Visualizzazione post con etichetta unioni civili. Mostra tutti i post

Ncd e Lega contro le unioni gay: Salvini inneggia a Putin e Lupi vuole negare la reversibilità

Pubblicato il


«Le unioni gay? Se deve essere una proposta del governo, intanto, sarà discussa. I patti alla nascita del governo su questo tema erano chiari, sono sicuro che lavoreremo per concordare il testo. Una fotocopia del modello tedesco non avrà il sostegno di Ncd» È quanto dichiara il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, dopo l'annuncio di Renzi riguardo ad un'imminente legge sulle unioni civili.
parlando a nome del suo partito, ha sottolineato come «per noi sono irrinunciabili tre paletti. Primo: no all'equiparazione tra unioni e matrimonio», poi «no all'adozione» anche per il figlio biologico di uno dei due e «no alla reversibilità della pensione».
A luglio fu Alfano a sostenere che la negazione dei diritti pensionistici fosse l'unica chiave che avrebbe consentito un'apertura sul tema. Non stupisce così come a fargli eco sia accordo anche il compagno di partito Fabrizio Cicchitto, pronto a sostenere che «sul tema mi riservo una assoluta libertà di valutazione personale. Nel merito sono favorevole alle unioni civili che siano chiaramente distinte dal matrimonio in modo da dare una soluzione a chi ha fatto una propria scelta di vita. Esse vanno chiaramente distinte dal matrimonio: tenendo conto del ruolo fondamentale svolto dalla famiglia storica nella società italiana, sono anch'io contrario alla reversibilità delle pensioni mentre invece sono favorevole all'adozione di un figlio biologico di una dei due e solo ad essa».
«È inconcepibile che ci siano onorevoli e ministri che godono di privilegi economici e pensionistici anche come coppie di fatto, che tuonano contro la reversibilità delle pensioni per le coppie gay o contro i diritti di uguaglianza economica, patrimoniale, genitoriale delle coppie -ha commentato il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo- Chi per una vita ha vissuto con lauti stipendi pagati dalle tasse di tutti, compresi i gay italiani e gode e godrà di privilegi e vitalizi, dovrebbe avere il buon gusto di non ergersi a difensore della morale in materia di welfare. A meno che non abbiano deciso di esentare dal pagamento delle tasse i gay. Nel qual caso sarebbe probabile che Lupi, Sacconi e Gasparri scoprirebbero il loro lato omosessuale».

Un secco «no» al riconoscimento delle unioni gay è giunto anche da Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che all'Ansa ha riproposto una brutta battuta già pronunciata ieri da Gasparri in merito alla cena di Berlusconi con Luxuria: «Io ho scelto l'altro Vladimir, Putin», ha dichiarato il leader del carroccio. In merito alla proposta di Renzi ha aggiunto: «Non condivido assolutamente le adozioni e l'equiparazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Riconoscimento di alcuni diritti sì, ma l'adozione è un'altra cosa e il matrimonio è un'altra cosa».


Mattero Renzi promette una legge sulle unioni civili gay alla tedesca entro fine mese

Pubblicato il


Matteo Renzi cambia nuovamente le carte e promette un testo sulle unioni civili da portare al Consiglio dei ministri entro la fine del mese. Ci si ispirerà alla legge tedesca approvata nel 2001 e si eviterà accuratamente di tenere in considerazione quanto avvenuto nel mondo negli ultimi quattordici anni: il «matrimonio» resterà una parole riservata alle sole coppie eterosessuale, mentre i gay avranno un istituto a parte che rientrerà nella definizione di «unione civile». Insomma, i gay saranno considerati diversi per legge e avranno un istituto che scimmiotterà il matrimonio.
Naturalmente le adozioni da parte dei gay non verranno neppure lontanamente prese in considerazione, se non nel caso in cui si tratti di un figlio biologico. Tale richiesta è stata avanzata dai vescovi con cui Renzi ha avuto contatti prima dell'annuncio della legge. Nei giorni scorsi si è infatti premutaro di discrutere i dettagli con il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, il segretario del Sinodo Lorenzo Baldisseri e il presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco. L'unica apertura che i vescovi hanno accettato è l'adozione nel caso in cui uno dei due genitori sia biologico.
Sul fronte del Ncd pare che l'accordo sia stato raggiunto dopo la destinazione di mezzo miliardo di euro da destinare agli sgravi fiscali per aiutare le famiglie eterosessuali numerose.


