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Il Gay Pride di Belgrado si è svolto senza incidenti

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Nonostante le minacce di violenze paventate dal patriarca ortodosso di Serbia, il Gay Pride di Belgrado si è svolto senza incidenti.
È da quattro anni che l'vento non veniva celebrato a causa del divieto imposto dalle autorità per paura di scontri dopo quanto avvenuto nel 2010, quando alcuni untranazionalisti assaltarono il corteo e misero a ferro e fuoco la città.
In 500 hanno avuto il coraggio di sfilare per le strade cittadine, protetti da circa 7.000 agenti in assetto anti sommossa. Il clima di tensione presente nella città risulta pertanto evidente, con 14 agenti assegnati alla protezione di ogni singolo manifestante.
Michael Davenport, il capo delegazione dell'Unione Europea in Serbia, ha espresso soddisfazione: «È un grande passo in avanti per la Serbia nel rispetto dei diritti umani».


Belgrado: il patriarca minaccia violenze se il Pride non sarà annullato

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L'omofobia del patriarca ortodosso di Serbia non è certo una novità, ma questa volta il religioso si è spinto ben oltre i limiti. Nel tentativo di impedire lo svolgimento del gay Pride di Belgrado (in programma domenica prossima) ha minacciato violenze simili a quelle accadute nel 2010.
Quell'anno passò alla storia a causa della violenza di alcuni gruppi ultra-nazionalisti che assalirono il corteo e provocarono 140 feriti dopo aver messo a ferro e fuoco l'intera città. Lo stato serbo reagì nel peggiore del modi e, anziché fermare i violenti, iniziò a vietare di anno in anno i cortei lgbt per questioni di sicurezza.
Il patriarca pare oggi voler giustificare quelle azioni e parla di una «lezione» che l'Europa dovrebbe apprendere riguardo ad eventi che gettano «ombre morali» sulla Serbia. Evidentemente l'uomo dimentica come nel 2010 l'intera Europa rimase scioccata davanti ad uno stato incapace di reagire a france estremiste di estrema destra e non certo per una manifestazione pacifica e ricca di bandiere arcobaleno.
A quattro anni di distanza, la Serbia vuole provare a dimostrare di essere in grado di garantire i diritti umani e, dopo quattro anni, pare che la manifestazione verrà finalmente autorizzata. Appare dunque evidente quanto l'incitamento alla violenza da parte del religioso sia irresponsabile e pericolosa. Ad oggi le forze dell'ordine hanno già proceduto all'arresto di otto persone in seguito a minacce legate all'organizzazione del pride.

Via: Queerblog


In Uganda si celebra il primo Gay Pride

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Mentre il governo ugandese è al lavoro per cercare di ripristinare la loro legge anti-gay, la sentenza della Corte Costituzionale che ne ha annullato la validità a permesso ad alcuni attivisti di dar vita ad un rarissimo Gay Pride.
«Questa è l'occasione per ritrovarsi, visto che fino ad ora dovevamo nasconderci a causa della legge contro l'omosessualità -ha affermato una delle organizzatrici- Oggi è un giorno di festa per tutti noi».
La manifestazione, autorizzata dalla polizia e caratterizzata da danze e canti, si è tenuta sulle sponde del Lago Vittoria in un giardino botanico ad poco meno di un chilometro dal palazzo presidenziale di Entebbe.
Le norma introdotte dal governo punivano l'omosessualità con pene detentive comprese fra i 14 anni di carcere e l'ergastolo. Il promotore dell norma, David Bahati, afferma di aver già raccolto centinaia di frime parlamentari a sostegno di una modifica all'intera legislazione del Paese al fine di poter reintrodurre una norma annullata dalla Corte Costituzionale senza dover ripetere l'inter legislativo.


