Intervista a Carlo Masi



Carlo Masi nasce a Roma il 6 ottobre 1976. Poco più che quattordicenne, inizia a frequentare le palestre e a praticare assiduamente il bodybuilding. Laureatosi in ingegneria informatica ed inizia a praticare il lavori più disparati: dal rappresentante all'insegnante di matematica e dal personal trainer al modello. Nel 1994 partecipa al concorso Mister Gay Italia, aggiudicandosi il titolo di Mister Alibi. Nel 2004, in un modo singolare che lui stesso ci racconterà, entra nel mondo della pornografia all'interno degli studios americani della Colt.

Ho letto che prima di diventare attore hai fatto numerosi lavori, compreso l'insegnante. Cosa puoi raccontarci di questo periodo?
A dire la verità la mia principale occupazione prima di diventare COLT Man era quella di studiare. Appena mi sono laureato in Ingegneria Informatica sono stato contattato dalla COLTstudio – dopodiché, a parte un periodo iniziale in cui facevo sia il porno attore che il sistemista in un società, ho sempre e solo fatto “Carlo Masi”.
Come qualunque altro studente che non proviene da una famiglia agiata ho dovuto lavorare per contribuire a pagare i miei studi, ho vinto diverse borse di studio ma non erano certo sufficienti a mantenermi. Così ho provato a fare diversi lavori, per lo più insoddisfacenti.

Perché hai deciso di entrare nel settore del cinema hard?
Io sono sempre stato un grande fan della compagnia per la quale lavoro, la COLTstudio. In special modo per le sue fotografie e per la bellezza dei ragazzi che venivano contrattati. Devo essere onesto, per il mio primo film ho chiesto di poter fare una scena soft-core (no sesso). Pensavo che essere nudo davanti le telecamere, con tutte quelle persone con aspettative molto alte mi avrebbe messo in enorme difficoltà, invece ho scoperto che per me era la cosa più naturale del mondo.

Come sei stato contattato dalla Colt studio?
La storia è divertente, come ho detto ero laureato da pochi giorni e andavo spesso all'internet caffè sotto casa per mandare dei resumè a ditte varie e cercare lavoro. Anche se in quel momento della mia vita ero veramente senza un soldo trovavo sempre il modo di comprare i calendari e le riviste COLT, ero così innamorato di quei bellissimi ragazzi!
Un giorno ricevo un email da una persona che dice di aver visto il mio profilo su un sito gay, di essere il rappresentante della COLTstudio e che vorrebbe propormi di lavorare con loro. Sulle prime penso a qualche scemo che gioca scherzi del genere per avere qualche foto in più dei ragazzi che gli piacciono in internet. Io non sono mai stato avaro di foto quindi per un po di tempo sto al gioco. Fino a che le mie aspettative cominciano a crescere e un poco spaventato che in effetti possa essere tutto uno scherzo contatto la COLTstudio tramite il loro sito personale. Il presidente in persona mi risponde divertito e mi dice che posso avere piena fiducia della persona con la quale sono in contatto perché è il loro miglior talent scout. Da li a pochi mesi ero a San Francisco e proprio durante le riprese del mio primo film il presidente della COLT mi ha offerto il mio primo contratto in esclusiva.

Cosa ricordi della tua prima volta davanti ad una macchina da presa?
Ricordo il mio partner, Karim, uno degli uomini più belli e straordinari che abbia mai conosciuto. Io ero veramente nervoso e impacciato, avevo paura di sbagliare e di far arrabbiare qualcuno. Karim era già un veterano e aveva vissuto in Italia per diversi anni, così quando mi vedeva in difficoltà mi parlava e mi rassicurava in Italiano. È stato veramente speciale in America avere una persona che parlava la mia lingua, quasi come avere una lingua segreta.

Perché hai scelto di lavorare negli Stati Uniti? Che differenza c'è fra le produzioni italiane e quelle statunitensi?
A dire il vero la mia non è stata una scelta consapevole, semplicemente non avrei considerato di lavorare per nessun altra compagnia al di fuori della COLTstudio. Ero già un ingegnere e avevo un lavoro stabile, non mi sarebbe mai venuto in mente di accettare un offerta di questo tipo se non fosse venuta dalla compagnia che io veneravo.
Nel tempo ho scoperto che il porno di elite è quello in America, che in Italia le produzioni sono per lo più caserecce. Quello che in America chiamiamo euro-trash.

Se tu fossi il regista di un film, che scena scriveresti per te stesso?
Ce ne sono molte che mi piacerebbe interpretare. È veramente difficile dirlo. Ultimamente ho realizzato uno dei miei feticci sul set, ho girato un intera scena in giacca e cravatta senza togliermele mai. Devo dire che mi ha dato una bella sensazione di potere avere un uomo nudo che si dava da fare per divertirmi mentre io ero per lo più vestito. Il film si chiamerà "Muscle Heads" e verrà messo in commercio tra pochi mesi.

Recentemente è stato messo sul mercato il tuo dildo, diventando il primo porno attore italiano con un dildo commercializzato. Cosa puoi dirci in merito? E, per i più curiosi, puoi raccontarci come viene realizzato un dildo ad immagine e somiglianza dell'originale?
Sono molto fiero di questo ennesimo gadget firmato Carlo Masi, nato grazie alla collaborazione mia, di ColtStudio e Calaexotic. Sono contento che il produttore del dildo è stata la Calaexotic in quanto è la migliore azienda nel campo e produce i giocattoli di migliore qualità.
Realizzarlo è stato divertente, io e il mio ragazzo Adam Champ, siamo andati assieme a Los Angeles a fare i nostri calchi (il Dildo di Adam Champ sarà sul mercato tra pochi mesi). La realizzazione e messa in commercio del dildo ha preso più di un anno ma per fare il calco ci sono voluto solo 5 minuti.
Basta spogliarsi, avere la miglior erezione possibile e infilare il proprio arnese dentro a un tubo di plastica che verrà convenientemente riempito di una pasta simile a quella che usano i dentisti per il calco dei denti. Dopo 4 minuti si estrae e il gioco è fatto. O almeno il gioco è fatto per i modelli, per avere un dildo che si possa commercializzare, quindi eseguire in migliaia di copie sono necessarie molte ore di tedioso lavoro.

Che cosa guardi in un uomo?
Fisicamente i pettorali, ma ti assicuro che serve molto più di quello per avere un secondo appuntamento.

Boxer o slip?
Boxer, li trovo più pratici in palestra.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Di progetti ne ho tanti, probabilmente troppi per realizzarli tutti. Staremo a vedere, per adesso sono in partenza per l'Egitto e la Giordania (vado in aeroporto tra un ora) per 15 giorni e al ritorno il tempo di cambiare le valigie e di nuovo a San Francisco per un film e in Messico per un tour promozionale.

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