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Grazia Di Michele e Platinette porteranno un brano conto la transomofobia a Sanremo

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Si intitola "Io sono una finestra" ed è il brano contro la transomofobia che Grazia Di Michele e Platinette porteranno sul palco dell'Ariston in occasione di Sanremo 2015.
La Di Michele racconta di aver avuto ideato il testo e di aver fatto leggere per puro caso a Platinette. Dal canto suo Mauro Coruzzi ha commentato: «Quando ho letto le parole della canzone mi son detto: ma quello sono io! Ho preso al volo l'opportunità di menarmi a nudo di fronte a una platea come quella sanremese. Quando, dopo l'attacco di Grazia, canto: "Io non so mai chi sono per la gente..." oppure "Un corpo di donna o forse uomo, comunque essere umano" penso di sentirmi allo specchio e di rivedere li travaglio e lo stupore di un'anima che si trova al cospetto di se stessa».
Coruzzi si dice certo anche che l'Ariston sia il palcoscenico giusto per quel tsto: «Solitamente ascolto Malher che mi trasmette malinconia e il pop più leggero, anche quello dei talent. Il Festival è tutto questo, un mondo che è lo specchio del Paese. Conti è un presentatore parecchio doroteo, ma ha capito che l'Italia è matura per una canzone come questa».


Kyle Dean Massey sarà un cantante country gay nella terza stagione di Nashville

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Nella terza stagione di "Nashville" farà la sua comparsa un famoso cantante country apertamente gay. Sarà un personaggio ricorrente interpretato dal 33enne Kyle Dean Massey e, stando alle indiscrezioni, potrebbe avere una relazione con Will Lexington (Chris Carmack), un ragazzo convinto di dover nascondere il proprio orientamento sessuale per poter sfondare nell'ambiente musicale.
Massey è un'acclamata star di Broadway conosciuta per i suoi ruoli in "Wicked: The Untold Story of the Witches of Oz" e "Pippin". È stato anche il protagonista del numero di apertura del "Broadway Bares XXII", uno spettacolo del 2013 che ha coinvolto oltre 220 ballerini per raccogliere fondi a sostegno della lotta all'Aids. Per Massey non sarà comunque un debutto sul piccolo schermo dato che in precedenza ha riscoperto dei ruoli in serie televisive come "Hart of Dixie", "The Good Wife" e "Inside Amy Schumer".
Nel 2010 l'attore ha collaborato anche con il progetto It Gets Better con un video finalizzato alla lotta contro il bullismo omofobico.

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Un posto al sole: in arrivo una storia tra Sandro e Claudio?

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"Un posto al sole" è la prima e più longeva soap opera interamente prodotta in Italia. Appuntamento fisso del preserale di Rai3, vanta più di 4.170 puntate prodotte e ben presto potrebbe tornare ad occuparsi di omosessualità. È quanto ipotizzano gli spettatori che il 21 gennaio scorso hanno potuto osservare un momento di forte chimica fra Sandro (Alessio Chiodini) ed il nuovo personaggio di Claudio Parenti (interpretato da Gabriele Anagni, a sinistra nella foto d'apertura).
L'occasione si è presentata grazie ad esercizio proposto durante una lezione di teatro, nella quale agli attori è stato chiesto di affidarsi ai propri sensi e di girare ad occhi chiusi per il palco. Ed è in quel cotesto che l'incontro fra Sandrio e Claudio pare sia andato oltre al semplice contatto, con carezze ed aree di esplorazione più comuni all'eros che chi si sta semplicemente cercando di capire chi si ha di fronte. Dopo qualche istante Sandro spalanca gli occhi allarmato mentre Claudio lo guarda come chi ha già capito di essere di fronte ad un sentimento ricambiato. La puntata si chiude con una non troppo edificante vena di preoccupazione negli occhi di Sandro... ma in fondo di sa che in soap l'amore non è mai semplice come dovrebbe essere e che gli autori sono sempre alla strenua ricerca della drammatizzazione anche per i rapporti eterosessuali.
Già in passato la soap opera si occupò di omosessualità: nel 1997 una collega giornalista di Michele entrò nel novero delle guest. Francesca ebbe un breve storia con Claudia, prima di sposarsi in Olanda con la sua compagna Ambra. Tra gli altri personaggi gay figurano Luciano Simeoli, Armando, Caterina ed Aurora Iodice (che ebbe una breve relazione con Marina nel 2011).