L'Estonia ha approvato una legge sulle unioni civili

Pubblicato il


Con 40 voti a favore, 38 contrari, 10 astensioni e 13 deputati assenti, il Parlamento dell'Estonia ha approvato una legge che introdurrà le unioni civili nel Paese. Se firmata dal presidente Toomas Hendrik Ilves, la legge entrerà in vigore nel 2016 e permetterà alle coppie conviventi, a prescindere dal sesso dei due partner, il diritto a registrare l'unione dinnanzi ad un notaio e a godere di vari vantaggi finanziari generalmente conferiti dal matrimonio.Sarà possibile anche l'adozione da parte di coppie conviventi non sposate.
Perché la legge possa entrare ufficialmente in vigore, però, saranno necessarie anche alcune modifiche alle leggi vigenti che richiederanno un consenso da parte di almeno 51 parlamentari su 101.
Il progetto di legge ès tato promossi dai riformisti e dal partito social-democratico. Strenua opposizione è stata sostenuta da IRL, pronta a chiedere che la decisione passasse da un referendum popolare.


Palermo, l'azienda dei trasporti concede il congedo matrimoniale all'autista gay

Pubblicato il


Una bella notizia arriva da Palermo dove l'Amat, l'azienda municipalizzata dei trasporti, ha concesso un congedo matrimoniale ad un autista che ha giurato eterno amore al compagno attraverso una cerimonia di iscrizione al Registro delle unioni civili di Palermo. È uno dei primi casi in Italia.
la strada che ha portato al risultato odierno è iniziata un anno fa, quando Giuseppe Atanasio chiese all'azienda il congedo. «Ma mi era stato risposto che era necessario esibire un certificato di matrimonio che ovviamente non abbiamo -ha dichiarato- Dopo una serie di temporeggiamenti ho saputo che della vicenda si è interessato l'Unar, l'ufficio nazionale anti discriminazioni razziali e in seguito ho ricevuto la lettera del rilascio dall'Amat di 15 giorni di congedo matrimoniale».
Ora potrà celebrare la sua unione con Salvatore Migliore con i medesimi diritti riservati alle coppie eterosessuali.
L'uomo ha anche ricordato come «Ogni anno l'Italia paga una multa all'Unione europea per la mancata ratifica della legge sui matrimoni gay e le coppie di fatto e tra gli ultimi pareri favorevoli c'è la sentenza numero 4.184 del 15 marzo 2012 della corte di Cassazione che garantisce il diritto a far valere un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata».


25 anni fa la Danimarca fu il primo paese a riconoscere le unioni civili fra persone dello stesso sesso

Pubblicato il


Il 1° ottobre 1989 la Danimarca applicò per la prima volta la legge entrata in vigore il 7 giugno dello stesso anno, la prima dell'era moderna a riconoscere le unioni fra persone dello stesso sesso.
Axel e Eigil Axgil (nella foto) furono la prima coppia omosessuale al mondo a presentarsi dinnanzi alle autorità civili per regolarizzare la propria unione dopo oltre quarant'anni trascorsi insieme. Quel giorno, però, furono 11 le unioni celebrate, tra le quali anche quella fra un pastore luterano, Ivan Larsen, e lo psicologo Ove Carlsen.
Attraverso le registreret partnerskab, i contraenti assumevano lo status di "partner registrati" e ricevevano molti dei diritti e dei doveri sono ad allora riservati alle sole coppie eterosessuali. Dal 1999 venne introdotta la possibilità di adottare i figli biologici del partner e, dall'anno successivo, anche l'adozione congiunta di minori. Soltanto le autorità civili avevano la possibilità di celebrare le unioni civili, ma la Chiesa di Danimarca permise ai preti di benedire le coppie omosessuali.
La norma è stata abrogata il 15 giugno 2012 e sostituita con con quella che ha aperto il matrimonio alle coppie formate da paesone dello stesso sesso (approvata dal parlamento il 7 giugno 2012, dopo 23 anni esatti dall'approvazione delle unioni civili).


