Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

Marino: «Ho agito legittimamente». I vescovi: «Atto illegale perché contrario al bene comune»

Pubblicato il


«Ritengo d'aver operato legittimamente trascrivendo gli atti di matrimonio in questione». È quanto dichiarato dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, in una lettera inviata al prefetto Giuseppe Pecoraro. «Il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso celebrato all'estero non è inesistente e non costituisce minaccia per l'ordine pubblico -ha proseguito Marino- La non trascrizione di quegli atti per via dell'orientamento sessuale delle coppie sarebbe stata un atto palesemente discriminatorio, violando l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea [...] La nostra è una posizione di legalità che vogliamo mantenere ben salda e che abbiamo ribadito questa mattina ai due viceprefetti di Roma che da circa 5 ore sono diligentemente impegnati in Campidoglio nell'esame accurato della documentazione dei 16 atti di trascrizione».

A sposare la linea di Alfano, però, sono i vescovi che ancora una volta scendono in campo per tentare di arginare il crescente numero di comuni che sta procedendo alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. In una nota congiunta, i vescovi delle diocesi di Concordia Pordenone, Udine e Trieste (Giuseppe Pellegrini, Bruno Mazzocato e Giampaolo Crepaldi) affermano: «Non possiamo nascondere la sofferenza per certi travisamenti della realtà della famiglia e del matrimonio recentemente sostenuti da rappresentanti di istituzioni pubbliche». Secondo i tre religiosi, tali iniziative sarebbero «non rispettose degli ambiti del loro potere. Da più parti è stato messo in luce che i provvedimenti di un'amministrazione comunale non possono debordare l'ambito loro proprio e porsi in contrasto con le leggi vigenti. Più che per gli aspetti tecnici che lasciamo valutare prudentemente ad altri, siamo preoccupati per le questioni di sostanza. La legalità, di cui una comunità ordinata vive, ha molti aspetti che riguardano il bene comune».


Alfano non si ferma: sì all'intervento dei prefetti e sì all'inciminazione degli attivisti gay

Pubblicato il


Il ministro Alfano è stato chiamato oggi a rispondere a due interrogazioni che riguardano l'atteggiamento dello stato nei confronti della comunità lgbt.
L'onorevole Formisano (Centro Democratico) ha chiesto chiarimenti al ministro riguardo l'effettiva competenza dei prefetti nella cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso contratti all'estero, dato che tale ruolo dovrebbe riguardare la magistratura.
Alfano ha deciso di non fare retromarcia e ha sostenuto che «l'intervento del prefetto, in questi casi, è espressione delle funzioni di vigilanza sull'ordinata tenuta dei registri di stato civile, funzioni che gli sono state assegnate in maniera inequivocabile dall'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 396 del 2000, in riferimento al quale è appunto il prefetto ad esercitare, in questo ambito, compiti di sovrintendenza nei confronti dei sindaci».

L'onorevole Fratoianni (Sel) ha invece chiesto spiegazioni riguardo al verbale redatto dalla polizia di Perugia in occasione della denuncia ricevuta da un attivista gay che aveva baciato il marito durante il presidio delle Sentinelle in Piedi dello scorso marzo. Nel documento si parlava di un «concupiscente bacio sulla bocca nel bel mezzo di Corso Vannucci ed in presenza di numerose famiglie con bambini e ragazzi molti dei quali minorenni [...] lasciando i passanti disgustati da tale dimostrazione».
Alfano ha lasciato intendere che non intende intervenire nella valutazione della correttezza di quel verbale né in merito alla formulazione lesiva della dignità degli imputati. A suo dire la polizia è intervenuta correttamente per «contenere gli effetti delle estemporanee iniziative di dissenso» che i contestatori avrebbero sostenuto con un «tenore provocatorio» nei confronti delle Sentinelle in piedi.
Nessuna spiegazione specifica è stata fornita riguardo all'accusa di disturbo alla quiete pubblica, dato che Alfano si è limitato a dire che: «due di essi sono stati deferiti per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazione della propria identità personale, quattro per il concorso nel reato di violazione dell'obbligo di preavviso di manifestazione non autorizzata, tutti e sei, inoltre, sono stati deferiti per il concorso nel reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Per cui, le imputazioni che gravano sui manifestanti dimostrano chiaramente che, nelle formulazioni delle accuse, non sono mai venuti in evidenza gli atti sottolineati dall'onorevole Fratoianni e contenuti asseritamente nel verbale, di cui alla sua interrogazione».


Arcigay frena Alfano: «Nessun paletto sulle unioni, il dibattito sui diritti non è il mercato delle vacche»

