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Il concerto di San Siro degli One Direction divanta un film distribuito in 50 paesi

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La concerto del 28 giugno 2014 a San Siro è la tappa scelta dagli One Direction per il loro film-concerto intitolato "Where we are".
La pellicola conterrà ben 75 minuti tratti dalla loro performance milanese e circa 15 minuti di interviste inedite. L'uscita nella sale è prevista per il solo week end dell'11 e 12 ottobre 2014, in contemporanea mondiale con 10mila proiezioni previste in 50 paesi diversi. Dopo tale data bisognerà attendere il 1° dicembre per l'uscita in DVD.
Caratterizzato da in immagini in alta definizione e audio in digital surround, il film permetterà di rivedere Niall, Zayn, Liam, Harry e Louis esibirsi nei più grandi successi della band inglese, da "What Makes You Beautiful" a "Story Of My Life".

Clicca qui per guardare il trailer.


Lo staff di Simon Cowell smentisce le voci riguardo alla sua omosessualità

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Nel corso di una registrazione segreta finita agli atti durante il processo a Tulista (ex giudice di X-Facuor Uk), il manager di quest'ultima aveva dichiarato al proprio interlocutore che Simon Cowell era gay e che era a conoscenza di alcuni uomini che ci avevano dormito assieme.
La notizia finì immediatamente alla ribalta delle cronache. Ora, dopo i termini legati al processo, lo staff di Cowell ha smentito la notizia. In un comunicato stampa si afferma che «Il nome di Simon è uscito durante il processo senza preavviso, con una conseguente copertura mediatica delle false affermazioni che riguardano la sua vita privata. Nel 2014 è antiquato discutere se una persona sia gay o meno, ma il problema è una falsa affermazione che lasciava intuire che Simon, rinomato per la sua onestà e per la franchezza, non fosse stato sincero in ambito pubblico. È questo è ciò che siamo stati costretti a chiarire».


Matt Bomer «La crescita dei ruoli gay può aiutare le persone a sentirsi meno sole»

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Il bellissimo Matt Bomer era uno degli ospiti più attesi al Giffoni film festival. Impegnato nelle riprese della stagione finale di "White Collar", già ingaggiato per il sequel di "Magic Mike" ed attualmente al cinema con il film "The Normal Heart", l'attore è stato insignito con il Gryphon Award.
Dopo il suo coming out del 2012, Bomer ha colto l'occasione per parlare dei ruoli gay nel cinema: «Sono assolutamente convinto che la crescita dei ruoli gay al cinema e in tv possa aiutare le persone a sentirsi meno sole, sempre che non vengano stereotipati: l'importante è che i personaggi siano scritti, pensati e interpretati bene, per farne prima di tutto degli esseri umani credibili. Come attore sento la responsabilità di rappresentare credibilmente quelle che sono "persone", che hanno tra le loro tante caratteristiche quella di essere gay. Ma non è questo che le definisce come esseri umani».
Dopo essersi mostrato senza veli in "The Normal Heart" ed in merito alle scene di sesso nei film, l'attore ha anche parlato del suo rapporto con la nudità sul set: «Per me è fondamentale il senso della scena nel film. Se è ben integrata, ok, ma se è messa lì solo per aggiungere un tocco di colore, di piccante allora no. Ad esempio nel pilot di "White Collar" mi chiesero di fare yoga senza maglietta: non capendone il senso non la feci e la togliemmo. Magari altri attori la pensano diversamente».


