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Giovanardi minaccia la crisi di governo se si parlerà di unioni gay
Pubblicato il 29 aprile 2013 |

L'avversione di Giovanardi nei confronti dei gay pare assumere forme sempre più patologiche. Giusto pochi giorni fa, quando ha manifestato insieme ad una manciata di persone davanti all'ambasciata francese, aveva asserito che i gay gay possono «diventare presidenti di Regione -come Vendola e Crocetta- ma non sposarsi. C'è un problema di diritto naturale, l'omosessualità non si può rivendicare».
Poi, nei giorni successivi, è tornato sull'argomento sentenziando che «Il Pdl ritirerebbe immediatamente l'appoggio a un Governo che volesse realizzare le unioni di fatto. Credo che questo esecutivo nasce se espunge le cose più controverse del centrodestra e del centrosinistra. Personalmente credo che la premiership di Letta, che è un credente, sia una garanzia in più su alcuni aspetti controversi. Temi come la liberalizzazione della droga o i matrimoni gay non possono far parte del programma di questo Governo».
Insomma, quella paventata ha tutta l'aria di una miccia, con buona pace per la maggioranza dell'elettorato che si era espresso a favore di partiti che in campagna elettorale avevano promesso maggiori diritti civili per le coppie gay.
Una volontà, la sua, ribadita anche a KlausCondicio: «Se la componente Pd di questo esecutivo volesse proporre le unioni civili o il cambio della legge 40 -ha affermato Giorvanardi- sarebbe come se il centrodestra proponesse la responsabilità diretta dei giudici, una cosa dal nostro punto di vista assolutamente legittima, ma che impedirebbe di andare avanti. Il nuovo governo nasce sui punti condivisi, non su quelli che dividono, nessuno può portare avanti il suo programma. Letta deve dare un messaggio chiaro sulle cose da fare, non su quelle da non fare: la nuova legge elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari e gli interventi per lo sviluppo economico di cui il Paese ha urgente bisogno».
Giovanardi: «Il matrimonio gay mi imbarazza più di Berlusconi»
Pubblicato il 19 febbraio 2013 |

Carlo Giovanardi pare ormai ossessionato dai matrimoni gay. Basta fargli una qualsiasi domanda perché il senatore del Pdl porti lì l'argomento. Ed è così che, ospite a Radio Città del Capo, gli è stato chiesto un commento sul siparietto di Silvio Berlusconi con la dipendente della Green Power (il famoso «Lei viene? E quante volte viene?»). Pronta la risposta di Giovanardi: «Berlusconi mi ha imbarazzato come tutti, ma lo sono molto di più quando si vuole andare contro il diritto naturale, riconoscendo forme di matrimonio che la nostra Costituzione non prevede».
Che cosa centrassero i matrimoni gay in quel contesto lo sa solo lui, ma l'ex sottosegretario è partito a ripetere quello che ormai appare quasi come un suo mantra: «La Costituzione italiana prevede la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna». Poco importa se Corte Costituzionale ha chiaramente chiarito che non è così, tant'è che nei suoi discorsi continua incessantemente a sostenere che sia stata proprio quella Corte a dargli ragione.
Poi ha aggiunto: «Se il Parlamento farà una riforma della Costituzione, che poi naturalmente sottoporremo a un referendum popolare, e il popolo italiano deciderà che due uomini o due donne possono sposarsi, ne prenderò atto», pur ribadendo di essere «contrario» e di voler difendere a tutti i costi «l'attuale Costituzione italiana». Ma non solo. Dopo quella labilissima apertura, Giovanardi si è sentito nel dovere di spararne una delle sue, asserendo che «mi imbarazza che ci sia la compravendita in giro per il mondo: ci sono le fattorie in India dove tengono le ragazze, gli fanno fare le gestazioni a favore delle coppie omosessuali dell'Occidente».
Giovanardi contro la coppia gay sul palco del Festival
Pubblicato il 13 febbraio 2013 |

Davanti alla commuovente storia portata sul palco dell'Ariston dai due ragazzi gay che proprio domani si sposeranno a New York (dato che la loro relazione non è riconosciuta dalle leggi italiane), Cerlo Giovanardi è sceso in campo per sostenere che gli affetti siano da ricondursi ad una precisa parte politica e, quindi, da tacere in tempo di campagna elettorale.
«La Presidente e il Direttore Generale della Rai -ha tuonato Giovanardi- spieghino come sia possibile che, in periodo di par condicio, un conduttore esageratamente pagato e politicamente schierato come Fabio Fazio usi il Festival di San Remo per uno spot a favore del programma elettorale e di vita del candidato Niki Vendola, facendo contestare, a dieci giorni dalle elezioni politiche, il principio contenuto nell'articolo 29 della nostra Costituzione laica e repubblicana, che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, fra un uomo e una donna, come più volte ha ribadito la Corte Costituzionale».
Come un disco rotto, il responsabile delle politiche familiari del Pdl è tonato a negare tutti i pronunciamenti del Parlamento Europeo e della Corte Costituzionale, preferendo sostenere che le sue idee personali debbano valere più dei diritti dei cittadini (adducendo fantomatici pronunciamenti, forse rivisti ed interpretati nella sua mente).
L'articolo 29 della Costituzione, infatti, sancisce che «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare». Ogni altra considerazione sul sesso sei coniugi è solo un'invenzione.
E, già che ci siamo, perché non chiedersi il come mai un politico esageratamente pagato si possa sentire nel diritto di offendere ed insultare l'amore di due persone (e di migliaia di altre coppie come loro) solo per un tornaconto personale?
Giovanardi ribadisce: «La parola Olocausto non può essere usata per i gay»
Pubblicato il 27 gennaio 2013 |

