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Addio a Virna Lisi, l'attrice si è spenta all'età di 78 anni

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Il cinema italiano ha perso oggi una delle sue grandi protagoniste: si è infatti spenta a Roma, all'età di 78 anni, l'attrice Virna Lisi. Qualche mese fa era le era stato diagnosticato un male incurabile e lo scorso anno aveva perso il marito, Franco Pesci, con il quale aveva condiviso ben 53 anni di matrimonio.
Nata ad Ancona l'8 novembre 1936, si trasferì a Roma dove iniziò a muovere i primi passi nel mondo del cinema. La grande popolarità arrivò grazie alla pubblicità del dentifricio Chlorodont in Carosello, aprendole le porte per la partecipazione ai grandi sceneggiati Rai (tra cui "Orgoglio e pregiudizio" e "Ottocento").
Il 25 aprile del 1960 sposò l'architetto romano Franco Pesci, annunciando il suo ritito dalle scene per potersi dedicare alla famiglia. Spinta dal consorte, tornò in attività un anno più tardi. Prese parte a vari sceneggiati e commedie all'italiana, affiancando anche un'attività teatrale che la portà a lavorare a stretto contatto con personaggi come Giorgio Strehler e Luigi Squarzina.
Iniziò a lavorare anche in Francia ed Hollywood le propose un contratto in esclusiva di sette anni con la Paramount. Si trasferì con il marito ed il figlio a Los Angeles, ma la sua avventura americana finì presto perché l'attrice non volle interpretare ruoli da bambola sexy. Tornò in Italia e vinse il David di Donatello ed il Nastro d'argento come miglior attrice non protagonista grazie a "Sapore di mare" di Carlo Vanzina.
Negli anni Novanta arrivano anche le prime serie televisive, tra cui "Le ali della vita", "I ragazzi della via Pál, "Il bello delle donne", "Caterina e le sue figlie", "L'onore e il rispetto, Donne sbagliate" e "Il sangue e la rosa".
La sua ultima apparizione cinematografica è il film "Latin lover" di Cristina Comencini (in uscita a marzo 2015) mentre non è riuscita a portare a termine le due fiction in cui stava lavorando ("È la mia famiglia" e la quarta stagione de "Il bello delle donne").


Andrea Minguzzi guarda a Rio 2016

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Andrea Minguzzi è probabilmente fra gli atleti più sexy che l'Italia possa vantare. L'attenzione mediatica ce l'ha fatto conoscere nel 2010, grazie alle gare che gli hanno permesso di vincere la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008.
Nato a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna, l'1 febbraio 1982, ha iniziato ad interessarsi alla lotta greco-romana sin da piccolo. Ha al suo attivo innumerevoli titoli e  dal 2004 è tesserato con le Fiamme oro, il Gruppo sportivo della Polizia di Stato. La sua popolarità è sbocciata in occasioni delle olimpiadi, ma in un Italia governata dal solo calcio i riflettori si sono presto spenti nonostante la popolarità e i grandi risultati acquisiti.
Forse, però, lo potremo ben presto rivedere in azione. Il campione olimpico ha infatti annunciato di essere pronto a tornare a combattere con l'obiettivo dei partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016.
Il trentaduenne emiliano non ha mancato di commentare anche l'attuale latitanza dell'Italia ai vertici della disciplina: «È stato cambiato completamente lo staff tecnico -ha dichiarato- il modo di lavorare di quelli che sono venuti dopo era totalmente diverso, con questa direzione tecnica con mi sono mai trovato. Sono iniziati una serie di infortuni dovuti alla non buona preparazione. La lotta in Italia purtroppo è in un momento un po' critico e il livello è sempre più scadente. L'unico atleta che ha dato modo di sperare in un risultato è Daigoro Timoncini, ma purtroppo ancora non è riuscito a concretizzare con una medaglia europea o mondiale, forse anche a causa della situazione caotica che c'è in nazionale. Dal 2008 in avanti non si segue più un progetto ed una programmazione chiara per arrivare in forma ad un evento, ma si fanno le cose alla giornata e un po' come capita. Così non si può competere con gli altri Paesi. Per fare i risultati ci vuole una squadra che al momento non c'è, ci vorranno almeno altri vent'anni per arrivare alla medaglia olimpica».
Riguardo a sé stesso ha aggiunto: «Dopo la qualificazione non riuscita a Londra pensavo di smettere, pensavo di essere arrivato. Poi parlando con lo staff delle Fiamme Oro abbiamo pensato che mi sarebbe convenuto centellinare le gare da fare, senza fare Europei e Campionati del Mondo, con la possibilità di potermi allenare a casa. Stiamo cercando di indirizzare la ripresa della mia carriera. Questo non vuol dire che farò le Olimpiadi. Ad ogni tappa faremo un punto della situazione per vedere come proseguire. Vedremo se sarà bene fare le qualificazioni o se sarà meglio lasciar perdere».

