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Udine: l'opposizione di centrodestra diffida il sindaco dal continuare a difendere i diritti dei gay

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Ad Udine i consiglieri comunali di centrodestra hanno depositato oggi una diffida nei confronti del sindaco Honsell affinché non possa utilizzare «risorse economiche, umane e tecnologiche dell'amministrazione comunale per opporsi all'annullamento della trascrizione delle nozze gay» effettuata da un commissario prefettizio ad acta.
I firmatari della diffida minacciano anche azioni punitive nei confronti di una qualsiasi azione volta a difendere i diritti delle coppie gay che hanno contratto un matrimonio all'estero, asserendo che «verranno segnalati alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica».
Secondo Adriano Ioan, leader dell'opposizione, l'impegno profuso dal sindaco non sarebbe altro che una «battaglia ideologica» che «niente ha a che fare con il metodo del buon padre di famiglia insito nella tradizione del popolo friulano».
Dalle sue parole pare evidente che l'uomo debba avere una visione veramente strana della figura paterna, altrimenti non si capirebbe il suo inneggiare ad un uomo iracondo ed omofobo che dovrebbe dimostrarsi pronto a cacciare e rinnegare i propri figli gay. In un mondo normale, infatti, qualunque padre è chiamato a fare di tutto perché tutti i propri figli possano vedere riconosciuti i propri diritti legittimi, anche se il signor Ioan non piace. Proseguendo nella sua figura retorica, infatti, il suo modo di fare non è molto dissimile da quello di un bambino viziato che si crede il preferito di famiglia e che vuole dettare legge ai fratelli.


Il prefetto di Roma annulla le trascrizioni. Il gay Center: «È un attacco del Governo Renzi ai gay»

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Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha deciso di inviare un atto formale al sindaco della capitale per intimare la cancellazione delle sedici trascrizioni di matrimoni gay contratti all'estero, da lui ritenute nulle.
«Il gesto di Pecoraro ci appare contrario al diritto e profondamente ingiusto -ha dichiarato Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli- a questo punto ci aspettiamo che il Parlamento intervenga urgentemente a colmare l'ormai intollerabile vuoto legislativo sui diritti delle coppie gay e lesbiche che la tenacia dei sindaci che hanno effettuato le trascrizioni ha avuto il merito di mettere in evidenza. Non possiamo che augurarci che la grande attenzione e il crescente consenso dell'opinione pubblica rispetto a leggi di uguaglianza e inclusive nei confronti della comunità lgbt rappresentino l'occasione per tornare a discutere di un intervento legislativo che garantisca la piena dignità e uguaglianza della nostra comunità, abbandonando l'idea di istituti specifici che, pur tamponando situazioni emergenziali, ripropongono segregazioni e disuguaglianze e sacrificano sull'altare del consenso elettorale le vite di milioni di cittadine e cittadini».
Più duro è il commento di Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che dichiara: «L'atto di annullamento da parte del Prefetto delle trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all'estero effettuate dal Sindaco di Roma Marino, è un attacco durissimo contro i gay da parte del Governo Renzi. Inutile dire che c'è un Ministro dell'Interno su cui pende una mozione di sfiducia in Parlamento per le manganellate agli operai, a cui il Premier Renzi lascia campo libero nel condurre una battaglia personale e politica, di parte, contro i matrimoni gay e i Sindaci che in tutta Italia stanno trascrivendo i matrimoni e le unioni civili. Qui siamo a Renzi, che fa annunci di una legge sul modello tedesco e poi fa gestire nella pratica la questione gay ad Alfano, pronto anche ad andare in piazza contro quella stessa legge annunciata. C'e' più di qualche ragione per chiedere conto al Governo di un'azione di polizia contro l'amore gay che mai si era vista nemmeno con i governi di centro destra. Le unioni gay non possono essere trattate come una questione di ordine pubblico. Contro l'annullamento faremo ricorso, ma la parola prima che ai tribunali è di pertinenza della politica. Renzi non si nasconda dietro gli annunci».

Update 18:58: È attraverso Facebook che Ignazio Marino, sindaco di Roma, ha dichiarato: «Abbiamo dato mandato ai nostri uffici di fare un approfondimento. In questo momento non accettiamo l'ordine del prefetto di Roma di cancellare le trascrizioni già avvenute».


Il Ncd sceglie l'ostruzionismo in Senato: «I gay vanno disciplinati, non tutelati»

