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Un vescovo ugandese invoca il genocidio dei gay durante il suo messaggio pasquale

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Prosegue senza sosta l'ondata omofoba che ha investito l'Africa. Mentre il presidente dello Zimbabwe ha minacciato di l'espulsione di tutti i diplomatici stranieri che gli chiederanno il rispetto dei diritti degli omosessuali, un vescovo ugandese si è spinto ad invocare il genocidio dei gay in occasione del suo messaggio pasquale.
Il protagonista del gesto è Charles Wamika, vescovo cattolico della diocesi di Jinja (Uganda), che dal pulpito della chiesa di St. Chalres Lwanga ha benedetto i cristiani ugandesi che hanno lavorato così duramente per «liberare la terra dei gay» ed ha chiesto a tutti i genitori di consegnare i propri figli gay alle autorità, promettendo loro che quel gesto verrà ricompensato in cielo.
Il religioso ha anche sostenuto che nessuna figura cattolica di rilievo ha mai condannato con fermezza le nuove leggi ugandesi che criminalizzano l'omosessualità, sostenendo che quello sia da ritenersi un gesto di assenso verso quelle norme. Poi, al fine di rafforzare il proprio messaggio d'odio, il vescovo ha anche sostenuto che nel corso dei secoli la Chiesa Cattolica ha versato del sangue per combattere il male ed ha invitato i cristiani a fare il tutto possibile «per ripulire la città» dai gay attraverso i mezzi a propria disposizione.
Nel corso degli ultimi mesi la Chiesa ugandese e la Chiesa Cattolica sono stati i maggiori sostenitori delle norme che hanno introdotto l'ergastolo per i gay, ritrovandosi ora a fomentare persino la violenza di strada. Mentre la condanna della comunità internazionale è stata unanime, dalle gerarchie religiose non sono mai giunte parole di condanna che non fossero limitate a gruppi o singoli personaggi (in altre parole, Papa Francesco non ce n'è mai occupato durante un qualche Angelus), così come non bisogna dimenticare come nel 2011 fu proprio il Vaticano a proporre un veto che impedì al'Onu di votare una risoluzione che avrebbe depenalizzato l'omosessualità a livello globale. È questo il motivo per cui alcuni attivisti gay Ugandesi chiedono ora a gran voce una presa di posizione da parte del papa a fronte di una situazione che sta degenerando di giorno in giorno.


Dopo Grosseto, anche Latina inizierà a trascrivere i matrimoni gay contratti all'estero

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Dopo la storica sentenza pronunciata dal tribunale di Grosseto (che ha imposto al capoluogo maremmano la trascrizione di un matrimonio gay celebrato a New York), anche il Comune di Latina inizierà a trascrivere sul proprio registro di stato civile le unioni contratte all'estero dalle coppie formate da persone dello stesso sesso.
La decisione è stata presa dal consiglio comunale dopo la votazione di una mozione proposta come seguito ad unna rinnovata richiesta di trascrizione avanzata da Antonio Garullo e Mario Ottocento, sposatesi nel 2003 in Olanda. I due si erano già sentiti rifiutare quel diritto, ma dopo la sentenza di Grosseto hanno deciso di riproporre nuovamente la loro domanda.
«Grazie alla battaglia di Mario Ottocento e Antonio Garrullo -ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center- un altro passo avanti verso il riconoscimento di un diritto costituzionale, quella all'uguaglianza. Il Comune di Latina ha dimostrato grande sensibilità. Un’altra decisione su cui Governo e Parlamento devono riflettere e agire subito».


Il governo etiope non includerà l'omosessualità fra i reati «non perdonabili»

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Mentre alcuni gruppi religiosi anti-gay si apprestavano a manifestare per chiedere che l'omosessualità fosse inclusa nella lista di reati «non perdonabili» (ossia esclusi dalle amnistie), il governo etiope ha preso posizione e ha dichiarato che: «Non è un reato così grave. Inoltre, non è così diffuso come alcuni sostengono. È un crimine già punito ed il governo pensa che la pena detentiva attuale sia sufficiente». Attualmente i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso sono puniti con 15 anni di carcere, 25 anni se il rapporto è consumato da un sieropositivo.
La notizia ha portato all'annullamento della manifestazione prevista per fine mese, motivata dal suo organizzatore -Dereje Negash- con la scusa di presunte minacce che gli sarebbero state rivolte dalla comunità gay (così come la sua linea di azione, volta ad incutere paura nella popolazione, non poteva che suggerire). L'uomo ha anche dichiarato: «Continuerò a portare avanti la mia lotta contro la comunità gay. Credo Dio mi abbia affidato questo compito».


