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Il Congresso di Coahuila (Messico) ha approvato il matrimonio egualitario

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Con 19 voti a favore e solo uno contrario, il Congresso di Coahuila (nel nord del Messico) ha approvato una riforma del codice civile che introduce il matrimonio egualitario.
Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già in vigore dal 2007 e solo pochi mesi fa era stata legalizzata l'adozione da parte di coppie omoparentali. Da notare è come la proposta di legge, lanciata dal socialdemocratico Samuel Acevedo, abbia ottenuto i voti favorevoli anche da parte dei due rappresentanti della destra.
Nel resto del Paese, il matrimonio ugualitario e le adozioni omoparentali sono state legalizzate a Città del Messico già nel 2009 e la loro validità è riconosciuta in tutta a nazione in base ad una sentenza pronunciata nel 2010 dalla Corte Suprema di Giustizia del Messico. In linea teorica i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono possibili anche a Quintana Roo, il cui codice civile non specifica che il matrimonio debba essere contratto esclusivamente tra un uomo e una donna (anche se gli attivisti denunciano numerosi ostacoli nel riconoscimento delle unioni).
Dopo che la Corte Suprema ha già sancito l'incostituzionalità dei divieti ai matrimonio gay, i tribunali stanno rapidamente aprendo ala strada al loro riconoscimento con sentenze favorevoli già pronunciate a Chihuahua, Guanajuato, Jalisco, Michoacán, Morelos, Nuevo León, Sinaloa e Yucatán.


Il matrimonio egualitario in Irlanda scatenerà l'apocalisse?

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Vari gruppi anti-gay cercano di alimentare inutili paure riguardo all'approvazione di norme che introducano i matrimoni gay nell'ordinamento dei vari stati. Gruppi religiosi hanno parlato di punizioni divine, di apocalisse, di fine del mondo. Altri parlano di «minaccia» allo status quo... ed il brutto è che c'è chi finisce con il credergli. Tutte le statistiche sottolineano come il numero di persone favorevoli al matrimonio egualitario aumentino dopo la sua approvazione, una volta che le persone si sono rese conto che quei proclami erano fini a sé stessi e che nulla è cambiato nella loro vite.
Ed è così che il gruppo LGBT Noise ha realizzato un video in cui si ipotizza che il matrimonio egualitario vincerà il referendum previsto in Irlanda nel 2015 e che giungerà l'apocalisse. Questo, perlomeno, è quello che si immagina nel vedere due persone barricate in casa e pronte a lasciare un video-messaggio ai posteri.
«Nel 2015, l'Irlanda ha avuto un referendum sulla parità matrimonio -dicono- Per quanto ne sapevamo c'erano solo cinque o sei gay in Irlanda a quel tempo, ma poi abbiamo che se fossero stati solo loro le cose non sarebbero cambiate. Sono stati i loro amici, i non-gay, persone normali... un sacco di loro hanno votato! Se non lo avessero fatto tutto sarebbe andato bene, ma hanno votato e tutto è cambiato. C'era così tanta uguaglianza che l'Irlanda appariva irriconoscibile. E nulla nel mondo esterno è cambiato: la società ha continuato ad esistere come se fosse una cosa normale... e c'è chi fa consegne a domicilio ad Adamo che è sposato con un uomo di nome Steve...».
Ed è così che si chiude lo spot, mostrando come i due siano barricati in una casa mentre il mondo prosegue normalmente, imprigionati nel loro odio e nei loro pregiudizi.
I sondaggi indicano che circa il 75% degli irlandesi è favorevole all'approvazione del matrimonio egualitario, anche se sull'esito del referendum nessuno osa mettere la mano sul fuoco: l'Irlanda è nota per una serie esiti imprevedibili dettati dalle fluttuazioni sull'affluenza e a causa di potenti gruppi religiosi pronti a fare pressioni sull'opinione pubblica.

Clicca qui per guardare il video.


La sentenza che potrebbe aprire alle nozze gay in Virginia

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Virginia. Il 4° Circuito degli Appelli ha rigettato una richiesta di sospensione della sentenza nel caso Bostic v. Schafer del 28 luglio scorso. In quell'occasione due dei tre giudici della Corte d'Appello di Richmond del 4° Circuito degli Appelli avevano dichiarato incostituzionale le leggi della Virginia che proibivano alle coppie gay e lesbiche di sposarsi e in risposta di questo atto una cancelliera dell'ufficio dello stato civile, Michele McQuigg, aveva chiesto una sospensione (motion for a stay) in modo di potersi appellare alla Corte Suprema.