Mantova sbatte la porta in faccia ai gay: il registro delle unioni civili sarà riservato agli etero

Pubblicato il


«Ci siamo impegnati a formulare una proposta per il consiglio comunale che abbia la massima condivisione. Per far questo, però, ci siamo resi conto di dover elaborare un testo di regolamento che metta da parte i riferimenti alle parti più ideologiche». È quanto afferma Nicola Sodano, sindaco di Mantova, nell'annunciare la bozza regolamento per il riconoscimento delle unioni civili e l'istituzione dell'apposito registro che verrà proposto al consiglio.
Tra le parti considerate «ideologiche» figurano anche le relazioni fra persone dello stesso sesso che, pertanto, verranno esclusi a priori da qualsiasi tutela e diritto «Su questo le sensibilità in giunta e nella maggioranza sono diverse -aggiunge Sodano- per cui riteniamo di non farvi riferimento nel testo».
La proposta avanzata, quindi, verterà sul proporre una forma di convivenza tutelata che le coppie etero potranno scegliere in alternativa al matrimonio. L'esclusione dal riconoscimento delle coppie gay era stata chiesta da Forza Italia e Lega Nord.
Nel testo originale la tutela delle coppie omosessuali era una pietra portante del progetto, soprattutto considerato come per loro non esistano, eppure il sindaco sostiene che la rimozione di quel nodo non alteri gli equilibri: «Le unioni civili -dice- sono anche tra persone di sesso diverso, anzi, sono più queste di quelle omosessuali. Comunque, nella prossima seduta l'esecutivo deciderà cosa togliere dal regolamento che andrà in consiglio».


Anche il Municipio IX di Roma ha istituito un registro delle Unioni Civili

Pubblicato il


All'aula consiliare del Municipio IX di Roma sono bastati solo pochi minuti per approvare all'unanimità l'istituzione di un registro delle Unioni Civili.
Il Presidente del Consiglio municipale sottolinea come la decisione debba essere «un utile sprone per l'Assemblea capitolina, che dovrà istituzionalizzare il registro cittadino in attesa che il Governo nazionale recuperi il gap e legiferi sul tema».
Soddisfazione è stata espressa anche dalla promotrice del documento, la consigliera Paola Vaccari (in foto), che ha dichiarato: «Con l'istituzione del registro delle unioni civili, nel Municipio IX si potrà andare oltre i diritti del singolo cittadino, riconoscendo nella coppia, specialmente in quella che attualmente non avrebbe alcuna possibilità di esprimere il proprio status, quel seme che, al pari delle altre forme legittimate di unioni, rafforza il valore di essere e sentirsi comunità».
La registrazione potrà essere richiesta dai cittadini italiani e stranieri, di sesso diverso o dello stesso sesso, che abbiano raggiunto il diciottesimo anno d'età e che siano anagraficamente coabitanti nel IX Municipio.
Provvedimenti simili sono già stato adottati anche dai municipi XIII, XII e XI.


Renzi ha rimandato di mille giorni la legge sulle civil partnership (ed ha accolto Gitti fra le proprie fila)

Pubblicato il


Matteo Renzi aveva promesso una legge sulle civil partnership entro 100 giorni dal suo insediamento, poi entro settembre. A luglio aveva rassicurato i cattolici ed ora annuncia: «Al termine dei mille giorni ci sarà una legge sui diritti civili, perché non è pensabile che questo tema torni ad essere argomento di discussione politica».
Insomma, bisognerà attendere più di tre anni e mezzo prima che se ne riparli o, com'è più probabile, prima che il governo cada o si ricorra ad una nuova scusa per rimandare la questione.
Ed intanto il Pd ha accolto fra le proprie file Gregiorio Gitti, l'ex parlamentare di Scelta Civica noto come autore del subementamento che nel settembre del 2013 svuotò di ogni significato la proposta di legge contro l'omofobia, esonerando dal suo rispetto le associazione, i partiti e le confessioni religiose. «Continuerò il mio impegno parlamentare nell'area politica che riconosco come la più in sintonia con i miei principi e ideali», dice Gitti. E forse non ha tutti i torni nel riconoscersi in un Pd ssempre più schiavo di Alfano e del Vaticano.

«Unioni civili entro 1000 giorni? Non gli crediamo: il premier si sta prendendo gioco di noi -tuona Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay- I continui rinvii e le promesse da marinaio sono una pratica intollerabile per un Primo Ministro, una modalità imbarazzante e poco seria con cui Renzi si prende gioco delle vite di milioni di cittadini e cittadine. Aveva annunciato una legge sulle unioni civili a settembre e oggi scopriamo che quel settembre durerà 1000 giorni, ammesso e non concesso che il suo governo arrivi a quella scadenza. Renzi sacrifica i diritti delle persone lgbt sull'altare delle larghe intese e abusando della sua doppia veste di capo del governo e segretario di partito tenta di paralizzare il lavoro parlamentare, facendosi beffe contemporaneamente di noi, delle regole della nostra democrazia e delle insistenti sollecitazioni delle supreme corti. Le persone gay e lesbiche, che come tutte le altre contribuiscono con il proprio lavoro e le proprie tasse a mantenere a galla questo paese malandato, non meritano questa ennesima presa per i fondelli. Se Renzi intende procrastinare la piena cittadinanza di queste persone, le sollevi per tutto il tempo di questa attesa dal pagamento di tasse e tributi. Oppure liberi il potere legislativo dalle sue continue e ormai inaccettabili invasioni di campo, permettendo l'approvazione di un disegno di legge che da troppo tempo attende il via libera».