Ellen DeGeneres è la celebrità gay più influente d'America

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È Ellen DeGeneres ad esserci aggiudicata la vetta della classifica dei gay più influenti d'America, stilata annualmente dalla rivista Out Magazine. La conduttrice, classificatasi seconda lo scorso anno, ha ora scavalcato nella classifica il CEO di Apple, Tim Cook.
«Tutti amano Ellen -ha scritto la rivista- e questo è uno uno dei motivi per cui si è riguadagnata il primo posto».
nella top ten seguono: Tim Cook (CEO di Apple), Rachel Maddow (conduttore MSNBC), Tammy Baldwin (senatore), Glenn Greenwald (giornalista), Ryan Murphy (creatore e produttore di "Glee" e di "American Horror Story"), Neil Patrick Harris (attore), Andy Cohen (dirigente di Bravo), Michael Sam (giocatore di football) e Robin Roberts II (conduttore di "Good Morning America").


Deputato russo propone l'istituzione di una "Polizia morale" e la chiusura di tutti i luoghi di ritrovo per gay

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Chiudere tutti locali gay e le pagine di ritrovo sui social network per «liberare il paese del male». È questa la proposta lanciata dal deputato Vitaly Milonov, già tra gli ideatori dell'aberrante legge contro la cosiddetta "propaganda omosessuale".
«Non dobbiamo più avere parate gay, spettacoli gay o locali gay. Tutte le pagine dei social media dedicati agli omosessuali dovranno essere rimosse. Se non lo facciamo, distruggeranno l'unità della nazione», ha dichiarato.
Solo pochi giorni fa Milonov propose l'istituzione di un corpo di "polizia morale" incaricata di scovare e perseguitare i gay, sostenendo la necessità di «colpire» chi offende i credenti per qualsiasi motivo (evidentemente anche solo essendo al mondo, ndr). Il deputato ha anche sostenuto che l'istituzione del corpo sarebbe dovuta essere associata ad un inasprimento del codice penale e alla criminalizzazione di alcuni articoli del codice amministrativo, in modo da conferirgli maggiori possibilità di azione nel colpire le proprie vittime.


Sposo e sposo. Il Comune di Grosseto trascrive il matrimonio fra Stefano Bucci e Giuseppe Chigiotti

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Dopo il pronunciamento del tribunale, il Comune di Grosseto ha attuato la sentenza ed ha trascritto sul registro di stato civile del comune il matrimonio contratto a New York fra Stefano Bucci e Giuseppe Chigiotti il 6 dicembre 2012.
La formula utilizzata nel documento è «sposo e sposo». Nonostante il ricorso preannunciato del prefetto, il sindaco della città, Emilio Bonifazi, aveva già fatto sapere che si sarebbe adeguato subito alle decisioni del giudice senza fare alcuna opposizione.
Dopo un iniziale rifiuto alla trascrizione da parte dell'ufficiale di stato civile, lo scorso marzo la coppia si era costituita in giudizio. L'ordinanza pronunciata lo scorso 3 aprile (e notificata venerdì scorso) ha stabilito l'obbligo per il Comune alla trascrizione dell'atto.


Malta approva le unioni civili e l'adozione per i gay

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Con 37 voti a favore, nessun contrario e 30 astenuti, il parlamento di Malta ha dato il via libera alla legge che introduce le unioni gay e la possibilità di adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Le astensioni sono riconducibili ai deputati del partito nazionalista e alle loro riserve verso il diritto di adozione previsto nella norma.
Il tutto venne proposta lo scorso giugno dal primo ministro Joseph Muscat ed ha dovuto scontrarsi con l'opposizione del mondo cattolico (fra cui anche le voci di un mandato papale al vescovo Charles Scicluna per tentare di bloccare il progetto) e quelle dell'ex-presidente George Abela (dettosi contrario alla promulgazione della legge per «ragioni morali»). Dopo l'elezione della nuova presidente, Marie Louise Coleiro Preca, l'iter per l'approvazione della norma è stato accelerato e da oggi Malta è diventato il 22° stato europeo a riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso e il decimo a permettere loro le adozioni.
La notizia è stata accolta da una folla festante riunitasi nella capitale, mentre per l'occasione il palazzo del parlamento è stato illuminato con i colori dell'arcobaleno.


