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Arcigay frena Alfano: «Nessun paletto sulle unioni, il dibattito sui diritti non è il mercato delle vacche»

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«No al matrimonio, no alle adozioni e no alla reversibilità delle pensioni, che sfascerebbe i conti pubblici». È quanto ribadito da Agelino Alfano, leader del Ncd, pronto a sostenere che il suo partito è disponibile solo «a studiare un modello italiano che possa dare maggiori diritti alle unioni gay» purché non si tocchino i suoi «tre paletti».
Non si è fatta attendere la riposta di Arcigay che, attraverso un comunicato, ribatte: «Inaccettabile iniziare una discussione con questi presupposti. Alfano la smetta di fare il mercato delle vacche, ci risparmi i suoi arroganti aut aut e lasci al Parlamento la discussione. Tre questioni che sono sbagliate nel metodo e nel merito e che ancora una volta sottolineano la faziosità del vicepremier. Alfano confonde il matrimonio con una proprietà in suo possesso, che può concedere o meno; invece il matrimonio è un diritto, al quale tutte e tutti devono poter accedere. E pone il suo "niet" anche sulle adozioni Alfano, negando l'evidenza del definitivo sgretolamento del modello familiare che lui sostiene come unico possibile, e condannando migliaia di nuove famiglie, minori inclusi, a una vita ad ostacoli, che trova ragione solo nel piglio autoritario del leader di una forza politica che cammina sui crinali del quorum. Il legislatore non potrà mai negare a gay e lesbiche la possibilità di essere genitori: Alfano questo se lo deve mettere in testa. Il suo paletto serve solo a complicare questo percorso, a renderlo pieno di ostacoli, ad infierire su famiglie che già sentono il peso della crisi da cui una classe politica inadeguata non riesce a farle uscire. E infine parla di reversibilità il vicepremier, imponendo che venga esclusa dalla legge. Questo è surreale, un vero e proprio furto di Stato, che tenta di nascondersi dietro al dito dei conti da far quadrare. Ma i conti in Italia non tornano da un pezzo e non di certo per la reversibilità della pensione all'interno delle coppie gay o lesbiche, semmai per l'inadeguatezza e in alcuni casi perfino la disonestà di una classe politica. Gay e lesbiche pagano le tasse e versano i contributi previdenziali da sempre: la reversibilità è dovuta, la discussione non si apre nemmeno. Se non sarà inclusa la reversibilità verremo a Roma a prendercela».


Usa: la Corte Suprema si pronuncerà sulle nozze gay solo in caso di una sentenza contraria in appello

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«L'Equal protection clause è il nostro "principio di eguaglianza" ed è espresso nell'emendamento n.14 alla Costituzione Americana». Così Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, ha argomentato l'ondata di sentenze che hanno sancito l'incostituzionalità dei divieti ai matrimoni gay.
L'accelerata sul tema è giunta in seguito alla scelta della Corte Suprema di non riesaminare le sentenze emesse dalle corti d'appello riguardo a quell'incostituzionalità. Una decisione che pare destinata a valere nel tempo se si considera come il giudice Ruth Bader Ginsburg, intervistata da Nina Totenberg di National Public Radio, ha dichiarato che la Corte interverrà nella questione del matrimonio egualitario solo se una Corte d'Appello deciderà diversamente dalle altre.

Intanto già oggi potrebbero celebrarsi i primi matrimoni nello Wyoming, ma solo dopo che il procuratore chiederà di cancellare la sospensione posta dal giudice Skavdahl alla sentenza che aveva pronunciato venerdì scorso. A differenza degli altri stati che avevano approvato un emendamento costituzionale, nel Wyoming rimaneva solo una legge del 1977 che stabiliva che il matrimonio fosse "l'unione tra un uomo ed una donna". Solo di recente la politica locale si è posta il problema di promuovere un emendamento alla costituzione, simile a quelli approvati da altri stati dell'unione mentre alcune proposte di legge sulle unioni civili o sul matrimonio egualitario erano state depositate nel Congresso locale. Nel febbraio 2014 la Camera dei Rappresentanti aveva rigettato a sorpresa la proposta sul matrimonio con 17 voti a favore e 41 contrari
Il Wyoming è lo stato con la più alta percentuale di politici appartenenti al partito repubblicano eletti al Congresso locale (85%) e la Camera è composta da 52 repubblicani e da 8 democratici (9 repubblicani hanno votato a favore del disegno di legge). Il Wyoming è lo stato famoso per i cowboy (vedi Brokeback Mountain), per il parco di Yellowstone e per essere stato, nel 1860, la prima giurisdizione al mondo ad assicurare alle donne il diritto di voto (un motivo che l'ha portato ad essere soprannominato l'Equality State).


