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Nozze gay in Francia: arriva il via libera della Corte Costituzionale
Pubblicato il 17 maggio 2013 |

Era l'ultimo tassello necessario e, dopo l'approvazione dei matrimoni ed adozioni gay da parte del Parlamento, anche la Corte Costituzionale francese ha dato il suo via libera all'applicazione della norma.
L'unica nota di rilievo è nella scelta dei giudici di precisare che alle coppie gay non è riconosciuto un «diritto al bambino», ma le adozioni dovranno tutte essere decise in base all'interesse del minore. Una regola valida anche è per le coppie eterosessuali e che si spera non venga manipolata per altri fini dalle varie associazioni che hanno cercato in tutti i modi possibili di bloccare la norma (spesso proprio con la susa di voler salvaguardare i bambini).
Il presidente francese, Francois Hollande, ha già annunciato che promulgherà la legge nella giornata di domani e i primi matrimoni potrebbero essere celebrati già all'inizio di giugno.
François Sagat annuncia il suo ritiro dal porno
Pubblicato il 17.5.13 |

È da circa due anni che Francois Sagat non prende parte ad alcun nuovo film, ed ora è arrivata anche l'ufficializzazione della sua scelta di abbandonare i film a luci rosse.
Ad annunciarlo è lui stesso che, attraverso un video pubblicato su YouTube, con gli occhi lucidi ha lapidariamente detto: «Ciao, Francois Sagat e da oggi in poi mi ritiro dal porno». L'attore si dedicherà ora ad altri progetti personali che, nonostante non se ne conoscano i dettagli, pare includeranno anche un impegno a sostegno della causa lgbt nel mondo.
Francois Sagat nasce il 5 giugno 1979 a Cognac, in Francia, da genitori di origini slovacche. A diciott'anni si trasferisce a Parigi con l'intenzione di lavorare nel campo della moda. A 21 anni la sua vita inizia a prendere una direzione diversa e Francois inizia a lavorare come modello. Quattro anni più tardi firma un contratto con lo studio pornografico francese Citebeur ed esordisce nel mondo dell'hard gay.
Se da un lato decide di dedicarsi a tempo pieno a quell'attività, dall'altro l'interesse suscitato lo porta in poco meno di sei mesi a lavorare negli Stati Uniti. Ed è proprio oltreoceano che il suo debutto statunitense in "Arabesque" lo consacra come uno dei pornodivi gay più richiesti del momento.
Nel corso degli anni si è cimentato sia in ruoli attivi che passivi, ha recitato in film bdsm e nel 2007 è apparso persino nella sua prima scena bisessuale (all'interno del film intitolato "Gay Arab Club").
Dopo aver avuto una storia con il pornodivo italiano Francesco D'Macho, Sagat si allontana dalle scene per qualche tempo, salvo poi tornarci nel 2008 come modello esclusivo della Titan Media.
Nel 2010 è il protagonista del film "L.A. Zombie" di Bruce LaBruce e di "Homme au bain" di Christophe Honoré (entrambi in concorso al Festival di Locarno), mentre il suo "Incubus" (prodotto nel 2011 dalla Titan Media) pare destinato a rimanere la sua ultima opera nel settore dell'hard.
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Il video dell'Onu per la Giornata internazionale contro l'omofobia
Pubblicato il 17.5.13 |

Come ogni anno, oggi si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia, con l'obiettivo di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell'omofobia, della bifobia e della transfobia.
Per l'occasione l'Onu ha realizzato un video ad alto impatto emotivo che sentenzia: «I diritti lgbt sono diritti umani. Insieme costruiremo un mondo equo». A prenderne parte anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, e l'Alto Commissario per i diritti umani, Navanethem Pillay.
Un susseguirsi di volti e di storie pongono domande dirette allo spettatore, sottolineando come ancor oggi siano ben 76 le nazioni che criminalizzano l'omosessualità, condannando gay, lesbiche, bisessuali e transessuali a continui attacchi, violenze, prigionia o discriminazioni. In ben 7 Paesi l'omosessualità è addirittura punita con la pena di morte ma, viene chiesto allo spettatore, «Cosa porta queste persone ad affrontare quotidianamente il rischio di violenze? Cosa li spinge ad essere trattati come cittadini di seconda classe ovunque vadano? Perché alcuni ragazzi rischiano di essere cacciati da casa o di essere vittima di bullismo?». La risposta suggerita è semplice e diretta: «In tutto il mondo milioni di persone sono a rischio di violenza e discriminazione solo per essere ciò che sono».
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Ecco il nuovo progetto di legge contro l’omofobia
Pubblicato il 16 maggio 2013 |