Ecuador: d'ora in poi anche le unioni civili gay saranno indicate sulla carta d'identità

Pubblicato il


La legge ecuadoregna non permette ancora la celebrazione di matrimoni fra persone dello stesso sesso, ma già dal 2008 ha introdotto la possibilità di ricorrere alle unioni civili. Il presidente Rafael Correa ha ora annunciato che si farà un nuovo passo verso l'uguaglianza e che da ora in poi anche le coppie omosessuali impegnate in un'unione civile potranno chiedere che la loro relazione sia indicata sulla propria carta d'identità.
«I gay, le lesbiche, i transgender e i transessuali hanno il pieno diritto costituzionale di inserire la loro unione civile sulle proprie carte d'identità», ha dichiarato il Presidente.
La strada verso la piena uguaglianza, però, appare ancora lunga dato che la matrice cattolica dell'Ecuador ha portato all'inserimento di un esplicito divieto costituzionale alla celebrazione di matrimoni gay e all'apertura dell'adozione alle sole coppie eterosessuali. dal canto suo lo stesso Correa appartiene alla corrente cattolica e ha precisato di non voler spingere verso l'approvazione dei matrimoni egualitari.


Unioni gay: il governo apre la strada ad una nuova legge che possa piacere ad Alfano e Giovanardi

Pubblicato il


Alla fine pare che Matteo Renzi abbia deciso di mantenere la promessa fatta ad Avvenire e non quella agli elettori: il testo del decreto Cirinnà verrà cestinato e pare si cercherà un compromesso in Parlamento in merito alle unioni civili. Ciò spiegherebbe anche perché le unioni gay non compaiono nel piano dei mille giorni presentato da Renzi.
Fonti del governo citate dall'Huffington Post spiegano: «Il testo Cirinnà è molto semplice perché rimanda sostanzialmente ai diritti delle coppie coniugate, un dettaglio che suscita lo sconcerto dei cattolici nonostante non sia prevista l'adozione. Il governo vuole invece imitare il procedimento legislativo adottato dalla Germania, che ha creato una legge ex novo come unica fonte normativa per le unioni civili».
C'è da chiedersi se la complicazione di un testo simile possa portare da altre parti che non siano l'aumento delle disuguaglianze, ancor più se la strada scelta sarà quella di un accordo con Alfano e Giovanardi. Dal canto suo l'Ncd ha già chiarito che il divieto alle adozioni non gli basta e che vogliono che ulteriori diritti siano resi un privilegio riservato alle sole coppie eterosessuali. L'unica cosa certa è l'obiettivo massimo che potrà essere raggiunto sarà quello delle unioni ghetto promesse da Renzi in campagna elettorale, rispetto alle quali si potrà solo abbassare il tiro.
«Non possiamo approvare una legge che dia meno diritti delle civil partnership alla tedesca -ha dichiarato Monica Cirinnà- Se abbiamo raccolto il 41% è stato anche in base alle promesse che abbiamo fatto all'elettorato e i diritti per le coppie omosessuali è una di queste».


Le unioni gay non compaiono nel piano dei mille giorni presentato da Renzi

Pubblicato il


«La si finirà di dire che il governo fa solo annunci». È quanto dichiarato da Matteo Renzi durante una conferenza stampa in cui ha presentato un sito che contiene i provvedimenti e le riforme previste sino al 28 maggio 2017. Peccato che all'interno di quell'agenda non vi sia alcuna traccia delle civil partnership da lui promesse dapprima entro il 22 maggio scorso e poi rimandate a settembre.
«Lo stesso Renzi -ha dichiarato Flavio Romani, presidente di Arcigay- aveva annunciato la discesa in campo del Governo per regolare le unioni tra gay e lesbiche, scavalcando di fatto l'azione parlamentare. Aveva anche indicato una scadenza: settembre. Oggi scopriamo che la promessa è scivolata fuori dall'agenda, non solo del prossimo mese ma dei prossimi tre anni. Che succede? Se questo vuoto è l'implicito annuncio che sul tema sarà il Parlamento a legiferare non possiamo che salutare con piacere questa retromarcia del Premier, seppur mai esplicitamente espressa. Ma se questa assenza vuole essere l'ennesimo annuncio di rinvio a tempo indeterminato del dibattito sui nostri temi, allora il Premier si assuma la responsabilità di dare questo annuncio a chiare lettere e di fronteggiare la reazione dei cittadini e delle cittadine gay e lesbiche che è chiamato a governare e che meritano almeno parole chiare. In base a quelle faremo sentire la nostra voce».