Francesco Arca nudo in Allacciate le cinture: ecco le prime immagini

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Ancor prima dell'uscita del film, iniziò a circolare la voce che avrebbero voluto Francesco Arca nudo in alcune scene del film "Allacciamo le cinture". Il regista, Ferzan Ozpetek, anticipò subito che non si sarebbe trattato di nulla di eccessivo, dato che lui si definisce fondamentale pudico. Si apprese anche che una scena sarebbe stata in riva al mare (dove l'idea venne ad un'assistente di scena che fece notare al regista come fosse assurdo che due ragazzi che avevano fatto l'amore su una spiaggia deserta fossero lì ancora con un costume addosso), l'altra sarebbe stata ambientata in un'atmosfera assai più cupa all'interno di un'ospedale.
A distanza di qualche mese hanno iniziato a diffondersi anche le prime immagini di quelle sue scene, giusto per chi ancora non si fosse gustato sul grande schermo la bellezza mai appassita dell'ex tronista. Anzi, guardando le scene fotogramma per fotogramma si ha anche l'impressione che sia sfuggito anche un piccolo nudo frontale (o perlomeno così apparirebbe nell'osservare la presenza di tre gambe).
Per gli amanti dei dettagli va ricordato che quella non sarebbe una novità assoluta e per quanti non amano cercare di interpretare delle macchie di colore c'è la possibilità di ricorrere ad immagini risalenti al 2001. Ai tempi Arca non aveva ancora raggiunto il successo con "Uomini e donne" ma prese parte a "Ciccio Ciccio" (una sorta di Grande Fratello trasmesso via Internet). Contrariamente a quanto succede nel programma di Canale 5, in quel contesto le telecamere erano presenti anche sotto le docce, ed è proprio in quell'occasione che lo si è potuto ammirare così come mamma l'ha fatto. Il tutto è stato anche documentato in alcune foto nonostante ai tempi l'accesso ad internet e l'abitudine a collezionare simile materiale non fosse così diffusa come lo è oggi.

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VH1 lancia "Dating Naked", un dating show dove i concorrenti non indosseranno i vestiti

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Il 17 luglio debutterà su VH1 (parte di MTV Networks) un nuovo reality show dal titolo "Dating Naked". Il format è quello di un normale dating show ambientato in un resort esotico con un unico particolare: i concorrenti se ne staranno nudi per tutto il tempo.
Howard Schultz, presidente della casa di produzione dello show, parla di un «esperimento sociale» in grado di offrire a «uno sguardo divertente su come uomini e donne interagiscono quando svelano i propri segreti». Eppure, se si considera il continuo dilagare negli Stati Uniti di reality show incentrati sulla nudità, potrebbe essere lecito chiedersi se le varie motivazioni sono siano altro che una scusa per realizzare ciò che il pubblico guarda maggiormente.
In precedenza su Discovery Channel a spogliare i protagonisti del suo "Naked Castaway", un programma in cui i partecipanti dovevano dimostrare di saper sopravvivere in mezzo aalla natura senza il supporto di strumenti artificiale (tra cui i vestiti). In "Naked Vegas" (SyFy) si preferì invece puntare l'attenzione sul body painting, mentre in "Buying Naked" (Tlc) i format seguiva gli affari immobiliari in una comunità nudista della Florida, motivo per cui i potenziali acquirenti visitavano senza veli le case che gli venivano proposte.
Il reality proposto da VH1 non appare però molto dissimile da quello lanciato all'inizio dell'anno da un'emittente olandese, dal titolo "Adam zkt Eva" (Adamo cerca Eva). Anche in quel caso i concorrenti si trovano nudi su un'isola per cercare l'anima gemella ma con una differenza: VH1 oscurerà le parti intime dei propri concorrenti durante il montaggio mentre lo show europeo non ha esitato a mostrare ogni immagine senza censura.
Alcuni rumors sostengono che anche la Fox sia alla ricerca di un proprio format che includa la nudità dei protagonisti, ennesima conferma di quella che appare ormai coma una miniera d'oro a cui tutti i network vogliono attingere.

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Verso l'Indie Pride, indipendenti contro l'omofobia

