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Spagna: i crimini dettati dall'omofobia hanno superato quelli di stampa razzista e xenofobo

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I crimini d'odio commessi in Spagna contro la comunità gay hanno superato quelli collegati al razzismo e alla xenofobia. È quanto emerge dalle anticipazioni di un dossier basato sulle denunce ricevute dalle forze di polizia e dalla guardia civile tra il 2013 e il 2014.
Nei primi sei mesi del 2014 sono stati ben 235 gli attacchi omofobi registrati, anche se lo studio sottolinea come quel numero sia sottostimato dato che circa il 75% delle vittime lgbt ha paura a denunciare l'accaduto.
Nel 2013 gli attacchi omofobi registrati furono 452, perloppiù riconducibili ad abusi, aggressioni, lesioni o minacce.
davanti ad un dato tanto allarmante, la LGTB Colegas ha chiesto al governo una legge di Uguaglianza di trattamento e di non discriminazione, che preveda un inasprimento delle pene per gli autori delle aggressioni. Paco Ramirez, presidente dell'associazione, ha dichiarato: «Siamo soddisfatti che finalmente si cominci a contabilizzare questo tipo di reati, prima invisibili alle statistiche ufficiali, anche se fra il 60% e il 90% delle vittime non li denuncia, secondo le stime dell'Agenzia dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Molti non denunciano perché hanno la sensazione che gli autori delle aggressioni resteranno impuniti o riceveranno condanne minime; per il timore di rappresaglie, ma anche per l'ostilità o la scarsa ricettività da parte di alcuni poliziotti nei confronti di questi reati. E, non ultimo, per il timore di parlare della propria condizione omosessuale ai familiari, per coloro che non hanno fatto coming out».


Omofobia: l'Italia è il Paese che discrimina di più

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Un anno fa la rivista cattolica Tempi.it titolò: "Ma quale allarme omofobia. Una ricerca prova che l'Italia è tra i paesi meno omofobi al mondo". Il riferimento era ad un rapporto del Pew Research Center che ha indicato l'Italia all'ottavo posto fra i Paesi più tollerante al mondo nei confronti dell'omosessualità. Quel dato è stato sfoderato da Eugenia Roccella durante il dibattito sulla legge contro l'omofobia (quale prova inconfutabile di come quella legge non servisse), è stato citato dalla Giunta della Regione Lombardia durante l'approvazione della mozione contro «l'esaltazione della vita gay», è utilizzato dalle Sentinelle in Piedi per sostenere che la loro azioni non sia discriminatoria verso i gay e via discorrendo...
A presentare un dato ben diverso, però, è un sondaggio condotto dell'Unione Europea che vede il nostro Paese relegato in fondo a tutte le classifiche quando si parla di libertà sessuale a scuola, sul posto di lavoro o al momento di accedere ai servizi. In tutto ciò gioca un ruolo chiave anche la politica, sempre pronta ad auto-assolversi ma qui accusata di utilizzare diffusamente un linguaggio discriminatorio dal 91% dei partecipanti (la media europea è del 44% ed anche nei Paesi dell'est la percentuale non supera mai l'80%).
Lo sdoganamento della violenza verbale da parte della classe politica appare come parte di un processo che porta assuefazione e assimilazione della cultura dell'intolleranza, motivo per cui l'Italia appare all'ultimo posto anche per quanto riguarda la discriminazione nella vita quotidiana e al ricorso ai discorsi d'odio.
L'Italia appare ai primi posti delle classifiche, invece, per quanto riguarda la convinzione che una legge contro l'omofobia o  il riconoscimento delle unioni gay garantirebbero una qualità di vita migliore alle persone lgbt.
A livello globale è interessante è notare come l'Europa appaia divisa in due grandi blocchi: da una parte ci sono i Paesi dell'ovest che hanno legalizzato il matrimonio, le unioni civili e le adozioni gay, dall'altro ci sono le nazioni dell'ex-blocco sovietico che spesso presentano un vincolo costituzionale che impedisce il riconoscimento del matrimonio per le coppie omoparentali (anche se l'Ungheria ha comunque riconosciuto le unione civili). L'italia dovrebbe far parte del primo gruppo, eppure in tema di diritti e di discriminazione ha caratteristiche del tutto assimilabili al secondo gruppo.


