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Il 22 giugno torna il Broadway Bares

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Il 22 giugno 2014 torna il Broadway Bares che, dopo averci trasportato lo scorso anno nel mondo delle fiabe, nella sua 24esima edizione sarà interamente dedicato al mondo del rock 'n' roll. Lo scopo sarà quello di sempre: aiutare la lotta all'aids attraverso la fondazione Broadway Cares/Equity Fights AIDS (nel 2013 la cifra devoluta sfiorò il milione e mezzo di dollari).
Nonostante il nome esplicito e la presenza di nudità, il solo fatto che lo spettacolo si tenga presso il prestigioso Hammerstein Ballroom di Manhattan (New York City) lascia facilmente intuire che non ci si trovi dinnanzi ad un qualcosa di dozzinale, ma ad un vero e proprio pezzo d'arte messo in scena dai migliori artisti della città. Quest'anno saranno ben 150 i ballerini chiamati ad esibirsi sotto la direzione di Nick Kenkel, già autore dell'edizione passata, e fra i nomi in cartellone figurano personaggi come Matthew Rossoff, Mishay Petronelli, Julius Rubio, Afra Hines, Matt Steffens, Grasan Kingsberry, Vince Oddo, Charlie Sutton, Nina Lafarga, Joshua Michael Brickman e Paloma Garcia Lee.

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Gabriel Garko nudo in Rodolfo Valentino: ecco le immagini non censurate

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Era facile presumere che prima o poi avremmo visto le immagini della scena censurata da Canale 5 in cui Gabriel Garko appare nudo in "Rodolfo Valentino". Meno prevedibile era che le avremmo viste già all'indomani della messa in onda e che a diffonderle sarebbe stata la stessa casa di produzione della fiction.
I pochi secondi della sequenza incriminata, infatti, sono stati resi pubblici sul sito della Ares Film Srl, inevitabilmente finendo con il ribadire ancora una volta l'ovvio: è assurdo trovare scandalosa una scena come quella e chi si è stracciato le vesti dinnanzi ad un pene appena accennato forse dovrebbe porsi delle domande sulla propria visione della morale e del buongusto.
Dati i toni utilizzati nelle scorse settimane, infatti, in molti si sarebbero aspettati una scena da film porno (o quantomeno paragonabile alla scena di nudo di Gabriel Garko nel film di Tinto Brass), ma qui penombre e posizioni erano tali che in molti avrebbero persino potuto non accorgersi della completa nudità dell'attore. Non a caso addirittura nei fermo immagine appare quasi impossibile capire forme e dimensioni senza far ricorso ad un po' di fantasia.... motivo per cui viene da chiedersi se in un'Italia dove gli scandali sono all'ordine del giorno nella più totale indifferenza, siamo sicuri che questo finto moralismo possa far bene?

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Canale 5 ha scelto di censurare il nudo di Gabriel Garko (ma davvero avrebbe potuto dare scandalo?)

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Siamo al patetico. Per giorni ha tenuto banco la polemica sulla scena di nudo integrale che avrebbe dovuto coinvolgere Gabriel Garko nella fiction su Rodolfo Valentino ma, dopo un fumoso comunicato stampa che pareva volto solo ad aumentare l'aspettativa, Canale 5 ha deciso di censurare il pene dell'attore attraverso quella che pare l'aggiunta di una provvidenziale ombra nera.
Va detto che quel nudo integrale forse non era così essenziale, ma va altrettanto sottolineato come quel momento sia durato solo qualche frazione di secondo (ammesso che non sia stato tagliato rispetto ai 15 secondi di cui si era parlato nei giorni scorsi) e che probabilmente sarebbe quasi passato inosservato se non si fosse montato un simile clamore mediatico. Nell'occasione sono state scomodate anche parole come «decoro» e «buon gusto», termini che paiono non aver nulla a che fare con la scena in questione e che sembrano dettate solo da un finto perbenismo e da una finta morale di un'emittente che spesso e volentieri ha proposto la figura femminile quasi fosse un mero espositore di seni.
Curioso è anche come tutta l'aspettativa sia stata concentrata in un momento che ha traghettato il maggior numero di spettatori possibili verso allo speciale Matrix dedicato alle promesse elettorali di Silvio Berlusconi (che pur non avendo ruoli istituzionali in Mediaset ha presumibilmente ancora la possibilità di decidere della programmazione), ritrovandosi sostanzialmente a sostenere che un pene maschile sia più scandaloso di un pregiudicato indagato per prostituzione minorile che ancora vuole prendere decisioni per il Paese.
In un mondo che continua a progredire, dunque, la televisione italiana pare aver scelto di tonare al finto pudore del passato, tempi in cui l'apparenza era più peccaminosa della sostanza e in cui l'apparire era la chiave per poter consumare le peggiori nefandezze in una provvidenziale riservatezza.
Nel 1758 Papa Clemente XIII distrusse gran parte del patrimonio artistico italiano dato che riteneva i peni maschili troppo scandalosi e ne ordinò la rimozione da tutte le statue classiche e dagli affreschi della Cappella Sistina. Possibile che dopo 250 anni ci si ritrovi ancora a sentire tesi come quelle?

