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Si alza il vento a Playa Desnuda e Brice Martinet si ritrova a mostrare i suoi gioielli di famiglia

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Da tempo l'attenzione del pubblico dell'Isola dei Famosi è stata catturata dalla nudità che regna a Playa Desnuda, spesso nella speranza di poter intravedere qualcosa fra le foglie di banane utilizzate a mo' di biancheria intima dai due concorrenti. Ma se la maggior parte degli avvistamenti è finito con il mostrare poco o nulla (qui e qui un paio di esempi dei giorni scorsi) è nella diretta di ieri sera che qualcosa si è scorto chiaramente.
Brice e Cecilia erano stati informati di un loro imminente trasferimento sull'isola di Caio Paoloma e, dopo i festeggianti del caso (con i soliti movimenti che farebbero presagire la vista di qualcosa pur finendo con non mostrare alcunché) i due naufraghi si sono imbarcati per raggiungere la nuova isola. Ed è proprio durante le operazioni di imbarco che un colpo di vento ha spostato le foglie ed ha mostrato chiaramente le natiche e i gioielli di famiglia del modello francese.
Il tutto è stato sottolineato da una risata collettiva scoppiata fra il pubblico dello studio, con tanto di un Signorini scatenato che ha iniziato a ringraziare il vento dell'isola.

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Un bacio tra Labrador e Jesús Reyes nell'edizione spagnola di "Uomini e donne"

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Labrador è un ex-concorrente di "Gandía Shore" (un reality spagnolo di MTV ispirato al britannico "Geordie Shore") ed è stato anche un ospite nelle ultime puntate di "Mujeres y hombres y viceversa" (l'edizione spagnola del nostro "Uomini e donne"). Impegnato durante il reality con una ragazza di nome Ylenia, è stato il protagonista di un siparietto gay all'interno del programma.
Lo scorso venerdì il tema trattato in studio era l'amore, ed è così che l'opinionista Jesús Reyes ha pensato bene di coinvolgere Labrador proprio in una dimostrazione pratica dei suoi metodi di seduzione: dopo qualche sguardo intenso, fra i due è scattato il bacio. Insomma, la dimostrazione di come basti mettere da parte i pregiudizi per notare che si possa tranquillamente scherzare senza scioccarsi o senza che si concretizzino i timori dei più omofobi (le Sentinelle potranno tirare un respiro di solivo: non è scherzando con un bacio che Labrador è diventato gay).
Da tempo in Spagna si chiede un tema gay all'interno del programma, anche se al momento i produttori non hanno ancora optato per una versione gay del format.


Heroes & So What? Il bellissimo servizio fotografico con Stuart Hatton Jr e Giulio Spatola

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Ricordate le anticipazioni del servizio fotografico realizzato da Graham Martin che ha coinvolto Stuart Hatton Jr e Giulio Spatola (rispettivamente Mr Gay World 2014 e Mr Gay Europe 2011)? Bhe, se i primi scatti apparivano promettenti, il risultato finale è a dir poco stupefacente!
L'intero progetto è nato solo pochi giorni fa da una semplice conversazione avvenuta su Facebook fra i due detentori del titolo: entrambi concepiscono il titolo di Mr Gay come fosse il ruolo di un supereroe ed ambedue hanno una vera e propria passione per il mondo dei fumetti (Spatola ha una predilezione per Spiderman, Hatton per Superman). Da lì il passo è stato breve ed è nata l'idea di unire le proprie forze per creare un qualcosa che potesse rilanciare e dare visibilità anche i loro progetti.
Da una parte c'è "Heoroes", la campagna lanciata il luglio scorso da Spatola per dare visibilità a chi attraverso il coming out decide di diventare un vero e proprio eroe dei nostri giorni, dall'altra c'è il più recente progetto "So What?" ideato dall'attuale detentore del titolo mondiale e volto ad invitare chiunque lo desideri a manifestare il proprio supporto attraverso la realizzazione di scatti in cui ci si mostri con quello slogan scritto sul palmo della mano.
Per quanto riguarda il servizio fotografico, l'idea è stata quella di realizzare una vera e propria storia ad immagini, delineata dalla forza e dalle tenerezza che solo due supereroi come Spatola e Hatton sarebbero stati in grado di impersonificare.
A giorni uscirà anche un secondo set fotografico caratterizzato da contorni assai più ludici, nel quale i nostri beniamini non mancheranno di solleticare la fantasia del pubblico indossando costumi rainbow e le bandiere dei paesi d'origine (Gran Bretagna ed Italia) dipinte sui pettorali.