Si è svolto senza incidenti di rilievo il Gay Pride di San Pietroburgo

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Si è svolto senza indicenti di rilievo il Gay Pride di San Pietroburgo. Anzi, la polizia si è premunita di difendere i circa 150 manifestanti e li ha addirittura scortati per evitare aggressioni al termine della manifestazione.
Nonostante l'epilogo tranquillo, però, l'organizzazione dell'evento non è stata una passeggiata e non sono mancate provocazioni da parte delle istituzioni. Ad esempio l'intera organizzazione è stata curata dall'associazione lgbt Ravnopraviye, ma ai suoi attivisti è stata vietata la partecipazione a causa delle norme anti-gay russe. Si sarebbe voluta realizzare una parata, ma le autorità cittadine si sono opposte e -dato l'obbligo che avevano di individuare un luogo alternativo- ne hanno proposto l'organizzazione accanto al cimitero dello sperduto villaggio di Novosyolk o in una discarica vicino al Golfo di Finlandia. Ricorsi ad un tribunale, gli organizzatori si sono sentiti dire dal giudice che non vi era alcuna differenza fra l'organizzazione un pride nelle vie cittadine o nei due luoghi proposti della autorità. Ed è così che l'idea della parata è stata accantonata e ci si è dovuti accontentare di una manifestazione che, secondo le leggi federali, sarebbe stato possibile organizzare presso il parco cittadino di Mars Park.
Fra partecipanti vi erano anche alcuni esponenti del movimento femminista e gli organizzatori hanno voluto ringraziare la polizia, ricordando l'importanza di «essere liberi in un Paese non così libero». Un attivista ha anche parlato anche di HIV e AIDS, un altro ha marciato con una bandiera arcobaleno laceratasi durante i violenti scontri dello scorso anno.
Non sono mancate poi alcune provocazioni, come un uomo che avrebbe appositamente portato lì dei bambini per fotografarli dinnanzi alla manifestazione (forse con lo scopo di sostenere che la legge contro la cosiddetta «propaganda omosessuale sui minori» fosse stata violata). Un giornalista avrebbe provato a fotografarli ma pare sia stato arrestato per aver scattato una foto a dei minori senza il consenso dei genitori.

Via Queerussia


Il Calabria Pride chiude l'Onda Pride 2014

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«Piccano, non peccano» È questo lo slogan scelto dal Calabria Pride che domani chiederà l'Onda Pride 2014 con la prima parata mai organizzata nella regione. L'appuntamento è per sabato 19 luglio alle ore 17 presso la Villa Comunale Umberto I di Reggio Calabria. Il corteo inizierà a muoversi alle 18 e raggiungerà l'Arena dello Stretto. In serata la festa proseguirà nei lidi del lungomare Falcomatà con il Pride Beach.
La manifestazione gode del patrocinio morale del Comune (attualmente commissariato) e vanta l'adesione di Cgil Calabria, Cgil Rc-Locri e Confcommercio. Proprio quest'ultima ha invitato tutti gli esercenti presenti lungo il percorso della parata ad allestire le loro vetrine con i colori della bandiera rainbow.
Tornando allo slogan, la rivendicazione vuole ribadire come nessuno possa essere in errore quando esprime il proprio essere e non ci può essere "peccato" nell'amare qualcuno del proprio sesso. Il riferimento è chiaramente ad una certo tipo di concezione religiosa, secondo la quale non bisognerebbe garantire il diritto all'esistenza della comunità lgbt perché ritenuta troppo "peccaminosa" (una teoria decisamente curiosa visto che sottintenderebbe la superiorità del proprio giudizio e delle proprie discriminazioni sulla volontà creativa di Dio).




