Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post

Cartoon Network introduce la sua prima copia gay (ma poi censura il loro bacio)

Pubblicato il


È all'interno della serie "Clarence" che Cartoon Network ha fatto debuttare i suoi primi personaggi dichiaratamente gay. Nell'episodio dal titolo "Neighborhood Grill" viene infatti mostrato un bacio sulla sulla guancia tra due personaggi maschili.
In un'intervista rilasciata all'Huffington Post, lo sceneggiatore Spencer Rothbell ha raccontato come originariamente quel bacio fosse destinato ad essere scambiato sulle labbra, mentre uno di loro avrebbe dovuto consegnare dei fiori all'altro. Ma poi Cartoon Network avrebbe chiesto una modifica della scena per accettare di mandarla in onda.
«È stata una scena minore -ha dichiarato Rothbell- ma credo che sia meglio di niente. Forse un giorno il personaggio principale può essere gay e non sarà un grosso problema».
All'inizio di quest'anno il canale concorrente Disney Channel ha introdotto i suoi primi personaggi gay all'interno della sitcom "Good Luck Charlie", anche se un'attrice di soli cinque anni ha iniziato a ricevere minacce di morte sul suo profilo Instagram poco dopo messa in onda dell'episodio. Dal canto suo Cartoon Network è da tempo impegnato un una battaglia contro il bullismo nelle scuole, senza tralasciare quello a sfondo omofobico.

Clicca qui per guardare la scena.


L'assessore lombardo Beccalossi lancia insulti omofobi a Crocetta in diretta televisiva

Pubblicato il


«Frocetta, si dia una calmata, si prenda del Valium! Ma vuoi stare zitto? Ha delle crisi isteriche così femminili». Ed ancora: «Frocetta, si comporti da signora!».
È con queste continue offese che Viviana Beccalossi, assessore regionale lombarda di Fratelli d'Italia, ha deliberatamente insultato in diretta televisiva il Governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. L'occasione le si è presentata nel corso della trasmissione televisiva "L'Arena", su Rai Uno.
Il conduttore, Massimo Giletti, non è intervenuto. Solo dopo le polemiche è attraverso Twitter che gli autori del programma hanno dichiarato: «In merito a segnalazioni di inaccettabili espressioni pronunciate dall'assessore Beccalossi nei confronti del Governatore Crocetta. Giletti -che a causa sovrapposizione voci, non le ha sentite in diretta- rivedrà la puntata e in caso si scuserà con governatore e pubblico».
Se non stupisce l'ennesimo l'ennesimo insulto lanciato da un partito che ha fatto dell'omofobia la propria bandiera, fa riflettere come quelle parole possano essere pronunciate nel bel mezzo di uno studio televisivo senza che nessuno dica nulla. O, ancora, che alcuni giornali abbiano riassunto la vicenda quasi a voler prendere le difese della donna, così come TV Zap parrebbe aver fatto nel titolare: «L'assessore più volte interrotta non ce la fa più e parte il lapsus». Lapus? Già, per il giornale televisivo il fatto che l'assessore abbia più volte attaccato la mascolinità di un gay non sarebbe altro che un lapsus. Ed è forse questa giustificazione ed accettazione dell'omofobia a dover far riflettere, in un Paese dove alcuni cittadini non hanno diritto alla dignità riservata a tutti gli altri.


La storia di Francesca e Deborah al centro della puntata odierna di "Sconosciuti"

Pubblicato il


La storia di Francesca e Deborah sarà al centro della puntata odierna di "Sconosciuti", in onda stasera alle 20.15 su Rai Tre.
Dopo aver avuto un figlio da una precedente relazione, Deborah si innamora di Francesca. La situazione non appare semplice: la madre è ostile e la ragazza inizia ad interrogarsi sulle modalità per poter spiegare al figlio la sua nuova relazione. Eppure sarà proprio il piccolo Gian Marco -8 anni- a diventare il più accanito sostenitore delle loro future nozze che si svolgeranno in Spagna.
"Sconosciuti" è un format che ha raccontato centinaia di storie dedicate a realtà molto diverse tra loro: i protagonisti sono stati raggiunti nei capoluoghi di regione, ma anche nei piccoli centri urbani, nella Capitale, come in paesini con poco più di mille abitanti. Il programma ha inoltre dato voce a tanti tipi di famiglia: tradizionale, omosessuale, adottiva, affidataria, multietnica ed omogenitoriale. Ed è proprio in quest'ottica che si darà visibilità alle nuove forme di famiglia, nell'ottica di una ricerca della felicità da parte di tutti gli italiani.


