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Il ministro della salute irlandese ha fatto coming out

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Leo Varadkar, il ministro della salute irlandese, ha fatto coming out nel giorno del suo 36esimo compleanno. Durante un'intervista radiofonica, il politico ha raccontato di non volere che la gente potesse pensare che stesse nascondendo qualcosa di sé, motivo per cui ha dichiarato: «Sono gay. Non è un segreto. Spero che non sia un problema per nessuno. Non dovrebbe esserlo».
Nell'occasione ha anche precisato come la sua sessualità non abbia nulla a che vedere con le sue scelte politiche: «Non voglio essere accusato di avere una qualche agenda segreta o di non essere completamente sincero con i cittadini».
L'orientamento sessuale dell'uomo era noto a tutti i suoi amici e familiari, così come anche ai suoi colleghi. Varadkar si è comunque sentito di informare il Primo Ministro, Enda Kenny ed è lui stesso a raccontare il dialogo intercorso: «Mi disse che sono fatti privati e che devo dovevo fare quello che ritenevo giusto. Al posto di darmi consigli mi fece una domanda. Mi chiese se ero già stato nel famoso ritrovo gay Pantibar. Io gli dissi di no e lui mi rispose: "Sono più avanti di te, io ci sono già stato privatamente"».
Il ministro ha dichiarato anche di sperare che i suoi connazionali non cambino atteggiamento nei suoi confronti: «Sono sempre la stessa persona -ha ricordato- credo che essere gay non faccia una grande differenza e spero che sia così anche per gli irlandesi. Mi auguro anche che in futuro i coming out smettano di attirare i titoli dei giornali e che diventino una cosa assolutamente naturale».
Tutti i media irlandesi hanno parlato del coming out del ministro ed è presumibile che il suo gesto possa avere effetti sul referendum per il matrimonio egualitario che si terrà a primavera.


Il commovente coming out di Aaron e Austin Rhodes

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Aaron e Austin Rhodes sono due gemelli statunitensi, entrambi gay. Vivono in uno stato diverso da quello dei genitori ed hanno deciso di realizzare un video che immortalasse il momento del loro coming out con il padre. Puro esibizionismo? Forse. Ma la spavalderia e la disinvoltura dimostrate nei primi secondi spariscono quando si è di fronte al momento in cui giungono al punto.
La paura di perdere una persona che si ama ed il terrore di un rifiuto si fanno palpabili, veri. C'è emozione, ma non quell'emozione film. È lì, solida, tangibile, quasi palpabile.
«Lo sapete quanto vi amo. La cosa non cambierà mai. Dovete vivere la vostra vita. Dovete fare quello che dovete fare», è stata la splendida risposta del padre. A quel punto Austin , visibilmente provato per il momento, si azzarda a dirgli che vorrebbe che fra loro le cose restassero così... «normali». La risposta non si è fatta attendere: «Tu sei normale».

Clicca qui per guardare il video.


Dublino: sacerdote fa coming out durante la messa e i fedeli accolgono la notizia con una standing ovation

