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Giulio Spatola per NOH8 Campaign

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Sarà pur vero che la Prop8 per cui era nata non esiste più, ma è altrettanto vero che la marcia verso la parità di diritti è ancora lunga. Ed è così che Adam Bouska sta continuando a pubblicare gli scatti dei personaggi noti e meno noti che hanno prestato il proprio volto alla campagna "NOH8" (che si pronuncia "no hate campaign"), nata anni fa come risposta al referendum californiano che ha vietato la celebrazione di matrimoni gay anche dopo la loro approvazione da parte dei legislatori.
Chi avesse sfogliato le ultime immagini pubblicate, forse avrà notato un volto noto a molti: da oggi, infatti, è raggiungibile anche lo scatto con cui è stato immortalato nientepopodimeno che Giulio Spatola.
Eletto Mr Gay Italia nel 2010, Mister Gay Europa (di cui è l'attuale vicepresidente) nel 2011, Giulio ha posato dinnanzi all'obiettivo del celebre fotografo insieme ad altri suoi colleghi detentosi di titoli similari. Per noi è l'occasione per poter apprezzare ancora una volta la sua bellezza, così come il suo instancabile impegno a favore della causa gay (ricordiamo come abbia anche preso parte allo spot anti-omofobia del Ministero e in quello di GayNet).

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La Corte Suprema della California rigetta anche la nuova richiesta di fermare le nozze gay

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Gli oppositori alle nozze gay in California proprio non ne vogliono sapere di arrendersi e di accettare la decisione di incostituzionalità del divieto sancita nel 2010 e confermata ora anche dalla Corte Suprema. Ed è così che, per la seconda volta in soli otto giorni, la più alta corte della California ha dovuto nuovamente pronunciarsi sul tema e si è dovuta nuovamente rifiutare di bloccare i matrimoni fra persone dello stesso nello stato.
A chiedere un provvedimento ingiuntivo è stato il solito ProtectMarriage (un gruppo formato da conservatori e gruppi religiosi) che, appellandosi ad alcune sfumature delle sentenza, hanno chiesto che la Proposition 8 rimanesse in vigore nelle due contee non espressamente citate nelle sentenze.
Insomma, la loro teoria è che una legge già giudicata incostituzionale ed ingiusta debba essere ritenuta valida fino a quando non siano stati citati tutti i singoli nomi sei soggetti tenuti a non applicarla... un po' come se per sancire l'illegalità del furto bisognasse fornire l'elenco completo di tutte le persona a cui viene chiesto di non rubare (sottintendendo che quanti non hanno ricevuta un'esplicita menzione in tribunale, siano libero di farlo). Sarà anche lecito non condividere la decisione, ma quando ci si presenta con simili argomentazioni si rischia di finire nel ridicolo...


La Corte Suprema rigetta la petizione e si rifiutata di fermare la ripresa dei matrimoni gay in California

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Si chiama ProtectMarriage ed è un gruppo formato da conservatori e gruppi religiosi che si è battuto strenuamente perché la Prop8 (la norma che vietava i matrimoni gay in California) restasse in vigore. Ora che la Corte Suprema degli Stati Uniti ne ha annullato gli effetti, il gruppo ha pensato bene di organizzare in fretta e furia una petizione per chiedere l'immediata sospensione della ripresa dei matrimoni gay.
La loro tesi è che il volere espresso nel 2008 durante un referendum popolare (che ha impedito il proseguo della celebrazione di matrimoni fra persone dello stesso sesso) non possa essere abolito anche se è stato giudicato incostituzionale nel 2010 e nonostante la Corte Suprema abbia stabilito che il loro ricorso verso quella decisione non era lecito (pur avendo prolungato il divieto di tre lunghi anni).
Secondo i loro avvocati, inoltre, almeno 56 dei 58 impiegati della contea dovrebbero continuare a non celebrare matrimoni gay, dato che non erano stati citati nominalmente nel decreto ingiuntivo rilasciato dal giudice di San Francisco nel 2010. Insomma, tanti piccoli cavilli con cui si sperava di poter impedire il rispetto dei diritti delle coppie gay, magari in attesa di una nuova, lunga causa legale.
Fortunatamente, però, la Corte Suprema della California ha rigettato il ricorso e si è rifiutata di fermare la ripresa dei matrimoni gay sulla base di quelle motivazioni. Inutile dire che è facile attendersi nuove offensive da parte di chi pare incapace di accettare che anche gli altri possano godere dei loro stessi diritti.