Maurizio Crozza: «Alfano, ma vietare il riconoscimento dei matrimoni gay è la tua priorità?»

Pubblicato il


Anche Maurizio Crozza ha preso posizione contro la circolare diramata da Alfano per tentare di impedire la trascrizione delle nozze gay celebrate all'estero. Nell'occasione non ma mancato di parlare anche delle Sentinelle in piedi e delle loro rivendicazioni. Ecco le sue parole:

Alfano sta pensando: «Per far vedere che esisto, oggi che cazzata gigantesca mi posso inventare?». Pensa che ti ripensa, poi l'ha trovata: «nozze gay, altolà di Alfano».
Ha mandato una circolare che vieta ai sindaci di riconoscere i matrimoni gay contratti all'estero. In effetti nella categoria "cazzate" questa si piazza bene. Alfano, ma sei il ministro degli Interni. ragiona. Abbiamo tre regioni in mano alla criminalità organizzata, in Italia non c'è più un appalto pulito dai tempi di Luigi Enaudi, c'è la mafia che sta infangando il Quirinale e tu ti occupi dei matrimoni gay? Tra l'altro pure contratti all'estero.... Alfano, ma è questa la tua priorità? È come se Barack Obama fermasse tutto ed andasse all'Onu e parlasse di crisi nei talk-show nella tv italiana.
Alfano, rilassati. Guarda questa cartina dell'Europa: i Paesi in rosso hanno i matrimoni gay, quelli in giallo hanno le unioni civili gay e quelli in grigio hanno Alfano.
Ora, la cosa che mi sembra assurda è che ci sono persone come lui. Questa settimana è scoppiato il fenomeno delle Sentinelle in piedi. Sono persone che manifestano contro i diritti gay e si mettono nelle piazze fermi con un libro in mano. Domenica in piazza li ho visti anch'io, non sapevo chi fossero e gli ho chiesto: «Scusate, siete in coda per l'ultimo iPhone?». E loro mi han risposto: «No, no. Sian qui per difendere la sacralità della famiglia tradizionale». E io ho fatto: «Meno mane, così passo davanti perché l'Apple stare sta quasi chiudendo...».
Tra le sentinelle molti sono anche cattolici integralisti, li hanno anche intervistati. Ora sentite la dichiarazione che ha fatto una di queste sentinelle: «Il fatto che io mi innamori di un maiale non vuol dire che possa esistere un matrimonio fra l'uomo e il maiale».
Sono fatti privati, io non mi intrometto. Ma nel suo caso mi sa che è stato il maiale che non l'ha lasciato. Poi, peccato perché stavano bene insieme.
Eppure le sentinelle pensano di difendere l'integralità dei valori della Chiesa. Questi sì che sono cristiano veri, non come Papa Francesco. Lui ha detto: «Chi sono io per giudicare un gay». Evidentemente per le Sentinelle questo signore qua non è il vero Papa. Per le Sentinelle questo qui è Diabolik con una maschera che ha preso il suo posto.

Clicca qui per guardare il video.


L'omogenitorialità è al centro del film "Any Day Now", in onda questa sera su Rai Movie

Pubblicato il


Le adozioni da parte delle coppie gay è un tema di stretta attualità ed è facile immaginare quanto potesse risultare inconcepibile quarant'anni fa. Eppure è proprio di questo che si occupa il film "Any Day Now" che sarà trasmesso in prima visione televisiva questa sera, alle 23:05, da Rai Movie.
Firmata da Travis Fine, la pellicola è ambientata negli anni settanta e racconta la vera storia di una coppia gay si trova a dover combattere i pregiudizi del sistema legale nel tentativo di adottare un ragazzo down abbandonato.
Rudy Donatello si guadagna da vivere esibendosi come drag queen in un locale gay di Los Angeles ed è qui che conosce il velato vice procuratore distrettuale Paul Fliger, con cui ha un fugace rapporto sessuale. Nell'appartamento a fianco vive Marco, un ragazzo di quattordici anni affetto dalla sindrome di down. La madre tossicodipendente del giovane viene arrestata e il ragazzo viene affidato ai servizi sociali.
Un giorno Rudy torna a casa dal lavoro e trova Marco davanti al suo appartamento: era appena fuggito. Decide così di prendersene cura. Nel tentativo di ottenetene la custodia temporanea, Rudy chiede a Paul di aiutarlo. Quest'ultimo gli suggerisce di trasferirsi a casa sua dato che non ha un reddito fisso e ben presto tra i due uomini nasce una storia d'amore a cui si affianca il difficile e gratificante mestiere del genitore. Quando la madre di Marco viene rilasciata e la relazione tra i due uomini viene a galla, inizia una dura battaglia legale per l'affido di Marco, in cui i giudici mettono in discussione che due omosessuali possano essere dei buoni genitori.