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«No ai matrimoni gay, no alle adozioni gay o la previsione dell'utero in affitto e un secco no alla reversibilità delle pensioni». Così Bruno Mancuso, senatore del Nuovo Centrodestra, si è ripetuto come un disco rotto durante la discussione in Commissione Giustizia al Senato del testo base proposto dalla senatrice Cirinnà riguardo le unioni civili.
«Non c'è alcuna insensibilità da parte del Nuovo Centrodestra nei confronti di quanti decidono di convivere indipendentemente dal sesso -ha affermato Mancuso- la cosa importante però è non invertire i paradigmi. Esiste una famiglia che va tutelata. Poi esistono altre forme che vanno disciplinate. Ma non arriviamo all'assurdo che queste forme vengano prima della famiglia o si confondano con la famiglia».
Insomma, secondo il senatore esisterebbero due famiglie diverse: una da tutelare e l'altra da disciplinare dopo averla esclusa dalle tutele. Inutile a dirsi, l'esclusione dalla reversibilità pare volta esclusivamente alla all'arricchimento del primo gruppo grazie allo sfruttamento del secondo, in una nuova forma di schiavitù che il partito di Alfano vuole reintrodurre in Italia (ancor più considerato come i figli non siano un canone, basando la discriminante sul naturale orientamento sessuale dei singoli cittadini).
Per motivare le sue affermazioni Mancuso non ha mancato di ripetere a pappagallo le frasi che il suo partito ripete ad ogni occasione, indifferente a come siano state più volte smontate: l'uomo ha parlato del «diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre secondo i canoni della famiglia tradizionale» ed è così finito indirettamente a chiedere che i figli siano tolti dalle famiglie monoparentali nel caso di divorzio o di morte di uno dei due coniugi. Ed, ancora, ha rivendicato che «non è ammissibile l'esplicita equiparazione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso al matrimonio, in quanto ciò si pone in diretta antinomia con l'articolo 29 della Carta fondamentale» La Cassazione e la Corte Costituzionale leggono diversamente il significato di quell'articolo, ma evidentemente sono enti che non hanno diritto di replicare allo slogan creato e diffuso da Giovanardi.


Pisapia non retrocede: «La legge impone trascrizioni»

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«È la legge che impone al sindaco la trascrizione dei matrimoni anche omosessuali che sono stati celebrati all'estero e che sono legittimi sulla base dello stato dove c'è stato il matrimonio. Il che non ha non ha nulla a che vedere con il fatto che in Italia non sia previsto il matrimonio omosessuale, perché questo è un problema che riguarda il legislatore. Il sindaco ha un compito amministrativo, come ufficiale di stato civile, e la legge è molto chiara». Così il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha risposto alla richiesta di cancellazione degli atti avanzata dal Prefetto.
Secondo il primo cittadino, infatti, quella richiesta derivante della circolare diramata dal ministro Alfano è «del tutto illegittima perché la legge non prevede che possa essere il prefetto a fare interventi sostitutivi a quelli che spettano al sindaco».
Si continua così a giocare la partita fra i primi cittadini e i prefetti inviati da Alfano con motivazioni che giuristi ed avvocati tendono a non condividere. Ed è proprio in quell'ottica che la Rete Lenford ha provveduto ad inviare una diffida a tutte le istituzioni (arrivando sino al Presidente della Repubblica) per chiedere che non siano compiuti atti illegittimi come l'annullamento delle trascrizioni da parte di organismi diversi dalla Procura della Repubblica.

Intanto l'opposizione è passata al contrattacco e il consigliere Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia) ha dichiarato di aver denunciato Pisapia. «Ho chiesto l'intervento della Procura sulla questione della trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all'estero -dice- Ho scritto al procuratore Edmondo Bruti Liberati per chiedere il suo intervento, affinché venga rispettata le legge. Il sindaco di Milano ha infranto la normativa nazionale che prevede matrimoni esclusivamente tra persone di sesso opposto e ha ignorato le richieste del Prefetto di tornare nella legalità. Per questo mi sono rivolto alla Procura».


Consultazioni del M5S: stravince il «sì» per il riconoscimento giuridico delle coppie gay

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«La consultazione on line sulle unioni civili si è chiusa con un risultato plebiscitario che sancisce la vittoria dei sì». È quanto dichiara una nota rilasciata da Senato, Alberto Airola, capogruppo del Movimento 5 Stelle.
Nella giornata di ieri, infatti, gli iscritti al movimenti erano stati chiamati ad esprimersi su unioni civili e convivenze attraverso la domanda: «Sei favorevole all'introduzione nel nostro ordinamento giuridico delle unioni civili fra persone dello stesso sesso?».
Airola ha poi commentato: «Ora si apre la strada per un percorso legislativo che porti al riconoscimento di diritti da tempo presenti in Europa e di cui l'Italia, paurosamente in ritardo, aveva bisogno. Ci auguriamo che le divisioni interne alla maggioranza, e allo stesso Pd, non rallentino l'iter legislativo di questo disegno di legge parlamentare».


Papa Francesco si schiera con la Lega Nord e con le mozioni omofobe dei Giuristi per la vita