Renzi va dalla D'Urso e cambia la data: «Unioni alla tedesca a gennaio»

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Non sarà più a fine mese ma a gennaio. Matteo Renzi cambia ancora una volta i tempi previsti per la legge sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso e, ancora una volta, la sede scelta per l'annuncio non è istituzionale ma il salotto domenicale di Barbara d'Urso.
«La legge alla tedesca è un buon punto di mediazione -ha dichiarato il presidente del Consiglio- e consente di dare alle persone dello stesso sesso i diritti civili. I tempi? Subito dopo la riforma elettorale, che è leggermente slittata ma ragionevolmente andrà entro l'anno, la proposta già pronta comincerà l'esame dal Senato». Renzi ha anche sottolineato come la norma si baserà sull'intermediazione con Alfano: «A noi servono regole serie -ha aggiunto- c'è chi vorrebbe l'equiparazione pura con il matrimonio, altri che dicono "non toccate niente" arrivando all'aberrazione che uno non possa andare a trovare il compagno in ospedale [...] Faccio un appello, capisco le opinioni diverse ma su questo tema evitiamo di aprire l'ennesima polemica ideologica. La proposta alla tedesca è un giusto punto di sintesi».
Insomma, una legge vecchia di anno (la Eingetragene Lebenspartnerschaft venne approvata il 16 febbraio 2001) e che nulla aggiunge ai Dico proposti nel 2007 dal Governo Prodi è il massimo a cui l'Italia può aspirare. Perché il mondo va avanti e il Bel Paese è fermo, intenzionato a fare il minimo sindacale. Inutile a dirsi, la storia viene scritta da chi ha compito scelte di rottura con il passato e ha dimostrato con i fatti l'infondatezza delle parure (negli States il consenso popolari ai matrimoni gay è cresciuto dopo la loro approvazione, una volta dimostrato che certi anatemi sulle conseguenze non erano fondati), non certo da chi guarda nel passato per accontentare e assecondare chi difende posizioni medievali.


Il Sinodo chiude la porta ai gay: no ai matrimoni e no alle pressioni politiche sui paesi omofobi

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Alla fine la tanto sospirata apertura ai gay da parte del Sinodo non c'è stata, anzi. Nei documenti finali della prima delle due Assemblee Generale Straordinarie (la prossima si terrà ad ottobre del prossimo anno) due soli paragrafi sono stati dedicati alla "pastorale verso le persone con orientamento omosessuale":

55. Alcune famiglie vivono l'esperienza di avere al loro interno persone con orientamento omosessuale. Al riguardo ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. «A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 4).

56. È del tutto inaccettabile che i Pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all'introduzione di leggi che istituiscano il "matrimonio" fra persone dello stesso sesso.

Se da una parte appare positiva la scelta di rimuovere l'espressione "teoria gender" presente nelle bozze iniziali, dall'altro è difficile non notare come la Chiesa rivendichi la necessità di un'azione volta ad impedire l'equiparazione fra i matrimoni gay e quelli etero, così come il secondo paragrafo sottolinea come alla Chiesa importi poco dei cristiani che, negli ultimi, hanno fatto di tutto per accendere l'omofobia che dormiva nei "paesi poveri" (come l'Uganda).


Marino ha trascritto 16 matrimoni gay. Proteste e denunce da parte di Ncd, Forza Italia e Cei

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Così come preannunciato, Ignazio Marino ha proceduto alla trascrizione di sedici matrimoni celebrati all'estero fra persone dello stesso sesso. Accolto da una folla festante, il Sindaco di Roma ha dichiarato: « uno splendido sabato mattina. Ma dobbiamo anche pensare che sia un giorno normale perché noi crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto più importante c'è di quello di poter dire al proprio compagno o compagna "Ti amo"?»
Ma la celebrazione dell'amore è bastato a scatenare un putiferio politico.
Il prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro, ha usato toni da intimidazione: «Cancelli le trascrizioni o le annullerà io», ha tuonato. «Io faccio il mio lavoro -ha replicato il primo cittadino- e difendo il diritto di tutti ad amarsi. Se il prefetto ritiene di doverlo contrastare farà la cosa più giusta dal suo punto di vista [...] tra 15 anni nessuno si ricorderà chi era il sindaco o chi era il prefetto ma tutti sapranno che a Roma può essere riconosciuto l'amore a prescindere dall'orientamento sessuale».
Barbara Saltamartini, deputato e portavoce nazionale del Ncd, non si è limitata a prendere parte ad una protesta omofoba organizzata in Campidoglio, ma si è lanciata nel dichiarare: «Marino si è blindato e barricato in Campidoglio per violare la legge. Ha precluso la piazza ai cittadini mentre compie un'azione fuorilegge in barba al legislatore nazionale e alla Costituzione. Presenteremo una interrogazione parlamentare su quanto di indecente accaduto oggi in piazza». Marco Pomarici, consigliere dell'Assemblea Capitolina del Ncd, ha annunciato che provvederà a denunciare il sindaco, mentre Alfano (firmatario dell'indegna circolare con cui ha tentato di impedire la trascrizione) ha preferito ricorrere a veri e propri sfottò: «Marino firma autografi -dice- Il sindaco ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l'attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie».
Proteste sono giunte anche fa Forza Italia dove il senatore Maurizio Gasparri ha deciso di sposare in pieno la linea di Alfano: «Ha ragione il Prefetto di Roma nell'imporre al sindaco Marino il rispetto della legge. La registrazione dei matrimoni contratti all'estero è illegale». Anche Mara Carfagna, alla giuda del neonato dipartimento dei diritti civili di Forza Italia, ha espresso un parere negativo: «La trascrizione da parte del sindaco Marino dei matrimoni contratti all'estero -dice- non fa altro che gettare benzina sul fuoco su un terreno già molto delicato come quello dei diritti civili».
Tra i pareri politici non è mancata la voce della Cei, sempre più impegnata nell'intervenire sulle questioni legali dell'italia quasi si trattasse di un vero e proprio partito politico (seppur non eletto democraticamente). I vescovi hanno sostenuto che «Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile». La Cei non ha mancato anche di sostenere che le trascrizioni previste dalle normative europee non debbano essere celebrate perché «perché oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico [suggeriscono] una equivalenza tra il matrimonio e altre forme che a esso vengono impropriamente collegate».