Clicca qui per guardare il trailer.


ABC Family, HBO e MTV sono i network televisivi più gay-friendly

Pubblicato il


ABC Family, HBO e MTV sono i network televisivi più gay-friendly d'America. È quanto emerge dagli studi del Network Responsibility Index e del Where We Are on TV rilasciati dalla Glaad. A loro è stato attribuito la valutazione di «eccellente», un titolo sinora mai attribuito a nessuna emittente televisiva da quando hanno avuto inizio le rilevazioni. A contribuire al risultato raggiunto hanno influito serie come "The Fosters", "Pretty Little Liars", "Looking" e "Faking It".
In classifica seguono ABC, The CW, FOX, NBC, FX e Showtime, premiate con il giudizio «buono». CBS, TLC e USA hanno raggiunto il punteggio «adeguato» mentre chiudono la classifica A&E, History e TNT a cui viene attribuita un'insufficienza.
Più in generale, sulle 813 serie di prima serata prese in esame, 32 hanno connotazioni lgbt. La percentuale raggiunta è dunque del 3,9% contro il 3,3% dello scorso anno, anche se l'aumento percentuale risulta ben lontano dal record del 4,4% registrato nel 2012.
Fra tutti i personaggi fissi o ricorrenti, 65 sono lgbt. Tra questi il 43% è rappresentato da donne, il 26% sono persone di colore e nessuno è trangender (lo scorso anno c'era un personaggio transessuale in "Glee"). HBO detiene il record con un totale di 15 personaggi fissi o ricorrenti nelle proprie serie, seguita da ABC Family e Showtime con 13 personaggi ciascuno.


La serata rainbow di Cielo e Sky Cinema 1

Pubblicato il


È una serata a tinte rainbow quella che si prospetta sulle reti televisive Murdoch. Alle 21:10 gli abbonati di Sky potranno gustarsi l'imperdibile film-tv targato HBO "The Normal Heart", diretto da Ryan Murphy con Mark Ruffalo, Julia Roberts, Matt Bomer, Taylor Kitsch, Jim Parsons e Alfred Molina.
Acclamato dalla critica, la pellicola ripercorre l'epidemia di Aids che colpì gli Stati Uniti nei primi anni '80, ripercorrendo anche l'evoluzione di una politica che dapprima ignorò il problema -credendo che avrebbe riguardato solo i gay- salvo poi doversi ricredere a fronte di un problema divenuto ormai globale e presente anche fra la popolazione eterosessuale.
Per quanti non avessero la possibilità di seguire i programmi di Sky Cinema 1, una valida alternativa viene proposta da Cielo (l'emittente free del gruppo) con il film "Amore oggi". Dopo l'annullamento della programmazione annunciata in occasione della giornata contro l'omofobia, il film arriverà oggi in prima televisiva free alle 21:10.
Diviso in quattro episodi, la pellicola prodotta da Sky Cinema racconta con ironia e cinismo l'amore, e le difficoltà che ne derivano, ai tempi della crisi economica. Tra queste ci sarà anche quella di Mario Marinelli, un calciatore di serie A costretto in panchina dopo un infortunio. Mentre le cronache si occupano più dei suoi presunti flirt che del suo gioco, Mario si trova costretto a nascondere la sua omosessualità dinnanzi allo spietato mondo del calcio fatto di omofobia e dirigenti senza scrupoli.