Kiev. Le autorità annullano il Gay Pride cittadino

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Il Gay Pride di Kiev che si sarebbe dovuto svolgere in città nel week-end è stato annullato all'ultimo minuto dalle autorità. La motivazione ufficiale è che non si sarebbe potuto garantire l'ordine pubblico.
Secondo il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, questo non era il momento opportuno per organizzare «eventi di intrattenimento» dati i disordini conseguiti all'invasione russa. Ben più plausibile, però, è che la voglia di disconoscere la rivendicazione dei propri diritti sia conseguita anche alla volontà di non arrecare disturbo alle correnti di estremismo omofobico.
Le dichiarazioni del primo cittadino hanno mandato su tutte le furie gli organizzatori. Olena Shevchenko, ha dichiarato: «Le parole del sindaco sono grande delusione. Dovrebbe avere una migliore comprensione di ciò che rappresenta una richiesta di uguaglianza: non si può avere una gerarchia dei diritti umani. Sembra che sia mai davvero il momento giusto per rivendicare i diritti lgbt e la nostra parata per l'uguaglianza non è una carnevalata. Si tratta di una marcia per i diritti umani».
Questo sarebbe dovuto essere il secondo Gay Pride mai celebrato a Kiev. Lo scorso anno furono un centinaio di manifestanti a scendere in strada, incontrando le contromanifestazione di un numero trascurabile di omofobi.


Drag queen azzittisce un manipolo di contestatori cristiani durante il Gay Pride di Seattle

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Durante il Gay Pride di Seattle, un manipolo di contestatori ha tentato di bloccare la parata mostrando cartelli con scritte inneggianti a Dio ed insulti rivolti ai manifestanti. Ad azzittirli ci ha pensato una drag queen locale, Mama Tits.
«Li ho visti venire in strada -racconta- e dire fra loro: "Facciamo un muro". Io ero lì, di fronte al loro leader armato di megafono. Mi sentivo come se avessi ricevuto la forza di tutte le persone che sono state ferite da quella gente lì in piedi. Mi sono messa davanti a lui e non mi sarei mossa. Quando hanno provato a passarmi di fianco mi sono rimessa davanti a lui, e poi ancora. Lo fissavo dritto negli occhi e vedevo il suo dolore. Ho visto che era spaventato, ed aveva ragione ad esserlo».

A quel punto alcuni contestatori hanno iniziato a citare versi del Levitico e quell'ipocrisia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In tutta risposta Mama Tits ha pronunciato un discorso che sta facendo il giro del mondo e che pare destinato ad entrare nella storia del movimento gay:

Usano la Bibbia per vomitare il loro odio, quando in realtà -se seguissero tutti gli insegnamenti di quel libro che usano per odiare- si renderebbero conto di essere loro stessi dei peccatori. Indossano tessuti di cotone e di poliestere e questo è un abominio. Uccidete le vostre figlie se fanno sesso al di fuori del matrimonio? Dormite con vostra moglie quando per lei arriva quel periodo del mese? Non ti sarebbe neppure permesso di condividere il letto con lei... dovremmo forse lapidarvi per questo?
Perché non leggete il vostro libro ed iniziate a seguire alla lettera gli insegnamenti del vostro Dio imparando ad accogliere e ad amare?
È necessario abbandonare l'odio. Voi siete una triste, triste sottospecie di essere umani. Una volta che avrete imparato ad abbandonare l'odio, anche voi potete trovare la felicità. Perché noi vi accoglieremo a braccia aperte se imparerete ad aprire la mente. Ma non oggi, diavolo. Non oggi!

Interpellata dai media, Mama Tits ha poi aggiunto: «È interessante notare come alcuni estremisti religiosi interpretano tutto nella Bibbia e la piegano alla loro volontà di creare odio, dimostrando solo la propria ignoranza. Quando sono stati scortati fuori dal percorso della sfilata, ho notato quanto mi aveva colpito: tremavo ed ero sull'orlo delle lacrime. Perché, quando la gente odia ciecamente e lo predica in pubblico come fanno queste persone, dimostrano di non avere alcun riguardo per la vita degli altri.
La gente perde la vita a causa di un odio come quello, le persone vengono uccise a causa di un odio come quello.
Voglio solo che tutto ciò si fermi. Se i mercanti di odio avessero messo quell'impegno nell'aprire le loro menti e nel pentirsi dei loro giudizi, allora forse anche loro avrebbero potuto trovare gioia e felicità, stando dalla parte del divertimento invece di essere dalla parte dell'Inferno».