Le poste finlandesi annunciano una serie di francobolli dedicati all'omoerotismo di Tom of Finland

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Le poste finlandesi hanno annunciato una collezione di francobolli dedicati a Tom of Finland, il noto illustratore di arte omoerotica scomparso il 7 novembre 1991. Per oltre quattro decenni l'artista ha influenzato la cultura gay del ventesimo secolo, realizzando oltre 3.500 illustrazioni contraddistinte da una forte sessualità e caratterizzate dalla presenza di uomini muscolosi e particolarmente dotati. Ad esempio è proprio al suo lavoro che si è ispirato il look di Freddie Mercury o dei Village People.
«I suoi disegni omoerotici enfaticamente maschili -dichiara un comunicato delle poste- hanno raggiunto lo status di icona nel loro genere e hanno avuto un'influenza sulla cultura pop e sulla moda. Nelle sue opere, Tom of Finland ha utilizzato l'auto-ironia e umorismo tipico delle sottoculture. I disegni riprodotti nei francobolli rappresentano figure maschili forti e fiduciose, tipiche del suo stile».
La serie sarà disponibile in Finlandia a partire dal prossimo autunno.

Clicca qui per guardare i tre francobolli della serie.


Venti giuristi chiedono al Palmento di legiferare sulle unioni gay

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A quattro anni di distanza dal pronunciamento della sentenza n.138 della Corte Costituzionale, l'Associazione Radicale Certi Diritti ha presentato un appello sottoscritto da 26 giuristi italiani e volto a chiedere un intervento politico che colmi l'attuale vuoto legislativo in materia di regolamentazione delle unioni gay e delle famiglie omogenitoriali.
«La Corte -ha spiegato Yuri Guaiana, segretario dell'associazione- ha affermato che all'unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia e ha invitato il Parlamento a intervenire dando riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri, ma fino ad ora c'è stato solo silenzio». Da qui l'appello tutt'ora aperto alle sottoscrizioni di altri giuristi e docenti universitari.
Marilisa D'Amico, docente di diritto costituzionale dell'università Statale di Milano, non ha dubbi sul fatto che ci si trovi di fronte ad una «inadempienza istituzionale» ed aggiunge: «Sulla spinta di quello che è appena accaduto con la fecondazione eterologa, stiamo pensando di chiedere alla Corte Costituzionale d'intervenire [...] L'anno scorso anche il presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo, ha chiesto al Parlamento di essere più attento agli inviti che arrivano dalla Consulta. Io sto difendendo venti coppie davanti alla Corte Europea e mi piacerebbe che il Parlamento si pronunciasse prima che l'Italia possa essere condannata».


Per il vescovo di Málaga, il matrimonio gay è come quello tra un uomo e un cane

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È nel corso di un incontro con con oltre cinquecento alunni delle scuole cristiane della zona che il vescovo di Málaga, Jesús Esteban Catalá Ibáñez, ha dato libero sfogo alla propria omofobia e alla volontà di propagandare odio.
«Quella del matrimonio omosessuale -ha dichiarato- è una legge inventata dagli uomini. A questo punto si potrebbe parlare anche del matrimonio tra una neonata di tre giorni e un uomo di settanta anni o di quello tra un uomo e un cane». Il religioso non ha poi mancato di attaccare la legge vigente in Spagna, sostenendo che «La legislazione spagnola è la peggiore del mondo per quel che riguarda il matrimonio perché parla di coniuge uno e coniuge due, che potrebbe significare di tutto».
Le proteste di alcuni studenti non si sono fatte attendere ma dal collegio che ha ospitato l'incontro sono immediatamente giunte parole in difesa del vescovo: «Il vescovo è stato molto equilibrato» hanno sostenuto prima di aggiungere come quelle parole fossero destinate ad insegnare «pedagogicamente ai giovani il senso del matrimonio cristiano».
Le associazioni lgbt di Málaga hanno già annunciato la propria intenzione di denunciare il vescovo sia per le offese alla dignità delle persone omosessuali, sia per l'incitamento a non rispettare le leggi della Spagna.