Un bacio gay nel nuovo spot di Desigual

Pubblicato il


Gli spettatori che ieri sera hanno seguito il film di prima serata trasmesso da Italia 1 avranno forse notato il passaggio del nuovo spot televisivo di Desigual, all'interno del quale venivano esplorate varie forme di felicità. Tra queste la voce narrante illustrava come «la felicità è baciare chi ami di più davanti a tutti» mentre le immagini mostravano un appassionato bacio fra due uomini nel bel mezzo di una festa fra amici.
L'attenzione non veniva dunque posata solo sulla normalità di un amore, ma l'accento era posizionato a condannare quanti non lo vuole permettere e vogliono impedire la felicità altrui.
Nonostante il «monito» lanciato dall'associazione Provita nei confronti di chiunque avesse seguito l'esempio della Findus nella realizzazione di uno spot gay-friendly, un altro marchio ha deciso di unirsi ad una battaglia di civiltà per l'abbattimento dei pregiudizi. Ed è così che, a fronte di una politica immobile ed indifferente, è la società civile che si sta mobilitando per chiedere che non sia Alfano a poter decidere chi debba essere incluso o escluso dal principio di uguaglianza sancita dalla Costituzione, con un numero sempre crescente di sindaci che si sta adoperando per il riconoscimento di tutte le unioni e con un numero sempre maggiore di aziende che scelgono di metterci il volto nello sdoganamento ci ciò che dovrebbe essere la normalità.

Clicca qui per guardare lo spot.


Porta a Porta non vuole esperti che possano controbattere a di chi si oppone alle adozioni gay

Pubblicato il


«Sono contraria all'eterologa per le coppie gay, perché non mi si convince che nel progetto della genitorialità si debba rinunciare a prescindere a una delle due figure di riferimento [...] Tutta la letteratura psichiatrica da Freud in poi riconosce l’importanza per il bambino di avere una figura paterna e una materna per la formazione della propria personalità». Lo ha dichiarato Beatrice Lorenzin, ministro della salute in forza al Ncd, nel corso della trasmissione televisiva "Porta a Porta".
«Lei non è a conoscenza della ricerca fatta sull'omogenitorialità negli ultimi trent'anni che ha stabilito che la genitorialità prescinde dal sesso delle persone» è la replica riservatale in studio da Francesca Vecchioni. Ma ciò non toglie come quelle dichiarazioni aprano una serie di considerazioni sul conflitto di interessi fra l'istituzione che si rappresenta e le proprie ideologie personali.
Durissima è la reazione delle Famiglie Arcobaleno: «le parole della ministra Lorenzin sono di una gravità inaudita e non devono passare sotto silenzio -dicono- Le affermazioni della Lorenzin dimostrano la sua assenza di preparazione sull'argomento nonché il suo disprezzo per l'intelligenza dei moltissimi governi occidentali che hanno legiferato a tutela dell'omogenitorialità [...] Invitiamo la Lorenzin ad aggiornare le sue poche conoscenze in materia di sviluppo infantile e a cercare un confronto non negli studi di Rai 1, ma nelle aule delle università e nelle scuole di formazione alla psicologia pediatrica. Le ricordiamo tra l'altro che l'Ordine degli Psicologi italiani con le parole di Giuseppe Luigi Palma, Presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine, in un comunicato stampa di maggio 2012 ha affermato che tutti i cittadini, "indipendentemente dall'orientamento sessuale", devono poter vivere "desideri, affetti, progetti di vita e genitorialità senza bisogno di nascondersi o temere o subire discriminazioni o aggressioni". E ancora prima, l'Associazione Italiana di Psicologia aveva affermato molto chiaramente che "non sono né il numero né il genere dei genitori... a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano". Questo, solo per limitarci ad alcune voci della ricerca italiana».
L'associazione punta il dito anche contro le scelte redazionali di "Porta a Porta" che ha «volutamente evitato di invitare in studio esperti in grado di controbattere alle falsità ideologicamente orientate espresse in trasmissione. L'associazione è stata in effetti contattata tre volte nel giro di pochi giorni e invitata a contribuire delegando una famiglia "cavia" da esporre alle battute e all'arroganza degli omofobi presenti in studio. Abbiamo detto che saremmo venuti molto volentieri a testimoniare la nostra esperienza purché -a fronte del parterre previsto e fortemente orientato contro l'adozione- ci fosse stato almeno un esponente autorevole della ricerca psicologica e sociologica che potesse rispondere alle argomentazioni fasulle dei presenti. Questa nostra elementare richiesta è stata respinta ben tre volte. C'era chiaramente fin dall'inizio la volontà esplicita di non mandare in onda un dibattito vero, bensì il solito teatrino arrogante e zoppo dove a urlare, insultare e blaterare insulsi discorsi fossero stati i soliti buffoni della scena televisiva. Ecco cosa offre il servizio pubblico finanziato anche da noi cittadini omosessuali e transessuali».


