Studio Inps: la reversibilità per i gay non inciderebbe sul bilancio dello Stato



La campagna anti-gay condotta dal ministro Alfano si basa sul far credere che l'estensione della reversibilità alle coppie gay porterebbe ad un tracollo dello stato, invitando gli eterosessuali a schierarsi contro i diritti civili pur di garantirsi l'accesso ad un privilegio pensionistico basato su un diritto di nascita legato all'orientamento sessuale. La reversibilità per i gay «ci costerebbero 40 miliardi di euro», è andato ripetendo Alfano.
L'ennesima smentita alla sua tesi ci giunge oggi da uno studio dell'Inps, secondo il quale l'entrata in vigore della reversibilità per le coppie dello stesso comporterebbe soli 100.000 euro di oneri nel 2006, che diverrebbero 500.000 nel 2017 sino a raggiungere i 6 milioni di euro nel 2025. Tutti importi che risulterebbero praticamente ridicoli per il bilancio di uno stato.
Da notare è anche come l'Inps non si sia basato sui soli dati sottostimati dall'Istat (che verrebbe solo 7.500 copie in tutta italia) ma sul numero di coppie che hanno celebrato unioni civili in Germania nel primo decennio dall'entrata vigore di un'analoga lesse (ossia 35.000 unioni civili). Una previsione quindi probabilmente in eccesso dato che la Germania ha una volta e mezza gli abitanti dell'Italia.
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