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Giunti alla sua terza edizione, l'Indie Pride-Indipendenti contro l'omofobia è un evento musical che vuole dire «no» all'omofobia e al bullismo omofobico.
L'organizzazione ha già rilasciato un video di sensibilizzazione realizzato in collaborazione con Le Cose Cambiano (clicca qui per guardarlo), ma l'obiettivo finale è quello dar vita ad un doppio evento: il 18 ottobre al TPO di Bologna ed il 25 ottobre al Bloom di Mezzago (MB).
Da quest'anno, infatti, la manifestazione lascerà la sua consueta collocazione solo nel capoluogo emiliano romagnolo per diventare un'iniziativa itinerante che toccherà diverse città italiane (Bergamo, Torino, Trieste, Arezzo, Padova, Terni, Livorno, Milano) e che vanterà collaborazioni sia con festival musicali che con associazioni (Diversity, Lei disse sì e Meladailabrianza). I due concerti saranno quindi solo l'apice di un iceberg.
Nell'ottica di poter concretizzare il progetto è stato lanciata una raccolta fondi finalizzata a sostenere una parte delle spese di produzione dell'evento (l'obiettivo economico prefissato è di 4mila euro). Il proprio contributo non li limiterà a sostenere la lotta all'omofobia, ma garantirà anche la possibilità di ottenere un biglietto gratuito per uno dei due concerti.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina ufficiale dell'Indie Pride.


Showtime trasmetterà "Kidnapped For Christ"

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Ne avevamo parlato quando il progetto era ancora in una fase embrionale ed alla ricerca di finanziamenti tramite crowdfunding. Ora il film "Kidnapped For Christ" è stato realizzato e si è già aggiudicato alcuni importanti premi in vari festival cinematografici statunitensi (dal premio speciale della giuria al Nashville Film Festival 2014 al premio del pubblico come miglior documentario al Slamdance Film Festival 2014). Il 10 luglio prossimo raggiungerà anche il grande pubblico grazie al canale televisivo Showtime.
La pellicola si occupa delle fantomatiche "terapie riparative" dall'omosessualità, indagando in particolar modo sul programma di rieducazione Escuela Caribe. Si tratta di una scuola cristiana della Repubblica Dominicana che ufficialmente ospita alcuni «adolescenti problematici» statunitensi (tra cui numerosi gay e lesbiche spediti lì da famiglie che li avrebbero preferiti eterosessuali).
I metodi adottati dall'istituto cristiano sono al limite della tortura: i ragazzi vengono prelevati a forza nel cuore della notte, si parla di abusi fisici ed il personale non si fa problemi ad impartire punizioni arbitrarie e degradanti agli studenti.
A raccontare la propria storia c'è David, un 17enne del Colorado che è stato spedito lì poco dopo il suo coming out con i genitori; Beth, un 15enne del Michigan affetto da debilitanti attacchi di panico e Tai, un 16enne che ha assunto droghe in seguito ad un trauma infantile. Ragazzi che avrebbero bisogno di supporto ma che i genitori hanno preferito affidare ad un campo che, attraverso una sorta di lavaggio del cervello, punta alla colpevolizzazione, alla paura e al senso di colpa.


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L'Iran crea un clone di Modern Family... ma senza coppia gay

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Pare che agli iraniani piaccia molto la serie "Modern Family", al punto che la tv di stato del Paese ha realizzato una serie identica dal titolo "Haft Sang". Gli autori sono andati molto al di là della semplice ispirazione, al punto che molte scene hanno le stesse inquadrature e le medesime battute. Anche i personaggi e le loro caratterizzazioni sono pressoché identiche.
Guardando meglio, però, qualche differenza c'è: la coppia gay formata da Mitch e Cam è stata sostituita da una coppia eterosessuale e in alcune scene si è preferito non lasciare da soli in una stanza due ragazzi di sesso opposto (preferendo amicizie fra persone dello stesso sesso che, secondo loro, non avrebbero lasciato pensare ad alcun possibile risvolto sentimentale o contatto prematrimoniale).
Il titolo della serie, "Haft Sang" (sette pietre), si ispira al nome di un gioco diffuso nel Medio Oriente ed in Asia dove due squadre cercano di distruggere una pila di sassi utilizzando un pallone.

Clicca qui per guardare un confronto tra le scene dei due telefilm.