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Delaj J Visar (aka Pascia su Agon Channel)

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In Italia è conosciuto con il nome di Pascia, uno dei modelli che animano la trasmissione "A fior di pelle" su Agon Channel, ma suo vero none è Delaj J Visar.
Nato a Kopliku, un comune albanese di 3mila abitanti, ha studiato presso l'università Luigj Gurakuqi di Shkoder ed attualmente vive a Tirana. Qui lavora per l'agenzia di modelli Grace Models-Albania ed è con essa che è stato chiamato a lavorare per Agon Channel.
Paerrticolarmente riservato nel condividere informazioni sulla sua vita privata attraverso Internet, di lui sappiamo solo che ama il calcio, il basket, la pallavolo, il rap e il cinema (soprattutto le commedie ed i film romantici).

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Valerio Pino torna a spogliarsi su Twitter

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Valerio Pino è meno attivo di Twitter di quanto non fosse un tempo e nell'ultimo periodo ha messo da parte il suo consueto esibizionismo (l'ultima foto con un asciugamano legato basso in vita risale al suo viaggio in Brasile, ndr) a favore di una campagna animalista.
Nonostante il nobile scopo, vien da sé che immagini proposte -spesso molto crude- non abbiano la leggerezza di quelle goliardiche che l'anno reso celebre. Questo senza addentrarsi in come certe testimonianze di crudeltà sugli animali provochino un senso di repulsione per chi non fa differenza fra la violenza compiuta verso gli umani o il regno animale, lasciando troppo spesso indifferente di dovrebbe vergognarsi dinnanzi a simili situazioni.
Chiusa la parentesi, per quanti non hanno mai smesso di pensare al suo corpo il ballerino ha deciso di pubblicare due nuovi scatti che paiono riportarci al clima dei mesi scorsi, all'interno dei quali mostra tutti i suoi muscoli con tanto di immancabile mano infilata negli slip. Certo, non si sta parlando dei suoi celebri nudi integrali, ma di certo anche queste pose non mancheranno di smuovere più di un ormone.

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Il pattinatore Eric Radford ha fatto coming out

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Eric Radford è canadese, ha 29 ed è un pattinatore artistico su ghiaccio che ha rappresentato la sua nazione alle Olimpiadi di Sochi. In quell'occasione si è aggiudicato la medaglia d'argento nella gara a squadre, ma nella sua carriera figurano anche la medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra del 2013 e a quelli di Saitama del 2014, un oro e un argento ai Campionati dei Quattro continenti e tre titoli canadesi.
Ora ha deciso di fare coming out e di dichiarasi pubblicamente gay.
La sua intenzione era di compiere quel passo prima della sua partecipazioni elle olipiadi russe, ma poi ha deciso di attendere: «La mia preoccupazione -dice- era quella di essere ricordato come l'atleta gay che ha fatto coming out alle Olimpiadi, piuttosto che il pattinatore che ha vinto una medaglia. Mi sono sentito a disagio». Nonostante ciò gli va riconosciuto di non aver mai mentito o finto: ad un giornalista che gli aveva chiesto con chi fosse in Russia, lui ha tranquillamente risposto che era lì con la sua famiglia, con alcuni amici e il suo ragazzo. Poi è stato il giornalista a scegliere di non divulgare quelle parole.