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The way he looks

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Sono ormai anni che la cinematografia lgbt statunitense ha differenziato la sua proposta ed ha abbandonato la reclusione dalle tematiche drammatiche per abbracciare anche filoni comici, romantici, horror o polizieschi (nonostante la maggior parte di queste pellicole pare non riesca mai a trovare la strada per giungere in Italia). Un'argomento di cui non ci siamo mai occupati è il filone adolescenziale, ossia film in grado di rapportarsi con i più giovani e poter dialogare con le esperienze di chi sta muovendo i primi passi nell'intricato mondo delle relazioni sentimentali. Per raccontarci il film brasiliano "The way is looks" non avremmo potuto trovare parere più autorevole di quello di un adolescente, ed è così che sarà proprio Giorgio a raccontarci perché sia rimasto così colpito dalla pellicola. 16enne di Torino, è anche l'autore di "Pensandoci bene", un blog in cui fra i vari temi trattati non manca di dedicare spazio anche a varie tematiche legate al mondo lgbt giovanile.

Avete mai provato a cercare dei film su una storia omosessuale fra adolescenti? Ci sono due cose che noterete subito. La prima: in Italia non sono mai usciti. La seconda: questi supposti adolescenti scoprono di essere gay facendo sesso, oppure vogliono solo esplorare un altro corpo, oppure si sgrillettano nella doccia con gli amici. A parte "Prayers for bobby", che però non narra una storia d'amore, spicca "The way he looks" di Daniel Ribeiro.
Il film racconta la storia di un ragazzo cieco. Ha sedici anni, si chiama Leo, e il suo unico supporto lo trova nella sua amica Giovanna, che è la sua confidente e la sua migliore amica. Durante i primi giorni dopo la calda estate in classe arriva un nuovo ragazzo: Gabriel. Si siede dietro Leo e, da lì, parte la conoscenza fra lui e gli altri due protagonisti.
I genitori di Leo sono iperprotettivi e non vogliono fargli rischiare nulla. A volte gli scappa qualche frase per "diversificarlo" dai suoi coetanei e viene sempre monitorato in ogni suo spostamento. Per ovviare a questo problema, vuole trasferirsi per fare un interscambio culturale, e contatta l'agenzia che, puntualmente, gli trova una associazione che si occupa di effettuare trasferimenti per persone con problemi di cecità.
Non voglio raccontarvi nient'altro per non rovinarvi l'unico film adolescenziale in cui l'omosessualità sia una parte del tutto che non viene negativizzata o altro. Ci saranno ovviamente gli attacchi omofobi, ma saranno un contorno della minestra.


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Panti Bliss: «Ho 45 anni e non sopporterò ancora»