È stata presentata alla Camera dei Deputati una nuova proposta di legge contro l'omofobia e la transfobia, firmata da Ivan Scalfarotto (PD), Irene Tinagli (Scelta Civica), Alessandro Zan (SEL), Silvia Chimienti (M5S) e da altri 221 deputati.
Realizzata in collaborazione con gli avvocati della Rete Lenford, la norma intende introdurre l'identità di genere e l'orientamento sessuale tra le condizioni personali sinora previste dalla legge Mancino-Reale. Ma non solo. Dopo la riduzione delle pene detentive previste introdotta nel 2005, il progetto di legge prevederà anche un'estensione delle sanzioni accessorie (ossia nello svolgimento di attività non retribuita a favore della collettività) da un massimo di dodici settimane a un periodo compreso tra i sei mesi e un anno.
Il Vaticano ci ripensa: O'Brien allontanato dalla Scozia
Pubblicato il 16.5.13 |

Dopo aver annunciato l'intenzione di non voler procedere nei confronti del cardinale Keith O'Brien, la Santa Sede pare averci ripensato ed ha annunciato che il prelato dovrà lasciare la Scozia.
Nei mesi scorsi si era scoperto che l'agguerritissimo cardinale anti-gay non aveva disegnato attenzioni sessuali nei confronti di alcuni confratelli del suo stesso sesso, motivo che -una volta scoppiato lo scandalo- lo ha portato ad abbandonare la guida della Chiesa di Scozia.
Secondo quanto riportato dalle agenzie, O'Brien dovrà ora abbandonare le sue terre «d'intesa con il Santo Padre per alcuni mesi di rinnovamento spirituale, preghiera e penitenza, decisione derivata dalle stesse ragioni per cui decise di non prendere parte all'ultimo Conclave, qualsiasi decisione circa la destinazione futura del Cardinale sarà da concordare con la Santa Sede».
Nudi per salvare le tigri in via di estinzione
Pubblicato il 16.5.13 |

Si chiama Streak for Tigers ed è un'iniziativa organizzata per il prossimo 15 agosto dallo Zoo di Londra con lo scopo di raccogliere fondi per fermare l'estinzione delle tigri di Sumatra. L'idea è quella di organizzare una corsa all'interno del giardino zoologico, caratterizzata dalla presenza di circa 300 partecipanti (questo è l'obiettivo ) che corrano completamente nudi a rappresentanza dei 300 esemplari di tigre ancora in vita allo stato brado.
«Siamo entusiasti di avere in programma un evento così audace ed insolito -ha dichiarato Lucy Osman, la direttrice eventi- Speriamo che la provocazione porti gli amici e famiglie degli streakers ad interrogarsi sul tema e a mostrare il proprio sostegno per la protezione delle tigri di tutto il mondo».
Ma al momento a far parlare si sé è soprattutto Grant Kother (nella foto), un guardiano dello zoo allo zoo di Londra che ha deciso di promuovere l'iniziativa facendosi fotografare completamente nudo mentre porta da mangiare agli animali del parco.
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Bret Easton Ellis ed il cucciolo di panda
Pubblicato il 15 maggio 2013 |