Con l'ordine emesso oggi dagli stessi giudici che si erano pronunciati a favore dell'incostituzionalità -Floyd e Gregory- la sentenza dispiegherà tutta la sua forza già dalla settimana prossima (già lunedì secondo alcuni, mercoledì secondo altri) permettendo alle centinaia di coppie della Virginia di potersi sposare. Tuttavia la cancelliera McQuigg, già deputata alla Camera dei Delegati della Virginia per il partito repubblicano dal 1998 al 2008, potrà sempre chiedere alla Corte Suprema di sospendere la sentenza nel caso Bostic, e se vi ricordato, come già era accaduto nel caso Kitchen all'inizio dell'anno. La cancelleria dovrà richiedere al giudice Roberts della Corte Suprema, quale "giudice itinerante" del 4° Circuito, la sospensione della sentenza e questo a sua volta ha la discrezionalità di riferire la richiesta a tutti giudici della Corte Suprema; il giudice Roberts è anche il presidente della Corte. Vorrei ricordare, come ultima cosa, che la Corte è ora in vacanza, ma i giudici possono essere disturbati in qualsiasi momento e agire di conseguenza.


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L'Australia potrebbe riaprire le porte al matrimonio egualitario

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Nel 2012 il governo australiano bocciò un progetto di legge che avrebbe introdotto il matrimonio egualitario nel Paese. Ma ciò che pareva ormai archiviato definitivamente potrebbe ben tornare in discussione. Alcuni fonti, infatti, sostengono che la proposta di legge potrebbe ben presto tornare nell'agenda parlamentare e che questa volta i liberali potrebbero optare per lasciare libertà di di coscienza ai propri rappresentanti.
Nonostante tutti i sondaggi sottolineino una popolazione decisamente favorevole all'introduzione dei matrimoni gay, sull'esito di possibile voto parlamentare pare difficile ostentare certezze: da un lato i conteggi sulle intenzioni di voto parrebbero incoraggianti, dall'altro ci sono troppe variabili in campo.
Nel 2013 il territorio di Canberra legalizzò le nozze gay, ma la Corte Costituzionale australiana annullò la norma e sottolineò come un simile passo potesse essere compito solo a livello federale. Nel frattempo molto è cambiato anche sul piano internazionale, con l'approvazione dei matrimoni nella vicina Nuova Zelanda o in nazioni legate all'Australia come Inghilterra, Galles e Scozia. Tutti elementi che potrebbero incidere sulla decisione di tornare ad occuparsi dell'argomento.

Via: Queerblog


Incostituzionalità del divieto alle nozze gay: il 6° Circuito degli Appelli esamina sei casi

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In una storica giornata, la Corte d'Appello di Cincinnati (Ohio) del 6° Circuito degli Appelli ha ascoltato, uno dietro l'altro, ben 6 casi provenienti da tutti i 4 stati del Circuito -Michigan, Ohio, Kentucky e Tennessee- e riguardanti il divieto al matrimonio per le coppie gay e lesbiche e la discrezionalità degli stati nel non riconoscere i matrimoni celebrati in un altro stato. La Corte, composta dai giudici Daughtrey, Sutton e Cook, è la prima in cui sono i nominati repubblicani a dominare: Sutton e Cook, appunto. La giudice Daughtrey, nominata da Clinton, si è distinta nel corso della sua carriera per essersi opposta alla pena di morte e per essersi schierata a favore dell'affirmative action (più in là nel post ne darò una spiegazione); invece la giudice Cook e il giudice Sutton, nominati entrambi da Bush, si schierano sicuramente tra i giudici più conservatori, anche se è bene ricordarlo che il giudice Sutton ha difeso la riforma sanitaria del presidente Obama in una sentenza del 2011.
Dalle registrazioni delle argomentazioni sembrerebbe che la sequenza di vittorie potrebbe interrompersi proprio alla Corte di Cincinnati. La giudice Daughtrey sicuramente proprende per confermare le sentenze dei tribunali di primo grado, quindi per dichiarare incostituzionali le leggi che proibiscono i matrimoni tra persone dello stesso sesso, la collega Cook, invece, anche se non è intervenuta molto durante le argomentazioni, tenderebbe a supportare il diritto degli stati a mantenere il matrimonio come sola unione tra un uomo ed una donna. Il giudice Sutton, invece, è ancora un'enigma. Sebbene sia rimasto scettico difronte al fine procreativo del matrimonio, Sutton ha sollevato alcune obiezioni agli avvocati delle coppie.


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Florida: per la quarta volta un giudice afferma l'incostituzionalità del divieto alle nozze gay