Verona: batterista 19enne insultato e picchiato all'esterno di un locale perché gay

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Un grave episodio di omofobia si è consumato a Bussolengo (VR) nella notte fra sabato e domenica scorsa. La vittima è Andrea, un ragazzo di 19 anni che aveva appena finito di esibirsi con la sua band all'interno di un locale. Una volta uscito, si è trovato accolto da risatine e sberleffi rivolte al suo orientamento sessuale. La sua reazione infastidita è bastata come pretesto perché il branco passasse all'attacco.
«Al di fuori del locale a Bussolengo dove ci siamo esibiti -raccontano su Facebook i compagni della band- un gruppo di circa dieci ragazzi ha cominciato a provocare il nostro batterista con frasi volte ad attaccare il suo orientamento sessuale. Dopo vari insulti da entrambe le parti, uno di loro lo ha fatto cadere per terra e un altro gli ha calciato ripetutamente la testa con forza facendolo svenire. Prima dell'arrivo dell'ambulanza e dei carabinieri sono tutti magicamente spariti, anche i due che hanno detto "noi abbiamo le palle, e restiamo qui"».
Portato al pronto soccorso di Bussolengo, i medici gli hanno diagnosticato un colpo di frusta con una prognosi di 15 giorni. I carabinieri, invece, sono già al lavoro per cercare di individuare i responsabili dell'aggressione attraverso le immagini delle telecamera di videosorveglianza installate nella zona.
«Non si può continuare così, le cose vanno cambiate -hanno aggiunto i membri della band- Va eliminato questo tumore dell'umanità, gli omofobi non sono persone ma animali che quando si ritrovano in branco cercano di distruggere (moralmente o fisicamente) l'oggetto delle loro ansie: il gay (o il bisex, la lesbica, il trans). Andrea non si è fatto abbattere, avete solo alimentato la sua volontà di combattere queste ingiustizie, ed ora è più determinato che mai».


Secondo il pastore Bert Farias, i gay sono posseduti da un demone maleodorante

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«Come predicatore, ho una grande responsabilità davanti a Dio di dire la verità [...] I gay non devono arrabbiarsi con me, io sono con loro e non contro di loro. Se mi ascoletranno abbastanza a lungo vedranno che sto cercando di aiutarli». È questa l'introduzione con cui il pastore Bert Farias, fondatore dell'Holy Fire Ministries, ha scelto di aprire un articolo pubblicato dalla rivista cristiana Charisma Magazine e volto a sostenere che i gay siano posseduti da uno spirito demoniaco.
«È un demone -dice- che sente l'odore putrido che altri demoni non vogliono nemmeno poter sentire intorno a loro. Un vero profeta di Dio mi ha detto che il Signore gli ha permesso di annusare questo spirito demoniaco e lui si è ammalato allo stomaco. Eppure, come gli esseri umani, molti abbracciano questo demone».
Poi, forse contrariato per la totale assenza di qualsivoglia condanna all'omosessualità nei Vangeli, il pastore ha pensato bene di reinterpreta alcuni passaggi al fine di sostenere che «c'è un momento nella Bibbia in cui Gesù scaccia duemila demoni da un uomo. I demoni uscirono urlando e pregarono Gesù di mandarli nei maiali. I maiali non li volevano, quindi corsero giù per una collina ripida e affogarono nel mare. I suini hanno più furbizia di alcuni esseri umani. La gente abbraccia i demoni omosessuali ma i maiali avrebbero preferito morire piuttosto che essere posseduti da loro».
L'uomo ha anche sostenuto anche che «ci sono conseguenze fisiche, emotive e spirituali distruttivi derivanti dal comportamento omosessuale», ilt utto per giungere alla tesi che «L'accettazione della nostra cultura e la celebrazione del comportamento omosessuale non potrà mai fare bene. È sbagliato, non importa quante persone sono gay. È giusto condannarlo, non importa quante persone siano contro questo pensiero».

Via: Queerblog


Chi ha difeso Barilla ora vuole boicottare Intesa Sanpaolo: i gay non devono avere diritti