In Arizona e Wyoming cadono i divieti ai matrimoni gay, ora riconosciuti a livello federale in sette nuovi stati

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In seguito alla decisione della Corte Suprema statunitense di respingere i ricorsi presentati da cinque stati contro la celebrazione dei matrimoni gay, il procuratore generale Eric Holder (nella foto) ha annunciato oggi che il governo federale inizierà a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso che si svolgono in Indiana, Oklahoma, Utah, Virginia, Wisconsin, Nevada e Idaho.
«Sono lieto di annunciare che il governo federale ora riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso che si svolgono negli Stati interessati -ha dichiarato- e ho indirizzato gli avvocati del Dipartimento di Giustizia affinché lavorino con i nostri colleghi presso le agenzie pubbliche in modo da garantire che tutti i benefici federali applicabili siano estesi il prima possibile a quelle coppie. Non rimanderemo la nostra responsabilità nel garantire ad ogni coppia ammissibile, che siano dello stesso sesso o di sesso opposto, i pieni diritti e le responsabilità a cui hanno diritto».

Ma le notizie della giornata non finiscono qui: attraverso due e brevissime decisioni di sole quattro pagine ciascuna (qui e qui), il giudice federale John Sedwick ha dichiarato incostituzionale il divieto imposto dall'Arizona alle alle coppie gay e lesbiche che desiderano sposarsi. Il divieto, come in quasi in tutti gli altri casi casi similari, era costituito da un emendamento costituzionale approvato nel 2008 (il primo tentativo, avvenuto nel 2006, venne affossato dal voto popolare, probabilmente dato che il divieto non riguardava le sole coppie omosessuali ma anche le unioni civili).
La sentenza è già in vigore e le coppie potranno richiedere sin da subito richiedere le licenze matrimoniali. Lo stato ha già fatto sapere che non si appellerà contro la sentenza, in applicazione delle decisioni prese dal 9° circuito.

Nello stato del Wyoming, inoltre, il giudice federale Scott Skavdahl ha dichiarato incostituzionali le leggi dello stato del Wyoming che proibiscono alle coppie gay e lesbiche il diritto di sposarsi. la decisione era attesa per lunedì ma il giudice ha anticipato i tempi dato il precedente creato dal 10° Circuito degli Appelli. In questo caso la decisione ha semplicemente posto una sospensione ad una sentenza che si estinguerà il 23 novembre. Se il governatore Matt Mead deciderà di non ricorrere in appello, la decisione potrà divenire operativa prima di quella data e il Wyoming diverrebbe così il 32° stato Usa ad aver legalizzato i matrimoni fra persone dello stesso sesso.


L'incredibile verbale con cui le Sentinelle in piedi hanno denunciato il bacio gay di Perugia

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Ricordate la vicenda dei due giovani di Perugia denunciati dalle Sentinelle in piedi per essersi scambiati un bacio? I fatti risalgono allo corso 5 ottobre, quando gli ultra-cattoilici scesero in piazza per manifestare contro la legge sull'omofobia e qualsiasi riconoscimento delle unioni gay. Nell'occasione denunciarono Stefano Bucaioni, da loro ritenuto reo di un atteggiamento inaccettabile: osò baciare il marito Antonio (i due sono legalmente sposati all'estero) dinnanzi a loro.
I termini che compaiono nel verbale della Questura sono da pelle d'oca:

[...] avvicinandosi ad altro individuo di sesso maschile si esibiva in un prolungato e concupiscente bacio sulla bocca con lo stesso nel bel mezzo di Corso Vannucci ed in presenza di numerose famiglie con bambini e ragazzi molti dei quali minorenni che in quel momento affollavano il centro cittadino lasciando i passanti disgustati da tale dimostrazione [...]

La rivendicazione pare partire dall'assunto che in Italia vigano le leggi di Puitin (volte a vietare qualsiasi informazione sull'omosessualità ai minori), così come appare incredibile che si sostenga che i bambini debbano essere difesi dall'amore e possano assistere a manifestazioni d'odio come quelle da loro portate in piazza. E, allo stesso modo, verrebbe da dire che molte persone sono assai più disgustate dalle loro rivendicazioni che da un bacio... peccato che loro siano rimaste impunite e i due giovani siano ora sotto indagine con l'accusa di "disturbo della quiete pubblica".
«Mi chiedo se nel 2014 in Italia si possa essere denunciati per questo -ha dichiarato Stefano - Mi chiedo quanta rabbia e quanto odio hanno dentro queste persone per descrivere così un tale gesto d'amore».

Intanto il deputato Alessandro Zan (Sel) ha annunciato di aver depositato un'interrogazione al ministro dell'Interno Angelino Alfano e al ministro della Giustizia Andrea Orlando perché facciano chiarezza sul caso in merito alle indagati e al successivo rinvio a giudizio dei giovani. A suo avviso quegli avvisi di garanzia sono «un'atto gravissimo, che si configura come un'irragionevole aggressione alla sfera giuridica privata e personalissima di persone che manifestavano pacificamente il loro dissenso [...] Intendo andare a fondo della questione e sono curioso di conoscere i presupposti giuridici di natura penale che, sulla base di una descrizione soggettiva e discriminatoria di un bacio tra due uomini, hanno indotto il PM della Procura di Perugia ad avvalorare le accuse della Digos. Un comportamento, sia da parte delle forze dell'ordine che della Magistratura requirente che spaventa e sembra ricalcare quello della Polizia politica segreta di sessant'anni fa».


