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A Milano va in scena una commedia sulla vita dei web-dipendenti e la loro possibilità di riscatto

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Dal 26 novembre all'1° dicembre 2014 la compagnia teatrale Chronos³ porterà sul palco del Teatro Libero di Milano (in Via Savona, 10) lo spettacolo "La mia massa muscolare magra".
Si tratta di una commedia surreale -scritta da di Tobia Rossi e diretta da Manuel Renga- che racconta la vita di Dario, un aspirante attore trentenne che galleggia in una routine di sesso occasionale con ragazzi sempre diversi procacciati tramite Grindr. Durante una serata in discoteca, però, conosce Luca e perde totalmente la testa: la scoperta dell'amore e l'affondo in un sé più autentico costringono Dario a guardare dentro la più profonda delle sue ferite scatenando una guerra tra mondo virtuale e mondo reale, tra paure e coraggio, tra nevrosi e vita autentica. Un monologo scandito in quadri di 10 minuti: il tempo consentito per ogni intervento ai partecipanti al gruppo di auto aiuto per web-dipendenti che Dario frequenta. Lo spettacolo proporrà così una discesa nell'anima di una creatura ferita ed un possibile riscatto nascosto dietro ai portoni di Milano.

La Chronos³ nasce nel gennaio 2011 alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano dall'incontro di tre registi: Manuel Renga, Vittorio Borsari e Valentina Malcotti. Nei 3 anni passati ha rappresentato la fucina creativa dove sviluppare diversi progetti che poi si sono trasformati in spettacoli messi in scena con un gruppo stabile di attori diplomati alla Paolo Grassi.
I tre registi hanno già creato progetti collettivi o singoli presentati nei teatri più importanti di Milano (Piccolo Teatro, Teatro Franco Parenti, ATIR, Teatro Libero,Teatro della Cooperativa) e al Festival di Asti. Tutti i progetti della compagnia teatrale portano in scena le opere di giovani autori impegnati ad indagare una realtà sfaccettata come quella odierna, soprattutto sperimentando la creazione di opere in spazi non teatrali e con particolari rapporti tra pubblico e attore.


Paolo Tuci rivisita i cartoni animati anni '80

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Pare impossibile pensare agli anni '80 senza dedicare almeno un pensiero alle sigle dei cartoni animati di quegli anni. Ed è così che Paolo Tuci ha pensato bene di iniziare a lavorare su un album che possa porsi come un'omaggio a quel mondo.
Il tutto verrà anticipato a dicembre con l'uscita del singolo "Jam", cover della sigla dell'omonima serie animata targata 1985. Il cartone animato ruota attorno alla figura di Jerrica Benton, una ragazza che ha ereditato dal padre una casa discografica rovinosamente in bolletta. Grazie al potentissimo computer Energy, però, Jerrica scopre la possibilità di trasformarsi nella popstar Jem. Da qui l'appiglio per un nuovo progetto musicale che possa ricalcare i successi lanciati nella serie (anche considerato come quel cartone animato sia stato un cult per un'intera generazione di gay).
Dal punto di vista musicale, invece, la sigla originale è stata composta da Carmelo Caruccim, è stata scritta da Alessandra Valeri Manera ed è stata interpretata da Cristina D'Avena.

Clicca qui per guardare il teaser di Jam.


Scusate se esisto, da domani al cinema

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Uscirà domani nelle sale cinematografiche la nuova commedia di Riccardo Milani, dal titolo "Scusate se esisto". Il film tonerà a riproporci la coppia formata da Paola Cortellesi e Raoul Bova, quest'ultimo nei panni di un gay non dichiarato e protagonista di un atteso bacio con Marco Bocci.
La trama ruota attorno alla storia di Serena (Paola Cortellesi), un architetto dal talento straordinario che, d una serie di successi professionali riscontrati all'estero, decide di tornare a lavorare in Italia perché ama il suo paese. Ma le cose non sono così facili e per cercare di ottenere un posto di lavoro si farà passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo. Nel frattempo incontra l'affascinante Francesco (Raoul Bova) e tra loro inizia un rapporto intenso, perlomeno sino a quando lei non si accorgerà che lui è gay. A quel punto tra loro continuerà una storia di intensa amicizia, in una commedia che esplorerà le varie forme di chi cerca di fingersi qualcun altro con l'idea di farsi accettare dagli altri.