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Solo pochi mesi fa i lettori de Il Giornale si era schierati compatti in difesa di Barilla, sostenendo che un'azienda privata debba avere il diritto di discriminare chi vuole. Ora che un'azienda privata ha deciso di concedere la licenza matrimoniale ai propri dipendenti, i medesimi lettori hanno completamente ribaltato la propria opinione, quasi a sostenere che la discriminazione sia un diritto e che la parità sia da proibire. Il tutto ribadendo come la tanto sventolata «libertà di opinione» sia intesa a senso unico e sia motivata solo dalla necessità di avere una scusa per incitare all'odio.
Alcuni di loro hanno invocato la necessità di boicottare la banca, altri vogliono chiudere il conto, altri insultano e molti calunniano (sarebbe interessante vedere il risultato se Intesa Sanpaolo denunciasse chi ha scritto e diffuso falsità, ndr). Non sono mancati poi i sostenitori di presunti "valori cristiani" che a loro dire sarebbero finalizzati solo alla discriminazione e alla diseguaglianza sociale.
Ed è così che si possono leggere frasi come «tanto paga il solito contribuente imbecille», «una ulteriore prova che conferma il piano dei multimiliardari: distruggere la famiglia attraverso l'omosessualismo. Un motivo in più per chiudere conti e ritirare i soldi depositati, che vergogna ed indecenza», «che schifo... dovrò andare a chiudere il conto», «vorrei anche che la banca cambiasse nome perché calpesta i principi cristiani che il vero San Paolo ha professato con il suo martirio», «scardinare il concetto di matrimonio basato su "un uomo, una donna ed eventuali figli" significa cancellare le fondamenta della nostra civiltà ed imporre altre civiltà basate sulla poligamia e poi sulla poliandria», «vado a chiudere il conto», «dopo si lamentano se le aziende vanno all'estero!!», «vergogna! Che andassero a curarsi in ospedale psichiatrico gli omosessuali.», «dopo questa notizia i privati possono anche chiudere i conti correnti», «vergogna: l'italia è in mano ai froci», «questa è una banca di m..... la mossa ha lo scopo di fare maggior clienti tra i milioni di finocchi», «l'omosessualità è la negazione stessa della famiglia e della procreazione normale».
Insomma, toni inaccettabili, insulti gratuiti e volgarità mostrare dall'Italia peggiore, da quell'Italia che in nome dell'individualismo e dello status quo sta condannando a morte un Paese in cui l'incivilita e l'ignoranza vengono sbandierate quasi come un vanto.


L'American Family Association «sconvolta» dall'idea che Michael Sam potrà vedere i suoi compagni di squadra nudi sotto la doccia

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Dopo il coming out di Michael Sam si sta assistendo ad un vera e propria giostra di personaggi pronti a difendere la presenza dell'omofobia nello sport. Settimana scorsa è stato il turno dell'ex allenatore della sua squadra, Colts Tony Dungy, che ha dichiarato che non avrebbe mai firmato un contratto con lui perché «non avrei voluto occuparmi di tutto questo».
La sua posizione è stata immediatamente sposata da Tim Wildmon, presidente dell'American Family Association, che ora si dice «sconvolto» dall'idea che Michael Sam potrà vedere i suoi compagni di squadra nudi sotto la doccia. Anzi, Wildmon è entrato addirittura nei dettagli ricorrendo al termine «beefcakes» che indica un corpo maschile palestrato nudo o semi-nudo, indice di come presumibilmente sia ricorso alla sua fantasia per farsi un film di quella scena.
L'uomo ha sostenuto che «essendo stato un giornalista sportivo per alcuni anni, sono spesso stato in molti spogliatoi di calcio dove i giocatori vanno in giro nudi o seminudi, si cambiano d'abito e vanno dentro e fuori delle docce. Mettere un uomo come Sam, che dice di essere sessualmente attratto dagli uomini, con tutti quei corpi palestrati è ingiusto nei confronti dei giocatori eterosessuali ed una distrazione per Sam».
Riguardo all'ex allenatore, Wildmon non ha dubbi nell'affermare la necessità di garantire il diritto a non poter rifiutarsi di assumere qualcuno sulla base base di mere discriminazioni, definendo «gestapo» chi gli ha chiesto conto delle sue parole e sostenendo che qualsiasi critica sia «agghiacciante per la libertà di parola e di libero pensiero».
L'allenatore dei St Louis Rams, Jeff Fisher, non ha lasciato passare la cosa sotto silenzio ed ha rassicurato l'American Family Association sul fatto che la sessualità di Michael Sam non è in alcun modo una «distrazione» per la squadra. Fisher ha anche chiarito che «non abbiamo intenzione di trattarlo diversamente da qualunque altro giocatore di questa squadra».