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Adam Zoekt Eva Aflevering, il reality olandese dove Adamo ed Eva sono davvero senza veli

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Playa Desnuda è probabilmente l'unica vera novità dell'edizione 2015 de L'Isola dei famosi: si tratta di un'isola separata in cui la produzione ha collocato Cecilia Rodriguez e Brice Martinet, messi lì nudi a rappresentare dei moderni Adamo ed Eva.
Detto così, il format pare ricordare molto da vicino il reality show olandese "Adam Zoekt Eva Aflevering". Anche in quel caso due concorrenti vengono catapultati nudi su un'isola del bel mezzo del Pacifico, con la differenza che i concorrenti nordici non non sono accorsi a cercare foglie di palma con cui coprirsi, ma vivono serenamente la propria nudità dinnanzi alle telecamere (peraltro senza neppure una così accurata censura in fase di montaggio).
Vien da sé che all'occhio del perbenista medio tutto ciò risulta inaccettabile, quasi pornografico. Eppure una riflessione andrebbe fatta. Sono tantissimi i blog e i siti (noi compresi) che hanno dato spazio alle varie segnalazioni di chi sostiene di aver intravisto qualcosa fra le gambe di Brice: decine e decine di fan scandagliano ogni munito dello show nella speranza di poter intravedere un qualche centimetro di pelle che possa risultare lontanamente distinguibile tra gonnellini e foglie di palma (che peraltro devono pure risultare piuttosto scomode indossate a mo' di biancheria intima, ndr). In Olanda c'è le stessa curiosità, ma non c'è alcun particolare taboo nel mostrare ciò che il pubblico chiede: l'immediata conseguenza è che, una volta soddisfatta la propria curiosità in tal senso, si finisce a non farci quasi più caso nel proseguo della visione.
A questo punto, vista la morbosità generata al perbenismo, ci sarebbe proprio da chiedersi chi risulti davvero il più pervertito. Perché un conto sarebbe il non affrontare di tutto il tema, un'altro è il farne sentire l'odore per poi sentirsi in imbarazzo nel fornire quanto si cerca di far lontanamente intuire.

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Michele Grandinetti e la reinterpretazione in chiave gay-friendly di "Love Me Like You Do"

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Michele Grandinetti è il protagonista di una versione a duetto di "Love Me Like You Do", canzone tratta dalla colonna sonora di "Cinquanta sfumature di grigio", reinterpretata in modo che il testo risulti rivolto ad un altro ragazzo (l'artista olandese Oliver Lord).
«Come sappiamo -ci racconta Michele- il primo pensiero associato a "Cinquanta sfumature di grigio" è di tipo sessuale, ma per me è il messaggio di poter dichiarare il proprio amore senza doversi mai vergognare il concetto più importante che spero arrivi sempre e con convinzione a chi mi segue nel mio progetto artistico e musicale. Credo che alcune volte uno sguardo complice tra due ragazzi o due ragazze, e quindi un video semplice in cui due persone dello stesso sesso cantino reciprocamente di amore nella maniera più dolce e naturale possibile (anche attraverso un sorriso scambiato carico di affetto), possa essere utile alla causa lgbt tanto quanto altre immagini o video più d'impatto».
Non è la prima volta che il cantante sceglie contesti simili e son tanti i ragazzi adolescenti che hanno scelto di ringraziarlo per il suo lavoro data l'immagine di normalità che viene conferito ad un rapporto che è tale: passionale, tenero e sensuale indipendentemente dal sesso dei protagonisti che vivono la propria storia d'amore.

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Amarsi oltre la morte, il commuovente servizio delle Iene sui diritti negati alle famiglie gay

