è diversa da quella di Trento, ma chi mi dice che quello che è successo lì non possa ripetersi?».


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Una macchina rainbow per la polizia di Manchester

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Il parco macchine della polizia di Manchester (Inghilterra) vanterà una nuova vettura dai colori della bandiera raibow. Sulla portiera troneggia la scritta "polizia con orgoglio", mentre nella parte posteriore vi è un esplicito invito a denunciare i crimini d'odio.
L'autovettura verrà utilizzata nel corso del gay pride cittadino in programma ad agosto e, oltre a voler manifestare il proprio sostegno alla parata, l'obiettivo è proprio quello di incentivare la denuncia dei casi di omofobia. Troppo spesso, infatti, tali crimini vengono taciuti per il timore che glia genti di polizia possano schierarsi dalla parte degli aggressori. Attraverso un gesto così plateale, si intende lanciare il messaggio che non c'è nulla da temere nel rivolgersi a loro e che gli agenti non hanno motivo di assumere posizioni omofobe nei confronti delle vittime.
«È un messaggio importante per Manchester e per il mondo intero, sottolinea come la polizia sia impegnata a garantire la parità e a sostiene i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali» ha dichiarato il commissario Tony Lloyd.
«Può apparire un po' pacchiana dal punto di vista estetico, ma se indica che la polizia sta cercando di affrontare più seriamente la questione e questo è il loro modo di pubblicizzarlo, direi che va bene» è stato il commento di David Allison dell'associazione lgbt Outrage.


Lesbiche e trans hanno il diritto di lavorare? Secondo Il Giornale è un «mondo alla rovescia»

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Mentre il Ministero promette di far luce sul caso dell'insegnante di Trento che sarebbe stata licenziata da una scuola cattolica perché lesbica, Il Giornale ha deciso di affrontare la questione a modo suo.
In un articolo firmato da Fausto Biloslavo ed intitolato "Se l'insegnante è gay finisce sotto accusa se trans la difendono", il quotidiano accosta due casi assolutamente slegati fra loro nel tentativo di metterli in contrapposizione fra loro. L'intento appare quello di voler lamentare la presa di posizione in difesa della docente discriminata mentre non ci sono state ispezioni ministeriali nei confronti di una professoressa transessuale di una scuola di Trieste.
Ma andiamo con ordine. Riguardo al caso di Trento, l'articolo sostiene che «forse bastava un po' di buon senso, da ambo le parti, per evitare una tempesta di polemiche in nome dei diritti dei gay che sta mettendo in croce una scuola privata cattolica». Perché se oggi c'è chi «sventola la Costituzione che vieta discriminazioni di qualsiasi genere, altre norme garantiscono la riservatezza nei colloqui di lavoro su tendenze religiose, politiche e sessuali». Vien da chiedersi se il suggerimento sia quello di affrontare con «riservatezza» la discriminazione di subirla in silenzio.
Con un collegamento arduo da comprendere, Biloslavo prosegue il suo racconto sostenendo che «il mondo alla rovescia del politicamente corretto ha colpito anche a Trieste» dato che «alcuni genitori e degli alunni hanno provato un certo imbarazzo all'arrivo di un supplente di sesso maschile all'anagrafe, ma perfettamente vestito e truccato da donna». Insomma, un lungo giro di parole per definire una transessuale dichiarata.


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Benevento, due ragazzi si baciano nel parco ma il custode li allontana: «Ci sono i bambini»

