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Il Ciad vuole criminalizzare l'omosessualità e punirla con vent'anni di carcere

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Il governo della Repubblica del Ciad ha approvato un nuovo codice penale che introduce il reato di omosessualità, punibile con multe e pene detentive sino ai vent'anni di reclusione. È quanto riferisce Radio France International.
Secondo il governo, la riforma intende «proteggere la famiglia e adattarsi alla società». Da un lato è così stata rimossa dal codice la pena capitale, dall'altro è stato aggiunto un articolo 361 che criminalizza ciò che sino ad oggi non era punito.
Le multe previste potranno arrivare sino a 5000 franchi CFA (circa 760 euro, una cifra enorme per un Paese africano) e le pene detentive saranno comprese fra i 15 e i 20 anni. Ancora non è chiaro in quali circostanze si applicheranno tali sanzioni.
La Federazione Internazionale dei Diritti Umani africana denuncia come l'articolo sia stato introdotto a loro insaputa nonostante abbiano collaborato per anni alla revisione di quel codice penale, motivo per cui si è attivata per chiederne la rimozione prima della promulgazione del documento.

Via: Queerblog


Camerun: lo stereotipo di genere è considerato una prova sufficiente per la carcerazione

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Michel Togue, un avvocato camerunese che si occupa della difesa di persone accusate di omosessualità, pare non aver dubbi sull'arbitrarietà con cui i tribunali condannano le persone accusate di essere gay (in Camerun l'omosessualità è punita con multe e pene detentive sino ai cinque anni): «Lavorare come parrucchieri -dice- è una prova sufficiente per i tribunali per mandare in prigione gli accusati».
L'uomo afferma di aver visto un uomo condannato per aver bevuto un Bayles, dato che il giudice riteneva che quella fosse solo una bevanda «solo per donne». Insomma, lo stereotipo di genere viene utilizzata quasi fosse una prova.
Il clima già tremendo per la comunità lgbt locale rischia così di divenire insostenibile attraverso il rischio di accuse che non contemplino prove oggettive (e che si prestano anche ad accusare i propri nemici, indipendentemente dal loro orientamento sessuale). Togue sostiene di non aver dubbi anche riguardo all'illegalità dei casi in cui siano portate prove dinnanzi alla corte:
«Per sapere che due persone hanno un rapporto sessuale -dice- per coglierle sul fatto bisogna violare la legge: c'è da violare la loro intimità, il che è un reato. Ma la polizia afferma di non occuparsi del reato di violazione della privacy, ma solo che due persone dello stesso sesso mantengono una relazione».

Via: Queerblog


La governatrice dell'Umbria si schiera contro l'ordinanza omofoba di Assisi

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«In riferimento al dibattito apertosi a seguito dell'approvazione da parte del Consiglio Comunale di Assisi di una mozione inerente contenuti giudicati discriminatori da associazioni omosessuali e da soggetti che si battono per il superamento dell'omofobia in Italia, ritengo opportuno -in vista anche di un fondamentale appuntamento particolarmente significativo per Perugia e per l'Umbria, e cioè la visita della Commissione per valutazione della candidatura di Perugia-Assisi a capitale europea della cultura 2019– ribadire che questa Regione si è sempre contraddistinta per l'affermazione dei diritti di cittadinanza delle persone e contro ogni forma di discriminazione». È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ricordando anche come «lo stesso Statuto della Regione Umbria sancisce all'articolo 5 il diritto all'uguaglianza e a concorrere a rimuovere ogni forma di discriminazione, compresa quella attinente l'orientamento sessuale».
L'intervento della Marini era stato invocato dall'associazione Omphalos Arcigay Arcilesbica dopo l'approvazione ad Assisi della mozione marcatamente omofobica che ha istituito un della festa della "famiglia naturale" e la sospensione dei programmi di contrasto all'omofobia delle scuole, nonché dopo la totale chiusura del Sindaco di Assisi, Claudio Ricci, a qualsiasi ipotesi di discussione e confronto sulla questione. «Siamo decisi ad andare fino in fondo -aveva tuonato Emidio Albertini, co-presidente di Omphalos- contro una mozione e una festa vergognosa, che distingue tra bambini di serie A, cioè quelli con due genitori eterosessuali, e bambini di serie B, provenienti da famiglie omogenitoriali e monogenitoriali. Con questa mozione la città di Assisi non solo torna al medioevo dei diritti, ma si colloca esplicitamente fuori dai valori contenuti nello Statuto della Regione Umbria e nei principi europei che muovono la candidatura di Capitale Europea della Cultura».
La presidente Marini ha anche aggiunto che «pur rispettando pienamente l'autonomia del Consiglio comunale di Assisi, ritengo che alcuni contenuti di quella mozione possano apparire lesivi dei diritti e dell'immagine di cittadini discriminati sulla base del proprio orientamento sessuale. Sono certa di interpretare con ciò il sentimento prevalente degli umbri profondamente collegato anche alla tradizione spirituale di questa terra, improntato al totale rispetto delle differenze».