Immagini: [1] [2] [3] - Video: [1]


San Francisco: Burger King celebra il pride con il Proud Whopper

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In occasione del 44° gay prode cittadino, un negozio Burger King di San Francisco ha introdotto nel proprio menu il Prod Whopper. Il panino si presentava avvolto in una carta arcobaleno e agli avventori non veniva svelato il suo contenuto. Aprendo l'involucro si poteva trovare il tradizionale Whopper accompagnato dalla scritta «Dentro siamo tutti uguali».
L'azienda ha anche realizzato un video che ha immortalato alcune reazioni dei clienti. «Penso che questo involucro indichi che tutti noi abbiamo gli stessi diritti» spiega un bambino. «Non mi era mai capitato di commuovermi davanti ad un hamburger» aggiunge una ragazza. Non sono mancate reazioni negative, tra cui un uomo pronto ad affermare che la catena non avrà più il suo supporto.

Clicca qui per guardare il video diffuso da Burger King.


Il matrimonio è per tutti nel flashmob del Puglia Pride

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"Matrimonio per tutti e tutte" è il titolo del flashmob che si è svolto a Lecce al termine del Puglia Pride parade. L'intento non era quello di provocare, ma di lanciare una richiesta d'ascolto dato che «la felicità è un diritto, per tutti e senza distinzioni». L'indicazione data ai partecipanti era semplice: alle prime noti di una marcia nuziale, tutte le coppie etero ed omosessuali avrebbero potuto celebrare in piazza dei matrimoni simbolici.
L'iniziativa è stata promossa da Lecce2019 nel nome di una filosofia ribattezzata POLIStopia che si pone come modello per il benessere sociale, l'inclusione e l'accessibilità, secondo cui l'estromissione di un individuo dalla comunità comporta una perdita di valore.
«Nella convinzione che ogni individuo rappresenti sempre una risorsa -affermano- POLIStopia è la città aperta a tutti, in tutte le occasioni, in cui la responsabilità culturale trasforma le persone con speciali esigenze in persone con abilità speciali, l'avidità in una cultura di generosità e solidarietà».

Clicca qui per guardare le immagini dell'evento.


Da New York a Sigapore, ecco i Pride del 45° anniversario dei Moti di Stonewall

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Gli appuntamenti offerti dall'Onda Pride non sono altro che una parte delle parate che hanno investito mezzo mondo in occasione del 45° anniversario dei moti di Stonewall.
Più di un milione di persone hanno sfilato per le strade di New York (dove per l'occasione l'Empire State Building è stato illuminato con i colori rainbow), in 30mila hanno sfidato le piogge battenti cadute su Londra ed in 12mila hanno marciato per le strade di Toronto. E poi, ancora, decine di migliaia di persone hanno manifestato il proprio orgoglio per le strade di Istanbul, di Singapore, di Ljubljana, di Lisbona, di San Salvador e di tante altre città.
Moltissimi cortei hanno registrato partecipazioni record, segno di una crescente voglia di rivendicare i propri diritti ma anche una crescente partecipazione da parte del mondo civile, sempre più consapevole di come i diritti civili siano una conquista per tutti e non di una minoranza.
Oltre all'immancabile clima di festa, le parate sono state tutte caratterizzate anche da una voglia di esprimere amore. Un amore che ben si scontra con l'odio che muove l'omofobia e che è appare il pretesto di chi crede che la repressione dei diritti altrui sia una «libertà».

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8]


Milano Pide: migliaia di cuori rivolti al cielo, ma per la Lega è solo «un'orgia di smodatezze»

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Come già anticipato, il Milano Pride di sabato si è concluso con un messaggio d'amore corale. Migliaia di persone hanno alzato al celo un cuore per focalizzare l'attenzione sul concetto specifico delle infinite possibilità di espressioni dell'amore oltre la libertà della scelta sessuale, oltre limiti morali, culturali e concettuali.
Il progetto artistico è stato ideato da Angelo Cruciani, mentre i fotografi Manuel Scrima, Daniele Fregale e Cristina Lorenzi li hanno immortalati in alcuni spettacolari scatti (proposti a fine post).