Pubblicato il


«No al matrimonio, no alle adozioni e no alla reversibilità delle pensioni, che sfascerebbe i conti pubblici». È quanto ribadito da Agelino Alfano, leader del Ncd, pronto a sostenere che il suo partito è disponibile solo «a studiare un modello italiano che possa dare maggiori diritti alle unioni gay» purché non si tocchino i suoi «tre paletti».
Non si è fatta attendere la riposta di Arcigay che, attraverso un comunicato, ribatte: «Inaccettabile iniziare una discussione con questi presupposti. Alfano la smetta di fare il mercato delle vacche, ci risparmi i suoi arroganti aut aut e lasci al Parlamento la discussione. Tre questioni che sono sbagliate nel metodo e nel merito e che ancora una volta sottolineano la faziosità del vicepremier. Alfano confonde il matrimonio con una proprietà in suo possesso, che può concedere o meno; invece il matrimonio è un diritto, al quale tutte e tutti devono poter accedere. E pone il suo "niet" anche sulle adozioni Alfano, negando l'evidenza del definitivo sgretolamento del modello familiare che lui sostiene come unico possibile, e condannando migliaia di nuove famiglie, minori inclusi, a una vita ad ostacoli, che trova ragione solo nel piglio autoritario del leader di una forza politica che cammina sui crinali del quorum. Il legislatore non potrà mai negare a gay e lesbiche la possibilità di essere genitori: Alfano questo se lo deve mettere in testa. Il suo paletto serve solo a complicare questo percorso, a renderlo pieno di ostacoli, ad infierire su famiglie che già sentono il peso della crisi da cui una classe politica inadeguata non riesce a farle uscire. E infine parla di reversibilità il vicepremier, imponendo che venga esclusa dalla legge. Questo è surreale, un vero e proprio furto di Stato, che tenta di nascondersi dietro al dito dei conti da far quadrare. Ma i conti in Italia non tornano da un pezzo e non di certo per la reversibilità della pensione all'interno delle coppie gay o lesbiche, semmai per l'inadeguatezza e in alcuni casi perfino la disonestà di una classe politica. Gay e lesbiche pagano le tasse e versano i contributi previdenziali da sempre: la reversibilità è dovuta, la discussione non si apre nemmeno. Se non sarà inclusa la reversibilità verremo a Roma a prendercela».


Marino ha trascritto 16 matrimoni gay. Proteste e denunce da parte di Ncd, Forza Italia e Cei

Pubblicato il


Così come preannunciato, Ignazio Marino ha proceduto alla trascrizione di sedici matrimoni celebrati all'estero fra persone dello stesso sesso. Accolto da una folla festante, il Sindaco di Roma ha dichiarato: « uno splendido sabato mattina. Ma dobbiamo anche pensare che sia un giorno normale perché noi crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto più importante c'è di quello di poter dire al proprio compagno o compagna "Ti amo"?»
Ma la celebrazione dell'amore è bastato a scatenare un putiferio politico.
Il prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro, ha usato toni da intimidazione: «Cancelli le trascrizioni o le annullerà io», ha tuonato. «Io faccio il mio lavoro -ha replicato il primo cittadino- e difendo il diritto di tutti ad amarsi. Se il prefetto ritiene di doverlo contrastare farà la cosa più giusta dal suo punto di vista [...] tra 15 anni nessuno si ricorderà chi era il sindaco o chi era il prefetto ma tutti sapranno che a Roma può essere riconosciuto l'amore a prescindere dall'orientamento sessuale».
Barbara Saltamartini, deputato e portavoce nazionale del Ncd, non si è limitata a prendere parte ad una protesta omofoba organizzata in Campidoglio, ma si è lanciata nel dichiarare: «Marino si è blindato e barricato in Campidoglio per violare la legge. Ha precluso la piazza ai cittadini mentre compie un'azione fuorilegge in barba al legislatore nazionale e alla Costituzione. Presenteremo una interrogazione parlamentare su quanto di indecente accaduto oggi in piazza». Marco Pomarici, consigliere dell'Assemblea Capitolina del Ncd, ha annunciato che provvederà a denunciare il sindaco, mentre Alfano (firmatario dell'indegna circolare con cui ha tentato di impedire la trascrizione) ha preferito ricorrere a veri e propri sfottò: «Marino firma autografi -dice- Il sindaco ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l'attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie».
Proteste sono giunte anche fa Forza Italia dove il senatore Maurizio Gasparri ha deciso di sposare in pieno la linea di Alfano: «Ha ragione il Prefetto di Roma nell'imporre al sindaco Marino il rispetto della legge. La registrazione dei matrimoni contratti all'estero è illegale». Anche Mara Carfagna, alla giuda del neonato dipartimento dei diritti civili di Forza Italia, ha espresso un parere negativo: «La trascrizione da parte del sindaco Marino dei matrimoni contratti all'estero -dice- non fa altro che gettare benzina sul fuoco su un terreno già molto delicato come quello dei diritti civili».
Tra i pareri politici non è mancata la voce della Cei, sempre più impegnata nell'intervenire sulle questioni legali dell'italia quasi si trattasse di un vero e proprio partito politico (seppur non eletto democraticamente). I vescovi hanno sostenuto che «Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile». La Cei non ha mancato anche di sostenere che le trascrizioni previste dalle normative europee non debbano essere celebrate perché «perché oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico [suggeriscono] una equivalenza tra il matrimonio e altre forme che a esso vengono impropriamente collegate».


A Pisa si avvia la trascrizione delle nozze gay, a Roma il Ncd vuole denunciare il sindaco

Pubblicato il


Il Consiglio comunale di Pisa ha approvato a maggioranza due mozioni, presentate da Sel e Pd, per l'avvio della trascrizione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.
La mozione presentata dalla consigliera Simonetta Ghezzani (Sel) «invita il sindaco a emanare un'apposita direttiva con la quale dispone che il Servizio anagrafe, stato civile ed elettorale del Comune di Pisa provveda a trascrivere nell'archivio, su richiesta degli interessati, gli atti attestanti la celebrazione di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso», quella del consigliere Ferdinando De Negri (Pd) invita «il Parlamento a legiferare, in tempi brevi, una regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze».