Mattia e Tonino sono i primi gay iscritti nel registro delle unioni civili di Taormina

Pubblicato il


Mattia e Tonino, rispettivamente di 24 e 20 anni, sono stati la prima coppia dello stesso sesso ad essersi iscritta nel registro delle unioni civili di Taormina. La cerimonia si è tenuta ieri a palazzo del Duca, sede del Comune, nella sala generalmente adibita ai matrimoni. Ed è così che i due, accompagnati da amici e parenti, hanno finalmente potuto promettersi amore e fedeltà per la vita.
Rosario Duca, presidente di Arcigay Messina Makwan, ha commentato: «Alla cerimonia saremo presenti anche io e il presidente del Pegaso di Catania Dario De Felice ed entrambi speriamo che questo sia un grande esempio per tutti. Messina sta vivendo un momento felice per il progresso verso una libertà assoluta e proprio in questin giorni abbiamo avuto il piacere di presentare il candidato ufficialmente il candidato messinese a Mister Gay World».

Via: Gay.it


Tosi apre alle unioni civili: «Qui si parla soprattutto di convivenze tra uomini e donne»

Pubblicato il


«Le coppie di fatto ormai sono una realtà anche numericamente importante. E non è una questione di sessualità. Anzi. A ben vedere, le coppie gay sono poche. Qui si parla di convivenze tra uomini e donne, soprattutto. La società sta cambiando e non si può fingere che non sia così. Quindi vanno riconosciute». A dichiararlo a La Stampa è Flavio Tosi.
Il sindaco leghista ha poi precisato: «Sia ben chiaro, riconoscere le coppie di fatto non vuole assolutamente dire sì ai matrimoni omosessuali o alle adozioni da parte dei gay. No. Su quello non sono d'accordo. Qui si sta parlando di convivenze. Che siano anche tra persone dello stesso sesso non importa. Ma non c'è dubbio che vadano garantite su questioni fondamentali, come la sanità, l'assistenza e dal punto di vista patrimoniale». Ed ancora: «Sia ben chiaro che non è una parificazione a quella sancita da un matrimonio, alla famiglia "tradizionale". È un aspetto che comunque va affrontato».
Nonostante la premessa sia quella di un diritto da considerare perché a beneficiarne saranno soprattutto le coppie eterosessuali  (che, contrariamente ai gay, potranno così scegliere se sposarsi o convivere), la posizione dell'esponente del Carroccio appare una fra le più aperte del suo partito nei confronti dei gay, soprattutto considerato come molti suoi colleghi si dicano pronti a sacrificare i diritti di chiunque pur di chiudere la porta ai gay.


Il XIII Municipio di Roma ha approvato il registro delle unioni civili

Pubblicato il


Pur di tentare di bloccare il progetto, i consiglieri del Nuovo Centrodestra, di Fratelli d'Italia e di Forza Italia si spinsero sino ad occupare la sala consigliare del municipio per impedire un voto democratico. Ma ora, archiviata quella bruttissima pagina di cronaca, il XIII Municipio di Roma ha potuto procedere con l'approvazione dell'istituzione di un registro delle unioni civili.
«Questa è la Roma che ci piace -ha commentato il Circolo Mario Mieli- ed è doveroso il nostro ringraziamento e il nostro plauso ai Consiglieri della maggioranza che portano avanti con impegno e passione politica questa battaglia di civiltà, un piccolo ma significativo passo che ci avvicina all'Europa dei diritti, dell'inclusione e della piena uguaglianza».
Nel XIII Municipio rientrano le aree Aurelio Sud, Val Cannuta, Fogaccia, Aurelio Nord, Casalotti di Boccea e Boccea, per un totale di quasi 140mila abitanti.