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La miglior risposta alla disinformazione è la controinformazione. Ed è per questo che non potrebbe esserci miglior risposta al convegno omofobo organizzato da Regione Lombardia che il discorso pronunciato al TEDx di Dublino da Panti Bliss.
La celebre drag queen irlandese ha preso spunto da un dettaglio apparentemente insignificante che tanto insignificante poi non è: due gay non possono tenersi mano nella mano con spontaneità perché il loro primo pensiero sarà irrimediabilmente quello di valutare i rischi che il gesto comporterà. Magari lo faranno, ma non sarà più lo stesso perché la naturalità e l'intimità del momento è già stato intaccato.
«È solo una piccola cosa -dice- ma ci sono un sacco di piccole cose che le persone lgbt devono sopportare e che alle altre persone sono risparmiate».
Da questa semplice considerazione avrà inizio un viaggio nel mondo dell'omofobia, un sentimento negato e spesso racchiuso dietro fantasiose scuse. Che si rivendichi di voler "difendere" la famiglia o che si prospetti la fine della società civile, i veri motivi sono spesso riconducibili ad un'immagine che è ben impressa nelle menti di chi non vuole accettare i gay.
L'intelligenza e la chiarezza dell'intervento è stato premiato da una standing ovation dell'intera sala, testimonianza di un monologo di una ventina di minuti che vale veramente la pena vedere e diffondere.

Clicca qui per guardare il monologo con sottotitoli in italiano.


Offerti due milioni di dollari a Justin Bieber per partecipare ad un film porno con Johnny Rapid

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È attraverso un video pubblicato su YouTube che una nota casa di produzione per soli adulti ha lanciato una curiosa offerta a Justin Bieber: due milioni di dollari per prendere parte ad una singola scena di un film gay in compagnia di Johnny Rapid.
la proposta è stata lanciata dallo stesso attore che, quasi come se si trattasse di una telepromozione, non ha mancato di illustrare tutti i punti più vantaggiosi, sottolineando come per accaparrarsi quella cifra stellare basterebbero solo poche ore sul set di un film porno. Inoltre Johnny Rapid (versatile e quindi non vincolante per il ruolo) ha anche precisato: «Sarà facile! Ed inoltre sarò io a fare la maggior parte del lavoro».

Non è dato di sapere se la popstar canadese si prenderà il disturbo di declinare l'invito, ma certo è che questo appare un periodo particolarmente propizio per una simile richiesta: recentemente divenuto il nuovo volto di Calvin Klein, Bieber pare non aver preso molto bene le accuse lanciare da un sito scandalistico volte a sostenere che le immagini siano state ritoccate per renderlo più muscoloso. Ed è così che in questi giorni non sta perdendo occasione per mostrarsi mezzo nudo su Instagram al grido di «Photoshop lol».. Sia mai che decida di partecipare pur di offrire una prova definitiva della sua prestanza fisica...


Subject to Change, la nuova serie gay australiana

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Si intitola "Subject to Change" ed è una nuova serie televisiva australiana che si sta per affacciare sul mercato. Premiata in occasione di numerosi festival internazionali, la sua trama non manca di affrontare direttamente ed esplicitamente alcuni temi legati al mondo lgbt
Il tutto è ambientato nel quartiere operaio di Hedley, in Australia, dove potremo seguire le vicende di Ben, Karly ed Evie. Saranno loro a mostrarci cosa possa significare provare attrazione per una persona del proprio sesso in un sobborgo e in una scuola di un'area conservatrice che non vede di buon occhio l'omosessualità.
Si tratta di una serie indipendente prodotta da Daniel Mercieca che prevede una prima stagione formata da tredici episodi di circa 25 minuti ciascuno. L'uscita dell'opera avverrà nel 2015 e c'è da sperare che qualche grande network televisivo decida di trasmetterli e di dare visibilità ad un'opera che sulla carta si preannuncia come molto promettente.

Clicca qui per guardare il teaser dell'espisodio pilota.


Mio marito non è gay, è polemica: «Lo show promuove l'idea che i gay possono e debbano essere etero»

