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Un altro giocatore di football ha fatto coming out

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A pochi giorni di distanza da Jason Collins e da Amini Fonua, un altro atleta ha scelto di dichiararsi pubblicamente gay.
Si tratta di Kevin Grayson, un promettente giocatore del National Football League (NFL) statunitense, che ha colto l'occasione di un'intervista televisiva alla CBS per fare coming out. Durante il suo discorso ha anche parlato di quanto sia difficile dichiararsi nel mondo dello sport, motivo -forse- che in passato l'ha portato a sposarsi con una donna.
Ora precisa che non vuole finire al centro dell'attenzione per la sua sessualità: «Non voglio dire che sia una cosa negativa ma, quando i giornalisti ti chiedono della tua sessualità e di come i compagni di squadra hanno reagito, si toglie l'importanza allo sport. Se sei un atleta vuoi che si parli di quello che hai fatto sul campo da basket, di calcio, da tennis. Non vuoi essere ricordato sempre come lo sportivo gay».
Grayson ha anche affermato di non essere certo solo e che nell'NFL militano altri giocatori gay (dei quali, giustamente, ha preferito evitare di fare nomi).


Il nuotatore olimpico Amini Fonua ha fatto coming out

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Il 23enne Amini Fonuaha è un nuotatore ha preso parte alle scorse olimpiadi di Londra in rappresentanza delle isole Tonga nella specialità 100 metri dorso. Poi, trasferitosi negli Stati Uniti, si ora è iscritto all'Università A&M del Texas, considerata la settima più omofoba del Paese. Eppure è proprio dalle pagine del giornalino della sua università che il nuotatore ha deciso di fare coming out e di dichiararsi apertamente gay.
Fonuaha dice di aver scelto di compiere quel passo sia per poter smettere di nascondersi ed esser fiero della propria identità, sia per difendere l'ateneo dalle accuse di omofobia. L'atleta, che attualmente è parte della squadra di nuoto universitaria, sostiene infatti di non essere mai stato vittima di bullismo omofobico da quando si è iscritto e che la squadra l'ha subito accolto a braccia aperte (anche se forse non è da escludersi che l'aver calcato il suolo olimpico lo abbia portato a ricevere una'accoglienza diversa da quella generalmente riservata a tutti i suoi compagni, ndr).
Dopo la diffusione della notizia, l'atleta ha anche ringraziato tutti i suoi fans twittatando: «Grazie a tutti per il supporto! Apprezzo davvero tutte le parole gentili e i tweet amorevoli. Non lasciate che niente ostacoli i vostri sogni».


Jason Collins è il primo giocatore Nba in attività a fare coming out

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«Ho 34 anni, sono un centro Nba. Sono nero. E sono gay». È con queste parole che Jason Collins ha fatto coming out dalle pagine di Sports Illustrated, divenendo il primo giocatore di basket in attività della lega ad essersi dichiarato apertamente gay.
«Non ho scelto io di essere il primo atleta apertamente gay a giocare in uno degli sport più importanti d'America -ha successivamente commentato Collins- ma visto che lo sono, sono contento che se ne parli. Non vorrei essere quello che alza la mano e dice di essere diverso. Ma visto che nessuno l'ha fatto tocca a me. Ho giocato per sei squadre diverse e in due finali Nba. Ora sono un free agent, sia in senso letterale che figurato. Ho raggiunto quell'invidiabile stato della vita in cui posso fare quello che voglio. E quello che voglio è continuare a giocare a basket. Amo ancora questo sport, e ho ancora qualcosa da offrire. I miei allenatori e i miei compagni lo sanno. Ma allo stesso tempo voglio essere genuino, autentico e sincero».
Riguardo alla sua scelta di dichiararsi adesso, spiega: «Ho iniziato a pensarci durante il lockout del 2011. Sono un tipo abitudinario, uno che appena finisce la regular season si mette a lavorare per essere al meglio all'opening night di quella successiva. Ma la serrata mi ha costretto a sconvolgere le mie abitudini e a confrontarmi con quello che sono realmente. Mi sono allenato, ma mi è mancata quella distrazione che il basket è sempre stata per me. Il primo parente con cui mi sono dichiarato è stata mia zia Teri, giudice della corte superiore di San Francisco. Mi ha dato supporto e per la prima volta mi sono sentito a mio agio nella mia stessa pelle. Immaginate di essere in un forno a cuocere. Alcuni di noi sanno e accettano la propria sessualità da subito, altri hanno bisogno di altro tempo per cuocere. Io sono rimasto in cottura per 33 anni. Da giovane uscivo con le donne. Mi sono anche fidanzato perché pensavo di dover vivere in un certo modo, sposare una donna e crescere dei figli con lei. Continuavo a dirmi che il cielo era rosso, ma ho sempre saputo che era blu».