Giulio Spatola si è dimesso da vicepresidente di Mister Gay Europe: «Voglio prendermi carico dell'Italia»

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Giulio Spatola è stato eletto Mister Gay Italia nel 2010, ha vinto il titolo di Mister Gay Europe nel 2011 e dall'agosto del 2012 ne è stato il vicepresidente. Il 29 giugno scorso si è dimesso dall'incarico.
Attraverso un comunicato stampa, il presidente Tore Aasheim ha anticipato che «l'organizzazione di Mister Gay Europe sta crescendo e, al fine di prepararci al prossimo capitolo, abbiamo bisogno di fare alcuni cambiamenti nell'amministrazione [...] L'evento ha percorso una lunga strada da quando l'idea nacque dieci anni fa ad Oslo. Lo spettacolo di quest'anno e la diretta live via internet ci hanno mostrato come noi ed i nostri producer siamo pronti a fare un passo in più: l'organizzazione e lo sviluppo del team è parte di questo processo».
Riguardo a Spatola, Aasheim ha aggiunto: «Dopo aver vinto il titolo in Romania nel 2011, Giulio ha immediatamente accettato la sfida e non ha mai chiesto che cosa quel ruolo potrebbe fare per lui, ma cosa lui potesse fare per quel ruolo. La sua determinazione e attenzione a dare il massimo hanno immediatamente ottenuto la mia attenzione. Dal momento che ora è pronto a concentrarsi sulle nuove sfide che abbiamo trovato opportune per lui, si è dimesso sue funzioni di vicepresidente dopo il concorso di quest'anno».
Spatola continuerà a lavorare nell'area video e comunicazione di Mister Gay Europe, così come assumerà il ruolo di National Producer in Italia.
«L'Italia non ha preso parte alla competizione dal 2012 e voglio cambiare la situazione -ha dichiarato Spatola- Abbiamo anche bisogno di trovare un delegato che sia pronto per la sfida, ora il mio compito è quello di trovarlo».
Per ora i dettagli del progetto sono ancora pochi, ma seguirà presto un articolo in cui Spatola spiegherà meglio di cosa si tratta.


True Blood: ecco la scena di sesso gay con Alexander Skarsgard e Ryan Kwanten

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Dopo le anticipazioni è tempo di spoiler. Dagli Stati Uniti, infatti, iniziano ad arrivare le prime immagini di "True Blood" che mostrano l'attesa scena di sesso tra Alexander Skarsgard e Ryan Kwanten.
Ed è così che si apprende che il tutto avrà luogo nel secondo episodio della settima ed ultima stagione del telefilm, dal titolo "I Found You".
Non v'è dubbio che il poliziotto Jason Stackhouse ed il vampiro Eric Northman siano due dei protagonisti maschili più apprezzati di "True Blood" anche se -ahinoi- sono noti entrambi per essere appassionati di belle ragazze. Ed è così che a colmare la lacuna ci penserà un sogno di Jason, in grado di dare libero sfogo ai sogni più proibiti di migliaia di fan.
Riguardo alle riprese della scena, Ryan Kwanten ha dichiarato: «Abbiamo riso un sacco sul set con Alexander Skarsgard».

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Luke Grimes nega di aver abbandonato True Blood dopo la svolta gay del suo personaggio

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Luke Grimes è un attore statunitense che ha raggiunto il successo grazie alla serie televisiva "True Blood". Nato nel 1984 in una famiglia estremamente religiosa (suo padre è un pastore pentecostale presso la Open Bible Christian Church) era stato chiamato ad interpretare il ruolo ricorrente del vampiro James nella sesta stagione, sino a quando non ha deciso di abbandonare lo show per essere sostituito nella settima stagione da Nathan Parsons.
Solo ora si scoprono alcuni retroscena della sua decisione. L'attore, infatti, avrebbe deciso di abbandonare la serie una volta appreso che la trama avrebbe portato il suo personaggio ad avere una storia romantica gay con il medium Lafayette. Il tutto senza che fosse prevista alcun bacio o scena di sesso. Anzi, pare addirittura che gli sceneggiatori si fossero offerti di cambiare quel risvolto narrativo.
La HBO si era limitata a comunicare che il ruolo era stato affidato ad un altro attore a causa di alcune divergenze creative con Grimes, ma solo ora alcuni giornali hanno reso pubblico un retroscena che sinora non si conosceva.
L'agente dell'attore si è affrettato a dichiarare che il motivo non sarebbe quello e che il suo cliente si è semplicemente avvalso di una clausola contrattuale per dedicarsi a progetti che gli interessavano maggiormente.