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Il parco della villa comunale di Benevento è meta di molte coppiette che scelgono quelle panchine per scambiarsi effusioni. Venerdì corso c'erano anche due ragazzi, uno di Benevento e l'altro di Avellino, che avevano scelto quel luogo per scambiarsi un semplice bacio.
Il custode, però, è intervenuto e gli ha intimato di lasciare immediatamente il parco, motivando la richiesta con un: «Due omosessuali non si possono baciare in villa, perché potrebbero passare bambini».
La denuncia è stata lanciata dal collettivo Wand che precisa come «è noto a tutti coloro che la frequentano o che l'hanno occasionalmente visitata che la Villa è meta di numerose coppiette, che, approfittando della relativa intimità offerta dalle panchine, si appartano per scambiarsi baci o effusioni. È noto anche che c'è chi non si limita alle sole effusioni ma si spinge ben oltre, eppure questa situazione è sempre stata tollerata e accettata dai custodi della Villa. Non abbiamo notizie di coppiette che siano state cacciate perché in atteggiamenti compromettenti. I due ragazzi in questione inoltre non erano andati oltre il bacio, consapevoli di essere in un luogo pubblico, ma il custode non ha gradito la loro presenza e li ha allontanati [...] Questo atteggiamento suggerisce che ci sia qualcosa di sbagliato e corrotto nell'essere omosessuali, che baciare il proprio fidanzato dello stesso sesso sia scandaloso e perverso, che l'amore che si prova per il proprio partner dello stesso sesso sia una pulsione vergognosa, da nascondere per non offendere il pubblico pudore».
«Essere cacciati da un luogo pubblico -raccontano i protagonisti della vicenda- è stata una sensazione bruttissima. Il custode ci ha spiegato più volte che eseguiva solo degli ordini impartiti dai suoi superiori e che se non ce ne fossimo andati avrebbe chiamato i carabinieri. Ci siamo sentiti discriminati. Siamo una coppia come tutte le altre».
Il sindaco di Benevento ha ora disposto un'attività di accertamento finalizzata all'«esatta ricostruzione delle dinamiche e dei fatti, ma anche alle eventuali iniziative da assumere affinché tali episodi non abbiano mai più a verificarsi». Nel frattempo, l'assessore Castiello, a nome del sindaco e della Giunta, ha espresso «la propria solidarietà e vicinanza, non solo ai ragazzi che sarebbero rimasti vittime di questo episodio, ma anche a tutti coloro che si sono sentiti lesi, per quanto si sarebbe verificato nella struttura pubblica».


Secondo l'Arcivescovo cattolico di San Francisco, l'omofobia non è ingiusta

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L'Arcivescovo cattolico di San Francisco, Salvatore Cordileone, è noto come uno fra gli esponenti più omofoni della Chiesa. Ha presenziato all'assemblea del gruppo d'odio denominato National Organisation for Marriage, risulta fra i membri di un'organizzazione segreta che ha l'obiettivo di impedire le nozze gay e non ha mai perso occasione per pronunciarsi contro i diritti della comunità lgbt.
Questa volta, però, è andato oltre e si è spinto a difendere l'omofobia. Secondo il religioso, infatti, il «comportamento sessuale» è una scelta e come tale la discriminazione non è «veramente ingiusta».
Prendendo spunto dal progetto di legge del presidente Barack Obama con cui si intende fermare la discriminazione omofobica su scala nazionale, Cordileone ha dichiarato: «Il legislazione non vuole proteggere le persone, ma il loro comportamento. Chiese, imprese ed individui non dovrebbero essere puniti in alcun modo per vivere le proprie convinzioni religiose e morali riguardanti l'attività sessuale. La discriminazione veramente è quella in base alle caratteristiche personali, non al comportamento sessuale. Tutti noi dovremmo lottare per proteggere la libertà religiosa».
Curioso, però, è notare come si chieda di discriminare le persone in base ad un normale orientamento sessuale sulla base di una presunta libertà religiosa, laddove la religione è una scelta individuale e non una caratteristica naturale (come l'omosessualità). Insomma, il proclamo in sé appare come una vera e propria contraddizioni in termini, fatta da chi rivendica il diritto di poter calpestare la libertà altrui sulla base della propria.


Matrimoni gay nello Utah: il punto della situazione

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Tra giudici federali che sanciscono l'incostituzionalità del divieto ai matrimoni gay e ricorsi, è difficile riuscire capire quale sia la situazione attuale nello Utah. È per questo che abbiamo chiesto l'aiuto di ExJure, esperto nell'argomento e blogger di Agere per Formulas, che per noi ha ricostruito gli ultimi otto mesi di giustizia federale statunitense:

