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In attesa dell’uscita di A90, incontriamo Paolo Tuci

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Paolo Tuci, classe 1983, è un producer musicale, un songwriter, un cantante e uno showman. Tra i più celebri personaggio dell'intrattenimento notturno italiano, nel 2008 ha esordito come live performer nel mondo del clubbing. Gli anni successivi lo hanno visto come testimonial di vari marchi e come creatore di brani musicali come "Sun Has Come Again", "Ego" e "Music Saved My Life". In questi giorni sta lanciano il suo nuovo album dal titolo "A90"

Cantante, presentatore, animatore, performer... sei un personaggio decisamente poliedrico. Ma se dovessi scegliere una sola attività, per quale opteresti?
Senza dubbio cantare. L'adrenalina che sprigiona un live non ha eguali. La voglia di improvvisare, melodizzare sui propri brani, e quel rischio di sbagliare sono elementi che tengono vivo un artista; e non li baratterei con nessun altra attività di palcoscenico. E sto parlando di LIVE: quelli veri, non di quei "playbackkoni" noiosi che chiunque potrebbe fare. Altrimenti dov'è la vera scala di merito per valutare il bravo artista?

Il tuo nuovo album è interamente dedicato ai successi dance degli anni '90. Quali sono stati i pregi e i difetti della musica di quegli anni?
Negli anni 90 vigeva una rigida selezione delle produzioni musicali: non esistevano gli home studios, le incisioni erano costose ed elitarie, così come la stampa di supporti CD che aveva costi altissimi rispetto ad ora. Quando l'etichetta discografica lanciava un singolo vendeva minimo 5000 copie grazie all'assenza di pirateria. C'era l'emozione di acquistare un album fisico per toccare con mano il booklet ed assaporarne i contenuti. I cantanti erano cantanti veri: se durante le registrazioni non eseguivi correttamente il brano, dovevi registrare tutto dall'inizio.


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Paolo Tuci lancia "A90" ed assicura: «Sarà uno dei tormentoni dell'estate»

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Dopo aver presentato le sue rivisitazioni di "Barbie Girl" e "Boys", Paolo Tuci ha continuato a rimettere mano ai grandi successi dance degli anni '90 per dar vita al suo album intitolato "A90". L'opera (già disponibile per la prevendita) conterrà sedici tracce: "A 90" (ft. Immanuel Casto), "Sun Has Come Again" (ft. Neja), "Boys" (ft. Pro), "Baby Baby", "Summer is Crazy" (ft. Lafaux), "Be My Lover", "Dreams (will come alive)", "Short Dick Man", "Lick it", "Barbie Girl" (Nowak Radio Edit), "I want it that way", "Ego", "Restless", "Say you'll be there" e "Final Countdown".
L'artista si dice certo che «A90 diverrà sicuramente, grazie al suo ritornello explicit, uno dei tormentoni estivi dei club lgbt». Ed è proprio per dare un assaggio del suo lavoro che in questi giorni è stata resa pubblica un'anteprima della traccia che dà il nome all'album, realizzata insieme al re del porn groove Immanuel Casto.

Clicca qui per guardare la preview di "A90".


"Ai margini" di Giuseppe Cucè si classifica tra i 200 brani più trasmessi dalle radio italiane

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Lanciato in radio lo scorso 10 marzo, "Ai margini" di Giuseppe Cucè risulta attualmente tra i 200 brani più trasmessi dalle emittenti italiane.
Il brano affronta apertamente il tema dell'omofobia e vuole essere un invito a vivere mettendo a nudo la propria interiorità, sottolineando come il relegarsi ai margini non solo sia una negazione del proprio essere, ma soprattutto sia l'accettare una schiavitù. Non si manca di sottolineare anche come l'esporsi sia una scelta difficile, un atto che spesso conduce a doversi destreggiare fra le umiliazioni che rendono schiavi e la consapevolezza di come quella scelta possa rendere molto più liberi. Da qui la speranza del cantautore siciliano per un futuro fatto di coraggio e non di rassegnazione.
Nel video, diretto dal regista Nanni Musiqo, si è deciso di mostrare le vere ferite che l'omofobia lascia sul corpo: tante parole offensive e degradanti che molte persone si trovano a subire quotidianamente. L'autore sottolinea anche come tutti quegli insulti siano rivolti solo agli omosessuali maschi, dato che dalle loro ricerche non è emersa alcuna offesa specificatamente riservata alle lesbiche.