Taylor Lautner posa con Murray Swanby in un locale gay di West Hollywood

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Il mondo del gossip è in fermento grazie ad una fotografia pubblicata su Internet dal modello Murray Swanby che lo ritrae in compagnia dell'attore Taylor Lautner in un locale gay di West Hollywood. Complice una didascalia che non spiega il contesto dello scatto, la stampa si è subito lanciata in una serie di illazioni che in alcuni casi sono arrivate a sostenere che l'attore abbia fatto coming out.
I fatti, però, non parrebbero tali da potersi addentrare in asserzioni simili. Sarà pur vero che Swanby (noto al grande pubblico soprattutto per la sua collaborazione con lo stilista Andrew Chrristian) sia dichiaratamente gay, ma l'immagini si ferma solo a mostrare come si sia fatto fotografare in compagnia dell'attore. Persino fra i tag è stato inserita l'indicazione #hotstraightguys che lascerebbe intendere un riferimento all'eterosessualità della star di Twilight, così come apparirebbe strano che un outing possa avvenire attraverso un'immagine pubblicata su canali ufficiali e non paparazzata da un qualche fotografo pronto a mostrare situazioni che avrebbero dovuto rimanere segretissime.
Insomma, la realtà è che l'unica prova che pare scaturire dall'immagine sia una riprova di come Lautner non sia omofobo e non abbia problemi a frequentare locali gay, ma nulla viene aggiunto alle informazioni riguardo al suo orientamento sessuale. Poi non c'è nulla da dire sul fatto che una simile coppia simile sarebbe formata da due ragazzi di innegabile bellezza e se appeal, ma ciò non significa che le inevitabili fantasie che possono venire in mente debbano per per forza essere una realtà.

Clicca qui per guardare l'immagine pubblicata da Murray Swanby.


Chris Mears, Martin Cremin, Tom Haffield e Ieuan Lloyd posano per Attitude

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Non è la prima volta che il nuotatore britannico Chris Mears posa per una rivista gay ed in passato non ha mancato di ironizzare su come speri che quella scelta lo possa portare a strappare qualche fan gay al compagnio di squadra Tom Daley. E se sia da punto di vista fisico che caratteriale pare avere tutte le carte in regola per fare stragi di cuori, il servizio fotografico che verrà pubblicato sul numero di gennaio di Attitude non marcherà di buttare nuova carne sul fuco e di attirare molta attenzione.
Già a partire dalla copertina incontreremo il 21enne che posa in costume da bagno insieme ai compagni di quadra Martin Cremin, Tom Haffield e Ieuan Lloyd. Poi, a corredo di altre imperdibili immagini, non mancano anche le consuete interviste di accompagnamento ai protagonisti del servizio fotografico.
Ed è lì che il 23enne Martin Cremin spiega perché i tuffatori siano soliti depilarsi: «Si tratta di una potente azione psicologica -dice- e l'acqua si percepisce in maniera veramente diversa sulla pelle. È una delle cose che si possono fare in preparazione delle sfide, così ti dà un po' di una spinta». «Non so se faccia molta differenza -controbatte Ponders Ieuan- ma i nuotatori sono soliti depilarsi barba, capelli e corpo in vista delle competizioni perché diminuisce la resistenza all'acqua. Ma comunque io non sono una persona molto pelosa».
Parlando delle differenze fra i tuffatori e i nuotatori, Chris ha aggiunto: «Credo che dipenda dal momento della stagione a cui ci si riferisce, ma io lavoro duro in palestra e credo sia un'attività molto diversa da quella dei nuotatori che passano numerose ore a nuotare sulla lunga distanza e che hanno bisogno di una diversa forma del corpo. Loro sono generalmente più alti e un po' più magro, mentre siamo un po' più muscolosi».
All'inizio di quest'anno Martin ha dichiarato che la sua omosessualità non ha influito sulla sua carriera sportiva. «Ho scelto di fare coming out -dichiarò ai tempi- perché volevo cancellare qualsiasi possibile percezione sul fatto che una persona gay non possa competere nello sport. L'essere gay ha fatto alcuna differenza per la mia carriera di nuotatore».