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Tutto è pronto per il 29° TGLFF

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Tutto è pronto per la 29esima edizione del TGLFF-Torino Gay & Lesbian Film Festival che si svolgerà nel capoluogo piemontese dal 30 aprile al 6 maggio.
I titoli presentati saranno ben 137, provenienti da 40 nazioni e per la maggior parte ancora inediti in Italia (in ben sette casi ci si troverà dinnanzi ad un'anteprima mondiale).
La serata augurale vedrà la partecipazione della madrina Ambra Angiolini e dell'attore Carlo Gabardini. Per la chiusura, invece, l'organizzazione ha invitato l'ospite musicale Levante, artista torinese il cui singolo "Alfonso" ha superato il milione di visualizzazioni su YouTube. Nell'occasione sarà la proiezione di "Bananot (Cupcakes)" di Eytan Fox a chiudere la serata e il Festival.
Il "Premio Dorian Gray" alla carriera sarà assegnato quest'anno ad Emma Dante, drammaturga, regista e attrice di cinema e teatro, mentre tornerà la terza edizione del Queer Award dedicato al film che meglio ritrae l'universo giovanile (la giuria sarà composta dagli studenti del DAMS e dello IED di Torino).
Il Festival è nato nel 1986 e dal 2005 è amministrato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, con il sostegno degli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Torino, e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione CRT.


Rodolfo Valentino: trovato l'accordo sulla scena di nudo frontale di Gabriel Garko