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E con questo siamo a quattro. Quattro decisioni in tre settimane e tutte favorevoli alle comunità LGBT. Che record! Martedì 5 agosto, infatti, la giudice Diana Lewis della Contea di Palm Beach, in un caso di successione per testamento, ha dichiarato l'incostituzionalità delle leggi che proibiscono alle coppie gay e lesbiche la possibilità di sposarsi. Sebbene il let-motiv sia sempre quello -una dichiarazione di incostituzionalità- non è vero anche per il caso concreto. Questa volta siamo di fronte, come già detto, ad un caso di successione testamentaria.
Il signor Bangor e il signor Simposn sono una coppia che vive insieme ormai da 40 anni. Raggiunta una certa età decidono di traferirsi dalla Pennsylvania alla Florida, giusto per vivere insieme gli ultimi anno della loro vita. Qualche mese dopo essersi sposati nell'ottobre del 2013 nel Delaware, il singor Bangor muore. Lo stesso avrebbe intestato il suo intero patrimonio al compagno nel 2005. Allora, stabilendo che leggi della Florida "discriminano senza una necessità", la giudice Lewis ha dato ragione al signor Simpson, che non poteva essere riconosciuto come valido successore del proprio coniuge.
La sentenza, che è giunta martedì si applica, solo in quel caso e quindi non si estende nè a tutta la contea, come finora è accaduto nelle altre tre sentenze, né allo stato intero della Florida. La procuratrice di stato, che non si è occupata in alcun modo del caso, non sembrerebbe intenzionata ad appellarsi e se fra un mese non agirà, il signor Simpson sarà il primo a beneficiare di una decisione del genere nello stato della Florida.


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Incostituzionalità del divieto alle nozze: le ultime dal North Carolina, South Carolina e Virginia

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Dopo la sentenza del 4° Circuito (che comprende Maryland, Virginia, West Virginia, North Carolina e South Carolina) che aveva confermato l'incostituzionalità del divieto al matrimonio per le coppie gay e lesbiche, il procuratore dello stato del North Carolina ha deciso di abbandonare la difesa in tribunale di un simile emendamento costituzionale (il caso deve ancora essere deciso, ma, dato che vige la cosiddetta dottrina del precedente vincolante, il giudice di primo grado dovrà conformarsi alla sentenza del 4° circuito). Il North Carolina è stato l'ultimo stato ad emendare la propria costituzione nel maggio 2012, proprio qualche giorno prima che il Presidente Obama si dichiarasse favorevole all'estensione del matrimonio alle coppie gay e lesbiche, con una maggioranza del 61%. Oggi, sebbene gli abitanti del North Carolina non siano ancora favorevoli al matrimonio gay, solo il 53% si dice ancora favorevole all'emendamento.
Nel South Carolina , invece, il procuratore del South Carolina ha deciso di continuare a difendere l'emendamento. La modifica costituzionale era stata approvata nel 2006 dal 78% degli elettori, ma anche quel dato nel 2012 è calato al 62%.
Le coppie gay continueranno a non potersi sposare anche in Virginia, dopo che l'ufficiale dello stato civile Michele McQuigg ha chiesto al 4° Circuito di prolungare la sospensione della sentenza in modo da potersi appellare alla Corte Suprema. La McQuigg è una dei tre "convenuti" che hanno difeso in appello le leggi della Virginia che proibivano alle coppie dell stesso sesso di potersi sposare.
Il 6 agosto il 6° Circuito degli Appelli (che comprende il Michigan, l'Ohio, il Kentucky e il Tennnessee) ascolterà, in solo giorno ben cinque casi di quattro stati. Il caso Deboer v. Snyder è sicuramente quello più importante: rientra nei poteri degli stati proibire il matrimonio gay? A questa domanda, da quando la Corte Suprema si è espressa nel caso Usa v. Windsor, nessun giudice ha detto di sì (e così anche il giudice di primo grado, il giudice Friedman che aveva dichiarato incostituzionale il divieto del Michigan). Il caso è particolare anche per un'altra cosa: finora è stato l'unico caso in cui ci sia stato un processo. Tutti gli altri giudici si erano limitati ad ascoltare le argomentazioni e a pronunciare dei giudizi sommari (summary judgment) o delle ingiunzioni preliminari (prelimianry injunction), mentre il giudice Friedman si è ascoltato anche molte testimonianze, tra le quali spicca quella di Mark Regnerus, il sociologo che avrebbe dimostrato che nelle coppie gay i bambini crescerebbero peggio che in una famiglia uomo-donna. Il giudice Friedman definì la testimonianza di Regnerus "interamente incredibile e indegna di considerazione".

Grazie a ExJure


Altri giudici di Virginia e Florida giudicano incostituzionale il divieto alle nozze gay

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Continua l'inarrestabile ondata di sentenze favorevoli per le coppie gay e lesbiche che intendono sposarsi: in Virginia la Corte d'Appello di Richmond del 4° Circuito degli Appelli, confermando la decisione presa dal giudice Arenda Wright Allen il 13 febbraio scorso, ha dichiarato illegittimo l'emendamento costituzionale, che riconosce il matrimonio come sola unione tra un uomo ed una donna, approvato nel 2006 prima dall'Assemblea Generale della Virginia e poi dal 57% degli elettori.
La decisione è stata presa da 2 dei 3 giudici. Il giudice Floyd, nominato dal Presidente Bush senior, scrive:

Riconosciamo che un matrimonio tra persone dello stesso sesso possa mettere alcune persone profondamente a disagio. Tuttavia, l'inerzia e l'apprensione non sono basi legittime per negare alle coppie dello stesso sesso giusto processo e uguale protezione delle leggi. Il matrimonio civile è uno dei capisaldi del nostro modo di vivere. Esso consente alle persone di celebrare pubblicamente e di dichiarare la loro intenzione di formare unioni permanenti, che forniscono un'intimità senza precedenti, compagnia, sostegno emotivo, e di sicurezza. La scelta del se e chi sposare è una decisione profondamente personale che altera il corso della vita di un individuo. Negare alle coppie dello stesso sesso tale scelta vieta loro di partecipare pienamente nella nostra società, che è precisamente il tipo di segregazione che il Quattordicesimo Emendamento non può tollerare.