A Pisa si avvia la trascrizione delle nozze gay, a Roma il Ncd vuole denunciare il sindaco

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Il Consiglio comunale di Pisa ha approvato a maggioranza due mozioni, presentate da Sel e Pd, per l'avvio della trascrizione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.
La mozione presentata dalla consigliera Simonetta Ghezzani (Sel) «invita il sindaco a emanare un'apposita direttiva con la quale dispone che il Servizio anagrafe, stato civile ed elettorale del Comune di Pisa provveda a trascrivere nell'archivio, su richiesta degli interessati, gli atti attestanti la celebrazione di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso», quella del consigliere Ferdinando De Negri (Pd) invita «il Parlamento a legiferare, in tempi brevi, una regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze».

Intanto il Ncd continua ad arroccarsi sulla sua posizione di assoluta chiusura alle famiglie gay e Marco Pomarici, consigliere dell'Assemblea Capitolina e della Città Metropolitana, ha annunciato che se il Sindaco di Roma non rispetterà la circolare di Alfano e procederà con la preannunciata trascrizione di 16 matrimoni contratti all'estero, lui lo denuncerà.
«Domani mattina -ha dichiarato- appena il sindaco Marino avrà illegittimamente trascritto il primo matrimonio gay contratto all'estero mi recherò presso gli Uffici della Procura della Repubblica per denunciarlo. Nonostante le indicazioni del Ministero dell'Interno e della prefettura Marino ha deciso di violare la legge. E questo non è consentibile»
Sulla stessa lunghezza d'oda è anche Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fratelli d`Italia in Regione Lombardia, pronto ad invocare l'intervento del prefetto per la cancellazione delle nozze trascritte da Pisapia. «Una settimana fa, dopo la firma del sindaco sugli atti, il Prefetto aveva dichiarato di aver richiesto i documenti, come da circolare del ministero degli Interni, per annullare le trascrizioni, e io stesso gli avevo personalmente scritto per denunciare la situazione -ha dichiarato- nelle altre città si è già intervenuti, mentre a Milano si sta aspettando non si sa bene cosa. Sono passati sette giorni, è ora di intervenire».


Pastore sosteneva di poter "curare" l'omosessualità. Arrestato per abusi su un 16enne

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Il pastore Rex Allen Murphy lavorava come insegnante presso la Polly Ann Church of God di Eubank, in Kentucky (Stati Uniti) e tra le sue competenze vantava anche la capacità di poter "guarire" l'omosessualità. Peccato che questa caratteristica fosse probabilmente un mero pretesto per identificare le sue vittime.
La polizia l'ha infatti arrestato con l'accusa di violenze sessuali nei confronti di un ragazzo di soli 16 anni. Gli abusi si protraevano da circa sei mesi ed il giovane ha subito almeno dieci violenze, una delle quali consumata all'interno della chiesa.
Per ottenere il suo silenzio, l'insegnante aveva raccontato al ragazzo di essere il discendente di un'antica famiglia di stregoni e che lo avrebbe ucciso con i suoi poteri se gli fosse sfuggita anche solo una parola.
Nonostante i reati siano stati confessati dall'accusato, la scuola continua a negare che le violenze possano essere state consumate all'interno della chiesa ed hanno cercato di liquidare le proprie responsabilità limitandosi ad affermare che l'uomo non è più parte del corpo docenti. Ma resta il fatto che il giovane è stato consegnato nelle mani dell'uomo grazie al pregiudizio di chi ancora reputa l'omosessualità «una malattia», al punto da essere disposti ad affidare i propri figli nelle mani del primo ciarlatano che asseconda i propri pregiudizi.


Il Sinodo verso le larghe intese per timore di «reazioni negative sulla cultura a cui ci si rivolge»

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«Non possiamo dire a qualcuno: "Lei è omosessuale, non può vivere il Vangelo". Per me questo è impensabile». È quanto dichiarato dal presidente dei vescovi tedeschi, Reinhard Marx. Il religioso ha sostenuto che «la prassi sessuale non può essere accettata» ma che «non tutto nella loro vita è da condannare: se per 35 anni sono rimasti fedeli l'uno all'altro, se l'uno cura l'altro fino alla fine della vita, come Chiesa cosa debbo dire? Che non ha nessun valore? Non è vero questo».
Ed è così che il sinodo dei vescovi pare sempre più destinato ad una finta apertura verso i gay, limitata dal volersi focalizzare a priori su una condanna dell'atto sessuale. Se è la dottrina della Chiesa a riconoscere un «valore unitivo» di rafforzamento della coppia ai rapporti eterosessuali non finalizzati alla riproduzione, tale aspetto viene completamente accantonato nei confronti delle coppie gay e tanto è bastato perché i gruppi più conservatori si sentissero liberi di fare pressioni per chiedere che l'omosessualità venisse condannata in tutto e per tutto. Tra loro anche il cardinale africano Robert Sarah, pronto a sostenere l'esistenza di un'ingerenza da parte della stampa: «Quanto è stato pubblicato sulle unioni omosessuali -dice- è un tentativo per fare pressione sulla Chiesa e farle cambiare la dottrina. Mai si è voluto giudicare la persona omosessuale, ma i comportamenti e le unioni omosessuali sono una grave deviazione della sessualità».
A tirare le fila è monsignor Georges Pontier, pronto ad annunciare quella che pare sarà la posizione definitiva, sostenendo che il sinodo non ha fatto «retromarcia» ma ha trovato un «bilanciamento» tra la posizione più progressista e quella più conservatrice. Insomma, si sceglierà una larga intesa che possa accontentare tutti, forse finendo con il non cambiare proprio un bel nulla.
Imbarazzati sono le motivazioni che hanno spinto a questo ridimensionamento dell'apertura, dato che lo stesso monsignor Pontier ha indicato come «in alcuni circoli minori c'era la preoccupazione di non transigere su questi fatti che potrebbero avere, per chi lo pensa, reazioni negative sulla cultura a cui ci si rivolge». Insomma, la solita premessa con cui alcuni cattolici integralisti giustificano l'omofobia come un atto dovuto nei confronti di «una minaccia».
A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, però, non si può non notare come stia crescendo il numero di vescovi che si rifiutano di attribuire una condanna cieca e globale all'omosessualità, forse indice di tempi che un giorno poteranno ad un reale cambiamento.