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Dopo la polemica scoppiata attorno ai 15 secondi in cui questa sera Gebriel Garko sarebbe dovuto mostrare in un nudo frontale nella fiction "Rodolfo Valentino", tra comunicazioni di censure e notizie di ricorsi, è attraverso un comunicato stampa che Mediaset ha annunciato: «Tra la direzione di Canale 5 e Alessio Inturri, regista di "Rodolfo Valentino, La Leggenda", è stato raggiunto un accordo riguardo le scene di nudo di Gabriel Garko. Il compromesso è stato trovato nel rispetto delle istanze del regista (per il quale le scene di nudo sono assolutamente funzionali e fisiologiche nel contesto del racconto televisivo) e di ugual rispetto per la salvaguardia delle aspettative di decoro e buon gusto del pubblico familiare di Canale 5. La fiction andrà in onda [giovedì 17 aprile] e martedì 22 aprile in prima serata».
Insomma, una frase che dice tutto e non dice niente, forse allo scopo di alimentare la curiosità e spingere il maggior numero di spettatori possibile ad apparire con i propri occhi se la sequenza ci sarà o meno. Non a caso in tanti ipotizzano che l'intera diatriba non sia altro che un'azione di marketing, anche considerato come solo qualche settimana fa Canale 5 non si è fatta certo problemi a mostrare in prima serata il nudo integrale frontale di Luca Marinelli nel film premio Oscar "La grande bellezza" e c'è proprio da domandarsi perché in questo caso si sia fatto un caso di stato. Il tutto condito anche con titoli cubitali sui giornali di famiglia ed interviste a destra e manca, dal produttore Alberto Tarallo (secondo cui «la scena non viola il codice dei minori, va in onda dopo le 23.10 e, davvero, non ha niente di scandaloso») sino allo stesso Garko che (pur dicendo di essersi vergognato del suo precedente nudo in un film di Tonto Brass) ora rilancia: «Nel mio nudo non c'è niente di volgare»).
Il tutto senza parlare di come un'emittente che trasmette il "Grande fratello" difficilmente possa parlare di «buon gusto» o menzionare le «aspettative di decoro» dopo aver mercificato per anni il corpo femminile. Ma in fondo si sa: nella società maschilista e misogina italiana la nudità maschile fa scandalo e spesso si tende ad isolarla dal proprio contesto per condannarla a priori (come dire, se tanti uomini eterosessuali vogliono vedere delle donne con i seni al vento, perché mai bisognerebbe mostrare un nudo maschile anziché sostenere che la moralità sia salvaguardata dal non farlo?). Anche storicamente il primo nudo femminile integrale mai trasmesso da un'emittente televisiva italiana risale agli inizi degli anni '70 (quando Enzo Tortora propose una serie di spogliarelli nel programma "Aria di Mezzanotte" su Telealtomilanese) mentre per l'equivalente maschile è stato necessario attendere il 1981 (quando Sergio Fantoni comparve in un nudo frontale nella miniserie "Delitto di stato" trasmessa da Rai2), quasi a sottolineare una cultura in cui all'uomo (eterosessuale) è concesso il piacere mentre la donna (eterosessuale) deve mantenersi pura e casta per il proprio marito. Ma forse nel 2014 sarebbe anche ora di cambiare le regole...

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Zac Efron si spoglia agli MTV Movie Awards 2014

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Zac Efron pare ormai essersi lasciato alle spalle la sua immagine di ragazzo acqua e sapore alla volta di un nuovo status da sex symbol. Solo qualche anno fa, ad esempio, la Disney censurò una scena di "High School Musical 3" che lo ritraeva semplicemente sotto una doccia, oggi in "That Awkward Moment" lo si può incontrare nudo sulla tazza del gabinetto dopo che un abuso di pillole blu gli ha provocato un'erezione un po' troppo duratura.
Ed è proprio in virtù del suo nuovo status che l'attore è stato il protagonista di un simpatico siparietto durante gli MTV Movie Awards 2014: salito sul palco per ritirare il premio per la miglior scena a torso nudo, è stato assalito da Rita Ora che gli ha strappato di dosso la camicia spingendolo a mostrare i propri muscoli al pubblico.

Durante la serata gli altri premi sono stati assegnati a "The Hunger Games: La ragazza di fuoco" (Miglior film), Jennifer Lawrence (Miglior attrice con "Hunger Games: La ragazza di fuoco"), Josh Hutcherson (miglior attore con "Hunger Games: La ragazza di fuoco"), Will Poulter (Miglior rivelazione con "come ti spaccio la famiglia"), Emma Roberts, Jennifer Aniston eWill Poulter (miglior bacio in "Come ti spaccio la famiglia"), Orlando Bloom ed Evangeline Lilly (per la miglior scena di lotta in "Lo Hobbit. La desolazione di Smaug"), Jonah Hill (miglior interpretazione comica con "The Wolf of Wall Street"), Zac Efron (miglior performance senza maglietta con "That Awkward Moment"), Mila Kunis (miglior cattivo con "Il grande e potente Oz"), Jared Leto (migliore trasformazione su schermo con "Dallas Buyers Club"), Backstreet Boys, Jay Baruchel, Seth Rogen e Craig Robinson (miglior momento musicale con "This is the End"), Brad Pitt (miglior performance horror con "World War Z"), Vin Diesel e Paul Walker (miglior coppia sullo schermo con "Fast & Furious 6"), Leonardo DiCaprio (miglior momento shock con "The Wolf of Wall Street"), Tris Divergent (personaggio preferito con "Shailene Woodley"), Henry Cavill (miglior eroe come Clark Kent in "L'uomo d'acciaio"), Rihanna (miglior cameo con "This is the End"), Channing Tatum (trailblazer award) e Mark Wahlberg (generation award).