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I Pet Shop Boys omaggiano Panti Bliss

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Ci siamo già occupati del monologo sull'omofobia di Panti Bliss, la drag queen irlandese che è stata denunciata da alcuni giornalisti cattolici che aveva definito «omofobi» durante una puntata del Saturday Night Show.
Se l'emittente preferì chiudere la questione versando forti somme ai due giornalisti, Panti Bliss optò per una garbata risposta affidata ad un monologo pronunciato sul palco dell'Abbey Theatre di Dublino, dal quale la drag queen ha raccontato come ci si senta a subire l'omofobia e quanto sia assurdo che a deciderne il significato sia chi non l'ha mai provata sulla propria pelle.
Il suo discorso deve aver convinto anche i Pet Shop Boys, che su Internet hanno lanciato un brano -dal titolo "The Best Possible Gay"- in cui hanno messo in musica quelle parole.

Clicca qui per ascoltare il brano dei Pet Shop Boys.


I ragazzi-oggetto di Jennifer Lopez

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Si intitola "I Luh Ya Papi" ed è il nuovo singolo di Jennifer Lopez estratto dal suo prossimo album. Ad una settimana di distanza dalla diffusione dell'audio, arrivano ora anche le immagini del videoclip.
A non passare certo inosservato è come la cantante 44enne abbia scelto di mostrarsi circondata da una moltitudine di aitanti ragazzi-oggetto, tutti rigorosamente caratterizzati da fisici scolpiti e da atteggiamenti facili. La loro presenza viene chiaramente spiegata nell'introduzione del video, durante la quale J-LO simula una discussione con due amiche riguardo alla classica situazione che vede degli uomini circondati da ragazze-oggetto in numerosi videoclip musicali. Ed è così che una di loro esordisce con un: «Perché gli uomini rendono le donne oggetto in ogni singolo video? Perché non possiamo per una volta essere noi a rendere gli uomini oggetto?». Ed ecco a risposta...

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"Barbie girl" rivive in chiave soul con Paolo Tuci

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Recentemente ha fatto parlare si sé portando in scena il burlesque maschile con esibizioni canore dal vivo, ed è proprio nelle vesti di cantante che qualche mese fa diede vita ad una rivisitazione al maschile di "Boys", il brano di Sabrina Salerno che divenne un vero e proprio tormentone alla fine degli anni ottanta.
Evidentemente intenzionato a rilanciare, è attraverso un nuovo video musicale che lo showman ha pensato bene di rivisitare in chiave soal un'altro successo del passato. Questa volta la scelta è caduta su "Barbie girl" degli Aqua, pubblicato il 14 maggio 1997 e ben presto divenuto un successo a livello internazionale (non senza qualche curioso aneddoto, come la causa intentata dalla Mattel per il riferimento alle sue bambole ritenuto diffamatorio, ma poi conclusasi con un nulla di fatto dato che la legge statunitense tutela le parodie).
Il brano di Tuci entrerà a far parte si un futuro album intitolato "A 90", interamente dedicato alle cover di quegli anni.

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Davide Papasidero (X-Factor 5) ha fatto coming out

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Davide Papasidero è noto al grande pubblico per aver partecipato alla quinta edizione di X-Factor e per aver vinto il Festival di Castrocaro 2013 con il brano "Non voltarti più".
Nel suo nuovo pezzo musicale, dal titolo "Adesso oppure mai", il cantante ha voluto fare coming out attraverso un testo che racconta la sua tormentata relazione con un altro uomo.
«È stata una storia importante della mia vita -ha raccontato a TgCom- contrassegnata da una grande passione amorosa che purtroppo non è andata a buon fine, come speravo [...] L'uomo con cui stavo mi illudeva con promesse e tante parole. La relazione non si evolveva fino a quando non ho scoperto che aveva una relazione... con una donna. È un personaggio conosciuto del mondo dello spettacolo e non avrei mai potuto vivere alla luce del sole questo sentimento. Per questo alla fine ho scelto me stesso. Voglio per me l'amore e tutto il meglio, in questo caso sarebbe stato impossibile».
Papasidero ha raccontato anche di essere stato vittima di bullismo e di come il tema di "Non voltarti più" volesse essere «un pezzo universale per tutte quelle persone che vengono attaccate per l'orientamento sessuale ma anche per qualche difetto fisico. Insomma sono contro il bullismo di qualsiasi tipo e i pregiudizi».