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Fabio Mancini fotografato da Thiago Martini

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Il modello italiano Fabio Mancini è il volto scelto dal fotografo Thiago Martini per un editoriale dal titolo "C'eravamo tanto amati". Il riferimento scelto dal fotografo brasiliano è al noto film di Ettore Scola, mentre negli scatto è la quotidianità e la sensualità di Mancini a conquistare la scena.
Nato in Germania e trasferitosi nel Bel Paese da bambino, Fabio Mancini ha conquistato grande notorietà come modello di marchi del calibro di Giorgio Armani ed Emporio Armani. Altri ingaggi di rilievo riguardano Roccobarocco, Carlo Pignatelli, Strawberry Fields, Marc Stone e Men's Health Spain.

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Sean Hayes si è sposato

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Sean Hayes ha sposato il compagno Scott Icenogle dopo otto anni di vita passata insieme.
L'attore, celebre per aver ricoperto il ruolo di Jack McFarland nella serie "Will & Grace", aveva cercato di depistare la stampa e lo scorso ottobre si presentò in televisione con l'anello al dito dicendo che le nozze erano già state celebrate... ma in realtà non era vero dato che ora è lui stesso a parlare della reale celebrazione -tenutasi nei giorni scorsi nella sua casa di Los Angeles- attraverso i social network. Il suo piano, però, pare aver funzionato dato che la celebrazione si è tenuta in un'atmosfera riservata lontana dall'occhio indiscreto dei fotografi.
Dopo anni di indiscrezioni, Sean Hayes ha fatto coming out solo nel 2010, a quattro anni di distanza dall'inizio della sua convivenza con Scott Icenogle (iniziata nel 2006). «Ero così giovane -dichiarò ai tempi- e non volevo la responsabilità, non sapevo come gestire il ruolo impegnativo di parlare per la comunità gay».


Stefano Ghisolfi, il campione italiano di arrampicata

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Si ha l'impressione che in Italia conti solo il calcio e che troppo spesso i tantissimi giovani che tengono alto il nome dell'Italia attraverso altre discipline siano lasciati nell'ombra. Fortunatamente, però, può capitare che alcuni reality televisivi possano la meritata attenzione anche ad atleti sconosciuti al grande pubblico. E può anche capitare che quegli atleti siano caratterizzati da un indiscutibile fascino, occhi di ghiaccio e un sorriso in grado di far battere più di un cuore.
È ad esempio il caso di Stefano Ghisolfi, il campione di arrampicata che si è esibito in spettacolari acrobazie durante la scorsa puntata di "Tu si que vales", su Canale 5. Nato a Torino il 18 febbraio 1993, a soli 14 anni ha iniziato a gareggiare nelle sue prime competizioni internazionali, a 16 ha preso parte alla sua prima Coppa del Mondo. I primi successi sono giunti con la conquista della medaglia di bronzo ai campionato 2010 di Edimburgo e in quello di Imst del 2011.
Il 13 ottobre 2012 si è classificato terzo alla Coppa del mondo di Xining (Cina): era dal 2007 che un italiano non saliva sul podio della competizione (in quel caso si trattò di Flavio Crespi, ritiratosi poi nel 2009). A livello italiano ha vinto il Campionato italiano velocità nel 2010 e il Campionato italiano lead nel 2012, 2013 e 2014. Si è aggiudicato la Coppa Italia lead per quattro volte consecutive (nel 2010, 2011, 2012 e 2013) e la Coppa Italia boulder nel 2010 e 2012.
Dal 2012 fa parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro di Moena.