Tuc Watkins ha fatto coming out

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Tuc Watkins è un attore conosciuto soprattutto per aver vestito i panni di Bob Hunter in Desperate Housewives. Per quanto non lo sapessero, il suo personaggio era un avvocato gay che conviveva con il proprio compagno a Wisteria Lane (il quartiere dov'era ambientata la serie).
Nel corso del talk show di Marie Osmond, Watkins ha deciso di fare coming out dichiarando: «Ho interpretato il ruolo di uomo gay sposato con suo marito e che stava cercando di adottare un bambino. Nella vita reale, allo stesso tempo, ero un uomo gay single che stava cercando di avere un figlio attraverso la maternità surrogata. Quindi, la vita e l'arte si imitavano a vicenda».
Quattro mesi fa Tuc è diventato padre di due gemelli, avuti da una madre surrogata. A tal proposito ha aggiunto: «Penso che un sacco di persone ad un certo punto della loro vita pensino: "Sarò un genitore? Voglio essere un genitore?". Quando ero giovane c'erano tre cose che sapevo: sapevo che ero gay, sapevo che un giorno sarei stato padre e sapevo che Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato con Gene Wilder era il più grande film di tutti i tempi».

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Robbie Rogers: «Sarebbe stato impossibile restare nel mondo del calcio dopo il mio coming out»

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Lo scorso febbraio ha fatto coming out con un messaggio pubblicato suo sito personale ed ha contestualmente dato l'addio al mondo del calcio. Stiamo parlando del 25enne Robbie Rogers, il calciatore statunitense che tra il 2009 e il 2011 ha giocato anche per la Nazionale.
In un'intervista rilasciata al Guardian, Rogers ha ora spiegato i retroscena della sua decisione e le paure che lo hanno spinto a prenderla. Paure che affondano le radici nella sua infanzia, così come lui stesso racconta: «Mi resi conto che ero gay quando avevo 14 o 15 anni. Suonava un po come un "Io voglio giocare a calcio. Ma non ci sono calciatori gay. Che cosa devo fare?"».
«Ti senti come un reietto. Non potevo dirlo a nessuno, perché la scuola superiore negli Stati Uniti è brutale. Stai attraversando la pubertà e i bambini possono essere crudeli. Avevo la fortuna che le mie sorelle maggiori fossero molto popolari e che io ero visto come il ragazzino del calcio. Questo ha reso più facile mascherare me stesso. Ma era anche difficile.Ci sono state ragazze che ci hanno provato con me, e tu sei lì a dirti: "Sarebbe tutto più semplice se non gli interessassi e se potessi solo giocare a calcio". Continuavo a dire: "Non posso uscire perché ho allenamento oggi o una partita domani"».
Ed è così che Rogers si sforzò di iniziare ad uscire con delle ragazze: «Già. Ho cercato di cambiare me stesso. Ho avuto appuntamenti con ragazze belle, intelligenti e stupefacenti. Se fossi stato eterosessuale forse sarei impazzito. Alcune di loro sono tutt'ora mie amiche».


