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Rob Kearney, il secondo uomo più forte d'America, ha fatto coming out

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Stando alla classifica della competizione statunitense America's Strongest Man, Rob Kearney è il secondo uomo più forte d'America. In grado di sollevare ben 105 Kg, il 23enne ha deciso di fare coming out e di dichiararsi pubblicamente gay. La sua scelta viene presentata come un atto di rispetto nei confronti del fidanzato Joey Aleixo: «Stiamo insieme da due mesi -ha dichiarato- e non volevo tenerlo nascosto. Ssono un tipo romantico, io. Se non fosse stato per lui non avrei deciso di compiere questo passo: chissà dove sarei oggi senza di lui».
Rob non ha mancato anche di augurarsi che il suo esempio possa essere seguito anche da altri atleti ed ha aggiunto: «Credo che sia importante essere onesto. Le persone devono sapere che uno degli atleti più forti del pianeta è anche gay».
Inevitabilmente il suo gesto ha portato anche alla caduta di un pregiudizio diffuso che vorrebbe che la forza fisica possa essere correlata in un qualche modo con l'orientamento sessuale. Nonostante i pregiudizi siano per loro stessa definizione basati su tesi false, grazie a Roba sarà sempre più difficile dirsi convinti di un qualcosa che sia stato così chiaramente sbuguiardato.


Il ministro degli esteri lettone ha fatto coming out

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Il ministro degli esteri lettone , Edgars Rinkēvičs, ha fatto coming out. Attraverso un messaggio pubblicato su Twitter, ha dichiarato: «I proudly announce I'am gay... Good luck all of you».
Fin qui nulla di strano, se non fosse che la Lettoria è parte dell'ex-blocco sovietico ed uno dei pochi Paesi europei, insieme all'Italia, a non prevedere alcuna legge a tutela dei diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Inoltre nella Costituzione lettone è stato inserito un esplicito divieto ai matrimoni gay, così come il Parlamento sta discutendo la possibile introduzione di una legge di stampo russo contro la cosiddetta «propaganda gay».
Inutile a dirsi, dichiararsi pubblicamente omosessuali in uno fra i Paesi più omofobi d'Europa non è certo un gesto che passa inosservato. Ancor più se si è stati investiti dalle critiche per aver impedito l'accesso in Lettonia ad Ivan Okhlobystin, un attore omofobo russo che aveva fatto parlare di sé dopo essere andato in televisione a sostenere che «i gay dovrebbero essere bruciati vivi nei forni» e la reintroduzione del «crimine di omosessualità».
Dal canto suo Rinkēvičs ha poi aggiunto: «Il nostro paese deve sostenere i diritti di tutte le coppie e io mi batterò per questo. Anche se questo comporterà la reazione isterica di molti».


Il campione olimpionico neozelandese Robbie Manson ha fatto coming out

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Continuano incessanti i coming out dal mondo dello sport. Questa volta è il vogatore neozelandese Robbie Manson ad aver scelto di compiere quel passo.
Attraverso un articolo pubblicato su Outsports, il campione olimpico ha dichiarato come la scelta di fare coming out sia stata la «decisione più spaventosa» della sua vita. «Ho seriamente pensato che non avrei più potuto remare se qualcuno avesse scoperto che ero gay. Il pensiero di dichiararmi appariva così terrificante».
Già dichiarato da due anni con i suoi i suoi amici e compagni di squadra, Manson ha aggiunto come «nel corso degli ultimi due anni ho imparato molto su me stesso e ciò che significa essere gay, e anche ciò che significa essere gay in un ambiente sportivo competitivo. Ed è stato tutto estremamente positivo».
L'atleta ha anche precisato come «non vorrei essere nulla di diverso. Penso che essere gay mi renda interessante ed è un qualcosa che mi rende diverso in modo positivo. Ho imparato che sono molto più forte più forte e più resistente di quanto pensassi e che le altre persone sono più accoglienti di quanto non mi aspettassi».
Attraverso il suo coming out pubblico desidera «mostrare alle persone che sono in difficoltà con la propria sessualità non solo va bene essere gay, ma che è una cosa buona e che non cambia chi sei o quali sono i tuoi limiti. Alla fine della giornata è solo una delle tante cose che mi definiscono come persona».