L'immagine che ne esce è di una comunità che chiede la libertà di poter amare, mossa dalla gioia del vivere e contraddistinta da una normalità spesso ritenuta scomoda. Non c'erano carri, né vestiti stranì, né elmi da unno (tanto di moda a Pontida)... eppure Massimiliano Bastoni, consigliere comunale della Lega Nord a Palazzo Marino, ha pensato bene di dare una chiara dimostrazione della discriminazione e della disinformazione che si deve tutt'oggi combattere. Alla vigilia della manifestazione, infatti, si è sentito di dover insultare e condannare a priori ciò che non aveva ancora visto. In un comunicato stampa aveva dichiarato:

Si terrà domani pomeriggio l'ennesima pochade di tribadi, gay, bisessuali e transessuali per le vie di Milano, omaggiata dalla presenza di diversi politici radical-chic che faranno a gara per mettersi in mostra allo scopo di accaparrarsi i consensi della lobby omosessuale.
Un'orgia di smodatezze per rivendicare diritti che potrebbero benissimo essere reclamati con altre modalità, senza ostentare ai milanesi spettacoli circensi di basso profilo e licenziose esibizioni che offendono il decoro e il senso del pudore della gente per bene.
In un momento in cui i milanesi stanno facendo i conti con l'attuale crisi economica, il sindaco Pisapia e i suoi sodali non trovano di meglio che gironzare per le strade della città abbandonandosi in questi triviali bagordi e deliberare innumerabili tasse che daranno il colpo di grazia alle attività produttive, alle famiglie, ai giovani e agli anziani milanesi.
Questa giunta melograno passerà agli annali soltanto per le carnevalate (come il gay pride), per le esibizioni sadomaso, per le case date ai rom e per le idolatrate gabelle scaricate sulla testa dei propri cittadini.

Insomma, insulti gratuiti e derivanti dal mero pregiudizio. È per questo che non ci sarebbe potuta essere risposta più bella di un messaggio d'amore universale. Intanto domani la Regione Lombardia discuterà una mozione presentata dalla Lega Nord e volta a chiedere che nelle scuole lombarde si insegni che le famiglie omosessuali non hanno pari dignità di quelle etero.
Siamo quindi sicuri che siano i gay e non la politica ad offendere il decoro e il senso del pudore della gente per bene?

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10]


Migliaia di persone in piazza per l'Onda Pride

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50.000 partecipanti a Milano, 10.000 ad Alghero, 20.000 a Bologna, 40.00 a Palermo, 50.00 a Torino. Ed ancora in migliaia anche a Catania, Lecce, Napoli e Perugia. Sono questi i numeri dell'Onda Pride che ieri ha investito dieci città italiane.
A sfilare c'erano tutti: gay, lesbiche, transessuali... ma anche tanti etero, rappresentanti delle istituzioni, esponenti della società civile e famiglie tradizionali (proprio quelle che secondo alcuni dovrebbero sentirsi "minacciate" dai diritti altrui). Il tutto in un clima di festa che ben sottolinea come in piazza si sia voluto portare l'amore e la gioia di vivere. Insomma, la miglior riposta possibile a quanti hanno dedicato il proprio tempo alla coltivazione dell'odio: la piazza non era contro qualcuno ma a favore della libertà di amare per tutti.
E mentre la Regione Lombardia si appresta a votare una mozione volta a disconoscere le famiglie gay, a Torino è stato il neo presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ad prire il corteo e a dichiarare il proprio appoggio alle civil partnership di Renzi (a cui si somma l'annuncio lanciato dall'assessore regionale alle Pari Opportunità, Monica Cerutti,che ha promesso «una legge contro le discriminazioni sessuali e di identità di genere»).
«Non voglio più dare spiegazioni e non voglio avere diritti col contagocce» è il messaggio lanciato a Lecce dal Presidente della Regione Puglia, «Non capisco perché la società di oggi preferisca due uomini con un fucile piuttosto che due uomini che si tengono per mano» recitava uno striscione esposto a Venezia. Ed è proprio sulla fine dell'omofobia e sulla piena parità di dignità sociale che vertevano la maggior parte delle rivendicazioni.


