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Il rugbista Beau Ryan tiene fede alla scommessa e si presenta nudo in TV

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Qualche tempo fa promise che se i New South Wales avessero vinto la State of Origin Series 2014, lui avrebbe condotto una puntata del "The Footy Show" completamente nudo. Con nostra grande gioia, i New South Wales hanno vinto la State of Origin Series 2014.
Ed è così che il celebre rugbista australiano Beau Ryan ha tenuto fede alla sua promessa e si è presentato come mamma l'ha fatto in studio. Il tutto dimostrando una grande goliardia e una gran voglia di vivere nonostante solo pochi giorni fa abbia dovuto dare per sempre l'addio al rugby agonistico a causa di un grave infortunio al ginocchio.
Nato l'11 maggio 1985, debutta nella National Rugby League nel 2007, giocando fra le fila dei Wests Tigers. Lì è rimasto siano al 2013, quando i Cronulla Sharks lo hanno ingaggiato per quella che si è rivelata la sua ultima stagione. Dal 2009 collabora regolarmente con il programma televisivo "The Footy Show".
Anche la sue bellezza e la sua prestanza fisica non hanno tardato ad essere notate, motivo per cui nel 2009 venne scelto per prendere parte al celebre calendario Gods of football (mostrando già all'epoca il suo lato b a favore della telecamera durante le immagini di backstage) o ad essere selezionato come testimonial di una collezione di intimo maschile.

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Rugby: neozelandesi ed inglesi nudi in campo

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Sembra che i neozelandesi non abbiano particolari remore a giocare nudi a rugby, così come parrebbe confermare anche l'esistenza di una nazionale ufficialmente adibita a quel ruolo, i Nude Blacks. Ed è così che lo scorso fine settimana la squadra è scesa in campo per la sua prima partita stagionale, sfidando gli inglesi sul campo dell'università di Dunedin.
Il tutto è stato introdotto dalla tradizionale danza maori (ovviamente eseguita senza veli) davanti ai giocatori inglesi, apparsi assai ben più pudici dato il loro tentativo di coprirsi le parti basse con degli stendardi nazionali. A riprova di come tutto ciò sia inteso come normale, le televisioni neozelandesi non si sono fatte problemi a dedicare ampi servizi giornalistici privi di censure all'evento.
L'incontro si è concluso con un punteggio di 24 a 19 in favore dei Nude Blacks, i quali si sono così aggiudicati il nuovo trofeo "Dunny-din".

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Rugby's Finest Calendar 2014

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Anche quest'anno è arrivato il momento di sfogliare le pagine del Rugby's Finest Calendar 2014. Come consuetudine, anche l'edizione 2014 ci proporrà alcuni fra i rugbisti più sexy del campionato, pronti a mostrare il proprio corpo e i propri muscoli negli scatti che ci seguiranno mese dopo mese.
Tra i suoi protagonisti incontriamo Ollie Marchon (England Sevens, gennaio), Tom Varndell (Wasps, febbraio), Mat Turner (England Sevens, marzo), Nils Mordt (Saracens, maggio), Sam Wardingley (Ealing Trailfinders, giugno), James Stephenson (Worcester Warriors, luglio), Dan Norton (England Sevens, agoto), Alexander Cheesman (Cornish Pirates, settembre), Ollie Frost (London Welsh, novembre) e Josh Charnley (Wigan Warriors, gennaio).

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Rugbisti a nudo contro le discriminazioni

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Si intitola "Siena Rugby Skin" ed è il nuovo calendario realizzato della A.S. Siena Rugby 2000, dal Movimento Pansessuale Arcigay Siena e dello Studio Fotografico Studium. I giocatori della squadra maschile e femminile del capoluogo toscano hanno accettato di mettersi a nudo per dire «no» alle discriminazioni legate al gender, all'orientamento sessuale e alla diversità culturale. La scelta di includere anche la formazione femminile è legata ad una nuova sfida, ossia la volontà di abbattere lo stereotipo di genere che da sempre vede il Rugby come uno sport propriamente maschile.
«Dire no a qualsiasi forma di discriminazione eleggendo lo sport come strumento per educare grandi e piccoli a superare le diversità: questo l'obiettivo che ci ha mosso per il nuovo calendario -dicono Giulia Veronesi, Martina Montigiani, Juri Conti e Francesco Micheli (rispettivamente capitani e dirigenti della squadra femminile e maschile)- Dodici mesi che raccontano lo sport di squadra più bello e altruistico del mondo, capace di annullare le barriere legate al genere e all'orientamento sessuale. Un calendario che, anno dopo anno, ci attendiamo diventi una tradizione e che esprime tutto l'impegno nel sociale del mondo sportivo».