La Croazia ha approvato la legge sulle unioni civili gay

Pubblicato il


Con 89 voti a favore e 16 contrari, il Parlamento croato ha approvato la legge sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso. La formulazione è molto simile a quella proposta qui in Italia da Renzi: non si chiameranno «matrimoni» ma «partenariato di vita» con pari diritti e doveri ad esclusione dell'adozione. Sarà però prevista la possibilità di adottare il figlio biologico del proprio partner e il riconoscimento di status di famiglia garantirà loro le protezioni previste dalla Costituzione. Anche le cerimonie dovranno essere svolte nei luoghi adibiti ai matrimoni eterosessuali.
Al pari dell'Italia, contro la legge si era mobilitata la Chiesa cattolica croata e varie associazioni cattoliche intenzionate a «difendere» la famiglia tradizionale. Nel momento del voto i 16 deputati contrari sono riconducibili all'area di centro-destra, pronta a bollare la norma come «troppo liberale».

Il 1° dicembre 2013 un referendum popolare promosso dai cattolici chiese una modifica costituzione atta a ridefinire il matrimonio come unione fra un uomo e una donna. Il fronte del sì vinse con il 66% dei voti anche se l'affluenza alle urne registrò la presenza solo del 38% degli aventi diritto.
Secondo il governo quel dato non sarebbe stato significativo per impedire un riconoscimento di diritti civili dovuti, mentre le associazioni cattoliche hanno fatto quadrato attorno a quei numeri per sostenere l'illegittimità della legge appena approvato.
Anche in questo caso la situazione ha un senso del déjà vu, portando alla mente i dati sventolati in Inghilterra dalla Chiesa cattolica ed anglicana a fonte di un sondaggio d'opinione sui matrimoni gay: in quell'occasione la spinta fornita dalle due realtà religiose aveva portato ad una vittoria dei contrari, ma l'analisi pesata dei dati (attraverso l'eliminazione dei voti espressi in modalità non conforme al campione statitico) aveva poi rivelato come i dati finali fornissero un dato diametralmente opposto ed una maggioranza di cittadini favorevoli al provvedimento.


Ecco il testo della legge sulle civil partnership di Renzi. La Manif pour tous: «Irricevibile»

Pubblicato il


Non bisognerà assolutamente parlare di «matrimonio» ma di «civil partnership», le coppie omosessuali potranno iscriversi in un apposito registro dedicato esclusivamente alle unioni fra persone dello stesso sesso e potranno godere degli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali sposate (reversibilità della pensione, diritto alla successione in caso di morte e la possibilità di assistenza negli ospedali e nelle carceri nonché di partecipare ai bandi per le case popolari) con l'esplicito divieto all'adozione se non nel caso del figlio naturale del partner.
Secondo quanto anticipato dal quotidiano L'Unità, è questa la proposta di legge che verrà presentato in aula a settembre dal Partito Democratico. Tale disciplina sarà rivolta alle sole coppie omosessuali.
«Daremo battaglia sul disegno di legge sulle unioni civili di Renzi» ha annunciato La Manif pour tous Italia, pronta a sostenere che «l'unica regolamentazione delle unioni civili immaginabile sulla base del combinato disposto degli artt. 2 e 29 della Costituzione (perlomeno secondo il loro punto di vista, ndr) è quella di mantenere integra, nella sua esclusività sostanziale, la disciplina del matrimonio, e di tenerla altresì saldamente differenziata da una normazione civilistica che raccolga e in caso completi quegli specifici diritti che la giurisprudenza ha già riconosciuto spettare alla persona in ragione di una stabile convivenza di vita». Insomma, tutto deve rimanere com'è e il matrimonio eterosessuale dev'essere un privilegio riservato a loro.
Dalla propria pagina Facebook, la Manif pour tous Italia ha anche lanciato una sua proposta: «un testo da inserire nel codice civile in cui prevedere agevolazioni per i conviventi per tutto quello che riguarda i rapporti privati tra di loro, patrimoniali (eredità) o morali (assistenza sanitaria etc). Nemmeno a parlare ovviamente di "adozioni a metà", che sarebbero solo il primo passo per l'adozione completa. Ma bisogna anche evitare di creare un nuovo soggetto concorrente alla famiglia in tutti i casi in cui lo Stato prevede interventi di solidarietà sociale come i bandi per le case popolari: assurdo parcellizzare ancor più i richiedenti quando le risorse per le famiglie sono già minimi. Quindi: da una parte riconoscere tutto quello che riguarda la dimensione interpersonale della coppia, ma dall'altra non farne un soggetto pubblico competitivo con la famiglia nelle circostanze citate».
Insomma, la richiesta è che i gay paghino i costi sociali delle coppie eterosessuali (anche quelle prive di figli, ovviamente) senza ottenere diritti o riconoscimenti pubblici per le proprie unioni.