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Qualcuno vada a dire a Walter ed Emanuel che il riconoscimento dei loro diritti non è una priorità. Qualcuno si assuma la responsabilità del dolore che i loro pregiudizi infliggano alla società. Qualcuno abbia il coraggio di guardare il servizio trasmesso dalle Iene per poi presentarsi in piazza a vegliare in piedi. Solo un pazzo non poterebbe capire che quello è vero amore e che ciò che sta accadendo non è umanamente accettabile.
Ma andiamo con calma. Il servizio trasmesso ieri sera dalle Iene è stato firmato da Giovanna Nina Palmieri e ci racconta la storia di due uomini, Walter ed Emanuel, che stanno insieme da 13 anni. Walter era ricoverato ad Aviano per un linfoma incurabile. Con le sue ultime forze ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro: «Vorrei far capire che amore è amore, assistenza è assistenza, diritto è diritto e una lacrima è una lacrima».
Dal suo letto di ospedale Walter ha raccontato il suo rapporto con la malattia, la sua paura per il dolore che avrebbe creato ai suoi cari con la sua morte, il rapporto con un padre che era stato ricucito proprio grazie alla sua degenza dopo che la sua omosessualità li aveva allontanati e aveva portato il padre addirittura a cercare di "curarlo".
Ma si è parlato anche di come vivesse in una casa di sua proprietà insieme al compagno e di come la legge italiana non tutelasse in alcun modo Emanuel, rischiando di portargli via tutto quello che avevano costruito assieme. Nel suo caso il padre ha acconsentito alle volontà del figlio per garantire una tutela al compagno e gli ha suggerito di redigere un testamento. Peccato che anche in qual caso 1/3 di ciò che ha lasciato può sempre e comunque essere rivendicato dai parenti, indipendentemente dalle volontà espresse. Il padre non impugnerà nulla, eppure quella famiglia non è tutelata dalla legge.
Dinnanzi alle telecamere Walter ed Emanuel si sono anche scambiati le fedi che avevano acquistato per sancire il loro amore, ma dopo nove giorni Walter è mancato. In un messaggio pubblicato su Facebook si è augurato che il servizio venisse trasmesso «a favore di chi non può liberamente vivere il proprio amore per stupide convinzioni».
Al funerale, il papà di Walter ha ringraziato le Iene: «Grazie per averlo ascoltato: ci teneva tanto e gli avete regalato il suo ultimo sorriso. Per lui è stato il giorno più bello». Da parte sua Nina Palmieri ha commentato: «Ciao Walter. Sono certa che il tuo messaggio arriverà forte e chiaro anche al cuore di chi non vuole vedere». E spiamo sia così. Perché fa davvero riflettere che, mentre un ragazzo si spegneva nella preoccupazione di non poter garantire i diritti del suo compagno, altre persone si stessero riunendo proprio per cercare di impedire che potesse farlo.

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The book of love, la cover di Osvaldo Supino per festeggiare San Valentino

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È in occasione di San Valentino che Osvaldo Supino ha deciso di dedicare ai propri fan una cover di "The book of love" di Peter Gabriel. Il brano viene riproposto in una versione live piano e voce, mostramdo la faccia più intima del cantante che per questa occasione mette da parte le sue consuete sonorità electro dance.
«A San Valentino si celebra l'amore, in tutte le sue forme -racconta- ed io in questi ultimi anni ne ho ricevuto tanto, specialmente dai miei fans. Questa è una delle canzoni d'amore più belle e piene di significato che abbia mai conosciuto e ho pensato di dedicarla proprio a loro e a tutte le persone che mi sono accanto ogni giorno».
Ad accompagnare l'uscita della cover è anche un videoclip realizzato proprio durante la registrazione della canzone, nel quale l'artista si trova in una sala di registrazione mentre è immerso in un clima romantico creato da centinaia di candele.
«Penso che siamo parte tutto di un unico sistema e se possiamo lanciare dei messaggi positivi, fare delle azioni, anche piccole, ma che possono avere degli effetti positivi sugli altri, non dobbiamo tirarci indietro. È questo che voglio trasmettere con la mia musica, con quello che faccio». ha aggiunto.

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Brice Martinet, si intravede qualcosa a Playa Desnuda

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Playa Desnuda è l'unica vera novità dell'edizione 2015 de L'Isola dei famosi: si tratta di un'isola separata in cui la produzione ha collocato Cecilia Rodriguez e Brice Martinet, messi lì completamente privi di vestiti. Se è pur vero che i due hanno immediatamente trovato un modo per coprire le proprie novità, alta rimane la curiosità di un pubblico che spera prima o poi di poter intravedere qualcosa.
L'occasione è forse giunta nel corso del daytime di venerdì scorso, durante il quale in molti riferiscono di aver distinto dei movimenti strani sotto il gonnellino del modello Brice Martinet (il tutto, probabilmente, evidenziato anche dalla censura che la produzione ha provveduto ad inserire nelle scene immediatamente successive).
A voler esaminare le immagini, effettivamente qualcosa pare intravedersi (ancor più negli zoom pubblicati dal sito Bitchyf) seppur si tratti comunque di immagini poco chiare e in cui è necessario affidarsi ad una buona dose di immaginazione. Insomma, nulla a che vedere con ciò che i reality di altri Paesi hanno ormai sdoganato da tempo (si pensi anche solo al recente nudo frontale di Rafael regalato agli spettatori del Big Brother brasiliano).
Tornando al nostro bellissimo Martinet, qualcuno osserva che forse qualcosa si era già visto anche nel corso della seconda giornata: in quell'occasione il modello ancora girava con le natiche al vento e stava proprio provvedendo a provarsi unnuovo gonnellino costruito con le foglie.

