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Anche ad Empoli sarà possibile richiedere la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero

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Anche il comune di Empoli ha deciso di aprire le porte alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. La delibera emanata dal sindaco Brenda Barnini (in foto) ha avuto effetto immediato ed è già possibile presentare domanda presso gli uffici comunali.
«Auspico che questo nostro atto possa essere, insieme a quelli di altri Comuni che ci hanno preceduto, di stimolo per approvare al più presto una legge nazionale che estenda i diritti dei coniugi alle unioni civili fra persone dello stesso sesso», ha dichiarato Barnini.
Immediata è stata ala controffensiva lanciata dal circolo di Empoli de La Manif Pour Tous Italia che, attraverso un lungo comunicato stampa, afferma: «È gravissimo che il Comune di Empoli abbia deliberatamente scelto di procedere con una pratica illegittima e, quindi, antidemocratica. Il matrimonio è un istituto fondamentale della nostra società, previsto nella stessa Costituzione come dimensione laica di riconoscibilità della famiglia, fondata sull'unione tra un uomo e una donna». Per questo motivo l'immancabile Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, parteciperà ad una riunione indetta per il 2 ottobre con lo scopo di spiegare alla popolazione come la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero sia da intendersi come una minaccia per i bambini e un'apertura all'utero in affitto. Insomma, i soliti argomenti fuorvianti con cui si cercherà di alimentare la paura fra gli omofobi.
Intanto anche il Codacons scende in campo e, in merito alla lettera con cui il prefetto ha cercato di fermare la trascrizione dei matrimoni a Bologna, l'associazione ribadisce come quell'atto sia assolutamente legale e che un prefetto non possa annullare le disposizioni di un sindaco che vanno in questa direzione. A difesa della propria tesi il Codacons cita la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha riconosciuto il diritto alla vita familiare anche in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso.


Trascrizione delle nozze gay a Bologna: il fronte omofobo cerca di bloccare l'ordinanza

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È nel giorno in cui Bologna ha iniziato a trascrivere i matrimoni gay celebrati all'estero che il fronte omofobo ha giocato le sue ultime carte.
Ed è così che Valentina Castaldini, consigliera comunale Ncd a Bologna, si è precipitata a Palazzo D'Accursio sventolando una lettera fra le mani: «Non si possono registrare -ha annunciato- me lo conferma una lettera del prefetto Ennio Mario Sodano, arrivata in Comune venerdì sera e protocollata questa mattina». In quel testo ci sarebbe stato scritto che «questa pratica è nulla, in assenza di una legge nazionale sul tema». La missiva sarebbe giunta in seguito all'esposto che la consigliera aveva inoltrato a Sodano e ad Angelino Alfano il 24 agosto scorso.
Dal canto suo Valerio Merola, Sindaco di Bologna, ha prontamente risposto: «Io vado avanti anche se la procedura di trascrizione non ha effetti legali, ma simbolici, perché si tratta di una battaglia di civiltà e l'atto può essere utile in caso di revoca, per chi si è registrato, per ricorrere alla magistratura».
E se la consigliera del Ncd parla di abuso di potere, Forza Italia non è stata da meno nell'annunciare denunce e ricorsi alla Corte dei Conti. «Istituire un registro -dicono- ha un costo amministrativo che, seppur contenuto, non è legittimo».
Nel trattare la notizia Avvenire ha chiamati in causa la posizione espressa dal cardinale Carlo Caffarra e quella espressa dal portavoce di Le Manif Pour Tous Italia (quasi dovessero avere valore giuridico) prima di rassicurare i propri lettori: «La trascrizione -scrivono- in ogni caso non rappresenta un riconoscimento giuridico degli effetti civili del matrimonio gay».


La Questura di Pordenone ha riconosciuto un matrimonio gay celebrato all'estero

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La Questura di Pordenone ha riconosciuto il legame familiare di una coppia gay sposatasi in Sudafrica, rilasciando conseguentemente una regolare Carta di Soggiorno al coniuge straniero.
«La coppia, formata dall'avvocato Francesco Furlan di Pordenone e dal marito sudafricano Derek Wright, si è sposata a Cape Town nel 2013 e al primo anniversario di matrimonio ha ottenuto l'importante riconoscimento dalla Questura afferma una nota di Arcigay Friuli- Nessuna forzatura: la decisione è stata presa in linea con le direttive del Ministero dell'Interno che già nel 2012, con la circolare Cancellieri, prevedeva questo riconoscimento».
Soddisfazione è stata espressa da Francesco Furlan, responsabile legale di Arcigay Friuli: «Oggi ci sentiamo più europei» -ha commentato- potendo godere di un diritto già riconosciuto da tempo in altri Paesi dell'Unione Europea. Non capiamo come la questura possa riconoscerci un diritto e lo Stato fingere che il nostro matrimonio non esista».
«Oggi in Italia ho tutti i diritti di un coniuge -ha aggiunto il marito, Derek- eppure sui documenti, dove mi riconoscono "coniugato", mi definiscono "familiare di cittadino Ue", secondo un incomprensibile pudore istituzionale che non vuole pronunciare la parola matrimonio».