La sentenza non entrerà subito in vigore, ma se entro sette giorni nessuna delle parti chiederà alla 4° Circuito di rivedere il caso (en banc review, in inglese, o sezioni unite in italiano), in Virginia le coppie gay e lesbiche potranno sposarsi. Questa è il secondo Circuito ad aver emesso una sentenza a favore delle coppie omosessuali. Aspettiamo ora, le argomentazioni dinanzi al 6° e al 7° Circuito ad agosto e dinanzi al 9° Circuito a settembre.

Intanto in Florida il giudice Sarah Zabel dell'11° distretto giudiziario per la Contea di Miami-Dade ha dichiarato incostituzionale l'emendamento n. 2 approvato nel 2008 dal 62% degli elettori della Florida. A differenza della sentenza del giudice Garcia della settimana scorsa, che avrebbe avuto effetto nella sola contea di Monroe, la decisione della giudice Zabel copre tutto lo stato della Florida. Entrambe le sentenze, al momento, sono state sospese in vista dell'appello.
Il giudice Zabel, per scrivere la sentenza, ha preso a modello la famosissima sentenza della Corte Suprema nel caso Loving v. Virginia del 1967, dove erano state dichiarate incostituzionali le leggi che proibivano i matrimoni interraziali. Inoltre per sostenere la sua tesi, la giudice è tornata indietro nel tempo sino al 1776, l'anno della dichiarazione d'indipendenza:

Nel 1776, i nostri Padri Fondatori sono andati in guerra per perseguire un obiettivo allora nobile: la creazione di un governo che riconoscesse che i propri cittadini fossero "dotati ... di certi diritti inalienabili" e che tutti fossero uguali dinanzi alla legge. Sfortunatamente, la storia ci insegna che il pregiudizio corruppe l'adempimento di questi ideali [...] La schiavitù, all'inizio, afflisse la nazione dal tempo della nascita ... poi la segregazione preso il posto della schiavitù e fu solo negli anni 60 del secolo scorso che ci liberammo di questa orribile malattia. Le donne, allo stesso modo, dovettero combattere per l'eguaglianza [...] e così i nativi americani [...] e recentemente anche la comunità LGBT prese parte a questa marcia verso la giustizia sociale. Caso dopo caso si è presentata [...] la risposta al quesito del se fosse costituzionalmente permesso deprivare le coppie dello stesso sesso del diritto al matrimonio: ovviamente la risposta è no. Impedire alle coppie di sposarsi in ragione del loro orientamento sessuale non serve ad alcun interesse statale. Serve solo a ferire, a discriminare, a deprivare le coppie dello stesso sesso e le loro famiglie dell'eguale dignità, ad etichettarli e trattarli come cittadini di seconda classe, e considerarli indegni di partecipare ad una delle fondamentali istituzioni della società.

Ora manca solo una sentenza della giustizia federale e potrà arrivare in qualsiasi momento.

Un grazie a ExJure per l'analisi giuridica e per l'articolo.


Bologna: dal 15 settembre sarà possibile trascrivere i matrimoni gay contratti all'estero

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Lo aveva annunciato durante il Gay Pride ed ora è arrivato l'atto ufficiale: il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha dato il via libera alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero a partire dal prossimo 15 settembre.
I primi che promettono di recarsi a registrare la propria unione saranno Matteo Cavalieri e Matteo Giorgi, la prima coppia gay sposatasi a New York nonché attivisti del Cassero. «Il 15 settembre porteremo [il nostro certificato di matrimonio] in Comune per chiedere che venga trascritto anche qui -dicono i due- sappiamo che quell'atto non ci garantirà la possibilità di avere quei diritti che restano prerogative del matrimonio tradizionale, ma il fatto di poter registrare anche qui la nostra unione è un atto simbolico molto forte».
«Bravo sindaco, ha mantenuto la promessa -ha commentato il circolo Arcigay cittadino- seppure l'urgenza di una legge nazionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso resti in primo piano, questo riconoscimento apre nuove possibilità di relazione tra l'amministrazione e quelle coppie, a tutti gli effetti parte della comunità bolognese».