Gesù bacia un discepolo (Giuda?). I Giuristi per la Vita insorgono: «È propaganda omosessualista»

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Dopo aver già denunciato i professori di un liceo romano (ritenuti rei di aver suggerito un libro che conteneva qualche riga dedicata rapporto sessuale fra due ragazzi) e i professori di un istituto tecnico di Castelnovo ne' Monti (giudicati colpevoli di aver tenuto una lezione sulle precauzioni da assumere per prevenire l'hiv), i Giuristi della Vita e la Pro Vita Onlus hanno ora deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere che alla Rai non sia più permesso mandare in onda scene che loro considerano sacrileghe ed offensive.
La pietra dello scandalo è una clip del programma canadese "Lol" andato in onda il 30 maggio scorso su Rai 2. Secondo la loro versione, «Gesù bacia sulla bocca uno degli apostoli, verosimilmente Simon Pietro, con evidente e chiara allusione al matrimonio omosessuale. Un blasfemo e sacrilego spot per le nozze gay».
Come sempre accade quando ci sono di mezzo i Giuristi per la Vita, l'invito è a guardare con i vostri occhi la scena in questione (qui a partire dal quarto minuto) per evitare di cadere nel tranello di prendere per vero tutto ciò che viene detto. Giusto per fare un esempio, non si dice come si tratti di un semplice bacio goliardico a stampo fra l'incitamento dei presenti, così come c'è da chiedersi da cosa abbiano dedotto che quello sia Simon Pietro... Anzi, nel vedere la scena si ha tutta l'impressione che quello sia Giuda e che il riferimento sia al bacio descritto nel Vangeli (non troppo dissimile da quello raffigurato nell'iconografia classica, sempre che non si vogliano ritenere anche quelli una promozione dell'omosessualità, ndr).
Eppure Gianfranco Amato, presidente dell'associazione e firmatario della denuncia, non ha dubbi: «Un errore è stato commesso e va sanzionato. Anche penalmente».
Sul sito della Provita Onlus vengono aggiunti altri dettagli: «I nostri media continuano la loro propaganda omosessualista per promuovere i matrimoni e le adozioni gay -dicono- usando anche insulti blasfemi contro il sentimento religioso della maggioranza di popolo Italiano. L'immagine di Gesù viene così oltraggiata e piegata all'ideologia GLBT a tal punto che per Rai 2 Gesù è gay. È importante battersi e denunciare questa strategia che tende a capovolgere tutti i parametri antropologici sui quali si è sviluppata la società umana dal suo inizio. Come ha recentemente denunciato S.E. Il Cardinale Bagnasco, sussiste una Dittatura gender».
Verrebbe da notare anche Rai 2 non ha prodotto la clip ma l'ha solo trasmessa, che non ci sarebbe nulla  di oltraggioso a pensare che Gesù potesse non essere omofobo (ad ipotizzare che potesse essere gay sono gli storici, ndr) e che l'uso del termine «omosessualismo» fa rientrare l'intero discorso in una ben nota campagna di diffamazione ed insulto...