Tornano i matrimoni gay in California

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Grazie alla sentenza della Corte Suprema che ha sancito l'illegittima della Prop8, la possibilità di celebrare matrimoni fra persone dello stesso sesso è stata immediatamente reintrodotta in California. E così, dopo la sospensione del 2008, è ora stato finalmente celebrato il primo matrimonio gay degli ultimi cinque lunghi anni.
«I gay e le lesbiche hanno aspettato a lungo per questo giorno e per il loro diritto fondamentale a sposarsi. Finalmente il loro amore è legittimo e legale come gli altri», ha dichiarato Kamal D. Harris, Procuratore Generale della California.
La prima a scambiarsi un «sì» è stata la coppia formata da Kris e Sandy, ma ci si aspetta un vero e proprio boom di matrimoni nei prossimi giorni, quando migliaia di coppie potranno finalmente veder riconosciuto il proprio amore e la propria famiglia anche dallo Stato. Le due erano state le prime a far ricorso alla Corte Suprema per vedere riconosciuti i propri diritti e il proprio rapporto d'amore.


Il movimenti lgbt statunitense nel video di Obama

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Dopo le storiche sentenze pronunciate dalla Corte Suprema (l'incostituzionalità del Defense of Marriage Act e l'abrogazione della Prop8 californiana), il presidente Barack Obama ha pubblicato sul proprio sito un video che ripercorre le principali tappe del movimento lgbt statunitense.
Il tutto parte con una citazione di Martin Luther King, secondo il quale «L'arco dell'universo morale è lungo ma si piega verso la giustizia». Poi, a seguire, il ricordo dei moti di Stonewall del 28 giugno 1969.
Le immagini iniziano così a mostrare l'elezione di Harvey Milk a consigliere comunale di San Francisco (8 novembre 1977), la creazione di una Coperta dei nomi (formata da pannelli di 90×180 cm con i nomi di persone care morte a causa dell'Aids) esposta davanti alla Casa Bianca l'11 ottobre 1987, l'approvazione del Don't Ask, Don't Tell del 21 dicembre 1993, l'approvazione del Defense of Marriage Act il 21 settembre 1996 e l'uccisione omofoba di Matthew Shepard del 12 ottobre 1998.
Poi -con un'inversione di tendenza- seguono la firma del Matthew Shepard and James Byrd Jr Hate Crimes Prevention Act da parte di Obama il 28 ottobre 2009, la nascita del progetto It Gets Better il 21 settembre 2010, l'abrogazione del Don't Ask, Don't Tell del 22 dicembre 2010, l'indicazione data da Obama al Dipartimento della Giustizia di non considerare più costituzionale il DOMA (23 febbraio 2011), la scelta di Obama di essere primo presidente in carica ad affermare che le coppie dello stesso sesso devono potersi sposare (9 maggio 2012), l'elezione di Tammy Baldwin (la prima senatrice dichiaratamente lesbica statunitense) del 6 novembre 2012, il coming out di Jason Collins del 29 aprile 2013 e la sentenza che dichiara incostituzionale il DOMA e illegittima la Prop8 (26 giugno 2013).
In conclusione il video mostra anche l'elenco degli stati americani in cui le coppie dello stesso sesso possono sposarsi.

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La Corte Suprema non si pronuncia sulla Prop8: i matrimoni gay tornano legali in California

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Dopo il pronunciamento sull'incostituzionalità del DOMA (Defense of Marriage Act), la Corte Suprema degli Stati uniti d'America era stata chiamata a pronunciarsi anche in merito alla cosiddetta Proposition 8.
Con cinque voti a favore e quattro contrari, i giudici della Corte hanno deciso di non occuparsi del caso, sostenendo che sia stato illecito l'aver impugnato l'ordinanza del tribunale distrettuale (che in precedenza aveva già giudicato incostituzionale la norma).
In altre parole, la Proposition 8 decade automaticamente e i matrimoni fra persone dello stesso sesso potranno iniziare ad essere nuovamente celebrati in California.
La norma era stata introdotta in California nel 2008, sei mesi dopo il pronunciamento della Corte Suprema californiana in merito alla costituzionalità dei matrimoni gay (di fatto, legalizzandoli). Gli oppositori hanno così organizzato un referendum che, attraverso il volere popolare, aveva portato all'approvazione di una norma per vieta espressamente i matrimoni gay.