Matteo Renzi annuncia le civil partnership a settembre

Pubblicato il


«A settembre, dopo la riforma della legge elettorale, realizzeremo un impegno preso durante le primarie, un impegno vincolante e lo faremo d'accordo con esponenti di maggioranza e Parlamento: quello sui diritti civili». Lo ha affermato Matteo Renzi durante l'Assemblea nazionale del Partito Democratico.
Dopo la mancata promessa dell'approvazione delle civil partnership entro cento giorni dal suo insediamento, il premier pare ora aver deciso di posticipare quella data a settembre. Confermata è la modalità che vorrà vedere l'istituzione di un istituto ghetto nel quale verranno relegale le unioni gay, quasi a conferma delle garanzie fornite da Renzi ad Alfano sul fatto che non avrebbe mai permesso l'introduzione dei matrimoni gay.
Qualche malpensante potrebbe anche ipotizzare che la fretta dipenda anche dall'appiglio fonitogli dalla sentenza della Corte Costituzionale, pronta a sostenere che lo stato possa creare dei cittadini di serie B purché non «eccessivamente penalizzati»: con una legge che riconoscerebbe le unioni gay come "diverse" da quelle riservate agli eterosessuali ci si ritroverebbe a mantenere in vita una forma di discriminazione prima che eventuali sentenze della Cassazione possano mettere in dubbio il concetto di «interesse dello stato» nel riservare i matrimoni ai solo eterosessuali.
Certo, dallo'altro canto non va dimenticato che questo sarebbe il primo riconoscimento italiano all'affettività che unisce le coppie gay, ma le modalità proposte ricalcano vecchi modelli ormai obsoleti (al punto che chi le ha approvate anni fa ne sta ora discutendo le modifiche necessarie): in altre parole ci si ritroverà dinnanzi ad una legge che quindici anni fa sarebbe stata una vittoria ma che ora rappresenta una norma già vecchia.
«Ora che la scadenza è già stata in qualche modo scritta -ha dichiarato Flavio Romani, presidente di Arcigay- occorrerebbe concentrare gli annunci sulla qualità dello strumento legislativo. Ci si farà guidare dal principio di uguaglianza, cioè dall'articolo 3 della nostra Costituzione, o ancora una volta si tenterà di definire i nostri amori come meno importanti e perciò meno degni di fronte alla legge? Che risposte verranno date alle tantissime famiglie omogenitoriali italiane che da anni attendono un riconoscimento pieno? Su questi punti bisogna essere chiari e inequivocabili: per noi non c'è possibilità di mediazione. La data l'abbiamo già segnata da qualche giorno in agenda non mancheremo all'appuntamento di settembre».


La Pascale apre alle unioni civili gay

Pubblicato il


Dopo aver conquistato la prima pagina de Il Giornale con le foto esclusive di Dudina (la nuova barboncina che Berlusconi avrebbe voluto per un matrimonio combinato con Dudù), è attraverso un'intervista al Corriere del Sud che Francesca Pascale ha chiesto un'apertura di Forza Italia alle unioni civili gay o ai pacs (e non certo matrimoni, ndr).
La giovanissima fidanzata dell'ex premier (che in passato si è vantato di aver impedito che i matrimoni gay potessero essere approvati in Italia) ha dichiarato che «È giusto che il centrodestra faccia la sua parte, difendendo la libertà di tante coppie omosessuali che vogliono vivere in pace». Ed ancora: «Cristo ha detto: ama il prossimo tuo come te stesso. Non ha insegnato a fare differenza tra gay e etero. Ecco: mi piacerebbe se il centrodestra aprisse un po' la testolina per dire: siamo liberali fino in fondo e non quando ci interessa o fa comodo. Approfittiamone ora che c'è un Papa liberale, che ha mostrato significative aperture verso divorziati e omosessuali».
Vien da sé che la Pascale non ha alcun ruolo in Forza Italia se non quello di essere la fidanzata di un uomo che cerca di muovere i fili del partito dopo la sua espulsione dal senato a seguito di una condanna definitiva per frode fiscale. Un uomo che ha stretto alleanze con le gerarchie ecclesiastiche (specie con le correnti ruinianie) espresse attraverso le posizioni a sostegno dell'esenzione dall'Ici della Chiesa, la posizione in merito alla legge 40 sulla fecondazione assistita, la presa di posizione nel Englaro contro l'eutanasia, sino all'ostilità ad ogni apertura al riconoscimento delle unioni omosessuali.
Poco chiaro è anche la necessità di pensare alla necessità di un'approvazione papale per una legge dello stato, soprattutto perché appare semplicistico parlare di un «Papa liberale» dato che Papa Franceso è solito tacere su questi temi, lasciando alle gerarchie ecclesiastiche il compito di intervenire (e sarebbe assurdo pensare che Bagnasco possa dare a sua benedizione... peraltro non certo necessaria in uno stato laico come l'Italia).