Matrimoni gay negli Usa: la situazione dopo la sentenza della Corte Suprema

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Settimana scorsa, c'è piovuta dal cielo la notizia della Corte Suprema americana che aveva rifiutato di rivedere 5 casi giudiziari, decisi in appello, in cui erano stati dichiarati incostituzionali le leggi di alcuni stati dell'Unione (Utah, Oklahoma, Virginia, Indiana e Wisconsin) che proibivano alle coppie omosessuali di sposarsi. La notizia, che ha sorpreso in molti, ha segnato certamente la vittoria della comunità LGBT attesa da anni, in primo luogo perché ha portato il numero degli stati che consentono alle coppie gay e lesbiche di sposarsi da 19 a 30, e in secondo luogo perché tale "non-decisione" della Corte è il segnale che una maggioranza dei giudici è ormai pronta ad estendere, definitivamente, il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso.
Prima di entrare nel merito della situazione, facciamo un passo indietro. Tra la fine di agosto e l'inizio del mese di settembre, la Corte aveva ricevuto 7 petizioni perché fossero rivisti 5 casi giudiziari in cui erano stati dichiarati incostituzionali le leggi di alcuni stati dell'Unione. Tutti i casi erano stati decisi in sede d'appello dal 10°, dal 4° e dal 7° Circuito degli Appelli e, una volta giunti all'attenzione della Corte Suprema, le vie legali si sarebbero concluse, essendo la Corte Suprema al vertice dell'organizzazione giudiziaria del sistema americano. Il 29 settembre i 9 giudici della Corte si erano riuniti per la prima e "grande" riunione prima dell'inizio del periodo 2014 (che sarebbe cominciato lunedì 6) per vagliare più di un migliaio di casi a loro pervenuti durante l'estate, tra i quali vanno menzionati i casi di cui abbiamo parlato. Lunedì 6, il primo giorno, ecco la sorpresa: la Corte rifiuta di rivedere i casi riguardanti il matrimonio egualitario[1] e come un domino, uno dopo l'altro, 8 divieti posti alle coppie gay e lesbiche cadono, sotto la gioia di centinaia e centinaia di coppie che aspettavano da anni di sposarsi. I primi a cedere sono stati i divieti degli stati che erano direttamente coinvolti nella "non-decisione" della Corte di lunedì (Utah, Oklahoma, Virginia, Indiana e Wisconsin), hanno poi seguito il divieto del Colorado (martedì 7), del West Virginia (giovedì 9) e del North Carolina (venerdì 10). Quindi mancano ancora all'appello i divieti del Wyoming, del Kansas e del South Dakota. Lunedì il giudice federale Scott Skavdahl si pronuncerà sul caso Wyoming, mentre le Corti Supreme del Kansas e del South Carolina hanno fermato alcuni giudici nazionali che avevano già rilasciato alcune licenze matrimoniali.


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Fiumicino avvia la trascrizione delle nozze gay: «Riconoscerle è un atto di rispetto della legge»

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«Attraverso una disposizione sindacale, oggi ho disposto che l'Ufficio di Stato civile del Comune di Fiumicino provveda a trascrivere negli archivi, entro il primo dicembre, gli atti che attestino la celebrazione di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso, entrambe residenti nel Comune di Fiumicino. Non esistono motivi ostativi contro la trascrizione di queste unioni, riconoscerle è un atto di rispetto dei diritti civili e della legge, che prevede quest'obbligo quando si tratta di matrimoni validamente celebrati secondo le norme del Paese in cui si sono svolti». Lo ha dichiarato Esterino Montino, primo cittadino della città laziale.
Il sindaco ha poi aggiunto come «il Comune di Fiumicino ha deciso di compiere un passo degno di un Paese civile e democratico. Non si tratta di un gesto estemporaneo, ma del frutto di una scelta precisa e consapevole, che mira alla giustizia e all'eguaglianza sociale».
Riguardo alla posizione del prefetto e alla circolare di Alfano, Montino si dice «convinto che i contenuti di quella circolare siano lesivi delle prerogative e delle responsabilità dirette dei sindaci, ho deciso di compiere questo atto. Capisco e condivido la posizione del sindaco di Roma, Marino, che sta dando seguito alla richiesta di una coppia che ha chiesto di esercitare il proprio diritto. Anch'io ho ricevuto una richiesta analoga nei giorni scorsi: la trascrizione di un matrimonio celebrato in Portogallo nel 2011 da una coppia omosessuale residente nel nostro Comune. Come ufficiale di Stato civile ho il dovere di dare seguito alla loro richiesta assumendo questa decisione. È anche evidente che la soluzione integrale di tutta questa problematica è legata all'approvazione di un atto legislativo da parte del nostro Parlamento. Mi auguro davvero che ci si arrivi in tempi molto rapidi».