Buonanno: «Macché registro, schediamo i gay e regaliamogli un'insalata di finocchio»

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«A Borgosesia ci saranno una decina di gay, ma può darsi che siano aumentati. Fosse per me li schederei Visto che vogliono pubblicizzare il loro amore, segniamoli su un registro». «Se mi chiedessero di celebrare nozze gay nel Comune dove sono sindaco, direi che è meglio che si facciano un TSO (trattamento sanitario obbligatorio, ndr). Al massimo offro ai gay una banana. O un'insalata di finocchio».
Sono queste le indegne parole pronunciate da Gianluca Buonanno, sindaco di Borgosesia ed eurodeputato della Lega Nord, nel corso della trasmissione televisiva La Zanzara. E se il leghista non si fa problemi a insultare, offendere e calpestando i diritti costituzionali dei cittadini, non ha mancato di insultare nominalmente anche i suoi colleghi. Riferendosi alla fotografia che ha ritratto l'Onorevole Lo Giudice che si baciava in piazza con il compagno, ha commentato: «Mi fa schifo».
Se non v'è dubbio che il sentimento sia reciproco ed è evidente il senso di disgusto che la sua stesso esistenza provoca in milioni di cittadini, c'è da chiedersi se un rappresentante dello Stato possa permettersi si violare così la dignità delle persone che è chiamato a rappresentare al solo fine di piacere all'amico Puntin e all'elettorato più omofobo.


Anche ad Empoli sarà possibile richiedere la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero

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Anche il comune di Empoli ha deciso di aprire le porte alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. La delibera emanata dal sindaco Brenda Barnini (in foto) ha avuto effetto immediato ed è già possibile presentare domanda presso gli uffici comunali.
«Auspico che questo nostro atto possa essere, insieme a quelli di altri Comuni che ci hanno preceduto, di stimolo per approvare al più presto una legge nazionale che estenda i diritti dei coniugi alle unioni civili fra persone dello stesso sesso», ha dichiarato Barnini.
Immediata è stata ala controffensiva lanciata dal circolo di Empoli de La Manif Pour Tous Italia che, attraverso un lungo comunicato stampa, afferma: «È gravissimo che il Comune di Empoli abbia deliberatamente scelto di procedere con una pratica illegittima e, quindi, antidemocratica. Il matrimonio è un istituto fondamentale della nostra società, previsto nella stessa Costituzione come dimensione laica di riconoscibilità della famiglia, fondata sull'unione tra un uomo e una donna». Per questo motivo l'immancabile Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, parteciperà ad una riunione indetta per il 2 ottobre con lo scopo di spiegare alla popolazione come la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero sia da intendersi come una minaccia per i bambini e un'apertura all'utero in affitto. Insomma, i soliti argomenti fuorvianti con cui si cercherà di alimentare la paura fra gli omofobi.
Intanto anche il Codacons scende in campo e, in merito alla lettera con cui il prefetto ha cercato di fermare la trascrizione dei matrimoni a Bologna, l'associazione ribadisce come quell'atto sia assolutamente legale e che un prefetto non possa annullare le disposizioni di un sindaco che vanno in questa direzione. A difesa della propria tesi il Codacons cita la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha riconosciuto il diritto alla vita familiare anche in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso.


Buonanno sulla tv russa, tra orologi sincronizzati con l'ora di Mosca e proclami anti-gay

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Sulla sua pagina Facebook lo definisce un «reportage», ma nella realtà appare più come un semplice servizio propagandistico (della durata di due minuti e mezzo) con cui un'emittente filo-governativa russa ha cercato di sostenere che l'Europarlamento riconosce la supremazia di Putin. Ad essersi prestato a tale farsa incontriamo il deputato della Lega Nord Gianluca Buonanno.
Il servizio è stato trasmesso all'interno del programma "Uomini veri" di Ntv (una controllata della Gazprom, l'azienda energetica statale a cui Putin ha assicurato il monopolio delle esportazioni di gas naturale) e mostra come nell'ufficio dell'eurodeputato campeggi l'immagine del presidente russo (poi sostituito dinnanzi alle telecamere con una nuova gigantografia del leader donatagli dall'intervistatrice).