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Secondo quanto riportato da Tempi.it, Papa Francesco avrebbe scelto di attuare un'ingerenza nei confronti dello stato italiano e sarebbe intervenuto a difesa delle mozioni omofobe scritte dai Giuristi per la vita che la Lega Nord sta cercando di far approvare in tutti i comuni e regioni d'Italia.
In una lettera firmata da monsignor Peter Wells e destinata ad Arianna Lazzarini (consigliera regionale della Lega Nord in Veneto) si legge: «Sua Santità desidera manifestarle viva gratitudine per il premuroso gesto e per i sentimenti di venerazione e affetto che lo hanno suggerito e chiede di perseverare nell'impegno a favore della persona umana, per l'adeguata tutela dei valori tradizionali e per il riconoscimento del proprio diritto all'educazione dei figli, secondo i valori cristiani».
Il riferimento è alla mozione omofoba recentemente approvata in Veneto in cui si denuncia la necessità di intervenire contro la propaganda «omosessualista» rappresentata dalla lettura nelle scuole di libri come quelli della Mazzucco (che la Procura della Repubblica aveva definito «funzionale al messaggio di sensibilizzazione al tema delle famiglie omosessuali»).
Eppure è la Lazzarini stessa a riscostrute la vicenda, raccontando di aver provveduto personalmente ad informare il Santo Padre del suo operato nell'introduzione una mozione dall'odore di incostituzionalità. «Questa missiva di papa Francesco – spiega –dice la consigliera leghista- mi rafforza nei miei obiettivi futuri e certifica la bontà di quelli appena condotti a termine». La donna è ance intervenuta a Radio Vaticana per lamentare come «è stato un mese abbastanza difficile, un po' complicato. Io, in prima persona sono stata attaccata e definita razzista, omofoba e quant'altro... Quasi quasi dovrei sentirmi in colpa per aver portato una mozione di questo genere dove, di fatto, la famiglia viene definita tale in quanto composta da uomo e donna, che insieme crescono i propri figli seguendo i valori naturali su cui si fondano la nostra società e la nostra identità».
Vien da sé che una presa di posizione del pontefice al fianco di gruppi di estrema destra e di partiti politici che quotidianamente calpestano la dignità di immigrati e gay appare come un fatto singolare e di estrema gravità.


Il Movimento 5 Stelle lancia una consultazione su unioni civili e convivenze

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«Sei favorevole all'introduzione nel nostro ordinamento giuridico delle unioni civili fra persone dello stesso sesso?». È questo il quesito lanciato sul blog di Beppe Grillo e rivolto a tutti gli iscritti al portale del Movimento 5 Stelle abilitati al voto. La votazione rimarrà aperta nella giornata di oggi (28 ottobre 2014) dalle ore 10.00 alle ore 19.00.
Prima del voto viene suggerita la lettura del post pubblicato su Facebook dal capogruppo M5S Alberto Airola, nel quale si legge: «Oggi vi si chiede di esprimervi su una specifica proposta di unioni civili che dovrà essere votata in commissione giustizia. È un testo sulle unioni e non sul matrimonio che in commissione ha seguito un altro iter. In pratica in commissione giustizia sono stati accorpati tutti i disegni di legge sul matrimonio da una parte e lo stesso è stato fatto per le proposte relative alle unioni di fatto. Il voto quindi è per adesso limitato alle questioni delle unioni che dobbiamo affrontare e non è una espressione sulle soluzioni ideali che dovremmo avere in merito.
Se credete che sia sacrosanto concedere dei diritti alle coppie di fatto votate sì, se credete che dovremmo avere il matrimonio egualitario vi consiglio di votare sì lo stesso perché questo sarà il primo passo per riconoscere comunque dei diritti alle coppie etero e gay (tenete presente che il testo sulle unioni garantisce molto le coppie al pari del matrimonio, salvo adozioni ex novo per le coppie omosessuali). Se siete contrari a qualsiasi diritto per le coppie di fatto votate "No" ma sappiate che in tutta Europa esistono istituti egualitari al matrimonio per coppie omosessuali o comunque il riconoscimento di diritti alle coppie di fatto».


Omphalos Arcigay Arcilesbica contro Alfano: «Indignati per la palese mistificazione della realtà»

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L'associazione umbra Omphalos Arcigay Arcilesbica ha commentato la risposta fornita dal ministro Angelino Alfano al Question Time presentato dall'onorevole Fratoianni (Sel) in merito alla denuncia ricevuta da due suoi attivisti, ritenuti colpevoli di essersi «esibiti» in un bacio omosessuale giudicato «disgustoso» durante la manifestazione delle Sentinelle in piedi.
L'associazione si dichiara «profondamente indignata per la palese mistificazione della realtà e per le parole usate dal Ministro per classificare codesta Organizzazione». «Quanto appena accaduto in Parlamento è gravissimo -dichiara Emidio Albertini, co-presidente di Omphalos- Il ministro, oltre a non aver di fatto risposto al quesito dell'on. Fratoianni, ha definito Omphalos come un gruppo "antagonista", dimostrando di non conoscere i 22 anni di storia della nostra associazione, fatta di collaborazioni istituzionali e di profondo radicamento nel tessuto sociale perugino e umbro».
Da anni, infatti, l'associazione offre servizi alla comunità e si pone come interlocutore autorevole con la politica in tema di diritti umani, diritti civili e lotta a tutte le discriminazioni. Per questo motivo si denuncia come «quello del Ministro e della sua area politica, sia un chiaro tentativo di demonizzare le forze progressiste ed europeiste del nostro paese le quali, ogni giorno, lottano con convinzione per i diritti e la dignità sociale delle persone lgbt e non solo».
«La società civile Umbra -aggiunge Patrizia Stefani, co-presidente di Omphalos- grazie all'attività costante di associazioni come la nostra, si è dimostrata in questi anni aperta ed inclusiva. Alfano, giustificando le pretestuose parole della Questura Perugina, sta tentando di riportare i nostri territori e l'intero Paese indietro di decenni pur di recuperare i voti dei movimenti cattolici oltranzisti e dei neo-fascisti.»