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Rob Kearney, il secondo uomo più forte d'America, ha fatto coming out

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Stando alla classifica della competizione statunitense America's Strongest Man, Rob Kearney è il secondo uomo più forte d'America. In grado di sollevare ben 105 Kg, il 23enne ha deciso di fare coming out e di dichiararsi pubblicamente gay. La sua scelta viene presentata come un atto di rispetto nei confronti del fidanzato Joey Aleixo: «Stiamo insieme da due mesi -ha dichiarato- e non volevo tenerlo nascosto. Ssono un tipo romantico, io. Se non fosse stato per lui non avrei deciso di compiere questo passo: chissà dove sarei oggi senza di lui».
Rob non ha mancato anche di augurarsi che il suo esempio possa essere seguito anche da altri atleti ed ha aggiunto: «Credo che sia importante essere onesto. Le persone devono sapere che uno degli atleti più forti del pianeta è anche gay».
Inevitabilmente il suo gesto ha portato anche alla caduta di un pregiudizio diffuso che vorrebbe che la forza fisica possa essere correlata in un qualche modo con l'orientamento sessuale. Nonostante i pregiudizi siano per loro stessa definizione basati su tesi false, grazie a Roba sarà sempre più difficile dirsi convinti di un qualcosa che sia stato così chiaramente sbuguiardato.


Il campione olimpionico neozelandese Robbie Manson ha fatto coming out

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Continuano incessanti i coming out dal mondo dello sport. Questa volta è il vogatore neozelandese Robbie Manson ad aver scelto di compiere quel passo.
Attraverso un articolo pubblicato su Outsports, il campione olimpico ha dichiarato come la scelta di fare coming out sia stata la «decisione più spaventosa» della sua vita. «Ho seriamente pensato che non avrei più potuto remare se qualcuno avesse scoperto che ero gay. Il pensiero di dichiararmi appariva così terrificante».
Già dichiarato da due anni con i suoi i suoi amici e compagni di squadra, Manson ha aggiunto come «nel corso degli ultimi due anni ho imparato molto su me stesso e ciò che significa essere gay, e anche ciò che significa essere gay in un ambiente sportivo competitivo. Ed è stato tutto estremamente positivo».
L'atleta ha anche precisato come «non vorrei essere nulla di diverso. Penso che essere gay mi renda interessante ed è un qualcosa che mi rende diverso in modo positivo. Ho imparato che sono molto più forte più forte e più resistente di quanto pensassi e che le altre persone sono più accoglienti di quanto non mi aspettassi».
Attraverso il suo coming out pubblico desidera «mostrare alle persone che sono in difficoltà con la propria sessualità non solo va bene essere gay, ma che è una cosa buona e che non cambia chi sei o quali sono i tuoi limiti. Alla fine della giornata è solo una delle tante cose che mi definiscono come persona».


Tim Cook fa coming out: «Lasciatemelo dire chiaramente. Sono fiero di essere gay»

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«Lasciatemelo dire chiaramente. Sono fiero di essere gay e considero la mia omosessualità tra i più grandi doni che Dio mi ha dato». È quanto dichiarato da Tim Cook, attuale ceo di Apple, dalle pagine di Bloomberg BusinessWeek. Se la sua omosessualità era nota a tutti, questa rappresenta la prima volta in cui il manager ha deciso di parlare pubblicamente della sua vita privata.
Coock ha ricordato come nessuno dei ceo delle principali 700 società globali sia pubblicamente gay e di come John Brown, ex-amministratore delegato di BP, sia sia ritrovato a rassegnare le proprie dimissioni dopo che un ex compagno rivelò il suo orientamento sessuale. Dal canto suo ha sempre cercato di mantenere un buon livello di privacy sulla sua vita personale, ma ora afferma di aver capito che ciò gli impediva di poter aiutare altri: «Non mi considero un militante, ma sono conscio di quanto io abbia tratto vantaggio dal sacrificio altrui. Quindi se scoprire che il Chief executive di Apple è gay può aiutare qualcuno che è in difficoltà con la propria identità, o offrire conforto a chi si sente isolato, o ispirare qualcuno a battersi per la propria eguaglianza, allora vale la pena di rinunciare alla mia privacy».
Il ceo ha anche affermato di non aver mai fatto un segreto del suo orientamento sessuale e di essersi limitato olamente a non parlarne in pubblico: «Per anni sono stato aperto con molte persone sul mio orientamento sessuale. Tanti colleghi in Apple sanno che sono gay e non sembra fare nessuna differenza nel modo in cui mi trattano. Certo, ho avuto la fortuna di lavorare in un'azienda che ama la creatività e l'innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone. Non tutti sono così fortunati».
Cook ha poi ricordato come ci sia ancora molto da fare per superare tutte le discriminazioni: «Il mondo è cambiato così tanto da quando ero un ragazzino» nonostante in molti stati ci siano ancora leggi che «consentono ai datori di lavoro di licenziare le persone unicamente sulla base del loro orientamento sessuale. Ci sono molti posti dove i proprietari possono sfrattare gli inquilini gay, o dove può essere impedito di visitare partner malati e condividere le loro eredità».


