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Il Tribunale di Grosseto ordina la trascrizione dei matrimoni contratti all'estero

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Il Comune di Grosseto deve trascrivere il matrimonio celebrato a New York tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci. Lo ha ribadito il tribunale del capoluogo toscano, confermando quanto già espresso da un'altra assemblea giudicante lo scorso settembre in una sentenza poi annullata a causa di un vizio procedurale.
«Il tribunale di Grosseto -ha dichiarato Giuseppe Chigiotti- ha dimostrato grande coerenza e professionalità. Siamo davvero contenti, perché al di là della nostra vicenda personale, i giudici hanno dimostrato che in Italia esiste ancora un'idea di giustizia che dà speranza a questo paese. È quasi scontato che l'avvocatura dello Stato impugnerà questo decreto, ma è anche vero che il ministro Angelino Alfano, che ha basato il ricorso sulla contrarietà all'ordine pubblico, farebbe bene a pensare a quello che è successo a Roma con i tifosi olandesi».


Oklahoma: per fermare i matrimoni gay, i repubblicani approvano una norma che propone il licenziamento di chi celebrerà le funzioni

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Siamo alla follia. Dallo scorso ottobre le nozze gay sono legali in Oklahoma, eppure una Commissione della Camera dei Rappresentanti ha approvato una proposta di legge che imporrà il licenziamento degli ufficiali civili che rilasceranno le licenze di matrimonio alle coppie formate da persone dello stesso sesso. La proposta per la «salvaguardia della sovranità del Marriage Act» è stata approvata con cinque voti a favore e tre contrari, nonostante l'oggetto di quella salvaguardia sia una norma già giudicata incostituzionale.
Il disegno di legge è stato scritto dal repubblicano Di Sally Kern, pronto a sostenere che la Corte Suprema degli Stati Uniti abbia oltrepassato la sua autorità nel riconoscere il diritto alla celebrazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ed è così che ha deciso di imporre la propria volontà attraverso un testo che propone una minaccia di licenziamento e la revoca della pensione a qualunque funzionario dovesse celebrare o rilasciare documentazioni riguardanti un matrimonio fra persone dello stesso sesso.


Finlandia: il presidente firma legge sul matrimonio gay

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Il Presidente della Finlandia, Sauli Niinistö, ha firmato la nuova legge che introdurrà i matrimoni gay partire dal 2017.
La norma sul matrimonio egualitario è nata da un'iniziativa popolare supportata da ben 167mila firme (la soglia necessaria era di sole 50mila) ed è poi stata approvata dal Parlamento con con 105 voti a favore e 92 contrari. Si pensa che ad influire sul voto siano state anche le statistiche che dimostrano un costante e progressivo aumento della porzione di popolazione favorevole alla piena uguaglianza, passata in soli due anni dal 50 al 70 per cento.
Un po' di malumori riguardano l'entrata in vigore nel 2017, ma il governo sostiene che siano necessari dei tempi tecnici per provvedere alla revisione di tutte le norme che necessitano di un aggiornamento sulla base dell'introduzione delle nozze anche fra persone dello stesso sesso.
È dal 2002 che la Finlandia prevedeva la possibilità di contrarre unioni civili fra persone dello stesso sesso e si trattava dell'ultimo Paese nordico a non aver ancora introdotto il matrimonio egualitario.


Luca e Paolo sposi sul palco dell'Ariston

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Ancora una volta Luca e Paolo sono saliti sul palco dell'Ariston ed hanno saputo affrontare con sottile ironia temi di stretta attualità. Ed è così che, nel corso della terza serata e rigorosamente dopo la mezzanotte (l'ora in cui viene relegato chiunque non abbia avuto 16 figli per opera dello Spirito Santo), hanno inscenato sul palco un matrimonio gay in una ipotetica Italia in cui le nozze e le adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso sono divenute realtà.
Lo sketch ruota attorno ai più classici luoghi comuni di un qualunque matrimonio (anche etero): il rimanere incastrato dal pagamento del mutuo, le malelingue che additeranno una coppia di bianchi che ha una figlia di colore da cui si dedurrà che è stata adottata, l'obbligo di accudire il consorte in caso di malattia, la reversibilità («a questo momento se tu muori io eredito», «che botta di culo»). Ma il vero colpo di genio è nell'aver rimarcato un concetto che spesso il grande pubblico pare ignorare: se si ottengono i diritti si ereditano anche i doveri. «No, non è che puoi. Devi. Sei mio marito» precisa Luca ad un Paolo che ha appena appreso come il suo diritto alle visite in ospedale comporti anche il dovere ad occuparsi del consorte se dovrà essere imboccato o se avrà problemi di incontinenza.
Insomma, una chiara risposta a chi sostiene che le rivendicazioni lgbt siano finalizzate ad ottenere privilegi, anche se basterebbe
guardare meglio il contesto per capire che si tratta meramente di eguaglianza (nel bene ma anche nel male).