L'aveva già affermato lo scorso aprile, ma evidentemente Carlo Giovanardi dev'essersi sentito così orgoglioso della sua sparata omofoba da non essere riuscito a trattenersi dal ripeterla alla vigilia della Giornata della memoria (ed in piena campagna elettorale). Ed anche oggi, oggi come allora, l'occasioni per il suo negazionismo gli è stata offerta da un'intervista realizzata da Klaus Davi.
L'ex sottosegretario alla famiglia ha nuovamente dichiarato: «La parola Olocausto non può essere usata per i gay. Per un semplice motivo: la parola Olocausto può essere usata solo ed esclusivamente per quel progetto criminale di cancellare dalla faccia della terra milioni e milioni di persone, sulla base soltanto del fatto che fossero ebrei. Che poi i nazisti abbiano perseguitato gli zingari, gli handicappati, gli omosessuali, ma attenzione, solo una fattispecie di omosessuali, perché ormai è dimostrato che una buona parte della dirigenza nazista e della SA erano omosessuali, compreso Hesse, facevano una differenziazione fra i comportamenti, gli atteggiamenti. Che siano stati perseguitati gli omosessuali, assolutamente sì, come purtroppo il nazismo perseguitò, gli zingari, le minoranze, gli handicappati, i subumani come li chiamavano loro».
Giusto pochi giorni fa il presidente di Arcigay aveva ricordato come finalmente anche le vittime gay fossero ricordate nei discorsi ufficiali, dopo anni di indifferenza che pareva volerle considerare delle «vittime di serie B». Ma Carlo Giovanardi, deputato Pdl e candidato per l'ennesima volta dopo 20 anni di presenza in parlamento, ci ha riporto con i piedi per terra e ci mostra come ancor oggi ci siano personaggi del Governo disposti a considerare l'olocausto dei gay un «olocausto di serie B» (con buona pace per gli oltre 7mila omosessuali uccisi nei campi di concentramentoe per o 100mila gay incarcerato tra il 33 e il 45).
Clicca qui per guardare l'intervista.
Giovanardi assicura che Berlusconi sia contrario alle unioni gay
Pubblicato il 07 gennaio 2013 |

Una frase pronunciata stamattina da Silvio Berlusconi aveva lasciato intendere una labile apatura alle alle unioni gay. Ma se Michaela Biancofiore ha immediatamente manifestato la sua contrarietà all'idea, Calo Giovanardi si dice certo che l'ex-premier sia stato frainteso.
«Le assicuro che Berlusconi è contrario», afferma in un'intervista a Il Sussidiario, «Berlusconi ha semplicemente fatto riferimento ad un disegno di legge che ho presentato circa sei mesi fa, firmato da moltissimi senatori e la cui struttura tecnica è merito dell'ordine dei notai: i "Contratti di convivenza e solidarietà"».
Insomma, secondo il deputato il riferimento di stamattina riguarderebbe delle norme che equiparerebbero una relazione gay ad una qualsiasi convivenza (anche non legata a vincoli affettivi) di chi «per solidarietà, si trovano a vivere sotto lo stesso tetto».
Poi, interpretate le parole di Berlusconi, Carlo Giovanardi è anche tornato a rivangare uno dei suoi tormentoni più noti: «In Italia il matrimonio è tra uomo e donna. Lo dice la Costituzione e la Corte costituzionale, per l'ennesima volta, ha di recente chiarito che può dirsi tale esclusivamente quello tra un uomo e una donna. I Contratti di solidarietà, semplicemente, riconoscono ai sottoscrittori diritti che, sulla base della giurisprudenza, dovrebbero già essere contemplati, ma che, in pratica, è molto difficile vedersi riconoscere».
La proposta di Giovanardi per le unioni civili
Pubblicato il 04 settembre 2012 |

Dopo aver creato clamore mediatico con le sue continue dichiarazioni omofobe, Carlo Giovanardi ha presentato a sorpresa un disegno di legge al Senato per la regolamentazione delle coppie di fatto, sia gay che eterosessuali.
Un svolta dal sapore elettorale, giunto a fine legislatura (lui stesso afferma di sapere che non ci sarà il tempo per poterne discutere in aula) e con una sinistra che pare incapace di trovare il coraggio di parlare di matrimoni gay. E di matrimoni non ne parla neppure l'ex sottosegretario alla famiglia, preferendo il ricorso ad un «contratto di convivenza e solidarietà» che potrà essere sottoscritto da chi vive una convivenza di qualsiasi tipo (anche fra amici, purché residenti nello stesso domicilio) e che dovrà essere sottoscritta alla presenza di un notaio per poi essere depositato all'anagrafe del Comune. In tal modo ci si potrà assicurare una serie di diritti, come l'eredità, l'assistenza sanitaria, la cointestazione dell'abitazione e le decisioni in materia di salute in caso di incapacità di intendere e volere dell'altra persona.
Ma è lui stesso a mettere le mani avanti e a precisare come non sia previsto alcun «accostamento alla famiglia tradizionale» dato che, perlomeno secondo il suo parere, il matrimonio è un lusso che deve rimanere riservato alle coppie eterosessuali.
Immediata è giunta la replica di Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, che ha commentato: «Chi è omofobo lo resta, e una proposta di questo tipo la respingiamo al mittente: sicuramente è una mossa pubblicitaria e la prendo in quanto tale. Ma l'unica cosa credibile è la sua omofobia [...] Questo disegno di legge poteva essere presentato, al massimo, negli anni '80. Al di là del fatto che provenga da lui, è a una distanza siderale dall'unica proposta che ci interessa: realizzare l'eguaglianza tra le persone come vorrebbe la nostra Costituzione, ovvero l'estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali»
Carlo Giovanardi come la Seredova: «I gay nell'esercito? Dormano in camere separate»
Pubblicato il 08 luglio 2012 |