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A Roma il rugby scende in campo contro l'Aids

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"Rugby against Aids" è il nome dell'iniziativa con cui Libera Rugby Roma, la prima squadra di rugby gay-friendly d'Italia, ha scelto di fare il suo debutto in pubblico. Alla vigilia della Giornata mondiale contro l'Aids (che si celebra ogni anno il 1° dicembre) scenderanno in campo per una partita amichevole contro la ARC Amsterdam Lowlanders (squadra gay olandese fondata nel 2003).
L'appuntamento è alle ore 12 del 30 novembre sul campo dell'Acrobax (ex Cinodromo, via della Vasca Navale 6, Roma, con ingresso gratuito) per contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica italiana -e in special modo i più giovani- sui pericoli che HIV e Aids continuano a rappresentare.
«Viviamo in un momento in cui sempre meno si parla di Aids, e non certo perché l'HIV non sia più un problema -spiega Stefano Iezzi, presidente della Libera Rugby Roma- E mentre diminuisce l'informazione, crescono le forme di discriminazione nei confronti di chi contrae la malattia. Ecco perché di Aids non bisogna smettere di parlare, e il rugby può essere un veicolo potente di sensibilizzazione, favorendo la consapevolezza sull'importanza di comportamenti e stili di vita sicuri».
Libera Rugby Club Roma è la prima associazione sportiva dilettantistica italiana che promuove la diffusione del gioco del rugby nella comunità lgbt, fornendo un ambiente sociale e sportivo dove tutti si sentono accettati e rispettati indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
La ARC Amsterdam Lowlanders è una squadra gay di rugby nato nel 2003 ad Amsterdam, che compete nel campionato locale come parte di una più grande associazione sportiva chiamata Amstelveense Rugby Club. Nel 2011 i Lowlanders hanno ospitato l'Union Cup, il più grande torneo europeo tra squadre di rugby gay e gay-friendly che si tiene ogni due anni in una città europea.

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Dieux du Stade 2014: ecco le immagini

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Dopo le anticipazioni e l'uscita del teaser, è tempo di dare uno sguardo alle fotografie contenute nel Dieux du Stade 2014. Va subito detto che, a dispetto dei dodici mesi che compongono l'anno, le immagini contenute sono ben quaranta: i dodici mesi in doppia versione, la cover, due quarte di copertina e tredici poster. Insomma, il fotografo Fred Goudon pare abbia voluto fare gli straordinari pur di accontentare tutti.
Oltre ai consueti rugbisti (che comunque risultano numericamente in maggioranza) a partire da quest'anno potremo trovare anche atleti provenienti da altri sport. Ed è così che al fianco di Alexis Palisson, Altenstadt Hulme, Altenstadt Hulme, Clément Deguin, Djibril Camara, Fulgence Oudraogo, Guillaume Boussès, James Haskell, Jéròme Porical, Jules Plisson, Julien Dupuy, Julien Pierre, Laurent Sempéré, Lucas Dupont, Maxime Mermoz, Morgan Parra, Olivier Missoup, Scott Lavalla, Sylvain Nicolas, Terry Bouhraous, Thomas Combezou, Tom Palmer, Vincent Mallet e Yann David, troviamo anche Alexis Vastine (boxe), Cheick Kongo (arti marziali), Hugo Marquez (judo), Jérémy Flores (surf), Jérémy Parisi (judo), Nikola Karabatic (pallamano), Olivier Giroud (football), Rio Mavuba (football) e Yohan Cabaye (football).
Gli scatti non mancano di mostrare vari livelli di erotismo, alternando scatti più audaci a quelli più pudici (compreso qualche primo piano), ma non mancheranno di soddisfare quanti si erano lamentati di come le pose e le immagini fossero diventate troppo plastiche e photoshoppate: in quest'edizione, infatti, pare siano tornati i tempi in cui era possibile godere della bellezza naturale degli atleti più amati. A seguire la galleria fotografica con le immagini più belle.