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Ventenne padovano denuncia i genitori omofobi

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Per un ventenne padovano il coming out con i genitori è stato l'inizio di un vero e proprio calvario. Nonostante i due risultino persone agiate e di buona cultura, la loro reazione all'omosessualità del figlio è stata fra le più insensate e distruttive possibili: anziché proteggerlo ed offrirgli il proprio appoggio, i suoi genitori hanno iniziato ad offenderlo e discriminarlo. Non passava giorno senza nuove umiliazioni o nuove accuse, fra cui anche quella secondo cui il suo essere disoccupato dipendesse dal suo orientamento sessuale.
Esasperato dalla situazione, il 15 febbraio scorso il giovane ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e di denunciarli. Ora mamma è papà dovranno rispondere del reato di ingiuria e di offesa all'onore e al decoro della persona.


Il calciatore statunitense Robbie Rogers fa coming out (ed abbandona il calcio)

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Robbie Rogers è un calciatore statunitense di 25 anni che attualmente giocava in Inghilterra. Dalle pagine del suo blog si è dichiarato gay ed ha annunciato il suo abbandono al calcio: «Per 25 anni ho avuto paura, paura di mostrare chi ero veramente, paura dei giudizi e dell'eventuale rifiuto da parte di chi mi amava -ha affermato- Il calcio era la mia fuga, il mio obiettivo, la mia identità e mi ha dato più gioia di quanto potessi sperare. Ma è il momento di andare via e di riscoprire me stesso lontano da questo mondo».
Nonostante Rogers non abbia mai detto di essere stato «costretto» a lasciare, c'è chi si domanda se l'aver scelto di fare coming out in un mondo omofobo come quello del calcio non lo abbia posto in una situazione di difficoltà professionale (già prima di lui David Testo si è visto sfumare tutti i nuovi ingaggi dopo essersi dichiarato gay, con buona pace per chi all'inizio pareva aver apprezzato il suo gesto).
Qualche tempo fa il portiere danese del Manchester United, Anders Lindegaard, aveva scritto sul suo blog che «al calcio serve un eroe gay, gli omosessuali hanno bisogno di questo, i tifosi sono legati a modelli antichi e rozzi. Il football è rimasto indietro, mentre il resto del mondo è progredito». La storia del 25enne ne è un esempio lampante.
Robbie Rogers è nato a Rancho Palos Verdes (California) ed ha giocato come attaccante in varie squadre, fino ad approdare nei Leeds United in Inghilterra. Nel 2009 ha debuttato anche nella nazionale degli Stati Uniti in una partita amichevole contro la Svezia.

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Studente inglese fa coming out in un tema. La professoressa: «Sono onorata»

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Era un giorno come tanti altri quando una professoressa inglese ha deciso di assegnare ai propri studenti un tema dal titolo «Il peso che porto tutti i giorni». Probabilmente neppure lei si sarà immaginata tanta sincerità da parte di uno dei suoi alunni, il quale ha scelto proprio quelle pagine per fare coming out.
Il ragazzo ha aperto il proprio cuore, raccontando le sue paure e le sue difficoltà. Ed è per quel motivo che il testo (fotografato e pubblicato su Reddit dal ragazzo stesso dopo essere rimasto così sorpreso dal giudizio espresso dall'insegnante) ha immediatamente commosso il mondo di Internet, fino ad essere citato sull'edizione britannica dell'Huffington Post).
A seguire la traduzione del testo scritto dallo studente.


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Victor Garber conferma di essere gay

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Victor Garber (classe 1949) è un attore canadese noto al pubblico italiano per il ruolo di Jack Bristow nella serie televisiva "Alias" e per aver vestito i panni di Thomas Andrews nel film "Titanic".
Nel corso di una recente intervista rilasciata a "Greg in Holliwood", all'attore è stato chiesto se quanto riportato dalla versione inglese di Wikipedia fosse vero, ossia che lui fosse fidanzato con un uomo (Rainer Andreesen) con il quale convive a New York.
Semplice ed efficace la sua risposta: «Non ne ho mai parlato, ma lo sanno tutti».