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Nonostante non sia ancora andato in onda, è bastato un breve trailer per spingere migliaia di persone a protestare e chiedere a gran voce che il programma "My Husband's Not Gay" sia cancellato. Lo show, realizzato alla statunitense TLC, mostrerà la vita di quattro mormoni attratti da persone dello stesso sesso che vivono a Salt Lake City, nello Utah. Tre di loro sono sposati con figli, il quarto è alla disperata ricerca di una moglie. Nessuno di loro accetta di essere definito «gay» dato che l'omosessualità non è accettata dalla loro religione.
Il titolo pare prendere spunto da una frase pronunciata da una delle moglie, pronta a sostenere che: «Mio marito non è gay, ha solamente pulsioni che lo portano ad essere attratto da altri uomini». Un'altra aggiunge: «Il nostro matrimonio non è perfetto, ma nessuno lo è. Noi crediamo che grazie alla nostra fede in Dio potremo superare qualsiasi cosa». «Voglio sposare una donna, ma non so come gestire i miei sentimenti» dice il ragazzo single, precisando poi che non vuole assolutamente incontrare altre persone del suo stesso sesso.
I funzionari di TLC difendono la loro produzione sostenendo che «le persone presenti in questo speciale di un'ora rivelano le decisioni che hanno fatto e parlano solo per sé stessi». Di parere diametralmente opposto è la Glaad, pronta a bollare il programma come «decisamente irresponsabile» dato che «sta mettendo innumerevoli giovani lgbt in pericolo» nel diffondere l'idea che un gay possa decidere di non esserlo più. Va sottolineato infatti come la trasmissione non sia un reportage sulla difficoltà di essere gay o bisessuali in una comunità così chiusa, ma solo una vetrina di opinioni discutibili che possano procurare audience.
Dinnanzi a quattro uomini che si dicono felici a vivere una relazione con persone del sesso opposto a quello verso cui provano attrazione, c'è da chiedersi quanti genitori potranno trovare in quelle testimonianze una scusa a cui appigliarsi per potersi convincere che i loro figli gay possano condurre una vita da eterosessuale .
Non appare un caso che fra i maggiori oppositori al programma figuri anche John Sanders, un cattolico che in passato si era sottoposto alle fantomatiche "terapie riparative" nella speranza di poter divenire eterosessuale in modo da poter piacere di più a Dio. Col tempo, però, l'uomo si è accorto del male che si stava facendo ed è in virtù della sua esperienza che oggi figura in prima fila nel sostenere che il programma propagandi «l'idea falsa e pericolosa che i gay possono e debbano scegliere di essere eterosessuali per poter essere parte delle loro comunità di fede. No, ad un giovane non dovrebbe mai essere detto di vergognarsi di ciò che è, soprattutto da parte di una rete televisiva».


Nella cover statunitense di "Pride" spariscono tutti i riferimenti all'omosessualità dei protagonisti

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L'immagine di apertura mostra la locandina originale del film Pride e quella riportata sulla cover del dvd che è stato messo in vendita negli Stati Uniti. Osservando le differenze, però, non è difficile notare che l'immagine sia stata ritoccata digitalmente per eliminare qualsiasi riferimento all'omosessualità dei manifestanti. E se ciò non bastasse, anche nella sinossi riportata sul retro della confezione c'è una differenza: il riferimento a «un gruppo di attivisti gay e lesbiche di Londra» è diventata un più generico «gruppo di attivisti di Londra».
Insomma, nonostante il film racconti la vera storia di un incontro fra i minatori in sciopero e un gruppo di attivisti lgbt scesi in piazza per lottare al loro fianco, in quella confezione non c'è più alcun riferimento esplicito a quanto accaduto.
La versione dvd del film è stata rilasciata negli Stati Uniti lo scorso 23 dicembre da parte di CBS Film e Sony Pictures.