Goodbye, il nuovo videoclip di Osvaldo Supino

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È uscito "Goodbye", il nuovo videoclip di Osvaldo Supino estratto dall'album "Exposed". Il brano, scritto in collaborazione con Sergio Vinci, è una ballad delicata, intima ed emozionante, un diario aperto sulle sensazioni e le parole non dette alla fine di una relazione.
«È stato il primo brano che ho iniziato a scrivere durante la lavorazione di questo album e l'ultimo che sono riuscito a completare -racconta Supino- ma la musica stessa a cui ti affidi per raccontarti chiede in cambio tutta la verità ed io non ho mai sentito necessità di raccontarmi tanto come in questo caso».
Il video, girato da Marco Gradara tra Rimini e Cervia, racconta così la vera storia di una relazione vissuta dal cantante e raccontata attraverso i suoi occhi e sue le sensazioni.

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Perdido Sin Èl, il nuovo singolo di Oscar Wilder

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Dopo averlo visto esibirsi come ballerino, modello e conduttore televisivo (per non parlare del gossip suscitato dai suoi tweet), rincontriamo Valerio Pino nelle inediti vesti di produttore e regista di nuovo videoclip musicale. Si trattata del nuovo lavoro di Oscar Wilder, il cantante colombiano noto alle cronache rosa come il suo ex. Con lui Valerio Pino aveva già collaborato in occasione dell'uscita del primo singolo (dal titolo "Vuelve") come co-protagonista del videoclip dedicato proprio alla fine della loro storia d'amore.
In "Perdido Sin Èl" (Perso senza di lui), Oscar Wilder torna nuovamente a raccontare l'amore perduto per un uomo e la storia di due studentesse lesbiche follemente innamorate, il tutto cogliendo l'occasione anche per sottolineare come l'amore universale non conosca barriere non conceda spazio all'ignoranza e all'intolleranza.
Attualmente i brani di Wilder sono distribuiti in tutta l'area dei Paesi latini (come Colombia , Argentina, Cile, Messico, Ecuador e Brasile) con la speranza di poter presto raggiungere il mercato europeo e nazioni come l'Italia, la Francia, la Germania, l'Inghilterra e la Spagna.

Clicca qui per guardare il videoclip di "Perdido Sin Èl".


Il video di Cher con i modelli di Andrew Christian

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«Alcuni amici mi hanno fatto un regalo per "Take It Like A Man", guarda te qui». È con queste parole che Cher ha lanciato dal suo profilo Facebook quello che pare destinato a diventare il video semi-ufficiale del suo settimo remix di "Take It Like A Man". A non passare inosservato, però, è come tutte le immagini proposte siano tratte dai video di Andrew Christan, noti per le loro forti connotazioni omoerotiche (spesso anche esplicite).
La cantante statunitense, icona gay e fortemente impegnata per i diritti lgbt, torna così nuovamente a provocare attraverso la proposizione al grande pubblico di immagini pensate per il mondo gay.

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È uscito il nuovo singolo di Mimmo Cavallo