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Calciatori, ai montatori di MTV sfugge un nudo frontale registrato negli spogliatoi

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"Calciatori - Giovani speranze" è un docureality di MTV che segue la vita e gli allenamenti degli allievi nazionali della Fiorentina. Così come già successo nel 2012, è nel 14° episodio della seconda stagione che i montatori pare si siano dimenticati di offuscare un nudo integrale colto dalle telecamere.
La scena in questione si svolge negli spogliatoi, dove Niccolò Fazzi ha portato dei pasticcini per festeggiare il suo diciottesimo compleanno. Ed è proprio nel corso di un primo piano sul vassoio che si scorge chiaramente come uno dei ragazzi che sta prendendo le paste non abbia nulla che gli copra le parti basse.
Data l'angolazione della ripresa, appare pressoché impossibile capire di chi si tratti, perlomeno per quanti non abbiano elementi che permettano di risalire al nome del calciatore partendo da un confronto di quella specifica parte.

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Louis Tomlinson dice di essere gay. Su Twitter scoppia il delirio con migliaia di messaggi dai suoi fan

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La rete è in subbuglio dopo quello che qualcuno considera il coming out di Louis Tomlinson degli One Direction. Il tutto ha avuto inizio con un video pubblicato su Vine, nel quale il giovane cantante risponde ad una ragazza che l'ha salutato con la frase: «I'm gay, it's pretty unfortunate». La scena sarebbe stata ripresa a Melbourne, in Australia, dove la band si è esibita in serata e dove Louis Tomlinson stava rientrando in albergo dopo una lunga nottata passata per pub in compagnia di Liam Payne.
Tanto è bastato perché su Twitter si scatenasse il delirio: l'hashtag #ImGayItsPrettyUnfortunate è diventato immediatamente virale e i suoi fans si dividono fra chi gli esprime il pieno appoggio per il suo coming out e chi si dispera e sostiene che fosse ubriaco. Non manca anche chi sostiene che quelle immagini non siano vere. A versare benzina sul fuoco è lo stesso autore del video, pronto a sottolineare come il management di Louis Tomlinson si sia affrettato a pubblicare alcune fotografie «scattate qualche giorno fa» che ritrarrebbero il cantante in compagnia di una ragazza: considerato come le voci su una sua presunta omosessualità si susseguono ormai da tempo, nulla escluderebbe che quel materiale fosse già lì da tempo pronto ad arginare un eventuale scandalo sulla sua sessualità.
Ovviamente, data l'assenza di qualunque commento ufficiale, la notizia va presa con le pinze e tutto resta ipotizzabile, compreso il fatto che Tomlinson possa ever detto quella frase solo per allontanare la fan. L'unico dato certo di quella frase è che la seconda parte, dove il ragazzo dice di rammaricarsi di essere gay, esprime un concetto non certo edificante: se effettivamente fosse gay, apparirebbe evidente che non la stia vivendo bene a causa della necessità di dover tenersi tutto dentro. Ma per ora, come già ribadito, il tutto è una mera illazione.

Clicca qui per guardare il video pubblicato su Vine.


Ecco le doti che Jamie Dornan non mostra in "50 sfumature di grigio"

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Nei primi due giorno di programmazione sono stati ben 477.898 gli spettatori italiani accorsi in una sala cinematografica per poter assistere alla proiezione di "50 sfumature di grigio". Sarebbe ipocrita sostenere che il motivo di tanto successo non sia riconducibile all'alone si porno soft che la stampa ha costruito attorno alla pellicola, anche se qualcosa pare si sia persa lungo la strada.
A sfatare quell'alone ci avrebbe dovuto pensare la notizia del contratto firmato da Jamie Dornan (l'attore chiamato ad interpretare il ruolo di Christian Grey) in cui era stata inclusa una clausola esplicita che prevedeva la totale assenza di scene di nudo frontale. E così è stato. In tutto il film c'è solo un velato accenno alle doti nascoste dell'attore, forse un po' troppo poco per una trasposizione cinematografica di un libro che conteneva almeno 19 passaggi espressamente dedicati a descrivere una parte ben precisa del protagonista maschile. Insomma, tutte le casalinghe che avranno deciso di passare il loro San valentino a guardare qualcun altro che faceva sesso su uno schermo cinematografico, forse avrebbero voluto poter vedere ciò che avevano immaginato leggendo quelle pagine, ma così non è stato.
E pensare che dal canto suo Jamie Dornan aveva già mostrato tutto ciò oggi pare abbia preferito tenere nella patta, più specificatamente in un servizio realizzato nel 2007 dai fotografi Mert Alas e Marcus Piggott...