Clicca qui per guardare il video dello sketch.


La Slovenia potrebbe ben presto iniziare a discutere l'introduzione del matrimonio di genere neutro

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Con 11 voti a favore e soli due contrari, la Commissione lavoro e famiglia slovena ha approvato un emendamento al Marriage and Family Act volto a rendere il matrimonio di genere neutro. Attualmente il matrimonio è definito come specificamente come un'unione fra un uomo e una donna nel diritto sloveno.
«Questa sarebbe una soluzione infinitamente pratica -ha commentato Evelyne Paradis di ILGA-Europe- propone di trattare tutte le coppie con dignità e rispetto. Una tale mossa sarebbe il segnale che la Slovenia sa valorizzare le sue coppie dello stesso sesso tanto quanto i suoi cittadini eterosessuali sulla base dei principi di uguaglianza e di buon senso».
Il governo sloveno iniziò a parlare di matrimonio egualitario già nel 2009 e nel 2011 venne approvato un codice che equiparava i diritti delle unioni omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali sposate (includendo anche l'adozione). I conservatori cercarono di opporsi all'entrata in vigore della norma e raccolsero le 40.000 firme necessarie ad indire un referendum: nel 2012 si presentò alle urne solo il 30% degli elettori ma l'assenza di un quorum minimo permise al 54,77% di decidere l'abolizione della norma.
Ora, passati i termini di legge che inibivano la presentazione di una norma similare a quella affossata, il governo potrebbe ben presto tornare a parlare di una possibile introduzione del matrimonio egualitario.


Il Ku Klux Klan difende il giudice che vuole impedire lo svolgimento delle nozze gay in Alabama

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Mentre sono passate a 16 (su 67) le contee dell'Alabama che rilasciano le licenze matrimoniali alle coppie formate dallo stesso sesso, il fronte omofobo pare colto dall'isteria pur di opporsi alla sentenza che ha introdotto il matrimonio egualitario nel paese.
Se ieri il giudice capo Roy Moore ha minacciato qualsiasi giudice riterrà di applicare la legge, oggi si è presentato a Good Morning America per sostenere che quella legge permetterà ai padri di sposare i loro figli e alle madri di sposare le figlie. Insomma, un vero e proprio delirio in cui non è chiaro perché mai l'apertura alle nozze same-sex dovrebbe cambiare le cose (inn fondo oggi non pare che sia lecito il matrimonio fra un padre e la figlia una madre e il figlio, ndr).
Immancabili sono giunte anche le prime prese di posizione. Se l'American Family Association definisce Moore il Martin Luther King di oggi, dall'altro c'è chi non esita ad accomunarlo al nome di George Wallace, il governatore democratico dell'Alabama che si oppose ferocemente all'integrazione razziale nelle scuole.
Tra i sostenitori di Roy Moore si conta anche la sezione del Mississippi del Ku Klux Klan, pronta a scendere in campo in sua difesa attraverso un comunicato in cui si afferma: «Il Klan del Mississippi saluta il capo della giustizia dell'Alabama Roy Moore, per aver rifiutato di piegarsi al giogo della tirannia federale». Recentemente il KKK ha chiesto «cadaveri» sul confine tra l'Arizona e il Messico, ha cercato di raccogliere fondi per la difesa legale del poliziotto che ha ucciso Michael Brown a Ferguson (in Missouri) ed ha anche distribuito caramelle ai bambini del South Carolina con messaggi volti al reclutamento di nuovi adepti.