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Il nudo frontale di Gaz al Geordie Shore

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Gary Beadle (più noto come "Gaz") è uno dei protagonisti del reality "Geordie Shore" prodotto da MTV UK. Nato il 22 marzo 1987 a Prudhoe, nel nord-est dell'Inghilterra, è entrato a far parte del reality nel 2011. La popolarità acquisita gli ha permesso di abbandonare il suo lavoro di piastrellista per aprire un proprio negozio di abbigliamento, il Project 722.
In un'intervista rilasciata al Mirror, Gaz ha affermato che nello show «si vede solo una parte della mia personalità a "Geordie Shore", ma non si vede l'altra parte di fidanzato premuroso, la parte responsabile di me, perché nello show sono single e libero di divertirmi. Sono giovane e libero e fino a che non cambia continuerò a tenere questo stile di vita. Non durerà per sempre, non voglio che duri per sempre, ma per ora sto vivendo il periodo più bello della mia vita». Insomma, per farla breve, è parte di un gruppo di ragazzi selezionati per mostrarsi sempre allupati e in cerca di ragazze.
Ed è proprio in quel contesto che ad MTV è scappata la censura di una scena che mostra Gaz così come mamma l'ha fatto, mentre dinnanzi alle telecamere è impegnato a rivestirsi in camera da letto.

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Il Tg4 si vergogna della partecipazione italiana al progetto Rosetta: rovina la superstizione

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Il mondo intero ha trattenuto il fiato nel seguire l'avventura di Rosetta e l'atterraggio del lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov Gerasimenko. È la prima volta che un'agenzia spaziale riesce in un'impresa simile e la missione potrà forse svelare alcuni segreti riguardanti il sistema solare, la formazione dei pianeti e forse addirittura l'origine della vita sulla Terra). Il sapere che a condurre la missione sta stata l'Esa (l'agenzia spaziale europea) è stato un motivo di vanto per molti cittadini del Vecchio Continente, ma non per il Tg4.
In un servizio talmente ridicolo da apparire quasi divertente, il telegiornale di Rete 4 non ha esitato a sostenere che le comete sono associate alla Natività di Gesù e che «dal 2004 l'ente spaziale lavora per rovinarci queste immagini». Non pago, il servizio aggiunge che «fa quasi male sapere che il trapano è stato costruito in Italia».
Esatto, il giornalista del Tg4 sostiene si debba provare vergogna all'idea che l'ingegneria italiana abbia avuto un ruolo fondamentale in una missione che ci ha permesso di toccare un piccolissimo corpo celeste vecchio di 4,5 miliardi di anni e collocato a circa 800 milioni di chilometri dal sole.
Vien da chiedersi se il Tg4 preferisca appellarsi ad una qualche tesi creazionista o concordi con chi si scagliò contro Colombo per aver dimostrato che ala Terra non era piatta, fatto sta che è arrivato persino a toccare l'abusato tasto dell'indignazione di fronte ai costi (citati con cifre a vanvera) di un'impresa che si sostiene abbia «eccitato solo gli scienziati».
Una simile dimostrazione di ignoranza è un esempio concreto di come esistano uomini così privi di curiosità e di voglia di conoscere da indignarsi di fronte a chi potrebbe mettere in dubbio le superstizioni che si sono creati sulla base del nulla e, soprattutto, senza mai guardare al di fuori del proprio orticello. Gruppi in cui, seppur in altri ambiti, appartengono anche le varie Sentinelle o i vari Giuristi, tutti uniti da un impegno comune per difendere la superstizione attraverso la stigmatizzare della scienza e della realtà dei fatti.

Clicca qui per guardare il servizio trasmesso dal Tg4.