Il commento che ha accompagnato le immagini (stando alla trascrizione proposta dal sito dell'emittente) ha del surreale:

In varie città europee si possono incontrare tantissimi fan del presidente russo e ci sono anche nella sede del Parlamento europeo. Mentre alcune persone vogliono imporre sanzioni, un funzionario italiano vuole vedere Mosca e vuole incontrare Vladimir Putin. Dopo tutto per Gianluca Buonanno il leader russo è l'incarnazione della virilità. L'italiano ha anche detto che Putin è un leader forte e un politico intelligente. Il suo ritratto occupa il posto d'onore nel suo ufficio. Buonanno è sicuro: con lui la Russia avrà grande futuro.
Per Buonanno Vladimir Putin è il politico numero uno. Chiaramente il presidente americano Obama non piace al funzionario italiano. Buonanno accusa di stupidità i politici locali.
Gianluca Buonanno, un membro del Parlamento europeo, è contro la Merkel, contro Obama, contro la pazzia dei politici europei. Gianluca Buonanno proviene dal nord d'Italia, è Sindaco di Borgosesia ed è al Parlamento europeo da pochi mesi. Indossa anche due orologi: uno indica l'ora locale, l'altro quella di Mosca. La sua idea principale è che la Russia sia amica, non nemica. Ma in Parlamento sembrava nessuno lo voglia sentire.

Tra le poche parole farfugliate dal leghista davanti ai microfoni, l'eurodeputato si è affrettato ad esprimere la sua piena piena approvazione delle norme anti gay russe. «I don't like the homosexuals», dice in un inglese stentato. E poi, mentre la voce narrante copre le sue parole, aggiunge: «Homosexuals ok, but in own house. Finish». Insomma, non gli piacciono gli omosessuali e i gay devono restare chiusi nelle proprie case (dove forse è rinchiuso da tempo anche i suo professore d'inglese, ndr).
A seguito del servizio, Buonanno ha poi deciso di rimarcare la sua posizione filo-russa e di è presentato in parlamento indossando una maglietta che chiedeva di non sanzionare la Russia (ottenendo nuovamente l'attenzione di Ntv, anche se la descrizione lo identifica erroneamente come un «deputato francese»). Con il cattivo gusto che lo contraddistingue, Buonanno si è poi mostrato fiero in una fotografia che lo ritrae così vestito mentre rivolge il dito medio al parlamento. Insomma, l'ennesima umiliazione dell'Italia in sede europea.

Clicca qui per guardare il servizio trasmesso da Ntv


Renzi ha rimandato di mille giorni la legge sulle civil partnership (ed ha accolto Gitti fra le proprie fila)

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Matteo Renzi aveva promesso una legge sulle civil partnership entro 100 giorni dal suo insediamento, poi entro settembre. A luglio aveva rassicurato i cattolici ed ora annuncia: «Al termine dei mille giorni ci sarà una legge sui diritti civili, perché non è pensabile che questo tema torni ad essere argomento di discussione politica».
Insomma, bisognerà attendere più di tre anni e mezzo prima che se ne riparli o, com'è più probabile, prima che il governo cada o si ricorra ad una nuova scusa per rimandare la questione.
Ed intanto il Pd ha accolto fra le proprie file Gregiorio Gitti, l'ex parlamentare di Scelta Civica noto come autore del subementamento che nel settembre del 2013 svuotò di ogni significato la proposta di legge contro l'omofobia, esonerando dal suo rispetto le associazione, i partiti e le confessioni religiose. «Continuerò il mio impegno parlamentare nell'area politica che riconosco come la più in sintonia con i miei principi e ideali», dice Gitti. E forse non ha tutti i torni nel riconoscersi in un Pd ssempre più schiavo di Alfano e del Vaticano.

«Unioni civili entro 1000 giorni? Non gli crediamo: il premier si sta prendendo gioco di noi -tuona Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay- I continui rinvii e le promesse da marinaio sono una pratica intollerabile per un Primo Ministro, una modalità imbarazzante e poco seria con cui Renzi si prende gioco delle vite di milioni di cittadini e cittadine. Aveva annunciato una legge sulle unioni civili a settembre e oggi scopriamo che quel settembre durerà 1000 giorni, ammesso e non concesso che il suo governo arrivi a quella scadenza. Renzi sacrifica i diritti delle persone lgbt sull'altare delle larghe intese e abusando della sua doppia veste di capo del governo e segretario di partito tenta di paralizzare il lavoro parlamentare, facendosi beffe contemporaneamente di noi, delle regole della nostra democrazia e delle insistenti sollecitazioni delle supreme corti. Le persone gay e lesbiche, che come tutte le altre contribuiscono con il proprio lavoro e le proprie tasse a mantenere a galla questo paese malandato, non meritano questa ennesima presa per i fondelli. Se Renzi intende procrastinare la piena cittadinanza di queste persone, le sollevi per tutto il tempo di questa attesa dal pagamento di tasse e tributi. Oppure liberi il potere legislativo dalle sue continue e ormai inaccettabili invasioni di campo, permettendo l'approvazione di un disegno di legge che da troppo tempo attende il via libera».