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Tom Daley a sostegno del London Pride

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«#FreedomTo represent my country». È questo il messaggio con cui il campione olimpionico Tom Daley ha espresso il suo supporto all'imminente Gay Pride di Londra. L'immagine è parte di una campagna assai più ampia a cui numerosi personaggi ed aziende inglesi hanno volontariamente contribuito con i propri messaggi affidati a dei selfie.
Il 19enne ha anche ricordato che «in una società liberale la libertà di poter amare chi si sceglie è un diritto umano fondamentale e le persone lgbt di Londra e di tutto il Regno Unito avranno sempre il nostro sostegno».
A pochi mesi dal suo coming out, Daley si è dunque confermato in prima linea nella lotta per la rivendicazione sociale, forte di un consenso popolare che pare difficile sottovalutare. Il suo messaggio, infatti, passa anche attraverso la sua storia d'amore con lo sceneggiatore Dustin Lance Black, raccontata con dovizia di particolari dal mondo del gossip e che è necessariamente finita con il sottolinearne tutta la normalità. Si è parlato di lui che ha lascito Plymouth alla volta di Londra per stargli più vicino, i due non hanno mai avuto modo di dare scandalo, appaiono sempre teneri ed affettuosi, sta continuando ad allenarsi per le Olimpiadi di Rio 2016... insomma, persone normali che fanno cose normi. Certo, esattamente come la maggior parte dei gay, ma purtroppo l'opinione pubblica preferisce spesso identificare le proprie discriminazioni con i soggetti più pittoreschi ed attaccabili, motivo per cui far crollare quelle certezze può essere una fonte di riflessione.

Clicca qui per guardare l'immagine pubblicata da Tom Daley.


Per la prima volta nella storia, un gruppo di scout marcerà al New York Pride

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Alcuni ragazzi dei Boy Scouts of America (BSA) hanno dato vita agli Scouts for Equality (SFE), un movimento impegnato a chiedere la fine della messa al bando dei gay adulti dall'associazione scoutistica. E sarà proprio per rivendicare la loro richiesta che, per la prima volta nella storia, alcuni scout sfileranno in uniforme per le strade di New York durante il Pride cittadino.
Dave Studinski, direttore del Pride, ricorda come grazia a loro sarà possibile ricordare che «i gay non cercano tolleranza, ma un'accettazione alla pari». Seth Adam, direttore della comunicazione presso la Glaad, ha aggiunto: «Solo quando gli adulti e i genitori gay potranno partecipare alla vita dei propri figli attraverso lo scoutismo, la BSA entrerà a far parte di quella maggioranza di americani convinti che nessuno debba esse discriminato a causa di chi ama».
Lo scorso anno la BSA ha scelto di rimuovere la messa al bando dei ragazzi gay dell'associazione, ricevendo un'invito in tal senso anche da un'opinione pubblica rimasta scioccata dinnanzi alle immagini e alle testimonianza di ragazzi presi a forza e sbattuti lontano dai loro amici non appena qualcuno ravvisava la loro omosessualità. Il divieto alla partecipazione associativa, però, è tutt'ora in vigore per gli adulti, la cui espulsione dai gruppi è pressoché automatica al raggiungimento della loro maggiore età.