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Rugbisti nudi sulla tv francese

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Se il mondo è solito attendere l'uscita del Dieux du Stade per poter ammirare i fisici scolpiti dei rugbisti che ruotano attorno allo Stade Français di Parigi, pare che i francesi possano godere di questa vista assai più frequentemente (se non di qualcosa di ancor più esplicit). È quanto emerge dando un'occhiata alle immagini che ci giungono dai canali sportivi d'oltralpe.
Come ormai consuetudine, anche lì le telecamere hanno fatto il loro ingresso negli spogliatoi e -stando al risultato- pare che non ci si preoccupi troppo di verificare che tutti siano vestiti o presentabili.
Ma tra nudità occasionale non manca anche chi sceglie di mettersi in mostra: è il caso di Romain Cabannes, ripreso dalle telecamere di France 2 nel dopopartita tra Castres Olympique e Northampton. Le immagini mostrano chiaramente come il giocatore noti la presenza dell'occhio elettronico e, alzandosi di scatto per non lasciar immaginare alla regia che cosa stesse per fare, si è abbassato i pantaloni per mostrare le natiche a favore della telecamera.
A seguire trovare alcuni video ed immagini dei momenti andati in onda sulle televisioni francesi da inizio campionato ad oggi.

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L'Harlem Shake dei rugbisti nudi

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Non c'è dubbio che l'Harlem Shake sia il meme del momento e la lista di chi vi si è dedicato è lunga. Vi rientrano musicisti come i Backstreet Boys, attori come Taylor Lautner ma anche gruppi di studenti o squadre sportive (in quel campo è sicuramente da segnalare il video realizzato dai ginnasti dell'Università del Nebraska).
Eppure c'è chi ha voluto strafare. È il caso di una squadra di rugby di cui si ignorano i dettagli, protagonista di un video fra i più visti e i più condivisi di YouTube, anche grazie ad curiosa lunga permanenza sul social network nonostante la velocità con cui solitamente vengono censurati i video contenenti scene di nudo. Già... perché la caratteristica è proprio quella: dopo un ballo di un ragazzo incravattato, nelle docce degli spogliatoi si scatenato decine di rugbisti che si mostrano davanti alla telecamera così come mamma li ha fatti.
Quasi inutile a dirsi, il ballo sfrenato non manca di generare movimenti in tutto il corpo (ma proprio tutto) e pare evidente che in quel momento non vi fosse spazio per timidezze o pudori...

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Le foto di Danny Cipriani nudo finiscono su Twitter

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È un periodo curioso per quanto riguarda il rapporto fra i rugbisti e i social network. Se qualche giorno fa è stato il 21enne George Burgess a ritrovarsi con i propri scatti privati che circolavano liberamente su Internet, questa volta è il turno di Danny Cipriani.
Nato a Londra il 2 novembre 1987, è uno fra i rugbisti più conosciuti al mondo. Dopo quattro stagioni passate nei London Wasps è divenuto il primo giocatore internazionale del suo Paese a militare nel Super Rugby fra le fila dei Melbourne Rebels. Dal 2012 è tornato nuovamente a giocare in Inghilterra, questa volta con i Sale Sharks.
Ma a far notizia oggi non sono tanto i suoi meriti sportivi, ma alcuni scatti che il giocatore avrebbe scambiato via Internet con una non meglio identificata ragazza. Lei, una volta ricevuto tutto quel materiale, avrebbe pensato bene di non tenerselo per sé, scegliendo di diffonderlo su Twitter.
Sia chiaro: non si tratta di nulla di particolarmente esplicito o compromettente (in fin dei conti si mostrò in ugual misura nel corso di una campagna per la lotta contro il cancro, ndr) ma è pur sempre l'occasione per poter apprezzare il campione anche da un punto di vista diverso dal consueto.