La polizia egiziana ha iniziato ad utilizzare Grindr per cercare di localizzare ed identificare i gay

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In Egitto l'omosessualità non è reato ma, con frequenza sempre crescente, le autorità continuano a perpetrare arresti sulla base di una generica norma contro «la dissolutezza e l'immoralità». Le pene previste vanno da semplici multe sino a 17 anni di carcere (in alcuni casi anche con la condanna ai lavori forzati).
L'ultimo allarme lanciato dalla comunità lgbt locale vedrebbe le autorità egiziane impegnate ad utilizzare applicazioni come Grindr al fine di localizzare i gay che vivono nel paese.
Un testimone interpellato da France 24 dice: «Nel clima attuale non ho più il coraggio di utilizzare applicazioni che mi permettano di incontrare qualcuno. Agenti di polizia in borghese utilizzano quelle applicazioni per dare appuntamenti ai gay nei caffè. È una trappola». Un'altra fonte anonima aggiunge: «Negli ultimi mesi ci sono stati numerosi arresti legati a queste applicazioni. Stanno usando la tecnologia per scovare la nostra posizione».
La tesi viene stata avvalorata anche dal sito internet Gay Egypt, il quale ha dato ampio spazio a numerosi appelli per invitare la comunità gay locale a non utilizzare applicazioni e siti di incontro.
Dall'ottobre 2013 si stima che circa 77 persone lgbt siano state arrestate dalla polizia egiziana per aver frequentato luoghi di ritrovo o feste gay. Dal canto suo Grindr ha recentemente disabilitato l'utilizzo dei dati di geolocalizzazione in alcuni Paesi, tra cui l'Egitto, proprio per evitare che gli utenti possano essere localizzati e perseguitati sulla base del loro orientamento sessuale.


Un politico del Kazakistan vuole identificare (e punire) i gay attraverso un esame del sangue

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La potente lobby anti-gay del Kazakistan ha chiesto al governo l'approvazione di una legge di stampo russo contro la cosiddetta «propaganda omosessuale» e la reintroduzione nel codice penale del reato di sodomia. Ma il solito proclamo omofobo rischia di rasentare il ridicolo dopo l'appoggio ricevuto l'appoggio di Dauren Babamuratov, alla guida del movimento nazionale Bolashak, pronto a sostenere che: «Penso che sia molto facile per identificare una persona omosessuale dal suo DNA. Un esame del sangue può mostrare la presenza di degenerazione in una persona».
Non pago della sua "teoria" riguardo alla possibilità di identificare i gay attraverso esami clinici, Babamuratov denuncia come la popolazione lgbt ostenterebbe il proprio orientamento sessuale: «Si possono vedere un sacco di persone nei centri commerciali della città e in altri luoghi pubblici -dice- questi sono i giovani in pantaloni colorati». Insomma, un semplice pantalone colorato sarebbe indice di omosessualità e un criterio più che sufficiente per alimentare odio verso chi li indossa. Da qui l'attacco: «Purtroppo la soppressione delle attività della comunità lgbt è estremamente difficile in Kazakistan , perché non c'è legge nel nostro paese che vieta questo tipo di attività, cioè la promozione dell'omosessualità».
La vita dei gay nel paese è difficile data la diffusa omofobia, tant'è che la giornalista Zhanar Sekerbayeva ha replicato: «Non c'è nessun alcuna propaganda gay in Kazakistan, ma c'è l'omofobia. La comunità lgbt non è un'invenzione dell'Occidente, i sono molto più tradizionali rispetto agli eterosessuali. Le persone lgbt sono sempre state lì fin dai tempi antichi: dall'antica Roma alla Grecia. È solo che l'atteggiamento verso di loro era diversa».