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Martin Dolan è il da 15 anni parroco della chiesa di St Nicholas of Myra, nel centro di Dublino. Durante la messa della scorsa domenica, il sacerdote ha inviato i fedeli presenti ad esprimere un voto a sostegno del matrimonio egualitario durante l'imminente referendum sul tema che si terrà a fine maggio in Irlanda ed ha colto l'occasione per fare coming out.
La notizia della sua omosessualità è stata accolta con applausi e con una standing ovation da parte dei fedeli, ennesima testimonianza di come la maggioranza dei fedeli non abbia alcun problema ad avere atteggiamenti gay friendly (nonostante qualcuno lavori alacremente per far credere il contrario).
Al momento l'arcidiocesi di Dublino si è rifiutata di rilasciare commenti, mentre la comunità di St Nicholas of Myra sta facendo quadrato attorno al sacerdote: «Siamo tutti molto orgogliosi di padre Martin. Il fatto che si sia dichiarato gay non cambia la persona che era prima che ce lo dicesse». In merito a possibili provvedimenti da parte della Chiesa Cattolica, i suoi fedeli lanciano un monito: «Non vorremmo che fosse trasferito a causa dell'affermazione che ha fatto. Sarebbe orrendo. Lui non ha fatto nulla di male e se venisse trasferito ci sarebbe un grande scalpore in questa parrocchia. È ancora l'uomo che era prima». Ed ancora: «È un diritto sostenere i diritti dei gay... non dovrebbe essere condannato dalla gerarchia ecclesiastica ma dovrebbe essere sostenuto».
Tutti i sondaggi continuano a sostenere costantemente che il 70% degli irlandesi sia favorevole al matrimonio egualitario, nonostante i promotori preferiscano non abbassare la guardia. Il progetto di legge è fortemente sostenuto anche dal governo e il premier Enda Kenny ha rilasciato svariate dichiarazioni pubbliche a sostegno del «Sì».


2014, l'anno dei coming out

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Il 2014 sarà forse ricordato per l'alto numero di coming out. A farla da padrone sono stati gli atleti, protagonisti di ben 23 coming out: a dichiararsi pubblicamente gay o lesbiche sono stati il nuotatore finlandese Ari-Pekka Liukkonen, la calciatrice britannica Casey Stoney, l'hockeista su ghiaccio canadese Charline Labonté, il pallavolista canadese Chris Voth, il giocatore di football americano Conner Mertens e il suo compagno, il giocatore di baseball Chandler Whitney, il giocatore di hurling irlandese Conor Cusack, l'arbitro statunitense Dale Scott, il giocatore di basket statunitense Derrick Gordon, il pattinatore artistico su ghiaccio canadese Eric Radford, il tuffatore brasiliano Ian Matos, il nuotatore australiano Ian Thorpe, lo slittinista canadese John Fennell, il footballer inglese Liam Davis, il footballer svedese Marcus Juhlin, il footballer statunitense Michael Sam, il pallavolista statunitense Nate Alfson, l'hockeista in-line italiana Nicole Bonamino, l'ex-wrestler canadese Pat Patterson, lo strongest man statunitense Rob Kearney, il vogatore neozelandese Robbie Manson, il nuotatore statunitense Tom Luchsinger e l'ex-calciatore tedesco Thomas Hitzlsperger.
Nel mondo della musica i coming out sono stati dieci (Bill Gilman, Davide Papasidero, Felipe Gil, Jaime Kohen, Kavana, Lee Ryan, Ryan Dolan, Sam Smith, Ty Herndon e Tyler Glenn), nove quelli fra i politici (Barbara Hendricks, Carlos Bruce, Cecilia Alvarez Correa, Cristian Loyola, Edgars Rinkēvičs, Gina Parody, Jim Ferlo, Kellie Maloney e Steve Gallardo).
Nel mondo dello spettacolo spiccano i coming out di Daniel Franzese, Ellen Page, Emily Rios, Federico Díaz, Gianni Amelio, Kristian Nairn, Monica Raymund e Zoie Palmer).
All'elenco vanno aggiunte le miss di bellezza Maria Walsh e Patricia Yurena, la modella bosniaca Andreaj Pejic, lo scrittore keniano Binyavanga Wainaina e il dirigente Tim Cook.