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Si intitola "BanDiDonato" ed è primo singolo del nuovo album di Mimmo Cavallo. Il cantautore italiano -compositore anche di alcuni brani realizzati per Mia Martini, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi e Zucchero- torna così ad esibirsi sulle scene con un pezzo aperto alle ottiche di una sessualità libera da schemi e moralismi (esempio tangibile di come come anche un etero di una quella generazione possa sposare e sostenere certe battaglie).
Tra ironia e nonsense, il singolo racconta la storia di uno scapestrato che passa da «uno stato catatonico» ad una nuova ebbrezza, pungolato da Venere e dardeggiato da Cupido («Grazie alla musica mi sono salvato e adesso sto nella Band…»).
Il videoclip è stato diretto da Paolo Scarfó, con Gianfranco Vozza alla batteria, Marida Longo al basso, Roberto Guarino alla chitarra, Carmen Rizzello e Natascia Bonacci, coriste. Nel panni di Donato troviamo anche Giulio Spatola (Mr Gay Italia 2010 e Mr Gay Europe 2011), affiancato da Michele Magazzù (che nel 2010 ha pubblicato una monografia dal titolo: "I Cammari, Storia, Arte Tradizioni di una Valle") e Michela Cerroni (modella che ha partecipato a Miss Italia, arrivando alla finale con la fascia di "Miss Eleganza Lazio 2012").

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Blake McIver, vent'anni dopo

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Blake McIver

Tra il 1992 e il 1995, l'attore statunitense Blake McIver divenne celebre per aver vestito i panni del piccolo Derek Boyd (l'amico di Michelle) nella sit-com "Gli amici di papà". Nonostante altri suoi ruoli in alcuni film e telefilm, il grande pubblico l'ha praticamente perso di vista da allora.
È per questo motivo che tutti sono rimasti a bocca aperta nel rivederlo oggi, all'età di 28 anni, con un fisico ed un'immagine che pochi si sarebbero potuti aspettare. Dichiaratamente gay, lo scorso anno ha anche lavorato come cubista in alcuni locali: «L'ho trovato un lavoro così liberatorio e stimolante -ha dichiarato- Ho avuto tanta vergogna del mio corpo e quello è stato un modo per esprimere me stesso, mostrandomi sicuro, sensuale e divertente».
Ma a motivarlo sono state anche le esigenze finanziarie: il suo sogno, infatti, era quello di realizzare un disco ma i suoi introiti non gli erano sufficienti per coprire le spese. «La paga era buona -racconta- ed infatti sono riuscito a guadagnare così tanti soldi da riuscire a finire il mio disco. Missione compiuta!». Il suo album d'esordio, intitolato "I Wish I Didn't Need You", uscirà nei negozi statunitensi proprio oggi.
Riguardo al suo coming-out, l'attore ha aggiunto: «Quando avevo 14 anni sono stato molto vicino a diventare un adolescente gay suicida, ma ho ho scelto la musica, il mio pianoforte, i miei cari... e ho scoperto che potevo stare meglio. Ma, detto questo, credo che sia necessario aumentare la consapevolezza della necessità di proteggere gli adolescenti lgbt che sono ancora fisicamente e verbalmente aggrediti e che ogni giorno hanno paura per la propria vita. Abbiamo anche la responsabilità di dover trovare un modo per porre fine a questa epidemia di suicidi».

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Eminem torna a cantare testi omofobi

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Era il 2010 quando Eminem dichiarò: «Non ho nessun problema con le persone gay. Non m'importa». Risaliva a quegli anni, infatti, la sua amicizia con Elton John che lo aiutò ad uscire dal tunnel della droga e gli fece promettere che non avrebbe cantato più testi omofobi.
Passati tre anni, però, è uscito il suo nuovo singolo intitolato "Rap God" nel quale non mancano offese gratuite ed incitamento alla violenza omofoba. Nel brano, infatti, Eminem afferma: «Sarò ancora capace di spaccare a metà un c**zo di tavolo sulla schiena di una coppia di froci».
Ancora una volta, dunque, il rapper statunitense non ha perso l'occasione per dimostrarsi un debole che ricorre al più bieco bullismo omofobico quasi fosse un adolescente convinto che basti essere dalla parte della maggioranza per ottenere consenso (magari cercando anche la protezione del branco). Ma se il personaggio in sé è insignificante e quasi patetico nei suoi tesi, pericoloso è come le sue canzoni finiscano con l'essere ascoltati da molti adolescenti che grazie alle sue stupide parole si sentiranno legittimati nella violenza e nella discriminazione.
Chissà se l'assegno che incasserà per il suo album gli sarà sufficiente per non provare rimorsi riguardo al fatto che molti ragazzi saranno vittima di bullismo e violenze solo a causa sua...