Marino: «Ho agito legittimamente». I vescovi: «Atto illegale perché contrario al bene comune»

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«Ritengo d'aver operato legittimamente trascrivendo gli atti di matrimonio in questione». È quanto dichiarato dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, in una lettera inviata al prefetto Giuseppe Pecoraro. «Il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso celebrato all'estero non è inesistente e non costituisce minaccia per l'ordine pubblico -ha proseguito Marino- La non trascrizione di quegli atti per via dell'orientamento sessuale delle coppie sarebbe stata un atto palesemente discriminatorio, violando l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea [...] La nostra è una posizione di legalità che vogliamo mantenere ben salda e che abbiamo ribadito questa mattina ai due viceprefetti di Roma che da circa 5 ore sono diligentemente impegnati in Campidoglio nell'esame accurato della documentazione dei 16 atti di trascrizione».

A sposare la linea di Alfano, però, sono i vescovi che ancora una volta scendono in campo per tentare di arginare il crescente numero di comuni che sta procedendo alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. In una nota congiunta, i vescovi delle diocesi di Concordia Pordenone, Udine e Trieste (Giuseppe Pellegrini, Bruno Mazzocato e Giampaolo Crepaldi) affermano: «Non possiamo nascondere la sofferenza per certi travisamenti della realtà della famiglia e del matrimonio recentemente sostenuti da rappresentanti di istituzioni pubbliche». Secondo i tre religiosi, tali iniziative sarebbero «non rispettose degli ambiti del loro potere. Da più parti è stato messo in luce che i provvedimenti di un'amministrazione comunale non possono debordare l'ambito loro proprio e porsi in contrasto con le leggi vigenti. Più che per gli aspetti tecnici che lasciamo valutare prudentemente ad altri, siamo preoccupati per le questioni di sostanza. La legalità, di cui una comunità ordinata vive, ha molti aspetti che riguardano il bene comune».


Alfano non si ferma: sì all'intervento dei prefetti e sì all'inciminazione degli attivisti gay

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Il ministro Alfano è stato chiamato oggi a rispondere a due interrogazioni che riguardano l'atteggiamento dello stato nei confronti della comunità lgbt.
L'onorevole Formisano (Centro Democratico) ha chiesto chiarimenti al ministro riguardo l'effettiva competenza dei prefetti nella cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso contratti all'estero, dato che tale ruolo dovrebbe riguardare la magistratura.
Alfano ha deciso di non fare retromarcia e ha sostenuto che «l'intervento del prefetto, in questi casi, è espressione delle funzioni di vigilanza sull'ordinata tenuta dei registri di stato civile, funzioni che gli sono state assegnate in maniera inequivocabile dall'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 396 del 2000, in riferimento al quale è appunto il prefetto ad esercitare, in questo ambito, compiti di sovrintendenza nei confronti dei sindaci».

L'onorevole Fratoianni (Sel) ha invece chiesto spiegazioni riguardo al verbale redatto dalla polizia di Perugia in occasione della denuncia ricevuta da un attivista gay che aveva baciato il marito durante il presidio delle Sentinelle in Piedi dello scorso marzo. Nel documento si parlava di un «concupiscente bacio sulla bocca nel bel mezzo di Corso Vannucci ed in presenza di numerose famiglie con bambini e ragazzi molti dei quali minorenni [...] lasciando i passanti disgustati da tale dimostrazione».
Alfano ha lasciato intendere che non intende intervenire nella valutazione della correttezza di quel verbale né in merito alla formulazione lesiva della dignità degli imputati. A suo dire la polizia è intervenuta correttamente per «contenere gli effetti delle estemporanee iniziative di dissenso» che i contestatori avrebbero sostenuto con un «tenore provocatorio» nei confronti delle Sentinelle in piedi.
Nessuna spiegazione specifica è stata fornita riguardo all'accusa di disturbo alla quiete pubblica, dato che Alfano si è limitato a dire che: «due di essi sono stati deferiti per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazione della propria identità personale, quattro per il concorso nel reato di violazione dell'obbligo di preavviso di manifestazione non autorizzata, tutti e sei, inoltre, sono stati deferiti per il concorso nel reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Per cui, le imputazioni che gravano sui manifestanti dimostrano chiaramente che, nelle formulazioni delle accuse, non sono mai venuti in evidenza gli atti sottolineati dall'onorevole Fratoianni e contenuti asseritamente nel verbale, di cui alla sua interrogazione».


Arcigay frena Alfano: «Nessun paletto sulle unioni, il dibattito sui diritti non è il mercato delle vacche»