Sulla questione c'è anche una curiosità notata da Queerblog: se la versione inglese del noto sito enciclopedico parlava candidamente dei suoi 13 anni di relazione con Andreesen, sino a qualche ora fa quella in lingua italiana asseriva che si fosse sposato il 4 gennaio 2003 con l'attrice Caity Mendoza-Price. Una notizia che non trova riscontri in nessun'altra versione linguistica di Wikipedia, ma che è possibile ritrovare su un alto numero di siti italiani (forse ispiratesi proprio alle affermazioni dell'edizione nostrana dell'enciclopedia nella redazione dei loro testi)


Jodie Foster fa coming out ai Golden Globe

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Le voci circolavano da tempo, ma Jodie Foster ha scelto "ufficializzare" il suo coming-out nel corso del suo discorso ai Golden Globe 2013. Salita sul palco a ritirare il premio alla carriera, l'attrice ha parlato a 360 gradi della sua vita, dalle sue aspettative alla sua carriera, ma anche della sua ex-compagna.
«Ho il forte desiderio di dire qualcosa che non ho mai detto in pubblico -ha esordito- una dichiarazione che mi fa essere un po' nervosa, forse non così nervosa come è il mio manager in questo momento, però voglio dirlo dinanzi a tutti, in maniera forte e orgogliosa, e ho bisogno del vostro sostengo. Sono... single! Sì, sono single. Spero che nessuno di voi si senta deluso dal fatto che non ci sarà alcun grande discorso sul mio coming out stasera. Io ho fatto il mio coming out circa un migliaio di anni fa, all'età della pietra: erano i tempi in cui una giovanetta fragile poteva aprirsi con i suoi amici, con la propria famiglia e con i suoi colleghi, cioè con coloro che conosceva, e poi mano a mano orgogliosamente con quanti la conoscevano e con coloro che incontrava. Ma ora mi viene detto che dalle celebrità ci si aspetta che rendano pubblici i dettagli della propria vita in una conferenza stampa, durante un reality in prima serata. Mi dispiace, però io non sono così e non lo sarò mai... Se anche voi foste personaggi pubblici fin da quando siete bambini, se aveste dovuto lottare per una vita normale contro ogni previsione, allora forse anche voi fareste della vostra privacy un baluardo da difendere a ogni costo. Ho rinunciato a tutto da quando avevo tre anni: è un reality show abbastanza lungo, non trovate?».
In conclusione Jodie Foster ha voluto riservare un ringraziamento speciale alla sua ex-compagna: «Non posso non ricordare uno dei più intensi amori della mia vita. La mia eroica compagna nella crescita dei miei figli. La mia ex compagna in amore, la mia sorella, la mia anima gemella in questa vita. La mia confidente, la mia consigliera oltre che il mio amore per venti anni, Cydney Bernard. Grazie Cyd. Sono molto orgogliosa della nostra "modern family", dei nostri meravigliosi figli Charlie e Kit, che sono la mia ragione di vita».
Nell'occasione l'attrice 50enne ha anche annunciato che non «salirà più su un palcoscenico», ma che continuerà a lavorare come regista.


Matt Dallas fa coming out su Twitter: «Sono fidanzato con Blue Hamilton»

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Matt Dallas, classe 1982, è un attore statunitense conosciuto principalmente per il ruolo di Kyle XY nell'omonima serie televisiva. Ed è gay.
Il suo coming out è avvenuto oggi nel modo più semplice e naturale possibile, attraverso un semplice messaggio inviato su Twitter in cui non fa alcun riferimento diretto alla propria sessualità (probabilmente preferendo darla per scontata o ritenerla ininfluente): «Incomincio il nuovo anno con un nuovo fidanzato, Blue Hamilton. Un ottimo modo per iniziare il 2013».
Dopo alcune apparizioni minori, Matt Dallas raggiunge il successo come protagonista di "Kyle XY" (2006-2009). Negli anni successivi entra a far parte del cast di "Eastwick" e recita nel film "Un principe in giacca e cravatta" al fianco di Hilary Duff. Da segnalare anche le sue partecipazioni in videoclip come "Geek Love" di Fun 3 (2004), "Goodbye My Lover" di James Blunt (2005) e "Thinking of You" di Katy Perry (2008). Presto lo rivedremo nuovamente sul piccolo schermo nella seconda stagione di "Baby Daddy".
Blue Hamilton, invece, è un musicista di Los Angeles (qui in foto).


