La diocesi di Trieste: «Le unioni omoerotiche sono un suicidio, i bambini subiranno le conseguenze di rapporti contro natura»



Il settimanale della diocesi di Trieste, Vita Nuova, appare come un vero e proprio organo di propaganda politica adibita alla promozione dell'odio. Con l'aggravante di come tali messaggi vengano veicolati nel nome del vescovo, li troviamo pronti a sostenere che il fantomatico "gender" esisterebbe e che sarebbe una minaccia per i bambini dato che direbbe a loro che possono essere ciò che sono e non che devono essere ciò che il prete di turno vuole siano.
Pare anche che si sia perso il significato delle parole dinnanzi ad un settimanale diocesano capace di sostenere che il riconoscimento dell'amore tra due uomini e due donne sarebbe da intendersi come «un suicidio» e che la pari dignità per loro sarebbe da intendersi come una «devastazione del matrimonio». L'attacco è contenuto in un articolo propagandistico dal titolo "I post-cristiani tedeschi decisivi per la devastazione del matrimonio. Anche la Merkel cade. Con l’approvazione delle nozze gay pure la Germania si suicida".

Abusando dell'uso di violette che tolga dignità alle parole, il settimanale diocesano racconta:

Con 393 deputati a favore e 226 contrari è passata in Germania la legge che introduce il cosiddetto “matrimonio” tra omosessuali. Con una dichiarazione di facciata, la cancelliera Angela Merkel ha detto di avere votato contro, poiché per lei «il matrimonio è tra uomo e donna». Non è proprio così: cedendo all’opinione pubblica ha abbandonato l’opposizione di principio alle nozze gay, permettendo così ai suoi deputati della Cdu libertà di coscienza e di voto. 

Dopo essesi lamentati che la Merkel non abbia usato il suo ruolo per impedire ogni espressione di opinioni contrarie al volere clericale (come in quei bei totalitarismi che da sempre sono piaciuti alle chiese), si sostiene pure che ci sarebbe qualcosa di "cristiano" nel negare pari dignità civile e sociale alle coppie sgradite al vescovo.

L'articolo passa poi a promuovere la terminologia coniata da Silvana De mari, volta a sostenere che l'omosessualità non esiste perché non esisterebbe sessualità senza procreazione. Scrivono così:

Con l’equiparazione delle unioni omoerotiche al matrimonio, si spalancano pure le porte alla libera adozione dei bambini. È stata un’approvazione lampo, visto che il voto è giunto a ruota solo dopo trentotto minuti di dibattito al Bundestag. La Merkel, per non precludersi le successive alleanze elettorali con l’Spd, con i verdi e con i Linke dell’estrema sinistra, lunedì 26 giugno aveva detto di essere d’accordo con la proposta del matrimonio egalitario. Non solo, ma se nel 2013 la Merkel aveva escluso l’adozione da parte delle coppie gay, adesso afferma invece che «dovrebbe essere possibile la piena adozione» (peraltro già legale in Germania per via giudiziaria).

Quale sarebbe la fantomatica "via giudiziaria" con cui una coppia sarebbe potuta andare in un orfanotrofio ad adottare un bambino pare saperlo solo il settimanale diocesano. Fatto sta che a quel punto si passa allo spergiuro e all'insulto dell'intelligenza umana, con un articolo che dapprima si lamentava che quella cattivona della Merkel avesse osato dare liberà di opinione al volere della maggioranza dell'opinione pubblica per poi spergiurare che il voto sarebbe stato calcolato per cercare di non far capire all'opinione pubblica che era stata approvata quella legge:

Confusione? Smarrimento? Forse solo un freddo calcolo politico. Di certo l’inizio dell’estate è ottimo per l’approvazione di questo tipo di leggi, vista l’imminente distrazione balneare dei media. Su un tema centrale come quello della famiglia il Cdu è spaccato. Si va dal cristianesimo adulto della Merkel e del capogruppo Volker Kauder – che sembrano per la famiglia naturale, ma ammettono la validità di qualsiasi opinione – al post-cristianesimo del deputato Jan-Marco Luczak: «È arrivato il momento di aprire il matrimonio e fare questo significa esprimere valori profondamente conservatori».

E certo! Quello della Merkel sarebbe «cristianesimo adulto» perché non accetta le unioni gay, quasi come se l'unico messaggio che dovrebbe importare ai cattolici è una discriminazione su un tema che Gesù non ha mai toccato manco una volta nonostante all'epoca l'omosessualità venisse vissuta apertamente.

A quel punto, nel nome di sua eminenza reverendissima, il proclamo arriva a spergiurare che i gay danneggerebbero i bambini:

Esulta la sinistra tedesca, che plaude sbalordita alla curiosa mutazione genetica dei post-cristiani. Esultano coloro che hanno usato le unioni civili come grimaldello, per forzare la serratura del diritto, entrare e prendersi tutto: è dal 2001 che in Germania sono legali le unioni civili.
Esulterà meno la società, con tendenza al suicidio di se stessa. Esulteranno molto meno i bambini, le vere vittime, costrette a subire le conseguenze di rapporti contro natura.

Sarà, ma l'unica cosa davvero contro natura pare un vescovo che fomenta odio nel nome di Dio solo perché dsi dice convinto che la sua strenua passione per le tette delle sue parrocchiane lo debba far ritenere parte di una nuova "razza ariana".
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