Maniac, il nuovo singolo di Alex Palmieri

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Ad un anno di distanza dalla sua ultima fatica discografica (l'album "Back Alive"), il ventitreenne Alex Palmieri è tornato con un nuovo singolo dal titolo "Maniac".
Distribuito da Believe Digital, il brano sarà anche la colonna sonora di "Just Us", la webserie lgbt che uscirà a dicembre e che vedrà lo stesso Alex come protagonista con il ruolo di Roberto (un ragazzo ventenne combattuto tra l'attrazione per Stefano ed il suo ex storico Andrea).
«Sono molto entusiasta di questo progetto -racconta Alex- Non vedo l'ora di tornare sotto i riflettori e raccontare ancora una volta una parte di me. Il singolo "Maniac" mi è stato ispirato dai messaggi dei miei fan ricevuti in questi anni e che non hanno mai smesso di crederci tanto quanto me: in questo brano racconto delle paure che talvolta ci impediscono di realizzare i propri sogni, e della forza che una persona deve trovare dentro di se».
Mentre è già stata diffusa la prima anteprima del brano (in uscita nei digital store il 28 novembre), proprio in questi giorni Alex ed i suoi ballerini sono al lavoro per la realizzazione del videoclip: sarà prodotto da Martina Brunelli e Tommaso Bassini (registi del videoclip di Lovekiller) e vedrà la presenza di effetti speciali ed interi set creati in computer grafica.

Alex Palmieri inizia a farsi conoscere nel 2010 grazie al salotto di Barbara D'urso e da li a poco diventa uno dei personaggi più discussi della rete con oltre un milione di risultati sui motori di ricerca. Il settimanale Di tutto lo ha definito «la risposta italiana a Justin Bieber» ed i suoi brani hanno toccato anche terza posizione della classifica di iTunes.
Al suo attivo si contano anche numerose apparizioni televisive e la partecipazione al realty di Rai 2 "Social King" (dove è giunto fra i finalisti). Alex è considerato anche un esempio per chi sogna di fare della musica una professione anche in maniera indipendente. Ha chiuso cinque tour in giro per l'italia e con il singolo "Wasted" ha debuttato in spagna nel 2013. Sempre nel 2013 si è esibito davanti oltre 40mila persone in occasione del Milano Pride.

Clicca qui per guardare l'anteprima del nuovo singolo.


Matt Bomer e Finn Wittrock in American Horror Story

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Ha creato da subito fermento la notizia della partecipazione di Matt Bomer nella nuova stagione di "American Horror Story". Tra indiscrezioni ed illazioni, in molti si sono posti quesiti su quale sarò il suo rolo. Per i telespettatori statunitensi l'attesa si è conclusa ieri, con la messa in onda del quinto episodio della quarta stagione della serie.
A molti, però, avrà fatto anche piacere la modalità con cui Ryan Murpy ha deciso di proporci l'attore: nelle prime immagini che ci giungono da oltreoceano, infatti, lo incontriamo in compagnia di Finn Wittrock... entrambi in mutande e con il fisico in bella mostra.
Se per poter contestualizzare il tutto dovremo probabilmente attendere l'arrivo della serie in Italia, per il momento dovremo accontentarci del materiale che i siti statunitensi non hanno mancato di condividere con grande celerità (tutto riproposto nella consueta gallery di fine post).

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Cartoon Network introduce la sua prima copia gay (ma poi censura il loro bacio)

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È all'interno della serie "Clarence" che Cartoon Network ha fatto debuttare i suoi primi personaggi dichiaratamente gay. Nell'episodio dal titolo "Neighborhood Grill" viene infatti mostrato un bacio sulla sulla guancia tra due personaggi maschili.
In un'intervista rilasciata all'Huffington Post, lo sceneggiatore Spencer Rothbell ha raccontato come originariamente quel bacio fosse destinato ad essere scambiato sulle labbra, mentre uno di loro avrebbe dovuto consegnare dei fiori all'altro. Ma poi Cartoon Network avrebbe chiesto una modifica della scena per accettare di mandarla in onda.
«È stata una scena minore -ha dichiarato Rothbell- ma credo che sia meglio di niente. Forse un giorno il personaggio principale può essere gay e non sarà un grosso problema».
All'inizio di quest'anno il canale concorrente Disney Channel ha introdotto i suoi primi personaggi gay all'interno della sitcom "Good Luck Charlie", anche se un'attrice di soli cinque anni ha iniziato a ricevere minacce di morte sul suo profilo Instagram poco dopo messa in onda dell'episodio. Dal canto suo Cartoon Network è da tempo impegnato un una battaglia contro il bullismo nelle scuole, senza tralasciare quello a sfondo omofobico.