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Il bacio fra i rugbisty Luke Burgess e Ben Ross

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Lo scatto risale al 2 aprile dello scorso anno, ma a riportarla alla ribalta in questi giorni è stato un articolo apparso sul sito di DNA. Il tutto non senza un forte eco mediato dato che, se il rugby è generalmente considerando uno sport particolarmente omoerotico, un bacio fra due rugbista non poteva che risultare come la concretizzazione di un sogno molto atteso.
I suoi protagonisti del sono l'inglese Ben Ross (classe 1980, attualmente giocatore professionista nella National Rugby League australiana) e l'australiano Luke Burgess (classe 1987, giocatore dei South Sydney Rabbitohs). Entrambi si dichiarano eterosessuali ma ben disposti a posare così davanti ad una macchina fotografica per combattere l'omofobia nello sport.
La rivista australiana, però, non fa mistero anche del perché quelle foto siano tornate a galla proprio in questi giorni. Il fratello di Burgess, George, è anche lui un rugbista professionista del South Sydney Rabbitohs ed in questi giorni ha fatto molto parlare di è per alcuni scatti apparsi su Internet, nei quali si poteva vedere il giocatore 21enne nell'atto di fotografarsi nudo davanti allo specchio del bagno (qui trovate una sua foto in campo e qui quelle che lo ritraggono nudo).

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Gli allenamenti in spiaggia dei Wallabies

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Loro sono i Wallabies, la Nazionale di rugby a 15 dell'Australia, e quelle che trovate nella gallery di fine post sono le fotografie che li hanno immortalati durante un allenamento in spiaggia.
Quasi inutile a dirsi, le immagini si commentano da sé e grazie a tutti quei muscoli, quel testosterone e quai costumini così attillati, hanno velocemente iniziato a fare il giro del mondo (e non solo sui blog, ma anche con attenzioni da parte di alcuni quotidiani più tradizionalisti). Sarà grazie al loro calendari o per effetto del loro atteggiamento alla mano, ma risulta evidente come i rugbisti siano conquistando sempre più un posto d'onore nell'immaginario erotico collettivo.

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James Haskell su Attitude

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James Haskell, è un rugbista britannico di 28 anni, tre volte campione nazionale con i Wasps. Di una bellezza degna di nota, in più occasioni non si è risparmiato nel mostrarci i suoi 113kg, comprese tre edizioni del Diuex du Stade nel 2010, 2011 e 2012.
Oggi, oltre a tornare a spogliarsi per la rivista Attitude, Haskell dimostra anche di avere anche qualcosa da dire. «Sono sorpreso -ha dichiarato- che in così tanti sport molte persone non si siano dichiarate, visto che secondo quanto riportato dalle statistiche ci dovrebbero essere un sacco di atleti gay, giusto? Odio l'idea che esistano persone che non possono essere solo sé stesse e personalmente non me ne fregherebbe nulla se un mio compagno di squadra si dichiarasse gay».

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Mirco Bergamasco per Cagi

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È il rugbista Mirco Bergamasco il volto scelto dalla Max Information per il lancio della collezione 2013 di Cagi. L'intento della campagna è quello di aprire il marchio di intimo anche ad un target più giovane... e di certo la scelta di uno dei sex-symbol più apprezzati d'Italia non mancherà di interessare quel pubblico.
A corredo delle immagini (che saranno pubblicate sui principali quotidiani nazionali, mensili, settimanali e siti web) c'è anche un imperdibile video di backstage che ci regala immagini imperdibili e la consueta intervista al giocatore della nazionale.
Ed è così che si apprende che Bergmasco indossa slip nello sport e boxer nella vita di tutti i giorni (perché «Mi piace essere bello libero», dice). Afferma che «gli sia giunta voce» di essere un sex-symbol e di aver  avuto la fortuna di segnare molte mete, soprattutto quand'era giovane. Si definisce simpatico, corretto, determinato, non troppo intraprendente e testardo.
Insomma... splendide le foto, splendido lui ma forse da rimandare a settembre chi ha pensato alle domande dar porgli.