Miss trans contro le adozioni di gay e lesbiche: solo una transessuale operata deve poter adottare figli

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«Un bimbo deve crescere con un uomo e una donna. Se un trans diventa donna a tutti gli effetti e cambia i documenti, allora va bene. Altrimenti sono contraria». È quanto dichiarato a Il Giornale da Alessia Cinquegrana, eletta Miss Trans Italia domenica scorsa.
Naturalmente tanto è bastato perché il quotidiano titolasse: «Miss Trans Italia: "Io, tradizionalista, dico no alle adozioni gay"». Ecco dunque che la discriminazione è partita dall'interno della comunità lgbt, con una transessuale pronta a gettare fango contro i diritti di gay e lesbiche dopo essersi tirata fuori dalla mischia: a suo dire, infatti, solo un uomo che si è operato può essere un bravo genitore.
La transessuale non nasconde anche di essere molto vicina anche alle tradizioni cattoliche: «Sono molto credente e appassionata di Chiesa -dice- tutti gli anni mi riprometto di non andare alla festa della Madonna dell'Arco ma ogni volta non resisto e all'ultimo corro alla processione. Il mio parroco, don Salvatore de Filippi, mi è stato molto vicino, seguendomi nella mia trasformazione, dicendomi di seguire il mio istinto e dandomi sempre la Comunione».


Trascrizione delle nozze gay a Bologna: il fronte omofobo cerca di bloccare l'ordinanza

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È nel giorno in cui Bologna ha iniziato a trascrivere i matrimoni gay celebrati all'estero che il fronte omofobo ha giocato le sue ultime carte.
Ed è così che Valentina Castaldini, consigliera comunale Ncd a Bologna, si è precipitata a Palazzo D'Accursio sventolando una lettera fra le mani: «Non si possono registrare -ha annunciato- me lo conferma una lettera del prefetto Ennio Mario Sodano, arrivata in Comune venerdì sera e protocollata questa mattina». In quel testo ci sarebbe stato scritto che «questa pratica è nulla, in assenza di una legge nazionale sul tema». La missiva sarebbe giunta in seguito all'esposto che la consigliera aveva inoltrato a Sodano e ad Angelino Alfano il 24 agosto scorso.
Dal canto suo Valerio Merola, Sindaco di Bologna, ha prontamente risposto: «Io vado avanti anche se la procedura di trascrizione non ha effetti legali, ma simbolici, perché si tratta di una battaglia di civiltà e l'atto può essere utile in caso di revoca, per chi si è registrato, per ricorrere alla magistratura».
E se la consigliera del Ncd parla di abuso di potere, Forza Italia non è stata da meno nell'annunciare denunce e ricorsi alla Corte dei Conti. «Istituire un registro -dicono- ha un costo amministrativo che, seppur contenuto, non è legittimo».
Nel trattare la notizia Avvenire ha chiamati in causa la posizione espressa dal cardinale Carlo Caffarra e quella espressa dal portavoce di Le Manif Pour Tous Italia (quasi dovessero avere valore giuridico) prima di rassicurare i propri lettori: «La trascrizione -scrivono- in ogni caso non rappresenta un riconoscimento giuridico degli effetti civili del matrimonio gay».


Lotta Studentesca prende d'assalto il Giulio Cesare di Roma, tra fumogeni e striscioni omofobi

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«Non siamo omofobi, vogliamo solo far rispettare i valori cristiani, ovvero la famiglia tradizionale, formata da padre, madre e figli. È solo su questo modello che vogliamo basare il futuro della nostra nazione». È con questa rivendicazione che i militanti di Lotta Studentesca sono tornati a prendere d'assalto il Liceo Giulio Cesare di Roma.
Andrea di Cosimo, il responsabile nazionale del movimento, argomenta la presenta di fumogeni e striscioni omofobi dispiegati lungo l'ingresso come una scelta di «inaugurare l'anno scolastico con una azione che sensibilizzasse gli studenti sul tema delle politiche familiari e della introduzione nelle scuole di insegnamenti contrari a quanto suggerito dalla legge naturale».
Il pretesto a cui si è ricorsi è trito o ritrito, ossia il suggerimento alla lettura del libero "Sei come sei" di Melania Mazzucco che alcuni insegnanti avevano avanzato ai propri studenti durante le vacanze di Natale del 2013. Insomma, a più di nove mesi di distanza si è ancora lì ad appigliarsi a poche righe che descrivevano vagamente un rapporto sessuale fra due ragazzi. Il tutto dopo aver già abusato di quel pretesto per aprire un'indagine del Ministero, per sporgere una denuncia a carico degli insegnanti da parte dei Giuristi per la Vita, per decretare la fine di ogni attività di contrasto all'omofobia nelle scuole per approvare mozioni omofobe in Lombardia, a Verona, a Palermo e ad Assisi. Ecco come la scuola è ormai divenuta il nuovo campo di battaglia ideologica dell'estrema destra che, fra intimidazioni e continue minacce, pare voglia imporre con la forza un'ideologia di odio e discriminazione.
«Questo nuovo episodio di violenza e intolleranza -ha dichiarato Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli, rende evidente come il nostro Paese non possa permettersi un altro anno senza una strategia chiara di lotta all'omotransfobia nei luoghi primari di educazione. Il Giulio Cesare è diventato ormai un simbolo della lotta all'intolleranza. All'Istituto, alla preside, ai docenti e ai ragazzi, va la nostra solidarietà e il nostro supporto perché non si sentano soli in questa lotta di democrazia e di difesa della libertà di insegnamento».