Siamo alla frutta. Giusto pochi giorni fa ci siamo occupati delle assurde dichiarazioni della showgirl Alena Seredova, moglie di Gigi Buffon, che proponeva spogliatoi separati per eventuali calciatori gay della nazionale.
Evidentemente, però, Carlo Giovanardi dev'essere rimasto estasiato da tali parole, al punto da farle proprie. Ed è così che, ospite a Radio 24, il politico ha dato libero sfogo alla propria omofobia dichiarando: «Oggi nell'esercito mettono gli uomini da una parte e le donne da un'altra. Dormono in posti diversi perchè giustamente possono crearsi dei disguidi. Dunque se ci sono degli omosessuali dichiarati che vogliono praticare la loro omosessualità devono essere messi in camerate separate».
Secondo lui, «È una questione di buonsenso, se avessi due o tre persone che non solo sono gay ma vogliono praticare in maniera attiva la loro omosessualità, avrei qualche imbarazzo a essere in una camerata con loro. Le camerate separate sarebbero una cosa assolutamente normale».
Curioso è anche il fatto che Giovanardi abbia fatto proprio anche quest'ultimo, inspiegabile, concetto della Seredova (che non voleva gay dichiarati negli spogliatoi, mentre non aveva problemi verso chi nasconde la propria omosessualità): insomma, secondo entrambi il problema non è l'orientamento sessuale ma il coming out (un po' come in certi paesi degli Stati Uniti dove si possono bere alcolici purché li si tenga nascosti in una busta di carta e non si faccia vedere ciò che si sta facendo).
Ed è così che l'ex-sottosegretario conclude: «Nell'esercito è inopportuno dichiarare di essere omosessuale, fare coming out. Non bisogna ostentare le proprie preferenze sessuali, di qualsiasi tipo siano».
Tralasciando il fatto che i termini "dichiarare" ed "ostentare" non sono sinonimi (quindi è inopportuno usarli come se lo fossero), resta preoccupante vedere che i nostri politici si ispirano alle interviste a shogirl pubblicate da Vanify Fair per i loro discorsi (naturalmente solo quando gli fa comodo, perché quando la rivista ha lanciato appelli per i diritti delle coppie gay, si è preferito far finta di nulla).
Carlo Giovanardi shock: «L'Olocausto dei gay non c'è mai stato»
Pubblicato il 26 aprile 2012 |

«L'Olocausto dei gay non c'è mai stato. C'è stata invece, questo si, una persecuzione dei gay. Ma per essere chiari di Olocausto ce ne stato uno solo, ed stato è quello del popolo ebreo, anche dal punto di vista legislativo, normativo; tutti elementi che hanno costituito l'unicità di questo terribile dramma storico. L'Olocausto ha interessato il popolo ebraico. Poi ci sono stati da parte del Nazismo tutta una serie di azioni che hanno riguardato gli handicappati, i malati mentali, gli zingari, le popolazioni dell'est considerate popolazioni inferiori, i cattolici e gli evangelici che si opponevano al regime e anche i gay. Però ricordo anche che il movimento nazista era largamente rappresentato dai gay, perchè c'erano gay nazisti ai vertici del partito. L'Olocausto riguarda solo gli ebrei. Non c'è stato nessun Olocausto dei gay, ma solo una persecuzione di situazioni gay».
È quanto ha affermato il senatore del Pdl, Carlo Giovanardi, ai microfoni di Klaus Davi. Un negazionismo che non manca di lasciare shockati di fronte a una volontà di spacciare per vera una realtà che non si basa su fatti storici.
L'Omocausto, infatti, c'è stato e furono tra 10mila e i 600mila gli omosessuali che vennero internati nei campi di concentramento nazista tra il 1933 e il 1945. E non perché ebrei, ma semplicemente perché gay.
Molti di loro morirono per fame, stenti, freddo o sotto tortura. Ora la loro memoria viene vergognosamente insultata da un Senatore della Repubblica Italiana, che per mera omofobia è pronto ad affermare che quegli uomini e quai fatti non siamo mai esistiti.
E se i vertici del suo partito tacciono davanti a simili affermazioni (al posto di allontanarlo come avverrebbe in un Paese civile) è tempo di dire «Basta!». Non è accettabile che un uomo del Senato insulti la memoria di migliaia di perseguitati solo per riuscire a guadagnarsi una citazione su una qualche pagina di giornale, nella speranza che la sua omofobia riesca a portargli voti.
Gasparri e Giovanardi scrivono a Napolitano contro la sentenza della Cassazione sulle coppie gay
Pubblicato il 22 marzo 2012 |