Alabama: il giudice capo minaccia i funzionari che rispetteranno la sentenza sulle nozze gay

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Il matrimonio egualitario è entrato in vigore in Alabama, ma su 67 contee solo 9 stano rilasciando le licenze matrimoniali alle coppie dello stesso sesso.
Il giudice capo della Corte Suprema dell'Alabama (che peraltro lo scorso 25 gennaio condivise su Facebook un'eloquente immagine riguardo alla sua visione sull'uso della forza e della religione) si dice furioso per la legalizzazione dei matrimoni egualitari e si dice pronto ad avviare procedimenti disciplinari contro i funzionari che ottempereranno alla sentenza della giudice federale Ginny Granade.
Domenica notte aveva emesso un ordine in cui intimava ai funzioni di non rilasciare alcuna licenza matrimoniale: «Con effetto immediato -scrisse- nessun giudice tutelare dello Stato dell'Alabama, né qualsiasi agente o dipendente potranno rilasciare o riconoscere una licenza di matrimonio che non è coerente con l'articolo 1, Sezione 36.03, della Costituzione Alabama». La sezione citata è proprio quella che è stata giudicata incostituzionale.
Un certo numero di giudici si sono schierati dalla sua parte. Attraverso un comunicato, il giudice Valerie Davis ha dichiarato: «Non credo di essere tenuto a compromettere le mie convinzioni religiose perché sono un giudice tutelare; la legge dell'Alabama non mi imporrà di rilasciare licenze di matrimonio a chiunque di qualsiasi genere». Il Giudice Bobby Martin ha invece spiegato ai giornalisti che rilascerà le licenze ma non officerà le cerimonie: «Credo che il matrimonio sia solo tra un uomo e una donna, e per questo non voglio fare una cerimonia per una coppia che non rientra in qual criterio».
Il giudice tutelare Don Davis ha invece preferito vendicarsi direttamente sulle due donne che nel 2013 avviarono la causa che ha portato alla sentenza che ha sancito l'incostituzionalità di un divieto ai matrimoni fra persone dello stesso: pur di impedirle di sposarsi, ha tenuto chiuso il suo ufficio tutto il giorno in modo che nessuno potesse entrare per ritirare i documenti.
Insomma, si è dinnanzi persone che stanno cercando di imporre con la forza la propria volontà sulla base dei loro preconcetti ed in violazione delle norme. Spesso anche con atteggiamenti talmente imbarazzanti da risultare un insulto al ruolo ricoperto.
«Azioni contro il giudice Davis o le altre persone che non riescono a seguire la Costituzione potrebbero essere avviate da chi è stato danneggiato dalla loro incapacità nel seguire la legge -fanno sapere gli avvocati- ora la questione è dinnanzi alla Corte con una dimostrare di come sia stata impedita l'applicazione della decisione presa dai tribunali lo scorso 23 gennaio».


Secondo la Cassazione, non è discriminatorio impedire ai gay di sposarsi

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È una sentenza che farà sicuramente discutere e che offende la dignità di migliaia di cittadini. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, l'Europa e la Costituzione non impongono al legislatore di estendere il vincolo del matrimonio alle persone dello stesso sesso. Alle persone omosessuali dev'essere riservato semplicemente un mero diritto «statuto protettivo» che le confini lontano da chi, per diritto di nascita, pare abbia più diritti degli altri.
La sentenza giunge in risposta ad ricorso presentato da una coppia gay che voleva sposarsi in Campidoglio e che probabilmente mai potrà farlo. I giudici sostengono infatti che «la legittimità costituzionale e convenzionale della scelta del legislatore ordinario, in ordine alle forme ed ai modelli all'interno dei quali predisporre per le unioni tra persone dello stesso sesso uno statuto di diritti e doveri coerente con il rango costituzionale di tali relazioni, conduce ad escludere» che l'assenza di una legge per le nozze omosessuali produca la «violazione del canone antidiscriminatorio».
Secondo i giudici è  più sufficiente «un tempestivo intervento del legislatore» che possa dare «riconoscimento ad un nucleo comune di diritti e doveri di assistenza e solidarietà propri delle relazioni affettive di coppia» e che riconduca «tali relazioni nell'alveo delle formazioni sociali dirette allo sviluppo, in forma primaria, della personalità umana».
In riferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, i giudici affermano che «l'articolo 12, ancorché formalmente riferito all'unione matrimoniale eterosessuale, non esclude che gli Stati membri estendano il modello matrimoniale anche alle persone dello stesso sesso, ma nello stesso tempo non contiene alcun obbligo». Riguardo all'articolo 8 (che sancisce il diritto alla vita privata e familiare) «è senz'altro contenuto il diritto a vivere una relazione affettiva tra persone dello stesso sesso protetta dall'ordinamento, ma non necessariamente mediante l'opzione del matrimonio per tali unioni».
In pratica la sentenza non cambierà nulla: tutto rimarrà come oggi in un limbo in cui nessuno decide nulla e in cui tutti affermano la necessità di decidere qualcosa. Qualcuno potrebbe vederci anche un lato positivo nell'implicita smentita delle teorie espressa da una certa parte politica su un presunto divieto costituzionale alle nozze gay (la Cassazione dice chiaramente che non c'è alcun obbligo, ma neppure alcun divieto), eppure è difficile non sentire l'amaro in bocca dinanzi ad una decisione che non decide, che apre qualche porta, ne chiude altre, ma alla fine rimanda la palla a chi per decenni ha fatto di tutto per non decidere.