Matrimoni gay nello Utah: il punto della situazione

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Tra giudici federali che sanciscono l'incostituzionalità del divieto ai matrimoni gay e ricorsi, è difficile riuscire capire quale sia la situazione attuale nello Utah. È per questo che abbiamo chiesto l'aiuto di ExJure, esperto nell'argomento e blogger di Agere per Formulas, che per noi ha ricostruito gli ultimi otto mesi di giustizia federale statunitense:

Per quanto riguarda il caso dei matrimoni nello Utah ci sono in corso due azioni legali. In ordine cronologico, la prima è il caso Kitchen (Kitchen è il cognome di uno degli attori) l'altra è il caso Evans.
Nel caso Kitchen tre coppie dello stesso sesso avevano chiesto alla giustizia federale di dichiarare incostituzionale l'emendamento costituzionale n.3, approvato nel 2004, che aveva definito il matrimonio come sola unione tra un uomo ed una donna. Lo stato dello Utah difende l'emendamento e il 4 dicembre il giudice Shelby ascolta le arringhe degli attori (le coppie) e del convenuto (lo stato dello Utah); il 20 dicembre Shelby dichiara incostituzionale il divieto. La sentenza entro subito in vigore e le coppie cominciano a sposarsi.
Il governatore dello Utah, il repubblicano Herbert, si oppone chiedendo al giudice Shelby di sospendere la sentenza in vista di un appello. Il giudice Shelby dice di no, allora il governatore fa richiesta di sospensione al 10° Circuito degli Appelli e anche qui al governatore viene detto di no. Allora chiede alla Corte Suprema di intervenire e questa volta -il 6 gennaio 2014- al governatore viene detto di sì. Ottiene la sospensione della sentenza del giudice Shelby e il divieto costituzionale torna in vigore.
Dal 20 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014, ben 1308 coppie si sono sposate, ma il governatore afferma che non verranno riconosciute. Allora nasce la seconda azione legale, il caso Evans. Questa volta alcune delle coppie che si erano sposate chiedono, sempre alla giustizia federale, di vedersi riconosciuti i matrimoni che avevano contratto. Il 21 maggio il giudice Kimball dà ragione alle coppie, garantendo comunque allo Utah 21 giorni di tempo per appellarsi. Dopo essersi appellato, lo Utah perde di nuovo, il 10° Circuito rifiuta il ricorso dello Stato Utah, dando comunque allo stato 10 giorni di tempo per appellarsi alla Corte Suprema. Alla fine, venerdì sera, la Corte ha detto sì e quindi, per ora, i matrimoni delle coppie non verranno riconosciuti.
Ritornando al caso Kitchen, quello più importante, dopo essersi appellato al 10° Circuito e aver difeso l'emendamento, la Corte d'appello di Denver -giudici Kelly, Lucero e Holmes- confermano la sentenza di Shelby del 20 dicembre. Questa, finora, è stata la prima corte d'appello che ha confermato l'incostituzionalità del divieto alla possibilità per le coppie gay e lesbiche di sposarsi. Questa settimana, molto probabilmente, lo stato dello Utah chiederà alla Corte Suprema di rivedere il caso Kitchen, diventando il primo caso a raggiungere la Corte.
Sempre in settimana sono attese sentenze anche da parte di una corte federale del Colorado, due giudici della Florida e il 4° Circuito degli Appelli.


Sancita l'incostituzionalità del divieto alle nozze gay nella Contea di Monroe, in Florida

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Il giudice Luis Garcia, del sedicesimo distretto giudiziario dello stato Florida, ha sancito l'incostituzionalità dell'emendamento costituzionale approvato nel 2008 che riconosceva il matrimonio come l'unione esclusiva fra un uomo ed una donna.
La sentenza è stata pronunciata in seguito al ricorso presentato da una coppia che denunciava come quel divieto li rendesse cittadini di serie B. Dato che i denuncianti non hanno portato in tribunale anche lo stato, la sentenza si applicherà solo nella Contea di Monroe (che include anche le celebri Flora Keys). Qualcosa di simile accadde lo scorso febbraio, quando la giudice Sharon Johnson Coleman dichiarò incostituzionale il divieto alle nozze gay dell'Illinois con una sentenza che poté essere applicata nella sola Contea di Cook.
La decisione imporrà all'ufficiale di stato civile della Contea il rilascio delle sentenze matrimoniali alle coppie formate da persone dello stesso sesso già a partire dal 22 luglio. Processi simili sono in corso in altri due tribunali della Florida, motivo per cui le loro sentenze potrebbero espandere all'intero stato una decisione simile.
Dal canto suo il Procuratore Generale dello stato, Pam Bondi, ha già presentato ricorso contro la sentenza, sostenendo che la quantità di casi simili in discussione nelle aule dei tribunali richieda un parere definitivo da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti. Secondo la donna e secondo alcuni gruppi anti gay, l'emendamento è da ritenersi valido anche se incostituzionale dato che è stato approvato per via referendaria.
Il candidato democratico al posto di governatore, Charlie Crist, ha preferito commentare la sentenza twittando: «Questo è un grande passo verso l'uguaglianza in Florida #LoveisLove».