Emanuele Blelè, il musicista dal tacco 15

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Emanuele Blelè è un musicista di 27 anni che recentemente ha attirato l'attenzione dei media dopo essersi presentato su dei tacchi da 15 centimetri alle selezioni napoletane di X-Factor. È infatti quello il look eccentrico che contraddistingue le sue esibizioni, fra le quali non manca quella realizzata sul palco dei Teleratti 2013 (presentato da Davide Maggio e Selvaggia Lucarelli).
Dopo aver praticato danze latino americane a livello agonistico sin dell'età di 11 anni (conseguendo cinque volte il titolo di campione regionale e italiano), Emanuele ha deciso di ampliare i suoi studi anche alla danza moderna, caraibica e di pole dance. Dal punti di vista musicale, invece, è lui stesso a raccontare che l'ispirazione arriva principalmente da personaggi come Lady Gaga e Freddie Mercury.
Con il suo nuovo brano, intitolato "The Lovegame" e scritto insieme a Nino Velotti, Emanuele vuole lanciare un appello alla non discriminazione attraverso la fierezza dell'essere omosessuali e la necessità di non rimanere in silenzio di fronte a quanto ci viene detto.
Amante della fotografia, il musicista napoletano non lascerà a bocca asciutta nemmeno gli amanti del lato più "gossipparo" delle notizie: negli anni scorsi, infatti, ha posato in maniera provocante per alcuni servizi fotografici apparsi sulle pagine di Pier magazine e di Clubbing.

Clicca qui per guardare il video di "The Lovegame".


L'imam russo: «Elton John è un attacco alla nostra società, sana e morale»

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«Stiamo assistendo a come la nostra società, sana e morale, sia stato attaccato da anticonformisti e pervertiti». È con queste parole che Saidjagfar Lutfullin, il capo imam della moschea di Kazan Zakabanna (la capitale del Repubblica russa del Tatarstan), ha attaccato il cantante Elton John, da lui definito «il Diavolo sotto-forma di un sodomita».
Sotto accusa è il concerto che il cantante terrà a Mosca e che, secondo il religioso, finirà con il promuovere l'omosessualità dato che «tutto il mondo sa che Elton John è gay». Insomma, a pochi mesi dall'approvazione delle leggi omofobe volute da Punti, alcuni esponenti religiosi sostengono già che basti semplicemente esistere per infrangerle.
Lo scorso luglio il cantante finì già nel mirino di un gruppo russo che chiese a gran voce che il suo abbigliamento fosse ritenuto già di per sé «propaganda», così come Lutfullin non ha dubbi nel promuovere un boicottaggio dei suoi concerti: «Ritengo che si debba fermare tutto ciò con l'aiuto dei mezzi di comunicazione, dai sermoni, delle discussioni sulla natura umana e il proliferare della razza umana».
Lo scorso mese Elton John aveva dichiarato la sua intenzione di non annullare il concerto dato che, a suo parre, non è in quel modo che si può aiutare la comunità gay russa.


Selena Gomez è troppo gay-friendly: la Russia annulla il suo concerto

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La cantante Selena Gomez -nota anche come l'ex fidanzata di Justin Bieber- non potrà esibirsi in Russia a causa del suo atteggiamento troppo gay-friendly. È quanto riferisce il Moscow Times, secondo il quale i funzionari statali avrebbero provveduto a sospendere il suo visto e il suo concerto di San Pietroburgo proprio a causa delle leggi che vietano la promozione di «relazioni sessuali non tradizionali».
John Becker, un attivista per i diritti gay che aveva lanciato una petizione per chiedere alla Gomez di parlare dal palco a favore dei diritti lgbt, ha commentato: «La cancellazione del visto di Selena Gomez mostra quanto il governo russo sia sensibile e sulla difensiva. E dimostra anche come la pressione da parte di persone sparse per tutto il mondo e la reazione a quelle leggi siano forte. Hanno paura di di far entrare qualcuno come Selena Gomez per timore che possa potenzialmente usare la propria performance per difendere i diritti della comunità lgbt».