Il matrimonio egualitario entra in vigore anche in Alabama

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Lo scorso mese un tribunale federale dell'Alabama ha sancito l'incostituzionalità del divieto alla celebrazione di matrimoni fra persone dello stesso appello. Dopo che l'11° circuito della Corte d'Appello ha rifiutato di rivedere la sentenza ed in assenza di un blocco imposto dalla Corte Suprema, la decisione entra in vigore oggi. Di fatto l'Alabama è ora il 37° stato Usa a riconoscere il matrimonio ugualitario.
A rovinare la festa è la vergognosa decisione annunciata dai funzionari di almeno quattro contee, pronti a dirsi pronti ad ignorare la legge pur di continuare a non rilasciare licenze matrimoniali alle coppie dello stesso sesso. Il tutto motivando la decisione attraverso la loro fede cristiana.
Ad esempio è attraverso Facebook che il Pike County Probate Office ha annunciato che le licenze non saranno rilasciate e che «i residenti che desidereranno una licenza matrimoniale dovranno richiederlo presso l'ufficio di un qualsiasi altro giudice tutelare dello stato che offre tale servizio dato che non si è tenuti a richiedere la licenza nella contea di residenza».
Di fatto, dunque, la contestazione non proibirà la celebrazione di matrimoni ma è un atto evidentemente orientato ad infiggere una discriminazione nei confronti delle coppie a cui non si desidera riconoscere la medesima dignità di tutte le altre.
Michael Hansen di One Alabama ha commentato: «Questo non è il modo in cui funziona il nostro sistema di governo e che qualsiasi funzionario dovrebbe conoscere meglio. Niente giustifica questa decisione ed il primo dovere di un giudice o di parlamentare è di seguire e proteggere la Costituzione degli Stati Uniti, la stessa Costituzione che il giudice Callie Granade ha trovato incompatibile con la santità del matrimonio e l'emendamento della legge sull'Alabama Marriage Protection».


Coppie etero si ribellano all'omofobia del matrimonio australiano

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Nel 2004 l'ex primo ministro australiano John Howard modificò il rito matrimoniale in modo da inserire un'esplicita dichiarazione anti-gay all'interno della cerimonia. I celebranti, infatti, sono ora obbligati a pronunciare la frase: «Prima di essere uniti in matrimonio in mia presenza ed in presenza di questi testimoni, la famiglia e gli amici, devo ricordare la natura solenne e vincolante del rapporto in cui si sta per entrare. Il matrimonio, secondo la legge in Australia, è l'unione di un uomo e una donna con l'esclusione di tutti gli altri, ed è orientato alla vita».
In uno stato dove il 72% della popolazione è favorevole al matrimonio egualitario, vien da sé come una frase così discriminatoria piazzata all'interno della cerimonia abbia infastidito numerose coppie eterosessuali. Da qui sta prendendo sempre più piede l'abitudine di trovare un qualche sistema per bypassare quel momento.
Qualcuno sceglie semplicemente di chiedere al cerimoniere di spegnere il microfono durante quella frase, qualcun altro ha scelto di leggere un brano in cui dichiarare la propria convinzione riguardo al fatto che ogni relazione d'amore merita di essere riconosciuta dinnanzi alla legge.
Non mancano, però, iniziative più singolari. ne un esempio la cerimonia di matrimonio fra Jamila e Jeremy, dove i due neosposi hanno deciso di attaccare un cartello per chiedere agli ospiti di tapparsi le orecchie durante quella frase.
Ma quel che emerge con forza è soprattutto una società che continua a rivelarsi sempre più evoluta ed accogliente della politica, troppo spesso governata da paesone che cercano di sfruttare i ruoli istituzionali per poter imporre le proprie convinzioni personali.