Tom Leeb

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Tom Leeb nasce nel 1989 in Francia. A 15 anni debutta come attore teatrale al fianco del padre (Michel Leeb) nello spettacolo teatrale "Mrs Doubtfire" nel ruolo di Adrien. Quell'esperienza lo convince a seguire le orme paterne e a divenire anche lui un attore e comico, dedicando la sua vita alla commedia.
Gli anni successivi lo vedono coinvolto il alcuni musical teatrali, in concerti di chitarra e in alcuni spettacoli, ma il successo arriva nel 2013 grazie alla serie televisiva "Sous le soleil de Saint-Tropez" prodotta da TMC e spin-off di "Sous le soleil" (TF1). Qui veste i panni di Tom, il figlio di Caroline Drancourt (interpretata da Adeline Blondieau).
Nonostante il raggiungimento del successo, Tom non ha abbandonato la sua passione per la chitarra e continua a comporre e suonare i suoi brani

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James Franco nudo su Instagram

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Ormai da qualche giorno James Franco sta riempendo il suo profilo Instagram di immagini che lo ritraggono senza veli in compagnia dell'attore Seth Rogen. L'ipotesi più plausibile è che i due stiano fondendo alcuni indizi sulla loro partecipazione a "Naked and Afraid", un reality show dove alcuni volti noti si ritrovano a dover sopravvivere nudi nel bel mezzo della natura selvaggia.
Fatto sta che le immagini sono state tutte pixelate in modo da non lasciar intravedere alcunché... o quasi. Già, perché fra le varie foto ve n'è una che ritrae il due all'interno di una tenda blu, ovviamente senza veli. Presumibilmente l'attore deve aver pensato che lì non si vedesse nulla di troppo intimo, ma chiunque abbia un po' di malizia non avrà faticato a notare che la posizione assunta da James Franco appare propizia e, date le tecnologie disponibili al giorno d'oggi, non c'è voluto molto rima che qualcuno applicasse qualche filtro fotografico che potesse rendere più definiti i contorni. Il risultato è presto detto: fra le sue gambe risulta chiaramente visibile il suo pene. In fin dei conti l'attore non è mai apparso particolarmente pudico e il tenore sempre più provocante dei suoi selfie lasciava facilmente immaginare che prima o poi qualcosa sarebbe scappato.

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Peter Linden posa per la NOH8 Campaign