Il nuotatore Tom Luchsinger ha fatto coming out

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Il nuotatore Tom Luchsinger, campione statunitense nei 200 metri in stile farfalla e probabile delegato Usa a Rio 2016, ha fatto coming out dalle pagine di OutSports.
Un gesto non certo semplice, soprattutto considerato come negli anni si sia sentito nel dovere di nascondere ossessivamente il suo orientamento sessuale. «Ogni volta che pubblicavo qualcosa su Instagram, Twitter o Facebook -racconta- lo rileggevo 10, 15, 20 volte, per assicurarmi che nessuno potesse dedurre nulla sulla mia sessualità. Ogni volta che mi intervistavano cercavo di essere il più maschile possibile. Mi sentivo sicuro dinanzi ai media, al mio allenatore, ai genitori e ai compagni di squadra, ma del tutto inadeguato nel privato. Ero il re della doppia vita».
Poi lo scorso agosto ha preso la decisione di fare coming out con la famiglia e con gli amici. L'ansia gli ha procurato l'acne e l'herpes e lui non se l'è sentita di parlare a quattrocchi con i genitori, preferendo ricorrere al telefono. «Sono gay e ho paura», ha pronunciato in lacrime alla cornetta.
Ma i suoi si sono limitati a chiedergli: «Sei lo stesso uomo che abbiamo cresciuto per 23 anni? E allora che ce ne importa!».
La piena accettazione e il pieno supporto della sua famiglia sono stati l'incipit per potersi dichiarare apertamente al mondo. «Per anni, la mia sessualità è stata la caratteristica di cui più mi vergognavo -racconta- ma ora sembra che essere gay sia una delle qualità di cui vado più fiero».


Il pattinatore Eric Radford ha fatto coming out

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Eric Radford è canadese, ha 29 ed è un pattinatore artistico su ghiaccio che ha rappresentato la sua nazione alle Olimpiadi di Sochi. In quell'occasione si è aggiudicato la medaglia d'argento nella gara a squadre, ma nella sua carriera figurano anche la medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra del 2013 e a quelli di Saitama del 2014, un oro e un argento ai Campionati dei Quattro continenti e tre titoli canadesi.
Ora ha deciso di fare coming out e di dichiarasi pubblicamente gay.
La sua intenzione era di compiere quel passo prima della sua partecipazioni elle olipiadi russe, ma poi ha deciso di attendere: «La mia preoccupazione -dice- era quella di essere ricordato come l'atleta gay che ha fatto coming out alle Olimpiadi, piuttosto che il pattinatore che ha vinto una medaglia. Mi sono sentito a disagio». Nonostante ciò gli va riconosciuto di non aver mai mentito o finto: ad un giornalista che gli aveva chiesto con chi fosse in Russia, lui ha tranquillamente risposto che era lì con la sua famiglia, con alcuni amici e il suo ragazzo. Poi è stato il giornalista a scegliere di non divulgare quelle parole.


Rob Kearney, il secondo uomo più forte d'America, ha fatto coming out

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Stando alla classifica della competizione statunitense America's Strongest Man, Rob Kearney è il secondo uomo più forte d'America. In grado di sollevare ben 105 Kg, il 23enne ha deciso di fare coming out e di dichiararsi pubblicamente gay. La sua scelta viene presentata come un atto di rispetto nei confronti del fidanzato Joey Aleixo: «Stiamo insieme da due mesi -ha dichiarato- e non volevo tenerlo nascosto. Ssono un tipo romantico, io. Se non fosse stato per lui non avrei deciso di compiere questo passo: chissà dove sarei oggi senza di lui».
Rob non ha mancato anche di augurarsi che il suo esempio possa essere seguito anche da altri atleti ed ha aggiunto: «Credo che sia importante essere onesto. Le persone devono sapere che uno degli atleti più forti del pianeta è anche gay».
Inevitabilmente il suo gesto ha portato anche alla caduta di un pregiudizio diffuso che vorrebbe che la forza fisica possa essere correlata in un qualche modo con l'orientamento sessuale. Nonostante i pregiudizi siano per loro stessa definizione basati su tesi false, grazie a Roba sarà sempre più difficile dirsi convinti di un qualcosa che sia stato così chiaramente sbuguiardato.