Nel frattempo anche in altri Stati la giustizia sta facendo il suo corso. La Corte d'appello di Denver ha dichiarato incostituzionale un altro emendamento costituzionale (questa volta dell'Oklahoma) confermando la sentenza pronunciata il 14 gennaio scorso dal giudice Kern. La stessa Corte aveva dichiarato incostituzionale il divieto nello stato Utah, confermando la decisione del giudice Shelby del 20 dicembre scorso. Per il principio dello stare decis, la decisione presa precedentemente vincola la stessa corte per il futuro.
Inoltre stanno per scadere i termini entro cui la Corte Suprema dovrà pronunciarsi sulla richiesta avanzata dallo Utah per la sospensione di 1308 matrimoni già celebrati: se la decisione non arriverà entro lunedì, lo stato li dovrà riconoscere.


Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, è lecito imporre il divozio forzato ai transessuali

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È lecito che un Paese imponga il divorzio forzato ai transessuali sposati che dovessero richiedere l'assegnazione di un nuovo genere. È quanto sancito in una sentenza shock dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.
In alcuni Paesi dell'Unione Europea, dunque, le persone sposate che dovessero decidere di cambiare sesso dovranno ora decidere se cedere parte dei propri diritti o se mantenere sui documenti l'indicazione di un genere non più corrispondente al proprio.
La sentenza è giunta in seguito al ricorso presentato dalla signora finlandese Hämäläinen, nata maschio e sposatasi con una donna. Nel 1996 ha cambiato sesso e nel 2008, dopo l'introduzione di una nuova legge sulla riassegnazione del genere, aveva chiesto l'aggiornamento dei propri documenti. L'ufficio del registro, però, ha rifiutato la sua richiesta a meno che non divorziasse o trasformasse il proprio matrimonio in un'unione civile.
La donna ha ritenuto che quell'affermazione fosse una violazione dell'articolo 8 (diritto alla vita privata e familiare), dell'articolo 12 (diritto al matrimonio) e dell'articolo 14 (divieto di discriminazione) della convenzione europea, motivo per cui ha portato il caso a Strasburgo.
La corte, però, ha deciso che «non era sproporzionato esigere la conversione di un matrimonio in una unione registrata come condizione preliminare per il riconoscimento giuridico di un genere acquisito, il quale avrebbe previsto tutele giuridiche quasi identiche a quello del matrimonio».
Ad oggi solo solo 11 i Paesi europei in cui è possibile cambiare sesso senza l'obbligo di un divorzio forzato.


La Macedonia verso l'approvazione di un divieto costituzionale ai matrimoni gay

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Dopo Croazia, Slovacchia ed Ucraina, anche la Macedonia si appresta a vietare i matrimoni gay per via costituzionale.
Il parlamento del Paese, infatti, ha approvato a maggioranza una proposta di legge volta a modificare la Costituzione al fine di ridefinire il matrimonio come unione esclusiva fra un uomo e una donna. Tutti gli schieramenti avranno ora una decina di giorni per presentare i propri emendamenti prima che la norma venga venga nuovamente sottoposta ad una votazione.
Secondo i primi calcoli, la maggioranza dei seggi conquistati lo scorso aprile dai conservatori rischia di fornire i numeri necessari all'approvazione della modifica (ossia i due terzi del Parlamento).
Un portavoce del governo, Aleksandar Gjorgjiev, ha riferito che «La tutela costituzionale e una chiara definizione del matrimonio permetterà di aumentare la protezione dei bambini e di garantirgli un'educazione in un ambiente familiare in cui i pilastri principali siano un padre e una madre».
Lo scorso anno il Gay Pride venne annullato per timore di attacchi violenti da parte degli ultranazionalisti macedoni ma, ciononostante, il presidente macedone Gjorge Ivanov si dice sicuro che la discriminazione dei gay non sia altro che un finto un mito. «Il nostro sistema non discrimina nessuno -ha affermato- ma sono gli omosessuali che si stigmatizzano e pensano di essere in una posizione sfavoriti».
Insomma, è tutta colpa loro e noi creiamo leggi anti-gay solo per il bene dei bambini (quasi come se il rischio maggiore a cui sono sottoposti sia il poter constatare che c'è gente che si ama).


Napoli: celebrata la prima trascrizione di un matrimonio gay contratto all'estero

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Questa mattina, presso Palazzo San Giacomo di Napoli, il sindaco Luigi De Magistris ha proceduto alla prima trascrizione di un matrimonio fra persone dello stesso sesso contratto all'estero.
I due sposi si chiamano Roberto e Miguel, sono rispettivamente di origine napoletana e spagnola e si erano sposati nel 2008 in Spagna (dove tutt'ora risiedono). Ma se nella penisola iberica i due formano una famiglia, per la legge italiana non fra loro non vi è alcun vincolo giuridico (al punto che sui documenti della carta d'identità di Roberto non è mai stata rimossa la dicitura "celibe", nonostante abbia un marito).
Oggi la situazione è cambiata: l'atto, infatti, non ha solo un valore simbolico ma comporta effetti giuridici ben precisi che equiparano il loro matrimonio a quello delle coppie eterosessuali.
«Con orgoglio -ha dichiarato De Magistris- credo che Napoli abbia scritto una pagina di diritto costituzionale, laicità, affermazione del fatto che tutti i cittadini sono diversi, ma uguali. Forse alcuni Comuni sono più avanti di un legislatore che dovrebbe aprirci la strada». «Sembra che in Italia ci sia una condivisione complessiva sui diritti, nel contrasto dell'omofobia, nel riconoscimento della parità, ma che non si riesca a tradurrla in legge».