Francia: la Corte di Cassazione ha riconosciuto il matrimonio come un diritto fondamentale

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La Corta Costituzionale francese ha stabilito che il matrimonio è un diritto fondamentale e non può essere limitato da trattati stretti con i governi stranieri.
La decisione è giunta in seguito al ricorso presentato da Dominique e Mohammed, una coppia che si era visto negare la licenza matrimoniale dai funzionari città di Chambery comunicarono a causa delle origini marocchine di uno degli sposi. Il Marocco, infatti, è una delle undici nazioni che non riconoscono il matrimonio omosessuale e che hanno redatto dei trattati vincolanti per i funzionari francesi con cui si impedisce l'accoglimento di richieste matrimoniali con persone del proprio sesso giunte dai propri cittadini.
La coppia aveva già ottenuto due vittorie anche nei primi gradi di giudizio ed ora la Corte di Cassazione ha stabilito che tali accordi non possono essere ritenuti validi perché «ovviamente incompatibile con l'ordine pubblico».


Colin Farrell: «Supporto con tutto me stesso il matrimonio egualitario in Irlanda»

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«Porto l'Irlanda con me dovunque io vada, e amo profondamente il mio paese . Questo è il mio coming out, diciamo così, e dichiaro di sostenere questo voto per il matrimonio egualitario con ogni fibra del mio essere». È quanto dichiarato da Colin Farrell, il celebre attore hollywoodiano nato in quartiere residenziale alla periferia di Dublino.
Non è la prima volta che Farrell si pronuncia a favore dei matrimoni gay, ma in questo caso l'invito è rivolto a tutti gli elettori irlandesi che, il prossimo maggio, saranno chiamati ad esprimersi sull'estensione dell'istituto matrimoniale alle persone dello stesso sesso attraverso un referendum popolare.
Nonostante tutti i sondaggi predicono un esito favorevole, gli attivisti lgbt non intendono abbassare la guardia temendo che le campagne aggressive degli oppositori possano spostare l'ago della bilancia. Il più grande avversario al matrimonio egualitario è rappresentato dalla Chiesa Cattolica, autrice di un nuovo dépliant elettorale in cui si sostiene che le coppie gay danneggeranno il benessere del Paese.


Usa: la Corte Suprema deciderà sui matrimoni gay

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Nella giornata di venerdì 16, la Corte Suprema degli Stati Uniti, l'organo giudiziario più importante al mondo, ha scelto di intraprendere una delle strade che sicuramente verranno ricordate negli annali della storia americana.
La Corte ha deciso di esaminare l'incostituzionalità del divieto ai matrimoni a partire dal mese di aprile, per arrivare ad una sentenza entro la fine di giugno. I nove giudici costituzionali sono i medesimi nel 2013 abolirono la norma chiave del Defense of Marriage Act (Doma) ed ora dovranno ora stabilire se le nozze tra coppie dello stesso sesso sia un diritto da proteggere costituzionalmente in tutti i territori degli Stati Uniti.
Le memorie (briefs) dovranno essere depositate entro il 27 febbraio per le coppie, entro il 27 marzo quelle degli stati ed infine i reply briefs delle coppie entro il 27 aprile. Dal 29 di aprile in poi ci saranno le argomentazioni.
Lo aspettavamo da tempo, anzi da troppo tempo. Per la precisione da più di 40 anni. O meglio, dal quel dicembre 1972 quando la Corte si rifiutò di rivedere il caso Baker v. Nelson, il primo caso giudiziario al mondo riguardante la costituzionalità delle proibizioni al matrimonio egualitario.
Da lì strada n'è stata fatta. Nel 1993, dopo diversi fallimentari tentativi, la Corte Suprema delle isole Hawai'i, per la prima volta in assoluto, mise in discussione la validità di tali divieti, ma nel 1998 una decisione referendaria aveva bloccato la strada per l'eguaglianza. Venne approvato il primo divieto costituzionale, o meglio nella costituzione delle Hawai'i venne esplicitato il potere assoluto del parlamento hawaiano nel decidere se "preservare il matrimonio tra un uomo ed una donna". Negli anni in avanti trenta stati optarono per la stessa decisione. Nel dicembre del 1999, invece, la Corte Suprema del Vermont impose allo stato di riconoscere gli stessi diritti e doveri alle coppie dello stesso. Nel novembre 2003 la rivoluzione, con cinque voti a quattro, la Corte Suprema del Massachusetts ordinò allo stato di estendere il matrimonio anche alle coppie gay e lesbiche.
Non solo decisioni giudiziarie. Dopo solo qualche anno Vermont, New Hampshire, New York raggiunsero il gruppetto di stati che permettevano alle coppie dello stesso sesso di sposarsi. Solo due anni fa erano appena una decina su 50 a permettere il matrimonio egualitario. Il 16 gennaio 2015 sono 36 gli stati più Washington D.C., qualche riserva indiana, ma nessun territorio federale (come Puerto Rico).