Via: Queerblog


La Camera della Louisiana ha finalmente depenalizzato la sodomia

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Quella legge era stata dichiarata incostituzionale nel 2003, ma ci sono voluti undici prima che la Camera della Lusiana ne votasse la rimozione dal codice penale. Anzi, ben sei persone su 15 si sono addirittura espresse per mantenete in essere quell'inutile codice riguardante "i crimini contro natura".
Sse viene naturale chiedersi che senso avrebbe avuto mantenere in essere una legge omofoba che non poteva più essere applicata da anni, la risposta potrebbe essere ricercata nella volontà di denigrare la comunità gay o il fatto che lo scorso anno alcuni sceriffi arrestarono e perseguirono alcuni omosessuali proprio appellandosi a quella norma (da notare è anche come gli arresti siano stati effettuati per sesso consensuale consumato in luoghi privati, il tutto mediante l'utilizzo di agenti sotto copertura incaricati di adescare altri uomini). A tal riguardo Chuck Lowman, esponente della Baptist Association of Greater Baton Rouge, ha dichiarato: «La mia preoccupazione è che, mentre noi dobbiamo rispettare le decisioni della Corte Suprema, non dobbiamo assolutamente eliminare una pena associata a questo tipo di comportamento». Insomma, nonostante la legge è importante che ci sia un cavillo che possa alimentare l'omofobia e denigrare i gay.
Il disegno di legge ora passerà al Senato dove verrà discusso martedì prossimo.


Matteo Renzi sui matrimoni gay: «A Grosseto si fa presto»

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Matteo Renzi non è mai stato un gran sostenitore del matrimonio egualitario, preferendo sempre parlare di unioni-ghetto riservate ai gay. Nel corso della campagna elettorale per le primarie promise: «Nei primi 100 giorni faremo le civil partnership all'inglese che consente l'equiparazione dei diritti». Dal giorno della sua elezione a segretario di partito di giorni ne sono passati 123, ma di unioni manco se ne parla (nel frattempo gli inglesi hanno abbandonato quel sistema a favore del matrimonio per tutti, ndr).
Oggi, in occasione della sua trasferta a Milano per visitare i cantieri dell'Expo e il Salone del mobile, due giovani si sono avvicinati a lui e gli hanno chiesto quando potranno sposarsi. Una domanda diretta a cui è non è giunta una risposta altrettanto chiara. Richiamando la recente sentenza toscana, Renzi ha risposto: «A Grosseto si fa presto».
Dato che è dal 2010 che i tribunali italiani hanno richiamato la politica sulla necessità di colmare il vuoto legislativo sulle unioni fra persone dello stesso sesso e considerato come in anni non si sia mai riuscita ad approvare neppure una semplice legge contro l'omofobia, verrebbe proprio da chiedersi cosa si intende per «presto». In fondo nel medesimo tempo -mentre noi siamo immobili a parlare del nulla- gli altri Paesi europei hanno approvato riforme storiche... poi per forza l'Italia pare destinata a diventare sempre più il fanalino di coda del Vecchio Continente. Possibile che solo per depenalizzare il voto di scambio mafioso si possa fare tutto in fretta?
Ancor più considerato come la politica paia ormai concentrata solo sull'immagine e non sulla sostanza delle cose. Un po' come nelle foto diffuse dall'Ansa, nelle quali si vede Renzi che dispensa saluti e strette di mano ai macchinisti del suo treno. Alle sue spalle, però, il tabellone indica un ritardo di 38 minuti... a far la differenza è il mostrarsi davanti ai fotografi come un viaggiatore comune o il lavorare per far sì che i pendolari possano contare su treni finalmente puntuali? È promettere unioni dai nomi esotici o garantire diritti fondamentali ai cittadini?


L'omofobia costa fra lo 0,1 e l'1,7% del pil

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Pur di sostenere che i matrimoni gay sia una «minaccia» per gli etero, un crescente gruppo di omofobi tenta di appellarsi ai costi derivanti da una maggiore applicazione della reversibilità. Il tentativo è di far leva sull'egoismo di ognuno, sostenendo che possa esserci un tornaconto personale nel far pagare ai gay i costi di un diritto che sarà riservato ai soli eterosessuali. Eppure, tralasciando ogni aspetto etico e morale di quella tesi, anche dal punto di vista prettamente economico le cose non stanno così.
Un recente studio del World Bank Organization (un organismo che si batte per ridurre la povertà mondiale) ha denunciato come l'omofobia comporti costi fra lo 0,1 e l'1,7% del PIL di un Paese. Il tutto dipenderebbe soprattutto dalla di perdita di produttività causata dalla disparità di stipendio, dai problemi di salute, dal minor accesso all'educazione e dalle pressioni culturali che la comunità lgbt è costretta a subire ogni giorno.
Dai palazzi della politica abbiamo più volte ascoltato deputati pronti ad affermare: «C'è la crisi, i diritti civili dei gay non sono una priorità». Forse varrebbe la pena riflettere su come quei diritti avrebbero potuto aumentare la produttività dell'Italia oltre che garantire più benessere per tutti, dando finalmente delle risposte concrete a tutti (persino agli omofobi).