L'infinita telenovela dei matrimoni gay in Florida: sentenza annullata per un errore tecnico

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Solamente pochi giorni fa ci siamo occupati di come la sentenza pronunciata 4 agosto scorso il giudice federale Cohen fosse divenuta res judicata nella contea di Broward. Il mancato ricorso in appello da parte del procuratore generale, infatti, aveva reso definitiva la scelta e in molti speravano in una possibile apertura al riconoscimento dei matrimoni gay nella contea. Ma non sarà così.
Appellandosi ad un errore tecnico (l'avvocato di una delle due donne non aveva inviato una raccomandata al procuratore Pam Bondi), la corte ha deciso di annullare la sentenza del giudice ed ha sospeso l'applicazione delle sue decisioni. Le due donne potranno ora chiedere un riesame, ma sarà necessario ripartire da zero con un nuovo processo e (ed ora lo stato avrà tutto il tempo per appellarsi ad un'eventuale sentenza in loro favore).
Ora bisognerà capire cosa accadrà all'altro processo tenutosi in Florida con un esisto simile (ossia la dichiarazione dell'incostituzionalità del divieto alle nozze gay) ma che ha già visto Bondi protagonista di un ricorso. Insomma, l'impressione è che l'intera giurisprudenza stia sentenziando in un'unica direzione ma che si vogliano allungare inutilmente i tempi prima che le coppie gay possano finalmente veder riconosciuti i propri diritti.


Iowa: Vivian e Alice, finalmente spose dopo aver condiviso 72 anni di vita

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Vivian Boyack ed Alice Dubes si sono finalmente potute sposare dopo aver condiviso insieme 72 anni di vita. Il loro matrimonio è stato celebrato dal reverendo Linda Hunsaker presso First Christian Church di Davenport, nell'Iowa (stati Uniti), che durante la funzione ha ricordato come quel fatidico «sì» celebrasse un qualcosa che sarebbe dovuto accedere molto tempo prima, se solo le leggi dello stato non lo avessero impedito.
Il loro primo incontro fu a Yale nel 1942, poi si trasferirono insieme a Davenport nel 1947. Boyack era un'insegnate e il suo desiderio era quello di portare la sua conoscenza in città sempre nuove: insieme vissero in tutti e 50 gli stati Usa, in tutte le province del Canada e viaggiarono per due volte in Inghilterra.
«Abbiamo vissuto momenti bellissimi -ha raccontato Dubes- anche se è necessario molto lavoro e molto amore per riuscire a mantenere in piedi un rapporto per oltre sette decenni».
Alcuni detrattori delle unioni gay sostengono che fra due persone dello stesso sesso non possa esserci amore ma solo sesso: c'è da chiedersi se riuscirebbero a pronunciare simili pari anche guardando l'immagine che ce le mostra emozionate, in sedia a rotelle, mentre rinnovano la loro promessa d'amore dopo 72 anni vissuti insieme.


Indiana e Wisconsin: «Le motivazioni al divieto dei matrimoni gay sono irrazionali, quindi incostituzionali»

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Solo nove giorni sono passati da quando, presso la Corte d'Appello federale di Chicago del 7° Circuito, si sono tenute le argomentazioni nei casi Baskin v. Bogan e Wolf v. Walker, che i giudici hanno già emesso la sentenza. I casi provenivano rispettivamente dall'Indiana e dal Wisconsin e i giudici Posner, Williams e Hamilton, all'unanimità hanno confermato le sentenze di primo grado che avevano dichiarato incostituzionali le leggi che proibivano alle coppie gay e lesbiche di sposarsi. Il giudice Posner, repubblicano, famosissimo giurista internazionale (appartenente alla scuola di pensiero dell'analisi economica del diritto, Law and Economics, in inglese) ha scritto una «lunga» decisione: quaranta pagine di argomentazioni contrarie a quelle degli stati, che ostinatamente difendono qualcosa che, per l'autore della sentenza, è «irrazionale, quindi incostituzionale».


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Un giudice federale della Louisiana conferma il divieto ai matrimoni gay