Smentiamo i pregiudizi sul pride

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Il 28 giugno molte città italiane saranno invase dall'Onda Pride, una manifestazione che rivendica i diritti ella comunità lgbt e che troppo spesso è vittima di pregiudizi anche all'interno del mondo gay. I media sono soliti proporre solo le immagini più trasgressive, i politici la dipingono come una «carnevalata» e tanti si limitano a criticarla senza averne mai visto una dal vivo.
Per questo il collettivo Wand ha collaborato con l'Arcigay giovani di Milano per la realizzazione di un video che possa sfatare alcuni falsi miti sul Pride. Il tutto attraverso alcuni cartelli che, mostrati nei luoghi più significativi del capoluogo lombardo, formano frasi con varie argomentazioni che possano smentire il pregiudizio.
I primi due video sono già disponibili sul canale YouTube del progetto, un terzo verrà pubblicato oggi ed il quarto verrà reso disponibile venerdì 27, alla vigilia del Pride.

Video: [1] [2] [3] [4]



Dal 23 al 28 giugno è Puglia Pride

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La Week Pride porterà ad una cascata di eventi che attraverserà la Puglia partendo da Foggia, passando per Barletta, Bari e Taranto sino ad arrivare alla grande parata di Lecce del 28 giugno. L'intento sarà quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche dei diritti LGBT, attraverso la riflessione, la festa e la condivisione, il tutto riunito sotto lo slogan di "Insieme siamo più forti".
Ad aprire le danze sarà Foggia che, questo pomeriggio alle ore 18.00 in Corso Vittorio Emanuele, darà vita al Pride Street con un flash-mob seguito da un dibattito in piazza sulle buone pratiche per una corretta informazione.
Mercoledì 25 si farà tappa a Barletta con "Queer ed Ora-Declinazioni d'amore" (ore 17.30 presso la Sala Consiliare a Palazzo di Città), un convegno a cui parteciperanno psicologi e psicoterapeuti del territorio. Alle 20 si terrà invece la presentazione del libro "Resto umano" a cura dell'associazione "Made in Blu" (presso l'associazione Arci "Carlo Cafiero"), a seguire Pride Party con esibizioni musicali live.
Giovedì 26 giugno sarà la volta di Bari con il convegno "Famiglie omogenitoriali: quali diritti e quali tutele per i minori" (ore 16.30 presso l'Aula Magna dell'Ateneo), interverranno intervengono Rosy Paparella (Garante regionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza), Alessandro Taurino (professore di psicologia clinica all'Università degli Studi di Bari), Patrizia Famà (giudice del tribunale minorile), Mauro Laskavj (giudice onorario del tribunale dei minorenni). Introdurrà Rosa Perrucci di Arcilesbica Mediterranea Bari. In serata il party "Giovedì Friendly" (dalle 20.30 presso l'Eremo).


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Verso il Milano Pride

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Dal 23 al 29 giugno il capoluogo lombardo ospiterà la Milano Pride Week, una settimana di intrattenimento e cultura attraverso un fitto calendario di eventi cittadini (il programma completo è disponibile sul sito ufficiale). Il tutto culminerà il 28 giugno con la tradizionale parta, in ricorso dei moti di Stonewall del '69. La partenza è fissata per le ore 17 in Piazza Duca d'Aosta (davanti a Stazione Centrale) e si arriverà a Porta Venezia dopo aver percorso Corso Buenos Aires.
«L'anno scorso eravamo in 50.000, quest'anno contiamo di essere ancora di più», dicono gli organizzatori, precisando anche come la manifestazione sarà ecologicamente ed economicamente sostenibile: «L'assenza di carri e mezzi pesanti contribuirà alla salvaguardia dell'aria. Si ridurrà al minimo la stampa del materiale promozionale, privilegiando i canali social, e l'impianto audio seguirà strettamente le norme consigliate da Lega Ambiente». Per quanto riguarda la musica, ci si affiderà a materiale rilasciato sotto licenza creative commons ed appositamente realizzato dagli studenti di Sound Design dello IED. Video e fotografie saranno realizzate in collaborazione con l'Istituito Italiano di Fotografia.
Un altro punto importante è la volontà di rendere «inclusivo e sociale» l'evento. Per disabili, non vedenti e non udenti saranno predisposti appositi servizi che permetteranno una piena partecipazione. Inoltre, per la prima volta, quest'anno «parteciperanno ufficialmente alla parata del Milano Pride gruppi in rappresentanza di molte comunità di migranti» Il tutto nell'ottica di ribadire come «Il Milano Pride è una festa di tutte e di tutti, diretto non solo alle persone LGBTA».