Ncd e Lega contro le unioni gay: Salvini inneggia a Putin e Lupi vuole negare la reversibilità

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«Le unioni gay? Se deve essere una proposta del governo, intanto, sarà discussa. I patti alla nascita del governo su questo tema erano chiari, sono sicuro che lavoreremo per concordare il testo. Una fotocopia del modello tedesco non avrà il sostegno di Ncd» È quanto dichiara il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, dopo l'annuncio di Renzi riguardo ad un'imminente legge sulle unioni civili.
parlando a nome del suo partito, ha sottolineato come «per noi sono irrinunciabili tre paletti. Primo: no all'equiparazione tra unioni e matrimonio», poi «no all'adozione» anche per il figlio biologico di uno dei due e «no alla reversibilità della pensione».
A luglio fu Alfano a sostenere che la negazione dei diritti pensionistici fosse l'unica chiave che avrebbe consentito un'apertura sul tema. Non stupisce così come a fargli eco sia accordo anche il compagno di partito Fabrizio Cicchitto, pronto a sostenere che «sul tema mi riservo una assoluta libertà di valutazione personale. Nel merito sono favorevole alle unioni civili che siano chiaramente distinte dal matrimonio in modo da dare una soluzione a chi ha fatto una propria scelta di vita. Esse vanno chiaramente distinte dal matrimonio: tenendo conto del ruolo fondamentale svolto dalla famiglia storica nella società italiana, sono anch'io contrario alla reversibilità delle pensioni mentre invece sono favorevole all'adozione di un figlio biologico di una dei due e solo ad essa».
«È inconcepibile che ci siano onorevoli e ministri che godono di privilegi economici e pensionistici anche come coppie di fatto, che tuonano contro la reversibilità delle pensioni per le coppie gay o contro i diritti di uguaglianza economica, patrimoniale, genitoriale delle coppie -ha commentato il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo- Chi per una vita ha vissuto con lauti stipendi pagati dalle tasse di tutti, compresi i gay italiani e gode e godrà di privilegi e vitalizi, dovrebbe avere il buon gusto di non ergersi a difensore della morale in materia di welfare. A meno che non abbiano deciso di esentare dal pagamento delle tasse i gay. Nel qual caso sarebbe probabile che Lupi, Sacconi e Gasparri scoprirebbero il loro lato omosessuale».

Un secco «no» al riconoscimento delle unioni gay è giunto anche da Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che all'Ansa ha riproposto una brutta battuta già pronunciata ieri da Gasparri in merito alla cena di Berlusconi con Luxuria: «Io ho scelto l'altro Vladimir, Putin», ha dichiarato il leader del carroccio. In merito alla proposta di Renzi ha aggiunto: «Non condivido assolutamente le adozioni e l'equiparazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Riconoscimento di alcuni diritti sì, ma l'adozione è un'altra cosa e il matrimonio è un'altra cosa».


Negli States ha due madri e un fratello, ma l'Italia vuole decimare sua famiglia: «Le adozioni non sono legali»

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Sono ormai dieci anni che due donne statunitensi hanno avuto due figli con la fecondazione eterologa da donatore anonimo. I tribunali hanno riconosciuto ad entrambe l'adozione del figlio dell'altra e nel 2013 le due si sono sposate legalmente (in precedenza erano legate da una domestic partnership).
I fatti si sono complicati quando una delle due donne è stata assegnata la cittadinanza italiana ed ha preso residenza a Bologna. Il figlio ha ottenuto la cittadinanza italiana, la figlia e la compagna hanno dovuto ricorrere ad un permesso di soggiorno europeo.
La donna ha così richiesto il riconoscimento dell'adozione della figlia della partner, ma la domanda ha già ottenuto un parere negativo da parte è stato rigettato dalla Procura dei minori di Bologna, pronta a sostenere che la richiesta sia contrario alla legge italiana. L'Italia intende così privare la figlia di una madre, infischiandosene delle relazioni nate e riconosciute negli Stati Uniti.
Nel ricorso ci si è appellati ai principi della Convenzione di Strasburgo sui diritti umani e alla giurisprudenza europea, sottolineando come la richiesta «è espressa anche nell'interesse della minore, si fonda sull'esigenza di tutelare il diritto alla vita familiare della figlia, che dalla nascita vive una situazione caratterizzata dalla stabilità di relazioni affettive familiari in un rapporto di filiazione con entrambe le madri e nella relazione con il fratello, di pochi mesi più giovane [...] si vedrebbe privata del diritto di cittadinanza italiana ed europea che le deriva quale figlia di cittadina italiana, con tutto ciò che ne consegue sotto il profilo anche culturale e sociale, nonché giuridico». Inoltre la piccola si ritroverebeb a subire «un' incomprensibile discriminazione con il fratello».
Ora si attende la decisione finale da parte del Tribunale dei Minori dell'Emilia-Romagna.