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In controtendenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale, un giudice federale della Louisiana ha confermato la validità del divieto statale ai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Nella sua sentenza afferma che «il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso non è ancora così radicata da risultare fondamentale» e che il matrimonio gay è stato «impensabile fino a poco tempo fa».
Il giudice distrettuale Martin Feldman, nominato dal presidente Ronald Reagan nel 1983, ha scritto: «La Corte è convinta che attribuire al matrimonio il valore che ha avuto per migliaia di anni e che prevale nella maggior parte degli Stati di oggi, non è universalmente irrazionale sulla base delle regole costituzionali».
Feldman ha anche sostenuto di non condividere l'idea che la scelto dello stato possa essere stata ispirata «solo da odio ed intolleranza», ritenendo che la Louisiana «ha un interesse legittimo» nell'«unire i bambini ad una famiglia formata dai due genitori biologici».
Secondo la sentenza, il riconoscimento del matrimonio fra persone dello stesso sesso aprirebbe la strada anche ad altre «domande scomode», come il consentire matrimoni «tra una zia e la nipote, fratello e fratello, padre e figlio». Ci si è anche interrogati se sia fosse necessario legalizzare i matrimoni con minorenni o con più persone, sostenendo che tutto ciò verrebbe legittimato se si dovesse accogliere la domanda dei richiedenti sulla base dell'essere «innegabilmente impegnati in maniera identica ad amare e prendersi cura gli uni degli altri».
Quella di Feldman è stata l'unica corte federale statunitense ad essersi espressa a favore del mantenimento di un divieto alle nozze gay dopo l'annullamento del Defense of Marriage Act da parte della Corte Suprema.


Il Congresso di Coahuila (Messico) ha approvato il matrimonio egualitario

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Con 19 voti a favore e solo uno contrario, il Congresso di Coahuila (nel nord del Messico) ha approvato una riforma del codice civile che introduce il matrimonio egualitario.
Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già in vigore dal 2007 e solo pochi mesi fa era stata legalizzata l'adozione da parte di coppie omoparentali. Da notare è come la proposta di legge, lanciata dal socialdemocratico Samuel Acevedo, abbia ottenuto i voti favorevoli anche da parte dei due rappresentanti della destra.
Nel resto del Paese, il matrimonio ugualitario e le adozioni omoparentali sono state legalizzate a Città del Messico già nel 2009 e la loro validità è riconosciuta in tutta a nazione in base ad una sentenza pronunciata nel 2010 dalla Corte Suprema di Giustizia del Messico. In linea teorica i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono possibili anche a Quintana Roo, il cui codice civile non specifica che il matrimonio debba essere contratto esclusivamente tra un uomo e una donna (anche se gli attivisti denunciano numerosi ostacoli nel riconoscimento delle unioni).
Dopo che la Corte Suprema ha già sancito l'incostituzionalità dei divieti ai matrimonio gay, i tribunali stanno rapidamente aprendo ala strada al loro riconoscimento con sentenze favorevoli già pronunciate a Chihuahua, Guanajuato, Jalisco, Michoacán, Morelos, Nuevo León, Sinaloa e Yucatán.


Il matrimonio egualitario in Irlanda scatenerà l'apocalisse?

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Vari gruppi anti-gay cercano di alimentare inutili paure riguardo all'approvazione di norme che introducano i matrimoni gay nell'ordinamento dei vari stati. Gruppi religiosi hanno parlato di punizioni divine, di apocalisse, di fine del mondo. Altri parlano di «minaccia» allo status quo... ed il brutto è che c'è chi finisce con il credergli. Tutte le statistiche sottolineano come il numero di persone favorevoli al matrimonio egualitario aumentino dopo la sua approvazione, una volta che le persone si sono rese conto che quei proclami erano fini a sé stessi e che nulla è cambiato nella loro vite.
Ed è così che il gruppo LGBT Noise ha realizzato un video in cui si ipotizza che il matrimonio egualitario vincerà il referendum previsto in Irlanda nel 2015 e che giungerà l'apocalisse. Questo, perlomeno, è quello che si immagina nel vedere due persone barricate in casa e pronte a lasciare un video-messaggio ai posteri.
«Nel 2015, l'Irlanda ha avuto un referendum sulla parità matrimonio -dicono- Per quanto ne sapevamo c'erano solo cinque o sei gay in Irlanda a quel tempo, ma poi abbiamo che se fossero stati solo loro le cose non sarebbero cambiate. Sono stati i loro amici, i non-gay, persone normali... un sacco di loro hanno votato! Se non lo avessero fatto tutto sarebbe andato bene, ma hanno votato e tutto è cambiato. C'era così tanta uguaglianza che l'Irlanda appariva irriconoscibile. E nulla nel mondo esterno è cambiato: la società ha continuato ad esistere come se fosse una cosa normale... e c'è chi fa consegne a domicilio ad Adamo che è sposato con un uomo di nome Steve...».
Ed è così che si chiude lo spot, mostrando come i due siano barricati in una casa mentre il mondo prosegue normalmente, imprigionati nel loro odio e nei loro pregiudizi.
I sondaggi indicano che circa il 75% degli irlandesi è favorevole all'approvazione del matrimonio egualitario, anche se sull'esito del referendum nessuno osa mettere la mano sul fuoco: l'Irlanda è nota per una serie esiti imprevedibili dettati dalle fluttuazioni sull'affluenza e a causa di potenti gruppi religiosi pronti a fare pressioni sull'opinione pubblica.

Clicca qui per guardare il video.