Verona: approvata una mozione che impedirà di parlare di omosessualità nelle scuole

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Con 17 voti a favore e 12 contrari, il consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione volta ad impedire che nelle scuole comunali si possa parlare di omosessualità. La proposta prevede l'istituzione di un «osservatorio» che vigili sulle attività scolastiche e fornisca «un'adeguata informazione preventiva ai genitori sul contenuto dei progetti di educazione all'affettività e alla sessualità, come pure sugli spettacoli e sugli eventi ludici, che vengono proposti ai loro figli». Inoltre il Coordinamento dei Servizi Educativi verrà incaricato di raccogliere le «segnalazioni dei genitori e degli insegnanti sui progetti di educazione all'affettività e alla sessualità, come pure sugli spettacoli e sul materiale didattico, che risultino in contrasto con i loro principi morali e religiosi». Sarà anche istituito un numero verde incaricato di raccogliere tali segnalazioni.
Il promotore della legge è Alberto Zelger, consigliere della Lista Tosi, grande sostenitore de La Manif Pour Tous Italia e presidente del Movimento Europeo per la Difesa della Vita e Dignità Umana (una onlus dotata di un assistente ecclesiastico nominato con bolla vescovile che ha lo scopo di promuovere iniziative in collaborazione con le associazioni «che si ispirano alla concezione cristiana della vita e dell'uomo»).
Zelger si dice pronto a sostenere che la scuola pubblica propone «progetti educativi volti a declassare l'impegno matrimoniale tra un uomo e una donna, considerandolo un mero stereotipo di genere, equivalente ad altri tipi di unioni affettive». Ed è così che, partendo dal presupposto che l'omosessualità non sia una orientamento sessuale naturale ma «un'ideologia che non trova riscontro con il dato biologico e con la necessità di un equilibrato sviluppo psico-fisico del bambino», evidentemente non si fa problemi nel sostenere la necessità di abbandonare a sé stessi gli studenti gay e di propagandare un'ideologia malata che possa spingere quanti più giovani possibili verso l'infelicità o il suicidio.
Dopo aver colpito in Lombardia con l'approvazione dell'abominevole mozione 263, la Lega è ora artefice di un'altra bruttissima pagina di storia.


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Prete anti-gay invita a ritirare i figli da scuola per sottrarli alla «demoniaca mafia gay»

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Il pastore James David Manning, della Atlah Worldwide Missionary Church, ha invitato tutti genitori a ritirare i propri figli dalle scuole per evitare che la «demoniaca mafia gay» li possa rendere omosessuali.
«In questo momento -ha dichiarato- i nostri figli sono sotto un attacco massiccio dalla lobby omosessuale, in particolar modo all'interno dei sistema scolastico pubblico. La scuola li influenza in un momento in cui le loro menti sono molto tenere e non sanno cosa scegliere. Non dovrebbero subire pressioni a prendere una decisione di diventare un omosessuale. C'è tanta pressione sui bambini per glorificare l'omosessualità, ma Dio la disapprova».
Insomma, l'omosessualità non sarebbe altro che una scelta, tutti gli studenti delle scuole pubbliche sarebbero indecisi se diventare etero o gay e le scuole cattoliche garantirebbero figli eterosessuali. Ed è proprio per fornire gli strumenti che impongano ai ragazzi di "scegliere" di diventare eterosessuali che il pastore ha riservato una particolare esortazione ai genitori: «Sono qui per supplicarvi di andare a prendere i vostri figli fuori da quei sistemi scolastici dare loro l'opportunità di raggiungere una maturità sessuale naturale. Vi sto chiedendo di portare i vostri bambini alla nostra scuola, proprio qui».
All'inizio dell'anno il pastore James David Manning finì alla ribalta delle cronache per aver invitato i cristiani a lapidare i gay.

Clicca qui per ascoltare il suo intervento.


Secondo l'Arcivescovo cattolico di San Francisco, l'omofobia non è ingiusta

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L'Arcivescovo cattolico di San Francisco, Salvatore Cordileone, è noto come uno fra gli esponenti più omofoni della Chiesa. Ha presenziato all'assemblea del gruppo d'odio denominato National Organisation for Marriage, risulta fra i membri di un'organizzazione segreta che ha l'obiettivo di impedire le nozze gay e non ha mai perso occasione per pronunciarsi contro i diritti della comunità lgbt.
Questa volta, però, è andato oltre e si è spinto a difendere l'omofobia. Secondo il religioso, infatti, il «comportamento sessuale» è una scelta e come tale la discriminazione non è «veramente ingiusta».
Prendendo spunto dal progetto di legge del presidente Barack Obama con cui si intende fermare la discriminazione omofobica su scala nazionale, Cordileone ha dichiarato: «Il legislazione non vuole proteggere le persone, ma il loro comportamento. Chiese, imprese ed individui non dovrebbero essere puniti in alcun modo per vivere le proprie convinzioni religiose e morali riguardanti l'attività sessuale. La discriminazione veramente è quella in base alle caratteristiche personali, non al comportamento sessuale. Tutti noi dovremmo lottare per proteggere la libertà religiosa».
Curioso, però, è notare come si chieda di discriminare le persone in base ad un normale orientamento sessuale sulla base di una presunta libertà religiosa, laddove la religione è una scelta individuale e non una caratteristica naturale (come l'omosessualità). Insomma, il proclamo in sé appare come una vera e propria contraddizioni in termini, fatta da chi rivendica il diritto di poter calpestare la libertà altrui sulla base della propria.


