Il sindaco di Torino presenzia un 'matrimonio' tra due lesbiche



Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, ha partecipato ad un matrimonio simbolico tra Antonella e Debora, due lesbiche. La cerimonia si è tenuta in un locale del capoluogo piemontese ed il sindaco era presente senza la fascia tricolore d'ordinanza: Chiamparino aveva infatti accettato di presenziare alla loro unione alla condizione che il tutto avvenisse in un luogo privato in modo da non andare contro quanto previsto dalla legge in merito all'suo dei luoghi pubblici. Alla cerimonia erano presenti anche alcuni parlamentari come Pietro Marcenaro, Magda Negri e Anna Paola Concia.
«Ritengo sia un dovere esserci per chi ha responsabilità pubbliche -ha dichiarato Chiamparino durante la cerimonia- Mi auguro che questo vostro atto serva a mandare un messaggio allo spirito libero del Parlamento. Io credo sia tempo di creare in Italia un istituto accanto al matrimonio, che avvenga un processo legislativo che dia alle unioni dello stesso sesso o diverso garanzia di parità di diritti. Spero davvero che prevalga lo spirito libero del Parlamento e ci si metta a livello degli altri paesi europei. Riconoscere diritti è un segno di civiltà».
Com'era purtroppo prevedibile, quel gesto ha scatenato reazioni opposte da parte del mondo politico. Mentre la segreteria del Partito democratico ha elogiato l'iniziativa, il Pdl ha duramente attaccato il sindaco di Torino. Agostino Ghiglia del Pdl ha dichiarato: «È irresponsabile che un uomo delle istituzioni come il sindaco Chiamparino celebri l'unione tra due donne lesbiche quando l'atto non avrà un valore formale, ma solamente propagandistico. Un tema così delicato come quello dei diritti-doveri nelle coppie di fatto, soprattutto se omosessuali, andrebbe affrontato con serietà, sobrietà, equilibrio».
All'esterno del ristorante, infine, è stato organizzato un presidio di Forza Nuova: una decina di militanti di estrema destra hanno manifestato con uno striscione con scritto: "Più figli, meno omosessuali". Il piccolo corteo, comunque, è stato tenuto a distanza dalle forze dell'ordine.
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