La recente sentenza della Cassazione che ha sancito la necessità di riconoscere dei diritti anche alle coppie gay pare preoccupare parte del mondo politico più di quanto non lo avessero fatto nei mesi scorsi i conti pubblici e il rischio di default del Paese.
In questi giorni si stanno moltiplicando a dismisura le esternazioni omofobe di alcuni politici (come quelle di Domenico Scilipoti, Alessandra Mussolini e Romano La Russa, giusto per citarne alcune) che spesso hanno raggiunto livelli intollerabili da vero e proprio insulto gratuito.
Da due personaggi come Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri certo ci si sarebbe potuto aspettare qualcosa, ma i due si sono immediatamente attivati per fare di più: armati di carta e penna, hanno scritto una lettera indirizzata a Giorgio Napolitano (nella sua qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura) per chiedere il suo intervento. In particolare, gli esponenti del Pdl chiedono al Capo dello Stato «di voler ricordare che nel nostro ordinamento democratico è il Parlamento a legiferare mentre secondo l'art. 101 della Costituzione sopracitato "i giudici amministrano la giustizia" e le sentenze non possono essere utilizzate per orientare l'opinione pubblica».
Insomma, della serie "questa è casa mia e qui comando io"... sia mai che l'opinione pubblica (forse non così omofoba come credevano) o le posizioni dell'Eroparlamento possano portare ad un'estensione dei diritti dell'individuo senza che siano stati loro a decidere chi ne dovesse beneficiare.
Giovanardi contro Priscilla
Pubblicato il 15 marzo 2012 |

Ormai la sua sembra quasi un'ossessione. L'ex sottosegretario alla famiglia, Carlo Giovanardi, pare non perda occasione per attaccare tutto ciò che è legato alla comunità lgbt. A volte viene quasi da immaginarselo lì, tutto indaffarato alla ricerca di eventi o notizie che gli consentano di poter esternare la sua contrarietà e i suoi «Non va bene», «Non si fa», «Il matrimonio è solo fra uomo e donna».
Dopo i noti attacchi all'Ikea, ai videogiochi e alle donne che si baciano in pubblico, Giovanardi ora se la prende con "Priscilla", il musical in scena Milano e che narra le vicende di tre cantanti travestiti, di cui uno con un figlio di otto anni.
L'occasione è stata l'intervista rilasciata alla trasmissione internet "Klauscondicio" (che in più casi gli ha fornito lo spunto per le sue esternazioni), nella quale ha affermato: «Credo che un padre che si rivela gay al proprio figlio di otto anni possa creargli dei problemi. Può capitare anche che un bambino abbia un padre o una madre che possono avere dei problemi, delle patologie. Chi si trova a vivere situazioni di questo tipo, anche nei confronti delle altre famiglie e degli altri bambini, qualche problema ce l'ha. Credo che un bambino di otto anni faccia fatica a orientarsi e a capire la situazione in cui si trova a vivere, confrontandola con altre. Secondo me qualche domanda se la pone».
Inutile dire che nello spettacolo, ispirato al famoso film australiano del 1994 di Stephen Elliott, il bambino accetta candidamente la natura omosessuale del padre, ma secondo l'ex sottosegretario quella è solo finzione. D'altra parte la scusa di essere contrari ai rapporti gay in difesa dei bambini (che spesso dimostrano di avere molti meno preconcetti dei genitori) è una motivazione spesso addotta da chi vuole nascondere la propria omofobia (ad esempio la scusa utilizzata anche da Scilipoti e persino dal distretto di San Pietroburgo per giustificare la loro legge contro il coming-out).
La risposta di Luciana Littizzetto a Giovanardi: «A me dai fastidio tu»
Pubblicato il 20 febbraio 2012 |

Nel suo intervento settimanale a "Che Tempo Che fa", andato in onda ieri sera su Rai 3, Luciana Littizzetto ha voluto commentare anche le affermazioni dell'ex sottosegretario Carlo Giovanardi che, nei giorni scorsi, aveva paragonato «Un bacio tra due donne ad un uomo che fa pipì per strada».
Ecco la trascrizione del suo intervento (visibile a partire dall'undicesimo minuto nel video proposto a fine post):
Giovanardi ha detto che vedere due donne che si baciano è come vedere uno che fa pipì per strada: gli dà fastidio. Vedere due donne che si baciano o vedere uno che fa pipì per strada per lui è la stessa cosa: gli dan fastidio.
Posso dire una cosa io? Anche vedere te a me dà fastidio. E non quando pisci, tra l'altro.
Deve farsi curare da un analista bravo e anche in fretta. Perché sennò davvero... c'ha questa ossessione dei gay che finisce come Tony Perkins in Psico: travestito da sua madre ad assassinare gli omosessuali.
Ma che cosa vuol dire? Perché se tu vedi due che si baciano o uno che fa pipì è la stessa cosa? Ma se non hai gli occhiali è la stessa cosa. Se hai bevuto la grappa al posto del Gatorade è la stessa cosa. Se ti sei fumato delle cose che fanno vedere le magie, altrimenti non è la stessa cosa, Giovannone Coscialunga.
Cioè, adesso ti faccio alcuni esempi. Se vedi una forma indistinta con una specie di rubinetto aperto, allora lì vuol dire che c'è uno che fa pipì. Quando invece vedi due attaccati per la bocca, tre possono essere le possibilità: o si stanno facendo la respirazione bocca a bocca, o hanno un apparecchio per raddrizzare i denti in due, vista la miseria lo usano contemporaneamente, oppure si stanno baciando.
Perché lui dice che attraverso il bacio ci si scambiano i microbi e quindi il bacio può essere un modo di contagiarsi. Ma non si è mai baciato Giovanardi? Ma non è sposato? Ma, scusami, non è dello stesso partito di Berlu?
Ma ti sembra normale? Non è che tutte le volte che ti baci ti contagi, sennò saremmo tutti ammalati. No, si deve far dare ripetizioni dal sire (nome con cui Luciana è solita chiamate Berlusconi, ndr).
Ma poi non ho capito bene qual è il problema che ti agita. Che siano due donne o due uomini? È questo il problema? E vabbhé, allora senti Giovannone: tu pensala come vuoi. Se pensi che quella roba lì ti dia fastidio, pensalo. Pensa quello che ti pare. Non importa. Pensalo però per i fatti tuoi. Non ci fracassare i maroni a noi.
Ti fa schifo vedere due donne che si baciano? Bhe, a me fa schifo il fegato al burro, il pelo nell'insalata e i preti che danno i sacramenti ai mafiosi. Rompo io le balle per questo? No. E allora, la prossima volta, quando vedi due donne che si baciano tu fai così: vai a casa e nel tuo intimo compi atti di autolesionismo. Cioè, bastonati con la ramazza, ti fai una bella polenta e sedativi e poi ti spalmi gli amici di Maria (i testicoli, ndr) di semi di sesamo e li dai ai piccioni. Ma non ci spracanare più a noi.
Clicca qui per guardare il video dell'intervento.
Giovanardi contro Madonna (perché amica dei gay)
Pubblicato il 13 settembre 2011 |