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«No al matrimonio, no alle adozioni e no alla reversibilità delle pensioni, che sfascerebbe i conti pubblici». È quanto ribadito da Agelino Alfano, leader del Ncd, pronto a sostenere che il suo partito è disponibile solo «a studiare un modello italiano che possa dare maggiori diritti alle unioni gay» purché non si tocchino i suoi «tre paletti».
Non si è fatta attendere la riposta di Arcigay che, attraverso un comunicato, ribatte: «Inaccettabile iniziare una discussione con questi presupposti. Alfano la smetta di fare il mercato delle vacche, ci risparmi i suoi arroganti aut aut e lasci al Parlamento la discussione. Tre questioni che sono sbagliate nel metodo e nel merito e che ancora una volta sottolineano la faziosità del vicepremier. Alfano confonde il matrimonio con una proprietà in suo possesso, che può concedere o meno; invece il matrimonio è un diritto, al quale tutte e tutti devono poter accedere. E pone il suo "niet" anche sulle adozioni Alfano, negando l'evidenza del definitivo sgretolamento del modello familiare che lui sostiene come unico possibile, e condannando migliaia di nuove famiglie, minori inclusi, a una vita ad ostacoli, che trova ragione solo nel piglio autoritario del leader di una forza politica che cammina sui crinali del quorum. Il legislatore non potrà mai negare a gay e lesbiche la possibilità di essere genitori: Alfano questo se lo deve mettere in testa. Il suo paletto serve solo a complicare questo percorso, a renderlo pieno di ostacoli, ad infierire su famiglie che già sentono il peso della crisi da cui una classe politica inadeguata non riesce a farle uscire. E infine parla di reversibilità il vicepremier, imponendo che venga esclusa dalla legge. Questo è surreale, un vero e proprio furto di Stato, che tenta di nascondersi dietro al dito dei conti da far quadrare. Ma i conti in Italia non tornano da un pezzo e non di certo per la reversibilità della pensione all'interno delle coppie gay o lesbiche, semmai per l'inadeguatezza e in alcuni casi perfino la disonestà di una classe politica. Gay e lesbiche pagano le tasse e versano i contributi previdenziali da sempre: la reversibilità è dovuta, la discussione non si apre nemmeno. Se non sarà inclusa la reversibilità verremo a Roma a prendercela».


Marino ha trascritto 16 matrimoni gay. Proteste e denunce da parte di Ncd, Forza Italia e Cei

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Così come preannunciato, Ignazio Marino ha proceduto alla trascrizione di sedici matrimoni celebrati all'estero fra persone dello stesso sesso. Accolto da una folla festante, il Sindaco di Roma ha dichiarato: « uno splendido sabato mattina. Ma dobbiamo anche pensare che sia un giorno normale perché noi crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto più importante c'è di quello di poter dire al proprio compagno o compagna "Ti amo"?»
Ma la celebrazione dell'amore è bastato a scatenare un putiferio politico.
Il prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro, ha usato toni da intimidazione: «Cancelli le trascrizioni o le annullerà io», ha tuonato. «Io faccio il mio lavoro -ha replicato il primo cittadino- e difendo il diritto di tutti ad amarsi. Se il prefetto ritiene di doverlo contrastare farà la cosa più giusta dal suo punto di vista [...] tra 15 anni nessuno si ricorderà chi era il sindaco o chi era il prefetto ma tutti sapranno che a Roma può essere riconosciuto l'amore a prescindere dall'orientamento sessuale».
Barbara Saltamartini, deputato e portavoce nazionale del Ncd, non si è limitata a prendere parte ad una protesta omofoba organizzata in Campidoglio, ma si è lanciata nel dichiarare: «Marino si è blindato e barricato in Campidoglio per violare la legge. Ha precluso la piazza ai cittadini mentre compie un'azione fuorilegge in barba al legislatore nazionale e alla Costituzione. Presenteremo una interrogazione parlamentare su quanto di indecente accaduto oggi in piazza». Marco Pomarici, consigliere dell'Assemblea Capitolina del Ncd, ha annunciato che provvederà a denunciare il sindaco, mentre Alfano (firmatario dell'indegna circolare con cui ha tentato di impedire la trascrizione) ha preferito ricorrere a veri e propri sfottò: «Marino firma autografi -dice- Il sindaco ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l'attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie».
Proteste sono giunte anche fa Forza Italia dove il senatore Maurizio Gasparri ha deciso di sposare in pieno la linea di Alfano: «Ha ragione il Prefetto di Roma nell'imporre al sindaco Marino il rispetto della legge. La registrazione dei matrimoni contratti all'estero è illegale». Anche Mara Carfagna, alla giuda del neonato dipartimento dei diritti civili di Forza Italia, ha espresso un parere negativo: «La trascrizione da parte del sindaco Marino dei matrimoni contratti all'estero -dice- non fa altro che gettare benzina sul fuoco su un terreno già molto delicato come quello dei diritti civili».
Tra i pareri politici non è mancata la voce della Cei, sempre più impegnata nell'intervenire sulle questioni legali dell'italia quasi si trattasse di un vero e proprio partito politico (seppur non eletto democraticamente). I vescovi hanno sostenuto che «Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile». La Cei non ha mancato anche di sostenere che le trascrizioni previste dalle normative europee non debbano essere celebrate perché «perché oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico [suggeriscono] una equivalenza tra il matrimonio e altre forme che a esso vengono impropriamente collegate».


A Pisa si avvia la trascrizione delle nozze gay, a Roma il Ncd vuole denunciare il sindaco

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Il Consiglio comunale di Pisa ha approvato a maggioranza due mozioni, presentate da Sel e Pd, per l'avvio della trascrizione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.
La mozione presentata dalla consigliera Simonetta Ghezzani (Sel) «invita il sindaco a emanare un'apposita direttiva con la quale dispone che il Servizio anagrafe, stato civile ed elettorale del Comune di Pisa provveda a trascrivere nell'archivio, su richiesta degli interessati, gli atti attestanti la celebrazione di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso», quella del consigliere Ferdinando De Negri (Pd) invita «il Parlamento a legiferare, in tempi brevi, una regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze».