Mister Gay Italia 2014 sarà più social

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«Non vorrai mica far vincere lui?». È questo lo slogan con cui Gay.it ha lanciato l'edizione 2014 di Mister Gay Italia, il concorso che elegge non solo il più bello, ma anche il gay più orgoglioso di essere gay e visibile.
Allo slogan sono state abbinate quattro immagini rappresentative e provocatorie che raffigurano altrettanti personaggi noti per le loro contestate posizioni sulle questioni lgbtqi, esempio tangibile di chi potrebbe vincere se non ci sarà un impegno da parte di tutta la comunità lgbtqi. Tra loro non potevano mancare il senatore Carlo Giovanardi, la cantante Iva Zanicchi, il presidente russo Vladimir Putin e il calciatore Antonio Cassano: rappresentazioni di come l'omofobia sia un problema diffuso in molti settori del vivere comune. Ognuno di questi personaggi, infatti, è stato più volte protagonista di esternazioni omofobe, alcune delle quali vengono riportate sulle immagini della campagna.
Nonostante la scelta di puntare sulle battaglie per i diritti negati (dal matrimonio alle adozioni passando per
una buona legge contro l'omofobia), il concorso non sarà privato del suo lato più ludico e divertente.
Per la prima volta in 16 anni di storia, Mister Gay Italia 2014 avrà una forte caratterizzazione "social". Per partecipare, infatti, ci si potrà candidare attraverso i social network, pubblicando una propria foto o un video contrassegnati con l'hashtag #MGI14. Saranno poi gli amici e i contatti dei singoli concorrenti a fare il resto, votandoli sempre attraverso le piattaforme social.
A livello locale non mancheranno le consuete selezioni "dal vivo", organizzate attraverso apposite serate presentate da Paolo Tuci. La finale si svolgerà al Mamamia di Torre del Lago e il vincitore firmerà un contratto da testimonial del valore di 2.000 euro oltre ad aggiudicarsi un viaggio per due persone a Gran Canaria.
Tutti i dettagli per partecipare al concorso sono disponibili sul sito ufficiale del concorso, all'indirizzo  www.mistergayitalia.it.

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Il rugbista Beau Ryan tiene fede alla scommessa e si presenta nudo in TV

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Qualche tempo fa promise che se i New South Wales avessero vinto la State of Origin Series 2014, lui avrebbe condotto una puntata del "The Footy Show" completamente nudo. Con nostra grande gioia, i New South Wales hanno vinto la State of Origin Series 2014.
Ed è così che il celebre rugbista australiano Beau Ryan ha tenuto fede alla sua promessa e si è presentato come mamma l'ha fatto in studio. Il tutto dimostrando una grande goliardia e una gran voglia di vivere nonostante solo pochi giorni fa abbia dovuto dare per sempre l'addio al rugby agonistico a causa di un grave infortunio al ginocchio.
Nato l'11 maggio 1985, debutta nella National Rugby League nel 2007, giocando fra le fila dei Wests Tigers. Lì è rimasto siano al 2013, quando i Cronulla Sharks lo hanno ingaggiato per quella che si è rivelata la sua ultima stagione. Dal 2009 collabora regolarmente con il programma televisivo "The Footy Show".
Anche la sue bellezza e la sua prestanza fisica non hanno tardato ad essere notate, motivo per cui nel 2009 venne scelto per prendere parte al celebre calendario Gods of football (mostrando già all'epoca il suo lato b a favore della telecamera durante le immagini di backstage) o ad essere selezionato come testimonial di una collezione di intimo maschile.

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La programmazione speciale di Cielo, La7d e La Effe per il mese dell'orgoglio gay

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Nel panorama televisivo italiano pare che solo tre reti si siano ricordate del mese dell'orgoglio gay: Cielo, La7d e La Effe.
Ad aprire le danze sarà Cielo che questa sera dedicherà una programmazione speciale dedicata all'omosessualità. Si inizierà alle 21 con il film "Amore Oggi", prodotto da Sky e realizzato da due giovani filmaker. Tra gli altri temi, il film affronterà anche la piaga dell'omofobia nello sport attraverso la storia di due calciatori gay.
Alle 23.00 sarà la volta di un'inchiesta intitolata "Scene da un matrimonio gay" del regista Alberto D'Onofrio, dedicata a tutte quelle coppie gay che hanno deciso di vivere alla luce del sole il proprio amore. Particolare attenzione vcerrà ai gay cattolici che hanno dovuto conciliare la propria fede con la posizione omofoba della Chiesa. A mezzanotte chiuderà la serata il film "Reinas", diretto da Manuel Gómez Pereira e dedicato all'introduzione dei matrimoni gay in Spagna.
Gli altri due canali hanno previsto programmazioni speciali il 28 giugno (giorno in cui ricorre l'anniversario dei moti di Stonewall): La7d proporrà il film "Quattro minuti" di Chris Kraus mentre La Effe propenderà per "Tomboy", il lungometraggio che ha vinto il Torino GLBT Film Festival del 2011.