Carlo Giovanardi è tornato a sedere nel salotto di "KlausCondicio", un programma di Klaus Davi trasmesso attraverso You Tube, in una puntata dal titolo "Popstar contro Berlusconi: è marketing?".
Come prevedibile, il sottosegretario ha difeso a spada tratta il suo leader contro gli attacchi a lui rivolti da Madonna nel corso di un'intervista rilasciata al Festival di Venezia in cui l'ha definito «Inadatto a governare».
«Molto intelligente l'attacco all'Italia e a Berlusconi della signora Ciccone -ha dichiarato Giovanardi- Riprende un giornale inglese, The Economist, che pontifica da un Paese in cui, ad agosto, abbiamo visto rivolte sociali senza precedenti e certamente avrà sentito cosa ha detto il premier inglese a commento di una città come Londra messa a ferro e fuoco; l'Inghilterra è un Paese in preda a un evidente sfascio delle strutture familiari, a una disgregazione totale della società. Insomma se il pulpito cui si ispira Madonna è quello inglese... allora possiamo stare tranquilli».
Provando a sorvolare sul perché una situazione interna dovrebbe screditare automaticamente , per il solo fatto di essere stampato lì, un giudizio espresso da un famoso giornale economico (che qualche tempo fa aveva dedicato a Berlusconi un articolo dal titolo "Perché è inadatto a governare l'Italia") e su quale sia il legame che fa sì che un giudizio espresso su singolo politico dovrebbe risultare un insulto all'intero Paese (pensiero poi ripreso anche da Daniela Santaché, il che mette Giovanardi in buona compagna), è sul finale che il sottosegretario ha dato il meglio di sé tornando su uno dei suoi più classici tormentoni, la sua ossessione contro i gay.
«Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati -ha affermato- Tra l'altro, la signora Ciccone è apertamente per le famiglie omosessuali, quindi schierata palesemente contro la nostra cultura e la nostra Costituzione che non prevedono famiglie gay».
Qualcuno potrebbe gentilmente digli che quella è la sua personale cultura e che la Costituzione non dice nulla di specifico a tal proposito (quella che continua a rivangare è solo un'interpretazione). E, già che ci siamo, potreste ricordargli che anche Berlusconi è un multimiliardario?
Giovanardi a Torre del Lago
Pubblicato il 12 agosto 2011 |

L'invito di Carlo Giovanardi all'apertura del Mardi Gras di Torre del Lago è stato vissuto da alcuni come puro masochismo e da altri come occasione di confronto. Fatto sta che il dibattito si è tenuto anche l'esito era praticamente annunciato. Dal palco del Mammamia, non senza qualche fischio da parte del pubblico, il sottosegretario ha confermato i suoi «no» alle nozze gay, alle adozioni e ad una legge contro l'omofobia.
A sostegno della sue tesi anche i già preannunciati dati provenienti da un sondaggio commissionato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio e condotto su un campione di 3000 persone secondo cui il 60% degli italiani è contrario ai matrimoni gay. Dati che hanno portato ad un acceso dibattito durato una ventina di minuti in cui Paolo Patanè, presidente di Arcigay, ha contestato la maniera in cui erano state formulate le domande e l'uso di denaro pubblico per fornire dati raccolti con «domande tendenziose».
La discussione si è poi spostata sulla legge contro l'Omofobia. Giovanardi ha spiegato il suo punto di vista: «Sarei stato d'accordo se fosse stata prevista una aggravante per qualsiasi violenza determinata da un orientamento sessuale. Ma non posso accettare che la violenza su un omosessuale sia più grave di una violenza sulle donne».
Infine in merito alle sue polemiche contro la pubblicità gay-friendly dell'Ikea, ha aggiunto: «Io ho solo detto che ho giurato fedeltà alla Costituzione, e che la Costituzione non prevede che due uomini possano formare una famiglia. Se vedo due uomini che camminano mano nella mano, non me ne può fregare di meno, lo dimostra il fatto che sono qui questa sera. Ma di matrimonio gay con me non si può discutere. Semmai possiamo parlare di modifiche del codice civile e di maggiori diritti per le minoranze, questo sì».
Al di là delle piccola contraddizione sul fatto che i gay non lo infastidiscano con le sue dichiarazioni del maggio scorso (nelle quali sosteneva l'esatto opposto), sono in molti a ritenere che dall'incontro non sia emerso nulla di nuovo. Una voce fuori dal coro, però, è rappresentata da Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra) che ha commentato: «Non abbiamo avuto l'impressione che si sia trattato di una "volpaggine", ma di un'apertura interessante poiché Giovanardi ha dato la sua disponibilità alle unioni civili solo per le coppie gay, sul modello tedesco, proposta che combacia con la nostra sul Riconoscimento delle Unioni omoaffettive».
Giovanardi dà i numeri
Pubblicato il 10 agosto 2011 |