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Peter Linden è un fotografo  29enne che vive ad Helsinki insieme al fidanzato Ragnar e ad una coppia di cani. È l'attuale detentore del titolo di Mr Gay Finlandia ed è stato fra i fanalisti di dell'edizione romana di Mr Gay World (durante la quale è stato scelto fra i vari delegati per apparire sulla prestigiosa copertina di DNA Magazine).
I valori di Peter si basano sulla famiglia, sulla natura e sulla salvaguardia degli animali (motivo per cui ha scelto di essere vegetariano). Tra i suoi hobby figurano l'andare in bicicletta, l'occuparsi del giardino e curare l'arredamento. La sua passione per la moda lo ha portato a ad avvicinarsi alla fotografia, sino a renderla la sua occupazione primaria.
Nel suo ruolo di Mr. Gay Finlandia, Peter vuole contribuire a dare ai giovani informazioni sulla sessualità e l'omosessualità, a suo parere temi troppo poco affrontati in giovane età. Vorrebbe anche essere coinvolto nel rendere la Finlandia un posto migliore per i gay.
Ha fatto coming out a 24 anni ed ora vuole incoraggiare i più giovani a compiere quel passo: «Penso che la sessualità sia davvero un grande parte della propria vita -ha dichiarato- e se si ha paura o se si hanno dubbi riguardo alla propria sessualità, la vita può diventare davvero difficile e dolorosa. Mr. Gay Finlandia non può portare la pace nel mondo, ma può tuttavia porsi come un buon modello per le persone e per una società migliore e più tollerante».
In questi giorni Peter ha diffuso sulla sua pagina Facebook alcuni scatti realizzati da Adam Bouska all'interno della campagna NOH8, volta a promuovere la parità di matrimonio e a combattere l'omofobia.

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Joe Flanigan

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Joe Flanigan nasce il 5 gennaio 1967 a Los Angeles, in California. Registrato alla nascita come Joseph Dunnigan III, venne abbandonato dal padre naturale subito dopo la nascita e decise così di cambiare il suo cognome con quello del padre adottivo.
Durante gli studi viene spinto da un suo compagno di corsi a recitare in una commedia in modo da tentare di superare la sua timidezza. Laureatosi in storia presso l'Università del Colorado, intraprende l'attività di scrittore ed inizia a lavorare a Capitol Hill e poi, brevemente, per alcune pubblicazioni di New York (tra cui Town & Country e la rivista Interview). Nel 1994 si trasferisce a  Los Angeles per tentare una carriera da attrice.
Flanigan ottiene alcuni ruoli in numerose serie televisive (tra cui "Profiler", "First Monday" e "Sisters") ma il successo arriva quando ottiene il ruolo del tenente colonnello John Sheppard in "Stargate Atlantis". Nel corso della seconda stagione è anche l'autore di alcuni episodi.
Flanigan è sposato con Katherine Kousi ed è padre di tre figli: Aidan, Truman, e Fergus. Il sua migliore amico è il co-protagonista di "Stargate Atlantis" Jason Momoa, e Joe condivide il suo compleanno con l'ex co-star Paul della serie McGillion.

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Lorenzo Balducci nudo in "Stella cadente"

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"Stella candente" è la nuova opera del regista spagnolo Lluis Miñarro. Ambientato nel 1870, il film ruota attorno alle vicende di Amedeo di Savoia ed al suo esseri chiuso in sé stesso dopo l'assassinio di uno dei suoi più fedeli sostenitori.
Pare che la pellicola non sarà destinata al mercato italiano, eppure in questi gironi sta facendo il giro della rete grazie ad un articolo pubblicato da River e poi ripreso da Spetteguless. Il motivo di tanto interesse è presto detto: l'attore italiano Lorenzo Balducci (che ha  fatto coming out nel corso di un'intervista rilasciata al Venerdì di Repubblica nel marzo del 2012) si mostra come mamma l'ha fatto. E non certo in modo velato: dapprima lo si vede in stato di eccitazione durante una scena che lo mostra impegnato a fare sesso con un melone per ben tre minuti di pellicola, poi lo si ritrova in una posizione non particolarmente pudica su di un letto. Il tutto sottolineato da inquadrature in primo piano dei suoi genitali.