Clicca qui per guardare la scena.


La storia di Francesca e Deborah al centro della puntata odierna di "Sconosciuti"

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La storia di Francesca e Deborah sarà al centro della puntata odierna di "Sconosciuti", in onda stasera alle 20.15 su Rai Tre.
Dopo aver avuto un figlio da una precedente relazione, Deborah si innamora di Francesca. La situazione non appare semplice: la madre è ostile e la ragazza inizia ad interrogarsi sulle modalità per poter spiegare al figlio la sua nuova relazione. Eppure sarà proprio il piccolo Gian Marco -8 anni- a diventare il più accanito sostenitore delle loro future nozze che si svolgeranno in Spagna.
"Sconosciuti" è un format che ha raccontato centinaia di storie dedicate a realtà molto diverse tra loro: i protagonisti sono stati raggiunti nei capoluoghi di regione, ma anche nei piccoli centri urbani, nella Capitale, come in paesini con poco più di mille abitanti. Il programma ha inoltre dato voce a tanti tipi di famiglia: tradizionale, omosessuale, adottiva, affidataria, multietnica ed omogenitoriale. Ed è proprio in quest'ottica che si darà visibilità alle nuove forme di famiglia, nell'ottica di una ricerca della felicità da parte di tutti gli italiani.


La storia di Robbie Rogers diventa una serie tv

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La storia di Robbie Rogers, il primo calciatore statunitense apertamente gay, diventerà una serie televisiva. L'annuncio è giunto dalla ABC, l'emittente televisiva che porterà sul piccolo schermo "Men in Shorts".
La trama ruoterà attorno alla figura di un giovane calciatore, nato e cresciuto in una famiglia conservatrice, che si ritroverà a portare la maschera dell'eterosessualità pur di nascondere le sue emozioni. Il tutto sino a quando non troverà al forza di essere sé stesso e deciderà di fare un coming out pubblico. Ma quella non sarà la fine e gli autori intendono mostrare anche ciò che accadrà dopo, con reazioni contenute e non certo sensazionalistiche o troppo drammatiche.
È bene precisare che la serie non è una documentario e la storia sarà romanzata e sarà semplicemente ispirata alla vita del giocatore, evidenziando le difficoltà vissute e spingendo verso una società in cui nessuno debba più sentirsi a disagio nel poter essere sé stesso.


Maurizio Crozza: «Alfano, ma vietare il riconoscimento dei matrimoni gay è la tua priorità?»

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Anche Maurizio Crozza ha preso posizione contro la circolare diramata da Alfano per tentare di impedire la trascrizione delle nozze gay celebrate all'estero. Nell'occasione non ma mancato di parlare anche delle Sentinelle in piedi e delle loro rivendicazioni. Ecco le sue parole:

Alfano sta pensando: «Per far vedere che esisto, oggi che cazzata gigantesca mi posso inventare?». Pensa che ti ripensa, poi l'ha trovata: «nozze gay, altolà di Alfano».
Ha mandato una circolare che vieta ai sindaci di riconoscere i matrimoni gay contratti all'estero. In effetti nella categoria "cazzate" questa si piazza bene. Alfano, ma sei il ministro degli Interni. ragiona. Abbiamo tre regioni in mano alla criminalità organizzata, in Italia non c'è più un appalto pulito dai tempi di Luigi Enaudi, c'è la mafia che sta infangando il Quirinale e tu ti occupi dei matrimoni gay? Tra l'altro pure contratti all'estero.... Alfano, ma è questa la tua priorità? È come se Barack Obama fermasse tutto ed andasse all'Onu e parlasse di crisi nei talk-show nella tv italiana.
Alfano, rilassati. Guarda questa cartina dell'Europa: i Paesi in rosso hanno i matrimoni gay, quelli in giallo hanno le unioni civili gay e quelli in grigio hanno Alfano.
Ora, la cosa che mi sembra assurda è che ci sono persone come lui. Questa settimana è scoppiato il fenomeno delle Sentinelle in piedi. Sono persone che manifestano contro i diritti gay e si mettono nelle piazze fermi con un libro in mano. Domenica in piazza li ho visti anch'io, non sapevo chi fossero e gli ho chiesto: «Scusate, siete in coda per l'ultimo iPhone?». E loro mi han risposto: «No, no. Sian qui per difendere la sacralità della famiglia tradizionale». E io ho fatto: «Meno mane, così passo davanti perché l'Apple stare sta quasi chiudendo...».
Tra le sentinelle molti sono anche cattolici integralisti, li hanno anche intervistati. Ora sentite la dichiarazione che ha fatto una di queste sentinelle: «Il fatto che io mi innamori di un maiale non vuol dire che possa esistere un matrimonio fra l'uomo e il maiale».
Sono fatti privati, io non mi intrometto. Ma nel suo caso mi sa che è stato il maiale che non l'ha lasciato. Poi, peccato perché stavano bene insieme.
Eppure le sentinelle pensano di difendere l'integralità dei valori della Chiesa. Questi sì che sono cristiano veri, non come Papa Francesco. Lui ha detto: «Chi sono io per giudicare un gay». Evidentemente per le Sentinelle questo signore qua non è il vero Papa. Per le Sentinelle questo qui è Diabolik con una maschera che ha preso il suo posto.

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Luciana Littizzetto: «Alfano, è inutile che ti chiudi ai matrimoni gay. Il mondo va quella direzione»

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Nel corso del programma televisivo "Che tempo che fa", anche Luciana Litizzetto ha voluto commentare la circolare diramata da Alfano con la quale il leader del Ncd ha tentato di fermare ed annullare il riconoscimento dei matrimoni gay celebrati all'estero. Ecco le sue parole:

Parliamo di Alfano, il nostro mitico Angelino Jolie. Il nostro amato Alfano senza Romina. Siccome parla sempre Renzi ha voluto parlare anche yun po' lui questa settimana. Ha voluto tornare di moda, come il poncho, gli scalda muscoli e lo scobodoo.
Questa settimana ha mandato un messaggio a tutti gli amministratori locali dicendo di non riconoscere i matrimoni gay celebrati all'estero. E allora lui ha mandato questo messaggio dicendo: "Buongiorno, sono Angelino Jolie. Volevo solo dirvi che non potte riconoscere i matrimoni gay, violano la legge. Ciao grazie". Che poi noi non è che li celebravamo, li riconoscevamo soltanto.... ma gli è partita questa scheggia brutta brutta. Non si è capito se è si impossessato di lui lo spirito di Giovanardi, vai asaperlo.
Io dico, con tutte le rogne che ci sono in Italia in questo momento. Il Jobs Act, l'ebola alle porte, l'Isis... ma cosa vai a inzigare sui matrimoni gay. Gli italiani non dormono se sanno che due che si sono sposati a Las Vegas a Borgosesia li chiamano marito e marito? Invece lui è uscito così, dal niente. Come una puntata di natale dei Simpson che la mandano in onda d'estate. Adesso non vorrei che per ripicca il matrimonio di George Clooney non valesse all'estero. Ma perché? Uno che prende la patente in America, in Italia poi non lo facciamo guidare? Uno che si laurea in Spagna, poi viene in Italia e consideriamo che abbia solo la quinta elementare? Il matrimonio tra la Crysler e marchionne non è valido?
E poi non minaccia la famiglia tradizionale. La famiglia tradizionale rimane, gli altri stanno a casa loro e mica vanno a casa di Alfano. Che poi, tra l'altro, il problema non sussiste: i diritti non ci sono, quindi di che cosa stiamo parlando? Ma il problema è un altro: se il Parlamento non fa le leggi, il mondo continua ad andare avanti e noi rimaniamo sempre un passo indietro. L'Inghilterra li riconosce i matrimoni gay. Anche la Merkel che non è una persona così elastica. Io volevo dire ad Angioni che, insomma, bisogna che lui si rassegni. Il mondo occidentale va verso quella parte. Non c'è niente da fare. È inutile che ti chiudi: finirà così. Anche il tuo ex-amico Berlu lo diceva sempre che l'amore vince sull'odio.
Poi Alfano non è Ministro dell’Interno? Non si deve occipare dei deficienti che stanno attorno agli stadi invece che di occuparsi dei matrimoni gay?