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I ragazzi di The Covenant

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Che siano vampiri, licantropi o persone dotate di poteri soprannaturali, il cinema è solito far ricoprire il ruolo di personaggi epici ad attori dall'indiscutibile bellezza. Il film "The Covenant", diretto nel 2006 da Renny Harlin e trasmesso ieri sera da Italia 1, non fa eccezione.
La trama ruota attorno a quattro studenti della prestigiosa Spenser Academy (Caleb Danvers, Pogue Parry, Reid Garwin e Tyler Simms), ragazzi dotati di un immenso potere che è stato tenuto segreto per 300 anni dopo che le loro dinastie sono state date per estinte a Salem durante il periodo della caccia alle streghe. Ben presto si scoprirà che un quinto discendente è sopravvissuto e che la battaglia sarà inevitabile.
Ma al di là della trama, gli sceneggiatori non hanno certo centellinato nel cogliere ogni occasione per mostrarci i cinque protagonisti in tutta la loro prestanza fisica. Anzi, giusto per esagerare, si è pensato bene di farli iscrivere anche alla squadra di nuoto della scuola (con tanto di scene girate direttamente negli spogliatoti).
Prima di lasciarvi alle immagini del film, scopriamo assieme la storia dei cinque attori chiamati ad interpretare i cinque ragazzi dotati di quell'incredibile potere.


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Channing Tatum torna a mostrarsi senza veli in Foxcatcher

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Forse non sarà l'incredibile primo piano regalatoci da "Magic Mike" o quello mostrato da "The Vow", ma il sedere di Channing Tatum ha fatto la sua comparsa anche nel film "Foxcatcher".
Nella pellicola diretta e prodotta da Bennett Miller, Channing Tatum indossa i panni di del wrestler Mark Schultz, fratello del lottatore olimpico David Schultz (Mark Ruffalo) che venne assassinato nel 1996 da John du Pont (Steve Carell), amico ed allenatore del lottatore.
Ed è proprio in occasione di una scena in cui il personaggio di Tatum si sottopone alla prassi della pesa che lo si può ammirare come mamma l'ha fatto, dato che anche lottatori professionisti sono soliti sottoporsi senza veli a quella prassi.

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Marshall Williams sarà il nuovo quarterback gay della sesta ed ultima stagione di Glee

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Dopo le anticipazioni è finalmente giunto il momento di scoprire chi sarà l'attore chiamato ad interpretare un quarterback gay nella sesta stagione di "Glee".
La scelta è caduta sull'attore canadese Marshall Williams, classe 1989 e finalista di Canadian Idol nel 2008. Il suo personaggio si chiamerà Spencer Porter, sarà un giocatore di footbal e membro membro del Glee Club. Gli autori hanno già fatto sapere che il giovane sarà felice e consapevole della propria sessualità.
La sesta ed ultima stagione di "Glee" verrà trasmessa negli Stati Uniti a partire dal 9 gennaio e vedrà l'inserimento di altri quattro nuovi personaggi che saranno interpretati da Noah Guthrie, Samantha Marie Ware, Billy Lewis Jr. e Laura Dreyfuss.

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L'autrice di Brokeback Mountain: «Vorrei non aver mai scritto quella storia»

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«Vorrei non aver mai scritto quella storia. È stata la causa di seccature, problemi e scocciature da quando il film è uscito». Ad affermarlo è Annie Proulx, l'autrice che nel 1997 scrisse il racconto che nel 2005 venne riadattato per il celebre film "I segreti di Brokeback Mountain".
«Prima del film, andava tutto bene -ha dichiarato- Una gran parte della popolazione è ancora indignata. Ma non è questo il problema. Sono abituata a questo genere di reazioni dalle persone di queste parti a cui non piace il modo in cui scrivo. Il problema è nato dal film. Molte persone hanno frainteso la storia. Penso che sia importante che nelle storie ci siano spazi che i lettori possano riempire con le loro esperienze, ma sfortunatamente il pubblico che Brokeback Mountain ha raggiunto conduce vite molto fantasiose. Uno dei motivi per cui teniamo le porte chiuse qui è che molti uomini hanno deciso che la storia dovesse avere un lieto fine. Non riescono a sopportare il modo in cui finisce: non ce la fanno. E così hanno riscritto la storia, includendo ogni tipo di fidanzato e di nuovo amante fino all'uccisione di Jack. E questo mi fa impazzire. Non riescono a capire che la storia non parla di Jack e di Ennis. Parla di omofobia, parla di una situazione sociale, parla di un posto dove c'è una particolare mentalità e moralità. Non so dirci quante di queste cose mi siano state inviate quasi si aspettassero io potessi rispondere: "'Oh grande, se solo avessi avuto la capacità di scrivere in questo modo!". E tutti iniziare allo stesso modo: "Io non sono gay, ma...". L'implicazione è che pensano che che essendo uomini possano capire meglio di me come queste persone si sarebbero comportate. E forse lo fanno. Ma non è la storia che ho scritto. Quelli non sono i loro personaggi. I personaggi appartengono a me».
Poi ha aggiunto: «Non ho mai avuto problemi simili con qualsiasi altra cosa io abbia scritto. Nient'altro. La gente l'ha vista come una storia di due cowboy. Ma non è mai stata la storia di due cowboy».