Il ministro degli esteri lettone ha fatto coming out

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Il ministro degli esteri lettone , Edgars Rinkēvičs, ha fatto coming out. Attraverso un messaggio pubblicato su Twitter, ha dichiarato: «I proudly announce I'am gay... Good luck all of you».
Fin qui nulla di strano, se non fosse che la Lettoria è parte dell'ex-blocco sovietico ed uno dei pochi Paesi europei, insieme all'Italia, a non prevedere alcuna legge a tutela dei diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Inoltre nella Costituzione lettone è stato inserito un esplicito divieto ai matrimoni gay, così come il Parlamento sta discutendo la possibile introduzione di una legge di stampo russo contro la cosiddetta «propaganda gay».
Inutile a dirsi, dichiararsi pubblicamente omosessuali in uno fra i Paesi più omofobi d'Europa non è certo un gesto che passa inosservato. Ancor più se si è stati investiti dalle critiche per aver impedito l'accesso in Lettonia ad Ivan Okhlobystin, un attore omofobo russo che aveva fatto parlare di sé dopo essere andato in televisione a sostenere che «i gay dovrebbero essere bruciati vivi nei forni» e la reintroduzione del «crimine di omosessualità».
Dal canto suo Rinkēvičs ha poi aggiunto: «Il nostro paese deve sostenere i diritti di tutte le coppie e io mi batterò per questo. Anche se questo comporterà la reazione isterica di molti».


Il campione olimpionico neozelandese Robbie Manson ha fatto coming out

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Continuano incessanti i coming out dal mondo dello sport. Questa volta è il vogatore neozelandese Robbie Manson ad aver scelto di compiere quel passo.
Attraverso un articolo pubblicato su Outsports, il campione olimpico ha dichiarato come la scelta di fare coming out sia stata la «decisione più spaventosa» della sua vita. «Ho seriamente pensato che non avrei più potuto remare se qualcuno avesse scoperto che ero gay. Il pensiero di dichiararmi appariva così terrificante».
Già dichiarato da due anni con i suoi i suoi amici e compagni di squadra, Manson ha aggiunto come «nel corso degli ultimi due anni ho imparato molto su me stesso e ciò che significa essere gay, e anche ciò che significa essere gay in un ambiente sportivo competitivo. Ed è stato tutto estremamente positivo».
L'atleta ha anche precisato come «non vorrei essere nulla di diverso. Penso che essere gay mi renda interessante ed è un qualcosa che mi rende diverso in modo positivo. Ho imparato che sono molto più forte più forte e più resistente di quanto pensassi e che le altre persone sono più accoglienti di quanto non mi aspettassi».
Attraverso il suo coming out pubblico desidera «mostrare alle persone che sono in difficoltà con la propria sessualità non solo va bene essere gay, ma che è una cosa buona e che non cambia chi sei o quali sono i tuoi limiti. Alla fine della giornata è solo una delle tante cose che mi definiscono come persona».


Tim Cook fa coming out: «Lasciatemelo dire chiaramente. Sono fiero di essere gay»