La sentenza che potrebbe aprire alle nozze gay in Virginia

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Virginia. Il 4° Circuito degli Appelli ha rigettato una richiesta di sospensione della sentenza nel caso Bostic v. Schafer del 28 luglio scorso. In quell'occasione due dei tre giudici della Corte d'Appello di Richmond del 4° Circuito degli Appelli avevano dichiarato incostituzionale le leggi della Virginia che proibivano alle coppie gay e lesbiche di sposarsi e in risposta di questo atto una cancelliera dell'ufficio dello stato civile, Michele McQuigg, aveva chiesto una sospensione (motion for a stay) in modo di potersi appellare alla Corte Suprema.

Con l'ordine emesso oggi dagli stessi giudici che si erano pronunciati a favore dell'incostituzionalità -Floyd e Gregory- la sentenza dispiegherà tutta la sua forza già dalla settimana prossima (già lunedì secondo alcuni, mercoledì secondo altri) permettendo alle centinaia di coppie della Virginia di potersi sposare. Tuttavia la cancelliera McQuigg, già deputata alla Camera dei Delegati della Virginia per il partito repubblicano dal 1998 al 2008, potrà sempre chiedere alla Corte Suprema di sospendere la sentenza nel caso Bostic, e se vi ricordato, come già era accaduto nel caso Kitchen all'inizio dell'anno. La cancelleria dovrà richiedere al giudice Roberts della Corte Suprema, quale "giudice itinerante" del 4° Circuito, la sospensione della sentenza e questo a sua volta ha la discrezionalità di riferire la richiesta a tutti giudici della Corte Suprema; il giudice Roberts è anche il presidente della Corte. Vorrei ricordare, come ultima cosa, che la Corte è ora in vacanza, ma i giudici possono essere disturbati in qualsiasi momento e agire di conseguenza.


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L'Australia potrebbe riaprire le porte al matrimonio egualitario

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Nel 2012 il governo australiano bocciò un progetto di legge che avrebbe introdotto il matrimonio egualitario nel Paese. Ma ciò che pareva ormai archiviato definitivamente potrebbe ben tornare in discussione. Alcuni fonti, infatti, sostengono che la proposta di legge potrebbe ben presto tornare nell'agenda parlamentare e che questa volta i liberali potrebbero optare per lasciare libertà di di coscienza ai propri rappresentanti.
Nonostante tutti i sondaggi sottolineino una popolazione decisamente favorevole all'introduzione dei matrimoni gay, sull'esito di possibile voto parlamentare pare difficile ostentare certezze: da un lato i conteggi sulle intenzioni di voto parrebbero incoraggianti, dall'altro ci sono troppe variabili in campo.
Nel 2013 il territorio di Canberra legalizzò le nozze gay, ma la Corte Costituzionale australiana annullò la norma e sottolineò come un simile passo potesse essere compito solo a livello federale. Nel frattempo molto è cambiato anche sul piano internazionale, con l'approvazione dei matrimoni nella vicina Nuova Zelanda o in nazioni legate all'Australia come Inghilterra, Galles e Scozia. Tutti elementi che potrebbero incidere sulla decisione di tornare ad occuparsi dell'argomento.

Via: Queerblog


Incostituzionalità del divieto alle nozze gay: il 6° Circuito degli Appelli esamina sei casi

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In una storica giornata, la Corte d'Appello di Cincinnati (Ohio) del 6° Circuito degli Appelli ha ascoltato, uno dietro l'altro, ben 6 casi provenienti da tutti i 4 stati del Circuito -Michigan, Ohio, Kentucky e Tennessee- e riguardanti il divieto al matrimonio per le coppie gay e lesbiche e la discrezionalità degli stati nel non riconoscere i matrimoni celebrati in un altro stato. La Corte, composta dai giudici Daughtrey, Sutton e Cook, è la prima in cui sono i nominati repubblicani a dominare: Sutton e Cook, appunto. La giudice Daughtrey, nominata da Clinton, si è distinta nel corso della sua carriera per essersi opposta alla pena di morte e per essersi schierata a favore dell'affirmative action (più in là nel post ne darò una spiegazione); invece la giudice Cook e il giudice Sutton, nominati entrambi da Bush, si schierano sicuramente tra i giudici più conservatori, anche se è bene ricordarlo che il giudice Sutton ha difeso la riforma sanitaria del presidente Obama in una sentenza del 2011.
Dalle registrazioni delle argomentazioni sembrerebbe che la sequenza di vittorie potrebbe interrompersi proprio alla Corte di Cincinnati. La giudice Daughtrey sicuramente proprende per confermare le sentenze dei tribunali di primo grado, quindi per dichiarare incostituzionali le leggi che proibiscono i matrimoni tra persone dello stesso sesso, la collega Cook, invece, anche se non è intervenuta molto durante le argomentazioni, tenderebbe a supportare il diritto degli stati a mantenere il matrimonio come sola unione tra un uomo ed una donna. Il giudice Sutton, invece, è ancora un'enigma. Sebbene sia rimasto scettico difronte al fine procreativo del matrimonio, Sutton ha sollevato alcune obiezioni agli avvocati delle coppie.