Tim Cook fa coming out: «Lasciatemelo dire chiaramente. Sono fiero di essere gay»

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«Lasciatemelo dire chiaramente. Sono fiero di essere gay e considero la mia omosessualità tra i più grandi doni che Dio mi ha dato». È quanto dichiarato da Tim Cook, attuale ceo di Apple, dalle pagine di Bloomberg BusinessWeek. Se la sua omosessualità era nota a tutti, questa rappresenta la prima volta in cui il manager ha deciso di parlare pubblicamente della sua vita privata.
Coock ha ricordato come nessuno dei ceo delle principali 700 società globali sia pubblicamente gay e di come John Brown, ex-amministratore delegato di BP, sia sia ritrovato a rassegnare le proprie dimissioni dopo che un ex compagno rivelò il suo orientamento sessuale. Dal canto suo ha sempre cercato di mantenere un buon livello di privacy sulla sua vita personale, ma ora afferma di aver capito che ciò gli impediva di poter aiutare altri: «Non mi considero un militante, ma sono conscio di quanto io abbia tratto vantaggio dal sacrificio altrui. Quindi se scoprire che il Chief executive di Apple è gay può aiutare qualcuno che è in difficoltà con la propria identità, o offrire conforto a chi si sente isolato, o ispirare qualcuno a battersi per la propria eguaglianza, allora vale la pena di rinunciare alla mia privacy».
Il ceo ha anche affermato di non aver mai fatto un segreto del suo orientamento sessuale e di essersi limitato olamente a non parlarne in pubblico: «Per anni sono stato aperto con molte persone sul mio orientamento sessuale. Tanti colleghi in Apple sanno che sono gay e non sembra fare nessuna differenza nel modo in cui mi trattano. Certo, ho avuto la fortuna di lavorare in un'azienda che ama la creatività e l'innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone. Non tutti sono così fortunati».
Cook ha poi ricordato come ci sia ancora molto da fare per superare tutte le discriminazioni: «Il mondo è cambiato così tanto da quando ero un ragazzino» nonostante in molti stati ci siano ancora leggi che «consentono ai datori di lavoro di licenziare le persone unicamente sulla base del loro orientamento sessuale. Ci sono molti posti dove i proprietari possono sfrattare gli inquilini gay, o dove può essere impedito di visitare partner malati e condividere le loro eredità».


Cile: esponente politico di centro-destra fa coming out

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«A destra ci cono altri gay come me. In molte zone c'è un conservatorismo tale da impedire la parità di diritti. Sono qui per contribuire a questo cambiamento. Io sono un consigliere molto conservatore, quindi spero che il mio contributo a sostegno della non-discriminazione sia doppio». A dichiararlo è un politico cileno di centro-destra, Cristián Loyola González, dopo il suo coming out pubblico.
Noto nel paese come uno dei coordinatori del movimento giovanile di Renovacíon Nacional, lasciò il partito per confluire in Amplitud (un gruppo di centro-destra di recente creazione) dopo che si era visto rifiutare l'appoggio ad un progetto di legge sull'integrazione delle minoranze sessuali.
Il suo coming out è stato appoggiato dal senatore Lily Pérez e dai parlamentari Karla Rubilar e Peter Browne, pronti a dirsi «orgogliosi» della scelta di Loyola. Recentemente politico è entrato a far parte
Caso vuole che Loyola sia nato nella stessa regione di Mauricio Ruiz, il primo militare cileno ad aver fatto coming out.