«Collins è stato trattato come una sorta di cucciolo di panda, bisognoso di essere onorato, lodato, consolato e infantilizzato». È con queste parole che Bret Easton Ellis ha attaccato il supporto offerto al giocatore di basket Jason Collins dopo il suo recente coming out. Il romanziere e sceneggiatore americano, infatti, ha avviato una propria personale crociata contro quelli che reputa i «guardiani del politicamente corretto sull'omosessualità».
La dichiarazione appare come strascico della sua ira dopo che la Glaad (un'associazione no-profit che si occupa di monitorare e promuovere l'immagine dei gay sui media) si è rifiutata di invitarlo alla loro cerimonia di gala. Infatti, se in precedenza lo scrittore si era sempre rifiutato di parlare della propria sessualità, l'essersi dichiarato gay nel corso del 2013 lo aveva portato a pretendere un posto alla cerimonia.
Ed è così che ha reagito affermando che: «Un'organizzazione che organizza una cerimonia di premiazione e che pensa di rappresentare tutti i gay, pur scegliendo quali possono e non possano farne parte, è ridicola [...] L'essere "reali" e "umani" (vale a dire imperfetti) non è necessariamente quello che i guardiani gay non vogliono dar a vedere alla cultura eterosessuale».
Dal canto suo la Glaad gli aveva negato la partecipazione dopo i numerosi scandali degli ultimi mesi. Lo scorso agosto sostenne che fosse «ridicolo» che un attore gay come Matt Bomer potesse interpretare un eterosessuale nell'adattamento cinematografico di "Cinquanta sfumature di grigio". Il mese successivo prese le difese di Paris Hilton, criticata per aver alcune sue affermazioni anti-gay pronunciate sul sedile posteriore di un taxi. Ed ancora, lo scorso aprile, ha scritto su Twitter: «Mi piace l'idea di Glee, ma perché ogni volta che guardo un episodio mi sento come se avessi fatto un passo dentro una pozzanghera di hiv?».
Lo scorso giugno anche l'Huffington Posts statunitense ha annunciato la propria decisione di smettere di seguire più i messaggi pubblicati da Ellis sui social network, dicendosi stufi di leggere solo insulti e prese in giro attraverso «tweet che sembrano progettati solo per generare rabbia ed ottenere attenzione».
Il Consiglio Nazionale di Giustizia introduce i matrimoni gay in tutto il Brasile
Pubblicato il 14 maggio 2013 |

Come preannunciato, è stata una sentenza del Consiglio Nazionale di Giustizia ad aver legalizzato i matrimoni gay in tutto il Brasile.
Con 14 a favore e 1 contrario, la suprema Corte ha approvato una risoluzione che obbliga tutti gli uffici del Paese a celebrare matrimoni civili (sia eterosessuali che omosessuali) nonché a convertire automaticamente le unioni civili già registrate in matrimonio. Sino ad oggi, infatti, in 16 distretti su 26 era ancora necessario il pronunciamento di un giudice nel caso in cui un registro statale avesse rifiutato qual riconoscimento.
Ore nessuno potrà più sottrarsi a quell'obbligo e sarà possibile rivolgersi ad un giudice in caso
La norma dovrebbe entrare in vigore non appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e non è previsto alcun voto da parte del Congresso. È la Corte stessa a sottolineare che il potere politico non ha alcuna possibilità di opposi alle loro decisioni e che un voto risulterebbe del tutto superfluo.
Attualmente i matrimoni gay erano già automaticamente riconosciuti a San Paolo, Brasilia, Sergipe, Espírito Santo, Bahia, Piauí, Ceará, Paraná, Mato Grosso do Sul, Rio di Janeiro e nel Distretto Federale.
Russia: la famiglia e gli amici del 23enne ucciso e sodomizzato con una bottiglia negano che fosse gay
Pubblicato il 14.5.13 |

A poche ore dalla notizia dell'uccisione in Russia di un giovane 23enne, pare aggredito e torturato dai suoi stessi amici dopo il suo coming out, la vicenda si è arricchita di nuovi dettagli.
Si è appreso che la vittima si chiama Vladislav Tornovoi ed i giornali riportano un nuovo agghiacciante dettaglio: prima di essere stato sodomizzato con una bottiglia, a Vladislav erano stati mutilati gli organi genitali. Un dettaglio che non fa che accrescere l'ipotesi di un omicidio a sfondo omofobo, anche se i suoi genitori e i suoi amici pare stiano facendo di tutto per negare quell'ipotesi.
Già, perché anziché chiedere giustizia e pretendere che i responsabili siano assegnati alla giustizia, chi ha vissuto al suo fianco pare molto più interessato a cercare di dimostrare che lui non fosse gay. Una situazione già vista in molti altri casi (ricorderete come anche in Italia si sia corso per negare l'omosessualità del 15enne morto suicida a Roma) e che spesso condanna le vittime ad una doppia condanna e alla negazione di poter essere riconosciuti per ciò che si è anche dopo al morte.
I vari «L'ho visto anche in compagnia di ragazze» o «A me non ha detto nulla» sembrano perdere di significato in un Paese dove si può finire in carcere per la propria sessualità o dove solo 1% della popolazione non manifesta astio nei confronti dei gay. Se i suoi amici più fidati l'hanno condannato a morte per il suo essere gay, davvero si può pensare che in quel clima un ragazzo non si senta costretto a nascondere la propria sessualità?
Il timore è che una famiglia possa arrivare a preferire di avere un figlio morto che un figlio gay o che ci si senta in dovere di negare tutto il negabile pur di "salvarne" l'immagine agli occhi degli stessi carnefici. Perché, al di là degli esecutori materiali, omofobi ed esponenti della Chiesa Ortodossa non possono che essere ritenuti i veri responsabili di quanto accaduto.
Anche il Minnesota approva le nozze gay
Pubblicato il 14.5.13 |