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La fine di un amore gay rivissuta sulle note di "Estate" di Bruno Martino

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Roberto Laureri è il videomaker indipendente che ha realizzato un bellissimo corto in cui si racconta la fine di un amore fra due uomini. Il tutto sulle note della popolarissima canzone "Estate" di Bruno Martino. «È una canzone che parla della fine di un amore, un amore che per l'opinione pubblica è tra un uomo e una donna, ma in realtà non si parla mai né di un lui né di una lei», precisa l'aurore.
Le immagini ci portano a rivivere un'intera storia, dalla solitudine di chi è solo all'incontro fortuito di un uomo che potrebbe cambiarci la vita. E poi, ancora, i primo amori e le prime passioni sino ad un continuo deterioramento del dialogo che poterà i due protagonisti a prendere la dolorosa decisione di separare le proprie strade. Né più né meno di quanto raccontato nel lontano 1960 da Bruno Martino, seppur rivissuto in chiave gay proprio a voler rimarcare come il testo di una canzone debba potersi adattare alle sensazioni di ogni singolo ascoltatore senza che sia l'interpretazione più comune a dover avere la meglio.

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Sky Arte festeggia San Valentino con "Lei disse sì", un documentario sulle nozze gay

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Nel giorno di San Valentino, Sky Arte HD (120 e 400 di Sky) festeggerà tutti gli innamorati mandando in onda alle 21.10, in prima visione televisiva, il documentario "Lei disse sì" diretto da Maria Pecchioli, vincitore del Biografilm Italia Award 2014 e candidato nella categoria documentari ai David di Donatello 2015.
Il lungometraggio racconta il viaggio avventuroso di due ragazze, Ingrid e Lorenza, che da Firenze decidono di andare in Svezia per potersi finalmente sposare.
Il film non è solo una storia d'amore, intima e delicata, fatta di paure, di scelte, di coraggio e di desideri, come tutte le storie d'amore, ma anche la cronaca a tratti amara dell'arretratezza in cui versano i diritti civili in Italia, dove le coppie omosessuali non hanno alcuna aspettativa di futuro.
Lorenza e Ingrid, che vivono insieme da sette anni, non hanno però rinunciato al loro sogno e dalla festa di fidanzamento in Toscana, fino alla celebrazione delle loro nozze in Svezia, sveleranno con la loro storia le piccole e grandi contraddizioni di una società, ancora profondamente divisa in materia, ma dove per fortuna non mancano amici e parenti in grado di condividere la gioia della loro unione.


Glee mostrerà l'esibizione di un incredibile coro composto da ben 200 transgender

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Un coro formato da ben 200 le persone transessuali è quanto si potrà ascoltare nell'episodio speciale di "Glee" che sarà trasmesso questa sera negli Stati Uniti. A loro sarà affidato il compito di esibirsi nell'esecuzione di "I Know Where I've Been" di Harispray.
L'episodio, intitolato "Transitioning", si occuperà anche dell'imminente transizione di sesso del coach Beiste. Persone transgender provenienti da tutto il paese sono intervenute per dar vita a quella scena.

Nonostante spesso si pensi agli Stati Uniti come ad un Paese in cui la discriminazione è stata archiviata, le destre ideologizzate ed i gruppi religiosi sono sempre all'opera per cercare di impedire che la comunità lgbt possa vivere dignitosamente ed in santa pace la propria vita. Il tutto anche attraverso una serie di contraddizioni. Ed è così che se una cittadina di appena cinque abitanti del West Virginia ha approvato un'ordinanza anti-discriminazione lgbt, la Camera dei Rappresentanti dell'Arkansas ha approvato una proposta di legge che vieterebbe alle contee di approvare delle legislazioni anti-discriminatorie lgbt. Intanto il Senato del Wyoming ha approvato una proposta di legge anti-discriminatoria lgbt. Insomma, una serie di norme che si contraddicono a vicenda e che mostrano come la politica sia pronta a sostenere che i diritti civili siano vincolati (e vincolabili) all'ideologia del potere di turno, motivo per cui è importante che la televisioen contribuisca a mostrare tutta la normalità delle diversità, perché solo l'opinione pubblica potrà garantire uguali diritti per tutti nel prossimo futuro.