Il modello francese Gaspard Ulliel, testimonial di Chanel, si mostra nudo nel film "Saint Laurent"

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Gaspard Ulliel è un attore e modello francese nato a Boulogne-Billancourt il 25 novembre 1984. Durante gli anni del liceo esordisce come attore nella serie televisiva "Une femme en blanc", cimentandosi poi nello studio della cinematografia presso l'Università di Saint-Denis. Nel 1999 è parte del cast del lungometraggio "Alias", il suo primo film. Nel 2005 vince il Premio César come migliore promessa maschile ne "Una lunga domenica di passioni" di Jean-Pierre Jeunet mentre, due anni più tardi, vestirà i panni del criminologo cannibale Hannibal Lecter in "Hannibal Lecter - Le origini del male", tratto dall'omonimo romanzo di Thomas Harris. Attualmente è anche il testimonial della campagna pubblicitaria del profumo maschile Bleu de Chanel.
Tra i suoi ingaggi di quest'anno figura anche il ruolo da protagonista nel film "Saint Laurent" di Bertrand Bonello. Ed è proprio in quel contesto che il modello francese si è concesso in un nudo frontale che lascia assai poco spazio all'immaginazione. Già ritenuto un vero e proprio sex-symbol, ora Ulliel non potrà che alimentare ulteriori fantasie dopo aver rivelato doti notevoli che sino ad oggi non erano di dominio pubblico.

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Michele Grandinetti torna a cantare l'amore fra due uomini con "Our Story"

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Ci siamo già occupati di Michele Grandinetti, il cantante milanese che il grande pubblico ha conosciuto grazie alla selezioni di X-Factor 6. Da tempo impegnato sensibilizzare il pubblico sui diritti lgbt attraverso le cover che pubblica regolarmente sul suo canale YouTube, ha ora lanciato il suo primo brano originale dal titolo "Our Story".
Il testo racconta la storia d'amore tra Giulio e Tommaso, i due protagonisti delle fortunata webserie G&T. la scelta non è certo casuale dato che il videoclip porta la firma degli stessi registi ed attori della serie (Francesco D'Alessio e Matteo Rocchi). Nata come una delle prime webserie gay italiane, G&T ha totalizzato più di 21 milioni di visualizzazioni ed è seguita successo negli Stati Uniti, Francia, Spagna, Tailandia, Indonesia e Cina.
Il brano "Our Story" è già disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming.

Clicca qui per guardare il video.