È iniziata l'udienza della Corte Suprema Usa sull'incostituzionalità del divieto alle nozze gay

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La Corte Suprema degli Stati Uniti è stata chiamata ad esprimersi sulla costituzionalità della Proposition 8, la norma introdotta nel 2008 per via referendaria in California e che ha annullato l'approvazione delle nozze gay introdotta dal governo locale. Il ricorso presentato da due uomini (Paul Katami e Jeff Zarrillo) e due donne (Kris Perry e Sandy Tier) ha fatto sì che il tema giungesse fino alla suprema corte, impegnata da ieri ad ascoltare i pareri dei fronti favorevoli e contrari.
L'aspettativa del Paese è alta perché il pronunciamento potrebbe avere effetti immediati anche sul resto del territorio, motivo per cui molti esponenti politici nazionali e personaggi celebri hanno lanciato i propri appelli per chiedere la conferma del principio di uguaglianza di tutti i cittadini.
Dalle prime ore, però, è già emersa una netta divisione fra i giudici chiamati a pronunciarsi sul tema e non è mancato chi ha espresso dubbi sulla competenza della Corte Suprema, arrivando anche ad avanzare l'ipotesi di respingere il caso senza emettere alcuna sentenza (ipotesi che probabilmente reintrodurrebbe i matrimoni gay in California ma senza avere suglia altri stati).
E se il giudice Anthony Kennedy (il cui voto potrebbe potenzialmente rivelarsi decisivo) teme di inoltrarsi in «acque inesplorate» accettando le argomentazioni presentate dai sostenitori dei matrimoni tra le persone dello stesso sesso, l'avvocato delle due coppie ha fatto notare notare come la Corte si lanciò in "acque inesplorate" anche nel nel 1967, quando annullò il divieto di matrimoni tra persone di diversa razza in 16 stati.
Tra i principali oppositori alle nozze gay, invece, c'è il giudice capo John Roberts, pronto a sostenere che si stia cercando di cambiare il significato della parola "matrimonio", e l'avvocato Charles Cooper (rappresentante i sostenitori della Proposition 8) secondo cui il divieto va mantenuto perché si tratta di una valida espressione della volontà dei cittadini (nonostante ci siano dati evidenti di come la percezione sia cambiata negli ultimi anni, ndr).


Usa: la Corte Suprema interviene sulle nozze gay

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In molti l'avevano auspicata ed ora la decisione è arrivata: la Suprema Corte degli Stati Uniti si pronuncerò il prossimo giugno in merito al bando alle nozze tra persone dello stesso sesso in California (la cosiddetta Proposition 8) e la definizione legale di matrimonio contenuta nel «Defense of Marriage Act». La decisione verrà presa da nove giudici.
La Proposition 8 è una norma fortemente voluta nel 2008 dai gruppi religiosi e conservatori della California per annullare la sentenza dell'Alta Corte dello Stato in merito alla legalizzazione delle nozze gay. Approvata con il 52% delle preferenze attraverso un quesito referendario, la norma avrebbe anche annullato i matrimoni celebrati fino a quel momento. Nel 2009 e nel 2010 due corti federali l'hanno annullata giudicandola discriminatoria e la Corte Suprema dovrà ora esprimere il verdetto finale. Nel caso in cui si pronunciasse a favore del riconoscimento dei matrimoni gay, sarà da vedere anche se la sentenzia riguarderà la sola California o l'intero territorio degli Stati Uniti.
L'altro caso al vaglio dei giudici riguarda il «Defense of Marriage Act», una legge approvata dall'amministrazione Clinton che definisce il matrimonio come unione esclusiva tra un uomo e una donna, impedendo al governo federale l'introduzione di nozze fra persone dello stesso sesso.
La norma è stata portata in tribunale da Edith Windsor, una newyorkese sposata in Canada con Thea Clara Spyer. Quest'ultima è venuta a mancare nel 2009, lasciando tutti i suoi beni in eredità alla compagna ma, dato che il governo federale non riconosce le unioni gay, le sono stati chiesti 363 mila dollari di tasse di successione. Ed è così che la Windsor ha portato il caso in tribunale, sostenendo di essere vittima di una discriminazione rispetto alle coppie eterosessuali.
L'esito delle due sentenze non è per nulla scontato. I gruppi religiosi e conservatori si augurano che i cinque giudici più conservatori della Corte si dichiarino contro le nozze omosessuali, allontanando per qualche decennio la possibilità di una loro adozione sul territorio nazionale, mentre i gruppi gay confidano nel fatto che il matrimonio gay rappresenti l'ultima grande causa di libertà su cui la Corte è chiamata a pronunciarsi dai tempi delle battaglie per i diritti civili dei neri. In particolar modo sperano nel giudizio del giudice Anthony Kennedy che, seppur conservatore, in più occasioni si è dimostrato simpatizzante della causa omosessuale.