Intanto il Ncd continua ad arroccarsi sulla sua posizione di assoluta chiusura alle famiglie gay e Marco Pomarici, consigliere dell'Assemblea Capitolina e della Città Metropolitana, ha annunciato che se il Sindaco di Roma non rispetterà la circolare di Alfano e procederà con la preannunciata trascrizione di 16 matrimoni contratti all'estero, lui lo denuncerà.
«Domani mattina -ha dichiarato- appena il sindaco Marino avrà illegittimamente trascritto il primo matrimonio gay contratto all'estero mi recherò presso gli Uffici della Procura della Repubblica per denunciarlo. Nonostante le indicazioni del Ministero dell'Interno e della prefettura Marino ha deciso di violare la legge. E questo non è consentibile»
Sulla stessa lunghezza d'oda è anche Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fratelli d`Italia in Regione Lombardia, pronto ad invocare l'intervento del prefetto per la cancellazione delle nozze trascritte da Pisapia. «Una settimana fa, dopo la firma del sindaco sugli atti, il Prefetto aveva dichiarato di aver richiesto i documenti, come da circolare del ministero degli Interni, per annullare le trascrizioni, e io stesso gli avevo personalmente scritto per denunciare la situazione -ha dichiarato- nelle altre città si è già intervenuti, mentre a Milano si sta aspettando non si sa bene cosa. Sono passati sette giorni, è ora di intervenire».


Berlusconi e Salvini hanno iniziato a dialogare per ricostruire una coalizione comune

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Secondo quanto riportato da Affaritaliani, alcune "fonti qualificate" di Forza Italia avrebbero confermato il summit segreto che si sarebbe tenuto ad Arcore fra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. I motivi sarebbero riconducibili alla convinzione di una imminente caduta del governo ed un ritorno alle urne entro il prossimo anno, unita ad un sondaggio commissionato dal partito che vedrebbe Forza Italia attestato ad un misero 11,5% (poco più della Lega Nord, vicina al 10%).
Da qui l'idea di riportare in vita la vecchia coalizione di centro-destra, richiamando all'ovile Lega e Fratelli d'Italia. L'esclusione di Afano dipenderebbe da un'esplicita richiesta avanzata dal Carroccio, così come Berlusconi si sarebbe detto immediatamente disponibile anche ad una posizione anti-europea (forse sino a sostenere l'uscita dall'Euro), allo stop permanente dell'operazione Mare Nostrum e ad un'ulteriore stretta sull'immigrazione.
Per la quadratura del cerchio manca ancora la conciliazione tra la chiusura al riconoscimento delle unioni gay da parte di Salvini e l'apertura annunciata dalla Pascale (sulla quale berlusconi non ha mai pronunciato parola  che alcuni suoi fedelissimi si sono affrettati a smentite). Bisognerà vedere se il tema sarà sufficiente sentito da poter mettere a rischio una lucrosa alleanza.
Nel 1995 Berlusconi affermò che non si sarebbe mai più seduto ad un tavolo con la Lega (ai tempi guidata da Bossi), nel 2013 fu Salvini a dire di non voler mai più collaborare con il cavaliere, così come nel 2013 Maroni rimarcò come fra i due il matrimonio fosse ormai finito. Nell'eterna telenovela fra i due partiti, oggi si affaccia l'ipotesi di una nuova unione di fatto fra i due.


Fiumicino avvia la trascrizione delle nozze gay: «Riconoscerle è un atto di rispetto della legge»

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«Attraverso una disposizione sindacale, oggi ho disposto che l'Ufficio di Stato civile del Comune di Fiumicino provveda a trascrivere negli archivi, entro il primo dicembre, gli atti che attestino la celebrazione di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso, entrambe residenti nel Comune di Fiumicino. Non esistono motivi ostativi contro la trascrizione di queste unioni, riconoscerle è un atto di rispetto dei diritti civili e della legge, che prevede quest'obbligo quando si tratta di matrimoni validamente celebrati secondo le norme del Paese in cui si sono svolti». Lo ha dichiarato Esterino Montino, primo cittadino della città laziale.
Il sindaco ha poi aggiunto come «il Comune di Fiumicino ha deciso di compiere un passo degno di un Paese civile e democratico. Non si tratta di un gesto estemporaneo, ma del frutto di una scelta precisa e consapevole, che mira alla giustizia e all'eguaglianza sociale».
Riguardo alla posizione del prefetto e alla circolare di Alfano, Montino si dice «convinto che i contenuti di quella circolare siano lesivi delle prerogative e delle responsabilità dirette dei sindaci, ho deciso di compiere questo atto. Capisco e condivido la posizione del sindaco di Roma, Marino, che sta dando seguito alla richiesta di una coppia che ha chiesto di esercitare il proprio diritto. Anch'io ho ricevuto una richiesta analoga nei giorni scorsi: la trascrizione di un matrimonio celebrato in Portogallo nel 2011 da una coppia omosessuale residente nel nostro Comune. Come ufficiale di Stato civile ho il dovere di dare seguito alla loro richiesta assumendo questa decisione. È anche evidente che la soluzione integrale di tutta questa problematica è legata all'approvazione di un atto legislativo da parte del nostro Parlamento. Mi auguro davvero che ci si arrivi in tempi molto rapidi».