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«Lasciatemelo dire chiaramente. Sono fiero di essere gay e considero la mia omosessualità tra i più grandi doni che Dio mi ha dato». È quanto dichiarato da Tim Cook, attuale ceo di Apple, dalle pagine di Bloomberg BusinessWeek. Se la sua omosessualità era nota a tutti, questa rappresenta la prima volta in cui il manager ha deciso di parlare pubblicamente della sua vita privata.
Coock ha ricordato come nessuno dei ceo delle principali 700 società globali sia pubblicamente gay e di come John Brown, ex-amministratore delegato di BP, sia sia ritrovato a rassegnare le proprie dimissioni dopo che un ex compagno rivelò il suo orientamento sessuale. Dal canto suo ha sempre cercato di mantenere un buon livello di privacy sulla sua vita personale, ma ora afferma di aver capito che ciò gli impediva di poter aiutare altri: «Non mi considero un militante, ma sono conscio di quanto io abbia tratto vantaggio dal sacrificio altrui. Quindi se scoprire che il Chief executive di Apple è gay può aiutare qualcuno che è in difficoltà con la propria identità, o offrire conforto a chi si sente isolato, o ispirare qualcuno a battersi per la propria eguaglianza, allora vale la pena di rinunciare alla mia privacy».
Il ceo ha anche affermato di non aver mai fatto un segreto del suo orientamento sessuale e di essersi limitato olamente a non parlarne in pubblico: «Per anni sono stato aperto con molte persone sul mio orientamento sessuale. Tanti colleghi in Apple sanno che sono gay e non sembra fare nessuna differenza nel modo in cui mi trattano. Certo, ho avuto la fortuna di lavorare in un'azienda che ama la creatività e l'innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone. Non tutti sono così fortunati».
Cook ha poi ricordato come ci sia ancora molto da fare per superare tutte le discriminazioni: «Il mondo è cambiato così tanto da quando ero un ragazzino» nonostante in molti stati ci siano ancora leggi che «consentono ai datori di lavoro di licenziare le persone unicamente sulla base del loro orientamento sessuale. Ci sono molti posti dove i proprietari possono sfrattare gli inquilini gay, o dove può essere impedito di visitare partner malati e condividere le loro eredità».


Cile: esponente politico di centro-destra fa coming out

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«A destra ci cono altri gay come me. In molte zone c'è un conservatorismo tale da impedire la parità di diritti. Sono qui per contribuire a questo cambiamento. Io sono un consigliere molto conservatore, quindi spero che il mio contributo a sostegno della non-discriminazione sia doppio». A dichiararlo è un politico cileno di centro-destra, Cristián Loyola González, dopo il suo coming out pubblico.
Noto nel paese come uno dei coordinatori del movimento giovanile di Renovacíon Nacional, lasciò il partito per confluire in Amplitud (un gruppo di centro-destra di recente creazione) dopo che si era visto rifiutare l'appoggio ad un progetto di legge sull'integrazione delle minoranze sessuali.
Il suo coming out è stato appoggiato dal senatore Lily Pérez e dai parlamentari Karla Rubilar e Peter Browne, pronti a dirsi «orgogliosi» della scelta di Loyola. Recentemente politico è entrato a far parte
Caso vuole che Loyola sia nato nella stessa regione di Mauricio Ruiz, il primo militare cileno ad aver fatto coming out.


Mauricio Ruiz è il primo militare cileno ad aver scelto di fare coming out

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Mauricio Ruiz, 24 anni, è il primo militare cileno ad aver scelto di fare un coming out pubblico. Arruolato in marina, ha raccontato che la sua decisione non è stata facile, ma che riteneva doveroso compiere quel passo per combattere l'omofobia.
«Sono in servizio attivo e ho dimostrato con i fatti che la sessualità ha niente a che vedere con limitazioni nelle capacità di servire il Paese o indossare un'uniforme», ha dichiarato. «Noi gay possiamo fare qualunque professione e ci meritiamo il medesimo rispetto di chiunque altro. Nella vita non c'è niente di meglio che poter essere se stessi, essere autentici e poter guardare le persone negli occhi senza timore di far capire loro chi sei».
In Cile l'omosessualità è legale anche se si registrano altissimi tassi di criminalità omofobia e transfobia. L'uccisione di Daniel Zamudio, un giovane gay brutalmente torturato nel 2012, portò all'approvazione di una legge per il contrasto all'omofobia. Ciò nonostante Ruiz sa bene che il suo coming out potrebbe non essere apprezzato da tutte le forze armate: «Dovranno decidere se vorranno sostenermi o meno -ha dichiarato- Ho notato che molti soldati non supportano l'omosessualità non perché abbiano qualcosa contro di essa, ma perché il gruppo sociale nel suo insieme ha deciso che l'omosessualità debba essere un problema».