Chiamare «pervertiti» i gay è incitamento all'odio. Lo ha sentenziato la Corte Costituzionale turca

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La Corte Costituzionale turca ha sentenziato che definire i gay con l'appellativo di «pervertiti» è incitamento all'odio.
La decisione è giunta dopo che Sinem Hun ha portato in aula il sito omofobo Habervaktim per aver parlato di lui come dell'«avvocato di un'associazione di pervertiti chiamata Kaos GL». Per la prima volta nella storia della Turchia, i giudici hanno emesso una sentenza che riconosce l'incitamento all'odio sulla base dell'orientamento sessuale.
Se da un lato si è sostenuto che l'onore di Hun non fosse stato danneggiato da quella frase, i giudici hanno rilevato un reato d'odio nei confronti dell'associazione Kaos GL, dato che il termine «pervertiti» veniva utilizzato nei confronti di una «specifica categoria di persone».
Ma non solo. Esaminando la decisione dell'Ufficio del procuratore generale, la Corte Costituzionale ha anche dichiarato che l'incitamento all'odio nei confronti dell'orientamento sessuale è da ritenersi di uguale gravità a quello commesso per motivi di razza, etnia o colore della pelle.
Osman Alifeyyaz Paksut, un membro della Corte Costituzionale, si è detto contrario alla decisione della Corte di non perseguire penalmente anche l'insulto implicito rivolto a Hun. Ha poi ribadito che quella frase «non può rientrare nell'idea di libertà di espressione» ed ha sostenuto che «il governo ha il dovere di prevenire la discriminazione, l'esclusione e l'odio rivolto a persone con diversi orientamenti sessuali».


Australia: un sondaggio rivela che quattro atleti gay su cinque hanno visto o sperimentato abusi omofobi

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«Fino a quando non riusciremo a creare un ambiente sportivo più inclusivo, gli atleti si sentiranno costretti a rimanere nell'armadio fino a quando le loro carriere saranno finite». È quanto dichiarato da Jason Ball, il primo calciatore dichiaratamente gay d'Australia, nel commentare i preoccupanti risultati di una ricerca condotta in occasione della Coppa Bingham (che si terrà il prossimo mese a Sydney).
Lo studio ha coinvolto quasi 2500 atleti appartenenti ai vari gradi di agonismo, suddivisi equamente fra omosessuali ed eterosessuali, sottolineando come l'85% si loro abbia assistito ad abusi omofobici, subendoli in prima persona nel 48% dei casi. La percezione del fenomeno è minore se si prende a riferimento il solo campione eterosessuale, ma la percentuale si attesa comunque su un preoccupante 75%.
Gli insulti verbali risultano i più frequenti (riferiti dall'82% del campione), seguiti dall'esclusione sociale (28%) e da violenza fisica (13%). Il 64% del totale non ha dubbi nel sostenere che l'ambiente sportivo sia più omofobo di altri settori della società.


I grandi timori dell'American Family Association: «Presto venderanno solo il Proud Whopper»

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In occasione del Gay Pride di San Francisco, un negozio Burger King presente sul tragitto della parata ha deciso di celebrare l'evento con un panino chiamato Proud Whopper (copia del consueto Whopper ma impacchettato in una carta arcobaleno con la scritta: "dentro siamo tutti uguali").
Tanto è bastato per mandare in fibrillazione l'American Family Association che per voce del suo presidente, Bryan Fischer, si è detta «preoccupata» dal fatto. Il timore che gli sta togliendo il sonno è che quei panini possano essere venduti altrove. Anzi, la loro angoscia è tale da ipotizzare che presto quei panini possano sostituire gli altri e divenire gli unici venduti dalla catena.
Dinnanzi al suo turbamento derivante da un hamburger impacchettato con una carta arcobaleno, Fischer si è sentito anche di dare consigli di comunicazione alla catena: «Credo che questo sia un errore di marketing -ha dichiarato in diretta televisiva- penso che sia una mossa sbagliata perché ho un'unica certezza... quando la gente si siede a mangiare un hamburger, l'ultima cosa che vuole è pensare a due ragazzi che fanno sesso».
Una frase curiosa visto che a pronunciarla è stato un uomo che passa la vita a pensare a due ragazzi che fanno sesso, seppur con l'ossessione di trovare un modo per potergli impedire di farlo.