Intanto il Ncd continua ad arroccarsi sulla sua posizione di assoluta chiusura alle famiglie gay e Marco Pomarici, consigliere dell'Assemblea Capitolina e della Città Metropolitana, ha annunciato che se il Sindaco di Roma non rispetterà la circolare di Alfano e procederà con la preannunciata trascrizione di 16 matrimoni contratti all'estero, lui lo denuncerà.
«Domani mattina -ha dichiarato- appena il sindaco Marino avrà illegittimamente trascritto il primo matrimonio gay contratto all'estero mi recherò presso gli Uffici della Procura della Repubblica per denunciarlo. Nonostante le indicazioni del Ministero dell'Interno e della prefettura Marino ha deciso di violare la legge. E questo non è consentibile»
Sulla stessa lunghezza d'oda è anche Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fratelli d`Italia in Regione Lombardia, pronto ad invocare l'intervento del prefetto per la cancellazione delle nozze trascritte da Pisapia. «Una settimana fa, dopo la firma del sindaco sugli atti, il Prefetto aveva dichiarato di aver richiesto i documenti, come da circolare del ministero degli Interni, per annullare le trascrizioni, e io stesso gli avevo personalmente scritto per denunciare la situazione -ha dichiarato- nelle altre città si è già intervenuti, mentre a Milano si sta aspettando non si sa bene cosa. Sono passati sette giorni, è ora di intervenire».


Berlusconi e Salvini hanno iniziato a dialogare per ricostruire una coalizione comune

Pubblicato il


Secondo quanto riportato da Affaritaliani, alcune "fonti qualificate" di Forza Italia avrebbero confermato il summit segreto che si sarebbe tenuto ad Arcore fra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. I motivi sarebbero riconducibili alla convinzione di una imminente caduta del governo ed un ritorno alle urne entro il prossimo anno, unita ad un sondaggio commissionato dal partito che vedrebbe Forza Italia attestato ad un misero 11,5% (poco più della Lega Nord, vicina al 10%).
Da qui l'idea di riportare in vita la vecchia coalizione di centro-destra, richiamando all'ovile Lega e Fratelli d'Italia. L'esclusione di Afano dipenderebbe da un'esplicita richiesta avanzata dal Carroccio, così come Berlusconi si sarebbe detto immediatamente disponibile anche ad una posizione anti-europea (forse sino a sostenere l'uscita dall'Euro), allo stop permanente dell'operazione Mare Nostrum e ad un'ulteriore stretta sull'immigrazione.
Per la quadratura del cerchio manca ancora la conciliazione tra la chiusura al riconoscimento delle unioni gay da parte di Salvini e l'apertura annunciata dalla Pascale (sulla quale berlusconi non ha mai pronunciato parola  che alcuni suoi fedelissimi si sono affrettati a smentite). Bisognerà vedere se il tema sarà sufficiente sentito da poter mettere a rischio una lucrosa alleanza.
Nel 1995 Berlusconi affermò che non si sarebbe mai più seduto ad un tavolo con la Lega (ai tempi guidata da Bossi), nel 2013 fu Salvini a dire di non voler mai più collaborare con il cavaliere, così come nel 2013 Maroni rimarcò come fra i due il matrimonio fosse ormai finito. Nell'eterna telenovela fra i due partiti, oggi si affaccia l'ipotesi di una nuova unione di fatto fra i due.


Fiumicino avvia la trascrizione delle nozze gay: «Riconoscerle è un atto di rispetto della legge»

Pubblicato il


«Attraverso una disposizione sindacale, oggi ho disposto che l'Ufficio di Stato civile del Comune di Fiumicino provveda a trascrivere negli archivi, entro il primo dicembre, gli atti che attestino la celebrazione di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso, entrambe residenti nel Comune di Fiumicino. Non esistono motivi ostativi contro la trascrizione di queste unioni, riconoscerle è un atto di rispetto dei diritti civili e della legge, che prevede quest'obbligo quando si tratta di matrimoni validamente celebrati secondo le norme del Paese in cui si sono svolti». Lo ha dichiarato Esterino Montino, primo cittadino della città laziale.
Il sindaco ha poi aggiunto come «il Comune di Fiumicino ha deciso di compiere un passo degno di un Paese civile e democratico. Non si tratta di un gesto estemporaneo, ma del frutto di una scelta precisa e consapevole, che mira alla giustizia e all'eguaglianza sociale».
Riguardo alla posizione del prefetto e alla circolare di Alfano, Montino si dice «convinto che i contenuti di quella circolare siano lesivi delle prerogative e delle responsabilità dirette dei sindaci, ho deciso di compiere questo atto. Capisco e condivido la posizione del sindaco di Roma, Marino, che sta dando seguito alla richiesta di una coppia che ha chiesto di esercitare il proprio diritto. Anch'io ho ricevuto una richiesta analoga nei giorni scorsi: la trascrizione di un matrimonio celebrato in Portogallo nel 2011 da una coppia omosessuale residente nel nostro Comune. Come ufficiale di Stato civile ho il dovere di dare seguito alla loro richiesta assumendo questa decisione. È anche evidente che la soluzione integrale di tutta questa problematica è legata all'approvazione di un atto legislativo da parte del nostro Parlamento. Mi auguro davvero che ci si arrivi in tempi molto rapidi».


