Dove sono i veri cristiani mentre c'è chi profana le loro chiese?



Un tempo, un qualunque pellegrino che avesse varcato la soglia della chiesa parrocchiale di Bagheria, in provincia di Palermo, avrebbe trovato ad attenderlo una statua della Madonna posta sull'altare. Oggi chi varca quella soglia potrebbe trovare un candidato politico che proietta peni e vagine sull'altare... sempre non sia troppo occupato a mostrare immagini di ragazzi che sostiene debbano essere denigrati e derisi perché si vestono con abiti femminili e lui non vuole.
Dinnanzi a quelle immagini pare facile pensare che in quella chiesa non ci sia più posto per Gesù che invitava a non giudicare. Non c'è attenzione per la trave nel proprio occhio, solo smania di elargire "condanne morali" contro la pagliuzza nell'occhio del fratello. È quella "chiesa" alla Adinolfi in cui i rosari non servono più a chieder grazie, ma diventano strumenti di offesa mediante preghiere rivolte contro qualcun altro.
Si ha davvero l'impressione di assistere a un teatro assurdo. Su quell'altare c'era una De Mari che si è dilettata a parlare di sesso anale e sex toys. C'era un Gianfranco Amato che sbraitava contro gli interlocutori dicendo che nelle chiese è fatto divieto dissentire da lui. Praticamente si è visto qualunque atto sacrilego potesse apparire come un'offesa al sentimento religioso comune.

L'evento non è certo isolato. Ad esempio già il 19 marzo del 2015 Gianfranco Amato venne messo a sedere sull'altare di una chiesa di Bologna per raccontare ai fedeli che i libretti per l'educazione al rispetto andassero utilizzati come carta igienica o che i bambini si sentirebbero violentati se si racconta loro che esiste l'amore anche tra due uomini. Data l'assenza della De Mari e i suoi discorsi sul sesso anale o sulle dimensioni del pene, i presenti si sono dovuti accontentare di sentire racconti su «giornali porno gay» o sulla «masturbazione di un uomo omosessuale». Non pervenuta è la specifica di cosa cambierebbe tra l'autoerotismo di un etero e di un gay (anche perché alla fine la gestualità è sempre quella, nonostante lui pare pronto a creare divisioni sociali con ogni preetesto).
Sbraitando come faceva Mussolini ai suoi comizi, è da quell'altare che urlò in faccia i presenti: «Io sono dichiaratemene omofobo, convintamente omofobo, orgogliosamente omofobo».

L'elenco potrebbe essere infinito. E per quanto lui si professi "crisiano" o sventoli quel titolo di cavaliere che si è acquistato pagando soldi al priorato di Gerusalemme, tutta questo non pare avere nulla di cristiano. Anzi, spesso si ha l'impressione che il uso commerciale dei luoghi sacri come strumento di promozione del suo partito assomigli molto a quello dei mercanti che Gesù cacciò a pedate dal tempio.
Ma la domanda resta sempre e solo una: com'è possibile che la Chiesa e i credenti non sembrano capire che i loro luoghi di culto vengono profanati, violentati e usati per scopi diversi? Com'è possibile che si possa accettare che le statue dei santi siano coperti per proiettare materiale propagandistico atto a condannare la creazione di Dio?

Non serve essere dei teologi per comprendere che l'invito all'amore di Gesù non è semplice. Significa rinunciare a qualcosa di proprio per dare agli altri, significa rinunciare alla superbia, significa accettare che il figlio prodigo non sia punito per i suoi errori...  significa tante cose. Ma quando un avvocato inizia a raccontare che il Paradiso può essere guadagnato semplicemente facendo sesso con una donna dalle tette attraenti, ostentato pregiudizio contro l'amore altrui o abbracciando la xenofobia adinolfiniana contro chi viene da terre diverse dalle nostre, ecco che parrebbe lecito domandarsi come si possa anche solo lontanamente pensare che quella scorciatoia sia credibile e cristiana? Da un lato c'è chi chiede rinunce, dall'altro che chi invita a portasi a letto una ragazza... davvero il bigotto medio è pronto a dirsi convinto che le due cose siano equivalenti? Sarà, ma un tempo si diceva che simili scorciatoie fossero opera del Maligno, quello stesso Maligno che amato ama citare per spaventare la sua gente.
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