I lettori della Gazzetta insultano Ian Thorpe dopo il suo coming out: «Ammazzati»

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Il nuotatore australiano Ian Thorpe ha fatto coming out ed anche la Gazzetta dello Sport ne ha dato notizia. Ma, così come segnalato da Spetteguless, su Facebook si è assistito ad una vera e propria gara di ignoranza ed omofobia.
Il moltissimi hanno commentato che della notizia non poteva fregargliene assolutamente nulla, altri hanno sostenuto che certe cose vadano tenute per sé, altri ancora hanno preferito insulti ed inviti al suicidio. Parole come «ammazzati» o «delusione» sono state usate senza pudore, mentre un numero incredibilmente alto di commentatori si sono detti pronti a sostenere che l'essere gay sia una moda o un qualcosa che si fa per soldi e visibilità.
Insomma, in due pagine (la notizia del coming e ala notizia del suo video pubblicate a riprese separate) appare chiaro perché Thorpe abbia temuto per anni di dichiararsi: troppa gente si vanta della propria ignoranza ed è pronta a giudicare o rivalutare le persone in base all'orientamento sessuale. Non a caso il nuotatore ha dichiarato di aver pensato di fare coming out già nel 1988, ma di aver desistito per paura che gli sponsor potessero abbandonarlo.
Nelle due immagini a fine post trovate una raccolta di alcuni degli improponibili commenti che è possibile leggere sulla pagina Facebook della Gazzetta.

Immagini: [1] [2]


Il gay che ringrazia le Sentinelle in piedi? Non è gay

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Le Sentinelle in Piedi sono scese in piazza a Cagliari (in 110 secondo gli organizzatori, molte meno se si guardano le foto) in «difesa della famiglia e dei bambini» contro il ddl Scalfarotto e «l'ideologia delle persone con tendenze omosessuali» (evidentemente perché secondo loro l'omosessualità in sé non esiste).
Tra i commenti pubblicati sulla loro pagina Facebook figura quello di un omosessuale che li ringrazia per la loro protesta. «Forza Sentinelle -si legge- noi omosessuali siamo con voi... e siamo tantissimi! Grazie perché difendete anche la nostra libertà di essere e di esprimere ciò che vogliamo. Grazie perché nessuno lo fa!».
Dato che il nome è cliccabile, si può leggere quello che tale personaggio scrive sul proprio profilo, ed è qui che si incappa in un messaggio molto preoccupante volto a sostenere che vi sia una stretta correlazione fra l'omosessualità e la pedofilia. Se le statistiche riportate sono palesemente false (è l'utente stesso a dichiarare che sono quelle rimaneggiate da Alida Vismara), non si può negare che un gay pronto a sostiene l'esistenza di una simile correlazione probabilmente sarà pedofilo (altrimenti perché presentare una realtà di cui si conosce la falsità per esperienza personale?). Di conseguenza parrebbe anche che i «difensori dei bambini» abbiano messo a rischio i propri figli portandoli a vegliare al suo fianco.
Certo, appare anche strano che chi si è scagliato contro le Famiglie Arcobaleno che hanno proposto giochi educativi ai bambini (si si lasci giocare: è una strumentalizzazione, dicevano) si vanti poi di averli obbligati a stare fermi e zitti per un'ora a riflettere su quanto siano brutti e cattivi i gay, ma questa è un'altra storia...


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Buonanno espone la foto di Putin e minaccia di punire i baci gay con 500 euro di multa

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«Da oggi nei miei uffici di sindaco e parlamentare europeo oltre al crocifisso ci sarà la foto di Putin». È con queste parole che l'eurodeputato legista Gianluca Buonanno è tornato a riprendere le sue inaccettabili parole riguardo alla possibilità di approvare un'ordinanza che vieti i baci fra gay sul territorio di Borgosesia (cittadina di cui è il sindaco).
Ma quello che poteva apparire come un mero appello all'elettorato più omofobo si è tradotto in un testo che potrebbe introdurre multe sino ai 500 euro per le persone dello stesso sesso che dovessero baciarsi in pubblico. «Io la firmerò già sapendo che si solleverà un polverone. Verrò attaccato ma resto fermo sulla mia idea. In privato ognuno fa quello che vuole, in pubblico no: proprio a Borgosesia ho visto due gay baciarsi e a me non è piaciuto, ma penso soprattutto ai bambini».
Buonanno è noto per le sue continue pagliacciate: dal presentarsi in Europarlamento con il bruca all'essersi soffiato il naso con la bandiera dell'Unione Europea (la stessa che gli pagherà lo stipendio per i prossimi cinque anni). Molti son stati anche gli insulti omofobi pronunciati in aula, sintomo di un personaggio che è pronto a sacrificare il rispetto altrui pur di ottenere il consenso dell'elettorato più omofobo, xenofobo e razzista. Ora ci mancava solo il voler puntare all'emulazione di Putin...


