Dopo il patrocinio ad Amato, Sesto San Giovanni si mette pure a regalare presepi



Pare che l'uscita dalla rete anti-discriminazione e il patrocinio pubblico al comizio omofobo di Gianfranco Amato non fossero altro che il preambolo alla crociata ideologica della nuova amministrazione di Sesto San Giovanni.
L'ex Stalingrado d'Italia, ora nelle mani di Forza Italia, sembra avere forti problemi con il principio di laicità dello stato. Si è iniziato con lo stracciare la convenzione con il centro islamico per la costruzione di una moschea, evidentemente ritenendo che i cattolici meritino più chiese del necessario e agli altri debba essere negato un solo luogo di culto. Ora si prosegue con il tentativo di imporre simboli religiosi nelle scuole attraverso presepi forzisti che saranno pagati con i soldi dei contribuenti.
«Con una lettera a nome dell'amministrazione -fa sapere il sindaco Roberto Di Stefano- ho scritto ai dirigenti scolastici esprimendo la nostra volontà di omaggiare le scuole del territorio di un piccolo presepe, organizzando dei momenti di consegna agli istituti interessati. Consideriamo importante in questo momento storico difendere la nostra cultura, i nostri valori, le nostre tradizioni. Purtroppo sempre più spesso si moltiplicano in vari comuni e in alcune scuole tentativi di nascondere il Natale. Il presepe rappresenta la nostra identità oltre a essere portatore di uno straordinario messaggio di pace e speranza e per questo mostrarlo dovrebbe essere un'ovvietà».
Se non è chiaro come si possa pensare che un simbolo confessionale possa rappresentare un elemento «identitario» di uno stato laico, non si capisce neppure perché per «difendere la nostra cultura» non si sia preferito fornire strumenti didattici agli studenti al posto di imporre simboli religiosi che paiono orientati unicamente a mancare di rispetto alla libertà religiosa altrui.
Non sembra un caso che l'amministrazione acquisterà statuine della Madonna proprio mentre l'integralismo cattolico sta attaccando ferocemente quel dirigente scolastico siciliano che ha fatto rispettare la legge ed ha ribadito il principio per cui a scuola ci si va per studiare e non certo per pregare.
Il sindaco fa sapere anche che le tasse dei cittadini verranno usate per allestire un presepio presso il Comune, simbolo della volontà di imporre la sua presunta fede religiosa ai cittadini. Insomma, non solo si negano luoghi di preghiera agli altri, ma si pretende pure di trasformare il Comune in un luogo dedicato al culto cattolico.
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