Matt Jarvis su Attitude contro l'omofobia nel calcio

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Matt Jarvis, calciatore 26enne del West Ham e della nazionale inglese, ha scelto di seguire l'esempio di David Beckham e di Freddie Ljungberg, divenendo il terzo calciatore della storia ad essere apparso sulla copertina della rivista gay britannica Attitude.
Anche se eterosessuale e sposato, Jarvis ha voluto prestare la propria immagine a sostegno della lotta all'omofobia nel calcio, lanciando un proprio appello al coming out.
«Svelate la vostra omosessualità -ha dichiarato- nascondersi è un freno all'attività sulla quale ci si deve concentrare, quella agonistica [...] Sono sicuro che ci siano molti calciatori gay ma poi quando decidono davvero di fare coming out e dirlo, allora è una storia diversa. Sono certo che ci hanno pensato tante volte. Ma è una cosa dura da fare per loro».
Il suo appello giunge a 22 anni di distanza dal coming out del calciatore Justin Fashanu, il primo di fama mondiale ad aver scelto di rivelare la propria omosessualità. La sua decisione, però, lo portò a vivere anni difficili che lo condussero al suicidio il 2 maggio 1998. Da allora nessun altro calciatore professionista inglese ha scelto di fare coming out.

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I coming out celebri del 2012

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Nel corso del 2012 si sono registrati molti coming out anche da parte di personaggi celebri. Un gesto che non è solo gossip, ma ha anche una grande valenza data la loro visibilità: il loro dichiararsi gay può spesso aiutare i più giovani a non sentirsi soli o spingere i loro fan ad una riflessione sul tema (sfatando spesso quegli odiosi stereotipi attribuiti alla comunità lgbt).
L'apprezzamento per il loro gesto, però, è doppiamente da sottolineare anche dato il rischi che può comportare: la storia è ricca di esempi di celebrità che hanno visto la propria carriera sfumare per via del proprio orientamento sessuale. Ma, proprio grazie al continuo arrivo di nuovi coming out, questo tipo di ritorsioni appare sempre meno frequente.


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Jaymi Hensley (X-Factor Uk) fa coming out

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Jaymi Hensley è un ragazzo di 22 anni che fa parte degli Union J (qui in foto), uno dei gruppi in gara nell'attuale edizione inglese di "X-Factor".
Dichiaratosi gay in famiglia a soli 14 anni, Jaymi non aveva mai parlato pubblicamente della sua sessualità, perlomeno fino ad oggi. A portarlo alla scelta di fare coming out pubblico è stata una lettera di una sua fan, nella quale gli si chiedeva se le voci che parlavano della sua omosessualità fossero vere o meno.
Anziché mentire o tergiversare, Jaymi ha preferito affrontare la questione di petto ed affermare: «Sono gay, e non sono mai stato più felice». Si appreso così che è fidanzato da tre anni con un parrucchiere, che desidera sposarlo ed avere dei figli con lui.
Se molti personaggi hanno paura della reazione del pubblico di fronte a dichiarazioni simili, è da sottolineare come il suo coming out pre non averli penalizzati e di come la sua boy band risulti ancora in lizza fra i papabili vincitori del talent show.