Prete ortodosso russo: «I mondiali sono un abominio: le scarpe colorate sono propaganda gay»

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Secondo il noto prete ortodosso russo Alessandro Shumsky, la Coppa del Mondo di calcio è «un abominio» a causa dei colori sgargianti delle scarpe indossate dai giocatori. A suo dire, infatti, quelle calzature rientrerebbero nella cosiddetta «propaganda omosessuale» dato che a lui fanno venire in mente la bandiera rainbow.
«I giocatori che indossano scarpe rosa o blu potrebbero anche indossare mutandine delle donne o un reggiseno», ha dichiarato. «L'ideologia liberale del globalismo vuole chiaramente opporsi al cristianesimo con il calcio. Sono sicuro di ciò. È per questo che sono felice che i giocatori russi siano fuori dalla competizione e che , grazie alla grazia di Dio, non debbano più partecipare a questo abominio omosessuale».
Il religioso non ha poi risparmiato critiche anche alle acconciature «impensabile» di alcuni giocatori.
Ora c'è da chiedersi come reagiranno le varie sentinelle e i vari omofobi italiani che hanno sposato la tesi di Marcello Veneziani sulla Russia come «patria della religione e della famiglia»... saranno coerenti con sé stessi e rinunceranno a guardare le partite di calcio così come richiesta da quei sacerdoti che loro presentano come detentori della verità assoluta? O preferiranno forse cedere ad un tornaconto personale, mostrando come il loro supporto fosse legato solo alla necessità di attingere una giustificazione alle proprie discriminazioni? Non dimentichiamoci che in Italia c'è anche chi gioca con maglie tutte rose, così com'è rosa la carta di alcuni noti quotidiani sportivi...


Pennsylvania. Vitato lo spettacolo con matrimonio gay, inopportuno perché «qui non esistono gay»

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Dawn Burch, il direttore teatrale della South Williamsport High School (in Pennsylvania) ha vietato agli studenti di mettere in scena la commedia teatrale "Spamalot", dato che la presenza di un matrimonio gay all'interno della trama sarebbe stato da ritenersi «inappropriato» visto che «non esistono omosessuali in una comunità conservatrice come quella di South Williamsport».
Gli studenti hanno replicato che sono a conoscenza di alcuni studenti apertamente gay della scuola e che dallo scorso maggio il matrimonio gay è legale in Pennsylvania.
Il sovrintendente Mark Stamm, però, ha archiviato la questione sostenendo che: «Vogliamo che lo spettacolo sia appropriato sia per gli studenti che per il pubblico in sala , in modo che tutti possano godersi lo spettacolo apprezzandone ogni aspetto». In altre parole, se c'è anche un solo omofobo è giusto che i diritti siano taciuti per rispetto al suo pregiudizio.
Le proteste degli studenti rischiano così di finire in un nulla di fatto, soprattutto considerato come i loro genitori hanno già espresso appoggio alla decisione presa dalla scuola. Uno di loro ha dichiarato: «Penso che oggigiorno i ragazzi vengono esposti alle cose molto più rapidamente e precocemente di quanto avveniva ai miei tempi. Ha fatto bene la scuola a prendere una posizione così chiara al riguardo».


In Francia vincono gli omofobi: annullate le lezioni per combattere gli stereotipi di genere nelle scuole