Ncd e Lega contro le unioni gay: Salvini inneggia a Putin e Lupi vuole negare la reversibilità

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«Le unioni gay? Se deve essere una proposta del governo, intanto, sarà discussa. I patti alla nascita del governo su questo tema erano chiari, sono sicuro che lavoreremo per concordare il testo. Una fotocopia del modello tedesco non avrà il sostegno di Ncd» È quanto dichiara il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, dopo l'annuncio di Renzi riguardo ad un'imminente legge sulle unioni civili.
parlando a nome del suo partito, ha sottolineato come «per noi sono irrinunciabili tre paletti. Primo: no all'equiparazione tra unioni e matrimonio», poi «no all'adozione» anche per il figlio biologico di uno dei due e «no alla reversibilità della pensione».
A luglio fu Alfano a sostenere che la negazione dei diritti pensionistici fosse l'unica chiave che avrebbe consentito un'apertura sul tema. Non stupisce così come a fargli eco sia accordo anche il compagno di partito Fabrizio Cicchitto, pronto a sostenere che «sul tema mi riservo una assoluta libertà di valutazione personale. Nel merito sono favorevole alle unioni civili che siano chiaramente distinte dal matrimonio in modo da dare una soluzione a chi ha fatto una propria scelta di vita. Esse vanno chiaramente distinte dal matrimonio: tenendo conto del ruolo fondamentale svolto dalla famiglia storica nella società italiana, sono anch'io contrario alla reversibilità delle pensioni mentre invece sono favorevole all'adozione di un figlio biologico di una dei due e solo ad essa».
«È inconcepibile che ci siano onorevoli e ministri che godono di privilegi economici e pensionistici anche come coppie di fatto, che tuonano contro la reversibilità delle pensioni per le coppie gay o contro i diritti di uguaglianza economica, patrimoniale, genitoriale delle coppie -ha commentato il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo- Chi per una vita ha vissuto con lauti stipendi pagati dalle tasse di tutti, compresi i gay italiani e gode e godrà di privilegi e vitalizi, dovrebbe avere il buon gusto di non ergersi a difensore della morale in materia di welfare. A meno che non abbiano deciso di esentare dal pagamento delle tasse i gay. Nel qual caso sarebbe probabile che Lupi, Sacconi e Gasparri scoprirebbero il loro lato omosessuale».

Un secco «no» al riconoscimento delle unioni gay è giunto anche da Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che all'Ansa ha riproposto una brutta battuta già pronunciata ieri da Gasparri in merito alla cena di Berlusconi con Luxuria: «Io ho scelto l'altro Vladimir, Putin», ha dichiarato il leader del carroccio. In merito alla proposta di Renzi ha aggiunto: «Non condivido assolutamente le adozioni e l'equiparazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Riconoscimento di alcuni diritti sì, ma l'adozione è un'altra cosa e il matrimonio è un'altra cosa».


Maurizio Gasparri: «Luxuria ci fa perdere voti»

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«Gli italiani, omosessuali e non, meritano più serietà, onestà e, soprattutto, trasparenza. Giocare sulla pelle di chi subisce discriminazione è un esercizio particolarmente cinico che squalifica chi pensa di poterlo fare». È quanto dichiarato da Mara Carfagna, neoeletta presidente del dipartimento dei diritti civili di Forza Italia.
Ma mentre l'ex ministro delle pari opportunità parlava della totale apertura del suo partito al riconoscimento delle unioni civili, Maurizio Gasparri ha raccontato tutta un'altra storia dai microfoni di Radio 24.
«Non ho trovato nessuno tra i militanti e gli elettori di Forza Italia contrari a quello che penso io -ha dichiarato- Il 90 per cento dei nostri elettori sono contrari alla linea di Luxuria, io non la porterei mai in un nostro circolo come testimonial».
Secondo il vicepresidente del Senato, inoltre, «ci sono molti deputati e senatori che la pensano esattamente come me e non vogliono dirlo. Sono contro quelli che cambiano per convenienza e tacciono per timori. Ho scritto a Berlusconi che si perdono consensi prendendo gli applausi da chi non ti voterà mai. Lui mi ha sempre detto di essere contrario a matrimonio e adozioni e di riflettere invece sui diritti. Ora Luxuria ne ha dato una versione diversa».
Quello odierno è il secondo intervento de forzista contro la linea politica che Berlusconi avrebbe proposto a Luxuria durante la loro cena ad Arcore. Ieri Gasparri dichiarò di preferire le posizioni di Putin, ritenendole più adeguate a gestire la comunità lgbt.