Per quanto riguarda il caso dei matrimoni nello Utah ci sono in corso due azioni legali. In ordine cronologico, la prima è il caso Kitchen (Kitchen è il cognome di uno degli attori) l'altra è il caso Evans.
Nel caso Kitchen tre coppie dello stesso sesso avevano chiesto alla giustizia federale di dichiarare incostituzionale l'emendamento costituzionale n.3, approvato nel 2004, che aveva definito il matrimonio come sola unione tra un uomo ed una donna. Lo stato dello Utah difende l'emendamento e il 4 dicembre il giudice Shelby ascolta le arringhe degli attori (le coppie) e del convenuto (lo stato dello Utah); il 20 dicembre Shelby dichiara incostituzionale il divieto. La sentenza entro subito in vigore e le coppie cominciano a sposarsi.
Il governatore dello Utah, il repubblicano Herbert, si oppone chiedendo al giudice Shelby di sospendere la sentenza in vista di un appello. Il giudice Shelby dice di no, allora il governatore fa richiesta di sospensione al 10° Circuito degli Appelli e anche qui al governatore viene detto di no. Allora chiede alla Corte Suprema di intervenire e questa volta -il 6 gennaio 2014- al governatore viene detto di sì. Ottiene la sospensione della sentenza del giudice Shelby e il divieto costituzionale torna in vigore.
Dal 20 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014, ben 1308 coppie si sono sposate, ma il governatore afferma che non verranno riconosciute. Allora nasce la seconda azione legale, il caso Evans. Questa volta alcune delle coppie che si erano sposate chiedono, sempre alla giustizia federale, di vedersi riconosciuti i matrimoni che avevano contratto. Il 21 maggio il giudice Kimball dà ragione alle coppie, garantendo comunque allo Utah 21 giorni di tempo per appellarsi. Dopo essersi appellato, lo Utah perde di nuovo, il 10° Circuito rifiuta il ricorso dello Stato Utah, dando comunque allo stato 10 giorni di tempo per appellarsi alla Corte Suprema. Alla fine, venerdì sera, la Corte ha detto sì e quindi, per ora, i matrimoni delle coppie non verranno riconosciuti.
Ritornando al caso Kitchen, quello più importante, dopo essersi appellato al 10° Circuito e aver difeso l'emendamento, la Corte d'appello di Denver -giudici Kelly, Lucero e Holmes- confermano la sentenza di Shelby del 20 dicembre. Questa, finora, è stata la prima corte d'appello che ha confermato l'incostituzionalità del divieto alla possibilità per le coppie gay e lesbiche di sposarsi. Questa settimana, molto probabilmente, lo stato dello Utah chiederà alla Corte Suprema di rivedere il caso Kitchen, diventando il primo caso a raggiungere la Corte.
Sempre in settimana sono attese sentenze anche da parte di una corte federale del Colorado, due giudici della Florida e il 4° Circuito degli Appelli.


Aggressione omofoba nei pressi del Padova Pride Village. La vittima è un 29enne

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Una gravissima aggressione omofoba si è verificata giovedì notte nei pressi del Padova Pride Village. La vittima è un ragazzo di 29 anni, originario di Firenze e trasferitosi a Padova lo scorso febbraio, aggredito e picchiato brutalmente a poca distanza dall'uscita del locale. Gli aggressori lo hanno abbandonato in una pozza di sangue, gridandogli frasi omofobe: «Fr*cio di m***, fin*cchio schifoso». Ripresosi dallo shock, è stato lui stesso a chiamare il 118: ha riportato la rottura del naso e si è resa necessaria l'applicazione di tre punti di sutura, per un totale di 20 giorni di prognosi.
«Sono uscito dal Pride Village attorno alle 2 al termine della serata -ha raccontato il giovane- e mi sono fermato davanti all'entrata a parlare con un amico. A un certo punto si sono avvicinati due ragazzi sui 25 anni. Volevano partecipare alla conversazione, ma siccome mi sembrava che avessero bevuto gli abbiamo gentilmente detto che preferivamo continuare a parlare tra noi e così questi si sono allontanati». Fumata una sigaretta, il ragazzo si è avviato a piedi verso casa ma «all'inizio del ponte ho rivisto i due ragazzi che si erano avvicinati, credevo fossero italiani e gli ho detto: "Scusate per prima ma io e il mio amico stavamo chiacchierando". Uno dei due mi ha risposto brutalmente che non accettava scuse. "Vogliamo i soldi" hanno aggiunto. Ho detto che non ne avevo e a quel punto ho continuato a camminare. Verso la fine del ponte ha iniziato a vibrare il cellulare che avevo in tasca. Ho abbassato la testa per prenderlo e rispondere. Neanche il tempo di rialzarla che dalle spalle mi è arrivato un calcio volante in pieno viso. Sono caduto a terra, ero pieno di sangue e non capivo la gravità della situazione. I due, che sentendoli parlare sono sicuro fossero dell'Est, sono fuggiti correndo a piedi e gridando insulti sulla questione della mia omosessualità».
Non appena si sarà ripreso, la vittima ha intenzione di sporgere denuncia: «Non possono passarla liscia. È stato un episodio troppo grave».