Attore russo amato dal pubblico decide di mettere a repentaglio la sua carriera e di fare coming out

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"Interns" è una sitcon russa seguita mediamente da 3,7 milioni di spettatori a puntata. Copia della statunitense "Scrubs", si tratta di una serie televisiva prodotta dalla Gazprom-Media (società legata al colosso del gas vicino alla famiglia Putin) in cui recita anche Ivan Okhlobystin (il pastore che nel 2013 sostenne che i gay andrebbero bruciati vivi nei forni).
Fra i protagonisti c'è Odin Biron, un attore trentenne di origine statunitense che ha ottenuto grande popolarità in Russia proprio grazie a quel ruolo. Nella serie viene impiegato per deridere lo stereotipo americano e i genitori del suo personaggio sono gay in modo da alimentare l'idea che l'omosessualità sia stata importata dall'occidente. Ciò nonostante, è lui l'unica figura positiva della serie.
In quel clima, Biron ha deciso di mettere a repentaglio la sua carriera e di fare coming out. In un'intervista pubblicata dal New York Magazine l'attore ha deciso di raccontare cosa significhi essere un gay rinchiuso in un paese notoriamente anti-gay.
Biron giunse in Russia all'età di 20 anni dopo essersi iscritto ad un semestre di studio all'estero presso il leggendario Teatro dell'Arte di Mosca. trovò immediatamente lavoro in ambito teatrale, motivo per cui si stabilì lì. Nel 2010 entrò nel cast della serie e decise di mantenere segreto il suo orientamento sessuale . Ci tiene però a precisare di non aver mai mentito al riguardo: «Quando i giornalisti mi chiedevano che cosa ne pensassi delle donne russe, rispondevo che le donne russe sono belle. Quando mi chiedevano se avessi una ragazza, rispondevo di no».
Le cose si complicarono quando il suo collega Okhlobystin iniziò a lanciarsi in una serie di commenti omofoni pubblici dalla violenza inaudita. «È stato come ricevere un pugno nello stomaco» dice. «Avrei voluto andare alla stazione televisiva e dire che non avrei più lavorato lì se Ivan Okhlobystin avesse continuato a lavorare per loro. ma non lo feci, in parte perché non credo che avrei ottenuto nulla».
Considerò anche l'ipotesi di licenziarsi e di lasciare la Russia, ma poi si rese conto di essere in una posizione unica: era un personaggio amato dal pubblico ed avrebbe potuto dare il suo contributo per cambiare le cose parlando apertamente sulla sua sessualità. Dice di sapere che la sua scelta potrà avere delle ripercussioni, anche se non ha idea di quali potranno essere. Precisa anche di avere un piano di riserva se le cose dovessero mettersi male: ha affittato un appartamento a Minneapolis e si è iscritto ad una scuola culinaria. Se la sua carriera di attore non potrà sopravvivere al suo coming out, conta di aprire un ristorante o un teatro.
Tra i primi commenti registrati in Russia c'è quello del collega omofbo Okhlobystin che, attraverso Twitter, ha «maledetto il destino» dopo aver «appreso che il suo amico Odin è un sodomita». Insomma, una chiara testimonianza dell'odio che vige nelle terre di Putin.