Cantante rock cristiana fa coming out: «Dio mi ama così come sono»

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«C'è voluto tutto il mio coraggio e, dopo tutti questi anni, sono finalmente a rilasciare questa intervista». Così la cantante rock cristiana Vicky Beeching ha parlato dell'intervista rilasciata all'Independent, durante la quale ha deciso di fare coming out.
La donna ha parlato della sua infanzia vissuta nel Kent, prima come parte della Chiesa pentecostale, poi nell'ala evangelica della Chiesa d'Inghilterra. Ha anche rivelato di essere conscia di provare attrazione verso altre ragazze sin dall'età di 12 anni. La sua fede cristiana l'ha così portata a vivere un conflitto interiore, compreso il tentativo fallito di "esorcizzare" la sua attrazione per persone dello stesso sesso compiuto dinnanzi a 4.000 persone in un campo religioso del Regno Unito.
Oggi 35enne, Beeching è riuscita finalmente ad accettarsi per ciò che è ed è riuscita anche a conciliare la sua sessualità con la propria fede: «Ciò che Gesù ci ha insegnato -dice- è un messaggio radicale di accoglienza, di inclusione e di amore. Sono certa che Dio mi ami così come sono e sono convinta mi abbia chiamato a comunicarlo ai giovani».
In una successiva intervista rilasciata a PinkNews, ha aggiunto: «Sentivo di dover fare coming out. Il 14 luglio scorso la Chiesa [d'Inghilterra] ha scelto di consentire alle donne di diventare vescovi. La prossima grande sfida sarà una discussione sulla sessualità. Per me era importante far sentire la mia voce in quel dibattito, che sarà il tema chiave per i decenni a venire. E la mia voce farà molta più differenza se io sarò aperta riguardo alla mia sessualità, permettendomi di condividere più onestamente cosa cosa voglia dire essere un omosessuale cristiano [...] Ho molte speranze per il futuro della Chiesa e sono convinta potremo vedere un movimento verso l'inclusione, l'accoglienza e l'amore per le persone LGBT».


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Vincitore di Britain's Got Talent: «Sono gay, ma sinora nessuno me l'aveva chiesto»

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Il 22 enne Jamie Lambert è un componente dei Collabro, la band che a giugno si è aggiudicata la vittoria di Britain's Got Talent. Ora ha fatto coming out dalle pagine di The Sun. Anzi, più propriamente si è limitato a parlare della sua sessualità dato che il giovane ha candidamente ammesso: «Io sono apertamente gay, ma sinora nessuno me l'aveva chiesto».
Jamie ha ricordato come la sua omosessualità sia «solo un asppetto» di sé e che non avrebbe avuto motivo di mentire al riguardo: «Non ho nulla da nascondere a nessuno. Penso che sia molto importante che tutte le persone gay possano parlarne al pubblico: più spesso accadrà, maggiore sarà la normalità».
Poi ha aggiunto: «Mi ricordo quando Stephen Gately dei Boyzone si è dichiarato ed immediatamente è apparsa una questione enorme. Ma al giorno d'oggi credo sia giusto sentirsi a proprio agio per ciò che si è, indipendentemente se la persona di cui ci si innamora è un uomo o una donna. Ma questo non è tutto quello che sono. Mi dispiacerebbe se la gente mi vedesse come "un gay" piuttosto che come un cantante che si esibisce in un certo modo».


È un simulatore di coming out, ma anche un modo originale per raccontare una storia vera