Via: Il Mattino di Padova


Alliance Defending Freedom si sente discriminata perché non è libera di discriminare gli altri

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L'io. È attorno a quell'unico concetto che è ruotato l'intero discorso pronunciato dinnanzi all'Osce da Paul Coleman, portavoce dell'Alliance Defending Freedom, in occasione di un incontro con l’Osservatorio sull'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa. Un'«intolleranza» e una «discriminazione» che a suo dire sarebbe rappresentata principalmente dall'approvazione in Francia e in Inghilterra di leggi contro l'omofobia.
A sostegno della propria tesi ha portato il caso di un una diocesi che stata citata in giudizio per aver rifiutato un lavoro ad un uomo solamente perché gay: «Siamo destinati a vedere sempre più casi riguardanti la libertà religiosa -ha sostenuto- dove delle persone vengono denunciate e minacciate legalmente solo perché continuano a pensare che l'umanità si divide tra uomo e donna». Peccato che -che lui lo voglia o no- un gay è un uomo ed è anche parte dell'umanità. Nel suo ragionamento si prende in esame solo il proprio diritto a non voler avere nulla a che fare con una persona che nel suo privato va a letto con chi vuole, infischiandosene completamente del diritto all'esistenza di quest'ultimo. L'idea proposta è che il suo diritto alla discriminazione debba avere il sopravvento sul diritto all'esistenza, al rispetto e al lavoro dell'altro.

Tale concetto viene ribadito più volte, sostenendo anche che «il discorso d'odio non è un concetto universalmente riconosciuto» e che non dev'essere vietato dato che  inibirebbe «le possibilità di arrivare alla verità [...] Se queste leggi sopprimono la possibilità di un libero scambio d'idee, sopprimono anche la possibilità di scoprire che magari le nostre idee erano sbagliate, di correggerci e migliorarci». Ancora una volta, però, si sorvola sul fatto che le idee sbagliate possono distruggere la vita altrui, calpestare la loro dignità o spingeli al suicidio. Ma ancora una volta il concetto non è quello di preoccuparsi del prossimo, ma solo rivendicare un presunto diritto di poter imporre il proprio pensiero.
Va sottolineato anche come la sua teoria legittimerebbe qualsiasi violenza: perché un'insegnante non dovrebbe poter insegnare a scuola che le altre etnie inferiori, così magari si potrebbe rendere conto di aver sbagliato... O perché non si potrebbe pretendere che un bambino mussulmano non sia ammesso nella classe del figlio? Anche in questo caso il genitore potrebbe accorgesi ad aver commesso un'ingiusta discriminazione (e poco conta se quel diritto negato potrà aver condizionato la vita dell'altro: come già ribadito, gli altri sono sacrificabili).


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Un terzo degli adolescenti inglesi non sa che l'HIV può essere contratto attraverso i rapporti non protetti

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Mentre in Italia i Giuristi per la Vita sporgono denunce nei confronti di chi prova a fare educazione sessuale nelle scuole, dall'Inghilterra giunge un grido d'allarme lanciato dall'Aids Fund MAC.
Uno studio condotto tra maggio e giugno su 1.000 studenti, tutti di età compresa fra i 12 e i 17 anni, sottolinea come un terzo di loro non sia a conoscenza di come l'HIV possa essere contratto attraverso rapporti sessuali non protetti. Il 90% dei loro è anche convinto che non sarà mai a rischio di contagio nel corso della sua intera vita (motivo che conduce a non prendere e dovute precauzioni) ed un 42% afferma di non essersi mai ritrovato a parlare non nessuno dell'argomento.
Il quadro che ne emerge è catastrofico e sottolinea come la disinformazione pare destinata ad essere  il maggior alleato di un fenomeno in continua crescita. Tra le cause ci sono famiglie che hanno difficoltà ed imbarazzi nell'affrontare certi temi, ma anche moralisti che «per il bene dei bambini» non vogliono assolutamente che nelle scuole si possa parlare di sesso. L'epilogo è semplice: i ragazzi vengono mandati allo sbaraglio e con il rischio di dover pagare in prima persona la disinformazione che qualcun altro ha scelto per loro.
Davanti a tali numeri, il Dipartimenti per l'Educazione ha annunciato che si attiverà per iniziare ad includere corsi di educazione sessuali nelle classi inglesi.