Via: Wired


Secondo l'Unione giuristi cattolici italiani, è l'Europa a dire che il matrimonio è solo fra uomo e donna

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Dopo la sentenza del tribunale di Grosseto che ha intimato al comune la trascrizione di un matrimonio gay celebrato a New York, il mondo cattolico è partito al contrattacco. Se Angelo Bagnasco ha lanciato moniti contro al decisione, la rivista cattolica Tempi ha cercato di screditarla attraverso un'intervista a Giancarlo Cerrelli, vicepresidente nazionale dell'Unione giuristi cattolici italiani.
nell'introduzione di sostiene che sentenza è stata presentata come non contraria alla Costituzione «perché l'articolo 29 non specifica il sesso dei coniugi», ma si dimentica che «l'articolo 29 della Costituzione che parla di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, [...] l'articolo 143 del Codice Civile che parla di "marito" e "moglie", così come altre norme dell'ordinamento giuridico che fanno riferimento agli stessi termini».
Peccato che «società naturale» non sia sinonimo di «eterosessuale» e che il giudice abbia chiaramente parlato delle leggi sulla trascrizione e non di quelle che regolano la celebrazione di matrimoni (che, per l'appunto, restano vietati a causa di quell'articolo di legge).
Cerelli si dice pronto a sostenere che «Il giudice di Grosseto, oltre a non tenere conto del Codice civile, non ha nemmeno tenuto conto della stessa giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che, pur affermando che la nozione di matrimonio si applica anche a quello fra persone dello stesso sesso, non obbliga gli Stati a raggiungere tale risultato e che spetta al legislatore legiferare in materia. Esistono alcuni limiti insuperabili che nemmeno un giudice può valicare».


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La Chiesa luterana di Norvegia chiude la porta ai matrimoni gay

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Nonostante la Chiesa luterana di Svezia celebri matrimoni fra persone dello stesso sesso sin dal 2009 e nonostante la maggior parte dei vescovi norvegesi si sia dichiarato a favore si una simile decisione, il sinodo della Chiesa luterana di Norvegia si è pronunciato contro la celebrazione di celebrazioni religiose per sancire le unioni gay. La richiesta è stata respinta con 64 voti contro 51
Oltre a decidere di riservare il matrimonio alle sole coppie eterosessuali, il sinodo ha anche deciso di respingere l'ipotesi di introdurre una qualche forma di benedizione per le unioni gay. In altre parole, quelle unioni gay saranno riconosciute a livello civile ma non davanti a Dio.
La Norvegia ha legalizzato i matrimoni nel 2008, ha leggi significative per combattere le discriminazioni e la Chiesa luterana accoglie pastori gay e lesbiche fra le proprie fila. È forse questo il motivo per cui ci si sarebbe potuti aspettare una posizione decisamente più aperta che la volontà di impedire a gay e lesbiche di poter vedere i propri affetti riconosciuti dalla propria Chiesa.


La Cei si scaglia contro la sentenza di Grosseto: «È contro la nostra tradizione culturale»