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Si chiama "Coming Out Simulator 2014" ed è un gioco realizzato da Nicky Case, un programmatore indipendente che vive nella Bay Area di San Francisco.
L'idea è quella di far rivivere alcune emozioni del coming out in famiglia, permettendo ai giocatori di poter scegliere le parole da pronunciare (o da non pronunciare) sapendo che avranno conseguenze sul proseguo della propria storia. Ma il gioco è anche la modalità scelta dal programmatore per raccontare la sua storia e il suo coming out, non certo fra i più facili dato il contesto una famiglia asiatica trasferitasi in Canada. Nonostante i caratteri forti della vicenda, non appare così impossibile poter calare quella situazione anche in una realtà a noi più vicina (pensiamo al figlio di una Sentinella in piedi che volesse fare coming out con una di quelle madri pronte a scendere in piazza con un libro di Costanza Miriano, nota teorica della sottomissione all'uomo come ricetta per la felicità... la situazione sarebbe molto simile a quella illustrata nel gioco!).
Il programma è stato rilasciato in pubblico dominio ed è proprio in virtù di questa carattertistica che è stato possibile rieditarlo completamente per presentarlo alla fine del post in lingua italiana.
«In un primo momento -racconta Nicky- ero preoccupato nel raccontare una storie così deprimente. Il rischio era di avere una conseguenza negativa come lo spaventare i ragazzi che volessero fare coming out. Ma alla fine ho pensato che il mio gioco potesse toccare le persone nel profondo e non credo sarei riuscito a fare lo stesso se fosse stato tutto sole ed arcobaleni. Il mio gioco potrebbe dire loro: "Hey. Questo fa schifo, e non sarà facile, mi dispiace. Ma sappiate che non siete soli"».
Poi ha aggiunto: «Mi rendo solo ora che il gioco va al di là dei gay. Molte persone vivono nell'armadio per le loro credenze religiose, la loro politica o per i piccoli hobby strani che hanno. Mi rendo conto ora che il mio gioco è incentrato sulle mezze verità. Riguarda la tensione che c'è fra il bisogno di essere chi sei e il nasconderlo, giorno dopo giorno. Si tratta di vivere una doppia vita, una doppia coscienza, sempre preoccupati di ciò che gli altri pensano di te. È un mix di verità e bugie».

Clicca qui per giocare con la versione italiana del gioco.


Il nuotatore australiano Ian Thorpe ha fatto coming out

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Nel corso di un'intervista rilasciata a Channel 10, l'ex-nuotatore australiano Ian Thorpe ha fatto coming out. Vero e proprio campione, ha realizzato il record nazionale conquistando ben cinque medaglie d'oro alle olimpiadi, a cui si sommano tre argenti e un bronzo.
Per anni aveva negato la sua omosessualità, spesso rispondendo con violenza ai rumors riportati dai giornali. Nel suo libro autobiografico del 2002, intitolato "This Is Me", aveva addirittura specificato: «Per la cronaca, non sono gay e tutte le mie esperienze sessuali sono state etero. Sono attratto dalle donne, mi piacciono i bambini e aspiro ad avere una famiglia un giorno».
Ora, seduto di fonte ad uno fra i veterani del giornalismo (Sir Michael Parkinson) ha aperto il proprio cuore ed ha raccontato tutta la verità su sé stesso, dichiarando la propria omosessualità. L'intervista integrale sarà trasmessa questa sera dalla tv australiana.


La leggenda del wrestling Pat Patterson ha fatto coming out

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«Adesso voglio solo essere felice». È con queste parole che Pat Patterson ha concluso il discorso che ha segnato il suo coming pubblico, avvenuto nel corso di una trasmissione televisiva dedicata alle glorie del wrestling.
Oggi 73enne, Patterson è considerato una vera e propria leggenda di quello sport dopo essere divenuto il primo campione intercontinentale della storia. Debuttò nel 1958 e conquistò numerosi titoli sino al suo ritiro dai ring nel 1984. Dal 17 aprile 2014 è entrato a far parte del "WWE Legends' House", un reality show che ospita una serie di leggende della World Wrestling Entertainment come Jimmy Hart, Jim Duggan, Roddy Piper e Howard Finkel. Ed è proprio in quella sede che ha deciso di raccontare la sua storia: «Da dove provengo io, quando non hai avuto nulla, sei stato senza famiglia, senza soldi, finire a lavorare con Vince [McMahon] in ufficio, per me è stato il più grande risultato della mia vita. Seduto qui stasera ho intenzione di dire qualcosa che non avrei mai voluto dire pubblicamente. Ma essere qui con voi, ragazzi, per una volta nella mia vita, ho intenzione di essere me stesso. Sono sopravvissuto a tutto questo essendo gay. Ho vissuto con questo segreto per circa cinquant'anni. Sono sopravvissuto al business. Ce l'ho fatta, io sono così orgoglioso di me stesso. È stato difficile, ragazzi, è stata dura».