Chiamare «pervertiti» i gay è incitamento all'odio. Lo ha sentenziato la Corte Costituzionale turca

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La Corte Costituzionale turca ha sentenziato che definire i gay con l'appellativo di «pervertiti» è incitamento all'odio.
La decisione è giunta dopo che Sinem Hun ha portato in aula il sito omofobo Habervaktim per aver parlato di lui come dell'«avvocato di un'associazione di pervertiti chiamata Kaos GL». Per la prima volta nella storia della Turchia, i giudici hanno emesso una sentenza che riconosce l'incitamento all'odio sulla base dell'orientamento sessuale.
Se da un lato si è sostenuto che l'onore di Hun non fosse stato danneggiato da quella frase, i giudici hanno rilevato un reato d'odio nei confronti dell'associazione Kaos GL, dato che il termine «pervertiti» veniva utilizzato nei confronti di una «specifica categoria di persone».
Ma non solo. Esaminando la decisione dell'Ufficio del procuratore generale, la Corte Costituzionale ha anche dichiarato che l'incitamento all'odio nei confronti dell'orientamento sessuale è da ritenersi di uguale gravità a quello commesso per motivi di razza, etnia o colore della pelle.
Osman Alifeyyaz Paksut, un membro della Corte Costituzionale, si è detto contrario alla decisione della Corte di non perseguire penalmente anche l'insulto implicito rivolto a Hun. Ha poi ribadito che quella frase «non può rientrare nell'idea di libertà di espressione» ed ha sostenuto che «il governo ha il dovere di prevenire la discriminazione, l'esclusione e l'odio rivolto a persone con diversi orientamenti sessuali».


I comitati denunciano: «Insegnante licenziata perché sospettata di essere lesbica»

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La denuncia arriva dai Comitati Trentini che hanno sostenuto la lista L'Altra Europa con Tsipras, alle quali si è rivolta in cerca di aiuto una giovane insegnante che si non si è vista rinnovare il contratto perché sospettata di essere lesbica.
La ragazza aveva insegnato per cinque anni presso l'Istituto Comprensivo Sacro Cuore, ottenendo il rispetto di alunni e genitori. Ma allo scadere del suo contratto si è sentita dire che il rinnovo sarebbe stato vincolato ad una sua dichiarazione «di innocenza» o alla sua volontà di «trovare l'aiuto adeguato per risolvere il suo problema» con la propria sessualità. L'insegnante non ha accettato e non ha voluto dare spiegazioni della sua vita privata, motivo per cui si sarebbe inaspettatamente ritrovata senza lavoro.
«Ciò che desta preoccupazione e sdegno -afferma il comitato- è la violazione dell'articolo 3 della Costituzione, compiuta all'interno di una scuola paritaria, cioè una scuola che eroga un servizio pubblico, riuscendo ad ottenere congrui finanziamenti dalla Provincia Autonoma di Trento grazie alla garanzia di servizi agli studenti, che la scuola pubblica non può offrire a causa dei ripetuti e molteplici tagli ai fondi.
Quindi, denaro pubblico utilizzato per finanziare una scuola che discrimina i docenti sulla base delle proprie scelte di vita privata, ignorandone le competenze didattiche [...] Denaro pubblico utilizzato per sostenere una scuola che, alla pari delle altre scuole, svolge funzione educativa, con il compito di contribuire a formare futuri cittadini, consapevoli del proprio ruolo nella società, responsabili, autonomi e democratici».
L'episodio non lascia dubbi sul rischio di educazione alla discriminazione che corre chi è iscritto in quell'istituto».
Il comitato ha invitato il presidente della Provincia (che ha delega all'istruzione) ad intervenire e a porre pubbliche scuse alla docente discriminata. L'istituto si è limitato a dichiarare che il licenziamento era già stato deciso e pianificato con i sindacati da molto tempo.