Update importante: Il sito internet di Cielo mostra un palinsesto diverso da quello preannunciato nei giorni scorsi dalla stampa. A quanto pare il film "Reinas-Il matrimonio che mancava" verrà anticipato alle 21.10 e sarà sostituito a mezzanotte dal documentario "Io e i miei genitori omosessuali" (di A. Rawlins, dedicato al racconto della vita di figli cresciuti all'interno famiglie gay e lesbiche). Salterà così la messa in onda del film "Amore Oggi", atteso oggi nella sua prima visione assoluta in chiaro.


True Blood: in arrivo una scena di sesso gay fra Eric e Jason nella settima ed ultima stagione

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Nella sesta stagione di True Blood li avevamo lasciati così: Eric Northman ha usato il suo sangue per guarire Jason Stackhouse e ha esordito con un «Stai per ricevere una piacevole sorpresa, amico mio. Quando mi sogni, sogna cose belle». Poi sono partite le immagini di un sogno in cui si poteva intravedere il vapore di una doccia... ma il tutto è rimasto lì, appeso.
«I miei programmi televisivi preferiti ti fanno aspettare che le cose -ha dichiarato in proposito Brian Buckner- a volte le cose vanno meglio quando le si attende. Mi piacerebbe tenere il pubblico in sospeso e l'attesa potrebbe tramutarsi in una gratificazione. Perché naturalmente sappiamo che la gente vuole vedere quel sogno e la sceneggiatura non è stata scritta con leggerezza. E credetemi, i dirigenti della HBO continuano a dirci "Dovete darci il sogno!". E lo faremo. Naturalmente lo faremo».
L'occasione sarà la settima ed ultima stagione della fortunata serie, durante la quale pare potremo assistere ad una scena esplicita di sesso gay fra Eric e Jason. Anzi, i soliti ben informati ipotizzano che non bisognerà attendere molto e che il momento potrebbe essere contenuto già in uno dei primi episodi.
La serie è già stata girata ma le fonti ufficiali non hanno ancora rilasciato dettagli precisi al proposito.


Al via la 28ª edizione del Festival Mix Milano

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Dal 19 al 23 giugno il Piccolo Teatro Strehler tornerà ad ospitare la 28ª edizione del Festival Mix Milano.
Tanti sono i titoli in cartellone, fra i quali il controverso "Gerontophilia" di Bruce LaBruce e "Tom à la ferme" di Xavier Dolan. Attesissima è anche l'anteprima nazionale di "Pazza Idea" (Xenia), il film diretto dal regista greco Panos H. Koutras che vedrà Patty Pravo nei panni di sé stessa e protagonista di alcune canzoni della colonna sonora.
Il 23 giugno ci sarà anche un'importante parentesi dedicata ai gay rifugiati. In circa 76 Paesi nel mondo, infatti, l'omosessualità è considerata reato e in in ben sette è punita con la pena di morte. Ed è così che attraverso i documentari "The Abominable Crime" e "Born this way" si prenderanno come esempi i casi del Camerun e della Giamaica, due Paesi con legislazione omofoba che prevedono anche il carcere per le persone lgbt. Nei film si narrano rispettivamente le vicende di chi riesce a scappare e a richiedere lo status di rifugiato e di chi è costretto a rimanere in patria e a convivere con un clima di ostilità diffusa.
Dal sito ufficiale della manifestazione è possibile consultare il programma completo e le sinossi dei film in concorso (qui il pieghevole).