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


Anche in Colorado cade il divieto al matrimonio egualitario

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Il giudice distrettuale Scott Crabtree si è pronunciato contro l'emendamento costituzionale del Colorado che vieta il matrimonio egualitario. Nella sua sentenza ha scritto, «La Corte ritiene che il divieto al matrimonio violino i diritti dei querelanti (la coppia gay che ha denunciato lo Stato, ndr) e la protezione garantita dal XIV emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti. L'esistenza delle unioni civili è un'ulteriore prova della discriminazione contro le coppie dello stesso sesso e non migliora l'effetto discriminatorio del divieto al matrimonio».
La casualità ha voluto che la decisione fosse pronunciata proprio in occasione del 146 ° anniversario dell'approvazione del XIV emendamento alla Costituzione, ratificato il 9 luglio 1868 a garanzia dei diritti degli schiavi attraverso una clausola di uguale protezione nelle leggi di ciascuno stato.
Secondo un sondaggio condotto da ABC News e dal Washington Post, il 77% degli adulti di età inferiore ai 30 anni è favorevole al matrimonio egualitario. La percentuale scende al 40% fra i repubblicani, pur registrando un aumento del 16% rispetto a due anni. Il New York Times ha invece sottolineato come il numero di cristiani favorevoli al matrimonio egualitario sia cresciuto sino al 62%.
Lo scorso mese la Corte di Appello degli Stati Uniti ha annullato il divieto al matrimonio egualitario nello Utah e la decisione Decimo Circuito risulta vincolante per tutti gli stati all'interno della sua giurisdizione, tra cui Colorado. L'applicazione della sentenza è però stata rallentata dall'attesa di un appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti.


Trieste: mozione chiede al Ministero una presa di pozione sul far west delle trascrizioni delle nozze gay

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«Il primo luglio ho depositato, chiedendo la sottoscrizione a tutti i consiglieri comunali, una mozione per chiedere al Sindaco di consentire la trascrizione all'anagrafe dell'atto di matrimonio contratto all'estero tra persone dello stesso sesso». È quanto scritto sul Blog di Beppe Grillo da Paolo Menis, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Trieste. La proposta è giunta dopo che una coppia triestina ha chiesto questo atto al sindaco Cosolin.
Nel documento viene citata la sentenza del Tribunale di Grosseto, la sentenza della Corte Costituzionale n.138 del 2010 e la sentenza europea nel caso fra Schalk e Kopf contro l'Austria, tutte volte a sostenere la necessità di garantire la vita famigliare anche alle coppie gay.
Ed è proprio partendo da quegli assunti che la mozione suggerisce al sindaco di rivolgersi al ministero dell'Interno «per chiedere quale contegno debba adottare il Comune di Trieste in caso di richiesta di trascrizione di matrimonio tra persone dello stesso sesso». Vien da sé che se il la richiesta sarà effettuata e se il Ministero deciderà di non ignorare la sentenza di Perugia, sarà poi difficile per i comuni appellarsi a presunti problemi legali nell'accogliere simili richieste.
«Le richieste di trascrizione del matrimonio contratto all'estero da persone dello stesso sesso sottolineano sempre più frequentemente la mancanza in Italia del rispetto del fondamentale diritto umano alla vita familiare -afferma l'associazione radicale Certi diritti- in alcuni casi tale situazione viola anche il diritto alla libera circolazione dei cittadini europei». Ed è proprio quell'associazione ad aver suggerito la mozione al M5S in modo da «mettere ognuno davanti alle proprie responsabilità: il Comune di Trieste, che deve prendere una posizione politica chiara e fare pressioni in questo senso sul governo e il Ministero dell'Interno che deve ritirare la circolare Amato del 2007, già considerata sbagliata e inapplicabile dalla Corte di Cassazione».


Anche in Kentucky cade il divieto ai matrimoni gay

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Come già accaduto in vasti stati Usa, anche in Kentucky è un giudice federale ad aver annullato il divieto alla celebrazione di matrimoni fra persone dello stesso sesso imposto dal governo.
Secondo il giudice John G. Heyburn, infatti, il divieto del Kentucky viola la Costituzione dato che tratta le coppie gay in modo differente da quelle eterosessuali senza garantire la parità di tutela costituzionalmente prevista. Inoltre, «assicurare uguali tutele alle coppie dello stesso sesso non diminuisce in alcun modo la libertà degli altri».
La sentenza, però, non avrà effetto immediato: è stato lo stesso giudice a sospenderla in attesa del possibile ricorso in appello da parte delle istituzioni (che a febbraio già impugnarono la sentenza con cui era stato abolito il divieto al riconoscimento dei matrimoni gay celebrati all'estero).
Negli Stati Uniti il matrimonio egualitario è in vigore nel Distretto di Columbia e in 19 stati: California, Connecticut, Delaware, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon, Pennsylvania , Rhode Island, Vermont e Washington.