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Il dottor Jessen spoglia la squadra di rugby di Moseley

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Non siete stati sufficientemente attenti durante la spiegazione già fatta con l'ausilio di un gruppo di vigili del fuoco?
Ed allora ecco che il nostro instancabile dottor Jessen è tornato nuovamente a spiegare come prevenire i tumori ai testicoli. Questa volta, però, con una serie ben più ampia di nudi, ragazzi più giovani e fisici scolpiti. Insomma, questa volta non avete proprio scuse per non seguire con attenzione il suo discorso!
Il processo è lo stesso dell'ultima volta: ci si lava (qui la documentazione di come si sta sotto una doccia è ben più eloquente, anche se nuovamente ci si ritrova con persone a piedi nudi in una doccia pubblica!), ci si riunisce ed un volontario mostra come effettuare un'autodiagnosi fra le risate di scherno dei propri compagni (ma, a quanto pare, in queste cose il dottor Jessen pare preferire le pubbliche umiliazioni alle più discrete salette private, ndr).
Insomma, l'occasione appare ghiotta per imperare a prevenire il tumore ai testicoli e per godersi un po'di corpi maschili mentre si apprende la tecnica.

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Il dottor Jessen spiega come si misura un pene

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Dopo aver spogliato un gruppo di vigili del fuoco per parlare di cancro ai testicoli, ecco che il dottor Jessen ha pensato bene di incontrare una squadra universitaria di rugby e di spogliarla. Il motivo? Spiegar loro qual è il metodo scientifico per la misurazione del proprio pene.
Ed così che il servizio si apre mostrando una lunga sequenza di immagini che ci mostrano i giocatori sotto le docce (con tanto di un curioso "rituale" in cui tutti siedono in mutande davanti alla porta attendendo di entrare... per di più con tanto di un primo piano di un giocatore che ne ha approfittato per frugarsi dentro la patta nell'attesa, ndr).
Dopo una carrellata di nudi, ecco che il dottor Jessen irrompe nello spogliatoio e dispone i giocatori (puntualmente coperti solo da un asciugamano, come nel suo stile) attorno a sé (con tanto di seconda fila che a mo' di piccionaia). È quel punto che viene svelato l'argomento della puntata: la misurazione del proprio pene per verificare se si è nella norma (prontamente riassunta in un quadro riepilogativo delle varie possibilità). Ed è così che il servizio mostra un malcapitato che viene sottoposto a misurazione pubblica (tra le battute dei compagni di squadra e un inesorabile righello che gli impedirà a vita di poter mentire sulle proprie doti). Il ristato? 12,5 per 11.
Spiegato il concetto, le immagini si chiudono mostrandci il dottor Jessen che è tornato nel proprio studio per effettuare nuove misurazioni con nuovi bonazzi (e qui viene da pentirsi di non aver fatto il medico! ndr).

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Rugbisti nudi in campo: ecco i Nude Blacks

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I Nude Blacks sono una squadra di rugby neozelandese, caratterizzata da una curiosa peculiarità: come il nome stesso suggerisce, i suoi giocatori scendono in campo completamente nudi. Le loro partite sono tradizionalmente giocate come match di apertura per la stagione dell'Alhambra-Union Rugby Club di Dunedin, nonché in prossimità delle partite più importanti della nazionale.
Un rituale ripetuto di anno in ed ormai diventato una vera e propria tradizione della regione. Dal canto loro, gli avversari decidono di volta in volta come comportarsi: c'è chi si spoglia, chi gioca con i propri indumenti o chi opta per soluzioni ben più pittoresche, come il mantello e i denti finti dei Romanian Vampires (foto) o i pudici scatoloni -opportunamente "indossati" ad altezza vita- degli Springbox (foto).