La pallavolista Stacy Sykora fa coming out

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«Ora non mi nascondo più; ho finito di indossare maschere solo perché sono una giocatrice forte che ha giocato le Olimpiadi».
È con queste parole che Stacy Sykora, una giocatrice dell'Urbino, ha annunciato la sua decisione di fare coming out dalle pagine di un sito web dedicato alla pallavolo.
Da quando nel 2011 è scampata per miracolo alla morte a seguito di un incidente stradale, la sua filosofia di vita è cambiata e Stacy ha deciso di vivere appieno ogni momento della sua vita: «Ho i miei pregi e le mie debolezze -spiega- e così come non mi nascondo più in campo non lo faccio più nemmeno nell'amore: ho una ragazza, e con lei sto davvero bene; mi dispiace se qualcuno può storcere il naso e non accettare la mia omosessualità, ma io sto bene con lei ed è questo l'importante. Prima dell'incidente era già successo di avere delle fidanzate, ma un tempo tendevo a nasconderlo: questa è la prima volta che lo ammetto così».
La giocatrice ha raccontato anche di come la sua scelta di dichiararsi abbia avuto effetti anche sulle sue modalità di relazione con gli altri: «Dal '98 sono stata lontana da casa sempre da sola e senza mai condividere la mia vita con nessuno. Non chiamavo mai nemmeno i miei genitori se non una volta all'anno. Ora per la prima volta ho una persona accanto nella mia quotidianità e tutte le sere non vedo l'ora di tornare a casa dagli allenamenti per stare con lei. Adesso che ho qui con me Shivonn, sto chiamando persino i miei ogni giorno: sto semplicemente vivendo la vita perché se morissi domani almeno ora sto facendo ciò che mi rende felice».


Il portoricano Orlando Cruz è il primo pugile professionista in attività a fare coming out

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Il trentunenne portoricano Orlando Cruz è il primo pugile professionista ad aver fatto coming out nell'apice della propria carriera agonistica.
Rappresentante di Porto Rico ai Giochi Olimpici del 2000 ed attuale campione latino peso piuma della World Boxing Association, ha dichiarato: «Voglio essere il miglior modello possibile per i ragazzi che scelgono la boxe come sport o come carriera. Sono e sarò sempre fiero di essere portoricano, così come sono e sarò sempre fiero di essere gay. Non voglio nascondere la mia identità: voglio che le persone mi vedano per quello che sono».
Cruz pratica la boxe dall'età di sette anni ed è entrato nel mondo professionistico nel 2000. Il 22 marzo 2008 ha vinto il suo primo titolo mondiale. Il 19 ottobre prossimo, invece, volerà in Florida e salirà sul ring per difendere il suo titolo WBO NABO contro Jorge Pazos.
Prima di lui solo Emile Griffith, campione dei pesi medi negli anni '50 e '60, aveva fatto coming out. Nel suo caso, però, il pugile preferì attendere di aver appeso i guantoni al muro prima di dichiararsi bisessuale. Oggi Griffith ha 74 anni e soffre di demenza pugilistica.


Il coming out di Mika è nato da un momento di gioia

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In un'intervista rilasciata a Metro, Mika è tornato a parlare del suo coming out dello scorso agosto, raccontando di aver atteso a lungo prima di compiere quel passo per paura di non essere accettato dalla propria famiglia.
Un timore che scaturiva dal sentirsi solo nel vivere una sessualità diversa da quella dei propri cari, così come lui stesso sottolinea: «Nessuno nella mia famiglia o della mia famiglia allargata è gay».
Poi, dopo qualche precedente velata allusione, ha deciso di uscire allo scoperto con alcune affermazioni chiare lanciate dalle pagine di Instict magazine: «Mi chiedete se sono gay, io vi rispondo di sì. Mi chiedete se le mie canzoni parlano di relazioni con uomini? Io vi dico sì».
Ora il cantante libanese racconta di come il suo stato d'animo di «fiducia e gioia» l'abbia aiutato a prendere quella decisione: «È stata una cosa molto strata. Hai paura di essere giudicato, poi ti rendi conto che non c'è nulla di cui aver paura se sei felice. Mi sono innamorato, ho perso l'amore e l'ho nuovamente ritrovato».
Mika ha raccontato anche di essere stato vittima di bullismo ai tempi della scuola e di come quegli l'abbiano condizionato: «Sono una persona molto riservata e lo sono sempre stato. Penso dipenda da un momento difficile vissuto a scuola che mi ha spinto a cercare di proteggermi attraverso la chiusura in me stesso, nella speranza che così non sarei stato ferito».