Con 37 voti a favore e 30 contrari, anche Senato del Minnesota ha approvato in via definitiva il matrimonio gay, divenendo il dodicesimo stato degli Usa ad aver introdotto il matrimonio tra persone dello stesso sesso all'interno del proprio ordinamento giuridico. Settimana scorsa il progetto di legge era già stato approvato dalla Camera dei Rappresentati, con 75 voti a favore e 59 contrari.
L'iter della norma ha preso il via dopo il risultato referendario dello scorso novembre, quando la maggioranza dei cittadini del Paese si è espressa in maniera negativa all'ipotesi di introdurre in Costituzione un divieto esplicito ai matrimoni gay. A fronte di un simile risultato, le forze politiche del Paese hanno dovuto prendere atto di una volontà popolare più aperta al matrimoni gay di quanto si pensasse.
Negli Stati Uniti matrimoni tra persone dello stesso sesso sono ora legali in Minnesota (dove manca solo la firma del governatore, attesa per oggi), nel Massachusetts, nel Connecticut, in Iowa, nel Vermont, nel New Hampshire, a New York, nel Maine, a Maryland, a Washington, a Rhode Island, a Delaware e nel District of Columbia.
Un altro giocatore di football ha fatto coming out
Pubblicato il 13 maggio 2013 |

A pochi giorni di distanza da Jason Collins e da Amini Fonua, un altro atleta ha scelto di dichiararsi pubblicamente gay.
Si tratta di Kevin Grayson, un promettente giocatore del National Football League (NFL) statunitense, che ha colto l'occasione di un'intervista televisiva alla CBS per fare coming out. Durante il suo discorso ha anche parlato di quanto sia difficile dichiararsi nel mondo dello sport, motivo -forse- che in passato l'ha portato a sposarsi con una donna.
Ora precisa che non vuole finire al centro dell'attenzione per la sua sessualità: «Non voglio dire che sia una cosa negativa ma, quando i giornalisti ti chiedono della tua sessualità e di come i compagni di squadra hanno reagito, si toglie l'importanza allo sport. Se sei un atleta vuoi che si parli di quello che hai fatto sul campo da basket, di calcio, da tennis. Non vuoi essere ricordato sempre come lo sportivo gay».
Grayson ha anche affermato di non essere certo solo e che nell'NFL militano altri giocatori gay (dei quali, giustamente, ha preferito evitare di fare nomi).
Russia: 23enne torturato e ucciso dai suoi stessi amici dopo il coming out
Pubblicato il 13.5.13 |

Torturato e ucciso dai suoi stessi amici per aver fatto coming out con loro. È questa la terribile storia che arriva dalla città di Volgograd, in Russia.
Secondo le prime ricostruzioni, il 23enne aveva deciso di festeggiare il 9 maggio (il "Giorno della vittoria" degli Alleati sui nazisti) andando a bere qualcosa insieme ad alcuni amici (tutti di età compresa tra 22 e 27 anni). Il ragazzo aveva anche scelto quell'occasione per confidargli la propria omosessualità e pare che sia stato proprio il suo coming out a scatenare la loro furia omicidia.
In un impeto di violenza inaudita, il ragazzo è stato seviziato a morte con cocci di bottiglia e pietre, dopo essere stato sodomizzato con una bottiglia. Il corpo senza vita è stato ritrovato solo nella mattinata di venerdì, all'interno di un cortile di un edificio della città.
La polizia ha preferito etichettare l'accaduto come un semplice "omocidio", ma le associazioni lgbt del Paese non hanno dubbi nel parlare di un atto a sfondo omofobo. Per la comunità gay locale, infatti, la vita non è affatto semplice in una nazione in cui solo l'1% della popolazione vede di buon occhio i gay. In Russia l'omosessualità è stata depenalizzata solo nel 1993 ed è stata considerata una malattia mentale sino al 1999. Ma ad alimentare odio e discriminazione sono anche tutte le continue prese di posizione della Chiesa Ortodossa e le varie leggi anti-gay che si stanno moltiplicando a macchia d'olio. Non a caso l'attivista gay Nikolai Alexeiev non ha dubbi nel sostenere che: «L'isteria contro i gay è incoraggiata in Russia».
La percezione dell'omosessualità tra gli studenti universitari
Pubblicato il 11 maggio 2013 |