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I nudi maschili di Nymphomaniac

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Da settimane pare quasi impossibile non sentir parlare di "Nymphomaniac", il nuovo film diretto da Lars von Trier. L'annuncio di un cast stellare che avrebbe portato sul grande schermo scene di nudo e di sesso esplicito, infatti, sono bastati per far versare litri e litri di inchiostro a riviste e giornali. Il tutto condito anche dagli aneddoti che non hanno fatto altro che aumentare le aspettative: da Shia LaBeouf che ha raccontato di aver dovuto inviare una foto del suo pene ai produttori del film per essere scelto nel cast, all'annuncio delle presenza di controfigure per i primi piani dei genitali.
Elementi che hanno immediatamente spinto i perbenisti a stracciarsi le vesti e dai quattro venti molteplici voci hanno iniziato a parlare di un «film pornografico». Ebbene, chi afferma ciò forse non ha mai visto un porno.
Se l'obiettivo dell'industria per soli adulti è quello di eccitare lo spettatore, in questo caso il fine ultimo sembrerebbe decisamente diverso. E il tutto senza parlare di come manchino inquadrature chiare e primi piani (spesso si ha l'impressione che ci si trovi davanti a protesi di scena, ndr)... e nessun produttore pornografico si sognerebbe mai sognato di lasciare vestiti i ragazzi più carini per spogliare quelli che proprio non si possono vedere.


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Gabriel Garko: «Peccato che abbiano tagliato la scena in cui ero nudo»

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«Peccato che abbiano tagliato la scena in cui ero nudo: aveva un senso, non era gratuita». È quanto dichiarato da Gabriel Garko al settimanale Oggi, lasciando intendere fra le righe che Canale 5 non manderà in onda il suo nudo integrale all'interno della fiction "Rodolfo Valentino - La leggenda".
La questione aveva avuto ampio spazio mediatico qualche giorno fa, quando scoppiò la polemica fra Mediaset (intenzionata a censurare il momento) e il regista Alessio Inturri (tutt'oggi pronto a minacciare azioni legali per bloccarne la messa in onda del 16 e 17 aprile se la scena non sarà mantenuta). «Mi piacerebbe che Canale 5 ci ripensasse, ma temo non ci sia niente da fare», ha aggiunto l'attore.
Il tutto sarebbe dovuto durare solo pochi secondi, incorniciando il momento in cui il suo personaggio decide di cambiare vita e di diventare un tanghero a pagamento. Un'anticipazione ci giunge però dalle immagini che saranno pubblicate dal settimanale Di Più in edicola dal14 aprile prossimo, nelle quali è possibile vedere un fotogramma (seppur censurato nelle nudità) del momento.
Nell'occasione l'attore ha parlato anche delle voci che riguarderebbero una sua presunta omosessualità. «Mi va bene essere corteggiato da chiunque -ha dichiarato- basta che la cosa si fermi lì. Mica posso discriminare [...] Nella mia vita c'è una persona speciale, ma non voglio dire di più. Non è una donna di spettacolo e non vuole apparire. Ma mi rende felice, con lei sto bene».

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Paolo Tuci lancia "A90" ed assicura: «Sarà uno dei tormentoni dell'estate»

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Dopo aver presentato le sue rivisitazioni di "Barbie Girl" e "Boys", Paolo Tuci ha continuato a rimettere mano ai grandi successi dance degli anni '90 per dar vita al suo album intitolato "A90". L'opera (già disponibile per la prevendita) conterrà sedici tracce: "A 90" (ft. Immanuel Casto), "Sun Has Come Again" (ft. Neja), "Boys" (ft. Pro), "Baby Baby", "Summer is Crazy" (ft. Lafaux), "Be My Lover", "Dreams (will come alive)", "Short Dick Man", "Lick it", "Barbie Girl" (Nowak Radio Edit), "I want it that way", "Ego", "Restless", "Say you'll be there" e "Final Countdown".
L'artista si dice certo che «A90 diverrà sicuramente, grazie al suo ritornello explicit, uno dei tormentoni estivi dei club lgbt». Ed è proprio per dare un assaggio del suo lavoro che in questi giorni è stata resa pubblica un'anteprima della traccia che dà il nome all'album, realizzata insieme al re del porn groove Immanuel Casto.