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L'omogenitorialità è al centro del film "Any Day Now", in onda questa sera su Rai Movie

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Le adozioni da parte delle coppie gay è un tema di stretta attualità ed è facile immaginare quanto potesse risultare inconcepibile quarant'anni fa. Eppure è proprio di questo che si occupa il film "Any Day Now" che sarà trasmesso in prima visione televisiva questa sera, alle 23:05, da Rai Movie.
Firmata da Travis Fine, la pellicola è ambientata negli anni settanta e racconta la vera storia di una coppia gay si trova a dover combattere i pregiudizi del sistema legale nel tentativo di adottare un ragazzo down abbandonato.
Rudy Donatello si guadagna da vivere esibendosi come drag queen in un locale gay di Los Angeles ed è qui che conosce il velato vice procuratore distrettuale Paul Fliger, con cui ha un fugace rapporto sessuale. Nell'appartamento a fianco vive Marco, un ragazzo di quattordici anni affetto dalla sindrome di down. La madre tossicodipendente del giovane viene arrestata e il ragazzo viene affidato ai servizi sociali.
Un giorno Rudy torna a casa dal lavoro e trova Marco davanti al suo appartamento: era appena fuggito. Decide così di prendersene cura. Nel tentativo di ottenetene la custodia temporanea, Rudy chiede a Paul di aiutarlo. Quest'ultimo gli suggerisce di trasferirsi a casa sua dato che non ha un reddito fisso e ben presto tra i due uomini nasce una storia d'amore a cui si affianca il difficile e gratificante mestiere del genitore. Quando la madre di Marco viene rilasciata e la relazione tra i due uomini viene a galla, inizia una dura battaglia legale per l'affido di Marco, in cui i giudici mettono in discussione che due omosessuali possano essere dei buoni genitori.

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ABC Family, HBO e MTV sono i network televisivi più gay-friendly

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ABC Family, HBO e MTV sono i network televisivi più gay-friendly d'America. È quanto emerge dagli studi del Network Responsibility Index e del Where We Are on TV rilasciati dalla Glaad. A loro è stato attribuito la valutazione di «eccellente», un titolo sinora mai attribuito a nessuna emittente televisiva da quando hanno avuto inizio le rilevazioni. A contribuire al risultato raggiunto hanno influito serie come "The Fosters", "Pretty Little Liars", "Looking" e "Faking It".
In classifica seguono ABC, The CW, FOX, NBC, FX e Showtime, premiate con il giudizio «buono». CBS, TLC e USA hanno raggiunto il punteggio «adeguato» mentre chiudono la classifica A&E, History e TNT a cui viene attribuita un'insufficienza.
Più in generale, sulle 813 serie di prima serata prese in esame, 32 hanno connotazioni lgbt. La percentuale raggiunta è dunque del 3,9% contro il 3,3% dello scorso anno, anche se l'aumento percentuale risulta ben lontano dal record del 4,4% registrato nel 2012.
Fra tutti i personaggi fissi o ricorrenti, 65 sono lgbt. Tra questi il 43% è rappresentato da donne, il 26% sono persone di colore e nessuno è trangender (lo scorso anno c'era un personaggio transessuale in "Glee"). HBO detiene il record con un totale di 15 personaggi fissi o ricorrenti nelle proprie serie, seguita da ABC Family e Showtime con 13 personaggi ciascuno.