Un poliziotto bacia il suo ragazzo davanti ai picchetti della Westboro Baptist Church

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Nella foto si vede un ufficiale di polizia che bacia il proprio ragazzo davanti ai cartelli ricolmi d'odio mostrati da alcuni adepti della Westboro Baptist Church durante il Gay Pride di Washington D.C. I protagonisti della scena sono l'agente D.J Saltere il suo fidanzato Mark Raimondo, certi che sia importante «mostrare orgoglio per quello che si è indipendentemente da quello che la gente pensa». Eppure a diffondere quell'immagine non sono stati i due, ma i militanti della setta omofoba.
Il tutto è stato pubblicato su Twitter, corredato dalla frase: «Un agente è stato messo in aspettativa per essersi rifiutato di lavorare al Gay Pride. Gli Stati Uniti vogliono che i suoi poliziotti appaiano così». Il riferimento è ad un agente di polizia dello Utah che la scorsa settimana si è dimesso in risposta ad un congedo disciplinare inflittogli dato il suo rifiuto nel prendere servizio dopo la sua assegnazione al servizio d'ordine alla parata cittadina.
L'impressione, però, è che la Westboro Baptist Church abbia commesso un clamoroso autogol, mostrando uno scatto che sottolinea fin troppo chiaramente la contrapposizione fra chi manifesta per difendere il proprio amore e chi ha scelto di dedicarsi all'odio. E tra amore ed odio, non è difficile capire chi sia il vincitore...

Immagini: [1] [2] [3]


Un gruppo di cristiani ferma il Gay Pride di Seul

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Lo scorso 7 giugno diverse migliaia di persone erano scesi per le strade di Seul (Corea del Sud) in occasione del 15° Gay Pride cittadino. Come consuetudine la parata avrebbe dovuto rivendicare il riconoscimento dei diritti omosessuali, ma un gruppo di cristiani ne ha interrotto lo svolgimento dopo essersi stesi a terra per impedirne il passaggio.
Per ore i manifestanti sono rimasti bloccati nel quartiere di Sinchon, nel pieno centro di Seul, mentre i cristiani alternavano canti di preghiera a insulti omofobi. «Non c'è posto per i gay in Corea! Andrete all'inferno!» è uno dei tanti.
La polizia è intervenuta per creare un cordone intorno ai contro manifestanti e per impedire che i due gruppi potessero entrare in contatto mentre la parata, che sarebbe dovuta durare un paio d'ore, si è protratta per otto.
Nei giorni precedenti il governo aveva tentato di impedire lo svolgimento del Gay Pride sostenendo la necessità di mostrare «rispetto alle vittime del naufragio» del traghetto che lo scorso aprile ha provocato la morte di quasi 300 studenti.


In 100.000 al Gay Pride di Tel Aviv

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Sono state oltre 100mila le presente registrate dal Gay Pride di Tel Aviv. Le strade della città si sono riempite di bandiere arcobaleno, con famiglie ed attivisti che hanno sfilato spalla a palla per le strade cittadine.
La parata ha preso il via da parco Meir, centro della comunità gay cittadina, e ha attraversato il centro sino a raggiungere parco Charles Clore, luogo dove ha preso il via una festa sulla spiaggia prolungatesi per l'intera notte. Lungo in percorso centinaia di negozi e di risposanti hanno esposto simboli a sostegno della manifestazione, confermando lo status di Tel Aviv come una delle città più gay-friendly del mondo.
Alla manifestazione erano presenti molti politici del centro sinistra e star del movimento gay, come Dana International, la cantante transessuale israeliana che ha vinto l'Eurovision Song Contest nel 1998.
Per la prima volta anche l'Agenzia ebraica ha partecipato con i suoi vessilli alla manifestazione.