I Cesaroni 6: ecco il bacio fra Annibale e Luigi

Pubblicato il


La prima puntata della sesta stagione de "I Cesaroni" ha ottenuto più del 20% di share, introducendo sin da subito l'annunciato personaggio gay. Il tutto con tanto di bacio d'amore tra Edoardo Pesce (Annibale) e Gianluigi Gobbi (Luigi), avvocati, soci e sposati in Spagna.
Dopo aver inserito l'immagine del momento, TV Sorrisi e Canzoni ha chiesto ai propri fan di Facebook cosa ne pensassero di «questo sviluppo della storia». Immancabilmente c'è chi non ha perso tempo per dare libero sfogo alla propria omofobia: «ormai è una moda», si legge. Ed ancora: «È un'ostentazione esagerata», «non lo accetto», «è contro la volontà di dio» (scritto in minuscolo dall'autore del commento, ndr), «inaudito, a quell'ora ci sono i bambini», «nessuno pensa alla famiglia»...
Al di là di chi pare ci tenga ad ostentare la propria ignoranza, alcuni fattori non passano inosservati: tutti le "argomentazione" adotti ripetevano a pappagallo gli slogan dei vari movimenti anti-gay, così come alcune persone pare abbiano trascorso ore a cercare di istigare l'omofobia fra i commentatori (molte delle quali con profili che li riconducevano ad associazioni pro-vita o a movimenti politici omofobi). Il tutto ottenendo come risultato una netta presa di posizione da un folto gruppo che si diceva basita da una simile ignoranza e mancanza di argomentazioni.
Dinnanzi a chi ha sostenuto l'esistenza di un attacco alla famiglia ed una minaccia per i bambini, c'è anche chi ha notato: «Fatemi capire, questi si scandalizzano per un bacio a stampo gay e non per la storia di Alice che cornifica Francesco con il fratellastro Rudy?».


I premi lgbt agli Emmy Award 2014

Pubblicato il


"Breaking Bad" e "Sherlock" sono stati i grandi trionfatori della sessantaseiesima cerimonia degli Emmy Awards. Per quanto concerne i premi lgbt, ancora una volta Jim Parsons si è aggiudicato un premio per il suo rolo in "The Big Bang Theory". È la quarta volta che l'attore, dichiaratamente gay, si aggiudica l'ambito riconoscimento grazie a quella parte. Allo stesso modo, per il quinto anno consecutivo, "Modern Family" si è portato a casa il premio come Outstanding Comedy Series.
Atteso è il premio assegnato a "The Normal Heart", un film per la televisione che ha ricostruito l' epidemia di aids del 1980. Delusione si è registrata nell'assensa di premi minori allo staff del film.
Nel corso della cerimonia si sono ricordati anche gli attori che ci hanno lasciato nell'ultimo anno: da Shirley Temple a James Avery, protagonista di "Willy - Il principe di Bel Air" e da Philip Seymour Hoffman a Juanita Moore, di "ER".


Leggi tutto il post »

L'Iran crea un clone di Modern Family... ma senza coppia gay

Pubblicato il


Pare che agli iraniani piaccia molto la serie "Modern Family", al punto che la tv di stato del Paese ha realizzato una serie identica dal titolo "Haft Sang". Gli autori sono andati molto al di là della semplice ispirazione, al punto che molte scene hanno le stesse inquadrature e le medesime battute. Anche i personaggi e le loro caratterizzazioni sono pressoché identiche.
Guardando meglio, però, qualche differenza c'è: la coppia gay formata da Mitch e Cam è stata sostituita da una coppia eterosessuale e in alcune scene si è preferito non lasciare da soli in una stanza due ragazzi di sesso opposto (preferendo amicizie fra persone dello stesso sesso che, secondo loro, non avrebbero lasciato pensare ad alcun possibile risvolto sentimentale o contatto prematrimoniale).
Il titolo della serie, "Haft Sang" (sette pietre), si ispira al nome di un gioco diffuso nel Medio Oriente ed in Asia dove due squadre cercano di distruggere una pila di sassi utilizzando un pallone.

Clicca qui per guardare un confronto tra le scene dei due telefilm.