Ncd e Lega contro le unioni gay: Salvini inneggia a Putin e Lupi vuole negare la reversibilità

Pubblicato il


«Le unioni gay? Se deve essere una proposta del governo, intanto, sarà discussa. I patti alla nascita del governo su questo tema erano chiari, sono sicuro che lavoreremo per concordare il testo. Una fotocopia del modello tedesco non avrà il sostegno di Ncd» È quanto dichiara il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, dopo l'annuncio di Renzi riguardo ad un'imminente legge sulle unioni civili.
parlando a nome del suo partito, ha sottolineato come «per noi sono irrinunciabili tre paletti. Primo: no all'equiparazione tra unioni e matrimonio», poi «no all'adozione» anche per il figlio biologico di uno dei due e «no alla reversibilità della pensione».
A luglio fu Alfano a sostenere che la negazione dei diritti pensionistici fosse l'unica chiave che avrebbe consentito un'apertura sul tema. Non stupisce così come a fargli eco sia accordo anche il compagno di partito Fabrizio Cicchitto, pronto a sostenere che «sul tema mi riservo una assoluta libertà di valutazione personale. Nel merito sono favorevole alle unioni civili che siano chiaramente distinte dal matrimonio in modo da dare una soluzione a chi ha fatto una propria scelta di vita. Esse vanno chiaramente distinte dal matrimonio: tenendo conto del ruolo fondamentale svolto dalla famiglia storica nella società italiana, sono anch'io contrario alla reversibilità delle pensioni mentre invece sono favorevole all'adozione di un figlio biologico di una dei due e solo ad essa».
«È inconcepibile che ci siano onorevoli e ministri che godono di privilegi economici e pensionistici anche come coppie di fatto, che tuonano contro la reversibilità delle pensioni per le coppie gay o contro i diritti di uguaglianza economica, patrimoniale, genitoriale delle coppie -ha commentato il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo- Chi per una vita ha vissuto con lauti stipendi pagati dalle tasse di tutti, compresi i gay italiani e gode e godrà di privilegi e vitalizi, dovrebbe avere il buon gusto di non ergersi a difensore della morale in materia di welfare. A meno che non abbiano deciso di esentare dal pagamento delle tasse i gay. Nel qual caso sarebbe probabile che Lupi, Sacconi e Gasparri scoprirebbero il loro lato omosessuale».

Un secco «no» al riconoscimento delle unioni gay è giunto anche da Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che all'Ansa ha riproposto una brutta battuta già pronunciata ieri da Gasparri in merito alla cena di Berlusconi con Luxuria: «Io ho scelto l'altro Vladimir, Putin», ha dichiarato il leader del carroccio. In merito alla proposta di Renzi ha aggiunto: «Non condivido assolutamente le adozioni e l'equiparazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Riconoscimento di alcuni diritti sì, ma l'adozione è un'altra cosa e il matrimonio è un'altra cosa».


Maurizio Gasparri: «Luxuria ci fa perdere voti»

Pubblicato il


«Gli italiani, omosessuali e non, meritano più serietà, onestà e, soprattutto, trasparenza. Giocare sulla pelle di chi subisce discriminazione è un esercizio particolarmente cinico che squalifica chi pensa di poterlo fare». È quanto dichiarato da Mara Carfagna, neoeletta presidente del dipartimento dei diritti civili di Forza Italia.
Ma mentre l'ex ministro delle pari opportunità parlava della totale apertura del suo partito al riconoscimento delle unioni civili, Maurizio Gasparri ha raccontato tutta un'altra storia dai microfoni di Radio 24.
«Non ho trovato nessuno tra i militanti e gli elettori di Forza Italia contrari a quello che penso io -ha dichiarato- Il 90 per cento dei nostri elettori sono contrari alla linea di Luxuria, io non la porterei mai in un nostro circolo come testimonial».
Secondo il vicepresidente del Senato, inoltre, «ci sono molti deputati e senatori che la pensano esattamente come me e non vogliono dirlo. Sono contro quelli che cambiano per convenienza e tacciono per timori. Ho scritto a Berlusconi che si perdono consensi prendendo gli applausi da chi non ti voterà mai. Lui mi ha sempre detto di essere contrario a matrimonio e adozioni e di riflettere invece sui diritti. Ora Luxuria ne ha dato una versione diversa».
Quello odierno è il secondo intervento de forzista contro la linea politica che Berlusconi avrebbe proposto a Luxuria durante la loro cena ad Arcore. Ieri Gasparri dichiarò di preferire le posizioni di Putin, ritenendole più adeguate a gestire la comunità lgbt.


Maurizio Gasparri: «A Luxuria preferisco Putin, ha posizioni più corrette sulle unioni gay»