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Florida: per la quarta volta un giudice afferma l'incostituzionalità del divieto alle nozze gay

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E con questo siamo a quattro. Quattro decisioni in tre settimane e tutte favorevoli alle comunità LGBT. Che record! Martedì 5 agosto, infatti, la giudice Diana Lewis della Contea di Palm Beach, in un caso di successione per testamento, ha dichiarato l'incostituzionalità delle leggi che proibiscono alle coppie gay e lesbiche la possibilità di sposarsi. Sebbene il let-motiv sia sempre quello -una dichiarazione di incostituzionalità- non è vero anche per il caso concreto. Questa volta siamo di fronte, come già detto, ad un caso di successione testamentaria.
Il signor Bangor e il signor Simposn sono una coppia che vive insieme ormai da 40 anni. Raggiunta una certa età decidono di traferirsi dalla Pennsylvania alla Florida, giusto per vivere insieme gli ultimi anno della loro vita. Qualche mese dopo essersi sposati nell'ottobre del 2013 nel Delaware, il singor Bangor muore. Lo stesso avrebbe intestato il suo intero patrimonio al compagno nel 2005. Allora, stabilendo che leggi della Florida "discriminano senza una necessità", la giudice Lewis ha dato ragione al signor Simpson, che non poteva essere riconosciuto come valido successore del proprio coniuge.
La sentenza, che è giunta martedì si applica, solo in quel caso e quindi non si estende nè a tutta la contea, come finora è accaduto nelle altre tre sentenze, né allo stato intero della Florida. La procuratrice di stato, che non si è occupata in alcun modo del caso, non sembrerebbe intenzionata ad appellarsi e se fra un mese non agirà, il signor Simpson sarà il primo a beneficiare di una decisione del genere nello stato della Florida.


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Incostituzionalità del divieto alle nozze: le ultime dal North Carolina, South Carolina e Virginia

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Dopo la sentenza del 4° Circuito (che comprende Maryland, Virginia, West Virginia, North Carolina e South Carolina) che aveva confermato l'incostituzionalità del divieto al matrimonio per le coppie gay e lesbiche, il procuratore dello stato del North Carolina ha deciso di abbandonare la difesa in tribunale di un simile emendamento costituzionale (il caso deve ancora essere deciso, ma, dato che vige la cosiddetta dottrina del precedente vincolante, il giudice di primo grado dovrà conformarsi alla sentenza del 4° circuito). Il North Carolina è stato l'ultimo stato ad emendare la propria costituzione nel maggio 2012, proprio qualche giorno prima che il Presidente Obama si dichiarasse favorevole all'estensione del matrimonio alle coppie gay e lesbiche, con una maggioranza del 61%. Oggi, sebbene gli abitanti del North Carolina non siano ancora favorevoli al matrimonio gay, solo il 53% si dice ancora favorevole all'emendamento.
Nel South Carolina , invece, il procuratore del South Carolina ha deciso di continuare a difendere l'emendamento. La modifica costituzionale era stata approvata nel 2006 dal 78% degli elettori, ma anche quel dato nel 2012 è calato al 62%.
Le coppie gay continueranno a non potersi sposare anche in Virginia, dopo che l'ufficiale dello stato civile Michele McQuigg ha chiesto al 4° Circuito di prolungare la sospensione della sentenza in modo da potersi appellare alla Corte Suprema. La McQuigg è una dei tre "convenuti" che hanno difeso in appello le leggi della Virginia che proibivano alle coppie dell stesso sesso di potersi sposare.
Il 6 agosto il 6° Circuito degli Appelli (che comprende il Michigan, l'Ohio, il Kentucky e il Tennnessee) ascolterà, in solo giorno ben cinque casi di quattro stati. Il caso Deboer v. Snyder è sicuramente quello più importante: rientra nei poteri degli stati proibire il matrimonio gay? A questa domanda, da quando la Corte Suprema si è espressa nel caso Usa v. Windsor, nessun giudice ha detto di sì (e così anche il giudice di primo grado, il giudice Friedman che aveva dichiarato incostituzionale il divieto del Michigan). Il caso è particolare anche per un'altra cosa: finora è stato l'unico caso in cui ci sia stato un processo. Tutti gli altri giudici si erano limitati ad ascoltare le argomentazioni e a pronunciare dei giudizi sommari (summary judgment) o delle ingiunzioni preliminari (prelimianry injunction), mentre il giudice Friedman si è ascoltato anche molte testimonianze, tra le quali spicca quella di Mark Regnerus, il sociologo che avrebbe dimostrato che nelle coppie gay i bambini crescerebbero peggio che in una famiglia uomo-donna. Il giudice Friedman definì la testimonianza di Regnerus "interamente incredibile e indegna di considerazione".