La programmazione speciale di Cielo, La7d e La Effe per il mese dell'orgoglio gay

Pubblicato il


Nel panorama televisivo italiano pare che solo tre reti si siano ricordate del mese dell'orgoglio gay: Cielo, La7d e La Effe.
Ad aprire le danze sarà Cielo che questa sera dedicherà una programmazione speciale dedicata all'omosessualità. Si inizierà alle 21 con il film "Amore Oggi", prodotto da Sky e realizzato da due giovani filmaker. Tra gli altri temi, il film affronterà anche la piaga dell'omofobia nello sport attraverso la storia di due calciatori gay.
Alle 23.00 sarà la volta di un'inchiesta intitolata "Scene da un matrimonio gay" del regista Alberto D'Onofrio, dedicata a tutte quelle coppie gay che hanno deciso di vivere alla luce del sole il proprio amore. Particolare attenzione vcerrà ai gay cattolici che hanno dovuto conciliare la propria fede con la posizione omofoba della Chiesa. A mezzanotte chiuderà la serata il film "Reinas", diretto da Manuel Gómez Pereira e dedicato all'introduzione dei matrimoni gay in Spagna.
Gli altri due canali hanno previsto programmazioni speciali il 28 giugno (giorno in cui ricorre l'anniversario dei moti di Stonewall): La7d proporrà il film "Quattro minuti" di Chris Kraus mentre La Effe propenderà per "Tomboy", il lungometraggio che ha vinto il Torino GLBT Film Festival del 2011.

Update importante: Il sito internet di Cielo mostra un palinsesto diverso da quello preannunciato nei giorni scorsi dalla stampa. A quanto pare il film "Reinas-Il matrimonio che mancava" verrà anticipato alle 21.10 e sarà sostituito a mezzanotte dal documentario "Io e i miei genitori omosessuali" (di A. Rawlins, dedicato al racconto della vita di figli cresciuti all'interno famiglie gay e lesbiche). Salterà così la messa in onda del film "Amore Oggi", atteso oggi nella sua prima visione assoluta in chiaro.


I Cesaroni 6: arriva Annibale, il fratello gay

Pubblicato il


All'interno della sesta stagione de "I Cesaroni" farà la sua comparsa Annibale, un avvocato gay interpretato da Edoardo Pesce. L'attore ha già dichiarato di voler portare su piccolo schermo un ritratto della normalità, privo di tutti quegli stereotipi che spesso popolano la nostra televisione.
Nella serie Annibale ha uno studio con il marito Luigi (interpretato da Gianluca Gobbi, ndr) sposato tre anni prima in Spagna. Tra loro ci sarà un rapporto consolidato di amore, complicità e solidarietà.
«Sono orgoglioso della sesta stagione -ha dichiarato Claudio Amendola al TgCom- forse nella scorsa avevamo perso un po' di smalto, puntando troppo sulla leggerezza. In questa invece torniamo alle origini, ci occupiamo di temi anche importanti. Cresciamo di intensità e spessore». La speranza è che fra queste tematiche trovi un posto di rilievo l'omosessualità di Annibale, il quarto fratello dei Cesaroni e figlio illegittimo del padre Tiberio.


Amici 2014: Christian lancia un messaggio contro l'omofobia

Pubblicato il


Christian e Vincenzo sono i due ballerini che ieri sera si sono sfidati durante la semifinale di Amici. Ed è alle 23:57 in punto che il concorrente della squadra blu ha dato vita ad un'esibizione in grado di portare la denuncia dell'omofobia in una trasmissione così seguita dai giovani.
Esibitosi insieme ai professionisti Medhi e Tim, è attraverso l'esibizione di cartelli intramezzati da passi di danza che Christian ha raccontato la storia di un ragazzo ripudiato dalla sua stessa famiglia perché gay. «Questa è la storia di un ragazzo che ha sempre sorriso -si legge sui cartelli- fino al giorno in cui ha deciso di svelare alla sua famiglia il suo segreto. Quel ragazzo sono io. I miei genitori non hanno accettato che amassi uno come me. E hanno deciso di non parlarmi più. Da quel giorno ho messo di vivere. Nonostante il loro silenzio continuo ad amarli. Perché io sono forte, non permetterò loro di prendere la mia vita».
Parole forti -sottolineati anche da un gioco di sguardi e da una musica come "In This Shirt" degli Irrepressible- che forse avrà raggiunto un pubblico non sempre così attento e informato sui problemi e sulla realtà delle minoranze sessuali (clicca qui per guardare l'esibizione).
Tanti gli applausi dal pubblico e dalla giuria, anche se purtroppo non è bastato. I voto congiunti della giuria e dei professori hanno stabilito che sarà Vincenzo ad accedere alla semifinale, mentre uno tra i concorrenti più umili dell'ultima edizione è stato assalito dagli indecorosi fischi della tifoseria della squadra bianca (insomma, l'esatto opposto del messaggi di rispetto e sensibilità che è stato in grado di regalarci Christian).
Settimana prossima saranno i Dear Jack, Deborah e Vincenzo a sfidarsi alla finalissima.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27]