Clicca qui per guardare la preview di "A90".


Oberyn Martell e la bisessualità del nuovo personaggio di Game of Thrones

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«La Vipera Rossa si gode la vita. Non non discrimina nei suoi piaceri. Non ha alcun senso per lui limitare le proprie esperienze di piacere sessuale, non ha senso negare a se stessi qualcosa di bello, che si tratti di vino o cibo, uomo o donna». È con queste parole che l'attore Pedro Pascal ha parlato della bisessualità del suo personaggio, il principe Oberyn Martell, in "Game of Thrones". Introdotto nella quarta stagione della serie, è a lui che gli sceneggiatori hanno voluto affidare i primi minuti della prima puntata della nuova stagione, collocando la scena all'interno di un bordello dove Martell pare apprezzare la compagnia maschile quanto quella femminile.
E se in quell'occasione la sua performance con due donne ed un uomo è stata bruscamente interrotta prima di poter entrare nel vivo dell'azione, sono in molti ad ipotizzare che gli sceneggiatori non mancheranno di puntare sulla sua versatilità per regalare scene piccanti che possano soddisfare le aspettative del pubblico di ogni orientamento sessuale.

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Out in the line-up, il documentario dedicato al tabù dell'omosessualità nel surf

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Si intitola "Out in the line-up" ed è un documentario che mira ad esplorare il mondo dell'omosessualità fra i surfisti. Nonostante si parli di uno sport tradizionalmente ritenuto fra le maggiori libertà di espressione, ironicamente molti surfisti gay si trovano a dover nascondere il proprio orientamento sessuale per timore di prese in giro, minacce, pestaggi e persecuzioni.
Ed è così che alcuni fra i più famosi surfisti del mondo hanno parlato, per la prima volta davanti alla macchina da presa, di quel lato nascosto ed omofobo della cultura del surf. «Se sei gay o se pensi di essere gay, allora sei fuori. La coercizione sociale è la coercizione più potente che esiste all'interno del mondo del surf», ha raccontato la tre volte campione del mondo di longboard femminile Cori Schumacher.
La pellicola verrà ora presentata al Film Festivals di Newport Beach e di San Diego, dopo essesi già aggiudicata il premio come miglior documentario al Sydney Mardi Gras Film Festival e come miglior opera riguardante il surf al Byron Bay Film Festival.
La trama segue la storia di due surfisti gay che uniscono le proprie forze per portare la loro storia allo scoperto. Insieme intraprenderanno un viaggio che li porterà ad ascoltare la posizione di persone provenienti da ogni angolo della comunità, tra cui l'ex campione del mondo Cori Schumacher, il campione di big-wave Keala Kennelly e l'ex membro del Congresso degli Stati Uniti Barney Frank (sposato con un surfista e divenuto il primo membro del Congresso ad aver contratto un matrimonio con una persona del proprio sesso). Il viaggio porterà alla luce una cultura della paura, fatta di segretezza e di esclusione, ma anche di persone pronte al cambiamento e desiderose di riportare quello sport ai suoi valori originali, legati alla libertà e all'amore per l'oceano.

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"Ai margini" di Giuseppe Cucè si classifica tra i 200 brani più trasmessi dalle radio italiane

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Lanciato in radio lo scorso 10 marzo, "Ai margini" di Giuseppe Cucè risulta attualmente tra i 200 brani più trasmessi dalle emittenti italiane.
Il brano affronta apertamente il tema dell'omofobia e vuole essere un invito a vivere mettendo a nudo la propria interiorità, sottolineando come il relegarsi ai margini non solo sia una negazione del proprio essere, ma soprattutto sia l'accettare una schiavitù. Non si manca di sottolineare anche come l'esporsi sia una scelta difficile, un atto che spesso conduce a doversi destreggiare fra le umiliazioni che rendono schiavi e la consapevolezza di come quella scelta possa rendere molto più liberi. Da qui la speranza del cantautore siciliano per un futuro fatto di coraggio e non di rassegnazione.
Nel video, diretto dal regista Nanni Musiqo, si è deciso di mostrare le vere ferite che l'omofobia lascia sul corpo: tante parole offensive e degradanti che molte persone si trovano a subire quotidianamente. L'autore sottolinea anche come tutti quegli insulti siano rivolti solo agli omosessuali maschi, dato che dalle loro ricerche non è emersa alcuna offesa specificatamente riservata alle lesbiche.