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Si chiamava "ABCD dell'uguaglianza" ed era un programma lanciato lo scorso settembre dal Governo francese per combattere gli stereotipi di genere in 275 scuole. L'idea era quella di promuovere la parità e decostruire i pregiudizi.
Tra gli oppositori al progetto in prima fila c'era la Chiesa Cattolica, immediatamente spalleggiata anche dai movimenti mussulmani e dal Fronte Nazionale (che alle scorse elezioni europee è risultato il partito più votato). Secondo loro, infatti, era «pericoloso» insegnare agli studenti che non vi fossero differenze fra ragazzi e ragazze. Naturalmente le lezioni non vertevano certo su quei punti e nessuno aveva mai osato mettere in discussione che vi siano differenze innate tra ragazzi e ragazze, semplicemente si suggeriva che alcune persone possono seguire strade diversa da quelle che la società vorrebbe imporgli per via del proprio sesso.
Fatto sta che preti ed omofobi hanno lanciato una campagna di disinformazione ed hanno invitato tutti i genitori ad andare nelel scuole per prendere i propri figli in modo da impedirgli di seguire quelle lezioni: quasi il 40% degli alunni mancavano all'appello durante il boicottaggio.
Il ministro Najat Vallaud-Belkacem ha annunciato che i timori manifestati sono del tutto infondati, ma che quella reazione ostile ha messo gli insegnanti in una posizione molto difficile. È questo il motivo che ha portato il Governo a prendere la decisione di sospendere il programma.

La situazione descritta ricorda molto da vicino le vicende italiane e i famosi corsi anti-omofobia che si sarebbero dovuti svolgere nelle scuole. Dato che nel nostro Paese i movimenti anti-gay sono così tristi e  privi di idee da non aver mai inventato nulla, vien da sé che le reazioni  cui ci hanno abituato siano estremamente simili a quelle francesi dato che sono copiate proprio la loro.
Non dimentichiamoci che le Sentinelle in Piedi sono francesi, che la Manif pour tous è francese, che gli Homovox sono francesi, che i volantini distribuiti in italia spesso sono semplici traduzioni di testi francesi... ed è così che anche la presa di posizione del Forum delle famiglie umbro che invitava all'assenteismo nelle scuole non era altro che una trasposizione del boicottaggio francese (nel nostro caso indirizzato a progetti mai concretizzati).
In Italia non ci si stupisce se alla fine i diritti civili vengono decisi da  Bagnasco, ma la speranza era che almeno in Francia si potesse assistere ad un po' di civiltà. Ancora una volta si è intervenuti per impedire una vita migliore alle nuove generazioni, al solo fine di impedire che i propri figli potessero crescere senza maturare le discriminazioni delle generazioni passate.


Francia: 21enne gay trovato morto, i genitori non lo accettavano e si erano rivolti anche ad un esorcita

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«I miei genitori stanno diventando sempre più insistenti nelle loro preghiere latine contro il diavolo. Ma nulla mi mi sorprende più dopo che si sono rivolti ad un esorcista per farmi diventare eterosessuale». Ad affidare queste parole ad una lettera è stato Peter, un ragazzo francese di 21 anni.
Lavorava come animatore nei villaggi turistici, ma il suo principale problema era il rapporto con dei genitori che non riuscivano ad accettare la sua omosessualità. Questo lo spinse a rivolgersi all'associazione Refuge (impegnata ad aiutare i gay nel rapporto con le loro famiglie) a cui nel settembre del 2013 consegnò proprio quella lettera.
Ora il suo corpo senza vita è stato ritrovato in un fiume. Si ipotizza che possa essersi lanciato dal ponte del villaggio di Valmorel (nella Savoia) anche se il vice procuratore che sta seguendo le indagini preferisce essere cauto: «Per ora non ci sono prove che si tratta di un suicidio», ha dichiarato ai microfoni di France 3.
L'autopsia sarà eseguita la prossima settimana.


Buonanno (Lega) propone una delibera per vietare i baci gay in pubblico: «Ci vuole senso civico»

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«Due gay non devono baciarsi in pubblico, ci vuole senso civico: a me dà fastidio. Io faccio anche il sindaco: si potrebbe pensare a fare una delibera comunale. Non sono contro gli omosessuali, ma in pubblico devono mantenere contegno». Sono queste le inqualificabili parole pronunciate da Gianluca Buonanno, eurodeputato leghista e sindaco di Borgosesia.
Dopo la delibera 263 per la «tutela della famiglia naturale» approvata due giorni fa dalla Giunta della Regione Lombardia su proposta della Lega Nord, appare chiaro come il partito abbia ormai preso una deriva omofoba rimarcata con orgoglio ad ogni occasione. C'è da chiedersi se la recente presunta apertura di Silvio Berlusconi alle coppie gay non sia stato intravisto dal partito come un'occasione per porsi come punto di riferimento per il mondo omofobo (e per i loro voti). In fin dei conti non bisogna dimenticarsi che quel movimento politico è nato attorno all'odio per i meridionali (poi tramutato in un'avversione verso gli extracomunitari non appena raggiunta Roma) e non ci sarebbe nulla da meravigliarsi se l'odio fosse utilizzato ancora una volta per raccogliere nuovi consensi.