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John Williams

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John Williams

John Williams è nato il 5 gennaio 1985 a Sydney, in Australia. È un rugbista professionista che attualmente gioca per il Cronulla-Sutherland Sharks nella National Rugby League.
Pliedrico nello sport, John è anche un eccellente giocatore di cricket, tant'è che in passato gli venne anche offerto di dedicarvici a livello professionistico: lui, però, declinò l'offerta preferendo la palla ovale. Nel 2008 conquistò anche il più alto punteggio del campionato, totalizzando 96 punti.
Alto 185 cm per 95 chili di peso, John non passa inosservato anche per la sua prestanza fisica. Un corpo scolpito che nel 2009 lo ha portato a comparire seminudo nel celebre calendario "Gods of football".

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Ecco la cover del Dieux du Stade 2013

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Il Dieux du Stade è un calendario che ormai dal 2001 propone fotografie di nudo e semi-nudo maschile dei rugbisti che ruotano attorno allo Stade Français di Parigi. Data l'attesa che generata dall'opera, è ormai consuetudine del loro piano marketing il rilascio graduale di piccole anticipazioni: quella che giunge ora è l'immagine di copertina (assegnata a Scott LaValla).
Per il terzo anno consecutivo, gli scatti sono stati realizzati dal fotografo François Rousseau (curatore, oltre alle citate edizioni del 2009, 2010 e 2011, anche di quella del 2004). I giocatori coinvolti, invece, saranno Scott LaValla, Morgan Parra, Julien Pierre, Wesley Fofana, Jérôme Fillol, Olivier Missoup, Jules Plisson, Djibril Camara, Lisandro Gomez Lopez, Alexandre Flanquart, Hugo Bonnxxxx, Maxime Mermoz, Alexis Palisson, Geoffroy Messina, Yoann Huget, Rio Mavuba e Gaël Clichy.
Il tema scelto è quello della gioia e della speranza per i sopravvissuti all'apocalisse (filo conduttore della scorsa edizione). L'uscita del calendario è prevista per il 4 ottobre, mentre dal 5 novembre sarà venduto anche il dvd con i video di backstage, per la prima volta sarà montato come un cortometraggio in tre parti intervallate da alcune interviste ai protagonisti.

Clicca qui per vedere l'immagine di copertina


Il backstage del Rugby's Finest 2012

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È arrivata edizione 2012 del "Rugby's Finest Hunks Calendar". Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un'opera che raccoglie alcuni scatti a giocatori inglesi di rugby -ormai sempre più di voga nell'immaginario collettivo- che indossano solo il loro intimo e lasciano ammirare i loro fisici scolpiti.
Dopo le anticipazioni dello scorso ottobre, arrivano anche due video (disponibili nella gallery di fine post) che mostrano alcune scene del backstage, sottolineando come sia sempre più frequente associare gli scatti di un servizio fotografico alle immagini della sua realizzazione.
Gli sportivi che hanno preso parte a quest'edizione sono: Dom Waldouck, Seb Stegmann, Ben Foden, James Haskell, Alexander Cheesman, Chris Wyles, Noah Cato, Charlie Amesbury, Nils Mordt, Paul Hodgson, Tom Varndell ed Adam Thompstone.

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Il rugbista Jed Hooper fa coming out

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Dopo Gareth Thomas, un altro giocatore di rugby ha deciso di fare coming out. Si tratta di Jed Hooper, il capitano degli Old Recliffians di Bristol. Il 22enne gallese ha scelto di dare l'annuncio su Facebook, poi riprendendo l'argomento in un'intervista rilasciata al Bristol Evening Post.
Un gesto che lui stesso non esita a definire difficile, ma che ammette gli abbia tolto di dosso un gran peso. Il tutto scatenato da una relazione con un ragazzo che gli permetteva di star bene ma che non era disposto a mantenere nascosta la loro relazione nascosta come se lui fosse uno scheletro da tener chiuso nell'armadio.
«Non ho mai avuto intenzione di dichiararmi a poco a poco, così ho deciso di farlo tutto in una volta, scrivendolo anche su Facebook» ha dichiarato. Ed ancora: «Ero terribilmente nervoso. Ho scritto e riscritto il testo quattro o cinque volte, e ho tenuto il dito sul tasto dell’invio per tanto tempo, prima di spingerlo finalmente. Subito dopo ho provato angoscia e mi sarei voluto rimangiare il post, ma poi ho iniziato a ricevere più di 40 risposte ed erano tutte positive».