Il suo cognome non è un caso di omonimia, ma si tratta proprio del figlio del dirigente pubblico Angelo Balducci, finito alla ribalta delle cronache per gli appalti del G8 (proprio recentemente alla sua famiglia sono stati sequestrati 13 milioni di beni in relazione alle indagini). L'attore è uno dei pochi familiari a non essere mai risultato iscritto nel registro degli indagati.
Nato a Roma il 4 settembre 1982, ha debuttato sul grande schermo nel 2001 con il film "I cavalieri che fecero l'impresa" (2001) di Pupi Avati. Lavorerà ancora con il regista bolognese nel 2003 in "Il cuore altrove".
Sul piccolo schermo ha ottenuto ruoli in fiction come "Giorni da Leone" (2002), "Giorni da Leone 2" (2006), "Il Papa buono" (2003), e "48 ore" (2006). Sul grande schermo, invece, da segnalare sono film come "Ma che colpa abbiamo noi" di Carlo Verdone, "Tre metri sopra il cielo" di Luca Lucini, "Gas" di Luciano Melchionna, "Last Minute Marocco" di Francesco Falaschi ed "Il sole nero" di Krzysztof Zanussi. Recentemente ha preso parte all'horror "Bloody Sin", alla commedia romantica "31 Dias", alla commedia italiana "Good As You" e al film spagnolo "Estel fugaç".

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Cheyenne Jackson si è sposato con Jason Landau

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Attraverso una cerimonia svoltasi lo scorso sabato nel cuore di Los Angeles, l'attore Cheyenne Jackson si è sposato con il suo partner Jason Landau.‬ I due sui erano conosciuti lo scorso lo scorso anno e la loro prima apparizione pubblica risale all'ottobre del 2013. Il 39enne è così giunto al suo secondo matrimonio (dal 2011 al 2013 è stato sposato con Monte Lapk).
Il terzo di quattro figli, Cheyenne Jackson è cresciuto in una piccola cittadina rurale nella zona occidentale degli Stati Uniti. Nel 2001 si trasferisce a New York nel 2001 ed ottiene i suoi primi ruoli negli spettacoli di Broadway. Il successo arriva quattro anni più tardi grazie al musical "All Shook Up". Nel giugno del 2007 diviene protagonista del musical "Xanadu" e riceve una nomination ai Tony Award come miglior attore in un musical. Sul grande schermo ha preso parte al film drammatico "United 93", mentre in tv ha partecipato ad alcune puntate delle serie televisiva "30 Rock" e "Glee" nel ruolo del coach dei Vocal Adrenaline.
Jackson è dichiaratamente gay (il suo coming out risale al 2005) ed è un ambasciatore amfAR (Fondazione per la ricerca AIDS) e un attivista per i diritti lgbt.


Dario Beck

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Dario Beck nasce il 3 novembre 1984 a Barcelona, in Spagna. Studia canto e recitazione ed inizia a lavorare come modello per riviste e cataloghi di moda. Ma è lui stesso a raccontare come nel profondo abbia sempre avuto una certa curiosità nei confronti della cinematografia per soli adulti, motivo per cui un giorno decide di accettare una proposta che gli era stata buttata lì quasi per caso e vola in Repubblica Cieca par prendere parte al suo film d'esordio. «Pensavo sarebbe stata una di quelle cose folli che si raccontano solo agli amici più intimi», racconta.
La sorte, però, ha voluto che la sua carriera non finisse lì. La Titan Media lo ha visto all'opera e gli ha immediatamente proposto un contratto in esclusiva. Accettato l'ingaggio, si trasferisce così a Los Angeles (dove tutt'ora vive) e dal 2010 al 2013 prende parte a diciotto film, alternando ruoli attivi e passivi. Nel 2014 Beck inizia lavora anche anche con altri studios, come la Raging Stallion, la Lucas Kazan e Men at play. La sua ritrovata libertà professionale, però, pare destinata a durare poco dato che a fine luglio 2014 è lui stesso ad annunciare di aver firmato un contratto di esclusiva con la Falcon/Raging Stallion.
Beck ama lo sport (soprattutto il nuoto e la palestra) e gli piace la buona cucina (anche se si definisce un pessimo cuoco). Tra i sogni nel cassetto c'è quello di tornare a recitare: «Anche se può sembrare strano -ha raccontato- ora mi sento molto più preparato nell'affrontare una scena o nel calarmi in un personaggio, Mi sento libero dai miei vincoli e tabù, pronto ad affrontare ruoli importanti. Logicamente so che ho chiuso alcune porte dedicandomi al porno, ma altre potrebbero aprirmisi davanti».

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