In vista della prossima Giornata mondiale contro l'omofobia e la transfobia, la Luiss Arcobaleno (un'associazione studentesca dell'Università Luiss Guido Carli di Roma, nata con lo scopo di combattere le discriminazioni e promuovere una cultura delle differenze) ha lanciato un'interessante iniziativa per tastare la percezione dell'omosessualità tra gli studenti dell'ateneo.
Chiunque lo desideri (anche chi non frequenta l'Università Luiss) può partecipare all'iniziativa rispondendo alle domande di un apposito questionario disponibile su Internet (la compilazione richiede solo pochi minuti). In tal modo, oltre a raccogliere i dati statistici, l'associazione si ripropone anche di spronare il maggior numero possibile di studenti ad interrogarsi sui temi dell'omofobia e dei diritti civili rivendicati dalla comunità lgbt.
Nell'occasione la webtv dell'università ha anche realizzato un video in cui un'intervistatrice è andata in giro per l'ateneo a porre alcune domande del questionario.
Lecco: il centrodestra contro il patrocinio allo spot anti-omofobia
Pubblicato il 11.5.13 |

Lo spot anti-omofobia realizzato dall'associazione lecchese Renzo e Lucio ha raccolto il plauso di molti: è ironico, ben fatto e molto chiaro nel messaggio. Eppure pare che alcuni politici e privati cittadini abbiano avuto da ridire sul patrocinio offerto dai comuni di Lecco e di Mandello del Lario.
A riferirlo è l'emittente locale TeleUnica (coinvolta nella realizzazione del video) che fa sapere come alcuni membri dell'opposizione abbiano manifestato l'intenzione di contestare la scelta al prossimo consiglio comunale. Considerato che il patrocinio offerto era gratuito (in pratica si dava semplicemente la possibilità di usare il logo del comune), ne consegue che non potranno addurre le solite scuse sulla necessità di spendere diversamente i soldi della collettività (che so, ad esempio per restituire i monumenti fascisti alla città, ndr) ma dovranno necessariamente attaccare il messaggio trasmesso dallo spot.
Ammesso le critiche alla loro polemica non li facciano desistere, sarà interessante vedere in che modo proveranno a contestare il fatto che il Comune si sia detto favorevole al dialogo in famiglia per superare le incomprensioni e i disagi che scaturiscono dal silenzio. Così, allo stesso modo, i servizi sociali farebbero bene a prendere nota dei nominativi di tutti quei cittadini che si sono recati al Comune per sostenere che i loro figli non debbano essere invitati a parlare in famiglia dei propri disagi, rivendicando così anche un loro presunto diritto alla violenza psicologica se la prole non dovesse corrispondere ai canoni da loro decisi (e poi ce ne vuole di coraggio per andare ai Family Day a sostenere che quello sia il modello migliore di famiglia! ndr).
L'assurdità è tale che persino il prevosto di Lecco si è schierato a favore dello spot, sostenendo la necessità di uno Stato che sia pronto ad adoperarsi per il riconoscimento civile delle convivenze fra persone dello stesso sesso.
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Josefa Idem apre alle unioni gay
Pubblicato il 10 maggio 2013 |