Sancita l'incostituzionalità del divieto alle nozze gay nella Contea di Monroe, in Florida

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Il giudice Luis Garcia, del sedicesimo distretto giudiziario dello stato Florida, ha sancito l'incostituzionalità dell'emendamento costituzionale approvato nel 2008 che riconosceva il matrimonio come l'unione esclusiva fra un uomo ed una donna.
La sentenza è stata pronunciata in seguito al ricorso presentato da una coppia che denunciava come quel divieto li rendesse cittadini di serie B. Dato che i denuncianti non hanno portato in tribunale anche lo stato, la sentenza si applicherà solo nella Contea di Monroe (che include anche le celebri Flora Keys). Qualcosa di simile accadde lo scorso febbraio, quando la giudice Sharon Johnson Coleman dichiarò incostituzionale il divieto alle nozze gay dell'Illinois con una sentenza che poté essere applicata nella sola Contea di Cook.
La decisione imporrà all'ufficiale di stato civile della Contea il rilascio delle sentenze matrimoniali alle coppie formate da persone dello stesso sesso già a partire dal 22 luglio. Processi simili sono in corso in altri due tribunali della Florida, motivo per cui le loro sentenze potrebbero espandere all'intero stato una decisione simile.
Dal canto suo il Procuratore Generale dello stato, Pam Bondi, ha già presentato ricorso contro la sentenza, sostenendo che la quantità di casi simili in discussione nelle aule dei tribunali richieda un parere definitivo da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti. Secondo la donna e secondo alcuni gruppi anti gay, l'emendamento è da ritenersi valido anche se incostituzionale dato che è stato approvato per via referendaria.
Il candidato democratico al posto di governatore, Charlie Crist, ha preferito commentare la sentenza twittando: «Questo è un grande passo verso l'uguaglianza in Florida #LoveisLove».

Nel frattempo anche in altri Stati la giustizia sta facendo il suo corso. La Corte d'appello di Denver ha dichiarato incostituzionale un altro emendamento costituzionale (questa volta dell'Oklahoma) confermando la sentenza pronunciata il 14 gennaio scorso dal giudice Kern. La stessa Corte aveva dichiarato incostituzionale il divieto nello stato Utah, confermando la decisione del giudice Shelby del 20 dicembre scorso. Per il principio dello stare decis, la decisione presa precedentemente vincola la stessa corte per il futuro.
Inoltre stanno per scadere i termini entro cui la Corte Suprema dovrà pronunciarsi sulla richiesta avanzata dallo Utah per la sospensione di 1308 matrimoni già celebrati: se la decisione non arriverà entro lunedì, lo stato li dovrà riconoscere.


Secondo i lettori di Attitude, Tom Daley è l'uomo più sexy del mondo

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I lettori di Attitude Magazine non hanno dubbi: Tom Daley è l'uomo più sexy del mondo. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il 20enne inglese ha conquistato la vetta della classifica redatta annualmente dalla rivista sulla base dei voti espressi dai suoi lettori.
A lui è stata dedicata òa copertina ed un'immancabile intervista in cui il tuffatore ha raccontato che «la famiglia sempre stata per me qualcosa di molto importante... e sì, ad un certo punto mi piacerebbe sposarmi e avere dei figli». Daley ha poi rivelato che non disdegnerebbe fare il presentatore televisivo una volta conclusa la sua carriera agonistica (sino allo scorso anno era nel cast di "Splash" su ITV) e non ha mancato di dedicare qualche parola al ricordo del suo suo coming out: «Se quel video ha aiutato qualcuno a fare qualcosa di simile, allora è stato utile».
Dietro di lui, nella classifica, incontriamo Shayne Ward, Zac Efron, David Beckham, Dan Osborne, Harry Judd, Chris Mears, Duncan James, Zayn Malik e Russell Tovey.