Clicca qui per guardare il video.


James Franco sarà l'ex attivista gay Michael Glatze in un nuovo film di Gus Van Sant

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James Franco pare volersi attestare come uno fra gli attori più proficui di Hollywood: attualmente ha al suo attivo dieci film già girati ma ancora inediti (tra post-produzione e distribuzione mancante) ed altri tre in fase di produzione. A luglio, però, tornerà al lavoro in una pellicola diretta Gus Van Sant (già regista di "Milk") che lo vedrà vestire i panni dell'ex attivista gay Michael Glatze.
La storia da raccontare non sarà certo facile: Michael Glatze, infatti, è stato un attivista per i diritti dei gay, ha convissuto per dieci anni con un altro uomo ed è stato uno dei co-fondatori della rivista Young Gay America. Nel 2011, però, tutto cambiò quando l'uomo venne colto da un attacco cardiaco e lo spavento lo portò a divenire un estremista cattolico, pronto a rinnegare tutto ciò che era stato, sostenendo di essere divenuto un ex-gay ed affrettandosi a sposarsi con una donna. Ancor oggi molti giornali cattolici (anche italiani) citano il suo nome per sostenere che l'omosessualità possa essere "curata" con la fede.
L'uscita del film è prevista per il 2015-2016.


"Art School Stole My Virginity" ha avuto luogo, ma si è rivelato qualcosa del tutto inaspettato

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Lo scorso anno una notizia impazzò sulla rete: Clayton Pettet, uno studente gay della Central Saint Martins di Londra, annunciò di voler portare in scena uno spettacolo di performance art dal titolo "Art School Stole My Virginity" (la scuola d'arte ha preso la mia verginità).
Il ragazzo parve lasciare poco spazio all'immaginazione, al punto che il tutto venne riassunto attraverso la frase «un ragazzo diciannovenne creerà arte attraverso la penetrazione del suo ano vergine». Il tutto venne anche sottolineato dalla diffusione di alcune fotografie (qui, qui e qui alcuni esempi) che parevano voler togliere ogni dubbio riguardo a ciò a cui si sarebbe assistito.
Ebbene, dopo tanto clamore il moneto dell'esibizione è giunto, ma quello che si è visto è qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato. In una sala gremita di folla (i biglietti avevano registrato il tutto esaurito da tempo), Pettet si è presentato sul palco in compagnia di due uomini e di una donna, i quali hanno iniziato a scrivere sulla sua pelle parole come "NSFW" e "teen wh*re". Il ragazzo ha iniziato a strofinare via quelle scritte sino a quando la sua pelle non si è tinta di rosso e, a quel punto, uno dei ragazzi lo ha afferrato e ha incominciato a tagliargli ciuffi di capelli.
I performer si sono poi trasferiti nel seminterrato, mentre uno dei ragazzi ha iniziato a selezionare persone a caso dal pubblico per invitarli a raggiungere il 19enne, il tutto mentre in sala veniva proiettato un video in cui si vedeva Pettet intento a mangiare banane alternato a spezzoni di alcuni talk show televisivi in cui un qualche ospite aveva commentato o deriso la notizia della sua performance.