Dear Jack: un bacio in bocca fra Alessio Bernabei e Lorenzo Cantarini

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Nel pomeriggio di ieri i Dear Jack sono stati ospiti del Centro Commerciale Campania di Marcianise (Caserta) per incontrare i fan e firmare le copie del loro nuovo album. Ed è proprio in quel contesto che Alessio Bernabei e Lorenzo Cantarini (qui in foto) hanno deciso di alzarsi in piedi e di baciarsi sulla bocca fra le urla festanti dei presenti.
Il tutto è stato immortalato da uno scatto matoriale poi finito su Instagram, il tutto corredato da una descrizione in cui cui si precisava come quello fosse stato «un bacio a stampo». La notizia è stata così ripresa da Bitchyf e rilanciata a macchia d'olio sulla rete.
C'è chi ha scelto di parlare di una possibile omosessualità dei due e chi ricorda come lo sbandierato feticismo di Alessio per i piedi femminili parrebbe suggerire l'opposto... ma in fin dei conti sono mesi che la band gioca con la propria sessualità e l'ambiguità pare essere una caratteristica che li contraddistingue. Non a caso quando un utente di Ask.fm ha chiesto al cantante se avesse mai baciato un uomo, lui non ha avuto dubbi nel rispondere «tutti i giorni (pur precisando di essere eterosessuale).
Il quadro che ne esce pare essere quello di un gruppo di giovani che non ha timore nel vivere la propria affettività senza preoccuparsi troppo di tabù o possibili fraintendimenti.

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In che modo "Tapinho" dovrebbe risultare un inno contro l'omofobia?

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Si intitola "Tapinho" ed è la canzone che Checco Zalone ha lanciato in occasione dei mondiali di calcio. Da più parti presentato come un inno contro il razzismo e l'omofobia, il brano si è già piazzata nella top-10 dei brani più scaricati da iTunes.
Nel testo Zalone ha deciso di inserire alcuni chiari riferimenti al gesto contro il razzismo di Dani Alves che ha mangiato una banana lanciata in campo da alcuni tifosi razzisti e al presunto bacio gay tra i calciatori Ivan Rakitic e Daniel Carriço del Siviglia, il tutto attraverso la figura di un giocatore di colore stitico che non vuole mangiare la banana perché preferisce le prugne.
Sarà forse a causa di un limite nel capirne l'ironia, ma alcune persone hanno iniziato a domandarsi dove mai sarebbe questa presunta denuncia dell'omofobia. Non appena si passa a parlare di omosessualità, infatti, il testo propone di invertire la simbologia («un bacio in bocca contru u razzismu e la banana dei diritti gay») prima di lanciarsi in un «io la banana non la mangio, mi mette u stomaco a disagiu». Insomma, non appena creata un'associazione fra la banana e i gay (con tutti i doppi sensi che ne seguono) si precisa che quella banana non la si vuole.
Poco felice è anche l'uscita in cui si parla di «destino maligno» in riferimento all'essere nati di colore, quasi come se si riconoscesse uno svantaggio nella diversità anziché puntare il dico verso quanti ancora si ostinano a discriminare le persone per il colore della loro pelle...
In che modo, dunque, questo testo dovrebbe spingere alla condanna del razzismo e dell'omofobia anziché risultare cone uno sfottò nei confronti di gesti importanti come quelli compiuti in campo da Alves, Rakitic e Carriço?


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Jack Johansson è Mister Gay Europe 2014

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È il 20enne svedese Jack Johansson ad essersi aggiudicato il titolo di Mister Gay Europe 2014. L'ambita fascia gli è stata conferita durante la finalissima tenutasi ieri sera a Bregenz (in Austria), per la prima volta trasmessa in diretta anche via Internet.
I delegati in gara erano 15, tra i quali nessun rappresentante dell'Italia dopo la scelta di Giovanni Licchello di non prendervi parte (come attuale detentore del titolo di Mister Gay Italia era lui l'unico automaticamente ammesso alla competizione).
Caratterizzato da capelli biondi, occhi azzurri ed un'altezza di 179 cm, Jack Johansson racconta di essersi candidato alle selezioni di Mister Gay Svezia quasi per gioco. Dopo la vittoria del titolo, però, ha iniziato a rendersi conto che molti ragazzi lo vedevano come un modello, motivo che lo ha spinto a vivere come un privilegio l'essersi ritrovato a ricevere i messaggi di molte persone che volevano condividere con lui i propri momenti difficili. Il suo sogno era di vincere il premio di Mister Gay Europe per poter proseguire un'azione di lotta all'omofobia e di aiuto ai ragazzi più giovani, in particolar modo a chi non è apertamente gay.
In classifica seguono, in ordine di piazzamento, l'austriaco Robert Prolic, l'inglese Stuart Hatton Jr, il danese Christian-Sebastian Lauritsen e il nordirlandese Nick Flanagan.

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