Abolito il divieto nozze gay in California

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Era il 4 novembre 2008 quando i cittadini della California vennero chiamati alle urne per un referendum (chiamato "Proposition 8") in cui si chiedeva l'abolizione del diritto al matrimonio per coppie omosessuali. Tale diritto era stato acquisito il 15 maggio dello stesso anno in seguito ad una sentenza della Corte Suprema della California. La campagna venne finanziata con circa 40 milioni di dollari, perlopiù provenienti da molte istituzioni religiose e conservatrici americane, ed i  «sì» vinsero con il 52 per cento dei voti.
In questi quattro anni tale decisione è stata contestata attraverso numerose proteste e campagne (una fra le più note è la "Noh8" del fotografo Adam Bouska) ma senza particolari risultati. Pare, però, che a scrivere un nuovo capitolo nella vicenda sarà ancora una volta l'aula di un tribunale: il referendum, infatti, è stato giudicato incostituzionale dalla Corte di appello di San Francisco, che lo ha considerato in contrasto con quanto stabilito dal 14esimo Emendamento della Carta degli Stati Uniti, discriminando esplicitamente un gruppo preciso di persone.
«Sebbene la Costituzione permetta alle comunità locali di approvare le leggi che preferiscono, è necessario che ci sia almeno una ragione legittima per il passaggio di una legge che tratta persone differenti in modo differente», ha scritto il giudice Stephen Reinhardt nella sentenza.
Ora in molti si aspettano che i sostenitori della "Proposition 8" non si arrendano così facilmente e che possano presto far ricorso alla Corte Suprema, facendo particolare affidamento alla sua composizione in maggioranza conservatrice (5 giudici contro 4).
Tra il 16 giugno e il 5 novembre 2008, ossia nel periodo in cui le unioni omosessuali furono legali in California, si sposarono circa 18mila coppie dello stesso sesso.


La Prop8 è incostituzionale

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La comunità gay californiana è in festa dopo che i giudici hanno dichiarato incostituzionale la cosiddetta Prop8, una legge che vietava i matrimoni fra persone dello stesso sesso dopo che questi erano già stati legalizzati.
Durante la discussione della proposta di legge, la comunità gay californiana e molte star di Hollywood si erano adoperate per cercare di frenare l'iter di quella che veniva ritenuta una norma iniqua. I tentativi furono vani e la proposta divenne legge.
Anche l'ultimo disperato tentativo di bloccare il tutto tramite un referendum naufragò, dopo che le associazioni lgbt dello stato non riuscirono a raccogliere in tempo le 700mila firme necessarie. Un fallimento che pareva aver chiuso la partita, almeno fino al 2012, anno in cui secondo le leggi dello stato si sarebbe potuto tentare nuovamente di raccogliere le firme necessarie per chiedere un referendum abrogativo.
Inaspettatamente, però, sono stati i giudici a fare smuovere le acque sancendo l'incostituzionalità della legge.
Ciò, però, non significa che i matrimoni potranno essere celebrati fin da subito: i gruppi conservatori hanno già fatto appello e questo potrebbe portare ad uno stallo di alcuni mesi: l'appello, infatti, non verrà valutato dalla California ma direttamente dalla Corte d'Appello federale a cui probabilmente seguirà una sentenza della Corte Suprema che dovrà decidere sulla legittimità o meno delle coppie omosessuale di potersi sposare (dapprima con una sentenza emessa da tre giudici e poi con un'eventuale sentenza emessa da undici giudici -se non ventotto- qualora una delle due parti dovesse chiederne il riesame).
In altre parole, un iter burocratico e giuridico lungo, ma che non smorza l'entusiasmo della comunità lgbt che ha visto aprirsi un nuovo spiraglio di luce verso la possibilità di vedersi riconfermare il diritto al matrimonio ottenuto dopo anni di lotta.