Di ExJure


Anche in Sud Dakota un giudice sancisce l'incostituzionalità del divieto ai matrimoni gay

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Un giudice federale del Sud Dakota ha sancito l'incostituzionalità del divieto statale alla celebrazione di matrimoni fra persone dello stesso. La sentenza è stata emessa attraverso una swift ruling (sentenza rapida) utilizzabile nei casi in cui un giudice ritenga che gli attori coinvolti siano attivamente danneggiati dalla legge e che la norme in questione sia insostenibile.
«Secondo la sentenza emessa dal giudice Schreier e due dozzine di cuoi colleghi nel corso dell'ultimo anno, non vi è alcuna ragione giustificabile per mantenere in essere questi divieti discriminatori -ha dichiarato il direttore legale della Human Rights Campaign, Sarah Warbelow- la verità è che le leggi che vietano il matrimonio alle coppie formate da persone dello stesso sesso non servono ad altro che a danneggiare gli americani che vogliono semplicemente proteggersi e provvedere a se stessi e le loro famiglie. In definitiva, la Costituzione degli Stati Uniti non permette agli stati di continuare a discriminare le coppie gay e lesbiche. È solo una questione di tempo prima che la Corte Suprema degli Stati Uniti risolva una volta per tutte il problema».
Il Sud Dakota è uno dei 14 stati Usa ad avere ancora in vigore un esplicito divieto ai matrimonio gay. La sentenza è ora in sospeso in attesa di possibile appello da parte dello Stato.

Intanto, mentre si aspetta una risposta dai giudici del 5° Circuito su alcuni argomentati settimana scorsa, la Corte Suprema degli Stati Uniti si è rifiutata di rivedere, senza la fase intermedia di appello, il caso Robicheaux v. George, proveniente dallo stato della Louisiana. Nessuna parola invece per gli altri casi del 6° Circuito (DeBoer, Bourke, Love, Obergefell e Tanco). Venerdì questo la Corte si riunirà nuovamente e potrebbe finalmente decidere se prendere in mano i casi che da tempo sono tra le mani dei giudici supremi e dei loro assistenti.
Intanto a New Orleans una Corte d'Appello composta da tre giudici, provenienti da una diversa estrazione politica ed ideologica, hanno ascoltato per ben tre ore consecutive le argomentazioni dei sostenitori e detrattori del divieto ai matrimoni gay del Texas, della Louisiana e del Mississippi. La sentenza non è ancora stata resa nota ma, ascoltando le domande dei giudici poste ai legali delle coppie e in particolar modo quelle rivolte agli avvocati degli stati, si è già predetta una nuova vittoria per l'uguaglianza.
Pare infatti che due giudici su tre siano propensi a dichiare incostituzionali le pesantissime leggi del Texas, della Lousiana e del Mississippi. Il giudice Higginbotham, nominato da Reagan nel 1982 alla Corte d'Appello del 5° Circuito, presiedeva la Corte e ed era considerato l'ago della bilancia. Dopo aver sostenuto che l'orientamento sessuale fosse una caratteristica immutabile e che non portasse con sé alcuna disabilità, il giudice Higginbotham si è ripetutamente scagliato contro i legali degli stati, ma la frase che fa ben sperare riguardo al supporto da parte del giudice repubblicano è stata: «Ma il Missississpi cambierà?» (con un riferimento alla tristissima storia di ineguaglianza razziale perpetrata dallo stato del Mississippi).
Sempre venerdì scorso i giudici della Corte Suprema si sono riuniti per rivedere centinaia di casi, tra i quali ben sei riguardanti il matrimonio egualitario. Lunedì 12 la Corte ha scelto di rifiutarsi di rivedere il caso Robicheaux, mentre non ha ancora preso una decisione riguardo agli altri (DeBoer, Bourke, Love, Obergefell e Tanco).