Mauricio Ruiz è il primo militare cileno ad aver scelto di fare coming out

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Mauricio Ruiz, 24 anni, è il primo militare cileno ad aver scelto di fare un coming out pubblico. Arruolato in marina, ha raccontato che la sua decisione non è stata facile, ma che riteneva doveroso compiere quel passo per combattere l'omofobia.
«Sono in servizio attivo e ho dimostrato con i fatti che la sessualità ha niente a che vedere con limitazioni nelle capacità di servire il Paese o indossare un'uniforme», ha dichiarato. «Noi gay possiamo fare qualunque professione e ci meritiamo il medesimo rispetto di chiunque altro. Nella vita non c'è niente di meglio che poter essere se stessi, essere autentici e poter guardare le persone negli occhi senza timore di far capire loro chi sei».
In Cile l'omosessualità è legale anche se si registrano altissimi tassi di criminalità omofobia e transfobia. L'uccisione di Daniel Zamudio, un giovane gay brutalmente torturato nel 2012, portò all'approvazione di una legge per il contrasto all'omofobia. Ciò nonostante Ruiz sa bene che il suo coming out potrebbe non essere apprezzato da tutte le forze armate: «Dovranno decidere se vorranno sostenermi o meno -ha dichiarato- Ho notato che molti soldati non supportano l'omosessualità non perché abbiano qualcosa contro di essa, ma perché il gruppo sociale nel suo insieme ha deciso che l'omosessualità debba essere un problema».


Cantante rock cristiana fa coming out: «Dio mi ama così come sono»

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«C'è voluto tutto il mio coraggio e, dopo tutti questi anni, sono finalmente a rilasciare questa intervista». Così la cantante rock cristiana Vicky Beeching ha parlato dell'intervista rilasciata all'Independent, durante la quale ha deciso di fare coming out.
La donna ha parlato della sua infanzia vissuta nel Kent, prima come parte della Chiesa pentecostale, poi nell'ala evangelica della Chiesa d'Inghilterra. Ha anche rivelato di essere conscia di provare attrazione verso altre ragazze sin dall'età di 12 anni. La sua fede cristiana l'ha così portata a vivere un conflitto interiore, compreso il tentativo fallito di "esorcizzare" la sua attrazione per persone dello stesso sesso compiuto dinnanzi a 4.000 persone in un campo religioso del Regno Unito.
Oggi 35enne, Beeching è riuscita finalmente ad accettarsi per ciò che è ed è riuscita anche a conciliare la sua sessualità con la propria fede: «Ciò che Gesù ci ha insegnato -dice- è un messaggio radicale di accoglienza, di inclusione e di amore. Sono certa che Dio mi ami così come sono e sono convinta mi abbia chiamato a comunicarlo ai giovani».
In una successiva intervista rilasciata a PinkNews, ha aggiunto: «Sentivo di dover fare coming out. Il 14 luglio scorso la Chiesa [d'Inghilterra] ha scelto di consentire alle donne di diventare vescovi. La prossima grande sfida sarà una discussione sulla sessualità. Per me era importante far sentire la mia voce in quel dibattito, che sarà il tema chiave per i decenni a venire. E la mia voce farà molta più differenza se io sarò aperta riguardo alla mia sessualità, permettendomi di condividere più onestamente cosa cosa voglia dire essere un omosessuale cristiano [...] Ho molte speranze per il futuro della Chiesa e sono convinta potremo vedere un movimento verso l'inclusione, l'accoglienza e l'amore per le persone LGBT».


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Vincitore di Britain's Got Talent: «Sono gay, ma sinora nessuno me l'aveva chiesto»

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Il 22 enne Jamie Lambert è un componente dei Collabro, la band che a giugno si è aggiudicata la vittoria di Britain's Got Talent. Ora ha fatto coming out dalle pagine di The Sun. Anzi, più propriamente si è limitato a parlare della sua sessualità dato che il giovane ha candidamente ammesso: «Io sono apertamente gay, ma sinora nessuno me l'aveva chiesto».
Jamie ha ricordato come la sua omosessualità sia «solo un asppetto» di sé e che non avrebbe avuto motivo di mentire al riguardo: «Non ho nulla da nascondere a nessuno. Penso che sia molto importante che tutte le persone gay possano parlarne al pubblico: più spesso accadrà, maggiore sarà la normalità».
Poi ha aggiunto: «Mi ricordo quando Stephen Gately dei Boyzone si è dichiarato ed immediatamente è apparsa una questione enorme. Ma al giorno d'oggi credo sia giusto sentirsi a proprio agio per ciò che si è, indipendentemente se la persona di cui ci si innamora è un uomo o una donna. Ma questo non è tutto quello che sono. Mi dispiacerebbe se la gente mi vedesse come "un gay" piuttosto che come un cantante che si esibisce in un certo modo».