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Magic Mike avrà un sequel XXL

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È stato il primo film della storia ad essersi occupato seriamente del mondo degli spogliarelli maschili e la scelta è stata premiata dal pubblico con ben 167 milioni di dollari di incassi. Stiamo parlando di "Magic Mike", il grande successo della scorsa stagione firmato dal regista Steven Soderbergh.
Realizzato con la consulenza di Channing Tatum (che prima di divenire attore ha vissuto un'esperienza come stripper), il film ha vantato anche un cast d'eccezione con nomi del calibro di Alex Pettyfer, Matthew McConaughey, Matt Bomer, Channing Tatum e Joe Manganiello. Insomma, quanto basta per risvegliare gli ormoni di chiunque.
Ora giunge la notizia che la pellicola avrà un sequel. È stato ufficializzato che ad occuparsene sarà Greg Jacobs (storico assistente di Soderbergh e già collaboratore del primo capitolo) e che il titolo sarà "Magic Mike XXL".
Voci di corridoio sostengono che Channing Tatum parteciperà anche questa volta alla stesura della sceneggiatura, così come viene data quasi per certa la presenza dell'attore Alex Pettyfer (il pupillo di Tatum e di McConaughey nel primo film). Sul resto dei cast non si sa ancora nulla, ma dato che il set si aprirà in autunno, pare inevitabile una scelta celere degli attori che possa permettergli di iscriversi ad una palestra per prepararsi fisicamente al nuovo capitolo del film.

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Coming Out, il nuovo programma di La 5

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A partire da giovedì 3 aprile, nella seconda serata di La 5 debutterà "Coming Out". Il programma sarà dedicato al racconto delle storie di chi ha deciso di cambiare la propria vita raccontando al verità su sé stessi ai propri cari, indipendentemente dal giudizio e dall'emarginazione che la società gli riserva.
Si andrà dal giocoliere che per un decennio ha fatto credere alla madre di essere un manager, al ragazzo gay che ha deciso di dichiararsi con la madre, ed dalla trans che rivela la sua vera identità alla ragazza oversize che si mostra all'uomo che ama conosciuto in chat e alla drag queen che finalmente si mostra per quello che è ai suoi genitori.
«Il coming out per noi è un invito ad essere se stessi e ad affrontare il mondo senza paura» dichiarano gli autori del programma, così come la creatrice -Chiara Salvo- ha fatto sapere che Francia ed Inghilterra hanno già manifestato interesse nei confronti del format. Allo stesso modo viene sottolineato come la trasmissione non conterrà outing o carambate e, riferendosi ai protagonisti, si chiarisce come «il cambiamento sarà frutto solo del loro libero arbitrio».


Days of Our Lives: in arrivo il primo matrimonio gay del piccolo schermo

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In onda sin dal 1965 e con oltre 12.300 episodi realizzati, "Days of Our Lives" (Il tempo della nostra vita) è una delle soap opera più longeve degli Stati Uniti.
Dopo aver già sdoganato alcuni personaggi gay, ora sarà la prima soap del mondo a portare sul piccolo schermo uno matrimonio fra due uomini. Il tutto avrà inizio il 1° di aprile, con tre episodi consecutivi interamente incentrati sui personaggi di Will Horton (Guy Wilson) e Sonny Kiriakis (Freddie Smith). La storia ci porterà ad assistere al loro fatidico «sì», ad un anno e mezzo di distanza dal coming out di Will.
Pare che sia stato proprio il riscontro positivi del pubblico a quell'episodio ad aver spinto gli autori a calcare la mano e a proseguire nello sviluppo della sua storia d'amore.
In passato fu la soap opera "All My Children" a portare in tv le prime nozze fra due persone dello stesso sesso, anche se in qual caso sui parlava di due donne.

Clicca qui per guardare l'anteprima.


Open Eyes, l'altra animazione

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Dopo il successo dello scorso anno, dal 20 aprile al 6 maggio il Torino Gay & Lesbian Film Festival (TGLFF) ospiterò la seconda edizione di "Open Eyes: l'altra animazione". La manifestazione proporrà dodici film d'animazione legati a tematiche lgbt.
La selezione delle opere è stata curata dall'illustratore e disegnatore italiano Massimo Fenati (creatore dei personaggi di Gus & Waldo, la coppia di pinguini gay le cui avventure sono pubblicate in tutto il mondo) e fra i titoli in programma figurano "Adelshingst (The Noble Stud)" di Sofia Priftis e Linus Hartin, "Candy Boy" di Pascal-Alex Vincent e "Dating Sucks: A Genderqueer Misadventure" di Sam Berliner.
Secondo Fenati, «è abbastanza naturale che quando si riproduce il mondo reale tramite un disegno, calcandone alcuni tratti in maniera più stilizzata, si inietti immediatamente un elemento comico che altera il tono della rappresentazione. E poi è ovvio: da bambini abbiamo tutti visto l'animazione e l'illustrazione come le principali tipologie narrative del nostro mondo infantile, e di conseguenza molte persone conservano questa percezione anche in età adulta». Secondo l'artista, però, l'animazione può assolutamente trascendere da questi stereotipi perché -citando John Lasseter, socio fondatore della Pixar e produttore di capolavori come "Ratatouille", "Wall-E" e "Up"- «l'animazione non è un genere, bensì un medium».