Dopo la revoca del mandato a Michaela Biancofiore, grazie a Josefa Idem si è tonati a parlare di diritti civili. Infatti, in un'intervista rilasciata a Repubblica, il ministro per le Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili ha precisato la sua posizione gay-friendly: «Non deve importare se uno ha scelto di condividere la vita con una donna o un uomo -ha detto- se una persona è gay, lesbica o eterosessuale. La cosa fondamentale è che tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti, senza distinzione di sesso».
Eppure, solo poche righe più in basso, le prime distinzioni emergono. Alla domanda se proporrà il matrimonio egualitario come in Francia, la Idem ha risposto: «Non è importante come le chiami ma i diritti che dai. E questi devono essere uguali per tutti i cittadini, non importa con chi convivano o di chi si innamorano. Perché è ingiusto non poter stare accanto a chi ami se è malato perché lo Stato ti considera un semplice conoscente. Non devono esistere cittadini, o coppie, di serie B».
Se è pur vero che una qualsiasi forma di riconoscimento sia preferibile all'odierna assenza di diritti, dall'altro lato è difficile sostenere che i nomi non siano importanti. Un conto è permette a tutti di accedere al medesimo istituto, un altro è quello di crearne un qualcosa che -per quanto possa garantire diritti simili- risulterebbe comunque percepito e vissuto come una soluzione di ripiego al matrimonio. Quindi, seppur con qualche diritto in più rispetto al passato, ancora una volta ci si ritroverebbe ad essere considerati cittadini di serie B.
Per quanto riguarda le adozioni da parte delle coppie dello stesso sesso, Josefa Idem non dà molte speranze: «Occorre tener conto della realtà del Paese -ha dichiarato- cominciamo dalle unioni, poi si vedrà».
Indonesia: il sindaco di Banda Aceh propone la pubblica fustigazione dei gay
Pubblicato il 10.5.13 |

Non è difficile imbattersi in persone pronte ad ergersi a giudici del mondo ma, fortunatamente, la loro reazione spesso si limita al giudizio o all'invettiva.
Ben diversa, però, è la situazione che si sta verificando in questi giorni nella città di Banda Aceh (nel nord dell'Indonesia) dove sindaco e vicesindaco hanno deciso di utilizzare il potere a loro attribuito per emettere ordinanze comunali in grado di punire tutto che ritengono inammissibile agli occhi del loro credo religioso.
Dopo lunghe e sanguinose guerre interne, infatti, l'autonomia ricevuta dalla provincia nel 2005 ha conferito agli organi locali un potere quasi illimitato e ha permesso che prendesse piede una sorta di fanatismo religioso incentrato sulla legge coranica. Ed è proprio in nome della sharia che, ad esempio, il sindaco di Banda Aceh decise che i punk erano contro la sua religione ed organizzò un vero e proprio raid della polizia in un vicino concerto.Lo scorso dicembre tutti i ragazzi che portavano una cresta vennero arrestati e condannati alla pubblica umiliazione: dapprima attraverso la rasatura a zero dei capelli, poi con un bagno in un vicino lago.
La notizia fece il giro del mondo e ricevette condanne unanimi, ma questo non ha fermato il sindaco che oggi ha deciso di lanciarsi in una nuova iniziativa. Dato che in Indonesia l'omosessualità non è reato, a trattarla come tale potrebbe essere proprio una sua nuova ordinanza, attraverso la quale il sindaco conta di "porre rimedio" all'assenza di leggi sull'argomento (dato che, a suo parere, la condanna religiosa dovrebbe necessariamente trovare supporto nelle leggi civili). La pena proposta è di 100 frustate sulla pubblica pizza di chiunque venga colto ad avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso.
I matrimoni gay? Per la Nintendo sono un «bug»
Pubblicato il 09 maggio 2013 |

La Tomodachi Collection è da molti considerata come la risposta di Nintendo a The Sims. Il videogioco permette di gestire un avatar virtuale che vive, fa amicizie ed instaura relazioni. Ma se è dal 2009 che il suo concorrente ha introdotto la possibilità di celebrare matrimoni fra persone dello stesso sesso, quest'opzione pareva negata nella versione nipponica. Perlomeno sino ad ora.
Già, perché gli utenti hanno scoperto che nell'ultima release del software era ora possibile flirtare e sposare altri uomini, nonché allevare dei figli con loro. Curiosamente, però, la nuova feature pareva non includere la possibilità di relazioni lesbo.
Ed è così che si è scoperto che la vicenda ha tutt'altro che un lieto fine: non solo la Nintendo non introdurrà la possibilità di relazioni fra donne, ma eliminerà anche quelle fra uomini. Il loro supporto, infatti, ha immediatamente fatto sapere che la possibilità di celebrare dei matrimoni gay è solo un «imbarazzante bug» e che i loro ingeneri sono già al lavoro per risolvere l'errore.
Condannato a 20 mesi di carcere per aver ricattato due preti conosciuti in un locale gay
Pubblicato il 9.5.13 |