Luca e Paolo sposi sul palco dell'Ariston

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Ancora una volta Luca e Paolo sono saliti sul palco dell'Ariston ed hanno saputo affrontare con sottile ironia temi di stretta attualità. Ed è così che, nel corso della terza serata e rigorosamente dopo la mezzanotte (l'ora in cui viene relegato chiunque non abbia avuto 16 figli per opera dello Spirito Santo), hanno inscenato sul palco un matrimonio gay in una ipotetica Italia in cui le nozze e le adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso sono divenute realtà.
Lo sketch ruota attorno ai più classici luoghi comuni di un qualunque matrimonio (anche etero): il rimanere incastrato dal pagamento del mutuo, le malelingue che additeranno una coppia di bianchi che ha una figlia di colore da cui si dedurrà che è stata adottata, l'obbligo di accudire il consorte in caso di malattia, la reversibilità («a questo momento se tu muori io eredito», «che botta di culo»). Ma il vero colpo di genio è nell'aver rimarcato un concetto che spesso il grande pubblico pare ignorare: se si ottengono i diritti si ereditano anche i doveri. «No, non è che puoi. Devi. Sei mio marito» precisa Luca ad un Paolo che ha appena appreso come il suo diritto alle visite in ospedale comporti anche il dovere ad occuparsi del consorte se dovrà essere imboccato o se avrà problemi di incontinenza.
Insomma, una chiara risposta a chi sostiene che le rivendicazioni lgbt siano finalizzate ad ottenere privilegi, anche se basterebbe
guardare meglio il contesto per capire che si tratta meramente di eguaglianza (nel bene ma anche nel male).

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Conchita Wurst a Sanremo, condgedata dopo quattro minuti di domande inutili (tutte parlando al maschile)

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Sette minuti. È questo il tempo che il Festival di Saremo ha concesso al Conchita Wurst, la vincitrice in carica dell'Eurofestival. Sul palco l'artista ha interpretato suo nuovo singolo, dal titolo "Hero", poi le si sono dedicati solo quattro minuti per l'intervista di rito.
A dir poco imbarazzanti sono state le domande postele da Carlo Conti, attentissimo ad utilizzare sempre il maschile nel rivolgersi a lei. Si è andati dal «dimmi la verità, quella barba ti ha aiutato a vincere» a «il tuo nome d'arte l'hai scelto a caso o ci hai pensato» Ampio spazio è stato dedicato anche all'informarsi sul perché si fosse fatta tatuare il volto della madre sulla schiena. Insomma, tutto purché non si toccasse alcun tasto che potesse risultare poco gradito ai cattolici.
Il peggio si era iniziato ad intuire quando è stato comunicato che l'esibizione di Conchita Wurst era stata relegata in terza serata (dopo mezzanotte) il più lontano possibile dalla fascia protetta manco si trattasse di un'esibizione che non dovesse essere vista dai bambini. Facile è immaginare che nella scelta possano aver avuto una forte influenza le lamentele gratuite dei cattolici, già premiati ieri con la presenza sul palco -in un orario decisamente più favorevole e durante il massimo picco di ascolti- la presenza di una famiglia numerosa e molto apprezzata dai cattolici dato il loro voler sostenere che i loro 16 figli non fossero il frutto del sesso ma un dono dello Spirito Santo.
Ben diverso è stato invece l'atteggiamento che le medesime testate hanno riservato alla Wurst, al punto che Famiglia Cristiana si era addirittura spinta a sostenere che una cantante che canta al festival della canzone è decisamente fuoriluogo, contrariamente allo spot che invitava a non usare il preservativo e a non preoccuparsi delle conseguenze di una gravidanza dato che poi ci penserà la Provvidenza (al massimo i figli moriranno di fame o dovranno andare a lavorare in cantiere anche se avrebbero voluto fare l'università, ndr).
Da notare è anche come Carlo Conti abbia più volte ribadito che la Wurst si trovava lì esclusivamente perché è la vincitrice di un festival a cui parteciperà il vincitore di Sanremo, lasciando intendere chiaramente che a nessuno interessasse farla parlare per ciò che rappresenta nella comunità lgbt.


Sanremo 2015: ecco il brano contro l'intolleranza di Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi

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«Io non so mai chi sono eppure sono e vivo, più del pregiudizio che scortica cattivo. Ma quando spio il mio corpo che si riflette piano, non c'è una donna o un uomo solo un essere umano». È questo un passaggio di "Io sono una finestra", il preannunciato brano potato sul palco dell'Ariston da Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi.
Complice un'esecuzione dal vivo non troppo convincente ed un testo di difficile comprensione al primo ascolto, il brano risulta già a rischio eliminazione. Eppure c'è e con lui c'è anche un messaggio forte contro le discriminazioni lanciato ad un pubblico generalista come quello di Sanremo. Nelle parole c'è tutto il dolore e la sofferenza provocata da chi è alla spasmodica ricerca di etichette da attribuire agli altri, spesso in una visione del mondo in bianco e nero dove non c'è posto per le sfumature.
L'ipocrisia e una coscienza iconoclasta fanno sì che l'uomo non sia più tenuto a rispondere a sé stesso, ma debba necessariamente ritrovarsi a dare spiegazione alla gente, pronta a giudicare e a dimenticare che ogni essere umano è di per sé completo e meritevole di rispetto a propri.