Pubblicato il


Maurizio Gasparri non ha mai perso occasione per schierarsi contro qualsiasi riconoscimento dei diritti gay, ma negli ultimi mesi ha sempre più assunto il ruolo di imbonitore dell'rea più omofoba di Forza Italia. Ogni qualvolta le agenzie riportano un'apertura ai gay da parte di Silvio Berlusconi, lui interviene per rassicurare  i dissidenti sul fatto che quell'apertura non ci sia mai stata. È accaduto quando Francesca Pascale ha parlato al Gay Village e si è ripetuto all'indomani della cena ad Arcore di Vladimir Luxuria.
«Certamente le nostre posizioni non le decide Luxuria -ha dichiarato il senatore a Il Tempo- ma la coscienza di ognuno di noi, perché su questioni del genere ci sarà libertà di scelta e, se ci dovesse essere un'indicazione di partito, emergerà dalle discussioni che si faranno nei gruppi parlamentari. Comunque non mi risulta che Luxuria sia il portavoce di Berlusconi, se il Presidente vorrà confrontarsi sul tema lo faremo. La posizione di Berlusconi mi lascia indifferente. In un partito si può essere in maggioranza o minoranza ma su temi del genere non ci si regola sui numeri. Quando si parla di adozioni si rischiano tanti equivoci. Chi dice che è meglio crescere in una coppia gay che in un orfanotrofio pone un falso problema: ci sono moltissime richieste di adozione da parte di coppie eterosessuali che restano senza risposta. Bisogna rendere semmai più snelle e rapide le procedure per quelle adozioni. Poi c'è il tema delle maternità surrogate, i cosiddetti uteri in affitto. Perché le femministe che manifestarono contro Berlusconi non si ribellano ora a questo vergognoso uso a pagamento del loro corpo? Chi vuole gli uteri in affitto è uno schiavista, va spedito in galera. Ora è uscito da Arcore Vladimir Luxuria. Spero che, venendo in Italia, entri nello stesso portone un altro Vladimir: Putin. Lui ha posizioni molto più corrette su queste materie. Ecco, io tra i due Vladimir non ho dubbi…».
Insomma, un vero e proprio compendio di banalità e pregiudizi (peraltro infarcito di dati poco attendibili, soprattutto se si considera come oggi ci siano ben 168 milioni di bambini che crescono senza una famiglia o come gli uteri in affitto siano richiesti principalmente da coppie eterosessuali che preferiscono utilizzare il proprio seme al posto di ricorrere ad un'adozione). Ma in fondo di sa che per certi politici la vita dei bambini altrui è sacrificabile sull'altare del pregiudizio.
Fatto sta che Berlusconi continua a tacere e, nonostante il moltiplicarsi di messaggi che di volta in volta gli attribuiscono posizioni di apertura o chiusura, è evidente come quel silenzio possa permettergli di ottenere consensi da entrambi i fronti grazie al'immobilismo di una politica fatta di tanti annunci e pochi fatti.


Arcigay si augura che il nuovo annunci non finisca ancora una volta con un nulla di fatto

Pubblicato il


«Dovremmo essere entusiasti del fatto che ciclicamente, ogni due o tre settimane, il tema delle unioni tra persone dello stesso sesso diventi, a turno, lo scoop delle più importanti testate nazionali. Peccato che ogni volta l'annuncio sia stato dai fatti contraddetto». Così Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta l'anticipazione con sui La Repubblica ha annunciato il testo sulle unioni civili che il Governo dovrebbe a giorni licenziare.
«Prima la scadenza era settembre -ha proseguito Romani- poi è arrivata la doccia fredda dei mille giorni, ora ci viene mandato a dire (ma non è il premier a prendere parola e dirlo, in realtà) che la legge ci sarà entro due settimane. Ancora annuncite? Un altro scoop destinato a finire in un nulla di fatto?. Noi naturalmente questi quindici giorni siamo disposti ad aspettarli, a patto che siano gli ultimi quindici giorni di un'attesa che dura da sempre. E se questo breve periodo sarà sufficiente per approvare finalmente una legge che riconosca le unioni tra persone dello stesso sesso, è auspicabile che sia una buona legge, volta a sancire il principio inderogabile della piena uguaglianza, assumendosi la responsabilità di superare ogni visione discriminatoria e di puntare in alto. Perché da una legge discendono una società e una cultura. Questo principio auspichiamo sia il faro che guiderà i lavori parlamentari».


Alemanno preannuncia un esposto al prefetto per fermare le trascrizioni dei matrimoni gay

Pubblicato il


Ignazio Marino ha annunciato che sabato procederà personalmente alla trascrizione di alcuni matrimoni gay contratti all'estero. Ed è così che l'ex sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ha trovato il pretesto per far parlare di sé annunciando che farà un esposto al prefetto affinché fermi quelle trascrizioni.
Ospite degli studi di La7, l'esponente di Fratelli d'Italia si è spinto sino a sostenere che le trascrizioni sono «un atto non solo illegittimo, ma illegale». Non la pensa così la gran parte dell'avvocatura, ma si sa che i diritti dei singoli sono ormai alla mercé degli slogan elettorali del politico di turno.
La sua iniziativa ha ottenuto l'immediato appoggio da parte tutti i consiglieri dell'opposizione, compresa Forza Italia che, nonostante le cene organizzate ad Arcore con Luxuria o i proclami della Pascale, alla prova dei fatti non manca mai di schierarsi contro il riconoscimento delle unioni gay.


E Luxuria se ne va a cena dalla Pascale

Pubblicato il


Mentre i consiglieri di Forza Italia hanno contribuito all'approvazione della mozione omofoba proposta in Veneto dalla Lega, la stampa nazionale non smette di occuparsi della visita ad Arcore di Vladimir Luxuria.
Le cronache vogliono che l'ex deputata di Rifondazione Comunista sia stata invitata a cena dalla fidanzata di Silvio Berlusconi per parlare di unioni civili alla tedesca per le coppie gay (nell'ultimo annuncio promozionale erano matrimoni, ndr). Non sono mancati anche un paio selfie, uno in compagnia della coppia e l'altro con Dudù. «È nata un'amicizia», ha scritto Luxuria su Twitter.
«È cambiato tutto. E ora la mia cara sinistra non può venirmi a rompere le scatole dicendomi "Ah, Vladimir, tu però vai da Berlusconi…" Eh no, io vado da chi può aprire a matrimoni e adozioni gay. Per anni, a Sinistra hanno rotto le scatole dicendo che certe leggi non si potevano fare perché non voleva la Destra. E se ora Berlusconi apre, come la mettiamo?» ha dichiarato Luxuria.
Questa la cronaca dell'ennesima pagina politica fatta di soli annunci. Da una parte c'è Renzi che dice che farà le leggi, dall'altra Berlusconi dice che aprirà ai gay... si ha la maggioranza del parlamento ma intanto i Giuristi per la vita e le Sentinelle in piedi stanno tranquillamente la discriminazione per legge. Ci fossero meno promesse e più fatti, forse ora ci troveremmo più avanti della Svezia.

