I diritti civili scompaiono dal manifesto del Pd



Ospite a Che tempo che fa, domenica scorsa Pier Luigi Bersani aveva elencato gli otto punti che riteneva necessario affrontare con urgenza e sui quali basare un possibile nuovo governo. L'elenco includeva la legge anti-corruzione, il conflitto di interessi, i costi della politica, l'economia verde e urgenza sociale, la riforma dei diritti civili, la riforma dei partiti, l'urgenza lavoro e il diritto allo studio.
Nell'occasione aveva espressamente parlato anche dei diritti delle le coppie gay, eliminando dubbi sul fatto che l'argomento non fosse incluso fra gli interventi previsti nell'ambito dei diritti civili.
È questo il motivo per cui ha destato preoccupazione un manifesto apparso social network del PD ed intitolato "8 punti per un governo di emergenza", all'interno del quale si ritrovano tutti i punti elencati in trasmissione con un'unica eccezione: al punto 5 non compaiono più i diritti civili, ma la promessa di una riduzione delle spese militari.
Ed è così che c'è chi si domanda se sia una semplice svista o se dietro ci sia l'intenzione di accantonare l'obiettivo per sostituirlo con un qualcosa che possa più facilmente ottenere larghi consensi.

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