Il Vietnam abolisce la messa al bando dei matrimoni gay

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Il governo vietnamita ha abrogato il divieto alla celebrazione di matrimoni fra persone dello stesso sesso. La decisione è entrata in vigore nella notte di Capodanno. Nonostante lo stato non riconosca ufficialmente né fornisca alcuna protezione legale per i matrimoni gay, le cerimonie potranno ora essere celebrate senza alcuna minaccia di multe.
Il Vietnam risulta uno dei paesi più gay-friendly del sud-est asiatico e si pensa che le decisione sia stata effettuata anche per promuovere il turismo lgbt. «Questa legge rende il Vietnam un leader in Asia -afferma Jamie Gillen, un ricercatore della cultura geografia presso l'Università Nazionale di Singapore- Singapore ha appena ribadito il sua divieto di comportamenti omosessuali. Il Vietnam sta cercando di lanciare sé stesso come un paese tollerante e sicuro».
Sino ad oggi nessun altro paese nel sud-est asiatico aveva mai compiuto un simile un passo verso l'accettazione del matrimonio omosessuale. In Thailandia gli sforzi per approvare una legge sui matrimoni egualitari è in stallo da maggio, dopo la salita al potere del del governo militare, mentre la Cambogia, la Birmania e il Laos non hanno messo la questione all'ordine del giorno legislativo pur senza aver ancora discusso nulla. Di contro nelle Filippine si sta considerano una legge che vieti i matrimoni tra persone dello stesso sesso, così come Indonesia e Malaysia hanno radicati discriminatorie molto forti. In Brunei in nuovo codice penale stabilisce che i matrimoni fra persone dello stesso sesso siano puniti con frustate e pene detentive molto lunghe.


Florida: pur di impedire i matrimoni gay, alcune contee hanno deciso di bloccate anche le cerimonie etero

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Grazie alle recenti decisioni giuridiche della Florida, da oggi il 72% della popolazione americana vive in uno stato i cui è possibile celebrare matrimonio tra persone dello stesso sesso. Inoltre, grazie al via libera del giudice statale Zabel, a Miami è stato possibile celebrare le prime unioni in anticipo e già nella giornata di ieri si sono tenute le prime cerimonie (la stessa Zabel ha voluto celebrato il primo).
Ma fra tante buone notizie non poteva mancare la nota stonata dell'immancabile canto del cigno dei movimenti cristiani. Da Santa Rosa a Duval County ed gran parte del nord della Florida, alcuni impiegati statali hanno sostenuto che le loro convinzioni religiose gli impediscano di seguire la legge e di svolgere le pratiche per un'unione fra persone dello stesso sesso. Ed è così che, attraverso una fantasiosa lettura della sentenza del tribunale, la soluzione che hanno individuato è tanto assurda quanto patetica: pur di impedire che due uomini o due donne possano sposarsi, non rilasceranno più alcuna licenza matrimoniale (neppure alle coppie eterosessuali).
In alcuni casi si è ricorsi anche a giustificazioni ancora più assurde: c'è chi sostiene che i propri uffici siano troppo stretti, c'è chi dice di avere troppi pochi dipendenti per poter sobbarcarsi anche l'onore di occuparsi delle coppie gay. «Essendo una piccola contea -ha dichiarato la corte di Pasco- abbiamo poco personale e il carico di lavoro è piuttosto alto, così non celebreremo più alcuna cerimonia a prescindere dalla preferenza sessuale». Appare curioso anche notare come tutte le contee in questione abbiano creato le condizioni che oggi lamentano attraverso azioni avviate ad agosto, esattamente dopo che il giudice distrettuale Robert Hinkle ha stabilito che il divieto ai matrimonio gay era incostituzionale. Altrettanto curioso è notare come le motivazioni della decisione appaiano assai più ideologiche nelle comunicazioni rivolte al personale: in una nota rilasciata dalla corte di Okaloosa sostiene di voler evitare che «alcuni membri del nostro team siano messi in una situazione che possa creare un conflitto tra le loro convinzioni religiose personali e la controversa attuazione di un cambiamento della filosofia sociale». In altre parole, il dirigente vuole preservare la discriminazione nonostante la legge abbia dichiarato che quell'atteggiamento è incostituzionale.
«Ci sono valori anomali nel nord» hanno commentato le contee di Escambia, di Leon, di Jefferson e di Madison. Tutte loro sostengono che tutti i loro impiegati siano pronti a celebrare cerimonie per qualunque copia lo richiederà, indipendentemente dall'orientamento sessuale.


Florida: dal 6 gennaio si potranno essere celebrati i primi matrimoni fra persone dello stesso sesso

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A partire da martedì 6 gennaio, tutti gli ufficiali civili della Florida saranno tenuti a rilasciare le licenze matrimoniali anche alle coppie gay e lesbiche che dovessero farne richiesta. È quanto deciso dal giudice federale Robert Hinkle che ha specificato come la sua decisione non debba riferirsi solo ai distretti citati in giudizio ma a tutte le aree del Paese.
La Florida aveva inserito nella propria costituzione un esplicito divieto ai matrimoni gay, ma ad agosto il giudice distrettuale di Tallahassee aveva sancito come quella modifica fosse incostituzionale, pur sospendendo gli effetti della sua decisione fino al 5 gennaio.
Il procuratore generale della Florida, Pam Bondi, aveva presentato un ricorso presso alla Corte d'appello, ma la sua richiesta è stata bocciata. A quel punto la Bondi si è rivolta allora alla Corte Suprema, ma anche in quel caso la sua richiesta è stata respinta.
I Matrimoni fra persone dello stesso sesso diventeranno così legali in 35 dei 50 stati dell'unione (tra cui i cinque stati più popolosi, ossia in Florida, in California, in Illinois, in Pennsylvania e nello Stato di New York).