Maurizio Gasparri: «A Luxuria preferisco Putin, ha posizioni più corrette sulle unioni gay»

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Maurizio Gasparri non ha mai perso occasione per schierarsi contro qualsiasi riconoscimento dei diritti gay, ma negli ultimi mesi ha sempre più assunto il ruolo di imbonitore dell'rea più omofoba di Forza Italia. Ogni qualvolta le agenzie riportano un'apertura ai gay da parte di Silvio Berlusconi, lui interviene per rassicurare  i dissidenti sul fatto che quell'apertura non ci sia mai stata. È accaduto quando Francesca Pascale ha parlato al Gay Village e si è ripetuto all'indomani della cena ad Arcore di Vladimir Luxuria.
«Certamente le nostre posizioni non le decide Luxuria -ha dichiarato il senatore a Il Tempo- ma la coscienza di ognuno di noi, perché su questioni del genere ci sarà libertà di scelta e, se ci dovesse essere un'indicazione di partito, emergerà dalle discussioni che si faranno nei gruppi parlamentari. Comunque non mi risulta che Luxuria sia il portavoce di Berlusconi, se il Presidente vorrà confrontarsi sul tema lo faremo. La posizione di Berlusconi mi lascia indifferente. In un partito si può essere in maggioranza o minoranza ma su temi del genere non ci si regola sui numeri. Quando si parla di adozioni si rischiano tanti equivoci. Chi dice che è meglio crescere in una coppia gay che in un orfanotrofio pone un falso problema: ci sono moltissime richieste di adozione da parte di coppie eterosessuali che restano senza risposta. Bisogna rendere semmai più snelle e rapide le procedure per quelle adozioni. Poi c'è il tema delle maternità surrogate, i cosiddetti uteri in affitto. Perché le femministe che manifestarono contro Berlusconi non si ribellano ora a questo vergognoso uso a pagamento del loro corpo? Chi vuole gli uteri in affitto è uno schiavista, va spedito in galera. Ora è uscito da Arcore Vladimir Luxuria. Spero che, venendo in Italia, entri nello stesso portone un altro Vladimir: Putin. Lui ha posizioni molto più corrette su queste materie. Ecco, io tra i due Vladimir non ho dubbi…».
Insomma, un vero e proprio compendio di banalità e pregiudizi (peraltro infarcito di dati poco attendibili, soprattutto se si considera come oggi ci siano ben 168 milioni di bambini che crescono senza una famiglia o come gli uteri in affitto siano richiesti principalmente da coppie eterosessuali che preferiscono utilizzare il proprio seme al posto di ricorrere ad un'adozione). Ma in fondo di sa che per certi politici la vita dei bambini altrui è sacrificabile sull'altare del pregiudizio.
Fatto sta che Berlusconi continua a tacere e, nonostante il moltiplicarsi di messaggi che di volta in volta gli attribuiscono posizioni di apertura o chiusura, è evidente come quel silenzio possa permettergli di ottenere consensi da entrambi i fronti grazie al'immobilismo di una politica fatta di tanti annunci e pochi fatti.


Arcigay si augura che il nuovo annunci non finisca ancora una volta con un nulla di fatto

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«Dovremmo essere entusiasti del fatto che ciclicamente, ogni due o tre settimane, il tema delle unioni tra persone dello stesso sesso diventi, a turno, lo scoop delle più importanti testate nazionali. Peccato che ogni volta l'annuncio sia stato dai fatti contraddetto». Così Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta l'anticipazione con sui La Repubblica ha annunciato il testo sulle unioni civili che il Governo dovrebbe a giorni licenziare.
«Prima la scadenza era settembre -ha proseguito Romani- poi è arrivata la doccia fredda dei mille giorni, ora ci viene mandato a dire (ma non è il premier a prendere parola e dirlo, in realtà) che la legge ci sarà entro due settimane. Ancora annuncite? Un altro scoop destinato a finire in un nulla di fatto?. Noi naturalmente questi quindici giorni siamo disposti ad aspettarli, a patto che siano gli ultimi quindici giorni di un'attesa che dura da sempre. E se questo breve periodo sarà sufficiente per approvare finalmente una legge che riconosca le unioni tra persone dello stesso sesso, è auspicabile che sia una buona legge, volta a sancire il principio inderogabile della piena uguaglianza, assumendosi la responsabilità di superare ogni visione discriminatoria e di puntare in alto. Perché da una legge discendono una società e una cultura. Questo principio auspichiamo sia il faro che guiderà i lavori parlamentari».


Alemanno preannuncia un esposto al prefetto per fermare le trascrizioni dei matrimoni gay

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Ignazio Marino ha annunciato che sabato procederà personalmente alla trascrizione di alcuni matrimoni gay contratti all'estero. Ed è così che l'ex sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ha trovato il pretesto per far parlare di sé annunciando che farà un esposto al prefetto affinché fermi quelle trascrizioni.
Ospite degli studi di La7, l'esponente di Fratelli d'Italia si è spinto sino a sostenere che le trascrizioni sono «un atto non solo illegittimo, ma illegale». Non la pensa così la gran parte dell'avvocatura, ma si sa che i diritti dei singoli sono ormai alla mercé degli slogan elettorali del politico di turno.
La sua iniziativa ha ottenuto l'immediato appoggio da parte tutti i consiglieri dell'opposizione, compresa Forza Italia che, nonostante le cene organizzate ad Arcore con Luxuria o i proclami della Pascale, alla prova dei fatti non manca mai di schierarsi contro il riconoscimento delle unioni gay.