Immagini: [1] [2]


Il Veneto approva la mozione sulla famiglia naturale

Pubblicato il


Con 30 voti a favore e 20 contrari (e senza alcuna discussione in aula) anche il veneto ha seguito l'esempio della Lombardia ed ha approvato la che introdurrà una "festa della famiglia, fondata sull'unione tra uomo e donna" ed impegnerà la regione a chiedere che l'Italia rigetti documenti come quello sull'educazione sessuale redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della sanità.
Come prassi, la mozione è stata presentata dalla Lega Nord e risulta praticamente un copia-incolla del testo preparato dai Giuristi per la vita e reso liberamente scaricabile dal loro sito.
Pare anche che il Consiglio regionale del Veneto non abbia provato alcuna vergogna nell'approvare un testo che si basa su considerazioni false, come quella che sostiene che «nel Liceo Giulio Cesare di Roma i professori hanno imposto ad allievi minorenni la lettura di un romanzo, a forte impronta omosessualista, dal titolo "Sei come sei" della scrittrice Melania Mazzucco (Edizioni Einaudi), alcuni passi del quale rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico descrivendo fra l'altro nei dettagli un rapporto orale fra due maschi».
La procura, però, ha già chiesto l'archiviazione della denuncia sporta dai Giuristi per la vita e dalla Provita nei confronti dei professori, asserendo che «I contenuti oggetto di censura non sono isolati e avulsi dal contesto complessivo dell'opera, risultando viceversa funzionali al messaggio di sensibilizzazione al tema delle famiglie omosessuali». nell'approvare una simile mozione si va a sostenere necessariamente che le scuole non devono adempiere al proprio dovere e che la regione debba sottostare al volere delle minoranze omofobe.
«È una mozione omofoba che va contro la Costituzione, ricorreremo alla Consulta» ha annunciato il parlamentare padovano Alessandro Zan.
«Si tratta di una discriminazione intollerabile, che fa perdere dignità al Consiglio regionale, soprattutto perché si è votato un testo pieno di ipocrisie ed anche falsità, un vero e proprio ritorno al Medioevo -ha aggiunto il consigliere Pietrangelo Pettenò (FSV)- Solo due anni fa, l'8 febbraio 2012 questo Consiglio ha approvato una mozione con la quale si impegnava la Giunta regionale a combattere ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale a alla identità di genere: ora la stessa assemblea vota un atto con il quale si va nella direzione opposta, ovvero quella di discriminare le persone e i loro orientamenti sessuali. Le bugie hanno le gambe corte e i veneti sapranno valutare bene quello che è successo oggi, bocciando sonoramente la cultura retrograda e discriminatoria portata avanti dalla maggioranza di centrodestra che sostiene il presidente Zaia e di quelle forze che si accingono a sostenerlo».

La mozione omofoba è stata votata dai consiglieri di Forza Italia (Moreno Teso, Dario Bond, Piergiorgio Cortelazzo, Elena Donazzan e Amedeo Gerolimetto), da quelli della Lega Nord (Luca Baggio, Andrea Bassi, Federico Caner, Bruno Cappon e Vittorino Cenci), dal Nuovo Centrodestra (Nicola Ignazio Finco, Arianna Lazzarini, Franco Manzato, Giampiero Possamai, Daniele Stival, Giuseppe Stoppato, Diego Bottacin, Giovanni Furlanetto, Francesco Piccolo , Nereo Laroni, Clovaldo Ruffato, Sandro Sandri, Carlo Alberto, Costantino Toniolo e Marino Zorzato) a cui si sommano Stefano Peraro (Udc), Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) e Roberto Ciambetti, Maurizio Conte e Stefano Falconi del Gruppo Misto.


Marino: «Sabato prossimo trascriverò personalmente i matrimoni di di alcune coppie gay»

Pubblicato il


Sabato prossimo Ignazio Marino provvederà personalmente alla trascrizione di alcuni matrimoni gay celebrati all'estero. L'annuncio è stato dato durante la trasmissione televisiva "L'intervista" in onda su Sky Tg24.
«I sindaci -ha dichiarato- hanno la sensibilità del contatto quotidiano con i cittadini. Io devo affrontare diversi problemi: ad esempio due donne che si amano e sono andate a vivere all'estero mi chiedono di riconoscere con una trascrizione nel registro di stato civile la loro nuova condizione di famiglia. Io sono sensibile a questo tipo di richiesta. Io certamente non chiedo ai miei funzionari con un'ordinanza di fare le trascrizioni, le farò io sabato prossimo ad alcune coppie che me le hanno chieste [...] il nostro Parlamento è rimasto drammaticamente indietro. Nell'Europa storica soltanto l'Italia e la Grecia non si sono dati una legge».
nella sua sfida alla circolare di Alfano, Marino incontra anche la solidarietà di Alessandra Cattoi, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Roma, che afferma: «l'Assemblea capitolina dovrà approvare il registro delle unioni civili al più presto e il sindaco, come ha già dichiarato in più occasioni, giustamente trascriverà i matrimoni celebrati all'estero delle coppie che ne faranno richiesta. A Roma le coppie omosessuali chiedono il riconoscimento dei loro diritti, umani e civili, ma anche di poter usufruire dei servizi comunali, come ad esempio l'accesso alle graduatorie per un alloggio popolare, l'asilo nido per i loro figli e molto altro. Le amministrazioni locali non riescono a dare risposte ed è normale che sollecitino con fermezza una legge che non può più essere rimandata».