Colombia: 16enne gay spinto al suicidio dalla scuola cattolica che frequentava

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Sergio Urrego aveva solo 16 anni quando il mese scorso ha deciso di togliersi la vita. Ora la madre, Alba Reyes, ha deciso di raccontare alla stampa ciò che l'ha spinto a quel tragico gesto.
L'incubo ha avuto inizio nel maggio scorso. Un professore della scuola cattolica che frequentava, il collegio Castillo Campestre di Bogotà (Colombia), ha trovato sul suo cellulare una foto che lo ritraeva mentre si stava baciando con un compagno. Il telefono gli è stato confiscato ed entrambi i ragazzi sono stati mandati dallo psicologo.
La scuola ha poi costretto Sergio a rivelare ai suoi genitori di essere omosessuale. Lui avrebbe voluto ritirarsi, ma l'istituto si è rifiutato di rilasciargli i risultati accademici che gli avrebbero permesso di trasferirsi in un'altra scuola. Da lì in poi la sua vita scolastica è divenuta un vero e proprio inferno: è stato continuamente sospeso dalle lezioni, è stato più volte mandato dallo psicologo ed ha ricevuto varie accuse di molestie sessuali da parte dei professori.
Incapace di far fronte a quella situazione, Sergio ha affidato alla sua pagina Facebook l'ultimo saluto agli amici: «La mia sessualità non è il mio peccato, è il mio paradiso», ha scritto. Poi, la mattina del 4 agosto, si è lanciato nel vuoto dalla terrazza del centro commerciale Plaza Titán. È morto tre ore dopo in ospedale.
Il Ministro della Pubblica Istruzione, Gina Parody, ora ha annunciato che ci sarà un'inchiesta. In Colombia le scuole godono di un'ampia autonomia, ma il ministro ha precisato che «nessun istituto di istruzione può violare la Costituzione».
Il direttore del Liceo Normandia, dove Sergio frequentò le elementari, lo ricorda come «uno studente brillante, grande compagno e amico. Per il suo incredibile impegno è stato premiato con una borsa di studio all'eccellenza che glia avrebbe consentito di proseguire gli studi per o prossimi sei anni». Attraverso Facebook il 16enne si rivolse anche a lui in cerca di aiuto, chiedendo un suo intervento per riuscire a cambiare scuola. Il direttore racconta di aver tentato di aiutarlo, ma gran parte delle sue azioni si persero nel nulla a causa di continui intoppi burocratici nel cercare di far interessare il Ministero e gli organi di controllo al suo caso.


Il Forum delle Famiglie vuole introdurre leggi contro la «propaganda gay» in tutti i Paesi del mondo

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È da Mosca che è partita una nuova crociata contro i diritti delle persone lgbt di tutto il mondo. Una serie di associazioni omofobe si sono date appuntamento in una forum mondiale ospitato dall'oligarca russo Constantin Malofeev al fine di studiare strategia comuni a livello globale. In un primo momento si era parlato di un possibile annullamento del World Congress of Families legato alle tensioni fra Russia ed Ucraina, ma alla fine l'evento si è tenuto con solo qualche piccolo cambiamento logistico.
L'assemblea ha approvato una risoluzione in cui si afferma che «Oggi la Russia è diventata uno dei leader del movimento a sostegno dei valori tradizionali della famiglia», motivo per cui ci si impegna a «lavorare per l'adozione di divieti legislativi su tutti i tipi di propaganda riguardante le relazioni omosessuali» al fine di »difendere gli interessi dei bambini» in tutto il mondo. Si chiede anche di produrre prove a sostegno degli «effetti sociali e psicologici negativi della crescita dei figli in coppie dello stesso sesso» al fine di sostenere i casi di divieto di adozione dello stesso sesso.
Tra i partecipanti figurano numerose associazioni statunitensi, come la National Organisation for Marriage (Nom), la Catholic Family and Human Rights Institute, il Christian Broadcasting Network, la Personhood USA e la Family Watch International. Altri gruppi sono giunti dal Canada, dal Regno Unito, dall'Italia, dalla Francia, dalla Polonia, dal Messico, dal Venezuela, dall'Australia, dall'Ucraina, dalla Georgia, dal Kazakistan, dalla Serbia, dalla Lettonia, dalla Russia e dalle Filippine
Tra gli ospiti c'era anche il presidente della NOM (che solo pochi giorni fa si era recato in Francia per incontrare i militanti della Manif Pour Tous) e il famigerato autore delle norme russe sulla cosiddetta «propaganda gay». Non sono mancati neppure il patriarca russo Kirill (noto per aver sostenuto che l'omosessualità causerà la fine del mondo), Mizulina Elena (presidente della Duma), Talgat Tajuddin (presidente dell'Amministrazione Centrale Spirituale dei musulmani russi), il francese Emerick Chauprade (membro del Parlamento Europeo), il nigeriano Theresa Okafor (direttore del patrimonio culturale africano), l'iraniano Abdolreza Azizi (membro del Consiglio consultivo islamico), Patrick Buckley (fondatore e coordinatore della rete europea di "Life"), Francisco Tatad (vicepresidente delle Filippine). Dalle fotografie diffuse (come quella di apertura) è possibile constatare anche la presenza di esponenti cattolici.