Grazie a ExJure


Altri giudici di Virginia e Florida giudicano incostituzionale il divieto alle nozze gay

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Continua l'inarrestabile ondata di sentenze favorevoli per le coppie gay e lesbiche che intendono sposarsi: in Virginia la Corte d'Appello di Richmond del 4° Circuito degli Appelli, confermando la decisione presa dal giudice Arenda Wright Allen il 13 febbraio scorso, ha dichiarato illegittimo l'emendamento costituzionale, che riconosce il matrimonio come sola unione tra un uomo ed una donna, approvato nel 2006 prima dall'Assemblea Generale della Virginia e poi dal 57% degli elettori.
La decisione è stata presa da 2 dei 3 giudici. Il giudice Floyd, nominato dal Presidente Bush senior, scrive:

Riconosciamo che un matrimonio tra persone dello stesso sesso possa mettere alcune persone profondamente a disagio. Tuttavia, l'inerzia e l'apprensione non sono basi legittime per negare alle coppie dello stesso sesso giusto processo e uguale protezione delle leggi. Il matrimonio civile è uno dei capisaldi del nostro modo di vivere. Esso consente alle persone di celebrare pubblicamente e di dichiarare la loro intenzione di formare unioni permanenti, che forniscono un'intimità senza precedenti, compagnia, sostegno emotivo, e di sicurezza. La scelta del se e chi sposare è una decisione profondamente personale che altera il corso della vita di un individuo. Negare alle coppie dello stesso sesso tale scelta vieta loro di partecipare pienamente nella nostra società, che è precisamente il tipo di segregazione che il Quattordicesimo Emendamento non può tollerare.

La sentenza non entrerà subito in vigore, ma se entro sette giorni nessuna delle parti chiederà alla 4° Circuito di rivedere il caso (en banc review, in inglese, o sezioni unite in italiano), in Virginia le coppie gay e lesbiche potranno sposarsi. Questa è il secondo Circuito ad aver emesso una sentenza a favore delle coppie omosessuali. Aspettiamo ora, le argomentazioni dinanzi al 6° e al 7° Circuito ad agosto e dinanzi al 9° Circuito a settembre.

Intanto in Florida il giudice Sarah Zabel dell'11° distretto giudiziario per la Contea di Miami-Dade ha dichiarato incostituzionale l'emendamento n. 2 approvato nel 2008 dal 62% degli elettori della Florida. A differenza della sentenza del giudice Garcia della settimana scorsa, che avrebbe avuto effetto nella sola contea di Monroe, la decisione della giudice Zabel copre tutto lo stato della Florida. Entrambe le sentenze, al momento, sono state sospese in vista dell'appello.
Il giudice Zabel, per scrivere la sentenza, ha preso a modello la famosissima sentenza della Corte Suprema nel caso Loving v. Virginia del 1967, dove erano state dichiarate incostituzionali le leggi che proibivano i matrimoni interraziali. Inoltre per sostenere la sua tesi, la giudice è tornata indietro nel tempo sino al 1776, l'anno della dichiarazione d'indipendenza:

Nel 1776, i nostri Padri Fondatori sono andati in guerra per perseguire un obiettivo allora nobile: la creazione di un governo che riconoscesse che i propri cittadini fossero "dotati ... di certi diritti inalienabili" e che tutti fossero uguali dinanzi alla legge. Sfortunatamente, la storia ci insegna che il pregiudizio corruppe l'adempimento di questi ideali [...] La schiavitù, all'inizio, afflisse la nazione dal tempo della nascita ... poi la segregazione preso il posto della schiavitù e fu solo negli anni 60 del secolo scorso che ci liberammo di questa orribile malattia. Le donne, allo stesso modo, dovettero combattere per l'eguaglianza [...] e così i nativi americani [...] e recentemente anche la comunità LGBT prese parte a questa marcia verso la giustizia sociale. Caso dopo caso si è presentata [...] la risposta al quesito del se fosse costituzionalmente permesso deprivare le coppie dello stesso sesso del diritto al matrimonio: ovviamente la risposta è no. Impedire alle coppie di sposarsi in ragione del loro orientamento sessuale non serve ad alcun interesse statale. Serve solo a ferire, a discriminare, a deprivare le coppie dello stesso sesso e le loro famiglie dell'eguale dignità, ad etichettarli e trattarli come cittadini di seconda classe, e considerarli indegni di partecipare ad una delle fondamentali istituzioni della società.

Ora manca solo una sentenza della giustizia federale e potrà arrivare in qualsiasi momento.

Un grazie a ExJure per l'analisi giuridica e per l'articolo.


Bologna: dal 15 settembre sarà possibile trascrivere i matrimoni gay contratti all'estero

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Lo aveva annunciato durante il Gay Pride ed ora è arrivato l'atto ufficiale: il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha dato il via libera alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero a partire dal prossimo 15 settembre.
I primi che promettono di recarsi a registrare la propria unione saranno Matteo Cavalieri e Matteo Giorgi, la prima coppia gay sposatasi a New York nonché attivisti del Cassero. «Il 15 settembre porteremo [il nostro certificato di matrimonio] in Comune per chiedere che venga trascritto anche qui -dicono i due- sappiamo che quell'atto non ci garantirà la possibilità di avere quei diritti che restano prerogative del matrimonio tradizionale, ma il fatto di poter registrare anche qui la nostra unione è un atto simbolico molto forte».
«Bravo sindaco, ha mantenuto la promessa -ha commentato il circolo Arcigay cittadino- seppure l'urgenza di una legge nazionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso resti in primo piano, questo riconoscimento apre nuove possibilità di relazione tra l'amministrazione e quelle coppie, a tutti gli effetti parte della comunità bolognese».