È un simulatore di coming out, ma anche un modo originale per raccontare una storia vera

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Si chiama "Coming Out Simulator 2014" ed è un gioco realizzato da Nicky Case, un programmatore indipendente che vive nella Bay Area di San Francisco.
L'idea è quella di far rivivere alcune emozioni del coming out in famiglia, permettendo ai giocatori di poter scegliere le parole da pronunciare (o da non pronunciare) sapendo che avranno conseguenze sul proseguo della propria storia. Ma il gioco è anche la modalità scelta dal programmatore per raccontare la sua storia e il suo coming out, non certo fra i più facili dato il contesto una famiglia asiatica trasferitasi in Canada. Nonostante i caratteri forti della vicenda, non appare così impossibile poter calare quella situazione anche in una realtà a noi più vicina (pensiamo al figlio di una Sentinella in piedi che volesse fare coming out con una di quelle madri pronte a scendere in piazza con un libro di Costanza Miriano, nota teorica della sottomissione all'uomo come ricetta per la felicità... la situazione sarebbe molto simile a quella illustrata nel gioco!).
Il programma è stato rilasciato in pubblico dominio ed è proprio in virtù di questa carattertistica che è stato possibile rieditarlo completamente per presentarlo alla fine del post in lingua italiana.
«In un primo momento -racconta Nicky- ero preoccupato nel raccontare una storie così deprimente. Il rischio era di avere una conseguenza negativa come lo spaventare i ragazzi che volessero fare coming out. Ma alla fine ho pensato che il mio gioco potesse toccare le persone nel profondo e non credo sarei riuscito a fare lo stesso se fosse stato tutto sole ed arcobaleni. Il mio gioco potrebbe dire loro: "Hey. Questo fa schifo, e non sarà facile, mi dispiace. Ma sappiate che non siete soli"».
Poi ha aggiunto: «Mi rendo solo ora che il gioco va al di là dei gay. Molte persone vivono nell'armadio per le loro credenze religiose, la loro politica o per i piccoli hobby strani che hanno. Mi rendo conto ora che il mio gioco è incentrato sulle mezze verità. Riguarda la tensione che c'è fra il bisogno di essere chi sei e il nasconderlo, giorno dopo giorno. Si tratta di vivere una doppia vita, una doppia coscienza, sempre preoccupati di ciò che gli altri pensano di te. È un mix di verità e bugie».

Clicca qui per giocare con la versione italiana del gioco.


Il nuotatore australiano Ian Thorpe ha fatto coming out

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Nel corso di un'intervista rilasciata a Channel 10, l'ex-nuotatore australiano Ian Thorpe ha fatto coming out. Vero e proprio campione, ha realizzato il record nazionale conquistando ben cinque medaglie d'oro alle olimpiadi, a cui si sommano tre argenti e un bronzo.
Per anni aveva negato la sua omosessualità, spesso rispondendo con violenza ai rumors riportati dai giornali. Nel suo libro autobiografico del 2002, intitolato "This Is Me", aveva addirittura specificato: «Per la cronaca, non sono gay e tutte le mie esperienze sessuali sono state etero. Sono attratto dalle donne, mi piacciono i bambini e aspiro ad avere una famiglia un giorno».
Ora, seduto di fonte ad uno fra i veterani del giornalismo (Sir Michael Parkinson) ha aperto il proprio cuore ed ha raccontato tutta la verità su sé stesso, dichiarando la propria omosessualità. L'intervista integrale sarà trasmessa questa sera dalla tv australiana.