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Il pensiero unico di Rai Vaticano

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Tra Adinolfi e Milizia Christi, l'integralismo cattolico pare avviato verso una richiesta di boicottaggio del festival di Sanremo dato che la presenza di una drag queen viene vista come una sorta di «propaganda omosessuale». Particolare attenzione viene posta al sottolineare come il costo della partecipazione sarà finanziato dal canone, sostenendo quindi che quello sia un uso ideologico di denaro pubblico.
Eppure chi vanta Costanza Miriano fra i propri amici dovrebbe sapere che la giornalista lavora a Rai Vaticano, vero e proprio emblema di un investimento pubblico orientato alla diffusione di un pensiero unico.
Purtroppo appare pressoché impossibile trovare un bilancio di quell'area, ma la situazione appare facilmente deducibile dalle dichiarazioni rilasciate da Milena Gabenelli: « Nel 1997 una decina di dipendenti occupavano due stanze per preparare gli eventi di Giubileo 2000 -racconta- senza budget, il team si relazionava con la Santa Sede per agevolare le reti nella produzione di programmi da trasmettere e vendere in tutto il mondo, e doveva essere operativo per due anni. Il Giubileo è finito da tempo, ma la piccola squadra si è trasformata in una struttura con i suoi funzionari e dirigenti per continuare a fare le stesse cose».
In base ad un accordo con la Santa Sede, ora gli studi Rai sono collegati 24 ore su 24 con con i luoghi più importanti del Vaticano «in modo tale da seguire in caso di emergenza o problemi l'evolversi della situazione in diretta».Tra le produzioni più importanti realizzate figura la lettura in diretta dell'intera Bibbia da una chiesa romana.
Dal 2001 è attiva anche prevista una collaborazione tra Rai Vaticano e il Centro Televisivo Vaticano, attraverso il quale il servizio pubblico si impegnava ad organizzare e realizzare le riprese pur concedendone pieni diritti di utilizzo a Sat2000 e a qualunque emittente cattolica del mondo. La Rai si impegna anche a non interrompere mai con la pubblicità i programmi religiosi. Eppure, quando nel 2014 più di due miliardi di spettatori seguirono la santificazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, il Vaticano non si fece problemi a garantire l'esclusiva a Sky inficiandosene di quello che sarebbe finalmente potuto essere un buon affare per il servizio pubblico.
Difficile è anche non notare come Rai Vaticano paia risultare anche in netta contrapposizione con il pluralismo informativo in materia di religione previsto dal servizio pubblico, trattandosi di un canale riservato esclusivamente al cattolicesimo. Considerato poi come l'ultima rilevazione sui palinsesti dedicati alle confessioni religiose e i telegiornali realizzata sui dati del 2013 dalla Fondazione Critica liberale rivali come la Chiesa cattolica sfiori il 100% delle presenze televisive sul servizio pubblico, non si può certo dire che servisse un canale tematico finalizzato a ristabilire un una sorta di bilanciamento nella pluralità informativa. Ancor più se si aggiunge il rapporto poco chiaro che la Rai detiene con TV2000 (la televisione di proprietà della CEI), l'unica società per azioni ad essere inclusa nei MUX Rai nonché parte dell'offerta editoriale presentata da Rai Pubblicità.


Magic Mike XXL: ecco il trailer

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Uscirà nelle sale cinematografiche statunitensi il 1° luglio e in quelle italiane il 24 settembre. Stiamo parlando di "Magic Mike XXL", l'attesissimo sequel del film diretto da Steven Soderbergh nel 2012.
Ancora una volta il cast sarà stellare, con Channing Tatum, Matt Bomer, Joe Manganiello, Kevin Nash, Adam Rodriguez e Gabriel Iglesias chiamati ad esibirsi come spogliarellisti. L'unica assenza è quella di Matthew McConaughey, attualmente impegnato sui set "Sea of Trees" di Gus Van Sant.
la trama ripartirà da dove eravamo arrivato: Mike (Tatum) ha deciso di lasciarsi alle spalle la vita da spogliarellista ed anche anche i rimanenti Re di Tampa sono pronti a gettare la spugna. prima di farlo, però, decidono di dare vita ad un ultimo incandescente spettacolo a Myrtle Beach, con il leggendario Magic Mike che torna per l'ultimo strepitoso striptease sul palco insieme a loro.

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