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Bologna: da oggi sarà possibile trascrivere i matrimoni gay contratti in Europa

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Da oggi le persone dello stesso sesso residenti a Bologna e che si sono sposate all'estero, in Europa, potranno chiedere la trascrizione degli atti di matrimonio nell'archivio di stato civile del Comune di Bologna.
È quanto comunica una nota del Comune ad attuazione della direttiva firmata dal sindaco Virginio Merola lo scorso 30 giugno.
Matteo Cavalieri e Matteo Giorgi, la prima coppia gay sposatasi a New York ed attivisti del Cassero, avevano manifestato l'intenzione di essere i primi ad ottenere la trascrizione della propria unione. Il vincolo fissato che vede il riconoscimento dei matrimoni celebrati nella sola UE, però, li poterà ad essere esclusi. «Faremo sicuramente le pratiche per la trascrizione a Bologna -assicurano- ci siamo sposati fuori dall'Europa e la procedura è più complicata, ma appena ci riusciremo lo faremo».
In lista per il riconoscimento c'è anche il senatore Sergio Lo Giudice (Pd), sposatosi tre anni fa ad Oslo con Michele Giarratano.


Arrestato l'assassino di João Antonio Donati

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Andrie Maycon Ferreira Da Silva, un agricoltore poco più che ventenne, è l'assassino di João Antonio Donati, il giovane gay trovato morto in un campo incolto nella regione di Goiânia (Brasile). La polizia sarebbe risalito lui grazie ad un lavoro da raccoglitore di pomodori aveva svolto in passato in una vicina fattoria della zona. Interrogato dalla polizia, ha confessato il crimine tutto.
Il giovane ha raccontato di aver avuto un rapporto sessuale con la vittima nel parco dove è avvenuto il delitto ed ha negato ogni connotazione omofobica.
Secondo il suo racconto, i due si sarebbero incontrati nel bar dove la vittima lavorava e si sarebbero appartati. La sua furia omicida sarebbe scoppiata nel momento in cui João gli avrebbe chiesto di scambiarsi i ruoli. Da Silva, infatti, ha voluto precisare agli inquirenti che lui non è gay e che non ha rapporti con gli uomini.
A quel punto sarebbe scoppiata una lotta fra i due (lividi sono stati rivenuto sui corpi di entrambi) e Da Silva ha ucciso il giovane per asfissia. Il foglio ritrovato nella sua bocca sarebbe stato preso dalla spazzatura ed infilato in gola «perché ero molto nervoso».


Cartoon Network contro il bullismo

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Cartoon Network ha rinnovato la sua annuale campagna contro il bullismo (anche omofobico). I ragazzi potranno partecipare all'iniziativa Speak Up inviando fotografie, disegni e video con cui condannare l'operato dei bulli. Appositi materiali didattici permetteranno anche di scoprire come riconoscere e combattere il fenomeno, sottolineando come la prima arma per proteggere i propri amici sia quello di non assecondare o dare corda a chi si vuole mettere in mostra attraverso la violenza.
La campagna culminerà con la Speak Up Week (in programma dal 29 settembre al 3 ottobre), durante la quale si cercherà di dare alla luce un video che raccolga la condanna del bullismo da parte di almeno un milione di ragazzi. La data scelta non è casuale dato che in ottobre si celebrerà il National Bullying Prevention Month.
I video inviati dagli utenti daranno voce ai bambini, ai genitori, a personaggi famosi e a membri del governo. I filmati migliori rientreranno anche in una campagna televisiva che sarà trasmessa su Cartoon Network, lasciando così che il messaggio di condanna sia veicolato attraverso la voce dei propri coetanei.