Dopo i suoi commenti contro il matrimonio dell'On.Concia, il sottosegretario Carlo Giovanardi torna a parlare di un tema che pare stargli particolarmente a cuore: il suo totale dissenso nei confronti dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Dichiarandosi pronto ad un confronto sul tema con la comunità gay, ha dichiarato: «Al confronto con il presidente del Arcigay, Paolo Patané, nell'ambito del festival di Mardì Gras a Torre del Lago, sarò in grado di presentare un sondaggio commissionato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio, sull'opinione degli italiani in ordine al matrimonio fra persone dello stesso sesso. [...] Dal sondaggio, che ha valutato anche l'orientamento religioso degli interpellati, emergono dati estremamente interessanti che vanno analizzati con attenzione. Ad esempio, emerge che mentre il 65% degli italiani ritiene che una famiglia debba essere formata da un uomo e da una donna, solo il 30 per cento ritiene invece possibile il contrario. Inoltre, solo il 14% degli italiani contro un 85% di contrari, è favorevole al fatto che le coppie omosessuali possano adottare bambini».
Naturalmente non ci è dato modo di sapere se i dati esposti dal sottosegretario derivino da un sondaggio reale o da uno dei tanti in cui il risultato finale viene deciso al momento della loro commissione. Fatto sta che precedenti sondaggi sul tema erano emersi altri dati: dal 53% di contrari riscontrati da Sky Tg 24 al 60% di favorevoli registrati da Il Giornale. L'altalenare delle percentuali in una forbice del 25% indica già di per sé che il risultato è molto soggetto a chi viene interpellato e che difficilmente il dato può essere ritenuto esaustivo.
Inoltre va sottolineato come fino a ieri Giovanardi incentrasse tutte le sue affermazioni sulla base di quanto riteneva sancito dalla Costituzione (nonostante anche in questo caso i pareri discordanti sul tema risultassero molti) e non è chiaro il perché di questa inversione di rotta e del nuovo tentativo di cercare di ricondurre il tutto ad una ipotetica volontà popolare (chissà, poi, in base a quel campione).
Giovanardi contro il matrimonio della Concia
Pubblicato il 07 agosto 2011 |

Ci sono persone che hanno un'idea fissa ed amano ripeterla in continuazione, quasi fossero come quei pupazzetti con la cordicella da tirare che dicono sempre la stessa frase.
E così, Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega alle Politiche della Famiglia, dopo le sue crociate anti-gay contro Ikea, The Sims 3 e Pisapia, non è riuscito ad astenersi dal dire la sua riguardo al matrimonio gay dell'Onorevole Concia svoltosi nei giorni scorsi in Germania.
Cercando di ridimensionare il tutto, ha affermato: «Lo considero, come tutti i rapporti fra due persone, un fatto che che rappresenta un vincolo affettivo; dal loro punto di vista, anche un rapporto d'amore» ma «non ha nulla a che fare con il matrimonio così com'è disegnato nella nostra Costituzione laica e repubblicana».
Dopo aver tirato in ballo la laicità dello Stato davanti ad una situazione forse più voluta dalla Chiesa che dagli elettori, il sottosegretario ha proseguito il discorso delineando quella che è la sua idea di famiglia: «Questa unione, in sé, non è assolutamente giudicabile. In Italia e in Europa c'è la libertà di praticare l'orientamento sessuale che si ritiene opportuno» ma «la nostra Carta prevede, quali requisiti per il matrimonio, un rapporto tra un uomo e una donna, per realizzare quella "società naturale" che è il luogo in cui nascono i figli».
In pratica il tutto sarebbe finalizzato alla sola procreazione, quasi si stesse parlando di conigli. Un'ipotesi che, per assurdo, porterebbe a dover mettere in discussione anche la validità dei matrimoni fra uomini e donne fino al momento del concepimento.
Inoltre suona fastidioso anche qual continuo riferimento alla Costituzione, quasi fosse un maldestro tentativo di cercare di dare maggior autorevolezza alle proprie parole. Peccato, però, che si stia facendo riferimento ad una precisa interpretazione della Carta, tant'è vero che proprio quel testo è stato usato per rivendicare l'incostituzionalità del divieto di matrimonio fra persone dello stesso sesso, richiesta poi respinta dai giudici non tanto sulla base dei diritti fondamentali, ma in virtù della loro opinione riguardo alla necessità di demandare al legislatore la decisione in merito.
«Il matrimonio –ha concluso il sottosegretario– è quello fra un uomo e una donna. Altri sono rapporti diversi: monogami, poligami, omosessuali...».
Giovanardi contro i candidati che non considerano le unioni gay come di serie B
Pubblicato il 21 maggio 2011 |