La HBO riconferma "Looking"

Pubblicato il


Lanciata come una sorte di via di mezzo fra "Friends" e "Will & Grace", "Looking" è una serie televisiva targata HBO che segue le vicende di tre amici gay. C'è chi cerca il vero amore, chi vive in coppia e chi è in crisi per non aver ancora trovato i giusti riconoscimenti lavorativi a fronte di un'età che avanza. Insomma, problemi quotidiani e comuni immersi nella realtà gay di San Francisco.
La prima serie è composta da otto episodi di mezz'ora ciascuno, ma ora p giunta la notizia che la HBO ha deciso di commissionarne una seconda stagione.
La scelta di abbandonare inutili stereotipi e di presentare la quotidianità di persone caratterizzate da pregi, difetti e sogni comuni a molti pare sia stata premiata dal pubblico, cresciuto costantemente nel corso delle settimane. Un plauso unanime è anche arrivato dalla critica, a coronamento di un successo che ci auguriamo di poter presto vedere anche in Italia.


Il daytime di Amici trasloca su Real Time

Pubblicato il


Il daytime di "Amici" traslocherà da Canale 5 a Real Time. È quanto si apprende in queste ore, in attesa dell'inizio della tredicesima edizione del talent show prevista per il 13 gennaio 2014.
«È una scelta innovativa, la tv non è fatta di un duopolio ma di un mercato molto composito -ha dichiarato Maria De Filippi- In accordo con Mediaset abbiamo ragionato da azienda: "Amici" è un marchio importante, con una credibilità e un'affidabilità riconosciuta nella tv italiana. Abbiamo pensato che sarebbe stata un'opportunità riuscire a collocare il prodotto pomeridiano su un canale che ha un target molto vicino a quello pomeridiano di Canale 5». Secondo la conduttrice, infatti, «a Mediaset interessa più il format televisivo, privilegiando certe logiche che non sono strettamente compatibili con quelle didattiche o musicali. Strategia che naturalmente comprime un aspetto decisivo di "Amici"».
La fascia del daytime passerà così sul canale 31 del digitale terrestre, prolungando anche la sua durata dall'attuale mezz'ora a 54 minuti. La De Filippi non vi figurerà mai all'interno, riservando le sue apparizioni alla puntata speciale del sabato e al serale (che continueranno ad essere trasmessi dalle reti Mediaset), mentre la conduzione verrà affidata a Luca Zanforlin (appena tornato sua esperienza sulla tv spagnola).


Vittorio Feltri: «Basta che i gay stiano ad un metro di distanza da me e io sono soddisfatto»

Pubblicato il


Ieri pomeriggio Vittorio Feltri è stato ospite di Domenica In per commentare i fatti della settimana. Senza contraddittori particolari, il suo discorso ha ben presto preso una piega populista con proclami che vanno dal «le tasse rimangono tante ed oppressive» ad «abbiamo perso la nostra sovranità. L'Europa non ha alcun interesse che l'Italia vada bene».
Forse conoscendo l'età media dei telespettatori del programma, il direttore de Il Giornale si è anche affrettato a dichiarare: «Ci preoccupiamo di tutti... dei femminilicidi, degli omosessuali, di tutti... approviamo addirittura delle leggi ad hoc, ma dei vecchi non parla mai nessuno. Finiscono tutti allo ospizio o rapinati in casa, ma nessuno parla della violenza sugli anziani che è notevolissima. È un fenomeno che ti strappa il cuore». Ed è così che, dopo aver spiegato il perché della sua contrarietà alle norme contro la violenza sulle donne (bisogna pensare ai bambini e agli anziani) la discussione si è presto spostata sulla proposta di legge contro l'omofobia.
«Io trovo sbagliato -ha incalzato- che se prendo in giro un omosessuale vado in galera, se prendo in giro un eterosessuale nessuno dice niente. Perché questa discriminazione? Sono gli eterosessuali ad essere discriminati a questo punto, non più gli omosessuali».
Mara Venier è così intervenuta per precisare: «Non è che vai in galera se fai una battuta su un omosessuale». «Ho semplificato», ha ripreso Feltri, «Se tu dai un pugno ad un omosessuale è una cosa, se dai un pugno ad un eterosessuale è un'altra cosa. È meno grave? Ti sembra normale? Lo trovo una follia!».
Applausi in studio.
Inutile dire che un direttore di un quotidiano dovrebbe ben sapere che una semplificazione di quel tipo (ossia il sostituire la violenza fisica con quella verbale) dinnanzi ad un pubblico presumibilmente poco informato sull'argomento equivale a far passare un messaggio distorto e che più facilmente potrebbe sposarsi con i pericoli alla libertà d'opinione millantati da una parte dei cattolici. Così come dovrebbe ben sapere che difficilmente un eterosessuale rischia di essere picchiato per strada perché eterosessuale e che alcune categorie (etniche o religiose) sono tutelate da anni senza che nessuno abbia mai avuto nulla da ridire. Ma forse questi sono temi sui cui è meglio tacere se si vuol convincere il pubblico televisivo che quella sia un'ingiustizia che colpisce l'eterosessualità.
Non pago di quanto già detto,  il parlare di Papa Francesco ha portato la Venirer a ricordare le sue parole riguardo all'impossibilità di giudicare un gay, alle quali Feltri ha prontamente risposto con un «Non mi sono mai premesso neppure io, senza essere papa, di criticare un omosessuale. Basta che stia ad un metro da me e io sono soddisfatto».