Il matrimonio è per tutti nel flashmob del Puglia Pride

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"Matrimonio per tutti e tutte" è il titolo del flashmob che si è svolto a Lecce al termine del Puglia Pride parade. L'intento non era quello di provocare, ma di lanciare una richiesta d'ascolto dato che «la felicità è un diritto, per tutti e senza distinzioni». L'indicazione data ai partecipanti era semplice: alle prime noti di una marcia nuziale, tutte le coppie etero ed omosessuali avrebbero potuto celebrare in piazza dei matrimoni simbolici.
L'iniziativa è stata promossa da Lecce2019 nel nome di una filosofia ribattezzata POLIStopia che si pone come modello per il benessere sociale, l'inclusione e l'accessibilità, secondo cui l'estromissione di un individuo dalla comunità comporta una perdita di valore.
«Nella convinzione che ogni individuo rappresenti sempre una risorsa -affermano- POLIStopia è la città aperta a tutti, in tutte le occasioni, in cui la responsabilità culturale trasforma le persone con speciali esigenze in persone con abilità speciali, l'avidità in una cultura di generosità e solidarietà».

Clicca qui per guardare le immagini dell'evento.


Anche Bologna trascriverà i matrimoni gay contratti all'estero

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«Andiamo avanti con il nostro programma, sia per quanto riguarda il tema del riconoscimento dei matrimoni all'estero, sia per tutto quello che è possibile fare legalmente come Comune. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo». Lo ha dichiarato a margine di una conferenza stampa il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, dichiarando così l'intenzione del Comune di Bologna di seguire l'esempio di Napoli nel trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.
Soddisfazione è stata espressa dal senatore Lo Giudice: «Quella di Merola è una bella risposta alla richiesta di uguaglianza dei ventimila bolognesi che hanno sfilato sabato scorso in città. Trascrivere il matrimonio di una coppia gay o lesbica non ha niente di illegittimo, come ha sottolineato anche la recente sentenza del Tribunale di Grosseto. Anche se quelle coppie dovranno aspettare una legge dello Stato per vedere riconosciuti pienamente i loro diritti, la registrazione del loro legame sarebbe un segno importante di accoglienza e inclusione da parte di una città civile ed europea come Bologna».


Il doppio volto della giunta Pisapia: il Comune di Milano dice «no» alla trascrizione delle nozze gay

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«Abbiamo fatto dei passi in avanti ma dobbiamo fare passi da giganti». È questo l'auspicio che il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha lanciato dal palco del Gay Pride meneghino. Peccato che nella stessa giornata Pietro e Paolo si siano sentiti rifiutare dal Comune di Milano la richiesta di trascrizione del loro matrimonio celebrato un mese fa a New York.
I due avevano invocato la sentenza della Cassazione del 2012 riconosceva alle coppie gay un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata», così come avevano fatto affidamento alla sentenza che aveva imposto al comune di Grosseto la trascrizione di un matrimonio fra due uomini (decisione poi seguita anche dal Comune di Latina e da quello di Napoli).
E se nella città partenopea la trascrizione avine d'ufficio, il capoluogo lombardo ha preferito appellarsi alla «circolare del ministero degli Interni numero 55 del 18 ottobre 2007» che dispone che «il nostro ordinamento non ammette il matrimonio omosessuale e la richiesta di trascrizione di un simile atto compiuto all'estero deve essere rifiutata».
Delusione è stata espressa dalla rete Lenford: «Rispetto alla circolare del 2007 è cambiato il mondo. Se è per questo esistono anche circolari degli anni '50, mai abolite, che nessuno applica più. E dopo il caso di Grosseto era stato lo stesso Comune di Milano, come tanti altri, a consultarci per avere un parere. Abbiamo risposto con tutta la giurisprudenza possibile che la "trascrizione" è non solo legittima ma doverosa. Siamo stati anche convocati, sempre dal Comune, a specifici incontri sul tema. E in effetti abbiamo ricevuto tante parole di solidarietà. Di fatto però, alla prima occasione concreta, l'amministrazione Pisapia non ha avuto il coraggio di essere coerente con le sue posizioni teoriche».
L'assessore Pierfrancesco Majorino ha replicato: «Siamo tutti dalla stessa parte, ma le regole ci legano le mani. Chiediamo noi per primi che il legislatore le cambi».
L'unico dato certo, però, è che l'uguaglianza fra i cittadini sancita dalla Costituzione non esiste più: a fronte di coppie identiche con storie identiche, in alcune città si è giuridicamente sposati, in altre si è meri conviventi. Milano pare dunque aver scelto di esimersi dal mettersi in gioco per compiere il «passo da gigante» tanto auspicato.