La Merkel al calciatore gay della Bundesliga: «Non temere di fare coming out»

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Ha catturato l'attenzione del pubblico l'intervista rilasciata due giorni fa al "Fluter" da un misterioso calciatore gay della Bundesliga. Durante il suo colloquio con il giornalista Adrian Bechtold, il calciatore ha affrontato il tema della sua paura di fare coming out: «Se la mia sessualitá diventasse pubblica non sarei al sicuro», ha affermato. «Non so se sarò in grado di mantenere per tutta la carriera questa continua tensione fra il modello di giocatore eterosessuale e la possibile scoperta».
Riguardo ai suoi timori, è lui stesso a spiegare il perché delle sue paure: «Storie, titoli, riviste... Se facessi coming out tutti vorrebbero scoprire cosa faccio con il mio compagno sotto le lenzuola. La mia passione, il calcio, sarebbe tutto irrilevante. O decido di andare con il mio ragazzo a un evento per poi finire su tutti i giornali per tre settimane oppure mento a me stesso e tengo tutto in privato. Semplicemente non c'è alcuna soluzione. Ovviamente sarei felice se all'improvviso arrivassero una valanga di coming out. Un po' di normalitá mi renderebbe felice, potere semplicemente andare con un partner futuro in un ristorante... Sarebbe un sogno».
Davanti a simili parole, la cancelliera tedesca Angela Merkel è intervenuta sull'argomento per sottolineare che nessuno dovrebbe aver paura di vivere la propria omosessualità. »Questo ragazzo -ha dichiarato- vive in un Paese nel quale non deve temere di fare coming out. Possiamo dare un segnale: non dovete avere paura. Questa è la mia missione politica».


Mika fa coming out

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«Mi chiedete se sono gay, io vi rispondo di sì. Mi chiedete se le mie canzoni parlano di relazioni con uomini? Io vi dico sì. Ed è solo attraverso la mia musica che ho trovato la forza di venire a patti con la mia sessualità al di là dell'argomento dei miei testi. Questa è la mia vita reale».
È con queste parole che il cantante Mika ha fatto coming out dalle pagine della rivista americana Instict.
Nonostante le voci riguardo alla sua omosessualità si fossero fatte sempre più insistenti, il cantante ha percorso un lungo cammino prima di arrivare al suo coming out pubblico. Nel 2009, dopo alcune disquisizioni su definizioni da lui considerate arbitrarie, si era dichiarato bisessuale.


Arciere sudafricana fa coming out durante le Olimpiadi

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L'arciere sudafricana Karen Hultzer ha deciso di fare coming out nel corso delle Olimpiadi, affermando per la prima volta pubblicamente di essere lesbica. Il numero di omosessuali dichiarati in gara a Londra 2012 è così salito a 22.
La 46enne è stata spinta a parlare della propria sessualità dopo che la sua compagna aveva rilasciato dichiarazione in questo senso ai media sudafricani.
«Sono un arciere di mezza età e una lesbica -ha dichiarato ad Outsports- Sono anche irritabile prima di aver bevuto la mia tazza di caffè. Nessuno di questi aspetti definiscono chi sono, ma sono semplicemente parte di me».
Parlando dell'accoglienza che la notizia ha ricevuto in patria, ha aggiunto: «Sono fortunata che la mia identità sessuale non sia risultata un problema e che non abbia dovuto subire il livello di discriminazione e di violenza che le lesbiche nere subiscono in Sudafrica. Attendo con ansia il momento in cui davvero non sarà un problema, al pari del mio colore degli occhi o del mio sushi preferito».
La Hultzer è stata eliminata ieri dalla gara tiro con l'arco femminiledall'italiana Pia Lionetti.