La leggenda del wrestling Pat Patterson ha fatto coming out

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«Adesso voglio solo essere felice». È con queste parole che Pat Patterson ha concluso il discorso che ha segnato il suo coming pubblico, avvenuto nel corso di una trasmissione televisiva dedicata alle glorie del wrestling.
Oggi 73enne, Patterson è considerato una vera e propria leggenda di quello sport dopo essere divenuto il primo campione intercontinentale della storia. Debuttò nel 1958 e conquistò numerosi titoli sino al suo ritiro dai ring nel 1984. Dal 17 aprile 2014 è entrato a far parte del "WWE Legends' House", un reality show che ospita una serie di leggende della World Wrestling Entertainment come Jimmy Hart, Jim Duggan, Roddy Piper e Howard Finkel. Ed è proprio in quella sede che ha deciso di raccontare la sua storia: «Da dove provengo io, quando non hai avuto nulla, sei stato senza famiglia, senza soldi, finire a lavorare con Vince [McMahon] in ufficio, per me è stato il più grande risultato della mia vita. Seduto qui stasera ho intenzione di dire qualcosa che non avrei mai voluto dire pubblicamente. Ma essere qui con voi, ragazzi, per una volta nella mia vita, ho intenzione di essere me stesso. Sono sopravvissuto a tutto questo essendo gay. Ho vissuto con questo segreto per circa cinquant'anni. Sono sopravvissuto al business. Ce l'ho fatta, io sono così orgoglioso di me stesso. È stato difficile, ragazzi, è stata dura».

Via: Queerblog


La campionessa canadese di hockey Charline Labonte ha fatto coming out

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È attraverso le pagine del sito internet OurSports che la quattro volte campionessa olimpica di hockey, Charline Labonte, ha fatto coming out. «Sono lesbica ed orgogliosa di esserlo», ha dichiarato.
Lo scorso febbraio ha conquistato la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sochi, alle quali ha preso parte anche la sua fidanzata Anastasia Buscis. Labonte ha raccontato che si sono sconosciute ad una cena attraverso un amico comune: «Anastasia mi ha colto completamente di sorpresa e non potevo lasciarmi sfuggire una persona meravigliosa come lei».
Riguardo alle leggi anti-gay russe che hanno accompagnato le Olimpiadi, ha aggiunto: «L'idea di non poter essere completamente libera durante i Giochi mi ha lasciato con l'amaro in bocca»
Lo scorso anno la sua fidanzata ha duramente attaccato le leggi volute da Putin e ha dato vita ad un'organizzazione volta a promuovere il rispetto per gli atleti , indipendentemente dal loro orientamento sessuale.


Storia di un coming out

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Ben Hobs ha oggi 25 anni, una moglie e due bambini. Poco più che ventenne perse la madre e decise di sposarsi immediatamente con al sua ragazza, dando vita a quella che appariva una famiglia perfetta. Però le cose cambiarono quando il ragazzo iniziò ad avere dei seri problemi di alcolismo.
Dopo quattro anni, durante la notte di Capodanno, decise di dire definitivamente addio alla bottiglia e, dopo essere rimasto sobrio per trenta giorni consecutivi, iniziò a capire: il bere non era un passatempo, era un modo con cui cercava di ridursi ad uno stato in cui non era più sé stesso. Ben capisce di essere gay e che quel sentimento che lo tormentava era dovuto al non riuscire ad accettarsi per quello che era davvero.
Da qui la decisione di fare coming out con la sua famiglia e di registrare un video con cui raccontare al mondo la sua storia, forse nella speranza di poter aiutare altre persone come lui a capirsi e smetterla di annullarsi per sentirsi in pace con ciò che la società vuole imporci di essere.

Clicca qui per guardare il video.


L'olimpionico John Fennell ha fatto coming out

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«È soffocante vivere nascosti. Devi giocare continuamente giocare a "chi lo sa?". Non puoi farti sfuggire sensazioni o segreti. Devi essere super macho. Devi essere iper-consapevole dei tuoi  modi di fare e non lasciarti sfuggire nessuna vibrazione che potrebbe essere rilevata. È molto faticoso». Sono queste le parole con cui John Fennell ha fatto coming out nel corso di un'intervista alla Gazzetta di Montreal.
Il 19enne pratica lo slittino ed ha rappresentato il Canada alle olimpiadi invernali di Sochi. Nella su intervista non ha mancato di sottolineare come l'omofobia che spesso aleggia nello sport lo abbia bloccato a lungo. «È stato qualcosa che ho cercato di nascondere -ha raccontato- Sono uscito con delle ragazze al liceo. Vivendo nel mondo dell'atletica c'è una certa dose di spavalderia che devi sostenere, quindi è una parte di me che ho davvero dovuto sopprimere».
Dopo il suo coming out Fennell ha ricevuto il pieno supporto sei suoi fan su Twitter.