Mediaset tasta il polso sul tema dell'omosessualità, ma le interviste sono vecchie di oltre dieci anni

Pubblicato il


Non v'è dubbio che la percezione dell'omosessualità sia molto cambiata nel corso dell'ultimo decennio, quando molti personaggi non avevano ancora deciso di fare coming out e quando non si sarebbe neppure potuto immaginare che molti stati avrebbero legalizzato i matrimoni fra persone dello stesso sesso.
È per questo motivo che ha fatto scalpore come la prima ed unica puntata di "Radio Belva", trasmessa il 9 ottobre scorso da Retequattro, abbia mandato in onda un servizio sull'omosessualità che conteneva interviste vecchie di oltre dieci anni. A peggiorare il quadro anche il fatto che si sia lasciato pensare quegli interventi fossero attuali, così come è da notare come il programma sia stato realizzato da Videonews (la testata giornalistica italiana che si occupa dei programmi di informazione e di approfondimento trasmesse sulle reti Mediaset).
La denuncia è stata lanciata dal Quotidiano della Basilicata al quale si è rivolto il figlio di uno degli intervistati, ormai deceduto da quasi 7 anni. «Si riesce a immaginare la mia reazione e quella dei miei familiari nel vedere quelle immagini -racconta- Alla vista di mio padre in quel servizio mi è venuto un colpo al cuore. E la stessa reazione l'hanno avuta i miei cari. Mio padre è morto sei anni e mezzo fa, quasi sette, rivederlo lì in televisione, risentire la sua voce è stato scioccante. A prescindere dal contenuto dell'intervista, ma vedersi un proprio caro defunto in televisione, in prima serata ha scaturito in me forti emozioni. È stato davvero seccante vedere tutto questo».
Ma il buongusto non è l'unico tema tirato in ballo dai commentatori che, inevitabilmente, si sono ritrovati a chiedersi se la scelta di mandare in onda quel materiale sia stato un mero errore o una scelta ben consapevole, magari utile per delineare un quadro diverso da quello che potremmo ottenere oggi (il servizio verteva a dimostrare che nessuno conoscesse la definizione di "eterosessuale").


Amaurys Perez: «Sono un sex symbol per caso»

Pubblicato il


«Se davvero sono un sex symbol, sono un sex symbol per caso». Così Amaurys Perez, durante un'intervista rilasciata al settimanale Di Più ha commentato la reazione del pubblico dinnanzi alla sua partecipazione alla nuova edizione di Ballando con le stelle.
Giocatore di pallanuoto e campione della nazionale italiana (con la quale ha vinto una medaglia d'oro ai mondiali e una medaglia d'argento olimpica), Perez si è ritrovato a conquistare più notorietà con sola puntata di uno show televisivo che con un'intera carriera sportiva: «Mi sembra ancora tutto così strano -ha raccontato- Sono sbalordito dalla potenza della tv. Faccio ancora fatica ad abituarmi all'idea che due minuti in un grande programma tv mi abbiano regalato di botto una notorietà che prima, in tanti anni di sport, non ho mai avuto neanche quando sono diventato campione del mondo».
Il pallanuotista non nasconde anche di essere rimasto affascinato da quel mondo: «Non avevo mai pensato ad una carriera nello spettacolo. Ma se mi arriveranno delle proposte, perché no? Il mondo dello spettacolo mi piace perché mi sembra pieno di divertimento e di allegria: le cose che amo più nella vita».