L'Indiana riconosce un matrimonio tra due donne

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Un giudice federale ha approvato un accordo tra lo stato dell'Indiana ed una coppia lesbica che aveva visto il proprio matrimonio riconosciuto attraverso una precedente sentenza.
Se i giudici federali dell'Indiana hanno già stabilito l'incostituzionalità del divieto ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, l'applicazione della sentenza è sospesa in attesa del verdetto della Corte Suprema a cui il procuratore generale Greg Zoeller si è appellato.
Veronica Romero e Mayra Yvette Rivera, però, hanno avanzato un'istanza d'urgenza per il riconoscimento della loro unione (celebrata in Illinois) poiché Rivera ha un cancro ovarico in uno stadio avanzato. La loro relazione è iniziata 27 anni fa ed hanno due figlie.
L'Indiana ha così accettato di riconoscere la loro unione, stabilendo che l'eventuale certificato di morte di Rivera dovrà indicare Romero come la coniuge superstite.
La scelta di non chiedere l'intervento dei giudici deriva dall'esistenza di un precedente: in quel caso  il settimo circuito della Corte d'Appello federale impose all'Indiana il riconoscimento di un altro matrimonio fra due donne, anche in questo a causa di un grave tumore che ha colpito una delle due coniugi.
Sia il procuratore generale Greg Zoeller che il procuratore generale del Wisconsin (JB Van Hollen) hanno separatamente richiesta alla Corte Suprema di decidere se i matrimonio gay debbano essere resi legali in tutti i 50 stati. Nel caso di una decisione in tal senso, negli Stati Uniti potrebbe finalmente finire l'attuale situazione di incertezza che vede i diritti delle coppie gay riconosciuti a macchia di leopardo.


Cile: esponente politico di centro-destra fa coming out

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«A destra ci cono altri gay come me. In molte zone c'è un conservatorismo tale da impedire la parità di diritti. Sono qui per contribuire a questo cambiamento. Io sono un consigliere molto conservatore, quindi spero che il mio contributo a sostegno della non-discriminazione sia doppio». A dichiararlo è un politico cileno di centro-destra, Cristián Loyola González, dopo il suo coming out pubblico.
Noto nel paese come uno dei coordinatori del movimento giovanile di Renovacíon Nacional, lasciò il partito per confluire in Amplitud (un gruppo di centro-destra di recente creazione) dopo che si era visto rifiutare l'appoggio ad un progetto di legge sull'integrazione delle minoranze sessuali.
Il suo coming out è stato appoggiato dal senatore Lily Pérez e dai parlamentari Karla Rubilar e Peter Browne, pronti a dirsi «orgogliosi» della scelta di Loyola. Recentemente politico è entrato a far parte
Caso vuole che Loyola sia nato nella stessa regione di Mauricio Ruiz, il primo militare cileno ad aver fatto coming out.


Formigoni: «In Lombardia norme contro la deriva gay»

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«Almeno in Lombardia il pensiero unico laicista non passa. Le norme sull'eterologa difendono i bambini e la famiglia, no a deriva gay». È quanto scritto su Twitter da Roberto Formigoni, ex-presidente lombardo ed ora senatore del Nuovo Centrodestra.
Il riferimento è alla delibera con cui la giunta regionale della Lombardia ha autorizzato la fecondazione assistita eterologa attraverso l'accoglimento dei molti paletti posti dal Ncd e dai cattolici della Lega. Innanzi tutto la procedura sarà interamente a carico degli assistiti (contrariamente a quanto avviene ad esempio in Toscana) e potrà essere richiesta solo in caso di infertilità o di sterilità assoluta e irreversibile. Sarà vietata alle coppie portatrici di malattie genetiche trasmissibili o quelle in cui entrambi i partner sono sterili. È stato bloccato anche l'accreditamento di nuovi centri per la procreazione assistita.
Le tariffe saranno stabilite con una successiva delibera ma al momento si parla di circa 3mila euro. «Così si escludono tutte le coppie non benestanti» ha tuonato il Pd. I radicali hanno annunciato un ricorso al Tar.
Se è chiara la soddisfazione di Formigoni nel constatare come la Lombardia stia imponendo per legge la presunta morale cattolica (così come già avvenne nel caso della mozione omofoba con cui il consiglio regionale si impegnò impegnato a contrastare il riconoscimento delle famiglie meno gradite al Vaticano), non è chiaro perché abbia voluto tirare in ballo ed offendere il mondo gay.
Su Twitter qualcuno commenta: «Pensiero unico, come si è visto, in Lombardia non è quello laicista, nemmeno quello liberale se è per questo».