Il "Nazista dell'Illinois" e l'incompresa libertà di espressione



Ha rapidamente conquistato Internet con la sua ironia, sfidando le Sentinelle in Piedi ed è stato addirittura denunciato con l'accusa di apologia di fascismo, in un'Italia dove a spaventare è chi finge di essere fascista e non chi lo è nelle piazze. Stiamo parlando di Gianpietro Belotti, noto come il Nazista dell'Illinois.
Giampietro non è gay, ma si è sentito in dovere di andare contro a quella mentalità opprimente nei confronti dei diritti altrui. Il Comitato
Verona Pride lo ha voluto incontrare attraverso un'intervista curata da Alessandro Pinarello.

Ciao Giampietro, ci racconteresti chi sei e cosa ti è successo?
Ciao! Sono una persona convinta di vivere nel 2015. A prima vista potrebbe sembrare un'idea anche abbastanza condivisibile eppure oggi esiste ancora chi si rifiuta di accettarlo. Io stesso ho reagito con sgomento quando, un paio di anni fa, ho scoperto che esistono persone in grado di sentirsi legittimate a scendere in piazza e manifestare contro i diritti di altri individui. Questa specie, fortunatamente in via di estinzione, comunemente detta "Sentinelle in Piedi" può nella forma e nelle dimensioni somigliare ad altri appartenente della specie Sapiens ma ha atteggiamenti profondamente diversi: ritiene infatti lecito discriminare gli esseri umani in base a come decidono di vivere la loro vita. Hanno quindi sviluppato questo rituale di gruppo, praticato a cadenze irregolari, che prevede di occupare un habitat a loro totalmente estraneo (infatti se si muovessero meno sporadicamente per le piazze cittadine si renderebbero conto che oggi, nel 2015 appunto, l'omosessualità è vissuta in tutta tranquillità da moltissime persone con o senza il loro beneplacito) e di starsene fermi ed in silenzio per un ora tenendo un libro o qualsiasi altro manufatto recante parole scritte sopra. In breve, sono il tale che a Bergamo nell'ottobre scorso ha deciso di far capire, a chi ancora non avesse chiaro la cosa, di quanto ridicolo si copra una persona che oggi scende in piazza a manifestare contro i diritti delle persone omosessuali. Mi sono quindi mascherato da "nazista dell'Illinois" (se vi manca il riferimento andate di corsa a cercarvi "The Blues brothers") e sono sceso in piazza insieme a loro, leggendo il Mein Kampf di Hitler e con al braccio la doppia croce della Tomania di Adenoid Hynkel ("Il grande dittatore", Charlie Chaplin... se anche questo non vi ricorda nulla però dovete fare qualcosa per la vostra cultura cinematografica, eh!) e con un cartello ai piedi che recitava: "I nazisti dell'Illinois stanno con le Sentinelle in Piedi". Così conciato in piazza sono durato una decina di minuti, il tempo di una sigaretta, di cercare di non scoppiare a ridere per le cazzate che leggevo sul Mein Kampf. Poi in effetti mi hanno arrestato. A quanto pare in Italia le manifestazioni neofasciste hanno tutto il diritto di sfilare per le nostre strade con bandiere e braccia tese ma vestirsi da "nazista dell'Illinois FEAT grande dittatore" è sufficiente per essere indagati per "apologia di fascismo".

Come si è poi conclusa questa amara e paradossale vicenda?
È successo che il mio arresto ha fatto esplodere il caso mediatico. Fortunatamente a quanto pare la mia posizione giudiziaria è stata archiviata, grazie all'interessamento del tutto pro bono dell'avvocatura Rete Lenford che mi ha garantito totale sostegno. La notizia nel frattempo è dilagata un po' ovunque. Giornali, radio, siti internet... sia italiani che stranieri hanno ripubblicato la notizia e le mie interviste: ho ricevuto messaggi di complimenti da moltissime persone del mondo dello spettacolo ed addirittura una Onorevole ha aperto un'interrogazione parlamentare sul mio caso. Credo che la consacrazione totale della vicenda sia arrivata con una mail dove lo stesso John Landis, il regista de The Blues Brothers, mi ha rivolto i suoi complimenti per quello che avevo fatto, raccontando che la vicenda lo aveva molto divertito e specificando che, "anche lui odia i nazisti dell'Illinois, ma che nel mio caso può fare un'eccezione". Grazie alla geniale idea di un amico sono entrato poi in contatto con la pornostar Valentina Nappi ed insieme abbiamo posato per delle foto che continuassero un po' nel gioco di ridicolizzare queste sentinelle in piedi, lei vestita da celestiale Madonna ed io, come al solito, nel ruolo della Sentinella Silenziosa con la "divisa" con cui ero sceso in piazza ed in mano una copia di "Ammanettati e sii sottomessa", parodia del libro "Sposati e sii sottomessa" della wannabe-scrittrice Costanza Miriano. 