Paolo Tuci ci riporta nel 1988 con "Jem"

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L'attesa è finalmente finita e, dopo le prime anticipazioni, è finalmente giunto il momento di poter assaporare la nuova fatica discografica di Paolo Tuci. Si tratta di una cover della sigla di Jem, il celeberrimo catone animato del 1988 che è divenuto un vero e proprio oggetto di culto da parte di un'intera generazione di gay.
Il tutto è accompagnato anche da un bellissimo video realizzato al Queever di Torino, con costumi e ciuffi colorati che ci fanno riassaporare il gusto di un ricordo. Naturalmente non poteva mancare anche una qualche novità, ed è così che il gruppo delle The Holograms (originariamente composto dalla sorella di Jem, Kimber Benton, e dalle sue amiche Aja Leith e Shana Elmsford) si è magicamente trasformato in un trio di aitanti ragazzi (Alessandro Campanale, Andrea Jensen e Marvis Omorogbe).
Le sorprese, però, paiono destinate a non finire qui ed il singolo in questione è parte di un progetto più ampio: l'album intitolato "Jem & C." in cui trovano spazio ben dodici cover di altrettanti celebri cartoni animati anni '80 e '90, tutti ovviamente arrangiatati nell'inconfondibile stile di Tuci.
I titoli spaziano da Occhi di gatto a L'incantevole Creamy e da Mila e Shiro a Holly e Benjy. E poi, ancora, Alvin Rock'n'Roll, Memole dolce Memole, Lupin, Dragon Ball, Kyashan e Polymar, Sailor Moon e La bella e la bestia.

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Ben Affleck e Neil Patrick Harris nudi in "Gone Girl"

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Un personaggio noto che decide di spogliarsi dinnanzi ad una macchina da presa genera sempre curiosità, ma se si sta parlando di attori del calibro di Ben Affleck e di Neil Patrick Harris vien da sé che la notizia possa risultare una bomba per molti dei loro fan. Ancor più se si sta parlando di un nudo frontale e non di un qualcosa di vagamente accennato.
L'occasione di vederli come mamma li ha fatti ci giunge dal film "Gone Girl" di David Fincher, in arrivo in Italia con le feste di Natale. La presenza dell'attesa sequenza era stata anticipata dallo stesso Affleck che, nel corso di un'intervista, aveva ironizzato: «Dovreste sapere che sul set faceva molto freddo...». Se difficilmente avremo l'occasione di poter costatare il risultato in ambienti più caldi, nel guardare la sequenza risulta decisamente difficile rimanere delusi o pensare che ci sia un qualcosa da giustificare.
Prima di anticipare le immagini della sequenza è bene ricordare che l'appagamento della una curiosità ha anche un retro della medaglia, dato che le due sequenze in questione risultano anche un clamoroso spoiler per quanti volessero gustarsi il film. A voi, dunque, decidere se ammirare le doti nascoste dei due attori o se attendere di poterle vedere direttamente dinnanzi al grande schermo.

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Nick Jonas si dice orgoglioso di interpretare un personaggio gay

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"Kingdom" è una serie televisiva statunitense che segue le vicende di una famiglia che gestisce una palestra di arti marziali. Nel finale di stagione si scopre che uno dei personaggi principali, Nate Kulina, è gay. Le immagini lo svelano mostrandolo ubriaco mentre ha un rapporto orale con un altro uomo.
Se la sorpresa avrà spiazzato qualche spettatore, è facile immaginare che la sua sessualità potrà essere maggiormente esplorata nei 20 episodi già commissionati (che saranno trasmessi fra il 2015 e il 2006).
L'attore e musicista che interpreta Nate, Nick Jonas, ha voluto precisare che era stato informato dell'omosessualità del suo personaggio già prima dell'inizio delle riprese e di sapere che scene così allusive potrebbero avere ripercussioni sui fan acquisiti nel campo musicale. Ma, ciononostante, ha accettato il ruolo perché si considera orgoglioso di poter vestire i panno di un ragazzo costretto a dover lottare per i propri amori in un mondo così omofobo come quello che circonda i gli atleti professionisti.
Nell'occasione ha voluto anche lanciare un appello ai suoi fan: «Attraverso alcune storie posso condividere la mia vita personale e la mia opinione, ottenendo una progressione. Invito tutte le persone di tutti i ceti sociali ad accettare tutte le persone... e sarei entusiasta se i miei fan decideranno di essere parte di tutto questo».