Un parroco ed un alto prelato del padovano erano perfettamente schierati con la Chiesa nel criticare l'amore fra persone dello stesso sesso ma, nella loro seconda vita, ne ricercavano i piaceri della carne all'interno della dark-room di un vicino locale gay.
Un'ipocrisia molto diffusa (pare anche all'interno dei palazzi vaticani) ma che viene tassativamente taciuta se non si vuol finire vittima degli stessi anatemi lanciati contro l'omosessualità altrui. Ed è proprio questo il motivo per cui i sacerdoti, una volta identificati come tali, sono divenuti una facile preda per due malviventi. Certi della loro necessità di discrezione, i due hanno dapprima consumato con loro un rapporto sessuale per poi ricattarli in cambio del loro silenzio dinnanzi ai superiori e alla stampa.
L'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Sergio Dini non solo ha portato alla luce la vicenda (ormai risalente al 2010), ma è costata anche la condanna a 20 mesi di reclusione per il 47enne marocchino Fouad Chergui (giudicato con rito abbreviato) ritenuto colpevole di concorso in tentata estorsione. Per l'altro ricattatore (Dimitri Barbieri, 41 anni) il processo risulta estinto in seguito alla sua morte.
Anche il Delaware approva le nozze gay
Pubblicato il 08 maggio 2013 |

Con 12 voti a favore e 9 contrari, anche il Delaware ha approvato la legalizzazione delle nozze fra persone dello stesso sesso, diventando così l'undicesimo stato Usa ad aver incluso il matrimonio egualitario nel proprio ordinamento giuridico.
L'iter della legge è stato rapidissimo: proposta solo un mese fa, ha ottenuto il benestare dalla Camera dei Rappresentanti (con 23 voti a favore e 18 contrari) lo scorso 23 aprile ed ora è stata già votata a maggioranza anche dal Senato. Quasi immediata è giunta anche la firma del governatore Jack Markell (nella foto) che da tempo si era dimostrato come uno dei principali sostenitori del progetto di legge.
Attualmente i rapporti delle coppie gay erano regolati da una legge sulle unioni civili approvata nel 2011
A partire dal 1° luglio prossimo (data di entrata in vigore della legge) i gay del paese potranno finalmente sposarsi, mentre dal dal 2011 i loro rapporti erano regolati esclusivamente una precedente legge sulle unioni civili che non prevedeva gli stessi diritti garantiti alle coppie eterosessuali.
Il nuotatore olimpico Amini Fonua ha fatto coming out
Pubblicato il 07 maggio 2013 |

Il 23enne Amini Fonuaha è un nuotatore ha preso parte alle scorse olimpiadi di Londra in rappresentanza delle isole Tonga nella specialità 100 metri dorso. Poi, trasferitosi negli Stati Uniti, si ora è iscritto all'Università A&M del Texas, considerata la settima più omofoba del Paese. Eppure è proprio dalle pagine del giornalino della sua università che il nuotatore ha deciso di fare coming out e di dichiararsi apertamente gay.
Fonuaha dice di aver scelto di compiere quel passo sia per poter smettere di nascondersi ed esser fiero della propria identità, sia per difendere l'ateneo dalle accuse di omofobia. L'atleta, che attualmente è parte della squadra di nuoto universitaria, sostiene infatti di non essere mai stato vittima di bullismo omofobico da quando si è iscritto e che la squadra l'ha subito accolto a braccia aperte (anche se forse non è da escludersi che l'aver calcato il suolo olimpico lo abbia portato a ricevere una'accoglienza diversa da quella generalmente riservata a tutti i suoi compagni, ndr).
Dopo la diffusione della notizia, l'atleta ha anche ringraziato tutti i suoi fans twittatando: «Grazie a tutti per il supporto! Apprezzo davvero tutte le parole gentili e i tweet amorevoli. Non lasciate che niente ostacoli i vostri sogni».