Lo stato di Palau ha depenalizzato l'omosessualità

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Lo stato di Palau, uno stato del Pacifico a est delle Filippine, ha depenalizzato l'omosessualità. Il nuovo Codice Penale è entrato in vigore alla fine di luglio, ma i contenuti sono stati annunciati solo ora. Sino ad oggi i rapporti sessuali fra uomini erano puniti con pene detentive che potevano arrivare sino ai dieci anni di carcere, quelli fra donne erano perfettamente legali.
Nel 2011, in occasione Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, furono la Francia, la Norvegia e la Spagna a chiedere l'abrogazione delle leggi anti-gay in vigore.
Paula Gerber, presidente del gruppo australiano per i diritti lgbt Kaleidoscope, ha commentato: «Questa è una notizia meravigliosa e può fornire un forte impulso al processo di riforma del Pacifico. È piacevole vedere che le raccomandazioni formulate durante il processo di revisione periodica universale delle Nazioni Unite abbiano avuto un impatto».
Attualmente esistono ancora 79 paesi che criminalizzano i rapporti sessuali fra uomini, otto dei quali si trovano nella regione del Pacifico: le Isole Salomone, Kiribati, Nauru, Papua Nuova Guinea, Isole Cook, Samoa, Tonga e Tuvalu.


Il Kirghizistan approva una legge contro la cosiddetta «propaganda gay»

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Con 79 voti a favore e 7 contrari, il parlamento del Kirghizistan ha approvato in prima lettura una proposta di legge volta a vietare «diffusione di informazioni e gli atteggiamenti positivi verso rapporti sessuali non tradizionali». La norma, di chiaro stampo russo, farà sì che nel paese non si possa più parlare di omosessualità se non con accezioni negative, sostenendo che in tal modo i giovani cresceranno eterosessuali. Inutile è sottolineare come l'orientamento sessuale non cambierà, ma cambierà solo la paura di poter essere sé stessi mentre gli omofobi lavorano senza sosta per far sentire più soli e meno amati i giovani lgbt.
Come in un copione già scritto, la scusa per la legalizzazione della discriminazione è una non meglio precisata «difesa» della famiglia tradizionale. Kurmanbek Dykanbayev, uno degli autori del disegno di legge, ha dichiarato: «Abbiamo sostenuto questa legge perché riflette le speranze e le aspettative dei nostri elettori disposti a proteggere la famiglia tradizionale Da ora in poi non ci saranno più occasioni di organizzare club gay, bar gay o per raduni gay».
Ty Cobb della Human Rights Campaign ha commentato: "«È terribile vedere che il Kirghizistan sta seguendo le orme della Russia. Gli Stati Uniti e le organizzazioni internazionali non possono guardare dall'altra parte mentre le persone lgbt dell'Eurasia sono pericolosamente minacciate da nuove leggi che replicano le politiche sconsiderate del presidente Putin».


Alemanno preannuncia un esposto al prefetto per fermare le trascrizioni dei matrimoni gay

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Ignazio Marino ha annunciato che sabato procederà personalmente alla trascrizione di alcuni matrimoni gay contratti all'estero. Ed è così che l'ex sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ha trovato il pretesto per far parlare di sé annunciando che farà un esposto al prefetto affinché fermi quelle trascrizioni.
Ospite degli studi di La7, l'esponente di Fratelli d'Italia si è spinto sino a sostenere che le trascrizioni sono «un atto non solo illegittimo, ma illegale». Non la pensa così la gran parte dell'avvocatura, ma si sa che i diritti dei singoli sono ormai alla mercé degli slogan elettorali del politico di turno.
La sua iniziativa ha ottenuto l'immediato appoggio da parte tutti i consiglieri dell'opposizione, compresa Forza Italia che, nonostante le cene organizzate ad Arcore con Luxuria o i proclami della Pascale, alla prova dei fatti non manca mai di schierarsi contro il riconoscimento delle unioni gay.


Mattero Renzi promette una legge sulle unioni civili gay alla tedesca entro fine mese

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Matteo Renzi cambia nuovamente le carte e promette un testo sulle unioni civili da portare al Consiglio dei ministri entro la fine del mese. Ci si ispirerà alla legge tedesca approvata nel 2001 e si eviterà accuratamente di tenere in considerazione quanto avvenuto nel mondo negli ultimi quattordici anni: il «matrimonio» resterà una parole riservata alle sole coppie eterosessuale, mentre i gay avranno un istituto a parte che rientrerà nella definizione di «unione civile». Insomma, i gay saranno considerati diversi per legge e avranno un istituto che scimmiotterà il matrimonio.
Naturalmente le adozioni da parte dei gay non verranno neppure lontanamente prese in considerazione, se non nel caso in cui si tratti di un figlio biologico. Tale richiesta è stata avanzata dai vescovi con cui Renzi ha avuto contatti prima dell'annuncio della legge. Nei giorni scorsi si è infatti premutaro di discrutere i dettagli con il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, il segretario del Sinodo Lorenzo Baldisseri e il presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco. L'unica apertura che i vescovi hanno accettato è l'adozione nel caso in cui uno dei due genitori sia biologico.
Sul fronte del Ncd pare che l'accordo sia stato raggiunto dopo la destinazione di mezzo miliardo di euro da destinare agli sgravi fiscali per aiutare le famiglie eterosessuali numerose.