Che fine hanno fatto le civil partnership di Renzi?

Pubblicato il


In molte cose Renzi ricorda Berlusconi. La sua politica è incentrata sulla dialettica, ha promesso 80 euro in busta paga (al posto delle dentiere promozionali di FI) e all'indomani dei risultati del voto europeo è corso in piazza per associare il proprio volto alla vittoria. La speranza è che non gli voglia assomigliare troppo anche nel non mantenere le premesse (c'è chi ancor oggi attende fiducioso il milione di posti di lavoro promessi nel 1994, ndr).
Non appena divenuto Presidente del Consiglio, infatti, Renzi promise una legge sulle civil partnership entro 100 giorni, ossia entro il 22 maggio scorso. Eppure dell'argomento praticamente non si è ancora parlato.
Il rottamatore iniziò a proporre l''idea di introdurre delle unioni-ghetto (simili al matrimonio, ma con un altro nome e prive della possibilità di adozione) durante la sua campagna del 2012. L'argomento tornò in voga nel dicembre 2013, quando il pressing fu tale da mettere a rischio il già traballante Governo Letta (immediatamente corso ai ripari introducendo il tema delle unioni civili nel suo "Impegno Italia"). Poi la caduta del governo, le promesse in fase di insediamento e il nulla.
Certo, ieri Berlusconi si è affrettato a sottolineare che senza di lui non si potranno fare le riforme e persino Alfano, nonostante un risultato al limite della soglia di sbarramento, ha precisato che nell'esecutivo il suo partito ha ancora un peso... ma è innegabile che il Pd abbia ottenuto un consenso popolare mai visto prima (nella storia Italiana il 40% di preferenze venne superato solo dalla Dc nel 1958) e se non si coglierà l'occasione il rischio è che non la si coglierà mai.
Da sottolineare è anche come tra i 73 eletti italiani ben 31 si siano impegnati per farsi portavoce delle battaglie lgbt attraverso la sottoscrizione della piattaforma "Come out" di Ilga Europe, indice di una rappresentanza gay-friendly democraticamente eletta che non può e non deve passare inosservata.
Se poi si vorrà parlare di matrimoni e non di unioni-ghetto, tanto meglio. Ma quel che non si può tollerare è il chiassoso silenzio davanti ad una promessa che attende di essere mantenuta.


Il Pd propone un nuovo istituto giuridico per le unioni gay (ma non sarà un matrimonio)

Pubblicato il


Emma Fattorini e Stefano Lepri sono i due senatori del Partito Democratico che hanno presentato un nuovo disegno di legge sulle unioni civili che possa superare i «diversi estremismi» presenti in parlamento.
La proposta è semplice: non si parlerà di matrimonio ma un diverso ordinamento giuridico riservato a quanti non avranno diritto ad un'unione che si vuole mantenere riservata ai soli eterosessuali.
Il testo intende così «riconoscere uno specifico assetto giuridico, per garantire alcuni diritti e doveri civili: mutuo aiuto morale e materiale, regime patrimoniale comune, pari condizioni nei negozi e contratti sociali, nel campo del lavoro, dell'assistenza sanitaria, dell'abitazione, dei diritti successori, del trattamento previdenziale e pensionistico». I firmatari precisano però che: «La proposta di legge non modifica la disciplina giuridica del matrimonio così come attualmente regolata dalla legislazione italiana, né influisce in alcun modo sulla condizione giuridica dei figli o sulla disciplina delle adozioni dei minori. Ciò in coerenza con il lavoro svolto lo scorso anno dal gruppo del PD sul tema dei diritti civili».
Insomma, la risposta data ad una una richiesta di uguaglianza pare essere la creazione di una diversità che possa ghettizzare le unioni meno gradite a Santa Romana Chiesa. Una scelta che parrebbe confermare come l'Italia possa essere definita in ogni modo, fuorché uno stato laico in cui a tutti i cittadini siano garantiti pari diritti e pari dignità.

Via: Gay.it