Genova: Renzi vuole portare a termine il progetto di Berlusconi sulla Protezione Civile Spa?

Pubblicato il


È difficile non rimanere sconvolti davanti alle immagini dell'alluvione che ha investito Genova nei giorno scorsi, così come è difficile non provare rabbia nell'apprendere come siano stati stati due milioni di euro per interventi strutturali di prevenzione che non sono mai stati usati a causa di ritardi burocratici. È importante, però, fare attenzione affinché la rabbia non sia cattiva consigliera.
A tre giorni dalla crisi, Matteo Renzi ha rotto il suo silenzio ed ha dichiarato: «Spazzerò via il fango della burocrazia». L'ipotesi che viene proposta dalla quasi totalità dei mass media è una legge speciale che permetta di evitare intoppi o ricorsi nella assegnazioni dei grandi appalti.
Il tutto, però, ha l'aria di un déjà vu.
Appare difficile non notare come il Presidente del Consiglio abbia scelto di non parlare a nome del Governo, ma di utilizzare la prima persona in modo che sia il suo nome ad essere associato alla ricostruzione. È quanto fece anche Berlusconi in occasione del terremoto dell'Aquila, quando si fece riprendere dalle televisioni in tutte le strade della città o quando firmò in prima persona le lettere di benvenuto nelle case costruite dalla Protezione Civile (e pagate dallo stato).
Ma il protagonismo non è certo il problema più grave. Nel 2009 Berlusconi cercò di trasformare la Protezione in una società per azioni ed attraverso il decreto-legge 195/2009. La norma la avrebbe resa provata e le avrebbe permesso di aggirare le leggi sugli appalti con assegnazioni dirette da parte della Presidenza del Consiglio. Il tutto in virtù della necessità di una maggiore autonomia e velocità nell'assegnazione delle grandi opere. Gli scandali che investirono la Protezione Civile in merito agli appalti del G8 alla maddalena (e che portarono all'arresto di Angelo Balducci, Diego Anemone, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola) fecero naufragare il progetto.
Oggi, dopo l'ennesima tragedia evitabile, Renzi pare voler riproporre la strategia di Berlusconi con la proposta di una nuova legge che permetta l'assegnazione diretta degli appalti legati alle grandi opere. In un Paese governato da gente per bene si potrebbe anche sperare in un'azione volta a snellire le procedure, ma nell'Italia di Balducci ed Anemone c'è da chiedersi quale siano le garanzie sul fatto che una simile norma non porti a favorire gli amidi degli amici.
Se il problema è la lentezza dei processi, probabilmente è lì che bisognerebbe intervenire. Pensare di risolvere il problema suggerendo la possibilità di aggirare gli organi di controllo in merito alle opere più costose non è detto sia una soluzione né una garanzia sul fatto che quelle opere saranno fatte nel modo migliore e al prezzo più conveniente per i cittadini.
L'impressione è che in Italia ogni tragedia si utile per legittimare leggi che possano agevolare i soliti noti.
Il 6 aprile 2009 Francesco Maria De Vito Piscicelli disse di essere scoppato a ridere nel letto alla notizia del sisma che ha devastato l'Aquila, certo che gli appalti gli avrebbero riempito le tasche. Siamo certi che serva qualcun altro pronto a ridere non appena Genova verrà nuovamente inghiottita dal fango?


Anche ad Orvieto il centro-destra deposita una la mozione sulla "famiglia naturale"

Pubblicato il


Dopo Lombardia, Veneto, Assisi, Palermo e Verona, la mozione omofoba scritta dai Giuristi per la vita verrà discussa anche dal coniglio comunale di Orvieto. L'obiettivo è l'instaurazione di una "festa della famiglia naturale" e ad azioni volte a chiedere che il governo nazionale rinunci a qualsiasi intervento di contrasto all'omofobia. Come prassi, la proposta è giunta da alcuni consiglieri di centro-destra: Roberta Tardani (Forza Italia), Andrea Sacripanti (Fratelli d'Italia), Roberto Meffi (Forza Italia) e Gianluca Luciani (Lista civica).
Nonostante siano presentate come mozioni atte a tutelare le famiglie, i testi lasciano chiaramente intendere come l'obiettivo sia l'esclusione di parte della società civile e la creazione disitinguo tra bambini di serie A, cioè quelli con due genitori eterosessuali, e bambini di serie B, provenienti da famiglie omogenitoriali e monogenitoriali.
«Quanto sta accadendo ad Orvieto è il frutto di una strategia ben strutturata delle lobby conservatrici e catto-fasciste -ha commentato Emidio Albertini, co-presidente di Arcigay Omphalos- Siamo seriamente preoccupati per il replicarsi, in Umbria, di simili iniziative politiche che di fatto minano la dignità delle persone e delle famiglie LGBT». «Temiamo che la nostra Regione, da sempre aperta al multiculturalismo e alle differenze, si pieghi alla follia omofoba di taluni individui che vogliono riportare il nostro paese nel medioevo dei diritti -conclude Patrizia Stefani, co-presidente di Arcigay Omphalos- e ci auspichiamo che la direzione regionale del Partito Democratico e degli altri partiti di area laica vigilino affinché dopo Assisi, nessun altro comune Umbro approvi nulla di simile».
sarà interessante vedere se Mara Carfagna, a capo del neonato dipartimento dei diritti civili di Forza Italia, riterrà di intervenire o se ai consiglieri verrà permesso di calpestare i diritti e la dignità delle minoranze con ordini del giorno di chiaro stampo discriminatorio.