Sam Smith ha fatto coming out

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«In the Lonely Hour parla di un ragazzo di cui mi sono innamorato l'anno scorso e che non mi ricambiava. Penso di averla superata questa cosa, ma mi trovavo in una condizione molto difficile. Mi sentivo solo proprio per il fatto che non avevo mai provato l'amore. Gli ho parlato di recente e ovviamente non è mai andata come avrei voluto, perché lui semplicemente non mi ama». È così che, parlando del suo nuovo lavoro musicale, il cantante inglese Sam Smith ha fatto coming out.
Nato il 19 maggio 1992, ha conquistato la fama con il single "Latch" nell'ottobre del 2012, raggiungendo l'undicesimo posto della UK chart. Il brano successivo, dal titolo "La La La" ha conquistato la vetta degli album più venduti in Inghilterra nel maggio del 2013.

Via: Queerblog


Le reazioni della gente davanti ad un padre omofobo

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Nel bel mezzo di un pranzo in un ristorante romano con terrazza su Tevere, un ragazzo deciderà di face coming out con il padre. L'uomo -marcatamente maschilista, omofobo e promotore di una vita sessuale libera da vincoli ed impegni- non la prenderà certo bene.
È questa l'ambientazione scelta da Giorgio Montanini per una candida camera andata in onda nel programma "Nemico Pubblico" su Rai 3, volta a testare la reazione dei presenti. Ed è così che si scopre con piacere come tutti abbiano immediatamente preso le difese del ragazzo, condannando gli insulti del padre e le sue folli teorie sulla possibilità di poter obbligare il figlio a diventare etero.
L'unica nota dolente -fortemente criticata dai commentatori di YouTube- è come l'unico cenno di vera omofobia pare sia giunta proprio dagli autori stessi del filmato e dal triste epilogo scelto. Negli ultimi minuti, infatti, nel ristorante si palesa il finto fidanzato del figlio: un ragazzo talmente maleducato ed arrogante che, senza neppure presentarsi, esordisce con un «Posso chiamarti papà?» che avrebbe fatto innervosire anche la persona più gay-friendly del mondo. Il tutto senza alcun reale ruolo nell'esperimento, se non quello di tentare di strappare una risata nel mostrarsi sul molo a lanciare gridolini isterici mentre viene preso a calci nel sedere dal padre del ragazzo.. peccato che nel sentire la necessità di ricorrere ai peggiori stereotipi possibili ci sia veramente poco da ridere, così come non è divertente veder calpestata la dignità delle persone volendo far credere che un figlio gay non possa far altro che portare a casa un ragazzo degno degli stereotipi su cui hanno ruotato le peggiori commedie trash degli anni '70.

Clicca qui per guardare la candid camera.


L'attore Federico Díaz ha fatto coming out

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Federico Díaz è un attore, modello e cantante uruguaiano particolarmente noto in patria. Il suo nome è noto anche al mondo del gossip, soprattutto dopo qualche mese fa si diffusero alcune voci che parlavano di una possibile love story fra lui e Ricky Martin (anche se entrambi smentirono). Ora, però, Díaz sta facendo parlare di sé per un motivo assai più nobile: il suo coming out.
«Il giorno è arrivato -ha scritto- solo Dio sa quando e come. E mi sono lasciato guidare. Sento che Dio mi ha premiato con l'omosessualità. La sensazione di confusione e incertezza di sapere chi sono veramente che ho provato per molti anni è ormai parte del mio passato. Oggi inizio a percorrere nuova vita! Senza vincoli, senza menzogne, senza problemi o dolore, dal momento che questi sono sentimenti che fanno solamente reprimere e producono molta angoscia nel cuore. Su questa terra veniamo per essere felici, per abbracciare, per realizzare sogni, per amare le persone care e lasciare un segno positivo nella vita. Sono gay e con molto rispetto, amore e ringraziamento mi permetto di condividerlo con tutti voi che fate sì che la mia vita abbia un senso».