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Pride, da domani al cinema

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Uscirà domani nelle sale cinematografiche il film "Pride" di Matthew Warchus. Presentato al Festival di Cannes 2014 e premiato con la Queer Palm, il film racconta la vera storia di un curioso incontro fra due mondo molti diversi.
In occasione del Pride di Londra del 1984, l'attivista Mark Ashton decide di raccogliere fondi per sostenere le rivendicazioni e lo sciopero dei minatori che protestano contro le scelte politiche della premier Margaret Tatcher. Secondo Mark, infatti, gay e le lesbiche siano vittime dello stesso sistema e pensa che un legame di di solidarietà con i lavoratori in lotta possa portare a benefici comune.
Nonostante i molti scetticismi, riesce a fondare il gruppo "Lesbians and Gays Support the Miners" ma anche da parte dei minatori la risposta non è delle migliori ed il loro aiuto viene rispedito al mittente. Decide quindi di contattare e raggiungere i lavoratori di un paesino minerario del Sud del Galles, Delais: la conoscenza diretta e l'entusiasmo dei giovani attivisti gay e lesbiche finiscono con lo sciogliere la diffidenza e i pregiudizi di una piccola comunità chiusa e machista, spianano la strada a una stabile solidarietà. Le cose però si complicano quando una delle componenti del comitato dei minatori di Delais, che non ha mai accettato la presenza delle lesbiche e dei gay, informa di nascosto la stampa che si scatena in articoli dispregiativi sui "pervertiti" che mantengono i minatori, gettando dubbi in tutta la comunità...
Molte altre vicende si intrecciano nella trama: dal coming out, ai rapporti familiari, dalla violenza omofobica all'esplosione dell'Aids.

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I ragazzi di "A fior di pelle"

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"A Fior di Pelle" è un nuovo gioco trasmesso da Agon Channel (canale 33 del digitale terreste) che si basa su un'idea tanto semplice quanto curiosa: domande, risposte e montepremi sono scritti sui corpi di alcuni modelli e modelle.
Condotta dal giovane showman Antonio Mezzancella, la trasmissione si articola in tre manche. Nella prima, denominata "body memory", i concorrenti saranno chiamati a visualizzare una serie di risposte scritte sui corpi del modelli e ricordarsi chi di loro riportava quella esatta una volta che gli verrà posta la domanda. Nella seconda, denominata "lato a, lato b" il conduttore pone una domanda e i concorrenti devono azzardare se la risposta corretta sia scritta sul petto o sulla schiena dei modelli: qualora la risposta che troveranno non li convinca, potranno optare per l'altra risposta. L'ultima manche è la "body cash", durante la quale i modelli porteranno sulla propria pelle sia le domande che il montepremi in palio. A tal proposito non passa inosservato è anche come i montepremi in palio siano più modesti di quanto si è soliti vedere, anche se c'è da chiedersi se questo eviti di risultare un insulti ai tanti spettatori che non sanno come arrivare alla fine del mese e si trovano spesso sbattuto in faccia un mondo distante da quello reale in cui basta dare risposte elementari per guadagnare migliaia e migliaia di euro.
Tornando al programma, abbiamo visto come i veri protagonisti siano i modelli e le modelle che esibiscono le varie forma di body painting. Ed è dei primi che ci occuperemo che, parafrasando il concept dello show, offrono una tela di tutto rispetto su cui esibire quelle scritte attraverso corpi atletici e pettorali ben pompati.
Se i nomi che scorrono nei titoli di coda lasciano intuire come siano presumibilmente tutti di origine albanese (gli studi dell'emittente si trovano a Tirana, ndr) al pubblico sono proposti attraverso nomi di fantasia come Boy, Casanova, Ken, Nerd, Pascia, Pitbull e Van Damme.
A seguire, nella consueta galleria fotografica di fine post, ecco alcune delle loro passerelle.

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