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Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, è lecito imporre il divozio forzato ai transessuali

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È lecito che un Paese imponga il divorzio forzato ai transessuali sposati che dovessero richiedere l'assegnazione di un nuovo genere. È quanto sancito in una sentenza shock dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.
In alcuni Paesi dell'Unione Europea, dunque, le persone sposate che dovessero decidere di cambiare sesso dovranno ora decidere se cedere parte dei propri diritti o se mantenere sui documenti l'indicazione di un genere non più corrispondente al proprio.
La sentenza è giunta in seguito al ricorso presentato dalla signora finlandese Hämäläinen, nata maschio e sposatasi con una donna. Nel 1996 ha cambiato sesso e nel 2008, dopo l'introduzione di una nuova legge sulla riassegnazione del genere, aveva chiesto l'aggiornamento dei propri documenti. L'ufficio del registro, però, ha rifiutato la sua richiesta a meno che non divorziasse o trasformasse il proprio matrimonio in un'unione civile.
La donna ha ritenuto che quell'affermazione fosse una violazione dell'articolo 8 (diritto alla vita privata e familiare), dell'articolo 12 (diritto al matrimonio) e dell'articolo 14 (divieto di discriminazione) della convenzione europea, motivo per cui ha portato il caso a Strasburgo.
La corte, però, ha deciso che «non era sproporzionato esigere la conversione di un matrimonio in una unione registrata come condizione preliminare per il riconoscimento giuridico di un genere acquisito, il quale avrebbe previsto tutele giuridiche quasi identiche a quello del matrimonio».
Ad oggi solo solo 11 i Paesi europei in cui è possibile cambiare sesso senza l'obbligo di un divorzio forzato.


Secondo un esperto di Fox News, il matrimonio gay aprirà la strada al matrimonio con animali

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Dopo aver deriso i partecipanti del Gay Pride di San Francisco, Fox News pare aver voluto rimarcare la propria posizione omofoba deridendo la decisione della Illinois State University di creare dei bagni di genere neutro dedicati agli studenti che provano difficoltà ad utilizzare quelli maschili o femminili. Ed è così che una giornalista ha sollevato quello che secondo il network sarebbe il vero problema: che simbolo avranno i nuovi bagni? Una grafica ha prontamente suggerito il disegno di un uomo con la gonna, suscitando l'ilarità della giornalista e calpestando la dignità di tutti i transessuali.
Ma non è finita qui. Solo pochi giorni prima l'emittente aveva invitato in studio un proprio esperto che si è detto certo che la firma del governatore della California alla normativa sulle unioni fra persone dello stesso sesso aprirà la strada a poligamia e matrimoni con animali. Il tutto basandosi sul fatto che la rimozione dei termini "marito" e "moglie" non permetterà più imporre il sesso dei coniugi.
L'uomo ha anche sostenuto che lo Stato non dovrebbe potersi occupare delle regole che riguardano i matrimoni e «non c'è più modo in cui lo stato della California potrà negare una licenza una licenza di matrimonio a quattro coniugi, otto coniugi o tre coniugi umani ed il cane verso cui provano amore». «Se l'amore è il fondamento del matrimonio, allora si può amare troppo anche il proprio cane».

Video: [1] [2]


Il Malawi annuncia la sospensione della norma che punisce il sesso gay il carcere

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Rispondendo alle domande del Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite, il ministro della Giustizia del Malawi -Janet Chikaya-Banda- ha affermato l'intenzione di rivedere la legge anti-gay del Paese, annunciando l'immediata sospensione degli arresti di persone considerate colpevoli di atti omosessuali. Attualmente i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso venivano punite con una reclusione che poteva raggiungere i 14 anni per gli uomini e i 5 per le donne.
Lo scorso anno la legittimità della legge venne contestata anche anche dall'Alta Corte del Malawi, ma Chikaya-Banda ha riferito che il suo riesame è stato sospeso a causa di alcuni vincoli finanziari e non per l'assenza di una volontà politica.
Nel 2010 il presidente Joyce Banda annunciò di voler abrogare abrogare quelle norme ma poi misteriosamente ritrattò il tutto, sostenendo che il Paese non fosse ancora pronto a depenalizzare l'omosessualità. A novembre dello stesso anno l'applicazione della legge venne sospesa per volontà dell'allora ministro della Giustizia Ralph Kasambara, salvo poi essere integrata in seguito alle violente proteste dei gruppi religiosi.