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Dopo aver praticamente ordinato il blocco dei progetti anti-omofobia nelle scuole italiane, la Cei è tornata all'attacco del mondo gay prendendo posizione contro la sentenza pronunciata ieri dal tribunale di Grosseto. I giudici avevano infatti imposto al comune la trascrizione di un matrimonio contratto a New York da due uomini.
«Tale decisione -hanno tuonato i vescovi- rischia di essere travolto uno dei pilastri fondamentali dell'istituto matrimoniale, radicato nella nostra tradizione culturale, riconosciuto e garantito nel nostro ordinamento costituzionale. Il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna, che in forma pubblica si uniscono stabilmente, con un'apertura alla vita e all'educazione dei figli».
Ecco dunque che attraverso una nuova ingerenza si cerca di attribuire ai termini costituzionali una definizione contraria a quella definita dagli organi competetti dello stato (che sin dal 2010 hanno più volte ribadito la piena costituzionalità delle uomini gay, denunciando un vuoto legislativo che ne permetta la celebrazione).
Il problema è che spesso l'Italia appare come uno stato tutt'altro che laico e il peso politico dei vescovi sembra assai più sentito della volontà di garantire pari diritti ad ogni cittadino, ancor più in vista dell'imminente campagna elettorale per le elezioni europee (durante la quale l'omofobia verrà sicuramente usata da qualcuno per ottenere voti).
Anche il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha annunciato che impugnerà la sentenza e che cercherà di impedire che l'unione fra i due uomini possa essere riconosciuta.


Insegnante inglese licenziato per aver sostenuto in classe che non c'è nulla di male nell'essere gay

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Andrew Moffat era un'insegnante di scuola elementare, perlomeno fino a quando il Chilwell Croft Academy di Birmingham (Inghilterra) non ha preteso le sue dimissioni.
È lo stesso istituto a raccontare che «Un gruppo minoritario di genitori ha contestato alcuni libri utilizzati nelle lezioni delle ultime classi, all'interno di quali veniva esplorata l'esistenza di diversi modelli di famiglia. Le obiezioni -prosegue la scuola- sono state espresse soprattutto da persone appartenenti a religiosi che preso una posizione contraria all'omosessualità».
L'ex insegnante, aprtamente omosessuale, ha poi raccontato che: «Alcuni genitori critiani e mussulmani mi hanno detto che non volevano che ai loro figli fosse insegnato che non c'è nulla di male nell'essere gay».
Shaun Dellenty (fondatore dell'associazione "Inlcusione per tutti") ha sottolineato come una scuola «che tollera in questo modo il pregiudizio è sicuramente la scuola che sta alimentando l'odio verso le persone lgbt e che sta propagandano il pregiudizio». Secondo lui, infatti, il licenziamento dell'insegnante invia un «messaggio potenzialmente molto dannoso verso i bambini o il personale della scuola che sono gay o che possono avere amici o familiari gay». «Se agiamo con vergogna nei confronti delle persone lgbt fin dall'inizio del processo educativo, allora stiamo gettando i semi di pregiudizi e già troppe giovani vite sono già state distrutte».
L'associazione Stonewall ha invece sottolineato come «in Gran Bretagna ci sono 19.000 bambini provenienti da famiglie con genitori dello stesso sesso e che meritano di vedere l'immagine delle loro vite e delle famiglie riflettono nell'iter del loro apprendimento scolastico».
Attualmente una dozzina di scuole di Birmingham risultano sotto indagine da parte del Dipartimento per l'Istruzione con le accuse di cattiva gestione finanziaria ed introduzione di pratiche islamiche. C'è anche chi ipotizza che l'allontanamento di Moffat possa rientrare in un più amplio complotto per la sostituzione degli insegnanti non musulmani con persone più inclini ad una linea educativa dura (proprio il mese scorso alcuni estremisti islamici hanno diffuso un documento in cui venivano spiegate varie tecniche per infiltrarsi nelle scuole di diverse città).


Sentenza storica: il tribunale di Grosseto impone al Comune la trascizione di un matrimonio gay

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Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci si erano sposati a New york nel dicembre 2012, ma la loro richiesta di trascrizione in Italia è stata respinta perché l'ufficiale di stato civile ha sostenuto l'impossibilità a procedere dato che la legge italiana «non consente che persone dello stesso sesso possano contrarre matrimonio».
I due si sono così rivolti alla giustizia ed il tribunale di Grosseto ha ora emesso una sentenza storica che impone al Comune la trascrizione nei registri di stato civile di quell'unione. Nelle motivazioni il giudice ha sottolineato che «non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie» alla trascrizione di matrimoni contratti all'estero, anche considerato come quella documentazione «non ha natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé».
«La notizia di oggi -ha commentato Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, è un fatto di rilevanza assoluta. Questa decisione dei giudici apre ad una vera rivoluzione nel vuoto normativo italiano». La sentenza «non solo riguarderebbe migliaia di coppie gay e lesbiche italiane che si sono sposate all'estero in Stati in cui il matrimonio gay è riconosciuto, ma aprirebbe un'evidente capitolo nuovo per quanto riguarda le coppie gay in Italia. Una sonora sconfitta per quei politici che ostacolano il riconoscimento delle coppie gay e dei loro amori. La politica ne prenda atto, legiferi dando, a partire dal presidente del Consiglio Renzi, una risposta positiva sui diritti».