Una donna sfida Alfano: se non riconoscerà le unioni gay, sarà causa della bigamia istituzionalizzata

Pubblicato il


Mentre cresce il numero di sindaci dissidenti (Bologna, Milano, Roma, Catania, Pescara, Livorno, Reggio Emilia e Udine si dicono pronti ad ignorare la circolare di Alfano e a proseguire nelle trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero), una donna ha deciso di sfidare il Viminale.
Giuseppina La Delfa, docente all'Università di Salerno e presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno, è già sposata in Francia con un'altra donna. Nonostante ciò, in Italia è giudicata una single. Ed è sulla base di quel presupposto che la donna ha deciso di lanciare una provocazione: «Adesso sposo un uomo», ha dichiarato.
Secondo la circolare di Alfano, infatti, solo le unioni eterosessuali devono essere riconosciute dallo stato e ciò comporterà che il suo secondo matrimonio sarà legale e lecito, dato che l'Italia ha deciso di far finta che il precedente non sia mai avvenuto. In Francia e nell'Unione Europea la donna risulterà così legalmente sposata con due persone diverse.
«Sto pensando di sposarmi con un uomo per dimostrare che l'Italia permette la bigamia istituzionalizzata -ha dichiarato la donna- sinceramente, non riusciamo a capire come sia possibile negare la possibilità di trascrizione di questi matrimoni che non sono pezzi di carta, ma veri e propri atti anche dal punto patrimoniale».
La Delfa non ha dubbi nel sostenete che Alfano sia in errore: «Il fatto di trascrivere il matrimonio vuol dire solo prendere atto che questa unione esiste all'estero anche se non ha effetti qua: vuol dire, appunto, che qui tu non puoi risposarti. Devono finirla di fare gli stupidi. Il matrimonio, in Italia, tra persone delle stesso sesso non c'è, ma in un certo modo deve essere trascritto, altrimenti arriveremo alla bigamia istituzionalizzata. Io e mia moglie lo scorso anno, ad ottobre, ci siamo sposate in Francia. Il nostro comune si è rifiutato di trascrivere il matrimonio perché manca una legge nazionale sul tema, quindi la registrazione sarebbe inutile. Praticamente, potrei risposarmi con un uomo in Italia essendo già legalmente sposata in Francia. Quando morirò, a chi lascerò la mia eredità, a mia moglie o a mio marito? Faremo delle cause tra Paesi dove pretenderemo che il nostro diritto venga rispettato in Europa».


Anche l'Anci contro la circolare di Alfano

Pubblicato il


In qualità di Presidente dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Piero Fassino ha chiesto un incontro «urgente» con il Ministro dell'Interno e il Premier Renzi in merito alla circolare diffusa da Alfano per vietare la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero.
«La materia è troppo delicata per essere lasciata al caso per caso -ha dichiarato Fassino- Non si può accettare di affidare tale materia a ordinanze prefettizie su competenze che la legge riconosce in capo agli enti locali».
Dal canto suo Alfano è ricorso al vittimismo ed ha sostenuto di essere stato vittima di una «violenza inaudita» nei suoi confronti «pur avendo solo esercitato la legge». Sul fronte del Pd, invece, Ivan Scalfarotto ha parlato di un'«uscita improvvida» e denuncia come la delega alle Pari opportunità sia nelle mani di Renzi e, pertanto, «prima di affrontare i temi a gamba tesa si dovrebbe ascoltare il presidente del Consiglio».
Imbarazzante è il silenzio di Renzi che, sino ad oggi, non ha ancora pronunciato alcuna parola riguardo la vicenda.


Forza Italia inaugura un dipartimento dei diritti civili

Pubblicato il


Le contestazioni alla decisione di Alfano di proibire ad annullare le trascrizioni delle nozze gay celebrate all'estero dev'essere apparso come un terreno fertile per Forza Italia che, puntuale come un orologio svizzero, ha colto la palla al balzo per dar seguito alle promesse di Francesca Pascale ed inaugurare un dipartimento dedicato ai diritti civili. Il nuovo reparto si chiamerà "Libertà civili e diritti umani contro ogni discriminazione" e sarà guidato da Mara Carfagna.
Già nelle prime ore molti esponenti del partito si sono congratulati con l'ex ministro della pari opportunità ed hanno lodato Silvio Berlusconi per la sua attenzione nei confronti di «temi molto sentiti dalla gente». Ora non resterà che attendere la prova del nove e constatare se Forza Italia cambierà davvero direzione o se nelle varie sedi politiche continuerà a fare comunella con il Ncd nel tentare di contrastare ogni tentativo di garantire pari dignità alle persone lgbt.
Dal canto suo Mara Carfagna ha dichiarato: «Prometto di rispettare le diverse sensibilità per arrivare a soluzioni condivise e a un programma che permetta al Paese di progredire in linea con le più avanzate democrazie liberali». Ora vedremo se glielo lasceranno fare.

Via: Queerblog.