Celebrato il primo matrimonio gay del Lussemburgo

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Con 56 voti a favore e solo 4 contrari, lo scorso giugno il Parlamento del Lussemburgo ha approvato il progetto di legge che introduce il matrimonio egualitario e il diritto di adozione alle coppie formate da persone dello stesso sesso. L'entrata in vigore della norma era prevista per l'inizio del 2015 ed i primi matrimoni si sono potuti celebrare già il primo giorno dell'anno.
Jean Paul Olinger e Henri Lorenzo Huber risultano la prima coppia dello stesso sesso ad essersi scambiata il fatidico «si». I due, entrambi sessantenni, erano stati anche la prima coppia lussemburghese ad aver aver ufficializzato la propria unione attraverso un Pacs (una soprta di unione civile).
Il loro matrimonio ha avuto luogo il 1° gennaio e, nonostante la giornata di festa, il municipio di Walferdange ha deciso un'apertura straordinaria che permettesse la celebrazione delle loro nozze da parte del sindaco Roberto Traversini.
Traversini ha dichiarato che anche un'altra coppia aveva chiesto di potersi sposare in quella gionata ma non è stato possibile trovare un luogo per la cerimonia. Nel medesimo municipio altre tre ulteriori coppie formate da persone dello stesso sesso sarebbero in procinto di ottenere una licenza di matrimonio.


Celebrato il primo matrimonio gay di Scozia

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Joe Schofield e Malcom Brown si sono sposati a mezzanotte ed un minuti del 31 dicembre: è la prima coppia gay ad essersi ufficialmente sposata in Scozia.
La legge che legalizza i matrimoni fra persone dello stesso prevedeva due fasi: dal 16 dicembre sarebbe stato possibile convertire le civil parthership in matrimoni mentre dal 31 dicembre 2014 si sarebbero potuti celebrare i primi matrimoni veri e propri. E, come spesso accade, c'è chi non ha voluto attendere ulteriormente per scambiatesi l'atteso «si» dinnanzi ad amici e parenti.
«Siamo molto orgogliosi di essere stati fra le prime coppie scozzesi a potersi definire marito e marito –hanno dichiarato i neo sposi- Si è aperto un nuovo incredibile capitolo della storia scozzese di cui tutti noi siamo testimoni e di cui dobbiamo essere orgogliosi».
Sempre nella medesima giornata anche la coppia formata da Susan e Gerrie Douglas-Scott ha celebrato le proprie nozze, scegliendo una cerimonia privata a cui ha preso parte anche il stessa Primo Ministro, Nicola Sturgeon. Le due donne vivono insieme da 18 anni e si erano unite in una civil partnership nel 2006.


Uno nuovo studio sostiene che le coppie gay siano più stabili e durature

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Le coppie formate da persone dello stesso sesso hanno più probabilità di avere rapporti stabili e durature rispetto coppie eterosessuali. È quanto sostiene un nuovo studio condotto dall'Istituto Williams presso l'Università della California.
La ricerca ha osservato come nel New Hampshire e in Vermont il 5,4% e il 3,6% dei matrimoni celebrati fra persone dello stesso sesso si sia concluso on un divorzio. Nonostante il numero appaia enorme, si tratta di un tasso annuo del 1,1% che è poco più della metà del tasso di divorzio fra le coppie eterosessuali (attestato al 2%).
Da considerare è anche come il numero di matrimoni gay celebrati dopo l'introduzione del matrimonio egualitario sia percentualmente superiore a quelli eterosessuali. Questi ultimi, infatti, da anni avrebbero subito una progressiva flessione in Connecticut, New Hampshire e Vermont.
«Nel 2013 -dicono i ricercatori- il numero di matrimoni celebrati nei tre stati ha visto l'inversione della tendenza al ribasso e il numero di coppie dello stesso sesso che si è sposato è quasi raddoppiato dal 2012 al 2013».