Secondo te qual è il confine tra omofobia e la libertà d'espressione della quale il movimento delle Sentinelle in Piedi si fa paladino?
Il confine è quello che a troppe persone salirebbe il nazismo, quello vero, se queste sentinelle esplicitamente scendessero in piazza per negare i diritti delle persone omosessuali. Sono quindi costrette a correggere il tiro e spostarsi su posizioni meno oltranziste. Loro non scendono in piazza per manifestare la loro omofobia: scendono in piazza per difendere il loro diritto a manifestare apertamente la loro omofobia. Un po' come se nelle università dell'Alabama degli anni '60 i bianchi razzisti non avessero fatto picchetti per impedire l'ingresso agli studenti di colore, ma per difendere il loro diritto a sostenere che le persone di colore non dovessero entrare in quelle scuole. La libertà di espressione che le sentinelle vogliono l'ho conosciuta in prima persona: in piazza a Bergamo sono stato portato via dalla polizia su segnalazione delle stesse sentinelle. Eppure che gli sarebbe costato un: "hey, sta esprimendo la sua opinione in modo pacifico, rispettando la nostra manifestazione senza disturbare nessuno. Come noi esprimiamo la nostra idea lasciamo lui libero di manifestare la sua!". Invece si sono accorti del loro errore (chiedere alle forze dell'ordine di portarmi via) solo quando il mio arresto ha suscitato quell'enorme polverone mediatico. Da allora non a caso hanno infatti deciso di non intervenire contro i contestatori più "brillanti" evitando di regalar loro visibilità. Un conto è difendere la libertà di espressione. Ma non puoi essere Charlie solo il giorno che ti fa comodo ed un oppressore delle altrui idee i restanti 364 giorni dell'anno. 

Avresti mai immaginato di diventare una sorta di idolo per gli attivisti Lgbt?
Dopo anni di rugby avrei immaginato più facilmente la mia carriera nel mondo della danza classica. In realtà ho sempre avuto un problema con tutti gli ignoranti violenti, chi segue la mia pagina sa benissimo come non faccia un mistero di avere in odio qualsiasi categoria di fascista oggi esistente. Gli omofobi sono solo una delle facce di questa ignoranza ma esistono anche i razzisti, i complottisti, i sessisti... quando ho deciso di scendere in piazza e manifestare contro gli omofobi era semplicemente per levarmi una "soddisfazione personale", togliermi il classico sassolino dalla scarpa e dire a questi individui, in faccia, cosa io pensi di loro. Quello e levarmi una paura, la paura di essere fra i tanti che se ne sono rimasti in silenzio. Il caso che ne è esploso dopo non l'avrei mai immaginato... ma col senno di poi sono felice sia successo: se ho la possibilità di trascinare anche solo una manciata di persone in più in piazza, e far capire a questi che normalmente sarebbero stati fra i molti "rimasti in silenzio" l'importanza di manifestare contro qualsiasi ingiustizia, ecco, allora non sarà tempo sprecato. 

Credi che l'ironia possa essere l'arma vincente per contrastare l'onda omofoba che si sta abbattendo nel nostro paese?
Credo che certa gente non si renda conto di propugnare idee già profondamente ridicole, idee che la scienza e la storia hanno già giudicato e trovato mancanti. Queste persone pur di avvalorare le loro idee si inventano storie ben oltre il limite dell'assurdo arrivando a parlare di "agenti omosessualizzatori al soldo delle lobby gay che vogliono omosessualizzare il mondo a partire dai bambini nelle scuole". E per farlo usano toni pomposi, minacciosi... ma sono come bambini che raccontano una storia di paura tenendosi una torcia accesa sotto il mento! Qualcuno vorrebbe sedersi accanto a loro e discutere, ma come si fa a discutere seriamente con persone che parlano di "robot omosessualizzanti mandati indietro dal futuro per gayzzare le persone"? E sarei io quello che fa dell'ironia? (Giuro, non sto scherzando, di questo parla un noto documentario russo pubblicizzato in Italia da queste associazioni) Dai, siamo seri, assecondare i pazzi va bene ma solo dopo avergli messo la camicia di forza. Ripeto, sono bambini che raccontano storie di paura al buio. E l'unica cosa sensata è accendere la luce e mettere fine alla pantomima.

Ti ringraziamo e ti invitiamo ufficialmente al Verona Pride, il 6 Giugno 2015 a Verona!
Sono un pirata pastafariano: se c'è della birra non mi serve un invito! Grazie a voi, al mese prossimo!
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