Sally Field racconta il suo rapporto con il figlio gay a sotegno della Human Rights Campaign

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La Human Rights Campaign è attualmente impegnata a raccogliere fondi per cercare di contrastare le norme proposte in più stati che legalizzerebbero la discriminazione dei gay sulla base di una presunta «libertà religiosa». Ed è proprio per offrire il proprio supporto che l'attrice statunitense Sally Field (due volte vincitrice del premio Oscar e tra le protagoniste della serie televisiva "Brothers & Sisters") ha deciso di inviare all'associazione una lettera in cui parla del suo rapporto con il figlio gay (insieme a lei nella foto di apertura).
«Le tre cose di cui vado più orgogliosa nella mia vita -si legge- sono i miei figli, Peter, Eli e Sam. Sono gentili, amorevoli. Ciascuno con la propria lista di talenti e successi. Sam è il mio figlio più piccolo e lui è gay. Per questo, io dico: "E allora?". Crescendo, Sam voleva disperatamente essere proprio come i suoi fratelli maggiori, atletico, turbolento e anche un po' macho. Voleva battere Eli a tennis, sconfiggere Peter a calcio e imparare tutto sui giocatori di basket. Ma Sam era diverso da loro. E il suo viaggio per seguire ciò che la natura voleva lui fosse non era facile.
Quando l'ho visto in difficoltà, volevo intervenire. Ma i suoi fratelli maggiori mi hanno fermata. Mi hanno detto che non potevo percorrere questa strada al posto di Sam. Era il suo percorso, non il mio. Ho dovuto aspettare il suo riscatto nei suoi tempi. Potevo rendere tutto più facile solo restando accanto a lui, amandolo ed essendo sempre lì per facendoglielo sapere.
Infine, a vent'anni, molto tempo dopo aver battuto i suoi fratelli a tennis e al computer e dopo aver imparato il basket come tutti, Sam è stato in grado di alzarsi in piedi con orgoglio e dire: "Io sono gay"».

Via: Queerblog


Albano: «Putin? Un democratico»

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«Secondo me non è giusta l'esclusione della Russia dal G8. Putin ha seminato una buona dose di democrazia e secondo me c'è libertà in Russia». E riguardo ai diritti dei gay e il caso delle Pussy Riot, «Non credo ci sia una nazione al mondo dove esista la perfezione. Io mi sento di difendere Putin perché fa delle cose belle per la sua nazione». Sono queste le agghiaccianti parole pronunciate ieri da Albano Carrisi durante la sua intervista a "Le invasioni barbariche".
Il cantante italiano appare ormai sempre più dimenticato in patria e legato da forti interessi economici alla sua carriera nel mercato russo, ma c'è da chiedersi se questo sia un motivo sufficiente per una difesa dell'uomo che sta imponendo la sua democrazia in Ucraina, che sta discriminando la comunità lgbt suo Paese e che ha favorito corruzione ed affari loschi in occasione dei giochi olimpici di Sochi.
Anche riguardo alle proteste negate alle Pusy Riot -di cui Albano pare non conoscere bene le rivendicazioni dato che si è domandato che cosa volessero- il cantante non ha dubbi: «Ti pare giusto che tre con tanti night e locali liberi debbano andare a spogliarsi proprio in una chiesa? Che siano artiste o meno, non era il luogo per quello che hanno fatto. Insomma, due anni di carcere vanno bene».