L'esordio da cantante di Carla Gozzi

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Si intitola "You can leave your hat on" ed è il singolo d'esordio di Carla Gozzi (nota al grande pubblico per i programmi "Ma Come Ti Vesti?", "Guardaroba Perfetto" e "Shopping Night" trasmessi su Real Time). Il brano è una cover della canzone scritta da Randy Newman nel '72 e portata al successo quattordici più tardi da Joe Cocker grazie al suo inserimento nella colonna sonora di "Nove settimane e mezzo".
Per la coreografia del video, invece, la presentatrice ha preferito lanciare  un contest aperto a tutti i fan che la seguono sui social network (si parla di 72mila persone su Facebook e 23mila su Twitter) imponendo l'unico vincolo di un'ambientazione rigorosamente in stile anni '60. Nel risultato -ora reso disponibile al pubblico- non manca ironia e riferimenti alla sua attività di style coach.

Clicca qui per guardare il video ufficiale del brano.


Drag queen ribelli nel nuovo video degli Shakers

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Quattro drag queen di Milano (La Violetta, Peperita, Miss Pinky e Madame Orange) e cinque musicisti dai ciuffi brillantinati alla Elvis Presley sono gli ingredienti del nuovo video degli Shakers, una rock'n'roll band di Varese.
L'idea era di abbandonare i soliti cliché per non risultare troppo scontati, un obiettivo che pare sia stato raggiunto anche grazie a due location d'eccezione. Il video, infatti, è stato girato in una cava del varesotto e nei locali di un hotel stile liberty abbandonato dei primi del novecento (situato nei pressi del Campo dei Fiori ed un tempo destinato ad ospitare i ricchi vacanzieri milanesi). Oggi quella struttura non risulta più accessibile ed è utilizzata solo come base d'appoggio per alcuni ripetitori: gli Shakers, però, sono riusciti ad ottenere il permesso di entrarvi dalla famiglia proprietaria, potendo così riproporre al pubblico gli sfarzi ormai decadenti di quelle sale.
La regia del videoclip è di Ivan Vania, mente Paolo Zaninelli si è occupato della fotografia. Il brano "La scommessa" è tratto dal mini EP dal titolo "Il futuro è già passato".

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Stay, il nuovo singolo di Steve Grand

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Steve Grand, il primo cantante country dichiaratamente gay, torna sul mercato discografico con il suo secondo singolo. Dopo il successo di "All-American Boy" (che ha alimentato anche molte pagine di gossip per il passato a luci rosse della co-star scelta per il videoclip), è la volta di "Stay".
Nel video della canzone lo si vede mentre si diverte con un gruppo di amici, anche se la sua attenzione è immediatamente catturata da un ragazzo in particolare. Ed è proprio mentre i due si baciano e si tengono per mano, che Gran canta: «Sai, il mio vecchio è fuori città per un paio di giorni. Penso che dovresti stare con me per tutta l'estate, resta con me sotto le coperte, stai con me e sii il mio amante».
Ex-modello di biancheria intima, in passato è stato più volte respinto dalle case discografiche a causa dei suoi testi apertamente gay. Quando tutte le opportunità sembravano ormai svanite, la sua decisione di auto-produrre la propria musica si è rivelata azzeccata e il successo (con oltre 2 milioni di visualizzazioni registrate su YouTube per il suo video di esordio) ha superato ogni aspettativa.

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Cher non canterà per la Russia omofoba

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Cher è stata invitata a cantare durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici invernali di Sochi 2014. È quanto racconta la stessa cantante alla rivista canadese Maclean's, pur precisando di aver rifiutato in segno di protesta contro le leggi omofobe introdotte nel Paese.
«Non posso fare nomi -ha dichiarato- Però ho ricevuto la telefonata di un amico, che è un grande oligarca da quelle parti, e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto essere predente ai Giochi Olimpici e aprire il programma dei festeggiamenti. Il mio "no" è stato immediato. Vorrei sapere perché nutrono tutto questo odio verso i gay».
Da sempre considerata un'icona gay (con tanto di un'intera pagina di Wikipedia dedicata al suo rapporto con la comunità gay), Cher ha ampliato il suo attivismo dopo il cambio di sesso del figlio maggiore, ora noto come Chaz Bono. Nel 1998 è stata anche insignita di un GLAAD Media Award anche se il suo impegno personale non è mai finito, così come dimostrato anche dalla sua scelta odierna.