Matrimoni gay nello Utah: il punto della situazione

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Tra giudici federali che sanciscono l'incostituzionalità del divieto ai matrimoni gay e ricorsi, è difficile riuscire capire quale sia la situazione attuale nello Utah. È per questo che abbiamo chiesto l'aiuto di ExJure, esperto nell'argomento e blogger di Agere per Formulas, che per noi ha ricostruito gli ultimi otto mesi di giustizia federale statunitense:

Per quanto riguarda il caso dei matrimoni nello Utah ci sono in corso due azioni legali. In ordine cronologico, la prima è il caso Kitchen (Kitchen è il cognome di uno degli attori) l'altra è il caso Evans.
Nel caso Kitchen tre coppie dello stesso sesso avevano chiesto alla giustizia federale di dichiarare incostituzionale l'emendamento costituzionale n.3, approvato nel 2004, che aveva definito il matrimonio come sola unione tra un uomo ed una donna. Lo stato dello Utah difende l'emendamento e il 4 dicembre il giudice Shelby ascolta le arringhe degli attori (le coppie) e del convenuto (lo stato dello Utah); il 20 dicembre Shelby dichiara incostituzionale il divieto. La sentenza entro subito in vigore e le coppie cominciano a sposarsi.
Il governatore dello Utah, il repubblicano Herbert, si oppone chiedendo al giudice Shelby di sospendere la sentenza in vista di un appello. Il giudice Shelby dice di no, allora il governatore fa richiesta di sospensione al 10° Circuito degli Appelli e anche qui al governatore viene detto di no. Allora chiede alla Corte Suprema di intervenire e questa volta -il 6 gennaio 2014- al governatore viene detto di sì. Ottiene la sospensione della sentenza del giudice Shelby e il divieto costituzionale torna in vigore.
Dal 20 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014, ben 1308 coppie si sono sposate, ma il governatore afferma che non verranno riconosciute. Allora nasce la seconda azione legale, il caso Evans. Questa volta alcune delle coppie che si erano sposate chiedono, sempre alla giustizia federale, di vedersi riconosciuti i matrimoni che avevano contratto. Il 21 maggio il giudice Kimball dà ragione alle coppie, garantendo comunque allo Utah 21 giorni di tempo per appellarsi. Dopo essersi appellato, lo Utah perde di nuovo, il 10° Circuito rifiuta il ricorso dello Stato Utah, dando comunque allo stato 10 giorni di tempo per appellarsi alla Corte Suprema. Alla fine, venerdì sera, la Corte ha detto sì e quindi, per ora, i matrimoni delle coppie non verranno riconosciuti.
Ritornando al caso Kitchen, quello più importante, dopo essersi appellato al 10° Circuito e aver difeso l'emendamento, la Corte d'appello di Denver -giudici Kelly, Lucero e Holmes- confermano la sentenza di Shelby del 20 dicembre. Questa, finora, è stata la prima corte d'appello che ha confermato l'incostituzionalità del divieto alla possibilità per le coppie gay e lesbiche di sposarsi. Questa settimana, molto probabilmente, lo stato dello Utah chiederà alla Corte Suprema di rivedere il caso Kitchen, diventando il primo caso a raggiungere la Corte.
Sempre in settimana sono attese sentenze anche da parte di una corte federale del Colorado, due giudici della Florida e il 4° Circuito degli Appelli.


Sancita l'incostituzionalità del divieto alle nozze gay nella Contea di Monroe, in Florida

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Il giudice Luis Garcia, del sedicesimo distretto giudiziario dello stato Florida, ha sancito l'incostituzionalità dell'emendamento costituzionale approvato nel 2008 che riconosceva il matrimonio come l'unione esclusiva fra un uomo ed una donna.
La sentenza è stata pronunciata in seguito al ricorso presentato da una coppia che denunciava come quel divieto li rendesse cittadini di serie B. Dato che i denuncianti non hanno portato in tribunale anche lo stato, la sentenza si applicherà solo nella Contea di Monroe (che include anche le celebri Flora Keys). Qualcosa di simile accadde lo scorso febbraio, quando la giudice Sharon Johnson Coleman dichiarò incostituzionale il divieto alle nozze gay dell'Illinois con una sentenza che poté essere applicata nella sola Contea di Cook.
La decisione imporrà all'ufficiale di stato civile della Contea il rilascio delle sentenze matrimoniali alle coppie formate da persone dello stesso sesso già a partire dal 22 luglio. Processi simili sono in corso in altri due tribunali della Florida, motivo per cui le loro sentenze potrebbero espandere all'intero stato una decisione simile.
Dal canto suo il Procuratore Generale dello stato, Pam Bondi, ha già presentato ricorso contro la sentenza, sostenendo che la quantità di casi simili in discussione nelle aule dei tribunali richieda un parere definitivo da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti. Secondo la donna e secondo alcuni gruppi anti gay, l'emendamento è da ritenersi valido anche se incostituzionale dato che è stato approvato per via referendaria.
Il candidato democratico al posto di governatore, Charlie Crist, ha preferito commentare la sentenza twittando: «Questo è un grande passo verso l'uguaglianza in Florida #LoveisLove».