Alex Palmieri farà parte del cast di "Just Us"

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Anche Alex Palmieri farà parte del cast di "Just Us". La produzione aveva tenuto segreto il suo nome per settimane, svelando solo ora che affiancherà Alessio Cuvello e Felly Addams nella webseries a tematica lgbt . Il 23enne sarà chiamato a vestire i panni di Roberto, un ragazzo del sud trasferitosi a Milano per studiare. Già nel primo episodio si assisterà al suo incontro con Stefano (Alessio Cuviello) dopo una chiacchierata in chat.
Nell'occasione Alex Palmieri ha anche svelato l'uscita di un suo nuovo progetto discografico che farà da colonna sonora della serie.
Il produttore Francesco Maisano ha commentato «Quando ho iniziato la stesura di questo progetto, ho pensato subito ad Alex per il tema musicale del mio film. Al colloquio si è dimostrato subito entusiasta del progetto, ma l'idea di inserirlo all'interno del film è arrivata mentre discutevamo durante l'incontro, in maniera del tutto casuale. Così dopo un provino abbiamo scoperto, noi insieme a lui, una sua nuova attitudine anche nella recitazione. L'idea di inserirlo tra i protagonisti, sia per il suo seguito come personaggio artistico che per la sua bravura, è stata altrettanto geniale».

Alex Palmieri è un cantante divenuto famoso grazie al web e alla tv. È stato ospite da Barbara d'urso e in numerosi salotti televisivi, ha partecipato al reality "Social King" su Rai 2 e Rai Gulp. Recentemente Rai News gli ha dedicato uno speciale come «unica webstar italiana con oltre un milione di risultati sui motori di ricerca». Ha all'attivo cinque tour in giro per l'Italia, un debutto in Spagna con l'ultimo disco "Back Alive" e la vittoria di un Music 4 life award come rivelazione artista indipendente dell'anno.

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G&T 2: in arrivo il finale di stagione

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Dopo una prima parte di stagione all'insegna dei colpi di scena, dalle ore 19 di venerdì 26 settembre inizieranno ad essere pubblicati gli ultimi cinque episodi della seconda stagione di "G&T".
nelle scorse puntate avevamo lasciato Giulio, Sara, Nicolas e Teo in auto, in procinto di raggiungere la serata organizzata dalla T-Bios per lanciare il nuovo prodotto dell’azienda: una serata che Tommaso sembra intenzionato a utilizzare come ultimo, disperato tentativo di riconquistare quello che ha capito essere il compagno della vita. Ed è proprio da qui che si riprenderà il racconto con un finale di stagione che gli autori promettono ricco di sorprese.
Gli interrogativi rimasti aperti sono numerosi: il piano di Renato per estromettere il fratello dalla società avrà successo? E Serena, ce la farà a portare a termine la sua vendetta, o troverà il modo di redimersi? E l'amore tra Sara e Gianluca è realmente finito?
Per scoprirlo l'appuntamento è per venerdì sul sito Gay.it e, dalla settimana successiva, sul canale YouTube della serie. E per chi si fosse perso qualcosa, qui trovate tutti gli episodi della prima stagione, qui quelli della seconda.


Indie Pride: confermati gli Hidden Cameras e il gemellaggio con il Gender Bender Festival

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Il 18 ottobre l'Indie Pride e TPO porteranno sul palco di Bologna l'unica data italiana dei canadesi The Hidden Cameras ed il loro primo singolo dell album "Age" che si pone come una forte denuncia contro gli atti di bullismo omofobico. Ma non solo. Quest'anno l'Indie Pride sarà partner e preview ufficiale del Gender Bender Festival (in programma dal 25 ottobre al 2 novembre).
A fare da collante per l'evento sarà una denuncia dell'omofobia: «Indie Pride e TPO -si legge nel comunicato stampa- sono convinti che la lotta a transfobia, lesbofobia e omofobia vada letta attraverso l'equazione che, in Europa, vede le discriminazioni più marcate nei paesi dove i diritti riconosciuti alla comunità LGBT sono minori. In questo senso l'Italia vive di mancanze: riferendosi non solo al same sex marriage o all'adozione ma anche a politiche di tutela sul lavoro e a misure reali di welfare, all'introduzione dell'educazione ai generi nelle scuole statali che sono tristemente il primo luogo in cui l'orientamento sessuale è causa di emarginazione e bullismo».