Via: Queerblog


La campionessa canadese di hockey Charline Labonte ha fatto coming out

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È attraverso le pagine del sito internet OurSports che la quattro volte campionessa olimpica di hockey, Charline Labonte, ha fatto coming out. «Sono lesbica ed orgogliosa di esserlo», ha dichiarato.
Lo scorso febbraio ha conquistato la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sochi, alle quali ha preso parte anche la sua fidanzata Anastasia Buscis. Labonte ha raccontato che si sono sconosciute ad una cena attraverso un amico comune: «Anastasia mi ha colto completamente di sorpresa e non potevo lasciarmi sfuggire una persona meravigliosa come lei».
Riguardo alle leggi anti-gay russe che hanno accompagnato le Olimpiadi, ha aggiunto: «L'idea di non poter essere completamente libera durante i Giochi mi ha lasciato con l'amaro in bocca»
Lo scorso anno la sua fidanzata ha duramente attaccato le leggi volute da Putin e ha dato vita ad un'organizzazione volta a promuovere il rispetto per gli atleti , indipendentemente dal loro orientamento sessuale.


Storia di un coming out

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Ben Hobs ha oggi 25 anni, una moglie e due bambini. Poco più che ventenne perse la madre e decise di sposarsi immediatamente con al sua ragazza, dando vita a quella che appariva una famiglia perfetta. Però le cose cambiarono quando il ragazzo iniziò ad avere dei seri problemi di alcolismo.
Dopo quattro anni, durante la notte di Capodanno, decise di dire definitivamente addio alla bottiglia e, dopo essere rimasto sobrio per trenta giorni consecutivi, iniziò a capire: il bere non era un passatempo, era un modo con cui cercava di ridursi ad uno stato in cui non era più sé stesso. Ben capisce di essere gay e che quel sentimento che lo tormentava era dovuto al non riuscire ad accettarsi per quello che era davvero.
Da qui la decisione di fare coming out con la sua famiglia e di registrare un video con cui raccontare al mondo la sua storia, forse nella speranza di poter aiutare altre persone come lui a capirsi e smetterla di annullarsi per sentirsi in pace con ciò che la società vuole imporci di essere.

Clicca qui per guardare il video.


L'olimpionico John Fennell ha fatto coming out

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«È soffocante vivere nascosti. Devi giocare continuamente giocare a "chi lo sa?". Non puoi farti sfuggire sensazioni o segreti. Devi essere super macho. Devi essere iper-consapevole dei tuoi  modi di fare e non lasciarti sfuggire nessuna vibrazione che potrebbe essere rilevata. È molto faticoso». Sono queste le parole con cui John Fennell ha fatto coming out nel corso di un'intervista alla Gazzetta di Montreal.
Il 19enne pratica lo slittino ed ha rappresentato il Canada alle olimpiadi invernali di Sochi. Nella su intervista non ha mancato di sottolineare come l'omofobia che spesso aleggia nello sport lo abbia bloccato a lungo. «È stato qualcosa che ho cercato di nascondere -ha raccontato- Sono uscito con delle ragazze al liceo. Vivendo nel mondo dell'atletica c'è una certa dose di spavalderia che devi sostenere, quindi è una parte di me che ho davvero dovuto sopprimere».
Dopo il suo coming out Fennell ha ricevuto il pieno supporto sei suoi fan su Twitter.