Nel frattempo anche in altri Stati la giustizia sta facendo il suo corso. La Corte d'appello di Denver ha dichiarato incostituzionale un altro emendamento costituzionale (questa volta dell'Oklahoma) confermando la sentenza pronunciata il 14 gennaio scorso dal giudice Kern. La stessa Corte aveva dichiarato incostituzionale il divieto nello stato Utah, confermando la decisione del giudice Shelby del 20 dicembre scorso. Per il principio dello stare decis, la decisione presa precedentemente vincola la stessa corte per il futuro.
Inoltre stanno per scadere i termini entro cui la Corte Suprema dovrà pronunciarsi sulla richiesta avanzata dallo Utah per la sospensione di 1308 matrimoni già celebrati: se la decisione non arriverà entro lunedì, lo stato li dovrà riconoscere.


Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, è lecito imporre il divozio forzato ai transessuali

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È lecito che un Paese imponga il divorzio forzato ai transessuali sposati che dovessero richiedere l'assegnazione di un nuovo genere. È quanto sancito in una sentenza shock dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.
In alcuni Paesi dell'Unione Europea, dunque, le persone sposate che dovessero decidere di cambiare sesso dovranno ora decidere se cedere parte dei propri diritti o se mantenere sui documenti l'indicazione di un genere non più corrispondente al proprio.
La sentenza è giunta in seguito al ricorso presentato dalla signora finlandese Hämäläinen, nata maschio e sposatasi con una donna. Nel 1996 ha cambiato sesso e nel 2008, dopo l'introduzione di una nuova legge sulla riassegnazione del genere, aveva chiesto l'aggiornamento dei propri documenti. L'ufficio del registro, però, ha rifiutato la sua richiesta a meno che non divorziasse o trasformasse il proprio matrimonio in un'unione civile.
La donna ha ritenuto che quell'affermazione fosse una violazione dell'articolo 8 (diritto alla vita privata e familiare), dell'articolo 12 (diritto al matrimonio) e dell'articolo 14 (divieto di discriminazione) della convenzione europea, motivo per cui ha portato il caso a Strasburgo.
La corte, però, ha deciso che «non era sproporzionato esigere la conversione di un matrimonio in una unione registrata come condizione preliminare per il riconoscimento giuridico di un genere acquisito, il quale avrebbe previsto tutele giuridiche quasi identiche a quello del matrimonio».
Ad oggi solo solo 11 i Paesi europei in cui è possibile cambiare sesso senza l'obbligo di un divorzio forzato.


La Macedonia verso l'approvazione di un divieto costituzionale ai matrimoni gay

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Dopo Croazia, Slovacchia ed Ucraina, anche la Macedonia si appresta a vietare i matrimoni gay per via costituzionale.
Il parlamento del Paese, infatti, ha approvato a maggioranza una proposta di legge volta a modificare la Costituzione al fine di ridefinire il matrimonio come unione esclusiva fra un uomo e una donna. Tutti gli schieramenti avranno ora una decina di giorni per presentare i propri emendamenti prima che la norma venga venga nuovamente sottoposta ad una votazione.
Secondo i primi calcoli, la maggioranza dei seggi conquistati lo scorso aprile dai conservatori rischia di fornire i numeri necessari all'approvazione della modifica (ossia i due terzi del Parlamento).
Un portavoce del governo, Aleksandar Gjorgjiev, ha riferito che «La tutela costituzionale e una chiara definizione del matrimonio permetterà di aumentare la protezione dei bambini e di garantirgli un'educazione in un ambiente familiare in cui i pilastri principali siano un padre e una madre».
Lo scorso anno il Gay Pride venne annullato per timore di attacchi violenti da parte degli ultranazionalisti macedoni ma, ciononostante, il presidente macedone Gjorge Ivanov si dice sicuro che la discriminazione dei gay non sia altro che un finto un mito. «Il nostro sistema non discrimina nessuno -ha affermato- ma sono gli omosessuali che si stigmatizzano e pensano di essere in una posizione sfavoriti».
Insomma, è tutta colpa loro e noi creiamo leggi anti-gay solo per il bene dei bambini (quasi come se il rischio maggiore a cui sono sottoposti sia il poter constatare che c'è gente che si ama).