La serata rainbow di Cielo e Sky Cinema 1

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È una serata a tinte rainbow quella che si prospetta sulle reti televisive Murdoch. Alle 21:10 gli abbonati di Sky potranno gustarsi l'imperdibile film-tv targato HBO "The Normal Heart", diretto da Ryan Murphy con Mark Ruffalo, Julia Roberts, Matt Bomer, Taylor Kitsch, Jim Parsons e Alfred Molina.
Acclamato dalla critica, la pellicola ripercorre l'epidemia di Aids che colpì gli Stati Uniti nei primi anni '80, ripercorrendo anche l'evoluzione di una politica che dapprima ignorò il problema -credendo che avrebbe riguardato solo i gay- salvo poi doversi ricredere a fronte di un problema divenuto ormai globale e presente anche fra la popolazione eterosessuale.
Per quanti non avessero la possibilità di seguire i programmi di Sky Cinema 1, una valida alternativa viene proposta da Cielo (l'emittente free del gruppo) con il film "Amore oggi". Dopo l'annullamento della programmazione annunciata in occasione della giornata contro l'omofobia, il film arriverà oggi in prima televisiva free alle 21:10.
Diviso in quattro episodi, la pellicola prodotta da Sky Cinema racconta con ironia e cinismo l'amore, e le difficoltà che ne derivano, ai tempi della crisi economica. Tra queste ci sarà anche quella di Mario Marinelli, un calciatore di serie A costretto in panchina dopo un infortunio. Mentre le cronache si occupano più dei suoi presunti flirt che del suo gioco, Mario si trova costretto a nascondere la sua omosessualità dinnanzi allo spietato mondo del calcio fatto di omofobia e dirigenti senza scrupoli.


Just Us, una nuova web serie a tematica lgbt

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Roberto è uno studente ventenne gay, nato e cresciuto in una realtà di provincia dell'Italia meridionale. Fuggito a Milano per continuare i propri studi, è costretto ad accettare la fine della relazione pluriennale con Andrea, rimasto nello stesso paese natio di Roberto. Stefano è un libero professionista di 27 anni, residente a Milano, realizzato nel campo lavorativo, bisessuale, dal carattere creativo e sognatore.
I due si conoscono su una delle solite chat gay, per poi incontrarsi dal vivo in un bar. In seguito a questo incontro i due si legano l'un l'altro, costruendo un forte legame sentimentale in pochissimi giorni. Tuttavia Andrea, di cui Roberto è ancora inconsapevolmente innamorato, per motivi universitari è costretto a trasferirsi a Milano e sia Roberto, sia Stefano ne vengono a conoscenza.
È questa la trama di Just Us, una nuova web serie prodotta da Infinite Loop che sarà composta da 13 episodi di 40 minuti, trasmessi prima sul web e poi in TV. Le riprese dell'episodio pilota inizieranno il 21 settembre, con la pubblicazione sul web in due parti l'1 e il 2 dicembre.
Nel cast troveremo Alessio Cuvello (Mister Gay Italia 2012), Felly Addams (drag queen conosciutissima a Milano) e un altro volto noto del mondo gay su sui i produttori stanno ancora mantenendo il massimo riserbo.

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Il cast di Rocky si spoglia per Out Magazine

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Era il lontano 1976 quando nelle sale cinematografiche debuttò "Rocky" di John G. Avildsen. Realizzato con un budget di soli 1,1 milioni di dollari, il film ne incassò 225 al botteghino e condusse al successo Sylvester Stallone (un nome ai tempi poco conosciuto).
A distanza di quasi quarant'anni, il film è divenuto un musical di Broadway. Ormai a cartellone da mesi, la rappresentazione è stata chiusa il 17 agosto scorso. In prossimità di quell'occasione la rivista Out Magazine ha deciso di celebrare lo spettacolo ed pensato bene di regalare ai propri lettori le fotografie senza veli dei suoi protagonisti.
Ad aver posato davanti all'obiettivo del fotografo Cedric Terrell incontriamo quattro attori: Okieriete Onaodowan, Adam Perry, Adrian Aguilar e James Brown III (da sinistra a destra nella prima immagine della gallery).

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