Ormai è del tutto senza freni. In occasione del voto amministrativo di settimana prossima, il sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi (Pdl) ha cercato di convincere a non votare Pisapia e de Magistris, portando una motivazione alquanto curiosa. Secondo l'onorevole, infatti, i due sarebbero rei di non considerare le unioni gay come un qualcosa di serie B.
Ospite di "Klaus Davi" (un programma in onda su You Tube) ha dichiarato: «Non escludo affatto che, nell'improbabilissima eventualità che diventasse sindaco, de Magistris discriminerà sul piano dei servizi sociali le famiglie con figli favorendo femminielli, gay, trans riconosciuti attraverso "registri" che ne legittimino le unioni. L'ex magistrato ha detto chiaramente che per lui non ci sono unioni di serie A e di serie B e che è favorevole ai matrimoni omosex, che li metterebbe sullo stesso piano delle famiglie riconosciute dalla Costituzione».
«Non temo la loro politica filo gay. Io non sono anti gay -ha proseguito- Ma va evidenziato che con Pisapia e de Magistris, il riconoscimento delle unioni gay porterebbe a conseguenze discriminatorie per centinaia di migliaia di famiglie di Napoli e Milano. Con loro sindaci, le case e i servizi sociali dei comuni non darebbero la priorità alle famiglie riconosciute dalla Costituzione bensì a queste nuove forme di unioni e matrimoni gay. Per esempio cambierebbero i criteri nell'assegnazione delle case. Decine di migliaia di famiglie colpevoli di non essere gay finirebbero in fondo alle priorità degli amministratori».
Ormai i toni della campagna elettorale ci hanno abituato a sentire la maggioranza che attribuisce un po' di tutto ai candidati di sinistra (puzzano, potranno la droga, aumenteranno le tasse, faranno venire un'invasione di cavallette...) ma rimane poco chiaro del perché, perlomeno secondo il sottosegretario, l'essere favorevole ai registri per le coppie gay dovrebbe magicamente far variare le attuale norme per l'assegnazione di case popolari (dove matrimonio e numero di figli hanno un peso), dando un qualche motivo la priorità alle coppie gay. In caso contrario verrebbe da pensare che si tratti solo di un'affermazione propagandistica per accaparrasi il favore degli omofobi. Da notare anche il classico "Io non sono contro i gay, ma...", formula spesso utilizzato da chi cerca di auto-assolversi prima di lasciarsi andare ad affermazioni contro gay, stranieri o minoranze varie.
Dopo l'Ikea Giovanardi se la prende con The Sims 3
Pubblicato il 16 maggio 2011 |

La notizia non è certo nuova (noi ne avevamo parlato già lo scorso anno) ma evidentemente dev'essere giunta solo ora alle orecchie del sottosegretario Carlo Giovanarni. Impegnato in una sua personale crociata contro i gay, dopo le accuse lanciate alla pubblicità dell'Ikea e dopo essersi detto infastidito dal fatto che persone dello stesso sesso possano baciarsi, ora si scaglia contro "The Sims 3", un videogioco che simula la vita reale reo -a suo parere- di aver incluso anche le coppie gay nella sua terza edizione.
A suo parere, infatti, il gioco rappresenterebbe una «campagna promozionale delle lobby che vogliono promuovere certi valori. Queste lobby promuovono una cultura in contrasto con le leggi di un Paese, come nel caso del matrimonio gay che da noi non è consentito [...] Con queste iniziative viene tolta la normalità costituzionale per spiegare al bambino che invece è tutto lecito, tutto uguale e che possono essere messe sullo stesso piano situazioni che giuridicamente e costituzionalmente non lo sono. Questi videogiochi confondono le idee per cui si deve spiegare che il matrimonio gay non ha alcuna attinenza con la realtà».
Parole che dovrebbero far nascere domande sul perché di qusta sua ossessione riguardo al fatto che anche degli omosessuali possano amarsi e voler formare una famiglia, ma che invece trovano l'appoggio anche di altri esponenti politici. Casini (Udc) ha rilanciato dicendo di voler portare il problema all'attenzione dell'Europarlamento: «Vietare la vendita del gioco almeno ai minorenni è una strada percorribile. Mi farò carico di intervenire in questa materia sia a livello europeo che italiano». Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera, non manca di fare eco sui più volti contestati richiami alla carta costituzionale: «L'Italia ha una Costituzione che definisce cos'è la famiglia e c'è un attacco contro questo valore sociale. È in atto un tentativo pervicace di distruggere la famiglia come punto di riferimento culturale, in un più ampio processo di abbattimento dei valori nazionali. Si tentano di diffondere stili di vita che umiliano la famiglia».
Di parere diametralmente opposto è Paolo Patanè, presidente di Arcigay, che affrema: «Un gioco in cui essere omosessuali è una possibile variabile, non solo non altera la realtà, ma semplicemente la descrive con naturalità, poiché essere omosessuali è uno dei tanti naturali modi di essere uomini e donne».
Giovanardi si dice infastidito dai baci gay. A Milano nuovo allarme omofobia
Pubblicato il 04 maggio 2011 |

«Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico dà fastidio: questo tipo di effusioni, se ad esempio due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze». È quanto ha dichiarato il sottosegretario Giovarnardi ai microfoni di Radio 24.
Parole che non mancano di suscitare qualche dubbio sulla sua presa di pozione contro la campagna pubblicitaria gay friendly dell'Ikea: era infastidito dall'associazione fra la parola "famiglia" e una coppie gay a o più in generale dall'omosessualità?
Intanto è in aumento il numero delle aziende che si stanno schiarendo contro la sua presa di posizione: dopo Eataly che ha ripreso lo slogan di Ikea, anche la compagnia aerea Easy Jet ha realizzato una pubblicità (comparsa il 29 aprile scorso su Il Fatto Quotidiano) in cui ironizza apertamente sulle parole del sottosegretario attraverso l'eloquente slogan "Speriamo che questa famiglia piaccia a Giovanardi" (foto).
Viene anche da chiedersi se quest'atteggiamento omofobo da parte di alcuni esponenti politici non possa avere come conseguenza diretta anche l'aizzamento di azioni violente contro la comunità lgbt (magari fornendo una sorte di alibi nelle menti più deboli).
Proprio in questi giorni il Cig dell'Arcigay di Milano ha lanciato un nuovo allarme omofobia: in un comunicato si afferma: «Con molta preoccupazione continuiamo a ricevere in questi giorni segnalazioni d'incursione armate organizzate da parte di un gruppo di ragazzi italiani che aggredisce persone omosessuali nella zona di Affori-Bruzzano. Si tratterebbe di un furgone bianco che "scarica" ragazzi intorno ai vent'anni armati di bastoni di ferro o legno, che distruggono autovetture e circondano e aggrediscono persone indifese». Un allarme preoccupante di una situazione che sembra più adatta ad un film di Kubrick che ad una società civile.
Eataly si schiera con l'Ikea e Giovanardi rilancia
Pubblicato il 01 maggio 2011 |

Lo slogan è lo stesso e un "anche" iniziale sottintende un chiaro riferimento all'Ikea. È la nuova campagna pubblicitaria di Etaly, una società che si occupa di vendita online di prodotti alimentari, che ha deciso di schierarsi al fianco del colosso svedese contro le proteste lanciate dal sottosegretario Giovanardi alla loro pubblicità in cui compariva una coppia gay associata alla parola "famiglia".
In questo caso ad essere raffigurate sono due donne, immortalate praticamente nella stessa posa dei due uomini dell'Ikea. Nel testo se ne spiega il motivo: «Diciamo evviva all'amore vero fra due persone e alla possibilità per chiunque di crearsi una famiglia. Offriamo il cibo di Eataly al prezzo più conveniente possibile a tutte le persone, a prescindere dalla condizione sociale, dalla religione, dall'orientamento sessuale e dal pensiero politico».
Nichi Vendola (Sinistra ecologia libertà) ha affermato che: «Le scelte di Ikea e di Eataly sono la migliore risposta ai pregiudizi che cingono di filo spinato la vita e i sentimenti di tanti esseri umani, e che che dicono alla politica e ai suoi rappresentanti che i diritti delle persone non sono optional. Il diritto non ad essere tollerati ma ad esistere spigliati nella propria soggettività, soggetti di cittadinanza piena». Franco Grillini (Italia dei Valori) ha parlato di «un esempio che dovrebbe essere seguito da tutte le aziende italiane, verso le quali il sottosegretario Carlo Giovanardi, ha fatto vero e proprio terrorismo politico».
Non si è fatta attendere, però, anche la risposta di Giovanardi che ha rilanciato le sue accuse: «L'iniziativa Eataly di Oscar Farinetti dimostra quello che da tempo denunciamo con forza, e cioè che la vera dimenticata e discriminata in Italia è la famiglia della Costituzione, quella fondata sull'unione di un uomo e di una donna che rivendica diritti ma accetta anche doveri davanti alla collettività, prima di tutto quello di educare, istruire e mantenere i figli».
Peccato che detta così pare quasi che anche le famiglie riconosciute ma prive di figli siano contro la Costituzione, ma contro di loro il sottosegretario non ha mai detto nulla (il che farebbe quasi pensare che il discorso sui figli sia solo una scusa in mancanza di altre motivazioni...).
Pazza Ikea, la parodia di Giovanardi spopola in rete
Pubblicato il 29 aprile 2011 |

Il coro si proteste nate attorno alle parole del sottosegretario Giovanardi (che ha duramente attaccato una pubblicità dell'Ikea raffigurante un coppia gay associata alla parola "famiglia") non accenna a scemare. Si va dal bacio scambiato fra Luca e Paolo alle Iene, a quello collettivo in programma per domani alle 15 di fronte all'Ikea di Sesto Fiorentino (Firenze).
Una protesta è giunta anche dall'Arcietero (un'associazione di eterosessuali che sostengono i diritti dei gay) che ha realizzato un divertentissimo video che in queste ore sta letteralmente spopolando in rete. Nel filmato si vede il sottosegretario che racconta il suo punto di vista cantando sulle note di "Pazza idea" di Patty Pravo, mentre le immagini mostrano una coppia gay che si aggira per i locali di un negozio Ikea, sartiandosi assieme sui materassi Sultan o utilizzando gli armadi Pax (con tanto di giochi di parole per la similitudine fonetica con i Pacs).
Il tutto si chiude con un invito a non fare come Giovanardi e a battersi per i diritti di tutte le famiglie, anche quelle gay.
Clicca qui per guardare il video.
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