Un conduttore radiofonico Usa: «Hitler voleva creare una razza di super soldati gay»

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«Se i gay non saranno fermati, i cristiani statunitensi si ritroveranno ad affrontare una persecuzione simile a quella subita dagli ebrei nella Germania nazista». È quanto affermato dal pastore anti-gay Jeff Allen nel corso di una trasmissione radiofonica statunitense.
Parole gravi che sottolineano come l'omofobia possa offuscare le menti delle persone al punto da non renderle più capaci di distinguere fra vittime e carnefici, condendo il tutto con un clima di incitamento all'odio e di improponibile propaganda. E se anche in Italia molti giornali cattolici si ostinano a voler offendere i gay attraverso l'uso del termine «omofascismo», nel corso di un'intervista al Right Wing Watch il pastore ha spiegato che «non è un'esagerazione dire "omofascismo" perché il partito nazista tedesco era omosessuale. Hitler era un omosessuale. Tutti i comandanti nazisti erano omosessuali». Ormai perso nel suo delirio, Allen ha anche aggiunto: «Stavano creando una specie omosessuale. Ecco di cosa si trattava quella faccenda della razza ariana, uomini bianchi, con occhi azzurri e capelli biondi: Hitler stava cercando di creare una razza di super soldati gay».
La cosa più incredibile è come il conduttore radiofonico ha reagito davanti a quelle parole insensate. «Giusto -ha dichiarato Rick Wiles- non siamo ancora arrivati all'uccisione dei cristiani ma ci stiamo arrivando [...] I gay sono espressione del pensiero nazista e sono i peggiori tiranni che si siano mai visti. Stanno andando a caccia e vi perseguiteranno».
Una minaccia chiara e buttata lì solo per incutere inutili timori negli ascoltatori, inevitabilmente alimentando le iniziative persecutorie di quanti penseranno di doversi "difendere". Poi, quasi inutile a dirsi, la tesi non spiega perché Hitler abbia rinchiuso migliaia di gay e lesbiche nei campi di concentramento o perché Himmler non volesse gay nell'esercito, spacciando poi per verità assoluta teorie discutibili sulla sessualità di Hitler perlopiù riconducibili alla propaganda cominternista.


È morto, dopo sei mesi di coma, il 21enne cileno aggredito perché gay

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Era stato aggredito lo scorso ottobre ed ora, dopo sei mesi ci coma, Wladimir Sepulveda si è spento in un ospedale di Santiago del Cile. Aveva solo 21 anni. Gli investigatori non hanno dubbi sul movente omofobo del gesto.
Lo scorso ottobre il ragazzo stava semplicemente tornando a casa dopo essere stato alla spiaggia di San Francisco de Mostazal insieme a due amici, quando un gruppo di quattro uomini e due donne lo ha fermato ed ha sferrato il proprio attacco al grido di: «Vogliamo fare una strage di voi froci». Dopo una prima colluttazione i ragazzi sono riusciti a scappare ma Wladimir è stato raggiunto, gettato a terra, preso a pugni e colpito con calci alla testa. Quando i suoi amici sono riusciti a raggiungerlo, Wladimir risultava già in uno stato di incoscienza. Ora, dopo un coma durato sei mesi, è morto a causa delle ferite che gli sono state inflitte per la sua unica "colpa" di essere gay.
«Questa nuova morte mette a nudo quanto dobbiamo ancora avanzare come società» ha dichiarato il portavoce della presidenza, Alvaro Elizalde. Nel suo discorso ha anche citato il caso di Daniel Zamudio (un altro giovane gay cileno uccido nel 2012) e la normativa anti-discriminazione che venne approvata in seguito al clamore suscitato dalla sua morte (introducendo aggravanti per i reati legati a motivi razziali, religiosi o di discriminazione sessuale). Dato che la norma venne approvata solo dopo l'omicidio, non poté essere usata nei confronti dei suoi assassini, ma ora il procuratore incaricato preannuncia la sua intenzione di far rientrare il processo per l'omicidio di Wladimir nell'ambito della "legge Zamudio".