Il Veneto approva la mozione sulla famiglia naturale

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Con 30 voti a favore e 20 contrari (e senza alcuna discussione in aula) anche il veneto ha seguito l'esempio della Lombardia ed ha approvato la che introdurrà una "festa della famiglia, fondata sull'unione tra uomo e donna" ed impegnerà la regione a chiedere che l'Italia rigetti documenti come quello sull'educazione sessuale redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della sanità.
Come prassi, la mozione è stata presentata dalla Lega Nord e risulta praticamente un copia-incolla del testo preparato dai Giuristi per la vita e reso liberamente scaricabile dal loro sito.
Pare anche che il Consiglio regionale del Veneto non abbia provato alcuna vergogna nell'approvare un testo che si basa su considerazioni false, come quella che sostiene che «nel Liceo Giulio Cesare di Roma i professori hanno imposto ad allievi minorenni la lettura di un romanzo, a forte impronta omosessualista, dal titolo "Sei come sei" della scrittrice Melania Mazzucco (Edizioni Einaudi), alcuni passi del quale rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico descrivendo fra l'altro nei dettagli un rapporto orale fra due maschi».
La procura, però, ha già chiesto l'archiviazione della denuncia sporta dai Giuristi per la vita e dalla Provita nei confronti dei professori, asserendo che «I contenuti oggetto di censura non sono isolati e avulsi dal contesto complessivo dell'opera, risultando viceversa funzionali al messaggio di sensibilizzazione al tema delle famiglie omosessuali». nell'approvare una simile mozione si va a sostenere necessariamente che le scuole non devono adempiere al proprio dovere e che la regione debba sottostare al volere delle minoranze omofobe.
«È una mozione omofoba che va contro la Costituzione, ricorreremo alla Consulta» ha annunciato il parlamentare padovano Alessandro Zan.
«Si tratta di una discriminazione intollerabile, che fa perdere dignità al Consiglio regionale, soprattutto perché si è votato un testo pieno di ipocrisie ed anche falsità, un vero e proprio ritorno al Medioevo -ha aggiunto il consigliere Pietrangelo Pettenò (FSV)- Solo due anni fa, l'8 febbraio 2012 questo Consiglio ha approvato una mozione con la quale si impegnava la Giunta regionale a combattere ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale a alla identità di genere: ora la stessa assemblea vota un atto con il quale si va nella direzione opposta, ovvero quella di discriminare le persone e i loro orientamenti sessuali. Le bugie hanno le gambe corte e i veneti sapranno valutare bene quello che è successo oggi, bocciando sonoramente la cultura retrograda e discriminatoria portata avanti dalla maggioranza di centrodestra che sostiene il presidente Zaia e di quelle forze che si accingono a sostenerlo».

La mozione omofoba è stata votata dai consiglieri di Forza Italia (Moreno Teso, Dario Bond, Piergiorgio Cortelazzo, Elena Donazzan e Amedeo Gerolimetto), da quelli della Lega Nord (Luca Baggio, Andrea Bassi, Federico Caner, Bruno Cappon e Vittorino Cenci), dal Nuovo Centrodestra (Nicola Ignazio Finco, Arianna Lazzarini, Franco Manzato, Giampiero Possamai, Daniele Stival, Giuseppe Stoppato, Diego Bottacin, Giovanni Furlanetto, Francesco Piccolo , Nereo Laroni, Clovaldo Ruffato, Sandro Sandri, Carlo Alberto, Costantino Toniolo e Marino Zorzato) a cui si sommano Stefano Peraro (Udc), Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) e Roberto Ciambetti, Maurizio Conte e Stefano Falconi del Gruppo Misto.


Il Codacons preannuncia ricorso: «La circolare del Ministro Alfano è illegittima»

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Il Codacons ha puntato il dito contro la «circolare illegittima» con cui Alfano ha formalmente chiesto ai prefetti di ritirare e cancellare le trascrizioni di nozze gay contratte all'estero.
L'associazione non ha dubbi nell'asserire che «il provvedimento del Ministro viola le disposizioni comunitarie e, in quanto tale, è annullabile dinanzi al Tribunale Amministrativo». Per questo motivo è stato lanciato un ricorso collettivo al Tar del Lazio (che è possibile sottoscrivere gratuitamente sul loro sito) a cui possono prendere parte tutti i cittadini, gay o etero, coppie di fatto o associazioni per i diritti civili. Il tutto con il fine di ottenere l'annullamento del provvedimento emesso dal Ministro dell'Interno.
«La Corte europea dei diritti dell'uomo -spiega il Codacons- decidendo sul ricorso presentato nei confronti dell'Austria da una coppia di cittadini omosessuali che si era vista negare il diritto di sposarsi e ogni altro riconoscimento giuridico, ha emesso una sentenza depositata il 24 giugno 2010 con la quale, pur non obbligando gli Stati membri ad introdurre l'istituto del matrimonio tra persone delle stesso sesso, ha ammesso l'esistenza del diritto alla vita familiare anche in favore delle coppie formate da soggetti dello stesso sesso. La Corte, esaminando i precedenti in materia, ha confermato che il concetto di "vita familiare" non si può limitare esclusivamente ai rapporti fondati sull'istituto del matrimonio, ma deve necessariamente includere anche la "famiglia di fatto", ossia il legame stabilito tra persone che vivono insieme fuori dal matrimonio, indipendentemente dal loro sesso. In virtù di tale decisione i provvedimenti dei sindaci che prevedono la trascrizione delle nozze gay contratte all'estero sono pienamente validi, perché non introducono in Italia l'istituto del matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma si limitano a riconoscere i legami tra persone che rappresentano una coppia di fatto e che hanno contratto formale matrimonio all'estero, riconoscendo così il concetto di "vita familiare" in conformità di quanto previsto dalla Corte europea dei diritti dell'uomo».