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Daniel Franzese ha fatto coming out

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Daniel Franzese è un attore statunitense che nel 2004 ha raggiunto il successo vestendo i panni di Damian, un ragazzo omosessuale, nel film "Mean Girls". Nato a New York il 9 maggio 1978, ha ora deciso di fare coming out attraverso una lettera aperta indirizzata proprio al suo suo personaggio di allora: «Io avevo ventisei anni e tu sedici -ha scritto- Tu eri fiero di essere chi eri, io ero solo un attore insicuro. Tu sei diventato un personaggio che è stato un modello per moltissime persone. Magari ti avessi conosciuto quando ero più giovane, forse per me sarebbe stato più facile crescere come gay».
Franzese non ha mancato di raccontare anche come quel ruolo lo abbia portato ad essere emarginato da Hollywood, ormai disponibile ad offrirgli solo ingaggi legati al mondo gay: «Damian mi aveva rovinato la vita, ero veramente incazzato con lui. Sono divenuto celebre per un anno e mezzo. Non potevo andare in nessun bar gay, mentivo a chi mi faceva domande. Ho anche baciato una ragazza sul tappeto rosso durante la giornata della premiere. Eliminavo i tweet che mi chiedevano se fossi gay, ripulivo le bacheche di IMDB da qualsiasi pettegolezzo. Ma i miei amici e la mia famiglia sapevano la verità. Ora è arrivato il momento che lo sappiano tutti. Forse questo aiuterà qualcun'altro. Io non ho più paura. Grazie di tutto, Damian».


Il footballer Marcus Juhlin ha fatto coming out

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È dalle pagine QX Magazine che il 22enne svedese Marcus Juhlin ha deciso di fare coming out.
Campione di football americano nella squadra svedese dei Carlstad Crusaders, fra i concorrenti di una scorsa edizione di "Let's Dance" (la versione scandinava del nostro "Ballando con le stelle") e un idolo nel sportivo nel proprio Paese, Marcus ha deciso di dichiararsi pubblicamente omosessuale sulla scia dello statunitense Sam Michael.
Il capo redattore di QX Magazine, Anders Öhrmantold, ha raccontato come il giocatore li avesse contattati nel mese di dicembre per chiedere il loro aiuto nel compiere il coraggioso passo. La rivista ha anche sottolineato l'ottima reazione avuta dai suoi compagni e delle altre squadre del campionato («Gli hanno offerto tutto il loro sostegno e lo rispettano», dicono) così come non ha mancato di aggiungere qualche curiosità più mondana («È single», fanno sapere).
Marcus ha due fratelli, entrambi giocatori di football, ed una madre con cui ha fatto coming out due anni fa. Il giocatore ha anche sottolineato come abbia deciso di dichiararsi non solo per sé stesso, ma anche per poter essere d'aiuto a tutti quei ragazzi che hanno difficoltà nell'accettarsi o nell'affrontare la società. La sua speranza, infatti, è che il suo coming out possa aiutare e ispirare altre persone a compiere quel passo.


Coming out sul set de Il Trono di Spade: Kristian Nairn (Hodor) è gay

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Kristian Nairn è un attore nordirlandese noto al grande pubblico soprattutto per il suo ruolo di Hodor, il gigante buono, in "Il Trono di Spade".
Intervistato dal sito internet WinterIsComing.net, gli è stato chiesto se era al corrente della popolarità del suo personaggio fra la comunità gay. Ed è così che Nairn ha tranquillamente risposto: «Beh, in tutta onestà, quando si parla di "comunità gay", si sta parlando della mia comunità, haha».
L'attore ha anche affermato che da tempo sperava di poter far pubblicamente coming out: «Per tutta la mia vita non ho mai nascosto la mia sessualità a nessuno e ho aspettato che qualcuno me lo chiedesse in un'intervista perché non è una cosa che va spifferata. Un paio di volte ho anche cercato di portare le domande sull'argomento, ma senza alcun risultato!». Ed ancora: «È solo una piccola parte di ciò che sono nel complesso, ma ciò nonostante in questi tempi e a quest'età è importante alzarsi ed essere contati».
Nell'occasione Kristian ha raccontato come sul set nessuno abbia mai avuto problemi con la sua sessualità né abbia sentito il bisogno di parlare all'esterno.