California. Le firme sono insufficienti: nessun referendum contro la Prop8

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Le associazioni lgbt californiane non ce l'anno fatta. L'obiettivo era quello di raccogliere 700mila firme contro la cosiddetta "Proposition 8", una proposizione che ha inserito nella costituzione della California un articolo per affermare che lo Stato riconosce come valido solo il matrimonio tra un uomo e una donna, impedendo di fatto i matrimoni omosessuali (va ricordato che, non senza opposizioni, alla fine sono stati riconosciuti legalmente i 18mila matrimoni omosessuali già celebrati prima dell'ingresso in vigore della norma).
A sostenere il referendum abrogativo erano scesi in campo numerosi personaggi famosi e alcuni artisti avevano prestato la loro opera a favore della causa (come ad esempio la campagna NOH8 realizzata dal fotografo Adam Bouska di cui ci eravamo occupati qualche tempo fa), ma evidentemente lo sforzo non è stato sufficiente.
Secondo alcuni sondaggi, il 52% dei votanti si sarebbe pronunciato a favore dell'abolizione della proposizione, mentre solo il 40% si è dichiarato fermamente contrario al permettere matrimoni fra persone dello stesso sesso. Risultati che sono in netta contrapposizione con quelli del referendum del 2008, quando il 52% si espresse a favore della proposizione permettendo il suo inserimento nella costituzione.
Ora, poiché non sono state raccolte le firme necessarie nei tempi stabiliti, bisognerà attendere il 2012 prima che qualcuno possa nuovamente richiedere una consultazione popolare sulla norma. L'unica speranza per un'abbreviazione dei tempi potrebbe essere il riconoscimento dell'incostituzionalità della norma, sulla quale i giudici non si sono ancora espressi.


NOH8

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NOH8 è un gioco di parole e il nome della campagna lanciata dal fotografo Adam Bouska per dire di no alla "Prop8" in discussione in questi giorni negli Stati Uniti. Il fotografo ha immortalato decine di volti silenziosi di persone californiane per dimostrare la sua contrarietà alla proposta.
Il provvedimento, infatti, vuole abolire le nozze fra persone dello stesso sesso in California, e rendere altresì nulle quelle celebrate fino ad oggi.
Inutile dire che la proposta di legge ha sollevato un grosso polverone sia all'interno della comunità gay -che si vede togliere un diritto ottenuto con così tanta difficoltà- sia dai simpatizzanti che sostengono che si diritto di tutti -eterosessuali e non- il voler formare una famiglia. Ed è così che fra i volti fotografati ci sono anche personaggi celebri come Kristin Cavallari, Mams Taylor e Jennifer Gimenez, che nonostante i loro gusti sessuali non condividono le limitazioni che la proposta di legge vorrebbe introdurre.
E' possibile consultare il sito della campagna per maggiori informazioni sulla protesta e per vedere le altre fotografie fino ad oggi scattate.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7]


Please don't divorce us

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"Please don't divorce us" è una campagna che lanciata negli Stati Uniti per chiedere che la Proposizione 8 (il provvedimento che vuole abolire le nozze gay in California) venga reso nullo.
Il singolare mezzo scelto per la proposta è Flickr, il celebre servizio di photo sharing, dove centinaia di utenti hanno aderito alla campagna caricando le loro fotografia di coppia (o con amici) tenendo in mano un cartello con scritto "Per favore non divorziateci".
Il 4 novembre scorso un referendum ha approvato un provvedimento che abolisce i matrimoni omosessuali in California e che potrebbe far annullare oltre 18.000 unioni già celebrate. Nonostante siano in molti ad avanzare l'ipotesi che il provvedimento possa essere illegittimo (al momento è in attesa di una decisione da parte della Corte Suprema), le coppie omosessuali hanno deciso di organizzarsi e di protestare contro la proposta.

Video: [1]